(ANSA) - ROMA, 30 LUG - Gli africani della Cap Anamur potevano restare in
Italia con un permesso di soggiorno provvisorio.

Il tribunale di Roma ha
infatti accolto il ricorso d' urgenza contro l' espulsione di 14 degli
extracomunitari arrivati sulla nave tedesca, presentato dai legali Simona
Sinopoli e Fabio Baglioni. La pronuncia arriva tardi per 13 dei 14, giˆ
rimandati in Africa, ma potrebbe servire all' unico rimasto, Fatawu Lasisi,
che si trova nel Centro di permanenza temporanea di Ponte Galeria (Roma). I
legali ne hanno chiesto l' immediata liberazione, che  stata per˜ negata.
FATAWU LASISI PUO' RESTARE - Dopo la Corte europea per i diritti umani e l'
Alto Commissario dell' Onu per i rifugiati (Unhcr),  arrivata oggi dal
tribunale civile di Roma un' ulteriore "bacchettata" sulla gestione della
vicenda della Cap Anamur. I 14 africani, che hanno dichiarato di essere
sudanesi, ma per il Viminale sono ghanesi, non andavano dunque espulsi. Per
l' ultimo rimasto, che ha raccontato di provenire dal Darfur, se le su
affermazioni fossero vere, spiega il giudice, "esse supporterebbero
sufficientemente il 'fumus' della domanda di asilo, essendo notoria l'
attuale situazione in cui versa il Darfur dove, dal febbraio 2003, si
combatte una guerra che semina orrore tra la popolazione civile". Il
tribunale rileva inoltre che "occorre tenere in dovuto conto l' oggettiva
difficoltˆ per il ricorrente di procurarsi la documentazione attestante la
sua effettiva identitˆ e nazionalitˆ" e ritiene quindi "opportuno"
consentire a Lasisi di rimanere in Italia "al fine di scongiurare che l'
eventuale riconoscimento del diritto venga di fatto posto nel nulla dalla
giˆ avvenuta espulsione del richiedente asilo". L' uomo ha il diritto di
"ottenere il rilascio di un permesso di soggiorno provvisorio sino all'
esito della definizione del presente procedimento". OPPOSIZIONE ESULTA, 'ORA
GOVERNO SI SCUSI' - La decisione del tribunale  stata accolta con
soddisfazione dall' opposizione, secondo cui si tratta di "una conferma che
il Governo ha agito in maniera illegittima espellendo gli extracomunitari".
Il giudice, secondo Gabriella Pistone (Pdci) "dˆ ragione alla tesi sostenuta
da chi nei giorni scorsi ha fortemente criticato il comportamento del
ministero dell' Interno, nonchŽ dell' Alto commissariato delle Nazioni Unite
e di Amnesty International, secondo cui le autoritˆ italiane hanno agito con
troppa fretta violando il diritto ad una completa analisi della richiesta di
asilo e ad un' equa procedura". Per Paolo Cento (Verdi), "ora il ministro
dell' Interno, Giuseppe Pisanu, dovrebbe chiedere scusa ai profughi della
Cap Anamur ed avere il coraggio di dimettersi". Sulla stessa lunghezza d'
onda il senatore Antonello Falomi (Riformatori per l' Ulivo), secondo cui
"ora occorre un gesto di riparazione: l' Italia deve chiedere al Ghana il
rientro nel nostro Paese dei 13 espulsi". Analoghi commenti di Mauro
Bulgarelli (Verdi), Antonio Soda (Ds), Giuseppe Fioroni (Margherita) e
Giusto Catania (Rifondazione). La portavoce dell' Alto commissariato Onu per
i rifugiati (Unhcr), Laura Boldrini, si dice soddisfatta perchŽ viene
dimostrata "la fondatezza di quanto abbiamo affermato sin dall' inizio del
dibattito parlamentare sulla legge Bossi-Fini e cioŽ che nel momento in cui
si  in presenza di un ricorso, il richiedente asilo che ha ottenuto un
diniego dalla commissione centrale possa rimanere nel territorio italiano e
non debba essere rimandato nel suo paese". MA FATAWU LASISI NON E' LIBERO -
Nel pomeriggio i legali sono andati al Cpt di POnte Galeria per chiedere la
liberazione di Lasisi, alla luce di quanto stabilito dal tribunale di Roma.
Ma all' ufficio immigrazione della questura della capitale, spiegano, "ci
hanno detto che per ordini superiori non possono provvedere all' esecuzione
del provvedimento del giudice, perchŽ l' interpretazione data dal ministero
dell' Interno  che l' extracomunitario debba stare in Italia, ma in un
Cpt". Si tratta, secondo i legali, "di una misura assurda, contro cui daremo
battaglia: faremo tutto ci˜ che la legge ci consente di fare affinchŽ sia
eseguito il provvedimento del giudice e Lasisi sia liberato; non escludiamo
il ricorso all' autoritˆ giudiziaria penale". (ANSA).

 

Accolto ricorso contro espulsione per profughi Cap Anamur

 

Il Manifesto, 31 luglio 2004

 

Accolto il ricorso contro lĠespulsione dei naufraghi della Cap Anamur. Ma  troppo tardi. Il giudice chiede la concessione di un permesso di soggiorno. Lo avrˆ solo lĠunico non ancora espulso e detenuto nel Cpt di Ponte Galeria

Dovevano restare in Italia, perchŽ le loro richieste di asilo fossero sottoposte allĠesame di un giudice. Invece ci si  messa di mezzo la politica di governo, e per gli africani salvati da un naufragio dalla nave tedesca Cap Anamur il viaggio verso lĠEuropa si  concluso presto, con unĠespulsione verso il Ghana e la Nigeria. Ma quellĠespulsione non avrebbe dovuto esserci: a dirlo  il tribunale di Roma, che ieri si  espresso sul ricorso presentato dai legali dei 14 africani - Simona Sinopoli e Fabio Baglioni - dopo il diniego alla domanda di asilo da parte della Commissione speciale inviata nel centro di permanenza di Caltanissetta, dove i 37 africani erano stati rinchiusi per alcuni giorni una volta sbarcati sulle coste siciliane. Secondo il giudice esiste sia il Òfumus boni iurisÓ per la domanda di asilo - considerando che gli africani si dichiaravano sudanesi della regione del Darfur - che il Òpericulum in moraÓ, poichŽ esiste un decreto di respingimento con accompagnamento alla frontiera firmato il 12 luglio dal questore di Agrigento, appena ai naufraghi fu concesso di scendere dalla nave.

Per questo il giudice ha accolto il ricorso, che chiedeva di sospendere lĠespulsione e di concedere un permesso di soggiorno temporaneo ai 14 naufraghi in attesa che un tribunale si esprimesse sulla loro domanda di asilo. Purtroppo per 13 di loro la sentenza del giudice Sergio Pannunzio arriva troppo tardi: sono giˆ stati espulsi, cinque verso la Nigeria e il resto verso il Ghana, come detta la legge sullĠimmigrazione Bossi-Fini, secondo cui il ricorso contro il diniego della Commissione non sospende il rimpatrio. Pochi giorni dopo furono espulsi pure gli altri 22, per cui la Commissione aveva invece chiesto la concessione di un permesso umanitario, rifiutato dal Viminale. Sul loro ricorso si esprimerˆ il 5 agosto il tribunale di Caltanissetta.

La decisione del giudice, quindi, vale solo per lĠultimo africano rimasto in Italia. Si chiama Fatawu Lasisi e di lui, fino al tardo pomeriggio di ieri, si erano perse le tracce. NellĠultima ÒinfornataÓ di espulsioni a carico dei naufraghi - avvenuta in tre tappe - Lasisi infatti fu lasciato a terra. I motivi non sono mai stati chiariti dal governo - che su questa vicenda ha utilizzato la strategia del blackout informativo - ma secondo lĠipotesi pi accreditata  stato salvato perchŽ faceva parte del gruppo su cui la Corte di Strasburgo, in seguito a un esposto presentato da Sinopoli e Baglioni, aveva chiesto maggiori informazioni sulle procedure seguite

 Lasisi era finito in un primo momento nel centro di permanenza milanese di via Corelli, ma da due giorni era sparito. Ieri  ricomparso nel Cpt romano di Ponte Galeria. Della sua presenza a Roma si  venuto a sapere solo grazie allĠinteressamento di Rifondazione comunista, perchŽ gli avvocati non sono stati avvertiti da nessuno. Dopo un tira e molla durato tutto il pomeriggio e una diffida presentata da Sinopoli e Baglioni contro Viminale e questura di Roma, ieri sera  arrivata la notizia che Lasisi oggi verrˆ liberato, e gli sarˆ concesso il permesso di soggiorno temporaneo di cui parla esplicitamente la sentenza del giudice.

ÒIl provvedimento stabilisce un principio importantissimo, e dimostra che le espulsioni a carico dei 37 sono state illegittimeÓ, commentano Sinopoli e Baglioni. Soddisfazione per la decisione del giudice  stata espressa anche dallĠAlto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati dellĠOnu: ÒDimostra quello che abbiamo sempre sostenuto: non si pu˜ espellere un richiedente asilo che ha ottenuto un diniego e presenta un ricorsoÓ, ha detto la portavoce Laura Boldrini.

Il deputato dei Verdi Paolo Cento chiede le dimissioni del ministro Pisanu, il deputato della Margherita Giuseppe Fioroni lĠabrogazione della legge Bossi-Fini. Il senatore Antonello Falomi dei riformatori per lĠUlivo auspica invece Òun gesto riparatoreÓ, e cio la richiesta ufficiale del rientro in Italia dei 13 naufraghi. Il diessino Antonio Soda ricorda che nella vicenda di Lasisi cĠ unĠassurditˆ in pi: il ragazzo parla soltanto uno stentato inglese, la sua lingua sembra essere il dialetto sudanese Ausa: ÒNessuno  riuscito a porgli domande - conclude Soda - perchŽ, secondo il ministero, non si riusciva a trovare un interprete che conoscesse la sua linguaÓ.

 

Immigrati: disegno legge di An introduce reato di clandestinitˆ

 

Il Manifesto, 30 luglio 2004

 

Il partito di Fini torna alle origini e presenta un disegno di legge che introduce il reato di immigrazione clandestina: arresto fino a quattro anni. Prevista anche lĠespulsione dei venditori di merce taroccata e un ministero dellĠimmigrazione. La sinistra tace.

A volte i politici non bisogna prenderli troppo sul serio. A volte s“. Per esempio, la mitica svolta di Gianfranco Fini, quando in ottobre addirittura minacci˜ di far le barricate per garantire il diritto di voto agli stranieri, ecco, quella era una palese buffonata che serviva solo a regolare qualche conticino aperto con i pi destri del suo partito. Sulla pelle degli stranieri. Adesso, visti i punti "qualificanti" del disegno di legge presentato ieri da An per modificare in peggio la Bossi-Fini,  fin troppo facile chiamare le cose con il loro nome (sono fascisti), ma resta da capire a quale giochino stiano giocando i peggiori uomini del segretario di An. Sempre sulla pelle degli stranieri. I quali, dieci mesi dopo, un tempo infinito per politici senza principi, vengono trattati come carne da macello per rinvigorire lo scontro nel centrodestra - e continuare ad attaccare il ministro Pisanu - da quando la Consulta ha cassato due norme anticostituzionali della Bossi-Fini. Difficile pensare che questo sgradevole ritorno alle origini che puzza di olio di ricino possa tradursi in qualcosa di pi consistente di una boutade tra camerati, ma non per questo non bisogna prenderlo sul serio, se non altro perchŽ rivela lĠanima autenticamente razzista del partito di Fini.

Il paradosso  che per aggirare la sentenza della Consulta, che ha cercato di stabilire un minimo di uguaglianza tra cittadini italiani e stranieri, An continua a rilanciare norme liberticide che fanno a pugni sia con il diritto che con la realtˆ. La Consulta ha stabilito che non si pu˜ arrestare il cittadino straniero che non lascia il territorio pur avendo ricevuto il foglio di via perchŽ trattasi di semplice reato amministrativo? E il mite Giampaolo Landi (An), primo firmatario del ddl, per tagliare la testa al toro propone lĠintroduzione del reato di clandestinitˆ, con lĠarresto obbligatorio e la reclusione da 1 a 4 anni (ci sarebbe nuovo lavoro per la Consulta, e nel settore dellĠedilizia carceraria). Lo stesso uomo, Landi da Chiavenna, ha proposto nientemeno che un ministero dellĠimmigrazione, proposta che secondo La Russa "pu˜ far discutere ma sarebbe di grande significato".

Paolo Cento (Verdi) non ha nessuna voglia di discuterne e parla di proposta forcaiola. "Ostacoleremo con forza ogni tentativo di introdurre in Italia il reato di immigrazione clandestina - spiega - cos“ come giudichiamo culturalmente sbagliata la proposta di un ministero per lĠimmigrazione: semmai occorre potenziare i ministeri competenti sulla solidarietˆ sociale come risposta di civiltˆ al fenomeno dellĠimmigrazione".

Per la serie non cĠ limite al peggio, la proposta di legge prevederebbe anche la revoca del permesso di soggiorno per tutti i lavoratori "extracomunitari" che producono, vendono o distribuiscono merce taroccata. Il rastrellamento di massa - e perchŽ non per gli italiani? - si tradurrebbe subito in espulsione, e per i recidivi magari in qualche annetto di carcere. Naturalmente, e qui An sfonda porte aperte, tanto che nŽ la Consulta nŽ il centrosinistra hanno da ridire, va da sŽ che bisognerˆ costruire nuovi centri di detenzione.

E, per finire, i post-fascisti, con piglio micragnoso, fanno anche i conti della serva proponendo "un ufficio dellĠanagrafe tributaria dei cittadini extracomunitari per verificare la regolare predisposizione delle dichiarazioni annuali dei redditi percepiti". Troppo poco per essere bastardi dentro? E allora, accertiamo e verifichiamo anche "la regolaritˆ fiscale e valutaria delle rimesse di valuta effettuate dagli stranieri verso paesi non appartenenti alla Ue".

 

Unione Europea studia creazione "campi di accoglienza" in Africa

 

Agi, 31 luglio 2004

 

La Commissione europea starebbe studiando una nuova strategia per cercare di ridurre il numero di migranti che chiedono asilo in Europa. Secondo il quotidiano "Berliner Zeitung" la Commissione ha allĠesame un piano che prevede la creazione di campi di accoglienza con condizioni standard internazionali in paesi confinanti con quelli in cui esistono crisi umanitarie, destinati ad accogliere i profughi diretti verso lĠEuropa.

Negli stessi campi verrebbero, poi, scrutinate le richieste di asilo e, contestualmente, verrebbe deciso il loro accoglimento o la la loro bocciatura. Bruxelles, scrive il giornale, ha giˆ intavolato trattative con il governo del Marocco per convincerlo ad accogliere i profughi in fuga dai paesi africani.

Il quotidiano berlinese pubblica estratti del verbale di una riunione della Commissione interni del Bundestag, che nel giugno 2003 ascolt˜ il commissario europeo alla giustizia e agli affari interni, Antonio Vitorino.

"Io non propongo - afferm˜ nellĠoccasione il commissario - che per i profughi dalla Somalia si debbano avere in Egitto gli stessi standard di protezione internazionale esistenti in Baviera". Sarebbe sufficiente, a suo avviso, che per i profughi vengano create condizioni di accoglienza accettabili.

Il quotidiano "Die Welt" riporta oggi i dati di uno studio sullĠimmigrazione compiuto dal "Forum europeo per gli studi sulla migrazione" dellĠuniversitˆ tedesca di Bamberg. Da esso risulta che il giro dĠaffari dei trafficanti di uomini ha ormai superato quello mondiale realizzato dalla mafia della droga ed ha raggiunto 9,5 miliardi di dollari, con prezzi che salgono quanto pi protette sono le frontiere dei paesi di destinazione dei clandestini. Lo studio mette anche in evidenza che dal gennaio 2003 sono stati 250 mila i clandestini che hanno varcato illegalmente le frontiere dellĠUe.