DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 6
febbraio 2004, n.100
Regolamento recante modalita' di coordinamento delle attivita' delgruppo tecnico presso il Ministero dell'interno con la appositastruttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia diimmigrazione. IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87 della Costituzione; Visto l'articolo 2-bis, comma 4, del testo unico delle disposizioniconcernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizionedello straniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n.286, introdotto dall'articolo 2 della legge 30 luglio 2002, n. 189,che dispone l'emanazione di apposito regolamento per la definizionedelle modalita' di coordinamento delle attivita' del gruppo tecnicocon le strutture della Presidenza del Consiglio dei Ministri; Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400,recante disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento dellaPresidenza del Consiglio dei Ministri; Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, recanteordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri a normadell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data23 luglio 2002, recante ordinamento delle strutture generali dellaPresidenza del Consiglio dei Ministri, pubblicato nella GazzettaUfficiale n. 207 del 4 settembre 2002; Visto il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001,n. 398, regolamento recante l'organizzazione degli uffici centrali dilivello dirigenziale generale del Ministero dell'interno; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,adottata nella riunione del 27 giugno 2003; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezioneconsultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 15 dicembre 2003; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 29 gennaio 2004; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e delMinistro dell'interno, di concerto con il Ministro degli affariesteri e con il Ministro per le politiche comunitarie; E m a n a il seguente regolamento: Art. 1. Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) Çtesto unicoÈ: il testo unico delle disposizioni concernentila disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dellostraniero, approvato con decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286,cosi' come modificato dal decreto-legge 4 aprile 2002, n. 51,convertito, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 2002, n. 106;dalla legge 30 luglio 2002, n. 189; dal decreto-legge 9 settembre2002, n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre2002, n. 222; b) ÇComitatoÈ: il Comitato per il coordinamento ed ilmonitoraggio di quanto previsto dal testo unico, istituito ai sensidel comma 1 dell'articolo 2-bis del medesimo testo unico; c) Çgruppo tecnicoÈ: il gruppo tecnico di lavoro istituito aisensi del comma 3 dell'articolo 2-bis del testo unico; d) ÇstrutturaÈ: l'insieme delle risorse umane e strumentali dellaPresidenza del Consiglio dei Ministri che supportano, nell'eserciziodelle competenze di cui al testo unico, le attivita' del Presidentedel Consiglio dei Ministri e del Comitato di cui all'articolo 2-bis,comma 3, del medesimo testo unico, individuate nelle forme di cuiall'articolo 3, comma 1. Avvertenza: Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle premesse: - Il testo dell'art. 87 della Costituzione della Repubblica italiana e' il seguente: ÇArt. 87. - Il Presidente della Repubblica e' il capo dello Stato e rappresenta l'unita' nazionale. Puo' inviare messaggi alle Camere. Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione. Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo. Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti. Indice il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione. Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato. Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere. Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere. Presiede il Consiglio superiore della magistratura. Puo' concedere grazia e commutare le pene. Conferisce le onorificenze della RepubblicaÈ. - Il testo del comma 4 dell'art. 2-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante: Çtesto unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello stranieroÈ, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191, supplemento ordinario, e' il seguente: Ç4. Con regolamento, da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con il Ministro degli affari esteri, con il Ministro dell'interno e con il Ministro per le politiche comunitarie, sono definite le modalita' di coordinamento delle attivita' del gruppo tecnico con le strutture della Presidenza del Consiglio dei MinistriÈ. - Il testo del comma 1 dell'art. 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante Disciplina dell'attivita' di Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e' il seguente: Ç1. Con decreto del Presidente della Repubblica, previa deliberazione del Consiglio dei ministri, sentito il parere del Consiglio di Stato che deve pronunziarsi entro novanta giorni dalla richiesta, possono essere emanati regolamenti per disciplinare: a) l'esecuzione delle leggi e dei decreti legislativi, nonche' dei regolamenti comunitari; b) l'attuazione e l'integrazione delle leggi e dei decreti legislativi recanti norme di principio, esclusi quelli relativi a materie riservate alla competenza regionale; c) le materie in cui manchi la disciplina da parte di leggi o di atti aventi forza di legge, sempre che non si tratti di materie comunque riservate alla legge; d) l'organizzazione ed il funzionamento delle amministrazioni pubbliche secondo le disposizioni dettate dalla legge;È. - Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, reca: ÇOrdinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a norma dell'art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59È. - Il decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2001, n. 398: ÇRegolamento recante l'organizzazione degli uffici centrali di livello dirigenziale generale del Ministero dell'internoÈ, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6 novembre 2001, n. 258. Note all'art. 1: - Il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante: Çtesto unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello stranieroÈ, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 agosto 1998, n. 191, supplemento ordinario. - Il decreto-legge 4 aprile 2002, n. 51: ÇDisposizioni urgenti recanti misure di contrasto all'immigrazione clandestina e garanzie per soggetti colpiti da provvedimenti di accompagnamento alla frontieraÈ, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 8 aprile 2002, n. 82, e convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 7 giugno 2002, n. 106, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 8 giugno 2002, n. 133. - La legge 30 luglio 2002, n. 189, recante: ÇModifica alla normativa in materia di immigrazione e di asiloÈ e' pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 26 agosto 2002, n. 199, supplemento ordinario. - Il decreto legge 9 settembre 2002, n. 195, recante: ÇDisposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitariÈ, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 settembre 2002, n. 211, e convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 2002, n. 240. - Il testo del comma 1 dell'art. 2-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante: Çtesto unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, e' il seguente: ÇArt. 2-bis (Comitato per il coordinamento e il monitoraggio). - 1. E' istituito il Comitato per il coordinamento e il monitoraggio delle disposizioni del presente testo unico, di seguito denominato ÇComitatoÈ. - Il testo del comma 3 dell'art. 2-bis del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante: Çtesto unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello stranieroÈ, e' il seguente: Ç3. Per l'istruttoria delle questioni di competenza del Comitato, e' istituito un gruppo tecnico di lavoro presso il Ministero dell'interno, composto dai rappresentanti dei Dipartimenti per gli affari regionali, per le pari opportunita', per il coordinamento delle politiche comunitarie, per l'innovazione e le tecnologie, e dei Ministeri degli affari esteri, dell'interno, della giustizia, delle attivita' produttive, dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali, della difesa, dell'economia e delle finanze, della salute, delle politiche agricole e forestali, per i beni e le attivita' culturali, delle comunicazioni, oltre che da un rappresentante del Ministro per gli italiani nel mondo e da tre esperti designati dalla Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Alle riunioni, in relazione alle materie oggetto di esame, possono essere invitati anche rappresentanti di ogni altra pubblica amministrazione interessata all'attuazione delle disposizioni del presente testo unico, nonche' degli enti e delle associazioni nazionali e delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro di cui all'art. 3, comma 1È. Art. 2. Attivita' del gruppo tecnico 1. Il gruppo tecnico svolge l'istruttoria degli affari dicompetenza del Comitato. 2. Le funzioni di segreteria del gruppo tecnico sono espletate dalDipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Ministerodell'interno, che trasmette altresi' alla struttura le risultanzedelle istruttorie svolte dal gruppo tecnico. Art. 3. Attivita' della struttura 1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri individua, con propriodecreto, la struttura di cui all'articolo 1, comma 1, lettera d),determinandone altresi' i compiti e le modalita' di funzionamento. 2. Sulla base degli indirizzi espressi dal Presidente del Consigliodei Ministri e delle indicazioni fornite ai sensi degli articoli 3,comma 1, e 21 del testo unico, la struttura cura la predisposizionedel documento di programmazione triennale, di cui al medesimoarticolo 3 del testo unico. 3. Sulla base degli indirizzi e delle indicazioni di cui al comma 2e di quelle del Comitato, che si avvale delle elaborazioni fornitedal gruppo tecnico, la struttura cura la predisposizione del decretoannuale sui flussi di ingresso e degli eventuali decreti da adottarein via transitoria, ai sensi dell'articolo 3, comma 4, del testounico. 4. Sulla base delle indicazioni fornite dal gruppo tecnico, lastruttura cura, secondo le procedure di cui al comma 3, lapredisposizione dei decreti di decurtazione delle quote annuali diingresso fissate a norma dell'articolo 3, comma 4, del testo unico,in applicazione dell'articolo 32, comma 1-quater, del medesimo testounico, nonche' dell'articolo 1, comma 8, lettera a), deldecreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, convertito, conmodificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222. Note all'art. 3: - Il testo dell'art. 3 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e' il seguente: ÇArt. 3 (Politiche migratorie). - 1. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti i Ministri interessati, il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro, la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, la Conferenza Stato-citta' e autonomie locali, gli enti e le associazioni nazionali maggiormente attivi nell'assistenza e nell'integrazione degli immigrati e le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative sul piano nazionale, predispone ogni tre anni salva la necessita' di un termine piu' breve il documento programmatico relativo alla politica dell'immigrazione e degli stranieri nel territorio dello Stato, che e' approvato dal Governo e trasmesso al Parlamento. Le competenti Commissioni parlamentari esprimono il loro parere entro trenta giorni dal ricevimento del documento programmatico. Il documento programmatico e' emanato, tenendo conto dei pareri ricevuti, con decreto del Presidente della Repubblica ed e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Il Ministro dell'interno presenta annualmente al Parlamento una relazione sui risultati raggiunti attraverso i provvedimenti attuativi del documento programmatico. 2. Il documento programmatico indica le azioni e gli interventi che lo Stato italiano, anche in cooperazione con gli Stati membri dell'Unione europea, con le organizzazioni internazionali, con le istituzioni comunitarie e con organizzazioni non governative, si propone di svolgere in materia di immigrazione, anche mediante la conclusione di accordi con i Paesi di origine. Esso indica altresi' le misure di carattere economico e sociale nei confronti degli stranieri soggiornanti nel territorio dello Stato, nelle materie che non debbono essere disciplinate con legge. 3. Il documento individua inoltre i criteri generali per la definizione dei flussi di ingresso nel territorio dello Stato, delinea gli interventi pubblici volti a favorire le relazioni familiari, l'inserimento sociale e l'integrazione culturale degli stranieri residenti in Italia, nel rispetto delle diversita' e delle identita' culturali delle persone, purche' non confliggenti con l'ordinamento giuridico, e prevede ogni possibile strumento per un positivo reinserimento nei Paesi di origine. 4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentiti il Comitato di cui all'art. 2-bis, comma 2, la Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e le competenti Commissioni parlamentari, sono annualmente definite, entro il termine del 30 novembre dell'anno precedente a quello di riferimento del decreto, sulla base dei criteri generali individuati nel documento programmatico, le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, tenuto conto dei ricongiungimenti familiari e delle misure di protezione temporanea eventualmente disposte ai sensi dell'art. 20. Qualora se ne ravvisi l'opportunita', ulteriori decreti possono essere emanati durante l'anno. I visti di ingresso ed i permessi di soggiorno per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale, e per lavoro autonomo, sono rilasciati entro il limite delle quote predette. In caso di mancata pubblicazione del decreto di programmazione annuale, il Presidente del Consiglio dei Ministri puo' provvedere in via transitoria, con proprio decreto, nel limite delle quote stabilite per l'anno precedente. 5. Nell'ambito delle rispettive attribuzioni e dotazioni di bilancio, le regioni, le province, i comuni e gli altri enti locali adottano i provvedimenti concorrenti al perseguimento dell'obbiettivo di rimuovere gli ostacoli che di fatto impediscono il pieno riconoscimento dei diritti e degli interessi riconosciuti agli stranieri nel territorio dello Stato, con particolare riguardo a quelle inerenti all'alloggio, alla lingua, all'integrazione sociale, nel rispetto dei diritti fondamentali della persona umana. 6. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare di concerto con il Ministro dell'interno, si provvede all'istituzione di Consigli territoriali per l'immigrazione, in cui siano rappresentati le competenti amministrazioni locali dello Stato, la Regione, gli enti locali, gli enti e le associazioni localmente attivi nel soccorso e nell'assistenza agli immigrati, le organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, con compiti di analisi delle esigenze e di promozione degli interventi da attuare a livello locale. 6-bis. Fermi restando i trattamenti dei dati previsti per il perseguimento delle proprie finalita' istituzionali, il Ministero dell'interno espleta, nell'ambito del Sistema statistico nazionale e senza oneri aggiuntivi a carico del bilancio dello Stato, le attivita' di raccolta di dati a fini statistici sul fenomeno dell'immigrazione extracomunitaria per tutte le pubbliche amministrazioni interessate alle politiche migratorie. 7. Nella prima applicazione delle disposizioni del presente articolo, il documento programmatico di cui al comma 1 e' predisposto entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge 6 marzo 1998, n. 40. Lo stesso documento indica la data entro cui sono adottati i decreti di cui al comma 4. 8. Lo schema del documento programmatico di cui al comma 7 e' trasmesso al Parlamento per l'acquisizione del parere delle Commissioni competenti per materia che si esprimono entro trenta giorni. Decorso tale termine, il decreto e' emanato anche in mancanza del parere.È. - Il testo dell'art. 21 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e' il seguente: ÇArt. 21 (Determinazione dei flussi di ingresso). - 1. L'ingresso nel territorio dello Stato per motivi di lavoro subordinato, anche stagionale e di lavoro autonomo, avviene nell'ambito delle quote di ingresso stabilite nei decreti di cui all'art. 3, comma 4. Nello stabilire le quote i decreti prevedono restrizioni numeriche all'ingresso di lavoratori di Stati che non collaborano adeguatamente nel contrasto all'immigrazione clandestina o nella riammissione di propri cittadini destinatari di provvedimenti di rimpatrio. Con tali decreti altresi' assegnate in via preferenziale quote riservate ai lavoratori di origine italiana per parte di almeno uno dei genitori fino al terzo grado in linea retta di ascendenza, residenti in Paesi non comunitari, che chiedano di essere inseriti in un apposito elenco, costituito presso le rappresentanze diplomatiche o consolari, contenente le qualifiche professionali dei lavoratori stessi, nonche' agli Stati non appartenenti all'Unione europea, con i quali il Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'interno e il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, abbia concluso accordi finalizzati alla regolamentazione dei flussi d'ingresso e delle procedure di riammissione. Nell'ambito di tali intese possono essere definiti appositi accordi in materia di flussi per lavoro stagionale, con le corrispondenti autorita' nazionali responsabili delle politiche del mercato del lavoro dei paesi di provenienza. 2. Le intese o accordi bilaterali di cui al comma 1 possono inoltre prevedere la utilizzazione in Italia, con contratto di lavoro subordinato, di gruppi di lavoratori per l'esercizio di determinate opere o servizi limitati nel tempo; al termine del rapporto di lavoro i lavoratori devono rientrare nel paese di provenienza. 3. Gli stessi accordi possono prevedere procedure e modalita' per il rilascio delle autorizzazioni al lavoro. 4. I decreti annuali devono tenere conto delle indicazioni fornite, in modo articolato per qualifiche o mansioni, dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale sull'andamento dell'occupazione e dei tassi di disoccupazione a livello nazionale e regionale, nonche' sul numero dei cittadini stranieri non appartenenti all'Unione europea iscritti nelle liste di collocamento. 4-bis. Il decreto annuale ed i decreti infrannuali devono altresi' essere predisposti in base ai dati sulla effettiva richiesta di lavoro suddivisi per regioni e per bacini provinciali di utenza, elaborati dall'anagrafe informatizzata, istituita presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di cui al comma 7. Il regolamento di attuazione prevede possibili forme di collaborazione con altre strutture pubbliche e private, nei limiti degli ordinari stanziamenti di bilancio. 4-ter. Le regioni possono trasmettere, entro il 30 novembre di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, un rapporto sulla presenza e sulla condizione degli immigrati extracomunitari nel territorio regionale, contenente anche le indicazioni previsionali relative ai flussi sostenibili nel triennio successivo in rapporto alla capacita' di assorbimento del tessuto sociale e produttivo. 5. Le intese o accordi bilaterali di cui al comma 1 possono prevedere che i lavoratori stranieri che intendono fare ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato, anche stagionale, si iscrivano in apposite liste, identificate dalle medesime intese, specificando le loro qualifiche o mansioni, nonche' gli altri requisiti indicati dal regolamento di attuazione. Le predette intese possono inoltre prevedere le modalita' di tenuta delle liste, per il successivo inoltro agli uffici del Ministero del lavoro e della previdenza sociale. 6. Nell'ambito delle intese o accordi di cui al presente testo unico, il Ministro degli affari esteri, d'intesa con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, puo' predisporre progetti integrati per il reinserimento di lavoratori extracomunitari nei Paesi di origine, laddove ne esistano le condizioni e siano fornite idonee garanzie dai governi dei Paesi di provenienza, ovvero l'approvazione di domande di enti pubblici e privati, che richiedano di predisporre analoghi progetti anche per altri Paesi. 7. Il regolamento di attuazione prevede forme di istituzione di un'anagrafe annuale informatizzata delle offerte e delle richieste di lavoro subordinato dei lavoratori stranieri e stabilisce le modalita' di collegamento con l'archivio organizzato dall'Istituto nazionale della previdenza sociale (I.N.P.S.) e con le questure. 8. L'onere derivante dal presente articolo e' valutato in lire 350 milioni annui a decorrere dall'anno 1998È. - Il testo del comma 1-quater dell'art. 32 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e' il seguente: ÇArt. 32 (Disposizioni concernenti minori affidati al compimento della maggiore eta). - 1-quater. Il numero dei permessi di soggiorno rilasciati ai sensi del presente articolo e' portato in detrazione dalle quote di ingresso definite annualmente nei decreti di cui all'art. 3, comma 4.È. - Il testo del comma 8, lettera a), dell'art. 1 del decreto-legge 9 settembre 2002, n. 195, recante: ÇDisposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitariÈ, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 settembre 2002, n. 211 e convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 9 ottobre 2002, n. 222, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 2002, n. 240, e' il seguente: Ç8. Le