SPEECH/04/85

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Romano Prodi

 

 

Presidente della Commissione europea

 

 

 

 

Una unione di minoranze

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Seminario “Europa: contro l’antisemitismo, per una Unione di diversitą”

Bruxelles, 19 febbraio 2004


Illustri ospiti, signore e signori,

Il nostro incontro di oggi Ź, per il fatto stesso che avviene, un evento importante e significativo nonché un messaggio positivo di dialogo, di apertura e di tolleranza.

Innanzitutto, voglio ringraziare il Congresso ebraico europeo e il Congresso dei rabbini europei, che hanno organizzato con noi questo seminario, e rivolgo un caloroso saluto a tutti i partecipanti: shalom.

La storia dell'Europa Ź fatta di molte pagine gloriose. Penso ai principi della democrazia che abbiamo ricevuto in ereditą dalla civiltą greca. Penso al fiorire del Rinascimento e ai progressi dell'epoca illuminista.

Ma il passato europeo Ź fatto anche di capitoli bui e spaventosi, pagine che parlano delle peggiori forme di crudeltą dell'uomo sull'uomo.

L'Europa ha visto persecuzioni e pogrom, ha visto l'inquisizione e le guerre di religione, ha visto i roghi, gli auto-da-fé, le noyades e le purghe.

E poi le pagine piĚ orribili, vissute dalla mia stessa generazione: i campi di concentramento, lo sterminio di massa, il genocidio e l'orrore assoluto della shoah.

Spesso si Ź cercato di nascondere questi orrori dietro un eufemismo, come "soluzione finale" o "pulizia etnica", che Ź un'espressione altrettanto oscena.

Anche in altre parti del mondo si sono verificate atrocitą simili, ma questo non attenua il senso di colpa che grava sul passato di noi europei.

Ma oggi non siamo qui per giudicare i crimini commessi da altre nazioni e in altri continenti; siamo qui per parlare dell'Europa e dobbiamo avere il coraggio di guardare in faccia la realtą e di chiamare le cose con il loro nome.

Desidero che da questo seminario scaturiscano risultati concreti e che abbia un impatto reale. Non siamo venuti a batterci il petto in pubblico per poi non fare nient’altro. Avanzerė quindi una serie di proposte concrete per il futuro.

Signore e signori,

Credo che noi tutti abbiamo molto da imparare dalla storia degli ebrei d'Europa. Per molti versi, sono proprio loro i primi e i piĚ antichi europei.

Noi, i nuovi europei, stiamo apprendendo solo ora la difficile arte di vivere nel rispetto di una fedeltą multipla: la fedeltą alla nostra cittą natale, alla nostra regione, al nostro paese e ora anche all'Unione europea.

Gli ebrei hanno dovuto perfezionare quest'arte sin dall'antichitą perché erano sia ebrei che italiani, sia ebrei che francesi, sia ebrei che spagnoli, sia ebrei che polacchi, sia ebrei che tedeschi. Orgogliosi dei loro legami con le comunitą ebraiche del continente e altrettanto orgogliosi dei legami con loro paesi di appartenenza.

In Germania e nell'Europa orientale, lo strumento utilizzato per esprimere questi legami complessi Ź stato l’yiddish, mentre nei Balcani e nel Mediterraneo Ź stato il giudeo spagnolo o ladino.

In Europa, gli ebrei sono l’archetipo della minoranza dal punto di vista storico e culturale. Sono stati privati dei diritti di cui gli altri godevano e sono stati perseguitati in tutt'Europa.

Qualcuno ha detto che le civiltą possono essere giudicate dal modo in cui esse trattano le loro minoranze; il comportamento che una societą riserva alle minoranze rivela infatti molto dei valori e della cultura che essa incarna.


Quindi, si puė dire che il trattamento riservato agli ebrei Ź un indice del grado di civiltą. E sappiamo tutti che negli ultimi duemila anni i risultati sono stati spesso vergognosi.

Nonostante questo, gli ebrei d'Europa di ogni nazionalitą--belgi, inglesi, francesi, tedeschi, italiani, polacchi, portoghesi o spagnoli--hanno dato moltissimo alla cultura europea come artisti, scienziati, pensatori e scrittori.

Essi hanno contribuito enormemente all'Europa non solamente come individui ma anche in quanto comunitą.

I valori che li hanno guidati per secoli sono un punto di riferimento per tutti noi. Essi hanno avuto un grande ruolo nella formazione dell’ethos europeo e delle nostre diverse storie e culture.

Signore e signori,

La shoah Ź il crimine piĚ disumano che sia mai stato perpetrato sul territorio europeo. L’immensa sofferenza che ha provocato ha segnato per sempre i sopravvissuti e tutto il popolo ebraico.

La shoah ha segnato anche tutti quegli europei che ne hanno compreso pienamente la dimensione.

L'orrore della shoah e i terribili lutti provocati dalla seconda guerra mondiale hanno segnato profondamente anche i padri fondatori dell'Europa.

Il loro progetto iniziale, infatti, era rendere impossibile il ritorno all'Europa degli anni ‘30 e degli anni ‘40.

L'idea europea si fonda sulla ferma determinazione che l'Europa del futuro deve essere diversa: un'Europa di pace, di tolleranza e di rispetto dei diritti umani; un’Unione di diversitą nella quale le differenze vengono accettate e, anzi, sono considerate una ricchezza per tutti.

Il mio impegno personale verso l'idea dell'Europa nasce dalla profonda convinzione che questa Ź la strada giusta per il futuro del nostro continente. Per questo motivo, il mio primo atto ufficiale in qualitą di Presidente della Commissione europea Ź stato visitare Auschwitz.

L'Unione europea ha bandito la guerra come strumento di risoluzione delle dispute fra i suoi Stati membri e ha riportato la concordia fra nemici secolari.

E ora, con l'allargamento, abbiamo risanato la spaccatura che ha diviso in due il continente per mezzo secolo e, per la prima volta nella storia, l'Europa sarą riunita pacificamente.

Abbiamo iniziato a mettere in comune le nostre risorse e a condividere la sovranitą nazionale: abbiamo il mercato unico e una sola moneta. E godiamo dei benefici che ci hanno dato la pace, la stabilitą e la prosperitą.

Ma soprattutto, oggi condividiamo gli stessi valori di fondo.

Il rispetto dei diritti umani, il rispetto delle minoranze e il rispetto per la dignitą della persona sono fra i principi fondamentali dell'Unione Europea assieme alla libertą, alla democrazia e allo Stato di diritto.

Per questo motivo, il razzismo, la xenofobia e l'antisemitismo contraddicono l'essenza stessa di ciė che l'Europa rappresenta.


Signore e signori,

Ho spesso definito l'Europa che stiamo costruendo una “Unione di minoranze”. Un’Unione dove nessuna entitą nazionale, etnica, religiosa o culturale puė tiranneggiare sulle altre.

Questo perché in Europa tutte le componenti, siano esse culturali, religiose etniche e nazionali, hanno pari dignitą.

Vorrei che il titolo che abbiamo scelto per il nostro seminario di oggi venga preso alla lettera: dobbiamo fare in modo che l'Europa sia davvero una “Unione di diversitą”. Ecco, questa Ź l'Europa che stiamo costruendo.

Oggi dobbiamo mandare il messaggio indiscutibile che lotteremo per questa nostra Unione di diversitą.

La diversitą culturale ed etnica dell'Europa Ź la nostra forza. Assieme ai nostri valori fondamentali, la diversitą culturale e la nostra natura multietnica sono un antidoto contro il risorgere delle espressioni di antisemitismo e contro le nuove forme di pregiudizio.

Sono profondamente convinto che la conoscenza del passato sia fondamentale per sradicare ogni fenomeno di intolleranza o di rigetto della diversitą nelle scuole, sul posto di lavoro e nella vita politica.

Perché Ź vero che torniamo a vedere i segni del pregiudizio antisemita. ť vero che rivediamo le vestigia dell'antisemitismo storico un tempo comune in Europa. ť vero che vediamo attaccare le sinagoghe, profanare i cimiteri ebraici e aggredire fisicamente gli ebrei. ť proprio per questo che oggi siamo qui.

Ma dobbiamo essere ragionevoli e mettere le cose nella corretta prospettiva.

L'Europa di oggi non Ź l'Europa degli anni ‘30 e ‘40, affermare una cosa del genere sarebbe falso. Non credo che l'Europa di oggi sia percorsa da forme di antisemitismo organizzato paragonabili all'antisemitismo degli anni ‘30 e degli anni ‘40.

Non abbiamo il diritto di insultare la memoria delle milioni di vittime della shoah mettendo a confronto i fenomeni di oggi, per quanto indubbiamente gravi, con la loro sofferenza.

L'Europa di oggi ha condannato in modo inequivocabile l'antisemitismo degli anni ‘30 e ‘40 e condanna ogni nuovo atto di antisemitismo. Questo sentimento Ź condiviso dalla quasi totalitą dei cittadini e dei leader europei.

In diverse occasioni le istituzioni dell'Unione hanno ribadito la loro determinazione in difesa dei diritti umani e hanno condannato ogni forma di intolleranza, di razzismo di xenofobia.

Gli strumenti per combattere qualsiasi violazione di questi principi si trovano nei Trattati europei e nelle leggi degli Stati membri, ai quali spetta in gran parte la responsabilitą di prendere misure concrete.

La tutela dei diritti umani, e in modo particolare dei diritti delle minoranze, Ź un requisito fondamentale per aderire all'Unione e per restarvi.


L'Europa di oggi ha un sistema di salvaguardia e di misure preventive che ci mette al riparo dal ritorno di quel terribile passato.

-       La Carta dei diritti fondamentali, parte integrante del progetto di Costituzione dell'Unione, proibisce la discriminazione nei termini piĚ netti.

-       Gli Stati membri hanno leggi severe contro la produzione, la vendita e la diffusione di propaganda antisemita.

-       Nel novembre 2001, la Commissione ha proposto una Decisione quadro contro la discriminazione e le xenofobia. La proposta ha tre obiettivi: primo, assicurare che il razzismo e le xenofobia siano perseguibili come reati penali e che le pene siano effettive, proporzionate e dissuasive. Secondo, essa intende migliorare e incoraggiare la cooperazione fra gli organi giudiziari rimuovendo i potenziali ostacoli. Terzo, definire gli atti di antisemitismo, compreso ogni tentativo di negare o minimizzare la Shoah in pubblico, come reati perseguibili per legge.

Signore e signori,

Esiste anche un altro contesto nel quale puė crescere una forma di antisemitismo e che trova terreno nel conflitto mediorientale, tuttora irrisolto.

In Europa vediamo che questo conflitto alimenta la frustrazione sociale delle nuove minoranze che si sono stabilite in molti Stati membri dell'Unione con l'immigrazione.

Questo fenomeno importato in Europa a volte si traduce effettivamente in atti di antisemitismo, in certi paesi piĚ che in altri. A questi atti occorre rispondere con fermezza.

Questa forma di antisemitismo rappresenta una sfida nuova per l'Unione. Dobbiamo usare tutti gli strumenti a nostra disposizione per affrontare questo tipo di antisemitismo: dall'azione di polizia e magistratura all'istruzione e all’intervento sociale.

All’inizio del mio discorso ho detto che non siamo qui per accusare gli altri ma per garantire che si faccia tutto ciė che occorre per sradicare il razzismo e la xenofobia. Qualsiasi forma esso prenda, non cambia la nostra politica di eliminare ogni manifestazione di antisemitismo dall'Unione.

Signore e signori,

La pace Ź il valore fondamentale dell'Unione: la pace in Europa e la pace oltre i suoi confini. Se non vogliamo che sia una parola vuota, la pace deve andare di pari passo con la sicurezza.

Il processo di integrazione europea e l'allargamento hanno portato pace e sicurezza in un continente dove i confini hanno perso quasi completamente di significato perché condividiamo gli stessi valori, applichiamo le stesse regole e proteggiamo le minoranze nello stesso modo.

Il desiderio di sostenere questi valori anche al di fuori dell'Europa Ź il principale motivo delle politiche di vicinato che stiamo sviluppando per l'Europa dell'est e il Mediterraneo.

La nostra Politica di vicinato intende creare attorno all'Unione un anello di amici dalla Russia al Marocco fondato su valori condivisi e su interessi comuni e convergenti.


Oltre ai nostri vicini orientali, questa nuova politica Ź rivolta a tutti i paesi che si affacciano Mediterraneo, ivi compreso-- ovviamente--Israele. E Israele Ź un paese con il quale noi europei abbiamo da lungo tempo solidi legami culturali, storici e personali. Inoltre, Israele Ź una democrazia autentica e dinamica.

Con la politica di vicinato offriamo ai nostri partner la possibilitą di condividere con noi la pace, la stabilitą e la prosperitą di cui godiamo nell'Unione europea.

In questo contesto, devo citare il processo di pace in Medio oriente, che riguarda da vicino il tema di questo seminario.

L'Unione europea esprime il suo fermo impegno a favore dell'obiettivo chiaro di due Stati, Israele e uno Stato palestinese vitale e democratico, che vivano uno accanto all'altro in pace e sicurezza, nell'ambito di una pace globale in Medio oriente come stabilito nella road map.

La pace e la sicurezza sono i beni in assoluto piĚ importanti per gli europei.

Quando gli europei indicano in un paese una minaccia per la pace, io ci vedo tutta la preoccupazione per la mancanza di progressi nel processo di pace e per l'infernale spirale di violenza.

Allo stesso modo, quando si criticano certe politiche del governo israeliano, io ci vedo una legittima espressione di dissenso democratico. E il diritto al dissenso democratico Ź una cosa che gli stessi cittadini israeliani esercitano con passione.

Ma sono anche consapevole, e non posso negarlo, che le critiche a Israele siano ispirate in parte da sentimenti e pregiudizi che possiamo definire antisemiti. Dobbiamo riconoscere questo fatto per quello che Ź e dobbiamo dare risposte adeguate.

Signore e signori,

Voglio ripetere i motivi che mi hanno spinto a organizzare questo seminario e i risultati che spero produrrą.

In primo luogo, per il fatto stesso che oggi teniamo questo seminario, la questione assume un profilo alto e cresce la coscienza dell'antisemitismo nell’opinione pubblica.

Perché, Ź chiaro che l'antisemitismo si nutre soprattutto di ignoranza.

Ma le parole non bastano.

Voglio che questo seminario consideri passi concreti per combattere l'antisemitismo. Il dibattito serve a definire l'azione, non deve sostituirsi ad essa.

Quindi, ecco le mie proposte:

1.     Comincerė dalla Commissione. L’antisemitismo richiede interventi specifici e trasversali che coinvolgono diverse competenze della Commissione fra cui: la giustizia e affari interni, gli affari sociali, l'occupazione e l'istruzione. Voglio che questa Commissione esamini attentamente la questione e che lasci alla prossima Commissione una proposta sul modo migliore di affrontare il problema.


2.     In secondo luogo, il Consiglio (e cioŹ i governi nazionali) hanno un ruolo fondamentale. Esorto il Consiglio Giustizia e affari interni e il Consiglio Istruzione a discutere dell'antisemitismo in Europa nel corso di sedute dedicate specificatamente alla questione. Mi riferisco a queste formazioni del Consiglio perché all'antisemitismo si risponde con misure di contenimento e con interventi preventivi nel campo dell'istruzione.

3.     Ho gią accennato alla Decisione quadro proposta della Commissione per combattere il razzismo e la xenofobia. Questa proposta Ź importantissima. Chiedo quindi al Consiglio di adottarla come una questione di massima urgenza.

4.     Esorto anche gli Stati membri a prevedere interventi e proposte per combattere ogni fenomeno di razzismo, di xenofobia, di antisemitismo, di islamofobia e le relative forme di intolleranza. A questo fine, Ź indispensabile che l'Europa possa contare su un sistema di monitoraggio efficace e attendibile dell'antisemitismo, del razzismo e della xenofobia sia a livello nazionale che a livello dell'Unione.

5.     Saluto con piacere il fatto che lo scorso dicembre i capi di Stato e di governo hanno dimostrato l’importanza che attribuiscono a questi temi decidendo di trasformare il Centro europeo di monitoraggio sul razzismo e la xenofobia di Vienna in una vera e propria Agenzia per i diritti umani. Esorto il Centro ad accelerare la pubblicazione del nuovo studio sull’antisemitismo nell’Unione.

6.     A livello internazionale, spero sinceramente che la situazione si sviluppi in modo da consentire all'Assemblea generale delle Nazioni Unite di adottare finalmente la risoluzione sull'antisemitismo. E spero che gli Stati membri dell'Unione si muovano opportunamente verso questo obiettivo. In questo modo arriverebbe in tutto il mondo un grande messaggio di tolleranza.

Il mio desiderio Ź che noi oggi ci trovassimo d'accordo su questa serie di proposte e di politiche. Deve essere questo il messaggio del nostro seminario.

Signore e signori,

Le istituzioni dell'Unione europea sono unite nella condanna unanime dell'antisemitismo.

L'Europa di oggi non Ź l'Europa degli anni ‘30 e degli anni ‘40. Non dobbiamo mai dimenticare ciė che Ź avvenuto allora, perché ricordare il passato Ź la maniera migliore per garantire che quei terribili eventi non si ripetano mai piĚ.

Dobbiamo rispondere agli atti di antisemitismo con fermezza e dobbiamo tutelare i diritti delle nostre minoranze.

L'Unione deve operare per la pace e per la sicurezza in Europa cosď come lavora per sostenere la pace e la sicurezza nel mondo.

Non c'Ź spazio per l'antisemitismo in una Unione di diversitą.

Grazie.