(Sergio Briguglio 26/3/2004)

 

ELEMENTI DI NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE E ASILO

 

Nota: le disposizioni approvate nella XIV legislatura sono evidenziate dalla sottolineatura (italico sottolineato per quelle contenute negli schemi di regolamento approntati in attuazione della L. 189/02[1]); le disposizioni da queste rimpiazzate sono riportate in nota

 

1. Ingresso e soggiorno

 

1.1 Flussi e altri criteri

 

Quote e diritti

 

o      Quote programmate con decreti (DPCM, decreto MAE su disponibilita’ atenei)

o      Domande di ingresso accolte fino a raggiungimento della quota, se gli altri requisiti sono soddisfatti

o      Numeri recenti: ingressi per soggiorni di lunga durata (circa 25.000 per anno), stagionali (circa 50.000 per anno)

o      Ingressi non limitati numericamente

o      Ingressi per soggiorni di breve o lunga durata

o      Requisiti: non gravare sull’assistenza pubblica (mezzi di sostentamento, alloggio, viaggio di ritorno)

o      Numeri: turismo (circa 400.000 ingressi)

o      Ingressi non limitati numericamente (possibile riflesso, pero’, degli ingressi per protezione temporanea e ricongiungimento su quote per lavoro)

o      Requisiti principali “indipendenti” dalla volonta’: condizione di persecuzione, rapporto di parentela

o      Requisiti aggiuntivi: assenza di condizioni di esclusione (asilo), reddito e alloggio del familiare (ricongiungimento), etc.

o      Numeri: ricongiungimento (circa 50.000), richiesta asilo (circa 10.000; riconoscimenti o permessi umanitari: circa 1000)

o      Nota: l’ammissione al riconoscimento del diritto d’asilo prescinde da un ingresso formalmente legale; possibile abuso; interferenza con controllo immigrazione

 

Programmazione: documento triennale

 

 

Relazioni delle regioni

 

 

Decreto flussi

 

 

Decreti transitori

 

 

Quote privilegiate

 

 

Ingressi ex art. 27 e possibilita’ di quote illimitate

 

 

Caratteristiche storiche; esempio 2004

 

o      limitazione attiva solo se piu’ restrittiva dei criteri

o      restrittivita’ dei criteri allentata dall’aggiramento (rapporti nati illegalmente)

o      gia’ prevista dalla legge Martelli (criteri restrittivi; tetti infiniti, ma non sempre)

o      casi interessanti: Tunisia 1998 e Sri Lanka 2003 (quote privilegiate non usate); Albania 2000 (liste per chiamata, usate per autosponsorizzazione)

o      programmazione transitoria: meno burocratica, ma con quote limitate superiormente da quelle stabilite per l’anno precedente[4]

 

o      2004:

-       DPCM 19/12/2003 (programmazione transitoria): stagionali (50.000) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2002 o nel 2003, o da paesi accettati nella UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia) ovvero da Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria e Romania, o da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia, Albania,  Marocco, Moldavia ed Egitto); rinvio a un possibile nuovo decreto, da adottarsi dopo il 30/6/2004, per ulteriore fabbisogno (nota: necessario un DPCM “standard”, perche’ la programmazione transitoria non puo’ eccedere la quota complessiva di ingressi nell’anno solare precedente)

-       DPCM 19/12/2003 (programmazione transitoria): 17500 lavoratori subordinati da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia: 3.000, Albania: 3.000, Marocco: 2.500, Moldavia: 1.500, Egitto: 1.500, Nigeria: 2.000, Sri Lanka: 1.500, Bangladesh: 1.500, Pakistan: 1.000) e 2500 da altri paesi con cui l'Italia dovesse stipulare accordi; 6100 lavoratori subordinati (da qualunque paese; “altro paese”, da Circ. Minlavoro 5/04); 500 dirigenti o lavoratori altamente qualificati, con contratto di lavoro subordinato (da qualunque paese); 2500 lavoratori autonomi (ricercatori; imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; soci e amministratori di societa' non cooperative; artisti di chiara fama; conversioni da studio o formazione in lavoro autonomo entro il limite di 1250); 400 lavoratori (subordinati o autonomi) Argentini, Uruguayani o Venezuelani, di origine italiana; riserva, nella ripartizione per regioni, riservata alle assunzioni per le “Grandi opere”;

 

 

1.2 Visto di ingresso

 

Paesi con visto e senza visto

 

 

Competenza

 

 

Requisiti: documentazione, titolo di viaggio, mezzi, alloggio

 

o      passaporto valido (o documento equivalente)

o      documentazione su

-       finalita’ del viaggio

-       mezzi di trasporto utilizzati

-       disponibilita’ mezzi sufficienti (ai sensi della Direttiva del Ministro dell’interno 1/3/00, G.U. 17/3/00; nota: non definiti per lavoro subordinato) per viaggio (anche di ritorno, salvo che per ingressi per lavoro) e soggiorno[5]

-       condizioni di alloggio

o      documentazione relativa ai requisiti specifici per il tipo di visto richiesto (Decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con altri ministri competenti, periodicamente aggiornato; in vigore: Decreto 12 Luglio 2000 sulla “Definizione delle tipologie dei visti d’ingresso e dei requisiti per il loro ottenimento”, G.U. n. 178, 1 Agosto 2000)

 

Motivi ostativi

 

o      mancanza dei requisiti previsti

o      pericolo per ordine pubblico e sicurezza dello Stato (anche per paesi Schengen; salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      esistenza di condanne (anche in primo grado o in seguito a patteggiamento) per reati art. 380, co. 1 e 2, c.p.p., o per reati riguardanti stupefacenti, liberta’ sessuale, il favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento di prostituzione o di minori

o      pendenza di divieto di reingresso in seguito a espulsione

o      esistenza di motivi che richiederebbero l’espulsione

o      esistenza di segnalazioni per la non ammissione in Area Schengen (T.U.: per soli motivi di ordine pubblico e sicurezza degli Stati e di tutela delle relazioni internazionali; Regolamento: qualunque motivo – incluso, quindi, allontanamento con divieto di reingresso)

 

Termini per rilascio e diniego

 

 

Modalita’ di impugnazione

 

 

Reingresso

 

 

 

1.3 Permesso di soggiorno

 

Richiesta (termini)

 

 

Documentazione e requisiti

 

o      passaporto valido (o documento equivalente) con visto (se richiesto), da cui risulti nazionalita’, anno e luogo di nascita del richiedente

o      disponibilita’ di mezzi per le spese di rimpatrio (escluso soggiorno per lavoro e per motivi familiari)

o      esigenza di soggiorno per il tempo richiesto

o      disponibilita’ di mezzi di sostentamento (indicati dalla Direttiva Ministro dell’interno sui mezzi di sussistenza; nota: non definiti per lavoro subordinato) rapportati al numero di persone a carico[7]

o      disponibilita’ di ulteriori risorse

o      disponibilita’ di alloggio

o      iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, per certi permessi

o      iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, o assicurazione privata per altri permessi di durata > 3 mesi

o      assicurazione privata per soggiorni di durata < 3 mesi

 

Termini per rilascio e diniego

 

 

Durata

 

o      lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato: < 2 anni

o      lavoro subordinato con contratto a tempo determinato: pari a durata del rapporto, ma comunque < 1 anno[8]

o      lavoro autonomo: < 2 anni

o      studio e formazione: < 1 anno

o      familiari: come per il familiare (o affidatario) “perno”, ma comunque < 2 anni; affidamento (minore affidato a comunita’ familiare o istituto di assistenza, ex art. 2 L.184/83): fino al compimento dei 18 anni (?)

o      lavoro stagionale: < 9 mesi (a prescindere dal settore lavorativo[9]); dopo due anni di lavoro stagionale, possibilita’ di permesso per 3 annualita’ per lavoro stagionale (visto rilasciato ogni anno; durata per ciascun anno pari a quella dell’ultimo dei due anni precedenti), revocato in caso di abuso da parte dello straniero

o      turismo, visita, affari: < 3 mesi

o      richiesta asilo: durata procedura riconoscimento presso la Commissione territoriale

o      asilo:  2 anni (secondo la prassi)

o      acquisto cittadinanza o apolidia (per lo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo): durata procedimento concessione o riconoscimento

o      emigrazione in altro Stato: durata procedure occorrenti

o      motivi di giustizia (su richiesta dell’autorita’ giudiziaria, nel caso in cui la presenza dello straniero sia indispensabile in relazione a procedimenti in corso per reati di cui all’art. 380 c.p.p. o all’art. 3 L. 75/58): 3 mesi, prorogabili

o      altri motivi (cura, minore eta’): < documentate esigenze

 

Rinnovo: termini e requisiti

 

o      90 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo indeterminato)

o      60 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo determinato)

o      30 gg. (se rilasciato per altri motivi)[10]

 

Diniego di rilascio o rinnovo, revoca: conseguenze, impugnazione

 

o      nuovi elementi che consentano il rilascio o il rinnovo del permesso (art. 5, co. 5 T.U.; attenuato, per il lavoratore subordinato che abbia un contratto in scadenza, il danno associato al termine, lontano dalla scadenza, fissato per la richiesta di rinnovo)

o      la sanabilita’ di eventuali irregolarita’ amministrative (art. 5, co. 5 T.U.)

o      l’esistenza di gravi motivi umanitari o obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6 T.U.)

o      l’esistenza di requisiti per altro tipo di permesso (art. 5, co. 9 T.U.; conversione: di fatto disatteso, salvo sentenza TAR Liguria)

o      perdita dei requisiti (salvo disoccupazione tollerata) e di mancato soddisfacimento dei requisiti per il soggiorno in altro Paese Schengen (salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      condanna definitiva (successiva all’entrata in vigore della L. 189/02, da Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003; nota: dovrebbero rilevare solo le condanne per reati commessi dopo l’entrata in vigore della L. 189/02) per reati previsti dal Titolo III, Capo III, Sez. II della L. 633/41, e modifiche, in materia di tutela del diritto di autore, e dagli artt. 473, 474 c.p. (vendita di marchi contraffatti)

 

Utilizzabilita’

 

o      motivi familiari: per lavoro subordinato, lavoro autonomo o svolgimento di attivita’ lavorativa come socio lavoratore di cooperative, studio

o      lavoro autonomo: per lavoro subordinato o studio

o      lavoro subordinato: per lavoro autonomo,  svolgimento di attivita’ lavorativa come socio lavoratore di cooperative o studio

o      motivi umanitari: per lavoro autonomo o lavoro subordinato

o      integrazione minore[11]: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio

o      affidamento: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio

o      motivi di studio o formazione: per lavoro subordinato, per un massimo di 1040 ore per anno

o      motivi umanitari per protezione sociale: per lavoro subordinato o studio

 

Convertibilita’

 

o      senza vincolo di quote:

§       lavoro subordinato: in lavoro autonomo

§       lavoro autonomo: in lavoro subordinato

§       ogni permesso: in permesso per motivi familiari

§       motivi familiari: in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro (verosimilmente, “attesa occupazione”), esigenze sanitarie (?) o di cura

§       affidamento (di qualunque tipo, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02): in studio, esigenze sanitarie (?) o di cura[13]

§       motivi umanitari per protezione sociale: in lavoro subordinato, lavoro autonomo (dubbio) o studio, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo

§       motivi familiari, lavoro subordinato e lavoro autonomo: in permesso per residenza elettiva

§       studio o formazione in lavoro subordinato o autonomo, dopo il conseguimento della laurea in Italia, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo

o      entro quote:

§       motivi di studio o formazione: in lavoro subordinato o autonomo

§       lavoro stagionale: in lavoro subordinato, entro quote

§       affidamento (di qualunque tipo, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02): in lavoro subordinato o autonomo, accesso al lavoro (verosimilmente, “attesa occupazione”)

§       integrazione minore[14] (o anche minore eta’?): in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro

 

Domicilio e iscrizione anagrafica

 

 

Impronte

 

 

 

1.4 Carta di soggiorno

 

Requisiti

 

o      6 anni[15] di soggiorno legale

o      titolarita’ di un permesso per il quale sia possibile un numero indeterminato di rinnovi: lavoro subordinato o autonomo, motivi familiari, asilo, asilo umanitario, motivi religiosi, residenza elettiva; esclusi: studio, lavoro stagionale, permessi di breve durata; molte ambiguita’; Circ. Mininterno 23/10/00 esclude esplicitamente anche titolari di permesso per lavoro nello spettacolo (e forse, in generale, ex art. 27 T.U.), “lavoro subordinato - attesa occupazione”, studio religioso (?); Circ. Mininterno 4/1/01 esclude esplicitamente anche titolari di permesso per “lavoro subordinato a tempo determinato”; Tar Campania: rilevante il titolo del permesso, non il tipo di rapporto di lavoro effettivamente in corso

o      reddito superiore all’assegno sociale, anche associato a potenziale (da Relazione illustrativa del Regolamento) trattamento pensionistico per invalidita’; Circ. Mininterno 23/10/00: reddito commisurato (come per ricongiungimento) al numero dei familiari conviventi, anche se la carta non e’ richiesta per loro (nota: coerente con art. 9, co. 1 T.U.)

o      assenza di condanne (anche non definitive) o rinvii a giudizio per reati di cui all’art. 380 e all’art. 381, non colposi c.p.p.

 

 

o      il coniuge, figlio minore o genitore (art. 9, co. 2 T.U.)

o      familiari con diritto di soggiorno: ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico; ogni altro membro della famiglia che sia, nel paese di provenienza, convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 3, co. art. 30, co. 4, T.U.; nota: art. 5, co. 4 e 5 T.U. Comunitari incluse nelle precedenti)

o      il coniuge, figlio minore o genitore (art. 9, co. 2 T.U.)

o      familiari con diritto di soggiorno:

§       in caso di cittadino stabilitosi in Italia per lavoro subordinato o autonomo o per prestazione di servizi: ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico; ogni altro membro della famiglia che sia, nel paese di provenienza, convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 3, co. art. 30, co. 4, T.U.; nota: art. 5, co. 4 e 5 T.U. Comunitari incluse nelle precedenti)

§       in caso di cittadino stabilitosi in Italia per altri motivi: familiari di cui all’art. 29, co. 1 T.U. (coniuge, figli minori, anche del coniuge, e assimilati, e, con i limiti previsti, familiari a carico); nota: l’art. 5, co. 4, lettera b, T. U. Comunitari sembra ampliare (ma in modo incomprensibile) l’elenco

o      ulteriori familiari ricongiunti (art. 30, co. 4, T.U.; ad esempio, il genitore naturale di minore comunitario)

 

Diritti

 

 

Revoca (rilascio di altro permesso)

 

Š      Revoca della carta in caso di condanna anche non definitiva per reati di cui agli artt. 380 e 381 (non colposi) c.p.p.; rilascio, se non si deve procedere a espulsione, di altro permesso per il quale siano soddisfatti i requisiti

 

 

1.5 Ingresso e soggiorno per lavoro

 

Richiesta di nulla-osta presso lo Sportello unico (requisiti)

 

 

Richieste numeriche da liste

 

 

Condizioni

 

o      generalita’ del datore di lavoro, del titolare o legale rappresentante dell’impresa, la ragione sociale, la sede e l’indicazione del luogo di lavoro

o      generalita’ e residenza all’estero o, per chiamata numerica, numero (e nazionalita?) dei lavoratori da assumere

o      trattamento retributivo ed assicurativo,  nel rispetto delle leggi vigenti e dei CCNL applicabili, riportato anche sulla proposta di contratto di soggiorno

o      impegno al pagamento delle eventuali spese di rimpatrio, riportato anche nella proposta di contratto di soggiorno

o      dichiarazione di impegno a comunicare ogni variazione concernente il rapporto di lavoro (in particolare: data di inizio e cessazione del rapporto di lavoro ed eventuali trasferimenti di sede del lavoratore, con relativa decorrenza, da art. 36 bis Regolamento)

o      garanzia della disponibilita’ di un alloggio che soddisfi i requisiti previsti dalle leggi regionali sull’edilizia popolare pubblica, contenuta in apposita dichiarazione e nella proposta di contratto; l’eventuale partecipazione alle spese per l’alloggio e la corrispondente decurtazione del salario (< 1/3 salario; non ammessa nei casi in cui la messa a disposizione dell’alloggio sia prevista, con corrispondente determinazione del salario, dal contratto collettivo nazionale corrispondente) devono essere menzionate nella proposta di contratto di soggiorno[22]

o      eventuale richiesta di trasmissione della documentazione finale (nulla-osta e copia della proposta di contratto di soggiorno) agli uffici consolari da parte dello Sportello unico

o      autocertificazione dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di commercio, per le attivita’ per cui l’iscrizione e’ richiesta[23]

o      autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale, atta a comprovare la capacita’ occupazionale e reddituale del datore di lavoro[24] (determinata, per il lavoro domestico, dalla circ. Minlavoro 55/00, sulla base del redditometro: circa 95 Milioni annui); non richiesta (quale ratio?) per l’assunzione di lavoratori da adibire all’assistenza di un datore di lavoro non autosufficiente

o      proposta di contratto di soggiorno, con specificazione delle relative condizioni,  a tempo indeterminato, determinato o stagionale, a tempo pieno o parziale (> 20 ore settimanali) e, per il lavoro domestico, con retribuzione non inferiore all’importo dell’assegno sociale[25]; la proposta di contratto riporta l’impegno al pagamento delle spese di rimpatrio dello straniero e la garanzia per l’alloggio[26] (inclusa la partecipazione del datore di lavoro alle spese e la corrispondente decurtazione del salario)[27]

 

Accertamento di indisponibilita’

 

o      richiesta comunicata dallo Sportello unico al Centro per l’impiego (escluso il caso di richieste nominative da liste di stranieri con titoli di prelazione)

o      il Centro per l’impiego accerta (anche via Internet) eventuali disponibilita’ di manodopera nazionale, comunitaria o straniera iscritta al collocamento o comunque censita come disoccupata e le comunica entro 20 gg. allo Sportello unico e al datore di lavoro

o      il datore di lavoro, entro 4 gg. dalla comunicazione del Centro per l’impiego comunica allo Sportello unico e, per conoscenza, al Centro per l’impiego se intende confermare la richiesta di assunzione

o      in caso di mancata comunicazione da parte del Centro per l’impiego, di accertata indisponibilita’ o di conferma della richiesta, si procede

 

Parere della questura e verifica del rispetto delle quote

 

 

Rilascio del nulla-osta (trasmisisone alla rappresentanza diplomatica)

 

o      richiede all’Agenzia delle entrate il codice fiscale per il lavoratore

o      convoca il datore di lavoro per il rilascio del nulla-osta

o      spedisce l’intera documentazione e il codice fiscale, se cosi’ richiesto dal datore di lavoro, alla rappresentanza diplomatico-consolare

 

Richiesta di visto e ingresso

 

o      comunica al lavoratore la proposta di contratto di soggiorno per lavoro

o      rilascia visto e codice fiscale, previa verifica dei requisiti generali (es.: in relazione a regolarita’ documento di viaggio, mezzi di trasporto utilizzati, familiari al seguito; tutti gli altri, se la documentazione non e’ stata trasmessa d’ufficio), entro 30 gg.[29]

o      trasmette l’informazione relativa all’avvenuto rilascio a Minlavoro, Mininterno, INPS e INAIL

 

Richiesta del permesso e firma del contratto

 

 

Durata

 

o      < 2 anni per rapporto a tempo indeterminato

o      durata del rapporto, ma comunque < 1 anno[30], per rapporto a tempo determinato

 

Dimissioni e licenziamento

 

o      iscrizione del lavoratore, da parte del Centro per l’impiego[32], nelle liste di mobilita’[33] (anche per corresponsione dell’indennita’ di mobilita’[34]) per durata residua del permesso, ma comunque > 6 mesi[35], se ricorrono le condizioni ai sensi delle disposizioni sul licenziamento collettivo

o      iscrizione del lavoratore nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[36] (o aggiornamento della sua posizione), da parte del Centro per l’impiego, per durata residua del permesso, ma comunque > 6 mesi[37], in caso di licenziamento individuale o di dimissioni o se non ricorrono le condizioni per l’iscrizione nelle liste di mobilita’ (previa presentazione del lavoratore al Centro per l’impego, entro 40 gg. dalla conclusione del rapporto, con esibizione del permesso di soggiorno e dichiarazione relativa all’attivita’ svolta e alla disponibilita’ immediata allo svolgimento di nuova attivita’)

o      per il lavoratore straniero che sia rimasto invalido, l’iscrizione nelle liste per il collocamento obbligatorio di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68[38] equivale all’iscrizione nelle liste di mobilita’ ovvero alla registrazione nell’elenco anagrafico[39]

o      rinnovo del permesso, da parte della Questura, in caso di scadenza intermedia, con durata tale da completare i 6 mesi, previo accertamento dell’effettiva iscrizione

o      specificazione “attesa occupazione” sul permesso, ma conservazione facolta’ permesso per lavoro subordinato (circolare Mininterno 19/5/01)

o      rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato condizionato alla sussistenza di un contratto di soggiorno e alla consegna della documentazione attestante la disponibilita’ di un alloggio che soddisfi i parametri minimi (dubbia costituzionalita’); la durata del permesso rinnovato viene fissata alla stipula del nuovo contratto, o solo dopo la scadenza del vecchio permesso? (nel primo caso, rischio di scadenza anteriore a quella del periodo di possibile iscrizione al collocamento)[40]

o      in mancanza di nuovo contratto, alla scadenza del periodo di iscrizione (o del permesso, se l’iscrizione non ha avuto luogo), il lavoratore deve lasciare il territorio dello Stato, salvo che abbia titolo al permesso di soggiorno ad altro titolo in base alla normativa

 

o      le attivita’ possono riguardare

§       piccoli lavori domestici a carattere straordinario, inclusa assistenza a bambini, anziani, malati o disabili

§       insegnamento privato supplementare

§       piccoli lavori di giardinaggio o di pulizia edifici o monumenti

§       realizzazione di manifestazioni sociali, culturali, caritative o sportive

§       collaborazione con enti pubblici o associazioni di volontariato per lavori di solidarieta’ o di emergenza (per calamita’ naturali o simili)

o      le prestazioni (anche se svolte a favore di piu’ beneficiari; ambiguita’ nel testo) non possono, in un anno solare, coinvolgere il lavoratore per piu’ di 30 giornate ne’ comportare compensi complessivi superiori, in totale, a 3000 euro

 

Nuovi rapporti (nuovi contratti di soggiorno)

 

 

Rinnovo

 

o      90 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo indeterminato)

o      60 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo determinato)[41]

o      mezzi di sostentamento, corrispondenti a reddito da lavoro o da altra fonte lecita, accertabili d’ufficio a seguito di dichiarazione sostitutiva[42], per titolare e familiari conviventi a carico (quantificati come per ricongiungimento; da Circolare Mininterno 19/5/01)

o      esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro e la consegna della documentazione relativa alla disponibilita’ di alloggio che rientri nei parametri minimi di legge per l’edilizia popolare (salvo periodo > 6 mesi[43] di disoccupazione tollerata)

 

Diritti

 

o      e’ iscritto obbligatoriamente al SSN

o      accede alle misure di edilizia popolare a parita’ con l’italiano se in possesso di permesso di durata > 2 anni

o      e’ parificato all’italiano per le misure di assistenza sociale (salvo provvidenze che costituiscano diritto soggettivo ai sensi della normativa vigente)

o      accede allo studio a parita’ con l’italiano (salvo riconoscimento dei titoli di studio ai fini della prosecuzione degli studi)

o      puo’ chiedere il ricongiungimento familiare (se in possesso di permesso di durata > 1 anno) e l’ingresso di familiari al seguito (se il contratto e’ di durata > 1 anno)

o      puo’ svolgere attivita’ di lavoro subordinato diversa da quella originariamente autorizzata (art. 6, co. 1 T.U.)

o      puo’ svolgere attivita’ di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio e soddisfacimento altri requisiti previsti (l’eventuale riconoscimento di titolo professionale acquisito all’estero e’ effettuato entro quote – art. 39, co. 1 Regolamento; l’eventuale iscrizione in albo professionale o elenco speciale e’ effettuata entro quote – art. 37, co. 3 T.U.; nella prassi, riconoscimento ed iscrizione effettuati extra-quote – es.: Decreto Mingiustizia 13/10/03), o quale socio di cooperative, con corrispondente conversione del permesso di soggiorno alla scadenza (previa dimostrazione dei requisiti previsti per il rinnovo per motivi di lavoro autonomo)

o      puo’ convertire il permesso di soggiorno in permesso per residenza elettiva, in caso di titolarita’ di pensione percepita in Italia (secondo la Relazione illustrativa del Regolamento, solo se “maturata” in Italia)

o      accede ai corsi di formazione e riqualificazione professionale a parita’ con l’italiano (art. 22, co. 15[45], T.U.)

o      accede ai servizi di patronato(art. 22, co. 14[46], T.U.)

 

Accesso al lavoro da altro permesso

 

o      carta di soggiorno (art. 9, co. 4, T.U.)

o      permesso per lavoro autonomo (art. 6, co. 1, T.U.)

o      permesso per motivi familiari (art. 6, co. 1, T.U.)

o      permesso per integrazione minore[47] (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento)

o      permesso per affidamento (Circ. Mininterno 9/4/01); nota: la Sent. Corte Cost. 198/2003 parifica i minori comunque affidati e quelli sottoposti a tutela ai minori titolari di permesso per affidamento (in contrasto, Circ. Mininterno 13/11/00 esclude la possibilita’ di lavorare per minori non accompagnati per i quali non sia stato disposto l’affidamento a comunita’ familiare o istituto di assistenza, di cui all’art. 2 L. 184/83 )

o      permesso per studio o formazione (salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione; per non oltre 1040 ore annuali; in caso di permesso per formazione professionale, consentiti anche rapporti – aggiuntivi? – di lavoro subordinato con finalita’ di addestramento[48] per un numero di ore < 30% monte-ore formazione)

o      permesso per asilo (art. 17, Convenzione di Ginevra)

o      permesso per motivi umanitari (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento)

o      permesso per motivi umanitari per protezione sociale[49]

 

Conversioni di altri permessi in permesso per lavoro subordinato

 

o      lavoro autonomo (art. 14, co. 1, lettera b, Regolamento), previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato

o      motivi familiari, previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato (art. 14, co. 3 Regolamento, interpretato da Circolare Mininterno 23/12/99; incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione minore), o al compimento della maggiore eta’, o in caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione legale o scioglimento del matrimonio (salvi i requisiti di eta’ per lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa)

o      studio o formazione, prima della scadenza (solo a conclusione del corso, in caso di formazione), salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione, previa stipula del contratto di soggiorno[53], entro quote (conversioni successive a laurea o laurea specialistica e quelle – improbabili – al compimento della maggiore eta’, detratte da quote per l’anno successivo[54])

o      lavoro stagionale, dalla seconda stagione, in presenza di contratto di lavoro (contratto di soggiorno per lavoro?), entro quote

o      affidamento (di qualunque tipo, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02), al compimento della maggiore eta’ (con detrazione dalle quote annuali)

o      integrazione minore[55] (o anche minore eta’?), con detrazione dalle quote annuali, al compimento della maggiore eta’, a condizione (non applicabile, secondo il TAR Puglia, a chi si trovasse in Italia prima dell’entrata in vigore della L. 189/02) di

-       assenza di decisione (di rimpatrio? o, piuttosto, presenza di decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio?) da parte del Comitato per i minori stranieri[56]

-       presenza in Italia da almeno 3 anni

-       inserimento da almeno 2 anni in un progetto di integrazione gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

-       disponibilita’ di alloggio

-       svolgimento di attivita’ lavorativa retribuita secondo legge o disponibilita’ di un contratto di lavoro

o      motivi umanitari per protezione sociale, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo, con le modalita’ stabilite per il permesso per lavoro subordinato (contratto di lavoro o contratto di soggiorno per lavoro?)

 

Lavoro autonomo (quote, titolo autorizzatorio, risorse, mezzi, alloggio)

 

 

o      dichiarazione da parte dell’autorita’ competente di inesistenza di motivi ostativi (esclusa l’assenza dello straniero) al rilascio dell’eventuale titolo abilitativo o autorizzatorio, comunque denominato, richiesto per la specifica attivita’ (iscrizione in albo professionale – o, in mancanza, elenco speciale da istituirsi – o registro, rilascio di un’autorizzazione o licenza, presentazione di una dichiarazione o denuncia)

o      attestazione, da parte dell’autorita’ competente o della Camera di commercio, relativa alle risorse necessarie allo svolgimento dell’attivita’; da richiedere anche (o solo?) in caso di attivita’ per le quali non sia necessario il rilascio di titoli abilitativi o autorizzatori; l’attestazione fa riferimento alla disponibilita’, in Italia, di un ammontare pari alla capitalizzazione, su base annua, dell’importo mensile dell’assegno sociale (da art. 39, co. 3 Regolamento; in tutti i casi, o solo per attivita’ che non richiedano titoli abilitativi o autorizzatori?)

o      il rispetto del limite delle quote, nei casi in cui e’ richiesta l’iscrizione in albo professionale o elenco speciale (art. 37, co. 3 T.U.)

o      il riconoscimento del titolo abilitante o degli attestati relativi alle capacita’ professionali, se previsti, conseguiti all’estero (entro le stesse quote, art. 39, co. 1 Regolamento; si applica, verosimilmente, solo in mancanza di albo ed elenco speciale: al riconoscimento non segue necessariamente l’iscrizione nell’albo o simili – art. 47, co. 2, art. 50, co. 3, e art. 50, co. 8 bis, Regolamento – e la doppia imposizione del vincolo delle quote esaurirebbe, per un solo lavoratore, due opportunita’)

 

o      disponibilita’ di risorse corrispondenti a quelle indicate nell’eventuale attestazione

o      disponibilita’ di reddito[57] non inferiore a quello al di sotto del quale e’ prevista l’esenzione dal ticket (nel 1998 era di circa 16 milioni di lire annui; successivamente la disciplina dell’esenzione dal ticket e’ stata riformata; soglia di riferimento: assegno sociale? Circ. Mininterno 27/1/99 e 10/5/99 in questo senso; in senso contrario Vademecum Mininterno 2000), o dichiarazione del committente della prestazione di lavoro autonomo o del rappresentante legale della cooperativa dalle quali risultino compensi equivalenti (da Vademecum Mininterno 2000)

o      idonea sistemazione alloggiativa in Italia (mediante esibizione di contratto di acquisto o di affitto, o di dichiarazione di cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante che attesti di aver messo a disposizione del lavoratore straniero un alloggio idoneo; da Vademecum Mininterno 2000)

 

o      assolvimento degli adempimenti richiesti per lo svolgimento dell’attivita’

o      dimostrazione della disponibilita’ di alloggio e di reddito non inferiore all’importo dell’assegno sociale (da circolare Mininterno 19/05/2001; in contrasto con art. 26, co. 3 T.U.)[58]

 

Professioni (riconoscimento titoli, iscrizione albi)

 

o      titolo di studio (es.: laurea)

o      titolo abilitante (es.: esame di Stato)

o      riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero

o      iscrizione nell’albo (o, in mancanza, in elenco speciale) e svolgimento della professione (es.: iscrizione all’ordine dei medici)

 

 

o      richiesta esperienza professionale (due anni negli ultimi dieci) aggiuntiva in caso di formazione non abilitante nel paese di provenienza e in caso di durata della formazione inferiore di oltre un anno a quella prevista in Italia (durata doppia di quella mancante, ma non superiore a quattro anni)

o      misure compensative (tirocinio di durata non superiore a tre anni, con eventuale formazione aggiuntiva, o prova attitudinale[59]), a scelta del richiedente, disposte con decreto del Ministro competente, in caso di materie di studio o di attivita' professionali sostanzialmente diverse; per l’espletamento di tali misure, se lo straniero e’ all’estero, e’ rilasciato un visto di ingresso per studio per il periodo necessario (art. 49, co. 3 Regolamento)

o      obbligatoria la prova attitudinale per professioni relative al diritto nazionale

o      valutazione di prova e tirocinio attribuita agli ordini professionali o al ministero vigilante

o      titoli muniti di traduzione della Rappresentanza italiana

 

 

 

Diritti del lavoratore autonomo

 

o      possibilita’ di svolgere attivita’ di lavoro autonomo (diversa da quella originariamente autorizzata)

o      possibilita’ di svolgere attivita’ di lavoro subordinato (previa iscrizione nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[60] o, in caso di rapporto di lavoro gia’ in corso, comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro) con corrispondente conversione del permesso di soggiorno alla scadenza (previa dimostrazione dei requisiti previsti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato; in particolare: esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro)

 

Nuovi Stati membri (restrizioni, escamotage)

 

o      entro quote

o      stabilendosi in Italia come lavoratore autonomo e avvalendosi della possibilita’ di accesso al lavoro subordinato riconosciuta al lavoratore autonomo straniero

 

Accesso al lavoro autonomo da altri permessi (con o senza conversione)

 

 

Ingressi ex art. 27: ricercatori, infermieri, artisti, sportivi, dirigenti, giornalisti, dipendenti da appaltatore, etc.

 

o      dirigenti o personale altamente specializzato

o      lettori, ricercatori e professori universitari

o      traduttori e interpreti

o      colf alle dipendenze, all’estero, da almeno 1 anno di cittadini italiani o comunitari che si trasferiscano in Italia

o      lavoratori (in numero limitato – da Regolamento) alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti in Italia, ammessi per adempiere funzioni o compiti specifici (prestazioni qualificate, da Regolamento) per un tempo limitato

o      lavoratori marittimi dipendenti da societa’ straniere appaltatrici dell’armatore, chiamati all’imbarco su navi da crociera italiane per lo svolgimento di servizi complementari

o      lavoratori alle dipendenze di persone fisiche o giuridiche residenti o con sede all’estero, inviati per la realizzazione di opere determinate o per la prestazione di servizi[63], nell’ambito di contratti di appalto stipulati con persone fisiche o giuridiche residenti o con sede in Italia, nel rispetto dell’art. 1655 c.c., della L. 1369/60 (nota: legge abrogata dal D. Lgs. 276/03) e delle norme internazionali e comunitarie

o      lavoratori impiegati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero; artisti e tecnici per spettacoli teatrali, lirici, concertistici e di balletto; artisti da impiegare in locali di intrattenimento; artisti da impiegare in manifestazioni culturali o folkloristiche da parte di enti musicali, teatrali o cinematografici o di imprese radiofoniche o televisive o di enti pubblici

o      giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti, regolarmente retribuiti, di organi di stampa o di emittenti televisive o radiofoniche straniere

o      persone che svolgono, secondo le norme di accordi internazionali ratificati dall’Italia, attivita’ di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambio o mobilita’ di giovani

o      persone collocate “alla pari” (al di fuori di programmi di scambio e mobilita’ di giovani):

o      infermieri professionali (con titolo riconosciuto dal Minsalute; verosimilmente extra quote[64]) assunti, anche a tempo indeterminato, presso strutture sanitarie pubbliche e private (nota: l’assunzione nella struttura pubblica e’ effettuata senza concorso, ai sensi dell’art. 16 L. 56/87)

 

 

Caratteristiche dei permessi ex art. 27

 

o      durata del nulla-osta:

§       pari a quella del rapporto di lavoro, ma comunque < 2 anni (proroga, se consentita, con durata < 2 anni), per rapporti a tempo determinato

§       a tempo indeterminato, per rapporti a tempo indeterminato (consentiti per lettori, professori e ricercatori universitari e infermieri professionali)

o      durata del visto e del permesso:

§       pari alla durata del nulla-osta al lavoro; per nulla-osta a tempo indeterminato, < 2 anni

§       nei casi in cui il nulla-osta non e’ richiesto, validita’ limitata alle documentate esigenze (< 2 anni, da art. 5, co. 3 bis, lettera c, T.U.[66])

o      utilizzabilita’ e rinnovo di nulla-osta e permesso:

§       di norma non e’ consentito stipulare diverso rapporto di lavoro da quello per cui e’ stato rilasciato il nulla-osta

§       il rinnovo e’ consentito in costanza di rapporto di lavoro (nota: escluso il caso di riassunzione a termine, da art. 5 D. Lgs. 368/01), previa presentazione della certificazione comprovante il regolare assolvimento dell’obbligo contributivo

§       Disposizioni meno favorevoli:

-       gli artisti per locali di intrattenimento non possono rinnovare il permesso; possono ottenerne la proroga solo per concludere lo spettacolo, e con lo stesso datore di lavoro (nota: non possono quindi intraprendere nuovi spettacoli, neanche con lo stesso datore)

§       Disposizioni piu’ favorevoli:

-       per gli sportivi professionisti, consentito il trasferimento ad altra societa’ nell’ambito della stessa federazione sportiva (con rinnovo del permesso di soggiorno)

-       traduttori, interpreti, colf di cittadini italiani o comunitari trasferitisi in Italia, infermieri professionali possono stipulare rapporti di lavoro con altri datori di lavoro, purche’ la qualifica di assunzione sia la stessa per cui e’ stato rilasciato il nulla-osta; si applica il periodo di disoccupazione garantito > 6 mesi

o      convertibilita’ del permesso:

§       il permesso non e’ convertibile

 

 

1.6 Ricongiungimento familiare

 

Chi puo’ chiederlo

 

o      lo straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di durata > 1 anno per motivi di lavoro subordinato o autonomo, asilo, studio, motivi religiosi (nota: rileva la durata di rilascio; altrimenti risulterebbe escluso, di fatto, il permesso per studio; prassi spesso difforme: rilevante la durata residua)

o      il cittadino italiano o comunitario o di Paese aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo (Decreto Ministro degli affari esteri 12/7/00 sui visti)

 

Per quali familiari

 

o      coniuge non legalmente separato

o      figli minori non coniugati, ovvero legalmente separati, anche nati fuori del matrimonio, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso

o      figli minori del coniuge, non coniugati ovvero legalmente separati, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso

o      genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel paese d’origine o di provenienza o qualora abbiano piu’ di 65 anni e gli altri figli non siano in grado, per gravi e documentati motivi di salute, di provvedere loro

o      figli maggiorenni a carico, impossibilitati a provvedere al proprio sostentamento a causa di invalidita’ totale[67]

 

Requisiti (esonero per rifugiato; differimento per genitore naturale)

 

o      disponibilita’ di alloggio conforme ai parametri delle leggi regionali per l’edilizia popolare pubblica

o      disponibilita’ di un reddito da fonti lecite (anche dal cumulo dei redditi di familiari conviventi) non inferiori all’importo

-       dell’assegno sociale per l’ingresso di un familiare

-       del doppio dell’assegno sociale per l’ingresso di 2 o 3 familiari

-       del triplo dell’assegno sociale per l’ingresso di 4 o piu’ familiari

 

Ricongiungimento con italiano o comunitario

 

 

 

Richiesta del nulla-osta

 

o      carta o permesso di soggiorno che abiliti alla richiesta di ricongiungimento

o      documentazione attestante la disponibilita’ di reddito

o      attestazione del Comune di conformita’ dell’alloggio ai parametri delle leggi regionali per l’edilizia popolare pubblica o certificato di idoneita' sanitaria rilasciato dalla ASL

o      documentazione, autenticata dal consolato italiano, attestante i rapporti di parentela o di coniugio ed eventualmente la minore eta’[69]

o      documentazione attestante, per ricongiungimento, con cittadino straniero, di familiare a carico, il sostegno economico fornito e documentazione, valutata dalla rappresentanza italiana alla luce dei parametri locali, relativa alla condizione economica in loco (un’ordinanza del Tribunale di Padova stabilisce che l'entita' delle rimesse va valutata con riferimento al tenore di vita tipico del paese in cui il familiare risiede, e che attestazioni da parte delle autorita’ locali sulla dipendenza economica del familiare dal figlio sono rilevanti)

o      documentazione rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato dalla rappresentanza italiana relativa alla condizione di invalidita’ totale (per ricongiungimento con figlio maggiorenne) o ai gravi motivi di salute degli altri figli del genitore (per ricongiungimento con genitore a carico)

 

Silenzio-assenso

 

 

Visto di ingresso

 

 

Ingresso al seguito

 

 

 

Impugnazione

 

 

Richiesta del permesso

 

 

Durata del permesso

 

 

Utilizzabilita’

 

o      svolgere attivita' di lavoro subordinato (previa iscrizione nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[73] o comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro, e salvo il rispetto dei limiti di eta') o autonomo (previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio e soddisfacimento altri requisiti previsti) e convertire corrispondentemente (su richiesta?) il permesso di soggiorno alla scadenza (circ. Mininterno 23/12/99, che interpreta art. 14, co. 3 Regolamento, in modo incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione minore)

o      convertire il permesso di soggiorno in permesso per residenza elettiva in caso di titolarita’ di pensione percepita in Italia (secondo la Relazione illustrativa del Regolamento, solo se “maturata” in Italia)

o      iscriversi a corsi di studio o di formazione

 

Convertibilita’

 

 

Accesso al permesso per motivi familiari

 

o      al minore iscritto nel permesso o nella carta di soggiorno del genitore o dell’affidatario, al compimento dei 14 anni (da art. 31, co. 2 T.U.)

o      a chi ha fatto ingresso per ricongiungimento o al seguito di familiare

o      allo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo (con permesso di durata residua > 1 anno; formulazione ambigua) che possegga i requisiti richiesti per fare ingresso per ricongiungimento con cittadino italiano o comunitario o straniero regolarmente soggiornante (verosimilmente, titolare di diritto al ricongiungimento e in possesso dei requisiti)

o      allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno (nota: senza limiti riguardo alla durata residua del permesso) che abbia sposato un cittadino italiano o comunitario o uno straniero regolarmente soggiornante (verosimilmente, titolare di diritto al ricongiungimento e in possesso dei requisiti); il permesso e’ revocato se al matrimonio non e’ seguita effettiva convivenza, salvo che dal matrimonio sia nata prole

 

Regolarizzazione per coesione con genitore o affidatario

 

o      al minore straniero di eta’ > 14 anni inespellibile, convivente con il genitore o con l’affidatario regolarmente soggiornanti (circ. Mininterno 23/12/1999 e 13/11/2000; ambiguita’ rispetto al caso di affidatario)

 

Regolarizzazione per coesione con familiare italiano

 

o      al genitore straniero, anche naturale, anche illegalmente soggiornante, di minore italiano residente in Italia, purche’ non privato della patria potesta’

o      al coniuge convivente di cittadino italiano, anche se illegalmente soggiornante (da art. 28 co. 1, lettera b,  Regolamento)

o      al familiare entro il IV grado convivente di cittadino italiano, anche se illegalmente soggiornante (da art. 28 co. 1, lettera b, Regolamento)

 

Regolarizzazione per coesione con rifugiato

 

o      allo straniero, anche illegalmente soggiornante, che possegga i requisiti richiesti per fare ingresso per ricongiungimento con rifugiato

 

Regolarizzazione per genitore di neonato o di nascituro

 

o     allo straniero inespellibile per gravidanza in corso o parto recente (riguarda anche il marito della donna, da Sent. Corte Cost. 376/00; rectius, il padre del bambino?)

 

Art. 31, co. 3

 

 

 

1.7 Minori

 

Minore non accompagnato

 

o      non accompagnato, se e’ privo di assistenza e rappresentanza (devono sussistere entrambe le condizioni?) da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili secondo la legge italiana (Regolamento del Comitato per i minori stranieri, DPCM 535/99); nota: in caso di affidamento (in senso atecnico) ad adulti, il minore si considera non accompagnato ove manchino tutela e affidamento formale (dubbi in caso di parenti entro il IV grado, per l’affidamento ai quali la legge non richiede un provvedimento formale); Linee guida del Comitato: il minore e’ accompagnato solo se affidato a genitori regolarmente soggiornanti (nota: in presenza di genitori irregolari il minore potrebbe essere rimpatriato e affidato alle autorita’ del paese di provenienza!) o, con atto di affidamento legale ai sensi della L. 184/83, a familiare entro il III grado regolarmente soggiornante)

o      alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni

o      al Giudice tutelare (per l’eventuale apertura della tutela)

o      al Comitato, da parte di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o enti (art. 5, co. 1, DPR 535/99), tramite prefettura o ente locale (salvo il caso di presentazione di domanda di asilo; Linee guida del Comitato: in caso di diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, il minore non accompagnato rientra sotto le competenze del Comitato); la segnalazione al Comitato non esime dall’obbligo delle ulteriori segnalazioni (completate comunque dal Comitato in caso di inadempienza)

 

Comitato per i minori stranieri

 

o      opera per tutelare, in conformita’ con la Convenzione ONU del 1989, i minori stranieri non accompagnati e i minori accolti nel territorio italiano

o      e’ composto da 9 rappresentanti[74]: Presidenza del Consiglio, Minwelfare[75], MAE, Mininterno, Mingiustizia, ANCI, Unione province italiane, Organizzazioni attive nel settore della famiglia (2); per ogni membro e’ nominato un supplente

o      e’ presieduto dal rappresentante del Minwelfare[76]

 

Rimpatrio assistito

 

o      indagini (svolte da ONG convenzionate) per individuare i familiari o per verificare le possibilita’ di affidamento alle autorita’ in patria, nonche’ l’assenza di rischi per il minore, e per definire, possibilmente, un progetto di reinserimento[77]

o      nomina da parte del giudice tutelare di un tutore provvisorio

o      audizione del minore da parte dei servizi sociali del Comune di dimora, per accertarne l’opinione in merito al rimpatrio

 

Permesso per minore eta’, minore affidato, permesso per integrazione minore

 

o      ottiene un permesso per minore eta’, a seguito della segnalazione al Comitato per i minori stranieri nei casi in cui non possa essere rilasciato altro permesso (art. 28, co. 1, lettera a, Regolamento e Circ. Miniterno 23/12/99 e 13/11/00); il permesso e’ valido per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle indagini finalizzate al rimpatrio assistito; anche in seguito all’adozione di un provvedimento di tutela di comunita’ di tipo familiare familiare e’ rilasciato (o mantenuto) il permesso per minore eta’ (Circ. Mininterno 13/11/00);  nota: nella prassi, il permesso per minore eta’ e’ rilasciato (o mantenuto) anche quando il minore sia sottoposto a tutela di cittadino straniero o italiano o comunitario, e quando sia affidato di fatto (senza un provvedimento formale, non richiesto dalla legge) a parente entro il IV grado straniero o italiano o comunitario (discutibile: potrebbe essere rilasciato un permesso per motivi familiari o una carta di soggiorno)

o      ottiene un permesso per motivi familiari se e’ affidato a straniero regolarmente soggiornante (verosimilmente, anche se e’ affidato a cittadino italiano o comunitario)

o      ottiene un permesso per affidamento su richiesta dei servizi sociali (Circolare Mininterno 9/4/01), se e’ affidato a comunita’ di tipo familiare o istituto di assistenza ex art. 2, L. 184/83

o      ottiene un permesso per integrazione minore[79], previo parere del Comitato per i minori stranieri, se si trova nelle condizioni di cui all’art. 32, co. 1 bis e 1 ter, T.U. (quali? verosimilmente: arrivo in Italia prima del compimento dei 15 anni, inserimento, anteriore al compimento dei 16 anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da ente pubblico o privato con rappresentanza nazionale e iscritto nel registro presso la Presidenza del Consiglio, decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio da parte del Comitato minori stranieri – in contrasto con la condizione di assenza di decisione, di cui all’art. 32, co. 1 bis; rilevante l’inserimento di fatto in progetto idoneo, anche se non sollecitato direttamente dal Comitato?)[80]

 

Utilizzabilita’ e convertibilita’

 

o      motivi familiari: lavoro, studio o formazione professionale (art. 30, co. 2, T.U.)

o      affidamento: lavoro o studio (Circ. Mininterno 9/4/01)

o      integrazione minore: lavoro (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento) o studio

o      minore eta’: studio (Circ. Mininterno 13/11/00; nota: non utilizzabile per lavoro)

 

o      motivi familiari: in permesso

§       per lavoro subordinato o autonomo (extra quote, salvi i requisiti di eta’) o per studio, in caso di morte del familiare (verosimilmente, anche dell’affidatario) in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione o scioglimento del matrimonio, o nel caso in cui, al compimento dei 18 anni, non sia possibile il rilascio di una carta di soggiorno (art. 30, co. 5)

§       per lavoro subordinato o autonomo (extra quote), in caso di svolgimento, alla scadenza, di regolare attivita’ lavorativa

§       per accesso al lavoro anche senza requisiti[81] (verosimilmente, “lavoro subordinato - attesa occupazione”), entro quote, o per esigenze sanitarie (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.), al compimento dei 18 anni

o      affidamento: in permesso per lavoro subordinato o autonomo (salvi i requisiti di eta’), per accesso al lavoro, anche senza requisiti[82] (verosimilmente, “lavoro subordinato - attesa occupazione”), entro quote, per studio o per esigenze sanitarie (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.), al compimento dei 18 anni

o      integrazione minore: in permesso per studio, lavoro o accesso al lavoro al compimento dei 18 anni[83], con detrazione dalle quote annuali, a condizione che non sia intervenuta una decisione del Comitato (art. 32, co. 1 bis T.U. e Nota del Comitato 14/10/02)[84] e che il gestore del programma di integrazione certifichi con idonea documentazione[85] che il minore

§       e’ giunto in Italia da almeno tre anni

§       e’ stato inserito per almeno due anni in un progetto di integrazione sociale e civile (?) gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

§       dispone di un alloggio

§       frequenta un corso di studio o svolge attivita’ lavorativa retribuita secondo legge, ovvero e’ in possesso di un contratto di lavoro (anche se relativo a un rapporto di lavoro non ancora iniziato)

o      minore eta’: in permesso per affidamento, in caso di affidamento del minore ai sensi della L. 184/83 (Circ. Mininterno 9/4/01; verosimilmente, anche per motivi familiari in caso di affidamento a cittadino straniero; affidamento a cittadino italiano o comunitario non espressamente disciplinato); nota: esclusa la convertibilita’ al compimento dei 18 anni (Circ. Mininterno 13/11/00; dubbia costituzionalita’)

 

Sent. Corte Cost. 198/03

 

o      i minori sottoposti a tutela

o      i minori affidati con provvedimento del Tribunale per i minorenni (affidamento giudiziario)

o      i minori affidati con provvedimento dei servizi sociali e del Giudice Tutelare (affidamento amministrativo)

o      i minori affidati a parenti entro il quarto grado senza che sia stato disposto alcun provvedimento formale (affidamento di fatto)

 

Diritto all’istruzione

 

 

 

1.8 Protezione sociale

 

Requisiti

 

o      per il quale emerga, nel corso di indagini o di procedimenti penali o di interventi assistenziali dell’ente locale, una grave condizione di sfruttamento o di violenza e che corra rischi concreti per la propria incolumita’ in seguito alla decisione di sottrarsi al condizionamento di organizzazioni criminali o alle dichiarazioni rese nel corso delle indagini

o      che possa essere inserito in un programma di integrazione sociale gestito dall’ente locale, anche in convenzione con ente privato iscritto nel registro apposito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

Permesso (utilizzabilita’, convertibilita’, revoca)

 

o      e’ iscritto obbligatoriamente al SSN (come titolare di permesso per “asilo umanitario” - da circolare Ministero della Sanita’)

o      accede ai servizi assistenziali

o      accede a corsi di studio

o      puo’ iscriversi nelle liste di collocamento (o nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00?)

o      puo’ esercitare attivita’ di lavoro subordinato

 

o      per lavoro subordinato (art. 27, co. 3 bis, Regolamento)[86], con le modalita’ stabilite per il permesso per lavoro subordinato, in presenza di rapporto di lavoro in corso (o contratto di soggiorno per lavoro?), con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo (art. 27, co. 3 bis, Regolamento)

o      per lavoro autonomo (dubbio; da art. 27, co. 3 bis Regolamento: “lavoro”, senza specificazione; in contrasto con art. 18, co. 5 T.U.)

o      per studio, in presenza di iscrizione a corso regolare di studi

 

o      interruzione della partecipazione al programma di inserimento

o      condotta incompatibile con il prgramma di inserimento

o      cessazione delle ragioni che ne hanno motivato il rilascio

 

Straniero condannato per reato commesso nella minore eta’

 

 

 

1.9 Studenti

 

Quote per studenti (disponibilita’ atenei)

 

 

Requisiti per visto (pre-iscrizione, titolo di studio, mezzi)

 

o      domanda di preiscrizione ad un determinato corso per il quale vi sia disponibilita’ di posti

o      titolo finale di studio tra quelli considerati equipollenti al titolo di scuola secondaria italiana (12 anni di scolarita’) ed eventuale idoneita’ per l’accesso all’universita’ nel paese di provenienza

o      documenti tradotti e legalizzati dalla Rappresentanza italiana (salvo esonero, nei casi in cui cosi’ dispongano convenzioni internazionali in vigore per l’Italia; es.: la Convenzione dell’Aja del 1961, cui ha aderito la Turchia), e muniti della dichiarazione consolare di valore in loco

o      dimostrazione di disponibilita’ di mezzi di sostentamento non inferiori ad assegno sociale, mediante

-       fidejussione, bonifico o versamento

-       garanzie fornite da istituzioni o enti affidabili, italiani o stranieri, o da governi stranieri

-       garanzia di sostentamento presentata da privato italiano o straniero legalmente soggiornante con permesso di durata residua non inferiore a un anno (nota: l’art. 34 Regolamento sulle modalita’ di prestazione di garanzia e’ stato sostituito da altre disposizioni, ma il riferimento contenuto nell’art. 46 Regolamento rimane)

o      indicazione di un alloggio in Italia.

o      disponibilita’ di somma per il rimpatrio o biglietto di ritorno.

o      copertura assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri, con assicurazione estera o italiana valide in Italia o iscrizione al SSN (contributo forfetario; copertura non valida per familiari a carico; per estendere l’assistenza e’ necessario il pagamento del contributo completo di – all’epoca – £. 750.000; da circ. Minsanita’ 24/3/00)

 

Ingresso: prova di ammissione, iscrizione

 

 

Durata del permesso

 

 

Requisiti per il rinnovo

 

 

Limiti al rinnovo

 

 

Utilizzabilita’ e convertibilita’

 

o      in permesso per lavoro subordinato, salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione, previa stipula del contratto di soggiorno[87], entro quote (conversioni successive a laurea o laurea specialistica e quelle – improbabili – al compimento della maggiore eta’, detratte da quote per l’anno successivo[88])

o      in permesso per lavoro autonomo, entro quote e a condizione del possesso dei requisiti per l’ingresso certificato dallo Sportello unico (anziche’ dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana, come previsto in generale dal T.U.) sulla base della documentazione presentata dall’interessato

 

Accesso ai corsi universitari di stranieri soggiornanti ad altro titolo

 

o      titolari di carta di soggiorno o permesso per lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, asilo politico o umanitario (motivi umanitari?), motivi religiosi (ovviamente, se in possesso di titolo conseguito in Italia o equipollente)

o      stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo da almeno un anno in possesso di titolo superiore conseguito in Italia[89] (es.: per richiesta asilo)

 

 

2. Allontanamento

 

2.1 Respingimento

 

Presupposti

 

o      tenta di fare ingresso da un valico non autorizzato (a meno che questo non avvenga per cause di forza maggiore)

o      quando e’ privo dei requisiti previsti per l’ingresso (documentazione relativa a finalita’ e durata del soggiorno, mezzi di sostentamento sufficienti, eventuali mezzi per la copertura delle spese di rimpatrio, passaporto valido e, se richiesto, visto di ingresso, ovvero carta di soggiorno o permesso di soggiorno in corso di validita’ o visto di reingresso)

o      esistono motivi di pericolo per ordine pubblico e sicurezza dello Stato (anche per paesi Schengen; salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      e’ stato condannato (anche in primo grado o in seguito a patteggiamento) per reati art. 380, co. 1 e 2, c.p.p., o per reati riguardanti stupefacenti, liberta’ sessuale, il favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento di prostituzione o di minori

o      e’ gravato da un divieto di reingresso in seguito a espulsione

o      sussistono i presupposti per la sua espulsione

o      e’ stato segnalato per la non ammissione in Area Schengen (T.U.: per soli motivi di ordine pubblico e sicurezza degli Stati e di tutela delle relazioni internazionali; Regolamento: qualunque motivo, incluso allontanamento con divieto di reingresso)

o      non sono soddisfatte norme doganali e valutarie, e requisiti sanitari previsti dalla normativa vigente in materia di profilassi internazionale

 

Provvedimento e modalita’ di impugnazione

 

o      in caso di trattenimento in CPT in attesa di eseguire il respingimento (es.: per motivi di soccorso): possibile tutela in sede di procedimento di convalida del trattenimento da parte del giudice

o      in generale: ricorso al TAR (o al giudice ordinario, in caso di respingimento fondato sull’inammissibilita’ della domanda di asilo, ovvero in caso di ingresso al seguito del familiare o per ricongiungimento), previa nomina di un rappresentante legale (anche dal consolato o dall’ambasciata italiana)

 

Obblighi e sanzioni per il vettore

 

o       dello straniero che debba essere respinto

o      dello straniero in transito, qualora il vettore che avrebbe dovuto trasportarlo nel Paese di destinazione rifiuti di imbarcarlo o le autorita' dello Stato di destinazione gli abbiano negato l'ingresso o lo abbiano rinviato in Italia e lo straniero non risulti ammissibile nel territorio dello Stato (modifica all’art. 10, co. 3, T.U., introdotta da D. Lgs. 87/03)

 

Deroghe in caso di asilo (solo domande ammissibili)

 

o      e’ gia’ stato riconosciuto rifugiato in altro Stato

o      proviene da uno Stato, diverso da quello di appartenenza, che abbia aderito alla convenzione di Ginevra, nel quale ha trascorso un periodo di soggiorno, e non di solo transito verso l’Italia, senza chiedere asilo

o      soddisfa le condizioni previste dall'articolo 1, paragrafo F, della convenzione di Ginevra: responsabile di

-       crimine contro la pace

-       crimine di guerra

-       crimine contro l’umanita’

-       crimine grave di diritto comune al di fuori del paese di accoglimento

-       azioni contrarie alle finalita’ delle Nazioni Unite

o      e’ stato condannato in Italia per uno dei delitti previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale, o e’ pericoloso per la sicurezza dello Stato, ovvero appartiene ad associazioni di tipo mafioso o dedite al traffico degli stupefacenti o ad organizzazioni terroristiche

 

Divieti di respingimento (contraddizioni)

 

o      possa essere perseguitato per motivi di

-       razza

-       sesso

-       lingua

-       cittadinanza

-       religione

-       opinioni politiche

-       condizioni  personali  o  sociali

o      possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale  non sia protetto dalla persecuzione

 

 

2.2 Espulsione

 

Sicurezza dello Stato

 

o      disposta con decreto del Ministro dell’interno (amministrativa)

o      eseguita con accompagnamento immediato alla frontiera

o      ricorso al TAR del Lazio, sede di Roma (anche dal consolato o ambasciata italiana all’estero; sottoscrizione del ricorso autenticato dal funzionario della Rappresentanza; copia del ricorso inviata al Ministro dell’interno)

 

Misura di sicurezza

 

o      disposta dal giudice (giudiziaria)

o      per straniero condannato per reati di cui agli artt. 380 e 381 c.p.p. che risulti socialmente pericoloso

o      divieto di reingresso: fissato con la sentenza?

o      eseguita successivamente all’espiazione della pena con accompagnamento immediato alla frontiera (non affermato esplicitamente; si desume logicamente); questore e autorita’ consolare sono avvertiti per tempo

o      la revoca o la non applicazione puo’ essere disposta dal magistrato di sorveglianza su istanza dell’interessato e a seguito di udienza; diritto a rimanere in Italia fino a decisione del Magistrato

o      provvedimento del magistrato di sorveglianza concernente la misura di sicurezza impugnabile davanti al Tribunale di sorveglianza(art. 680 c.p.p.)

 

Sostitutiva della pena

 

o      disposta (facoltativamente) dal giudice (giudiziaria)

o      per straniero che debba essere condannato, o per il quale si debba applicare la pena su richiesta (patteggiamento), per reato non colposo, alla detenzione < 2 anni senza possibilita’ di sospensione, e che dovrebbe comunque, in mancanza, subire l’espulsione per soggiorno illegale ai sensi dell’art. 13, co. 2 T.U. (nota: sembra formalmente escluso il caso di mancato ottemperamento all’invito all’allontanamento in caso di diniego di rilascio del permesso) o come misura di prevenzione

o      escluso il caso in cui si tratti di delitti di cui all’art. 407, co. 2, lettera a, c.p.p., o di delitti puniti dal Testo Unico con pena edittale superiore, nel massimo, a 2 anni

o      esclusi (ovviamente) i casi in cui si applichino i divieti di espulsione: rischio di persecuzione, minore, familiare o congiunto di italiano, donna incinta o puerpera o marito di questa (rectius, padre del bambino?), titolare di carta di soggiorno

o      condizione necessaria: provvedimento immediatamente eseguibile (accompagnamento  immediato alla frontiera senza previo trattenimento in CPT)

o      divieto di reingresso per il periodo > 5 anni, stabilito dal giudice; sanzione sostitutiva revocata dal giudice in caso di reingresso illegale prima della scadenza del divieto

o      ricorso, come per la condanna (nota: non in caso di patteggiamento; possibile comunque ricorso in Cassazione, ad es.: per mancata verifica di una delle condizioni)

 

Alternativa alla pena

 

o      disposta (obbligatoriamente) dal magistrato di sorveglianza (giudiziaria)

o      per straniero, gia’ identificato, detenuto, che debba scontare una pena, anche residua, < 2 anni, e che dovrebbe comunque, in mancanza, subire l’espulsione per soggiorno illegale ai sensi dell’art. 13, co. 2 T.U. (nota: sembra formalmente escluso il caso di mancato ottemperamento all’invito all’allontanamento in caso di diniego di rilascio del permesso) o come misura di prevenzione (nota: lo straniero originariamente in possesso di un permesso di soggiorno rientra nella categoria di cui all’art. 13, co. 2 se non chiede il rinnovo del permesso entro 60 gg. dalla scadenza anche durante la detenzione)

o      esclusi i delitti dell’art. 407, co. 2, lettera a, c.p.p., e i delitti puniti dal Testo Unico

o      esclusi (ovviamente) i casi in cui si applichino i divieti di espulsione: rischio di persecuzione, minore, familiare o congiunto di italiano, donna incinta o puerpera o marito di questa (rectius, padre del bambino?), titolare di carta di soggiorno

o      10 gg. per proporre opposizione; 20 gg. per la decisione; espulsione eseguita solo dopo la scadenza del termine per l’opposizione o di quello per la decisione (verosimilmente, dopo la decisione)

o      stato di detenzione mantenuto fino ad acquisizione di tutti i documenti di viaggio necessari (salvo, verosimilmente, che nel frattempo la pena venga interamente espiata)

o      accompagnamento  immediato alla frontiera

o      pena estinta dopo 10 anni, salvo che, nel frattempo, lo straniero sia rientrato illegittimamente (legittimo, ad esempio, l’ingresso per richiesta di asilo o l’ingresso altrimenti autorizzato); detenzione ripristinata in questo caso

 

Prevenzione

 

o      disposta dal prefetto (amministrativa)

o      per straniero appartenente a una delle categorie di cui

-       all’art. 1 L. 1423/56, come sostituito dall’art. 2 L. 327/88: straniero ritenuto dall’autorita’ di PS, sulla base di elementi di fatto, dedito ad attivita’ delittuose

-       all’art. 1 L. 575/65, come sostituito dall’art. 13 L. 646/82: straniero indiziato di appartenere ad associazione mafiosa

o      eseguita con accompagnamento immediato alla frontiera[90]

 

Soggiorno illegale

 

o      disposta dal prefetto (amministrativa)

o      per straniero

-       che abbia eluso i controlli di frontiera e non sia stato fermato subito dopo (e respinto)

-       che sia privo di permesso di soggiorno valido, non avendone chiesto il rilascio entro 8 gg. lavorativi dall’ingresso o il rinnovo entro 60 gg. dalla scadenza

-       che abbia subito la revoca (inclusa quella conseguente alla condanna per vendita di marchi contraffatti) o l’annullamento del permesso di soggiorno

-       che, dopo un ingresso da altro paese Schengen, abbia omesso di fare dichiarazione di soggiorno per oltre 60 gg.

-       che non abbia rispettato l’invito a lasciare il territorio dello Stato nel termine (< 15 gg.) fissato dal questore in seguito a diniego di rilascio o di rinnovo del permesso

-       che non abbia rispettato l’obbligo di lasciare il territorio dello Stato entro 15 gg. in seguito a una precedente espulsione per mancata richiesta di rinnovo[91] (nota: manca una disposizione esplicita[92], ma l’art. 13, co. 5 T.U. stabilisce che lo straniero sia accompagnato alla frontiera quando si ravvisi il rischio che si sottragga all’esecuzione del provvedimento; a fortiori dovra’ essere espulso in caso di mancato rispetto del termine)

-       che, senza giustificato motivo, non abbia ottemperato entro 5 gg. all’ordine di allontanamento impartito per l’impossibilita’ di dar luogo o prolungare il trattenimento in CPT (Sent. Corte Cost. 5/04: ampia accezione della nozione di giustificato motivo; inclusa indigenza)

-       che non abbia rispettato il divieto di reingresso a seguito di espulsione

o      eseguita con

-       intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro 15 gg., nei casi di permesso scaduto da piu’ di 60 gg. senza richiesta di rinnovo, a condizione che non vi sia il rischio che lo straniero si sottragga all’obbligo di lasciare l’Italia

-       accompagnamento immediato alla frontiera, negli altri casi[93]

 

Convalida accompagnamento

 

 

Modalita’ di impugnazione (spese a carico dell’erario)

 

o      decreto di espulsione comunicato allo straniero, con indicazione delle modalita’ di impugnazione, con traduzione (da Regolamento: sintesi) in lingua da lui conosciuta (da Regolamento: a lui comprensibile) o, se non e’ possibile per indisponibilita’ di personale idoneo alla traduzione del provvedimento in tale lingua, in inglese, francese o spagnolo

o      ricorso avverso il provvedimento di espulsione al giudice ordinario[94] del luogo dove ha sede il prefetto che ha adottato il provvedimento, entro 60 gg.[95] dalla data del provvedimento[96] (anche dal consolato o dall’ambasciata italiana, in caso di accompagnamento immediato alla frontiera; sottoscrizione del ricorso autenticata dal funzionario della Rappresentanza; copia del ricorso inviata all’autorita’ che ha adottato il provvedimento); ricorso inammissibile se presentato oltre i termini

o      il giudice decide con unico provvedimento (impugnabile solo in Cassazione), adottato, in tutti i casi, entro 20 gg.[97] (termine a carattere ordinatorio)[98]

o      diritto all’assistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia o, in mancanza, di un difensore designato dal giudice nell’ambito dei soggetti iscritti nella tabella apposita, e, se necessario, all’assistenza da parte di un interprete; onorario e spese a carico dell’erario (art. 142 L, D.P.R. 115/2002; nota: art. 13, co. 8 ha ripristinato il riferimento all’ammissione al gratuito patrocinio, soppresso dall’art. 229 L del DPR 115/02)[99]

 

Divieti di espulsione (anche Sent. Corte Cost.)

 

o      possa essere perseguitato per motivi di

-       razza

-       sesso

-       lingua

-       cittadinanza

-       religione

-       opinioni politiche

-       condizioni  personali (nota: ulteriore rispetto a Convenzione di Ginevra; applicato dal Tribunale di Firenze al caso di prostituta con rischio di ritorsioni in patria) o  sociali

o      rischi di essere rinviato verso un altro Stato nel quale  non sia protetto dalla persecuzione

o      minori (salvo il diritto di seguire il genitore o l’affidatario espulsi)

o      donne incinte o che abbiano partorito da meno di 6 mesi un figlio cui provvedono (la pronuncia 376/00 della Corte costituzionale ha esteso il divieto di espulsione al marito; non al padre in quanto tale?)

o      coniuge o familiari entro il IV grado di cittadino italiano (risposta del Mininterno a un quesito della questura di Trieste: anche con cittadinanza acquistata per naturalizzazione), con esso conviventi

o      titolari di carta di soggiorno (salvo applicazione, anche in via cautelare, di misure di prevenzione di cui all'art. 14 L. 55/90)

 

Rilascio di permesso in caso di divieto di espulsione

 

o      e’ iscritto nel permesso del genitore o dell’affidatario regolarmente soggiornante, se e’ di eta’ < 14 anni

o      ottiene un permesso per motivi familiari se e’ di eta’ > 14 anni e convivente con il genitore o con l’affidatario regolarmente soggiornanti (circ. Mininterno 23/12/99 e 13/11/00, con ambiguita’ riguardo all’affidatario; possibile il rilascio di carta di soggiorno in presenza dei requisiti in capo a genitore o affidatario?)

o      ottiene un permesso per minore eta’, negli altri casi

 

Trattenimento in CPT

 

-       per la necessita’ di soccorrere lo straniero

-       per necessita’ di accertamenti su identita’ o nazionalita’

-       per necessita’ di acquisire documenti per il viaggio

-       per mancanza di vettore o di altro mezzo idoneo

 

Ordine di lasciare l’Italia in 5 gg.

 

 

Arresto, nuova espulsione, nuovo trattenimento

 

 

Ulteriore ordine 5 gg.; reclusione

 

 

Divieto di reingresso

 

Š      Divieto di reingresso (esteso, tramite segnalazione al SIS, a tutti i paesi Schengen): 10 anni[104] (salvo durata minore, ma comunque > 5 anni, fissata nel decreto di espulsione[105], tenendo conto della condotta tenuta in Italia dallo straniero) a decorrere dalla data documentata (col timbro a data o con altro documento) di uscita dall’Italia

Š      Alla scadenza del divieto, lo straniero presenta istanza alla rappresentanza italiana di dichiarazione di cessazione del divieto; la rappresentanza inoltra l’istanza al Mininterno e, successivamente, notifica la dichiarazione allo straniero

Š      Possibile l’ingresso anticipato, rispetto alla scadenza del divieto di reingresso, previa autorizzazione da parte del Ministro dell’interno, su istanza presentata dallo straniero alla rappresentanza italiana, accompagnata da documentazione relativa al motivo per cui si chiede l’autorizzazione; la rappresentanza inoltra l’istanza al Mininterno e, successivamente, notifica la dichiarazione allo straniero

 

Violazione del divieto di reingresso (espulsione amministrativa; espulsione giudiziaria)

 

Š      Reclusione da 6 mesi a un anno[106] in caso di reingresso in violazione del divieto conseguente alla normale espulsione disposta dal prefetto; nuova espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera; arresto in flagranza sempre consentito

Š      Reclusione da uno a 4 anni, con arresto in flagranza e fermo sempre consentiti, in caso di reingresso in violazione del divieto conseguente a

 

Pendenze con Corte Cost. e decreto imminente

 

Š      Arresto obbligatorio in caso di mancato rispetto del termine di 5 gg.

Š      Provvedimento di accompagnamento alla frontiera esecutivo nelle more della convalida

Š      Decreto (?): reclusione da 1 a 4 anni gia’ dalla prima violazione; accompagnamento sospeso fino a convalida del giudice di pace

 

 

2.3 CPT

 

Gestione

 

o      stipulate convenzioni con enti locali o con soggetti pubblici o privati per la gestione o lo svolgimento delle attivita’ di promozione nel CPT; i soggetti convenzionati possono avvalersi dell’attivita’ di altri organismi (enti, associazioni del volontariato e cooperative di solidarieta’ sociale)

o      concordati progetti di collaborazione con organismi (enti, associazioni del volontariato e cooperative di solidarieta’ sociale) costituiti da almeno 2 anni (da “Carta dei diritti” contenuta nella Direttiva Mininterno emanata ex art. 21, co. 8 Regolamento), per lo svolgimento di attivita’ di assistenza, incluse attivita’ di

-       interpretariato

-       informazione legale

-       mediazione culturale

-       supporto psicologico

-       assistenza sociale

-       formazione degli operatori

 

Accessi consentiti

 

o      familiari conviventi

o      difensore dello straniero

o      ministri di culto

o      personale della rappresentanza diplomatica o consolare

o      membri degli organismi ammessi a svolgervi attivita’ di assistenza

 

Diritti (Carta dei diritti)

 

o      la piena informazione relativa ai suoi diritti in relazione a trattenimento, convalida e ricorso contro il provvedimento di espulsione o di respingimento

o      la comunicazione alla autorita’ consolare del Paese di appartenenza dello straniero (salvi i casi di deroga all'obbligo di informazione: dichiarazione esplicita, dietro specifica richiesta, dello straniero o, se di eta’ < 14 anni, di chi esercita la potesta’ sul minore di non volersi avvalere dell’intervento di tale autorita’; rischio di persecuzione per lo straniero o per i suoi familiari) e la segnalazione del trattenimento a familiari dello straniero o a suoi conoscenti, se da lui richiesto e limitatamente a quelli da lui indicati

o      la tutela della salute psico-fisica

o      la liberta’ di colloquio riservato anche con visitatori provenienti dall'esterno e con membri degli organismi ammessi al CPT

o      la liberta’ di corrispondenza riservata anche telefonica

o      la possibilita’ di esprimersi nella propria lingua o in altra a lui nota e di avvalersi di servizi di interpretariato

o      la tutela dell’unita’ familiare e dei diritti del minore

o      la libertą di culto, l'assistenza religiosa e le specifiche esigenze relative al culto stesso

o      il rispetto delle caratteristiche personali, di razza o di abitudini di vita la cui compressione puo’ determinare una lesione dell’identita’

o      la tutela dal rischio di pregiudizio derivante dall'identita’ sessuale

o      il recupero degli effetti e dei risparmi personali

 

Problemi: visite di esterni; diniego progetto collaborazione ong

 

Š      Impossibile l’accesso di visitatori su propria richiesta

Š      Non definiti i termini per la decisione sulla proposta di collaborazione da parte di associazione, ne’ le modalita’ di impugnazione della decisione

 

 

3. Assistenza

 

3.1 Assistenza sanitaria

 

Iscrizione obbligatoria SSN

 

o      i titolari di uno dei seguenti permessi di soggiorno (in corso di validita’ o del quale sia stato chiesto il rinnovo):

-       lavoro subordinato (anche stagionale)

-       lavoro autonomo

-       motivi familiari

-       asilo politico (nota: secondo Circ. Minsanita’ 24/3/00, ai fini dell’iscrizione al SSN, il riferimento e’ al titolare di asilo politico – ai sensi della Costituzione? –, di status di rifugiato o di permesso rilasciato ex art. 19, co. 1 T.U. a straniero inespellibile per rischio di persecuzione)

-       asilo umanitario; nota: secondo Circ. Minsanita’ 24/3/00, ai fini dell’iscrizione al SSN, per permesso per asilo umanitario si intende il permesso rilasciato ex art. 18, co. 1 T.U. per protezione sociale, art. 19, co. 2, lettera a, T.U. a minore inespellibile, art. 19, co. 2, lettera d, T.U. a donna in stato di gravidanza o di puerperio, art. 20, co. 1 T.U. per protezione temporanea, art. 40, co. 1 T.U. (nota: disposizione soppressa e ripresa, con modifiche da art. 34, co. 4 L. 189/02) a straniero illegalmente soggiornante ospitato in centro di accoglienza (il riferimento e’ comunque improprio, perche’ non viene rilasciato alcun permesso); manca il riferimento al permesso rilasciato ex art. 5, co. 6 T.U.)

-       richiesta di asilo (per tutto il tempo dalla presentazione dell’istanza alla definizione della procedura, incluso l’eventuale ricorso giurisdizionale); non si applica ai richiedenti asilo trattenuti, privi di permesso di soggiorno

-       affidamento (per il minore affidato a comunita’ familiare o istituto di assistenza, ex art. 2 L. 184/83)

-       attesa adozione

-       acquisto della cittadinanza

o      gli stranieri che abbiano in corso una regolare attivita’ lavorativa subordinata o autonoma (per definizione, da Circ. Ministro sanita’: non subordinata) o siano iscritti nelle liste di collocamento (o nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00?)

o      i tiolari di carta di soggiorno (nota: non citata esplicitamente!)

 

Parificazione (dalla data di ingresso)

 

 

Permanenza in fase di rinnovo

 

 

Iscrizione volontaria (o assicurazione obbligatoria) per permessi > 3 mesi

 

o      stipulare assicurazione privata contro il rischio di infortunio, malattia e maternita’, con istituto italiano o straniero, valida sul territorio nazionale

o      iscriversi al SSN

 

Parificazione e validita’

 

 

Contributo forfetario per studenti e alla pari

 

o      titolari di permesso per studio privi di redditi diversi da borse di studio o sussidi erogati da enti pubblici italiani (l’equivalente di £. 290.000 per anno, non frazionabili)

o      stranieri regolarmente soggiornanti collocati alla pari (l’equivalente di £. 425.000 per anno, non frazionabili)

 

Validita’ per i familiari

 

 

Domicilio in luogo della residenza

 

 

Assicurazione obbligatoria per ogni regolare

 

 

Copertura per i non iscritti

 

o      immediatamente, le cure urgenti (in regime ambulatoriale, di ricovero o di day-hospital); il pagamento delle tariffe regionali ha luogo al momento delle dimissioni (in caso di insolvibilita’, gli oneri sono a carico del Minstero dell’interno)

o      previo pagamento delle tariffe regionali, le altre prestazioni

 

Copertura per irregolari

 

o      alla tutela della gravidanza e della maternita’ (L. 405/75, L. 194/78, Decreto Ministro sanita’ 6/3/95 e successive modificazioni e integrazioni)

o      alla tutela della salute del minore (Convenzione di New York 20/11/89, ratificata con L. 176/91)

o      a vaccinazioni nell’ambito di campagne di prevenzione autorizzate dalle Regioni

o      a interventi di profilassi internazionale

o      a profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive e bonifica dei focolai

o      a cura, prevenzione e riabilitazione in materia di tossicodipendenza (da Circolare Ministro della sanita’ 24/3/00: Titolo VIII, Capo II, Titolo X e Titolo XI del DPR 309/90)

o      a disagio mentale (sicuramente nella Regione Lazio)

 

Divieto di segnalazione, STP, dichiarazione di indigenza, durata, validita’

 

o      accertamento eventuali responsabilita’ dei sanitari

o      comunicazione alle autorita’ diplomatiche del paese di appartenenza

o      notifica obbligatoria di malattie infettive e diffusive

o      prestazioni sanitarie di primo livello (accesso senza impegnativa o appuntamento agli ambulatori di prima accoglienza in strutture pubbliche o di volontariato nell’ambito di protocolli d’intesa: lo straniero illegalmente soggiornante, in quanto non iscritto al SSN, non ha diritto alle prestazioni del medico di base)

o      urgenze

o      stato di gravidanza

o      patologie esenti (da Decreto Minsanita’ 28/5/99, n. 399, ex art. 5, co. 1, lettera a, D. Lgs. 124/98)

o      soggetti esenti per eta’ o per grave stato invalidante (art. 5, co. 6 e 7, D. Lgs. 124/98)

 

Ingresso per cure

 

o      sulla base di richiesta di visto apposito da parte dello straniero; condizioni:

-       dichiarazione da parte della struttura sanitaria prescelta, che indichi tipo di cura, data di inizio e durata dell’intervento e della degenza prevista

-       attestazione del versamento, a favore della struttura, di una cauzione del 30% del costo previsto[108]

-       dimostrazione di disponibilita’ di mezzi (anche mediante prestazione di garanzia; da Circ. Minsanita’ 24/3/00) per la copertura delle spese sanitarie complessive, di quelle per il vitto e alloggio del paziente (durante la fase di convalescenza) e per l’eventuale accompagnatore (durante l’intero soggiorno), e di quelle per il loro rimpatrio

-       certificazione, rilasciata all’estero e tradotta in italiano, attestante la patologia del richiedente

o      nell’ambito di interventi umanitari decisi dal Ministro della sanita’ di concerto col Ministro degli affari esteri (art. 12, co. 2, lettera c, D. Lgs. 502/92, come modificato da D. Lgs. 517/93)

o     nell’ambito di programmi di intervento umanitario decisi dalle Regioni (L. 449/97)

 

 

3.2 Previdenza

 

Fondamento

 

 

Obblighi contributivi

 

o      nei confronti dell’INPS (per i rapporti privati), in parte a carico del lavoratore, in parte a carico del datore di lavoro (responsabile del pagamento di entrambe: art. 47, R.D.L. 1827/35; artt. 17 e 19, L. 218/52); relativo ad assegni per il nucleo familiare e ad assicurazione

-       per l’invalidita’, la vecchiaia e i superstiti

-       contro il rischio di malattia e tubercolosi

-       per maternita’

-       contro il rischio di disoccupazione involontaria

o      nei confronti dell’INAIL, a carico del datore di lavoro; relativo ad assicurazione contro il rischio di

-       infortunio sul lavoro

-       malattie professionali

 

Parita’ con italiano (eccezioni)

 

 

Diritto in caso di rimpatrio (anche per stagionali)

 

o      conserva i diritti maturati, anche in assenza di accordi di reciprocita’, e puo’ goderne al compimento dei 65 anni, anche in deroga al requisito di contribuzione minima (5 anni di contribuzione effettiva) previsto dall’art. 20, co. 1, L. 335/95 (la deroga si applica ai soli casi di pensione liquidata in regime contributivo; la soglia di godimento e’ fissata a 65 anni, a prescindere dal regime di liquidazione e dal sesso; da circ. INPS n. 45 del 28/2/03); i superstiti hanno diritto alla pensione solo in caso di decesso del lavoratore successivo al compimento del 65-esimo anno d’eta’ (circ. INPS n. 45 del 28/2/03)

o      qualora vi siano accordi o convenzioni stipulati dall’Italia e dallo Stato di provenienza del lavoratore, i contributi versati vengono trasferiti all’ente assicuratore di quello Stato in base agli accordi (e’ vero?)[110]

 

 

Accordi

 

o      Islanda, Liechtenstein, Norvegia (Accordo sullo Spazio economico europeo)

o      Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Isole di Capo Verde, Jersey e Isole del Canale, Jugoslavia (con Croazia, Slovenia, Macedonia e Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, USA, Svizzera, Tunisia, Uruguay, Venezuela (Convenzioni bilaterali)

o      Turchia (Convenzione europea di sicurezza sociale del Consiglio d’Europa)

 

 

3.3 Assistenza sociale

 

Fondamento

 

 

Art. 41

 

o      soggetti affetti da morbo di Hansen

o      soggetti affetti da TBC

o      invalidi civili

o      ciechi civili

o      sordomuti

o      indigenti

 

Limitazioni successive

 

o      Assegno sociale (gia’ “pensione sociale”):

-       disciplinato da art. 3, co. 6 e 7, L 335/95)

-       concesso in presenza di condizioni di bisogno economico a persone di eta’ > 65 anni, sprovviste di reddito nella misura prevista dalla legge

-       erogato dall’INPS: 13 mensilita’

-       non reversibile

-       non esportabile in caso di rimpatrio o trasferimento all’estero dello straniero (chiarimento INPS 25/11/2002)

o      Prestazioni per minorati civili:

-       previste per

§       invalidi civili (persone di eta’ < 65 anni che abbiano perduto, totalmente o parzialmente la capacita’ lavorativa, per affezioni congenite o acquisite, ma non per causa di lavoro):

Į    pensione di inabilita’ (perdita totale della capacita’ di lavoro)

Į    assegno mensile (perdita parziale della capacita’ di lavoro)

Į    indennita’ di accompagnamento (invalidita’ totale e incapacita’ di deambulazione o di altre funzioni fondamentali)

Į    indennita’ mensile di frequenza (per invalidi di eta’ < 18 anni, incapaci di svolgere funzioni tipiche della propria eta’ o con deficit uditivo, che frequentino scuole, centri di formazione, centri diurni, etc.)

§       ciechi civili :

Į    pensione per ciechi assoluti

Į    pensione per ciechi parziali

Į    indennita’ di accompagnamento per ciechi assoluti

Į    indennita’ speciale per ciechi parziali

§       sordomuti:

Į    pensione

Į    indennita’ di comunicazione

-       concesse a persone sprovviste di reddito nella misura prevista dalla legge

-       le provvidenze erogate a stranieri privi di carta di soggiorno prima dell’entrata in vigore della L. 388/00 non devono ovviamente essere restituite; quelle erogate, per errore, successivamente, sono soggette alle decisioni dell’amministrazione sulla restituzione, assunte secondo equita’ (parere 76/01, sez. I, Consiglio di Stato)

 

Novita’ regolamento sul reddito ai fini del rilascio della carta

 

 

 

3.4 Abitazione

 

Edilizia popolare

 

o      titolare di carta di soggiorno

o      legalmente soggiornante in possesso di permesso di soggiorno di durata > 2 anni, impegnato in regolare attivita’ lavorativa subordinata o autonoma

 

Centri di accoglienza

 

 

Accoglienza decisa dal sindaco (emergenza)

 

 

 

4. Asilo

 

4.1 Status di rifugiato

 

Presupposti

 

 

Richiesta d’asilo (frontiera, questura)

 

 

Inammissibilita’

 

o      gia’ riconosciuto come rifugiato in altro paese

o      proveniente da paese, diverso da quello di appartenenza e aderente alla Convenzione di Ginevra, nel quale abbia trascorso un congruo periodo di tempo (non per mero transito verso l’Italia) senza chiedere asilo

o      che soddisfi una delle clausole di esclusione previste dall’art. 1 F della Convenzione di Ginevra: responsabile di

-       crimine contro la pace

-       crimine di guerra

-       crimine contro l’umanita’

-       crimine grave di diritto comune al di fuori del paese di accoglimento

-       azioni contrarie alle finalita’ delle Nazioni Unite

o      condannato in Italia per reati di cui all’art. 380, co. 1 e 2, c.p.p.

o      straniero pericoloso per la sicurezza dello Stato

o      appartenente a organizzazioni mafiose o dedite al traffico di stupefacenti o terroristiche

 

Trattenimento (CDI, CPT, rinuncia alla domanda)

 

Š      Il richiedente asilo puo’ essere trattenuto per il tempo strettamente necessario (definito nel provvedimento con cui si dispone il trattenimento, e comunque < 20 gg.)

o      per verificarne o determinarne nazionalita’ o identita’

o      per verificare gli elementi su cui si basa la domanda, qualora tali elementi non siano immediatamente disponibili (?)

o      in dipendenza del procedimento concernente il riconoscimento del diritto ad essere ammesso nel territorio dello Stato (?)

o      se e’ stato fermato in una situazione di ingresso o tentativo di ingresso illegali o se si trova (formulazione ambigua) in condizioni di soggiorno irregolare

o      se ha presentato domanda dopo che a suo carico e’ stato emesso un provvedimento di espulsione o respingimento

 

 

o      visite (per almeno 4 ore al giorno) da parte di

§       rappresentanti dell’ACNUR

§       rappresentanti di organizzazioni di tutela di richiedenti asilo e di rifugiati con provata esperienza almeno triennale, autorizzate dal prefetto, e invitate a tener conto del diritto alla riservatezza e alla sicurezza degli ospiti

§       legali dei richiedenti trattenuti

§       familiari e cittadini italiani (nota: non anche stranieri regolarmente soggiornanti) per i quali vi sia richiesta da parte dello straniero trattenuto e previa autorizzazione da parte della prefettura

o      la possibilita’ di uscita quotidiana, previa comunicazione al direttore di centro e salvo il caso di incompatibilita’ con lo svolgimento della procedura semplificata, nella fascia oraria 10-17

o      la possibilita’ di ottenere dalla prefettura, nei soli casi di trattenimento non obbligatorio e su richiesta adeguatamente motivata, l’autorizzazione per un allontanamento dal centro per un periodo diverso da quello di uscita quotidiana o di durata superiore, purche’ compatibile con lo svolgimento della procedura semplificata; diniego motivato e comunicato al richiedente nella lingua consentita

 

Dublino

 

 

Permesso per richiesta d’asilo

 

 

Commissione territoriale

 

o      un funzionario della polizia di Stato

o      un rappresentante dell’ente territoriale designato dalla Conferenza unificata Stato-regioni-citta’

o      un rappresentante dell’ACNUR

o      un funzionario del MAE (all’occorrenza)

 

Procedura semplificata

 

o      il questore trasmette gli atti alla Commissione territoriale entro 2 gg.

o      la Commissione territoriale procede all’audizione entro 15 gg. dalla data di ricevimento degli atti

o      la Commissione territoriale decide entro 3 gg. feriali dall’audizione

 

Riesame (per lo straniero trattenuto in CDI)

 

 

Procedura ordinaria

 

o      il questore trasmette gli atti alla Commissione territoriale entro 2 gg.

o      la Commissione territoriale procede all’audizione entro 30 gg. dalla data di ricevimento degli atti

o      la Commissione territoriale decide entro 3 gg. feriali dall’audizione

o      in caso di trattenimento (non obbligatorio) in corso in centro di identificazione, ammessa la richiesta di riesame (da art. 16 Regolamento asilo, non da L. 189/02; formulazione comunque ambigua) nota: certamente non prevista la possibilita’ di chiedere il riesame in caso di procedura ordinaria con straniero non trattenuto (discriminazione ingiustificata in assenza di un effetto sospensivo del ricorso nell’ambito della procedura ordinaria)

 

Audizione

 

 

Decisione della Commissione territoriale

 

o      riconosce lo status di rifugiato

o      rigetta la domanda

o      rigetta la domanda, ma, valutate le possibili conseguenze di un rimpatrio alla luce degli obblighi derivanti dalle convenzioni internazionali (in particolare, dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali) chiede al Questore il rilascio di un permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6, T.U.

o      con intimazione a lasciare l’Italia entro 15 gg. nei casi in cui al richiedente fosse stato rilasciato (da subito) un permesso per richiesta di asilo, se il prefetto non rileva il pericolo che lo straniero si sottragga al provvedimento (assurdo: dovrebbe essere applicato l’invito ex art. 12 Regolamento, con espulsione e conseguente divieto di reingresso solo in caso di mancato rispetto dei termini)

o      con accompagnamento immediato negli altri casi

 

Ricorso

 

 

Richiesta al prefetto

 

 

Commissione nazionale

 

o      indirizzo (anche mediante la definizione di linee-guida per la valutazione delle domande e per l’applicazione dell’art. 5, co. 6, T.U.)

o      coordinamento, formazione e aggiornamento delle commissioni territoriali

o      raccolta di dati statistici

o      monitoraggio dei flussi di richiedenti (anche al fine di proporre l’istituzione di nuove commissioni territoriali o di commissioni territoriali straordinarie)

o      collaborazione con le altre istituzioni competenti

o      consulenza per l’eventuale adozione da parte del Presidente del Consiglio dei ministri del decreto di protezione temporanea ex art. 20, T.U.

 

Assistenza del richiedente

 

 

Diritti del rifugiato

 

o      assistenziali e di sostentamento

o      per riconosciuta fragilita’ sociale

o      per casi gravi e urgenti

o      di sostegno allo studio

o      di sostegno all’attivita’ lavorativa

o      di prima assistenza

 

Nodi della riforma (giudice, elusione, trattenimento, tempi, costi)

 

 

4.2 Diritto d’asilo costituzionale

 

o      contro: Consiglio di Stato 27/2/52, 2/5/58, Tribunale di Roma 13/2/97

o      a favore: TAR Lazio 15/5/86, TAR Friuli 19/2/92

o      risolutivo: Cassazione a sezioni riunite (19/2/97): la giustificazione del diritto sta nell’impedimento; il criterio di accertamento della situazione consiste nell’effettivita’ dell’impedimento; categoria dei rifugiati piu’ ristretta: L. 39 non applicabile, in mancanza di legge attuativa; L. 39 non incostituzionale perche’ non pretende di disciplinare il diritto d’asilo costituzionale

o      la legge non puo’ essere considerata attuativa se pone restrizioni (?)

o      competenza per il riconoscimento del diritto d’asilo (diritto soggettivo perfetto): giudice ordinario; attribuita al giudice ordinario anche la competenza per il ricorso nell’ambito del riconoscimento dello status di rifugiato

 

 

4.3 Protezione temporanea

 

Art. 20: DPCM

 

 

Regime di protezione stabilito dal Consiglio europeo

 

 

Ricongiungimento

 

 

Possibile differimento dell’esame della domanda d’asilo

 

 

 

5. La politica di immigrazione

 

5.1 La politica degli ingressi: una possibile chiave di lettura

 

o      Sicurezza => usuali strumenti di indagine e repressione

o      Protezione del lavoratore nazionale => diritti inderogabili (usuali dinamiche insider/outsider)

o      Principi e strutture dello Stato sociale => problema peculiare

o      19.000 ingressi (non stagionali) per anno (tot: 285.000)

o      90.000 sanati per anno (tot: 1.360.000)

o      reclutamento dall’estero: improponibile per famiglie e piccole imprese

o      intermediazione (agenzia):

-       illegale => funziona, ma con incertezza sull’inserimento effettivo

-       legale (es.: OIM) => 60 chiamate su 5000 iscritti certificati, con una quota residua di 1200 ingressi

 

 

5.2 Una possibile politica alternativa

 

o      quota di risorse corrispondente al “minimo inserimento accettabile” (assegno sociale; disponibilita’ alloggio; assicurazione sanitaria; “biglietto di ritorno”)

o      ingresso e soggiorno autorizzati sulla base dell’ammontare di risorse disponibili

o      attivita’ saltuarie => rinnovo

o      attivita’ stabili => conversione (stabilizzazione)

o      Sponsorizzazione:

-       sostentamento nella ricerca di lavoro (mezzi, alloggio, iscrizione SSN) e spese rimpatrio garantite da un terzo

-       quote inutilmente basse (15000 per il 2000, 15000 per il 2001)

-       grande successo (150000?)

-       sponsor italiani: probabile escamotage; sponsor stranieri (circa il 50%): uso proprio

-       limite principale: mancanza di conoscenze nel paese d’arrivo (simile all’impossibilita’ di incontro diretto); superabile con sponsorizzazione pubblica (mai utilizzata)

o      autosufficienza

o      residui di quote per sponsorizzazione non utilizzati dopo 60 gg. (inesistenti, salvo paesi con accordi)

o      liste nei consolati (inesistenti, salvo paesi con accordi)

o      utilizzata solo per paesi con accordi (Albania, Tunisia, Marocco)

o      Albania (OIM):

-       1200 ingressi

-       400 contatti

-       300 gia’ occupati

-       100 partecipanti a corso formazione

-       70 occupati

-       30 fallimenti

-       30/1200=2.5% < percentuale fallimenti < 30/400=7.5%

o      niente quote basate su stime del fabbisogno del mercato

o      niente liste

=> ridotto l’intervento statale

 

 

5.3 Esame critico

 

o      Risposta: fotocopia passaporto + impronte + biglietto

-       allontanamento senza spesa per lo Stato; possibile appena necessario (dopo ricorso);

-       non necessarie sanzioni (divieto di reingresso) ne’ detenzione (CPT): nessun danno e’ stato apportato alla collettivita’

o      Nota: impronte a garanzia della possibilita’ di recupero della sovranita’ dello Stato (parzialmente ceduta allo straniero ammesso a esercitare la liberta’ di movimento)

o      Risposta: accertamento di indisponibilita’

o      Risposta: possibili tetti (o diluizioni, nello spazio e nel tempo)

o      sia conosciuto e riconoscibile

o      non sia un concorrente troppo aggressivo per il disoccupato nazionale

o      non rappresenti un onere netto per il paese d’arrivo

 

 

5.4 Conclusioni

 

o      possibile accesso al permesso per lavoro per lo straniero legalmente presente ad altro titolo

o      condizione di revoca: onere per il welfare

o      accertamento di indisponibilita’

o      assenza di quote, salvo il caso di limiti nella capacita’ di accoglienza

 

 



[1] Si fa riferimento alla versione approvata dal Consiglio dei Ministri nel Giugno 2003.

[2] Disposizione precedente: quote relative anche alla sponsorizzazione.

[3] Disposizione precedente: in mancanza decreto, direttiva Presidente Consiglio Ministri: conformita’ decreti anno precedente (utilizzata nel 1999).

[4] In precedenza: quote coincidenti con quelle stabilite per l’anno precedente.

[5] In precedenza: salvo che per inserimento nel mercato del lavoro in presenza di garanzia di terzi.

[6] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio erano menzionati anche “altri gravi e comprovati motivi”.

[7] In precedenza, era previsto che la garanzia prestata da terzi ai fini dell’ingresso per inserimento nel mercato del lavoro esimesse dalla dimostrazione di disponibilita’ di mezzi.

[8] Disposizione precedente: pari a durata del rapporto, ma comunque < 2 anni.

[9] Disposizione precedente: per i settori che lo richiedono.

[10] Disposizione precedente: richiesta di rinnovo almeno 30 gg. prima della scadenza, per tutti i permessi.

[11] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio il riferimento era al permesso per tutela.

[12] Disposizioni precedenti: anche inserimento nel mercato del lavoro in lavoro subordinato o (alla scadenza) lavoro autonomo (circolare Mininterno 19/5/01)

[13] In precedenza: anche la conversione in lavoro subordinato o autonomo e in accesso al lavoro era sottratta al vincolo del rispetto delle quote.

[14] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio il riferimento era al permesso per tutela.

[15] Disposizione precedente: 5 anni.

[16] Al tempo: 5 anni.

[17] Al tempo: 5 anni.

[18] Disposizioni precedenti: requisiti (non richiesti da art. 30, co. 4): assenza di condanne e rinvii a giudizio artt. 380 e 381 c.p.p.; reddito commisurato al nucleo familiare (da Regolamento, art. 16, co. 6)

[19] In precedenza: autorizzazione al lavoro.

[20] Disposizione precedente: alla Direzione provinciale del lavoro.

[21] Nota: la circolare del Minlavoro 62/02 ha sospeso l’applicazione di gran parte delle disposizioni riportate dalla circolare 59/02 in attesa dell’aggiornamento del Regolamento.

[22] Disposizione precedente: indicazione delle modalita’ di alloggio.

[23] Disposizione precedente: eventuale certificato di iscrizione dell’impresa alla Camera di commercio, munito della dicitura di cui all'art. 9 del DPR n.252/98, o autocertificazione corrispondente.

[24] Disposizione precedente: idonea documentazione attestante la capacita’ reddituale del datore di lavoro.

[25] Disposizioni precedenti: possibile (circ. Minlavoro 55/00) la pluralita’ di rapporti di lavoro part-time.

[26] Disposizione precedente: idonea documentazione relativa alle modalita’ di sistemazione alloggiativa per il lavoratore straniero, ovvero autocertificazione, nel rispetto delle disposizioni in materia.

[27] Disposizione precedente: copia del contratto sottoscritto dal datore di lavoro e dal lavoratore, condizionato al solo rilascio del permesso di soggiorno (copia sottoscritta dal datore di lavoro presso la Direzione provinciale del lavoro; spedita al lavoratore che la restituisce firmata; rispedita, a procedura completata, al lavoratore, che autentica la firma presso il consolato italiano al momento della richiesta del visto!).

[28] Disposizioni precedenti: rilascio o diniego dell’autorizzazione, da parte della Direzione provinciale del lavoro, entro 20 gg.; richiesta in Questura, da parte del datore di lavoro, di nulla-osta provvisorio all’ingresso, previa presentazione dell’autorizzazione al lavoro e di copia della domanda e della documentazione gia’ presentata; nulla-osta concesso o negato entro 20 gg.; autorizzazione al lavoro, copia del contratto sottoscritto e nulla-osta provvisorio spediti dal datore di lavoro al lavoratore per la richiesta di visto.

[29] Disposizione precedente: entro 20 gg.

[30] Disposizione precedente: pari a durata del rapporto, ma comunque < 2 anni.

[31] Disposizione precedente: alla Direzione provinciale del lavoro.

[32] Disposizione precedente: alla Direzione provinciale del lavoro.

[33] Disposizione precedente: nelle liste di collocamento.

[34] Disposizione precedente: anche per consentire l’assistenza economica in favore del lavoratore.

[35] Disposizione precedente: un anno.

[36] Disposizione precedente: nelle liste di collocamento.

[37] Disposizione precedente: un anno.

[38] In precedenza: di cui all’articolo 19 della legge 2 aprile 1968, n. 482.

[39] In precedenza: nelle liste di collocamento.

[40] Disposizione precedente: in caso di nuovo contratto (che non richiede autorizzazione al lavoro) la scadenza del permesso e’ fissata a 2 anni, per rapporto a tempo indeterminato, ovvero, per rapporti a tempo determinato, corrispondente alla durata del rapporto, ma comunque non anteriore a quella derivante dall’iscrizione al collocamento.

[41] Disposizione precedente: richiesta di rinnovo almeno 30 gg. prima della scadenza, per tutti i permessi.

[42] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era aggiunta la condizione che il reddito dichiarato risulti da documentazione fiscale o corrispondente.

[43] Disposizione precedente: 6 mesi.

[44] Disposizione precedente: < doppio della durata stabilita col rilascio iniziale.

[45] In precedenza: co. 13.

[46] In precedenza: co. 12.

[47] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio la denominazione del permesso e’ “per tutela”.

[48] In precedenza era stabilita la natura dei contratti corrispondenti, come contratti di tirocinio.

[49] Disposizione precedente: inclusi i titolari di permesso per inserimento nel mercato del lavoro.

[50] In precedenza: autorizzazione al lavoro.

[51] In precedenza: nelle liste di collocamento.

[52] Disposizioni precedenti: anche il titolare di permesso per inserimento nel mercato del lavoro.

[53] Disposizione precedente: previa idonea documentazione del rapporto di lavoro.

[54] In precedenza: pochi posti per regione riservati per circolare.

[55] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio il riferimento era al permesso per tutela.

[56] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio la decisione del Comitato per i minori stranieri di non luogo a procedere al rimpatrio era presupposto per il rilascio del permesso (per tutela).

[57] Disposizione precedente: o garanzia sostitutiva.

[58] Disposizione precedente: o garanzia sostitutiva.

[59] In precedenza, l’art. 49, co. 3 Regolamento non considerava il tirocinio e prospettava la cumulazione di prova attitudinale e formazione aggiuntiva.

[60] Disposizione precedente: previa iscrizione al collocamento.

[61] In precedenza, anche gli ingressi di sportivi professionisti erano esonerati dal rispetto delle quote massime stabilite con decreto.

[62] In precedenza: autorizzazione.

[63] In precedenza: durata delle prestazioni lavorative < 2 anni, e solo nell’ambito di accordi bilaterali.

[64] In precedenza: riconoscimento comunque sottratto al rispetto delle quote, nella prassi.

[65] Disposizione precedente: autorizzazioni al lavoro e permessi di soggiorno rilasciati in corrispondenza a questi motivi di ingresso (salvo il caso di formazione professionale) non sono rinnovabili ne’ utilizzabili, in corso di validita’, per un diverso rapporto di lavoro; quelli rilasciati per i lavoratori dello spettacolo (inclusi i circensi) possono essere prorogati, ma solo per prosecuzione del rapporto con lo stesso datore di lavoro.

[66] In precedenza: da art. 5, co. 3, lettera c, T.U.

[67] Disposizione precedente: familiari entro il III grado, inabili al lavoro secondo la legge italiana (nella assoluta e permanente impossibilita' di svolgere una qualsiasi attivita' lavorativa per inabilita' o difetto fisico o mentale), a carico

[68] Disposizione precedente: presso la questura.

[69] In precedenza: verifica della documentazione affidata transitoriamente (in attesa dell’emanazione del Regolamento), con circ. Mininterno, al consolato anziche’ allo Sportello unico.

[70] In precedenza la presentazione dei documenti attestanti l’esistenza dei vincoli di parentela era prevista avvenire al momento della richiesta di visto.

[71] Disposizione precedente: entro 90 gg.

[72] Disposizione precedente: per il rilascio di visto di ingresso al seguito di cittadino straniero, necessaria l’esibizione, all’atto della richiesta, della documentazione relativa ai legami familiari e agli altri requisiti in capo ai familiari al seguito (autenticata, se rilasciata da autorita’ straniera, dalla rappresentanza italiana), e del nulla-osta rilasciato dalla questura sulla base dell’accertamento dei requisiti di reddito e alloggio.

[73] Disposizione precedente: previa iscrizione al collocamento.

[74] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio: 11 rappresentanti (2  rappresentanti per il Mininterno, 2 dell’ANCI).

[75] In precedenza: Dipartimento affari sociali.

[76] In precedenza: Dipartimento affari sociali.

[77] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era stabilito che la segnalazione al Comitato della presenza del minore dovesse contenere le eventuali informazioni utili a tali indagini.

[78] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era previsto che il Comitato disponesse l’inserimento in un progetto di integrazione sociale e civile di cui all’art. 32, co. 1 bis, T.U. (gestito, cioe’, da ente pubblico o privato con rappresentanza nazionale e iscritto nel registro presso la Presidenza del Consiglio), e che l’ente gestore del progetto dovesse presentare al Comitato una relazione sull’eventuale raggiungimento degli obiettivi del progetto.

[79] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio la denominazione del permesso era “per tutela”.

[80] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era prevista esplicitamente la possibilita’ di rilascio di permesso (per tutela), ai minori non accompagnati inseriti in un progetto di integrazione di cui all’art. 32, co. 1 bis, T.U.; era previsto anche che il rilascio del permesso conseguisse alla decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio.

[81] L’art. 32, co. 1, del Testo unico prevede una deroga al possesso dei requisiti previsti dall’art. 23 per il permesso di soggiorno per “accesso al lavoro”. Questo riferimento era gia’ impreciso prima dell’entrata in vigore della L. 189/02, essendo “per inserimento nel mercato del lavoro” la denominazione corretta del permesso di cui all’art. 23. Con la soppressione delle disposizioni relative all’inserimento nel mercato del lavoro, il riferimento all’art. 23 risulta del tutto privo di significato. Verosimilmente la disposizione consente, comunque, il rilascio di un permesso per “attesa occupazione”.

[82] L’art. 32, co. 1, del Testo unico prevede una deroga al possesso dei requisiti previsti dall’art. 23 per il permesso di soggiorno per “accesso al lavoro”. Questo riferimento era gia’ impreciso prima dell’entrata in vigore della L. 189/02, essendo “per inserimento nel mercato del lavoro” la denominazione corretta del permesso di cui all’art. 23. Con la soppressione delle disposizioni relative all’inserimento nel mercato del lavoro, il riferimento all’art. 23 risulta del tutto privo di significato. Verosimilmente la disposizione consente, comunque, il rilascio di un permesso per “attesa occupazione”.

[83] Disposizione precedente: il permesso per minore eta’ non e’ utilizzabile per lavoro ne’ convertibile al compimento dei 18 anni (Circolare Mininterno 13/11/00; in contrasto con la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo, secondo sentenza del Tribunale di Torino).

[84] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era stabilito che il permesso (per tutela) fosse addirittura rilasciato in seguito a decisione di non luogo a procedere al rimpatrio (art. 28 bis).

[85] Nella versione dello schema di regolamento trasmessa al Preconsiglio era stabilito che il gestore presentasse al Comitato una relazione sul raggiungimento degli obiettivi del progetto.

[86] In precedenza la formulazione dell’art. 18, co. 5, T.U., indicava solo una possibilita’ di proroga o rinnovo senza modifica del titolo del permesso, col rischio che venissero preclusi i diritti associati alla titolarita’ di un permesso per lavoro subordinato (es.: ricongiungimento familiare, periodo minimo di disoccupazione garantita)

[87] Disposizione precedente: previa idonea documentazione del rapporto di lavoro.

[88] In precedenza: pochi posti per regione riservati per circolare.

[89] Disposizione precedente: o di titolo equipollente, se conseguito all’estero.

[90] Disposizione precedente: eseguita con accompagnamento immediato alla frontiera se c’e’ il rischio che lo straniero si sottragga all’obbligo di lasciare l’Italia; con intimazione a lasciare l’Italia entro 15 gg., in caso contrario

[91] In precedenza, anche per ingresso clandestino (di straniero pero’ in possesso dei documenti), per mancata richiesta del permesso, per revoca o annullamento del permesso, o a titolo di misura di prevenzione (senza rischio evidente che lo straniero si sottragga al provvedimento).

[92] In precedenza, l’espulsione con accompagnamento alla frontiera era esplicitamente prevista per chi non rispettasse il termine fissato con l’intimazione (art. 13, co. 4, lettera a, T.U.).

[93] Disposizione precedente: eseguita con

Š       accompagnamento immediato alla frontiera, in caso di

Š       intimazione a lasciare il territorio dello Stato entro 15 gg., negli altri casi

[94] Disposizione precedente: in caso di trattenimento in CPT, e’ competente per il ricorso il giudice competente per la convalida del trattenimento.

[95] Disposizione precedente: entro 30 gg. dalla comunicazione, anche dal consolato o dall’ambasciata italiana, in caso di accompagnamento immediato alla frontiera; entro 5 gg. dalla comunicazione, in caso di intimazione.

[96] Disposizione precedente: dalla comunicazione.

[97] Disposizione precedente: 10 gg.

[98] Disposizione precedente: il giudice decide sentito l’interessato ai sensi degli artt. 737 e seguenti c.p.c.

[99] Formulazione della disposizione precedente: diritto al gratuito patrocinio a spese dello Stato e all’assistenza del difensore di fiducia (o, in mancanza, del difensore d’ufficio) e, se necessario, dell’interprete.

[100] In precedenza: trattenimento consentito anche in presenza di rischio che lo straniero espulso con intimazione per non aver chiesto o rinnovato il permesso, o per averlo avuto revocato o annullato, si sottragga all’obbligo di lasciare l’Italia.

[101] Disposizione precedente: 20 gg.

[102] Disposizione precedente: 10 gg.

[103] Disposizione precedente: se e’ imminente l’eliminazione dell’impedimento all’espulsione o al respingimento.

[104] Disposizione precedente: 5 anni.

[105] Disposizione precedente: salvo durata minore, ma > 3 anni, fissata dal giudice in sede di ricorso.

[106] Disposizione precedente: arresto da 2 a 6 mesi.

[107] Disposizione precedente: l’iscrizione al SSN cessa con la scadenza del permesso, salvo che lo straniero esibisca la ricevuta della richiesta di rinnovo o il permesso rinnovato.

[108] In precedenza era stabilito che che la somma dovesse essere versata in lire, euro o dollari.

[109] In precedenza: comma 11.

[110] Disposizioni precedenti: in mancanza di accordi, il lavoratore puo’ chiedere la liquidazione dei contributi versati in suo favore per forme di previdenza obbligatoria, maggiorati del 5%; il pagamento e’ effettuato a rimpatrio avvenuto sulla banca estera indicata dal lavoratore; in caso di decesso del lavoratore anteriore alla presentazione della domanda, i superstiti non hanno diritto alla liquidazione dei contributi; possono chiedere, se in possesso dei requisiti, un’indennita’ una tantum (Circolare INPS 112/99, Lettera Ministero del lavoro 19/4/99).

[111] Gia’ il riferimento all’art. 22, co. 11 del testo precedentemente in vigore era comunque scorretto, dal momento che quel comma trattava esplicitamente solo il caso in cui il trasferimento non sia possibile.

[112] Disposizione precedente: in assenza di accordi o convenzioni che regolino la materia del trasferimento dei contributi, il lavoratore ha diritto alla liquidazione dei contributi con maggiorazione del 5%.

[113] Le disposizioni precedenti includevano lo straniero legalmente soggiornante iscritto nelle liste di collocamento.

[114] Soppressa la seguente ulteriore disposizione: le Regioni possono concedere contributi a enti locali o enti morali pubblici o privati per il risanamento di stabili di proprieta’ di questi da adibire, per almeno 15 anni, ad abitazioni (ospitalita’ temporanea o affitto) per stranieri titolari di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo, studio, motivi familiari, asilo, asilo umanitario (motivi umanitari?).

[115] In precedenza, la misura (art. 40, co. 1 T.U.) aveva carattere meramente assistenziale, senza che l’alloggiamento disposto dal sindaco potesse essere confuso con una misura di trattenimento in CPT.

[116] In precedenza, la possibilita’ di presentare domanda in questura era prevista da Circolare Mininterno.

[117] Denominazione precedente: centrale.

[118] Disposizioni precedenti: erogazione, su richiesta presentata all’ufficio di polizia del Comune di domicilio, di un contributo di prima assistenza per 45 gg. al richiedente asilo privo di risorse e di ospitalita’: £. 25.000 al giorno (Decreto del Ministro dell’interno 237/90; aggiornata a £. 34.000 con Decreto del Ministro dell’interno 284/98); contributo riscosso presso la tesoreria provinciale, previa esibizione di documento di identita’ (in mancanza, lo straniero chiede la carta di identita’ al Comune di domicilio; difficolta’ con il requisito di dimora abituale?); ricorso contro il diniego del contributo, al Ministro dell’interno.