Da www.migranew.net

 

22/03/2004
L’odissea burocratica di una vietnamita per avere il ricongiungimento con il figlio


di Saleh Zaghloul

 

 

Una signora vietnamita residente a Genova, titolare di un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di Genova per motivi di lavoro autonomo mi racconta la le difficoltą che sta incontrando nel tentativo di fare venire suo figlio in Italia. E’ una vera e propria odissea, il figlio minore nel frattempo Ź diventato maggiorenne e non riesce ancora ad unirsi alla madre, malgrado l’interessamento della stessa Questura di Genova.

 
La signora mi racconta di avere presentato domanda di ricongiungimento familiare in favore del figlio nato in Vietnam nel 1985 e che il questore di Genova ha rilasciato il nulla osta al ricongiungimento familiare il 05 novembre 2002. Il figlio si Ź presentato al Consolato d’Italia in Vietnam il 27 dicembre del 2002 ed ha presentato domanda per il visto d’ingresso in Italia corredata dal Nulla Osta rilasciato dalla Questura di Genova e dal proprio certificato di nascita ma non Ź ancora riuscito ad ottenere il visto per l’Italia.

 
La madre mi racconta che la Rappresentanza d’Italia a Hanoi ha subito chiesto a suo figlio di presentare ulteriore documentazione come il contratto d’affitto ed il contratto di lavoro della madre. «Documenti che avevo gią presentato - dice la signora vietnamita - a suo tempo alla questura di Genova ed in base ai quali mi Ź stato rilasciato il nulla osta al ricongiungimento familiare». Tutti, anche la Questura, mi hanno detto che l’unica documentazione proveniente dall’Italia richiesta dalla legge per il rilascio del visto d’ingresso Ź il nulla osta all’ingresso per ricongiungimento familiare rilasciato dalla Questura competente. «Ma ho deciso di mandare al consolato la documentazione che ha chiesto a mio figlio» e mi fa vedere il fax da lei mandato al Consolato il 30 dicembre 2002 allegando la documentazione richiesta: fotocopia del permesso di soggiorno, certificato di residenza, fotocopia della Carta d’Identitą ed autocertificazione che essa Ź conforme all’originale. La stessa documentazione viene anche spedita con la posta celere. Ulteriore documentazione viene spedita il 18 aprile 2003 via posta elettronica grazie al suo ex datore di lavoro, in affari con il Vietnam. La signora mi fa vedere una corrispondenza via posta elettronica con il consolato, del 23 luglio 2003, nella quale si legge: «con riferimento alla precorsa corrispondenza, desidero informarLa che in data 16.07. u.s. l’Ambasciata ha richiesto alla Questura di Genova di emettere un nuovo nulla osta al ricongiungimento familiare in favore della Signora (…….)».

 
In Questura dicono alla signora che non riescono a comprendere il comportamento dell’ambasciata e che per quanto riguarda loro il nulla osta rilasciato Ź ancora valido del resto la questura non puė rilasciare un nulla osta al ricongiungimento con un figlio maggiorenne. Passano ancora altri mesi ed a marzo 2004 la questura di Genova informa la signora di aver mandato un fax al consolato d’Italia in Vietnam: «l’agente dell’Ufficio relazioni con il pubblico della questura di Genova – mi dice la cittadina vietnamita - mi ha informato che gli operatori dell’Ufficio Immigrazione della Questura hanno scritto nel fax che per quanto riguarda la Questura il nulla osta di mio figlio Ź ancora valido ed io sto ancora aspettando la risposta del Consolato».