COMUNICATO STAMPA

 

La senatrice Tana de Zulueta, vicepresidente della Commissione per l'immigrazione dell'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa, ha realizzato un appello in cui ha espresso il piĚ profondo rammarico per la gestione da parte del Governo Italiano degli arrivi di massa a Lampedusa lo scorso autunno.

Nel testo, sottoscritto da 23 membri della Commissione appartenenti a tutti i gruppi parlamentari e dallo stesso Presidente, conservatore inglese, si ricorda come tra il il 29 settembre e il 6 ottobre 1787 migranti sbarcarono a Lampedusa e furono raccolti in un centro di prima accoglienza in condizioni molto precarie.

Nell'appello la senatrice denuncia una situazione di dubbia legalitą in relazione alla Convenzione Europea dei Diritti Umani e ai suoi Protocolli Aggiuntivi: innanzitutto al campo non poterono accedere per i primi quattro giorni né l'ACNUR né le organizzazioni non governative per verificare il rispetto dei diritti umani, e i migranti non furono nemmeno informati dei loro diritti né ebbero la dovuta assistenza legale per il rispetto delle procedure di rimpatrio.

Inoltre ben 1153 migranti furnono mandati in Libia senza che nessuno di loro fosse di nazionalitą libica e senza considerare i rischi cui potevano andare incontro in quella nazione per le ripetute violazioni dei diritti umani.

La raccolta delle firme Ź ancora aperta e continuerą nella prossima sessione.

 

 

Ufficio Stampa

 

Roma, 2 febbraio 2005