(Sergio Briguglio 13/3/2006)

 

PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA

 

(Aggiornamento al 28 Febbraio 2006)

 

Nota: le disposizioni approvate nella XIV legislatura sono evidenziate dalla sottolineatura (italico sottolineato per quelle contenute nei regolamenti approntati in attuazione della L. 189/02[1]); le disposizioni da queste rimpiazzate sono riportate in nota.

 

 

 

                                                                                       I.     Principi generali (*)

 

1.     Ambito di applicazione, diritti fondamentali, diritti in materia civile, rapporti con la pubblica amministrazione, tutela giurisdizionale, protezione diplomatica (*)

 

                                                                                     II.     Ingresso e soggiorno (*)

 

2.     Categorie di ingresso (*)

3.     Programmazione dei flussi (*)

4.     Ingresso, reingresso e uscita dall’Italia (*)

5.     Permesso di soggiorno (*)

6.     Iscrizione anagrafica (*)

7.     Carta di soggiorno (*)

8.     Ingresso e soggiorno per lavoro subordinato (*)

9.     Ingresso e soggiorno per lavoro stagionale (*)

10.  Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo (*)

11.  Sponsorizzazione e autosponsorizzazione[2] (*)

12.  Formazione di lavoratori all’estero (*)

13.  Ingresso e soggiorno per lavoro extra-quote o con quote specifiche (*)

14.  Ingresso e soggiorno per studio, formazione professionale e attivita’ scientifica (*)

15.  Professioni (*)

16.  Ricongiungimento familiare e soggiorno per motivi familiari (*)

17.  Minori stranieri[3] (*)

18.  Protezione sociale e sicurezza pubblica (*)

 

                                                                  III.     Allontanamento, sanzioni e detenuti (*)

 

19.  Respingimento alla frontiera (*)

20.  Espulsione (*)

21.  Trattenimento nei CPT (*)

22.  Sanzioni a carico di terzi (*)

23.  Stranieri condannati o detenuti (*)

 

                                                       IV.     Assistenza, previdenza sociale e integrazione (*)

 

24.  Assistenza sanitaria (*)

25.  Previdenza sociale (*)

26.  Assistenza sociale (*)

27.  Enti di patronato (*)

28.  Accoglienza e accesso all’alloggio (*)

29.  Discriminazione (*)

 

                                                                                                         V.     Asilo (*)

 

30.  Status di rifugiato (*)

31.  Protezione temporanea (*)

32.  Protezione complementare (*)

 

                                                                                                VI.     Cittadinanza (*)

 

33.  Cittadinanza (*)

 

 

                                                                                                        VII.     Apolidia (*)

 

34.  Apolidia (*)

 

                                                                                          VIII.     Cittadini comunitari (*)

 

35.  Norme a regime (*)

36.  Neocomunitari (*)


 

                                                                                       I.     Principi generali (*)

 

1.     Ambito di applicazione, diritti fondamentali, diritti in materia civile, rapporti con la pubblica amministrazione, tutela giurisdizionale, protezione diplomatica (*)

 

 

 

 

 

o      lo straniero, esplicitamente interrogato (se possibile) dall’autorita’ che deve procedere, dichiari espressamente di non volersi avvalere degli interventi dell’autorita’ diplomatica o consolare del Paese di cui e’ cittadino; la rinuncia alla protezione consolare per minori di eta' inferiore a quattordici anni e' effettuata da chi esercita la potesta' sul minore

o      lo straniero abbia presentato domanda di asilo

o      allo straniero sia stato riconosciuto lo status di rifugiato

o      nei confronti dello straniero siano state adottate misure di protezione temporanea per motivi umanitari

o      allo straniero o ai suoi familiari possa derivare il pericolo di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di origine nazionale, di condizioni personali o sociali

 

 

                                                                                     II.     Ingresso e soggiorno (*)

 

2.     Categorie di ingresso (*)

 

o      Quote programmate con decreti (DPCM, decreto MAE su disponibilita’ atenei)

o      Domande di ingresso accolte fino a raggiungimento della quota, se gli altri requisiti sono soddisfatti

o      Numeri recenti: ingressi per soggiorni di lunga durata (circa 25.000 per anno fino al 2005; circa 120.000 nel 2006), stagionali (circa 50.000 per anno)

o      Ingressi non limitati numericamente

o      Ingressi per soggiorni di breve o lunga durata

o      Requisiti: non gravare sull’assistenza pubblica (mezzi di sostentamento, alloggio, viaggio di ritorno)

o      Numeri: turismo (circa 400.000 ingressi)

o      Nota: requisiti meno stringenti => numeri alti => possibile interferenza con controllo immiggrazione (overstayers)

o      Ingressi non limitati numericamente (possibile riflesso, pero’, degli ingressi per protezione temporanea e ricongiungimento su quote per lavoro)

o      Requisiti principali dipendenti dalla condizione soggettiva, non un progetto dell'individuo: condizione di persecuzione, rapporto di parentela

o      Requisiti aggiuntivi: assenza di condizioni di esclusione (asilo), reddito e alloggio del familiare (ricongiungimento), etc.

o      Numeri: ricongiungimento (circa 50.000), richiesta asilo (circa 10.000; riconoscimenti o permessi umanitari: circa 1000)

o      Nota: l’ammissione al riconoscimento del diritto d’asilo prescinde da un ingresso formalmente legale; possibile abuso; interferenza con controllo immigrazione

 

 

3.     Programmazione dei flussi (*)

 

 

 

o      1998:

-       anticipazione (20.000 stagionali);

-       DPCM: albanesi (3.000), tunisini (1.500), marocchini (1.500) o regolarizzazione (totale 38.000)

o      1999:

-       direttiva:  lavoro subordinato anche stagionale (54.500), lavoro autonomo (3.500)

o      2000:

-       anticipazione: Circ. Ministero del lavoro 11/00: stagionali (10.000);

-       DPCM: lavoro subordinato, anche stagionale (28.000, meno 10.000 anticipati), lavoro autonomo (2.000), sponsorizzazione (15.000), Albania (6.000), Marocco (3.000), Tunisia (3.000), altri paesi con accordi (6.000: 2.500 poi destinati a Romania, 3.000 a stagionali di ogni nazionalita’, 500 a lavoro autonomo);

-       ulteriore anticipazione stagionali (20.000)

o      2001:

-       DPCM: stagionali (30.000), lavoro subordinato (12.000), lavoro autonomo (3.000), infermieri (autonomo o subordinato, 2.000), informatici (autonomo o subordinato, 3.000), sponsorizzazione (15.000), Albania (6.000), Marocco (3.000), Tunisia (1.500), Somalia (500), altri paesi con accordi di riammissione (4.000)

o      2002:

-       Decreto Ministro del lavoro 4/2/02 (antipazioni): stagionali (33.000) da paesi con accordi (Tunisia e Albania) o candidati all’ingresso nell’UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Romania e Bulgaria);

-       Decreto Ministro del lavoro 12/3/02 (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.400), autonomi (3.000; la circ. Minlavoro 23/02, poi annullata dal TAR Veneto, limitava la possibilita’ di conversione ex art. 39, co. 7 Regolamento – ora soppressa – ai soli stranieri che avessero fatto ingresso prima della data di pubblicazione del decreto);

-       Decreto Ministro del lavoro 22/5/02 (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (6.600);

-       Decreto Ministro del lavoro 16/7/02 (antipazioni): stagionali da stessi paesi o con diritto di precedenza (10.000);

-       DPCM 15/10/2002 (programmazione transitoria): subordinati, stagionali o autonomi oriundi italiani residenti in Argentina (4.000); subordinati o stagionali albanesi (3.000), tunisini (2.000), marocchini (2.000), egiziani (1.000), nigeriani (500), moldavi (500) cingalesi (1.000); autonomi (ricercatori; imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; collaboratori coordinati e continuativi; soci e amministratori di societa' non cooperative; artisti di chiara fama) da altri paesi (2000; non utilizzabili per conversioni studio-lavoro autonomo); dirigenti da altri paesi (500); stagionali (4.000)

o      2003:

-       DPCM 20/12/2002: proroga DPCM 15/10/2002 fino al 31/3/2003 (esclusi i 4.000 stagionali);

-       DPCM 20/12/2002 (programmazione transitoria): stagionali (60.000) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2001 o nel 2002, o da paesi accettati nella UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia) ovvero da Serbia, Croazia, Montenegro, Bulgaria e Romania, o da paesi con accordi (Tunisia, Albania,  Marocco, Nigeria, Moldavia, Sri Lanka ed Egitto; da circ. Minlavoro 3/03)

-       DPCM 6/6/2003 (programmazione transitoria): stagionali (8.500) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2001 o nel 2002, o dai paesi di cui al DPCM 20/12/2002; autonomi (800): ricercatori, imprenditori, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti  di  chiara  fama internazionale (ammesse le conversioni da studio a lavoro autonomo); subordinati, stagionali o autonomi oriundi italiani residenti in Argentina (200); subordinati (10.000, di cui 500 dirigenti o altamente qualificati, 1.000 albanesi, 600 tunisini, 500 marocchini, 300 egiziani, 200 nigeriani, 200 moldavi, 500 cingalesi, 300 del Bangladesh)

-       Decreto Ministro Beni culturali: 1850 sportivi professionisti

o      2004:

-       DPCM 19/12/2003 (programmazione transitoria): stagionali (50.000) che hanno avuto un permesso per lavoro stagionale nel 2002 o nel 2003, o da paesi accettati nella UE (Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia) ovvero da Serbia-Montenegro, Croazia, Bulgaria e Romania, o da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia, Albania,  Marocco, Moldavia ed Egitto); rinvio a un possibile nuovo decreto, da adottarsi dopo il 30/6/2004, per ulteriore fabbisogno (nota: necessario un DPCM “standard”, perche’ la programmazione transitoria non puo’ eccedere la quota complessiva di ingressi nell’anno solare precedente)

-       DPCM 19/12/2003 (programmazione transitoria): 17500 lavoratori subordinati da paesi con accordi stipulati o imminenti (Tunisia: 3.000, Albania: 3.000, Marocco: 2.500, Moldavia: 1.500, Egitto: 1.500, Nigeria: 2.000 - 1.400 di questi riassegnati con circ. Minlavoro 44/04 ad Albania, Marocco e Moldavia -, Sri Lanka: 1.500, Bangladesh: 1.500, Pakistan: 1.000) e 2500 da altri paesi con cui l'Italia dovesse stipulare accordi - riassegnati con circ. Minlavoro 44/04 ad ingressi di lavoratori agricoli, con preferenza per Romania e Bulgaria, e di badanti, con preferenza per Filippine, Ucraina e Romania -; 6100 lavoratori subordinati (da qualunque paese; “altro paese”, da Circ. Minlavoro 5/04); 500 dirigenti o lavoratori altamente qualificati, con contratto di lavoro subordinato (da qualunque paese); 2500 lavoratori autonomi (ricercatori; imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale; liberi professionisti; soci e amministratori di societa' non cooperative; artisti di chiara fama; conversioni da studio o formazione in lavoro autonomo entro il limite di 1250); 400 lavoratori (subordinati o autonomi) Argentini, Uruguayani o Venezuelani, di origine italiana; riserva, nella ripartizione per regioni, destinata alle assunzioni per le “Grandi opere” (in parte rimessa a disposizione per le assunzioni ordinarie, con parziale riserva per tunisini, marocchini, egiziani, moldavi; da circ. Minlavoro 37/04)

-       DPCM 20/4/2004 (per neocomunitari): 20.000 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica  Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)

-       DPCM 8/10/2004 (per neocomunitari): 16.000 lavoratori stagionali dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (con precedenza per il lavoro agricolo)

-       Decreto Ministro Beni culturali: 1691 sportivi professionisti

o      2005:

-       DPCM 17/12/2004 (programmazione transitoria): 79.500, di cui 15.000 colf o badanti da qualunque paese, 15.000 lavoratori subordinati non stagionali da qualunque paese, 2.500 lavoratori autonomi - ricercatori, imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati -, 200 lavoratori subordinati non stagionali o autonomi di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay o Venezuela, 1.000 dirigenti, 20.800 lavoratori subordinati non stagionali da paesi con accordi sottoscritti o imminenti - 3.000 albanesi, 3.000 tunisini, 2.500 marocchini, 2.000 egiziani, 2.000 nigeriani, 2.000 moldavi, 1.500 cingalesi, 1.500 bengalesi, 1.500 filippini, 1.000 pakistani, 100 somali, 700 da paesi con nuovi accordi -, 25.000 lavoratori stagionali - da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Bulgaria e Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale nel 2003 o 2004 -; consentite 1.200 conversioni da studio a lavoro autonomo per le categorie indicate; possibili ridistribuzioni di quote non utilizzate dopo 120 gg.

-       DPCM 17/12/2004 (per neocomunitari): 79.500 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica  Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)

-       Ordinanza PCM 22/04/2005, n. 3426 (in eccesso rispetto alle quote dell'anno precedente, contra legem; sanata dalla L. 80/2005): 20.000 stagionali da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia Erzegovina, Macedonia, Bulgaria, Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto, e da Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria, ovvero titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale nell'anno 2003 o 2004

-       Circ. Minlavoro 31/05: Ridistribuzione di quote: invece che 500 nigeriani, 700 cittadini provenienti da paesi che stipulino nuovi accordi, 3050 riservati a Grandi opere, Torino 2006 e formazione e selezione all'estero, si hanno 350 albanesi, 250 tunisini, 300 marocchini, ś 80 egiziani, 800 moldavi, 270 srilankesi, 200 bengalesi, 300 filippini e 1300 da altri paesei per colf e badanti, 400 da altri paesi per edilizia; riesame delle richieste di autorizzazione al lavoro considerate non ammissibili a causa della mancata sottoscrizione del contratto da parte del lavoratore straniero

-       Circ. Minlavoro 39/05: Ridistribuzione di quote: 972 ingressi riservati alle "nazionalita' privilegiate" (prioritą per domande inevase di lavoro domestico e assistenza alla persona): 50 albanesi, 72 tunisini, 100 marocchini, 209 egiziani 230 filippini, 281 moldavi, 30 srilankesi; 268 ingressi per le "altre nazionalitą" (50 per lavoro domestico e assistenza alla persona, 149 per edilizia e 69 per altri settori); 200 ingressi per lavoratori stagionali

o      2006:

-       DPCM 15/2/2006: 170.000, di cui 38.000 lavoratori subordinati non stagionali da paesi con accordi sottoscritti o imminenti - 4.500 albanesi, 3.500 tunisini, 4.000 marocchini, 7.000 egiziani, 1.500 nigeriani, 5.000 moldavi, 3.000 cingalesi, 3.000 bengalesi, 3.000 filippini, 1.000 pakistani, 100 somali, 1.000 ghanesi, 1.400 da paesi con nuovi accordi -, 78.500 lavoratori subordinati non stagionali da qualunque paese, di cui 45.000 per lavoro domestico o di assistenza alla persona (possono concorrere anche i moldavi), 2.500 per il settore della pesca marittima, 1000 dirigenti o personale altamente qualificato, 2.000 per la conversione studio-lavoro e 2.000 per la conversione tirocinio-lavoro, 2.000 formati all'estero (incrementabile in caso di esaurimento), 3.000 lavoratori autonomi - ricercatori, imprenditori che svolgono attivita' di interesse per l'economia nazionale, liberi professionisti, soci e amministratori di societa' non cooperative, artisti di chiara fama internazionale e di alta qualificazione professionale ingaggiati da enti pubblici e privati (in questo ambito: 1.500 conversioni studio o formazione - lavoro- autonomo; nota: riservate?) -, 500 lavoratori subordinati non stagionali o autonomi di origine italiana residenti in Argentina, Uruguay o Venezuela, 50.000 lavoratori stagionali - da Serbia-Montenegro, Croazia, Bosnia e Herzegovina, Macedonia, Bulgaria e Romania, Tunisia, Albania, Marocco, Moldavia ed Egitto e titolari di permesso di soggiorno per lavoro stagionale nel 2003, 2004 o 2005 -; consentite 1.200 conversioni da studio a lavoro autonomo per le categorie indicate; possibili ridistribuzioni di quote non utilizzate dopo 60 gg.

-       DPCM 14/2/2006 (per neocomunitari): 170.000 lavoratori subordinati dai Paesi neocomunitari con restrizioni transitorie (Repubblica  Ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Slovacca, Slovenia e Ungheria)

 

o      limitazione attiva solo se piu’ restrittiva dei criteri

o      restrittivita’ dei criteri allentata dall’aggiramento (rapporti nati illegalmente)

o      gia’ prevista dalla legge Martelli (criteri restrittivi; tetti infiniti, ma non sempre)

o      casi interessanti: Tunisia 1998 e Sri Lanka 2003 (quote privilegiate non usate); Albania 2000 (liste per chiamata, usate per autosponsorizzazione)

o      programmazione transitoria: meno burocratica, ma con quote limitate superiormente da quelle stabilite per l’anno precedente[8]

 

 

4.     Ingresso, reingresso e uscita dall’Italia (*)

 

 

o      tipo A: transito aeroportuale; valido solo nelle zone internazionali di transito degli aeroporti (validita’ territoriale limitata)

o      tipo B: transito, validita’ massima 5 gg.

o      tipo C: per affari, cure mediche, gara sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, studio, trasporto, turismo (validi al massimo 90 gg.)

o      esonero dal visto uniforme per i cittadini di Andorra, Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Brunei, Bulgaria, Canada, Cile, Corea del sud, Costa Rica, Croazia, Darussalam, El Salvador, Giappone, Guatemala, Honduras, Israele, Malesia, Messico, Monaco, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Romania, San Marino, Stato del Vaticano, Singapore, Stati Uniti, Uruguay, Venezuela, Hong Kong, Macao

o      tipo D: per adozione, cure mediche, diplomatico, per familiare al seguito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, missione, motivi religiosi, reingresso, residenza elettiva, ricongiungimento familiare, studio, vacanze-lavoro (visti di lunga durata)[9]

 

o      passaporto valido (o documento equivalente); stranieri provenienti dal Kossovo possono essere considerati in possesso della cittadinanza serbo-montenegrina, a prescindere dal possesso o meno del relativo passaporto (circ. Mininterno 11/1/05); nota: documenti equivalenti:

-       documento di viaggio per apolidi

-       documento di viaggio per rifugiati

-       titolo di viaggio per stranieri (impossibilitati a ricevere un valido documento di viaggio dall'Autorita' del paese di cui sono cittadini)

-       lasciapassare delle Nazioni Unite

-       documento individuale rilasciato da un Quartier Generale della NATO al personale militare di una forza della NATO

-       libretto di navigazione, rilasciato ai marittimi per l'esercizio della loro attivita' professionale

-       documento di navigazione aerea

-       carta d'identita' valida per l'espatrio per i cittadini di uno Stato dell'Unione Europea

-       carta d'identita' ed altri documenti dei cittadini degli Stati aderenti all'Accordo Europeo sull'abolizione del passaporto (Parigi il 13/12/1957)

o      documentazione su

-       finalita’ del viaggio

-       mezzi di trasporto utilizzati

-       disponibilita’ mezzi sufficienti (ai sensi della Direttiva del Ministro dell’interno 1/3/00, G.U. 17/3/00; nota: non definiti per lavoro subordinato) per viaggio (anche di ritorno, salvo che per ingressi per lavoro e, verosimilmente, per motivi familiari) e soggiorno[10]

-       condizioni di alloggio

-       assicurazione sanitaria (con copertura fino a 30.000 euro), per soggiorni di breve durata (Decisione del Consiglio europeo 9/1/2004, Telex MAE 28/5/2004, Telegramma Mininterno 1/6/2004)

o      documentazione relativa ai requisiti specifici per il tipo di visto richiesto (Decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con altri ministri competenti, periodicamente aggiornato; in vigore: Decreto 12 Luglio 2000 sulla “Definizione delle tipologie dei visti d’ingresso e dei requisiti per il loro ottenimento”, G.U. n. 178, 1 Agosto 2000)

 

o      mancanza dei requisiti previsti

o      pericolo per ordine pubblico e sicurezza dello Stato (anche per paesi Schengen; salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      esistenza di condanne (anche in primo grado o in seguito a patteggiamento) per reati art. 380, co. 1 e 2, c.p.p., o per reati riguardanti stupefacenti, liberta’ sessuale, favoreggiamento di migrazione clandestina, reclutamento di minori da impiegare in attivita' illecite o di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento di prostituzione;

o      pendenza di divieto di reingresso in seguito a espulsione

o      esistenza di motivi che richiederebbero l’espulsione

o      esistenza di segnalazioni per la non ammissione in Area Schengen (T.U.: per soli motivi di ordine pubblico e sicurezza degli Stati e di tutela delle relazioni internazionali; Regolamento: qualunque motivo – incluso, quindi, allontanamento con divieto di reingresso); nota: si tratta, piu' propriamente, di un motivi di divieto di ingresso, cui consegue il respingimento, ma, verosimilmente, e' anche motivo di dinego del visto

 

o      lavoro subordinato: 30 gg

o      lavoro autonomo: 30 gg (art. 39, co. 7 Regolamento; in contrasto, art. 26, co. 7, T.U. prevede 120 gg)

o      ricongiungimento familiare: 30 gg

o      se i motivi sussistessero permanentemente, dovrebbero essere certi, e dovrebbe essere usata diversa congiunzione: "sicurezza e ordine pubblico";

o      se non si tratta dei motivi di diniego, ma di motivi per la deroga, si dovrebbe prevedere solo la possibilita' di questa: "per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego puo' non essere motivato" (anziche' "per motivi di sicurezza o di ordine pubblico il diniego non deve essere motivato ")

 

 

 

o      possesso del passaporto valido (o documento equivalente) e del visto, se richiesto

o      possesso dei requisiti generalmente previsti per il rilascio del visto (finalita’ del viaggio, mezzi per viaggio e soggiorno, condizioni di alloggio; eventuali altri requisiti per lo specifico visto, ove richiesto)

o      assenza di motivi ostativi all’ingresso (pericolo per la sicurezza dello Stato o di altro Stato Schengen, segnalazioni per la non ammissione in Area Schengen, condanne ostative, divieti di reingresso pendenti)

o      rispetto norme doganali e valutarie, e requisiti sanitari previsti dalla normativa vigente in materia di profilassi internazionale

 

 

 

 

 

 

5.     Permesso di soggiorno (*)

 

 

 

o      passaporto valido (o documento equivalente) con visto (se richiesto), da cui risulti nazionalita’, anno e luogo di nascita del richiedente

o      disponibilita’ di mezzi per le spese di rimpatrio (escluso soggiorno per lavoro e per motivi familiari)

o      esigenza di soggiorno per il tempo richiesto

o      disponibilita’ di mezzi di sostentamento (indicati dalla Direttiva Ministro dell’interno sui mezzi di sussistenza; nota: non definiti per lavoro subordinato) rapportati al numero di persone a carico[12]

o      disponibilita’ di ulteriori risorse

o      disponibilita’ di alloggio

 

 

o      iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, per certi permessi

o      iscrizione al SSN, previa esibizione ricevuta, o assicurazione privata per altri permessi di durata > 3 mesi

o      assicurazione privata per soggiorni di durata < 3 mesi

 

o      lavoro subordinato con contratto a tempo indeterminato: < 2 anni

o      lavoro subordinato con contratto a tempo determinato: pari a durata del rapporto, ma comunque < 1 anno[13]

o      lavoro autonomo: < 2 anni

o      studio e formazione: < 1 anno

o      familiari: come per il familiare (o affidatario) “perno”, ma comunque < 2 anni; affidamento (minore affidato a comunita’ familiare o istituto di assistenza, ex art. 2 L.184/83): fino al compimento dei 18 anni (?)

o      lavoro stagionale: < 9 mesi (a prescindere dal settore lavorativo[14]); dopo due anni di lavoro stagionale, possibilita’ di permesso per 3 annualita’ per lavoro stagionale (visto rilasciato ogni anno; durata per ciascun anno pari a quella dell’ultimo dei due anni precedenti), revocato in caso di abuso da parte dello straniero, ovvero in caso di mancata presentazione del titolare, al posto di frontiera esterna al termine della validita’ annuale e alla data di reingresso prevista dal visto (nota: disposizione troppo rigida)

o      turismo, visita, affari: < 3 mesi

o      richiesta asilo: 3 mesi, rinnovabile fino alla definizione della procedura di riconoscimento dello status di rifugiato presso la Commissione territoriale[15]

o      asilo:  2 anni (secondo la prassi)

o      acquisto cittadinanza o apolidia (per lo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo): durata procedimento concessione o riconoscimento

o      emigrazione in altro Stato: durata procedure occorrenti

o      motivi di giustizia (su richiesta dell’autorita’ giudiziaria, nel caso in cui la presenza dello straniero sia indispensabile in relazione a procedimenti in corso per reati di cui all’art. 380 c.p.p. o all’art. 3 L. 75/58): 3 mesi, prorogabili

o      altri motivi (cura, minore eta’): < documentate esigenze

 

o      per motivi umanitari, ex art. 5, co. 6, o art. 19, co. 1, T.U., previo parere della Commissione territoriale o acquisizione dall’interessato di documentazione relativa ai gravi motivi che impediscono l’allontanamento (nota: secondo la Relazione illustrativa del Regolamento e la circ. Mininterno 4/3/05, per il rilascio di permesso ex art. 5, co. 6 e’ necessario il parere della Commissione territoriale; irrilevante la certificazione di motivi diversi dalla persecuzione da parte dell’interessato al di fuori della procedura di asilo)

o      per residenza elettiva, in presenza di pensione percepita ("maturata", secondo la Relazione illustrativa del Regolamento) in Italia; nota: e' possibile, ovviamente, anche il rilascio di permesso per residenza elettiva in seguito a ingresso per questo motivo (che richiede la dimostrazione di disponibilita' di risorse cospicue, con previsione di diverse fonti possibili)

o      per cure mediche, al genitore del minore di cui all’art. 31, co. 3, T.U. (nota: titolo improprio, dato che non si tratta solo di tutela della salute fisica del minore; inoltre, non consente l’iscrizione al SSN, da Circ. Minsanita’ 24/3/00, ne' lo svolgimento di attivita' lavorativa; orientamento confermato da Mininterno, sulla base di asseriti orientamenti della Cassazione, in risposta a interrogazione parlamentare (al genitore sono assicurate le prestazioni sanitarie garantite allo straniero in condizione illegale); in senso contrario, Tribunale di Bologna, Lucca, Firenze: e' il giudice a stabilire il tipo di permesso e le connesse facolta')

o      per integrazione del minore, previo parere del Comitato minori stranieri, ai minori che si trovino nelle condizioni di cui all’art. 32, co. 1 bis e 1 ter, T.U. (quali? verosimilmente: arrivo in Italia prima del compimento dei 15 anni, inserimento, anteriore al compimento dei 16 anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da ente pubblico o privato con rappresentanza nazionale e iscritto nel registro presso la Presidenza del Consiglio, decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio da parte del Comitato minori stranieri – in contrasto con la condizione di assenza di decisione, di cui all’art. 32, co. 1 bis; rilevante l’inserimento di fatto in progetto idoneo, anche se non sollecitato dal Comitato?)[16]

 

o      90 gg. (se rilasciato per lavoro subordinato a tempo indeterminato)

o      60 gg. (se rilasciato per lavoro subordinato a tempo determinato)

o      30 gg. (se rilasciato per altri motivi)[17]

 

 

 

o      permanenza dei requisiti previsti per il rilascio: di norma,

§       possesso di passaporto valido o documento equivalente (salvo permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6, T.U.; circ. Mininterno 24/2/03)

§       mezzi di sostentamento per titolare e familiari conviventi a carico (quantificati come per ricongiungimento; da Circolare Mininterno 19/5/01, che interpreta l’art. 13, co. 2 Regolamento; in contrasto, per il soggiorno per lavoro autonomo, con art. 26, co. 3 T.U.; nota: estrapolando all’indietro la Circolare, si ottiene una definizione del reddito minimo da lavoro subordinato: importo dell’assegno sociale; in senso contrario, sent. TAR: si applica l'art. 26, co. 3 T.U.); sent. TAR: la disponibilita' deve essere dimostrata in relazione a un periodo antecedente a quello per il quale si chiede il rinnovo; in senso contrario, Sent. Cass. n. 2417/2006 (?): la valutazione del possesso da parte dello straniero di adeguati mezzi di sussistenza non va riferita al momento in cui viene presentata la domanda di rinnovo, ma al momento in cui l'Autorita' amministrativa e' chiamata a pronunciarsi

§       assolvimento obblighi in materia sanitaria

§       disponibilita’ di alloggio (in alcuni casi)

§       assenza di motivi ostativi (la condanna per uno dei reati ostativi all’ingresso non e’ pero’ motivo di automatico diniego del rinnovo, ma deve essere valutata unitamente a condotta, livello di inserimento sociale, condizione familiare in Italia, etc.; da Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003; Ord. Consiglio di Stato 27/9/2005: diniego non automatico in seguito a condanna: va valutata l'effettiva pericolosita')

o      eventuali requisiti specifici (es.: esami superati per studio universitario; per lavoro subordinato richiesta, salvo periodo > 6 mesi[18] di disoccupazione tollerata, l’esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro e la consegna della autocertificazione relativa alla disponibilita’ di alloggio che rientri nei parametri minimi di legge per l’edilizia popolare o - verosimilmente - che sia fornito dei requisiti di abitabilita’ e idoneita’ igienico-sanitaria)

 

 

 

o      perdita dei requisiti (salvo disoccupazione tollerata) o mancato soddisfacimento dei requisiti per il soggiorno in altro Paese Schengen (salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      condanna definitiva (successiva all’entrata in vigore della L. 189/02, da Messaggio telegrafico Mininterno del 9/9/2003; secondo il TAR Abruzzo rilevano solo le condanne per reati commessi dopo l’entrata in vigore della L. 189/02) per reati previsti dal Titolo III, Capo III, Sez. II della L. 633/41, e modifiche, in materia di tutela del diritto di autore, e dagli artt. 473, 474 c.p. (vendita di marchi contraffatti); nota: per il TAR Puglia, la revoca e' possibile solo in caso di permesso per lavoro autonomo

o      adozione di un provvedimento di respingimento o espulsione da parte di altro Stato membro, salvo che ricorrano le condizioni per l'applicazione del divieto di espulsione: rischio di persecuzione, minore, familiare o coniuge di italiano, donna incinta o puerpera o marito convivente di questa, titolare di carta di soggiorno (da D. Lgs. 12/2005, di attuazione della Dir. 2001/40/CE)

 

 

o      nuovi elementi che consentano il rilascio o il rinnovo del permesso (art. 5, co. 5 T.U.; attenuato, per il lavoratore subordinato che abbia un contratto in scadenza, il danno associato al termine, lontano dalla scadenza, fissato per la richiesta di rinnovo)

o      la sanabilita’ di eventuali irregolarita’ amministrative (art. 5, co. 5 T.U.)

o      l’esistenza di gravi motivi umanitari o obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6 T.U.)

o      l’esistenza di requisiti per altro tipo di permesso (art. 5, co. 9 T.U.; conversione: di fatto disatteso, salvo sentenza TAR Liguria)

 

 

 

 

 

 

o      motivi familiari: per lavoro subordinato, lavoro autonomo (anche come socio lavoratore di cooperative), studio

o      lavoro autonomo: per lavoro subordinato o studio

o      lavoro subordinato: per lavoro autonomo (anche come socio lavoratore di cooperative) o studio

o      motivi umanitari: per lavoro autonomo o lavoro subordinato (e studio?)

o      integrazione del minore: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio

o      affidamento: per lavoro autonomo, lavoro subordinato o studio

o      minore eta': per studio (Circ. Mininterno 13/11/00; non per lavoro, da Circ. Mininterno 13/11/00; nota: il contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione dovrebbe pero' rientrare nel diritto all'istruzione e formazione)

o      motivi di studio o formazione: per lavoro subordinato, per un massimo di 1040 ore per anno; in caso di permesso per formazione professionale, consentiti anche rapporti – aggiuntivi? – di tirocinio funzionali al completamento del percorso di formazione)

o      motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05): per lavoro subordinato o studio

o      asilo: per lavoro subordinato o autonomo o studio

o      richiesta di asilo: per lavoro subordinato o autonomo, se, trascorsi sei mesi dalla presentazione della domanda, la decisione non e' stata adottata e il ritardo non possa essere addebitato al richiedente

o      acquisto cittadinanza e adozione: per lavoro subordinato e autonomo (nella prassi - da nota della DPL Modena; intende "attesa adozione", salvi i limiti di eta'?)

 

o      senza vincolo di quote:

§       lavoro subordinato: in lavoro autonomo o residenza elettiva

§       lavoro autonomo: in lavoro subordinato o residenza elettiva

§       ogni permesso: in permesso per motivi familiari

§       motivi familiari: in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro (verosimilmente, “attesa occupazione”), esigenze sanitarie (?) o di cura, o residenza elettiva

§       affidamento (di qualunque tipo, incluso l'affidamento di fatto a familiari entro il IV grado, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; nello stesso senso, Sent. Cons. Stato n. 1681/2005; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02; TAR Piemonte: l'art. 32, co. 1 andrebbe applicato solo ai minori non accompagnati che sono stati affidati a cittadino straniero ai sensi della legge 184/83 e sono stati iscritti nel permesso di soggiorno dell'affidatario prima del compimento dei 14 anni): in lavoro subordinato o autonomo, accesso al lavoro (verosimilmente, “attesa occupazione”), studio, esigenze sanitarie (?) o di cura; nota: la conversione in lavoro o accesso al lavoro, prevista entro quote dall'art. 32, co. 1-quater, T.U., e' effettuata, in realta', in detrazione dalle quote per l'anno successivo (da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)

§       integrazione del minore (o anche minore eta’?): in lavoro subordinato o autonomo, studio, accesso al lavoro; nota: la conversione in lavoro o accesso al lavoro, prevista entro quote dall'art. 32, co. 1-quater, T.U., e' effettuata, in realta', in detrazione dalle quote per l'anno successivo (da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)

§       motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05): in lavoro subordinato, lavoro autonomo (dubbio) o studio, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo

§       studio in lavoro subordinato o autonomo, dopo il conseguimento della laurea in Italia, con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo

§       studio in motivi religiosi (TAR Emilia Romagna, sulla base di art. 5, co. 5, T.U., e circ. Mininterno 26/5/05 per analogia con art. 14, co. 5 Regolamento)

§       motivi religiosi in residenza elettiva (in luogo della carta di soggiorno, per persone che dispongano di un reddito da lavoro alle dipendenze di enti o organizzazioni del Vaticano; da circ. Mininterno 26/5/05)

o      entro quote:

§       motivi di studio o formazione (anche per lo svolgimento di tirocinio formativo): in lavoro subordinato o autonomo

§       lavoro stagionale: in lavoro subordinato, entro quote, dalla seconda stagione (secondo il TAR Piemonte, anche extra quote e dalla prima stagione)

 

 

6.     Iscrizione anagrafica (*)

 

 

 

7.     Carta di soggiorno (*)

 

o      al rilascio,

§       di norma, 5 anni;

§       per soggiorni piu' brevi di un anno, o per corsi di studio inferiori ai 5 anni, la durata necessaria

o      al rinnovo,

§       di norma, a tempo indeterminato;

§       per lavoro frontaliero, 5 anni;

§       per studente fuori corso, un anno, rinnovabile per gli anni occorrenti a completare le verifiche di profitto richieste

§       negli altri casi, come per il rilascio

 

o      6 anni[24] di soggiorno legale

o      titolarita’ di un permesso per il quale sia possibile un numero indeterminato di rinnovi: lavoro subordinato o autonomo, motivi familiari, asilo, asilo umanitario, motivi religiosi (circ. Mininterno 26/5/05, purche' il reddito sia percepito o dichiarato in Italia), residenza elettiva; esclusi: studio, lavoro stagionale, permessi di breve durata; molte ambiguita’; Circ. Mininterno 23/10/00 esclude esplicitamente anche titolari di permesso per lavoro nello spettacolo (e forse, in generale, ex art. 27 T.U.), “lavoro subordinato - attesa occupazione”, studio religioso (?); Circ. Mininterno 4/1/01 esclude esplicitamente anche titolari di permesso per “lavoro subordinato a tempo determinato” (in senso contrario, Tar Umbria); Tar Campania: rilevante il titolo del permesso, non il tipo di rapporto di lavoro effettivamente in corso

o      reddito superiore all’assegno sociale, anche associato a potenziale (da Relazione illustrativa del Regolamento) trattamento pensionistico per invalidita’; Circ. Mininterno 23/10/00: reddito commisurato (come per ricongiungimento) al numero dei familiari conviventi, anche se la carta non e’ richiesta per loro (nota: coerente con art. 9, co. 1 T.U.)

o      assenza di condanne (anche non definitive) o rinvii a giudizio per reati di cui all’art. 380 (delitti non colposi, consumati o tentati, per i quali sia prevista la reclusione non inferiore nel minimo a 4 anni (L. 155/2005)[25], nel massimo a 20 anni; delitti contro la personalitą dello Stato, delitto di devastazione e saccheggio, delitti contro l'incolumitą pubblica, delitto di riduzione in schiavitĚ, furto aggravato, rapina, delitti di illegale fabbricazione, introduzione nello Stato, messa in vendita, cessione, detenzione e porto in luogo pubblico o aperto al pubblico di armi da guerra o tipo guerra o parti di esse, di esplosivi, di armi clandestine nonché di piĚ armi comuni da sparo, delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope, delitti commessi per finalitą di terrorismo o di eversione dell'ordine costituzionale, delitti di promozione, costituzione, direzione e organizzazione delle associazioni segrete e a carattere militare, delitti di partecipazione, promozione, direzione e organizzazione della associazione di tipo mafioso, delitti di promozione, direzione, costituzione e organizzazione della associazione per delinquere) e all’art. 381, non colposi (corruzione, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, corruzione di minorenni, lesione personale, danneggiamento aggravato, truffa, appropriazione indebita, alterazione di armi e fabbricazione di esplosivi non riconosciuti) c.p.p.

 

 

o      copia passaporto o documento di identita' rilasciato dall'autorita' italiana (del richiedente ed eventualmente dei familiari) da cui risulti la nazionalita', l'anno e il luogo di nascita del titolare

o      copia dichiarazione dei redditi o modello CUD[28] (del richiedente ed eventualmente di familiari conviventi non a carico); Circ. Mininterno 23/10/00: in caso di soggetti non tenuti alla dichiarazione dei redditi (es.: colf), sufficiente documentazione equivalente (buste-paga, ricevute versamenti INPS, etc.)

o      certificato casellario giudiziale e certificato iscrizioni a procedimenti penali in corso (del richiedente ed eventualmente dei familiari; vedi pero', in senso contrario, per il caso dei familiari, sent. TAR Sicilia)

o      foto tessera in 4 esemplari (del richiedente ed eventualmente dei familiari)

o      eventuale documentazione che dimostri la minore eta’ e/o l'esistenza dei vincoli familiari; la documentazione

-       e’ legalizzata[29] dal consolato italiano, o solo validata in caso di convenzioni internazionali vigenti che escludano la necessita’ di legalizzazione dei documenti (es.: la Convenzione dell’Aja del 1961 in materia di eliminazione della legalizzazione degli atti pubblici, cui hanno aderito, tra gli altri, Turchia e Moldavia, ovvero la Convenzione di Parigi del 27/9/56 o quella di Vienna dell’8/9/76 per il caso di atti di stato civile prodotti utilizzando estratti plurimi rilasciati dalle autorita' locali)

-       rimpiazzata da dichiarazione sostitutiva ex art. 49, DPR 200/67 da parte dell’autorita’ diplomatica o consolare italiana in mancanza di autorita’ straniera riconosciuta o in caso di presunta inaffidabilita’ dei documenti attestanti qualita’ che non possono essere oggetto di autocertificazione; la dichiarazione sostitutiva si basa, a condizione di consenso degli interessati, su test quali quello del DNA o della densimetria ossea

-       non e’ richiesta per il figlio minore che abbia fatto ingresso per ricongiungimento (e per quello che abbia fatto ingresso al seguito o che sia nato in Italia e sia stato registrato all’anagrafe?)

o      certificazione di disponibilita' di alloggio con attestazione dell’ufficio comunale di conformita' con requisiti previsti dalle leggi regionali sull’edilizia popolare pubblica (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena e di Bologna e nella Regione Toscana), o certificato di idoneita' igienico-sanitaria rilasciato dall’ASL (solo in caso di richiesta di carta di soggiorno anche per i familiari)

 

 

o      coniuge, figlio minore o genitore conviventi (art. 9, co. 2 T.U.); nota: il requisito di convivenza contrasta con Sent. Corte di Giust. C-267-1983

o      familiari con diritto di soggiorno: coniuge non legalmente separato, figli di eta' < 21 anni, figli di eta' > 21 anni, se a carico, genitori del titolare del diritto di soggiorno e del coniuge (L. 29/2006)[31], altri ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico; ogni altro membro della famiglia che sia, in Italia (corrisponde a "nel paese di provenienza" per il familiare di cittadino comunitario che eserciti il diritto alla libera circolazione), convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (da combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 30, co. 4, T.U.)

o      ulteriori familiari ricongiunti (art. 30, co. 4, T.U.; ad esempio, il genitore naturale di minore italiano)

o      coniuge, figlio minore o genitore conviventi (art. 9, co. 2 T.U.); nota: il requisito di convivenza contrasta con Sent. Corte di Giust. C-267-1983

o      familiari con diritto di soggiorno:

§       in caso di cittadino avente diritto di soggiorno in Italia per lavoro subordinato o autonomo o per effettuare o ricevere una prestazione di servizi: coniuge, figli di eta' inferiore ai 21 anni (da L. 29/2006)[32], ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico (nota: la L. 29/2006 ha omesso inspiegabilmente di rimuovere, in questo caso, la condizione di carico); ogni altro membro della famiglia che sia, nel paese di provenienza (verosimilmente, lo Stato membro di provenienza), convivente o a carico del coniuge (o, verosimilmente, del cittadino comunitario; vedi, ad es., art. 1, Direttiva 73/148/CEE), degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 30, co. 4, T.U.; nota: previsioni di cui all'art. 5, co. 4 T.U. Comunitari incluse nelle precedenti)

§       in caso di cittadino avente diritto di soggiorno in Italia per altri motivi: coniuge non legalmente separato, figli di eta' < 21 anni, figli di eta' > 21 anni, se a carico, genitori del titolare del diritto di soggiorno e del coniuge (L. 29/2006)[33]

o      ulteriori familiari ricongiunti (art. 30, co. 4, T.U.; ad esempio, il genitore naturale di minore comunitario)

 

 

 

 

o      dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato individuati dall’art. 6 D. Lgs. 29/93 e di quelli corrispondenti delle altre amministrazioni pubbliche

o      con funzioni di vertice amministrativo delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti pubblici non economici, delle province, dei comuni, delle Regioni e della Banca d’Italia

o      dei magistrati e degli avvocati o procuratori dello Stato

o      dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello Stato, salvo quelli cui si accede in base all’art. 16 L. 56/87

 

 

 

 

 

8.     Ingresso e soggiorno per lavoro subordinato (*)

 

 

o      diretto da un dirigente della carriera prefettizia o della Direzione provinciale del lavoro

o      composto da almeno un rappresentante della prefettura, almeno uno della Direzione provinciale del lavoro, almeno uno della Polizia di Stato

o      istituito con decreto del prefetto, che puo’ individuare anche piu’ unita’ operative di base

o      nelle Regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano, istituite forme di raccordo con gli uffici competenti in materia di lavoro

 

o      generalita’ del datore di lavoro, del titolare o legale rappresentante dell’impresa, la ragione sociale, la sede e l’indicazione del luogo di lavoro; nota: per il lavoro domestico, e' datore di lavoro sia il soggetto alle cui dipendenze si svolgera' il rapporto di lavoro sia il familiare che si obbliga in sostituzione del congiunto che utilizzera' la prestazione di lavoro

o      generalita’ e residenza all’estero o, per chiamata numerica, numero (e nazionalita?) dei lavoratori da assumere

o      trattamento retributivo ed assicurativo,  nel rispetto delle leggi vigenti e dei CCNL applicabili (nota: e' una delle rare disposizioni di legge che impongono l'applicazione di un CCNL anche a datori non associati), riportato anche sulla proposta di contratto di soggiorno

o      impegno al pagamento delle eventuali spese di rimpatrio, riportato anche nella proposta di contratto di soggiorno

o      dichiarazione di impegno a comunicare (entro 5 gg. dal verificarsi dell’evento, da art. 36 bis Regolamento) ogni variazione concernente il rapporto di lavoro (in particolare: data di inizio e cessazione del rapporto di lavoro ed eventuali trasferimenti di sede del lavoratore, con relativa decorrenza, da art. 36 bis Regolamento)

o      garanzia della disponibilita’ di un alloggio che soddisfi i requisiti previsti dalle leggi regionali sull’edilizia popolare pubblica (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena e di Bologna e nella Regione Toscana) o che sia fornito dei requisiti di abitabilita’ e idoneita’ igienico-sanitaria, contenuta in apposita dichiarazione e nella proposta di contratto; l’eventuale partecipazione alle spese per l’alloggio e la corrispondente decurtazione del salario (< 1/3 salario; non ammessa nei casi in cui la messa a disposizione dell’alloggio sia prevista, con corrispondente determinazione del salario, dal contratto collettivo nazionale corrispondente) devono essere menzionate nella proposta di contratto di soggiorno[39]

o      eventuale richiesta di trasmissione della documentazione finale (nulla-osta e copia della proposta di contratto di soggiorno) agli uffici consolari da parte dello Sportello unico

o      autocertificazione dell’iscrizione dell’impresa alla Camera di commercio, per le attivita’ per cui l’iscrizione e’ richiesta[40]

o      autocertificazione della posizione previdenziale e fiscale, atta a comprovare la capacita’ occupazionale e reddituale del datore di lavoro[41] (determinata, per il lavoro domestico, dalla circ. Minlavoro 1/05: reddito netto > doppio dell'ammontare di retribuzione e contribuzione dovuta; rileva anche il cumulo dei redditi di parenti di primo grado non conviventi o di altri soggetti che autocertifichino di essere tenuti al mantenimento del datore[42]); non richiesta nel caso in cui il datore di lavoro sia affetto da patologie che ne limitano l’autosufficienza e intenda assumere un lavoratore da adibire alla propria assistenza (nota: ratio incomprensibile)

o      proposta di contratto di soggiorno, con specificazione delle relative condizioni,  a tempo indeterminato, determinato o stagionale, a tempo pieno o parziale (non inferiore a 20 ore settimanali; nota: contemplato solo il part-time orizzontale; inoltre, nei moduli distribuiti dai ministeri per la conversione da studio si afferma "superiore a 20 ore") e, per il lavoro domestico, con retribuzione non inferiore all’importo dell’assegno sociale[43]; la proposta di contratto riporta l’impegno al pagamento delle spese di rimpatrio dello straniero e la garanzia per l’alloggio[44] (inclusa la partecipazione del datore di lavoro alle spese e la corrispondente decurtazione del salario)[45]

 

o      richiesta comunicata dallo Sportello unico al Centro per l’impiego (escluso il caso di richieste nominative da liste di stranieri con titoli di prelazione)

o      il Centro per l’impiego accerta (anche via Internet) eventuali disponibilita’ di manodopera nazionale, comunitaria o straniera iscritta al collocamento o comunque censita come disoccupata e le comunica entro 20 gg. allo Sportello unico e al datore di lavoro; in tal caso, la richiesta di nulla-osta rimane sospesa fino a conferma da parte del datore di lavoro (art. 30 quinquies Regolamento; nota: sarebbe piu' sensato prevedere qui la possibilita' di revoca)

o      in mancanza di segnalazione di disponibilita' di lavoratori italiani o comunitari, il datore di lavoro, entro 4 gg. dalla comunicazione del Centro per l’impiego comunica allo Sportello unico e, per conoscenza, al Centro per l’impiego se intende revocare la richiesta di assunzione  (art. 30 sexies Regolamento; nota: al piu', si dovrebbe prevedere qui la necessita' di conferma)

o      in caso di mancata comunicazione da parte del Centro per l’impiego, di accertata indisponibilita’ o di conferma della richiesta, si procede

o      richiede all’Agenzia delle entrate il codice fiscale per il lavoratore

o      convoca il datore di lavoro per il rilascio del nulla-osta

o      spedisce l’intera documentazione e il codice fiscale, se cosi’ richiesto dal datore di lavoro, alla rappresentanza diplomatico-consolare

 

o      comunica al lavoratore la proposta di contratto di soggiorno per lavoro

o      rilascia visto e codice fiscale, previa verifica dei requisiti generali (es.: in relazione a regolarita’ documento di viaggio, mezzi di trasporto utilizzati, familiari al seguito; tutti gli altri, se la documentazione non e’ stata trasmessa d’ufficio), entro 30 gg.[48]

o      trasmette l’informazione relativa all’avvenuto rilascio a Minlavoro, Mininterno, INPS e INAIL

 

o      < 2 anni per rapporto a tempo indeterminato

o      durata del rapporto, ma comunque < 1 anno[49], per rapporto a tempo determinato

 

o      iscrizione del lavoratore, da parte del Centro per l’impiego[51], nelle liste di mobilita’[52] (anche per corresponsione dell’indennita’ di mobilita’[53]) per durata residua del permesso, ma comunque > 6 mesi[54], se ricorrono le condizioni ai sensi delle disposizioni sul licenziamento collettivo

o      iscrizione del lavoratore nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[55] (o aggiornamento della sua posizione), da parte del Centro per l’impiego, per durata residua del permesso, ma comunque > 6 mesi[56], in caso di licenziamento individuale o di dimissioni o se non ricorrono le condizioni per l’iscrizione nelle liste di mobilita’ (previa presentazione del lavoratore al Centro per l’impego, entro 40 gg. dalla conclusione del rapporto, con esibizione del permesso di soggiorno e dichiarazione relativa all’attivita’ svolta e alla disponibilita’ immediata allo svolgimento di nuova attivita’)

o      per il lavoratore straniero che sia rimasto invalido, l’iscrizione nelle liste per il collocamento obbligatorio di cui all’articolo 8 della legge 12 marzo 1999, n. 68[57] equivale all’iscrizione nelle liste di mobilita’ ovvero alla registrazione nell’elenco anagrafico[58]

o      rinnovo del permesso, da parte della Questura, in caso di scadenza intermedia, con durata tale da completare il periodo di 6 mesi[59], previo accertamento dell’effettiva iscrizione

o      specificazione “attesa occupazione” sul permesso, ma conservazione delle facolta’ permesso per lavoro subordinato (circolare Mininterno 19/5/01)

o      rinnovo del permesso di soggiorno per lavoro subordinato condizionato alla sussistenza di un contratto di soggiorno e alla consegna della autocertificazione attestante la disponibilita’ di un alloggio che soddisfi i parametri minimi (dubbia costituzionalita’); la durata del permesso rinnovato viene fissata alla stipula del nuovo contratto, o solo dopo la scadenza del vecchio permesso? (nel primo caso, rischio di scadenza anteriore a quella del periodo di possibile iscrizione al collocamento)[60]

o      in mancanza di nuovo contratto, alla scadenza del periodo di iscrizione (o del permesso, se l’iscrizione non ha avuto luogo), il lavoratore deve lasciare il territorio dello Stato, salvo che abbia titolo al permesso di soggiorno ad altro titolo in base alla normativa

 

o      le attivita’ possono riguardare

§       piccoli lavori domestici a carattere straordinario, inclusa assistenza a bambini, anziani, malati o disabili

§       insegnamento privato supplementare

§       piccoli lavori di giardinaggio o di pulizia edifici o monumenti

§       realizzazione di manifestazioni sociali, culturali, caritative o sportive

§       collaborazione con enti pubblici o associazioni di volontariato per lavori di solidarieta’ o di emergenza (per calamita’ naturali o simili)

§       l'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi (da L. 80/2005)

o      le prestazioni non possono, in un anno solare, comportare compensi complessivi superiori, con riferimento a un unico committente, a 5000 euro[61]

o      le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro (da L. 80/2005)

 

o      90 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo indeterminato)

o      60 gg. (se rilasciato per lavoro a tempo determinato)[63]

o      mezzi di sostentamento, corrispondenti a reddito da lavoro o da altra fonte lecita, accertabili d’ufficio a seguito di dichiarazione sostitutiva[64], per titolare e familiari conviventi a carico (quantificati come per ricongiungimento; da Circolare Mininterno 19/5/01)

o      esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro e la consegna della autocertificazione relativa alla disponibilita’ di alloggio che rientri nei parametri minimi di legge per l’edilizia popolare (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena e di Bologna e nella Regione Toscana) o - verosimilmente - che sia fornito dei requisiti di abitabilita’ e idoneita’ igienico-sanitaria (salvo periodo > 6 mesi[65] di disoccupazione tollerata); per rapporti in corso alla data di entrata in vigore del DPR 334/04, le parti, ai fini del rinnovo del permesso, stipulano e sottoscrivono autonomamente il contratto di soggiorno, su modulo apposito e lo inviano, con raccomandata A.R., allo Sportello Unico, il quale provvede a restituire la ricevuta di ritorno, timbrata dallo Sportello stesso, che il lavoratore esibisce all'atto del rinnovo del permesso di soggiorno (Circ. Minlavoro 9/2005)

 

 

 

o      e’ iscritto obbligatoriamente al SSN

o      accede alle misure di edilizia popolare a parita’ con l’italiano se in possesso di permesso di durata > 2 anni e impegnato in regolare attivita’ lavorativa subordinata o autonoma[68]

o      e’ parificato all’italiano per le misure di assistenza sociale (salvo provvidenze che costituiscano diritto soggettivo ai sensi della normativa vigente)

o      accede allo studio a parita’ con l’italiano (salvo riconoscimento dei titoli di studio ai fini della prosecuzione degli studi)

o      puo’ chiedere il ricongiungimento familiare (se in possesso di permesso di durata > 1 anno) e l’ingresso di familiari al seguito (se il contratto e’ di durata > 1 anno)

o      puo’ svolgere attivita’ di lavoro subordinato diversa da quella originariamente autorizzata (art. 6, co. 1 T.U.)

o      puo’ svolgere attivita’ di lavoro autonomo, previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio e soddisfacimento degli altri requisiti previsti (l’eventuale riconoscimento di titolo professionale acquisito all’estero e’ effettuato entro quote – art. 39, co. 1 Regolamento; l’eventuale iscrizione in albo professionale o elenco speciale e’ effettuata entro quote – art. 37, co. 3 T.U.; nella prassi, riconoscimento ed iscrizione effettuati extra-quote – es.: Decreto Mingiustizia 13/10/03), o quale socio di cooperative, con corrispondente conversione del permesso di soggiorno alla scadenza (se l'attivita' e' autonoma, e previa dimostrazione dei requisiti previsti per il rinnovo per motivi di lavoro autonomo)

o      puo’ convertire il permesso di soggiorno in permesso per residenza elettiva, in caso di titolarita’ di pensione percepita ("maturata", secondo la Relazione illustrativa del Regolamento) in Italia); nota: la conversione in permesso per residenza elettiva dovrebbe essere, in generale, possibile anche a condizione di disponibilita' di risorse cospicue, a prescindere dalla loro origine

o      accede ai corsi di formazione e riqualificazione professionale a parita’ con l’italiano (art. 22, co. 15[69], T.U.)

o      accede ai servizi di patronato (art. 22, co. 14[70], T.U.)

 

o      carta di soggiorno (art. 9, co. 4, T.U.)

o      permesso per lavoro autonomo (art. 6, co. 1, T.U.)

o      permesso per motivi familiari (art. 6, co. 1, T.U.); nota: secondo Tribunale di Bologna, Lucca, Firenze, in caso di permesso rilasciato, ex art. 31, co. 3 T.U., al familiare del minore e' il giudice a stabilire se puo' essere utilizzato anche per attivita' lavorativa, anche qualora sia rilasciato per cure mediche (art. 11, co. 1, lettera c-quinquies, Reg.); in senso contrario il Mininterno, in risposta a interrogazione parlamentare

o      permesso per integrazione del minore (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento)

o      permesso per affidamento (Circ. Mininterno 9/4/01); nota: la Sent. Corte Cost. 198/2003 parifica i minori comunque affidati, inclusi quelli affidati di fatto a familiari entro il IV grado, e quelli sottoposti a tutela ai minori titolari di permesso per affidamento (in contrasto, Circ. Mininterno 13/11/00 esclude la possibilita’ di lavorare per minori non accompagnati per i quali non sia stato disposto l’affidamento a comunita’ familiare o istituto di assistenza, di cui all’art. 2 L. 184/83 )

o      permesso per minore eta', limitatamente al contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione (che rientra nel diritto all'istruzione e formazione); per il resto, escluso da Circ. Mininterno 13/11/00

o      permesso per studio o formazione (per non oltre 1040 ore annuali; in caso di permesso per formazione professionale, consentiti anche rapporti – aggiuntivi? – di tirocinio funzionali al completamento del percorso di formazione)

o      permesso per asilo (art. 17, Convenzione di Ginevra)

o      permesso per motivi umanitari (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento)

o      permesso per motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05)

o      permesso per richiesta di asilo, se, trascorsi sei mesi dalla presentazione della domanda, la decisione non e' stata adottata e il ritardo non possa essere attribuito al richiedente (D. Lgs. 140/2005)[71]

o      permesso per acquisto cittadinanza e permesso per adozione: per lavoro subordinato e autonomo (nella prassi - da nota della DPL Modena; intende "attesa adozione", salvi i limiti di eta'?)

 

o      lavoro autonomo (art. 14, co. 1, lettera b, Regolamento), previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato

o      motivi familiari, previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato (art. 14, co. 3 Regolamento, interpretato da Circolare Mininterno 23/12/99; incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione del minore), o al compimento della maggiore eta’, o in caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione legale o scioglimento del matrimonio (salvi i requisiti di eta’ per lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa)

o      formazione (solo a conclusione del corso di formazione o del tirocinio formativo) o studio, prima della scadenza, salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione, previa stipula del contratto di soggiorno[75], entro quote (conversioni successive a laurea o laurea specialistica e quelle – improbabili – al compimento della maggiore eta’, detratte da quote per l’anno successivo[76]; nota: la circ. Mininterno 4/3/05 interpreta la norma come se la conversione studio-lavoro fosse successiva al compimento della maggiore eta'); nota: nei moduli distribuiti dai ministeri e' indicato che ai fini della conversione il rapporto deve essere di durata superiore a 20 ore settimanali (anziche' "non inferiore", come da Regolamento); nota: nei casi di conversione entro quote, la richiesta va presentata successivamente alla pubblicazione del decreto-flussi (nota Minlavoro sulle assunzioni di lavoratori stranieri)

o      lavoro stagionale, dalla seconda stagione, in presenza di contratto di soggiorno per lavoro, entro quote (TAR Piemonte: anche extra quote e dalla prima stagione); nota: nei moduli distribuiti dai ministeri e' indicato, in caso di conversione con rapporto part-time, un requisito di retribuzione minima pari all'importo dell'assegno sociale, aumentato del canone d'affitto se a carico del lavoratore

o      affidamento (di qualunque tipo, incluso l'affidamento di fatto a familiari entro il IV grado, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; nello stesso senso, Sent. Cons. Stato n. 1681/2005; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02; TAR Piemonte: l'art. 32, co. 1 andrebbe applicato solo ai minori non accompagnati che sono stati affidati a cittadino straniero ai sensi della legge 184/83 e sono stati iscritti nel permesso di soggiorno dell'affidatario prima del compimento dei 14 anni), al compimento della maggiore eta’, con detrazione dalle quote annuali (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)

o      integrazione del minore (o anche minore eta’?), con detrazione dalle quote annuali (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004), al compimento della maggiore eta’, a condizione (non applicabile, secondo il TAR Puglia, a chi si trovasse in Italia prima dell’entrata in vigore della L. 189/02) di

-       assenza di decisione (di rimpatrio? o, piuttosto, presenza di decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio?) da parte del Comitato per i minori stranieri[77]

-       presenza in Italia da almeno 3 anni

-       inserimento da almeno 2 anni in un progetto di integrazione gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

-       disponibilita’ di alloggio

-       svolgimento di attivita’ lavorativa retribuita secondo legge o disponibilita’ di un contratto di soggiorno per lavoro

o      motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (da L. 155/05), con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo, con le modalita’ stabilite per il permesso per lavoro subordinato

 

o      la punibilita' sussiste anche in assenza di dolo (da lavori preparatori L. 189/2002: e' stato respinto un emendamento che mirava a limitare l'illecito al caso di comportamento intenzionale)

o      in caso di lavoro subordinato non stagionale, e' esplicitamente sanzionato solo l'occupare "lavoratori" (al plurale); la cosa e' stata considerata come esclusione della punibilita' nel caso di un singolo lavoratore occupato dal Trib. Treviso

o      il contratto di lavoro, in mancanza delle condizioni di soggiorno idonee, e' nullo: non si applicano le sanzioni relative al mancato assolvimento degli obblighi connessi con il regolare svolgimento del rapporto (L. 608/1996); permane l'obbligo per il datore di lavoro in materia di retribuzione e contribuzione per il periodo in cui l'attivita' e' stata di fatto prestata (art. 2126 c.c.)

o      il committente di una prestazione di lavoro genuinamente autonoma da parte di straniero privo di idoneo permesso di soggiorno non e' punibile

 

 

9.     Ingresso e soggiorno per lavoro stagionale (*)

 

o      la chiamata puo’ essere effettuata anche da associazioni di categoria, per conto degli associati (con richiesta di nulla osta e proposta di contratto di soggiorno firmate da ciascun datore di lavoro - da moduli distribuiti dai ministeri)

o      accertamento di indisponibilita’ (anche via Internet) di manodopera nazionale e comunitaria da parte del centro per l’impiego per 5 gg., in caso di chiamata numerica da liste (non per chiamata nominativa)

o      termine di 10 gg. per la trasmissione da parte del Centro per l’impiego della segnalazioni di eventuali disponibilita' (nota: sono inclusi i 5 gg. di pubblicizzazione della domanda di manodopera)

o      termine di 2 gg. per l'eventuale revoca da parte del datore di lavoro della richiesta di assunzione

o      rilascio o diniego del nulla-osta[80] al lavoro da parte dello Sportello unico[81] entro 20 gg.[82] dalla richiesta

o      ai fini dell’accertamento del rispetto delle condizioni retributive e assicurative previste dai CCNL ci si conforma alle convenzioni eventualmente stipulate dalle parti a livello regionale

 

 

 

 

 

o      la punibilita' sussiste anche in assenza di dolo (da lavori preparatori L. 189/2002: e' stato respinto un emendamento che mirava a limitare l'illecito al caso di comportamento intenzionale)

o      il contratto di lavoro, in mancanza delle condizioni di soggiorno idonee, e' nullo: non si applicano le sanzioni relative al mancato assolvimento degli obblighi connessi con il regolare svolgimento del rapporto (L. 608/1996); permane l'obbligo per il datore di lavoro in materia di retribuzione e contribuzione per il periodo in cui l'attivita' e' stata di fatto prestata (art. 2126 c.c.)

 

 

 

10.  Ingresso e soggiorno per lavoro autonomo (*)

 

o      dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato individuati dall’art. 6 D. Lgs. 29/93 e di quelli corrispondenti delle altre amministrazioni pubbliche

o      con funzioni di vertice amministrativo delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti pubblici non economici, delle province, dei comuni, delle Regioni e della Banca d’Italia

o      dei magistrati e degli avvocati o procuratori dello Stato

o      dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello Stato, salvo quelli cui si accede in base all’art. 16 L. 56/87

 

 

o      dichiarazione da parte dell’autorita’ competente di inesistenza di motivi ostativi (esclusa l’assenza dello straniero) al rilascio dell’eventuale titolo abilitativo o autorizzatorio, comunque denominato, richiesto per la specifica attivita’ (iscrizione in albo professionale – o, in mancanza, elenco speciale da istituirsi – o registro, rilascio di un’autorizzazione o licenza, presentazione di una dichiarazione o denuncia)

o      attestazione, da parte dell’autorita’ competente o della Camera di commercio, relativa alle risorse necessarie allo svolgimento dell’attivita’; da richiedere anche (o solo?; nota: dai moduli distribuiti dai ministeri per la conversione da studio a lavoro autonomo si evince "solo") in caso di attivita’ per le quali non sia necessario il rilascio di titoli abilitativi o autorizzatori; l’attestazione fa riferimento alla disponibilita’, in Italia, di un ammontare pari alla capitalizzazione, su base annua, dell’importo mensile dell’assegno sociale (da art. 39, co. 3 Regolamento; in tutti i casi, o solo per attivita’ che non richiedano titoli abilitativi o autorizzatori?); ai fini della dimostrazione della disponibilita' di risorse rileva solo la disponibilita' reale del denaro in Italia (escluse fideiussioni, polizze, etc. o risorse economiche in patria; da circ. Ministero attivita' produttive 20/7/2005)

o      il rispetto del limite delle quote, nei casi in cui e’ richiesta l’iscrizione in albo professionale o elenco speciale (art. 37, co. 3 T.U.)

o      il riconoscimento del titolo abilitante o degli attestati relativi alle capacita’ professionali, se previsti, conseguiti all’estero (entro le stesse quote, art. 39, co. 1 Regolamento; si applica, verosimilmente, solo in mancanza di albo ed elenco speciale: al riconoscimento non segue necessariamente l’iscrizione nell’albo o simili – art. 47, co. 2, art. 50, co. 3, e art. 50, co. 8 bis, Regolamento – e la doppia imposizione del vincolo delle quote esaurirebbe, per un solo lavoratore, due opportunita’)

o      per liberi professionisti non e' richiesta l'attestazione relativa alle risorse

o      per imprenditore, commerciante e artigiano, richiesta anche copia del certificato di attribuzione della Partita IVA

o      per titolari di contratto per prestazione d’opera o di consulenza, sono richiesti, in luogo di dichiarazione e attestazione, certificato di iscrizione della ditta per la quale si presta attivita' lavorativa, attiva da almeno 3 anni, nel Registro delle Imprese, copia del bilancio o dela dichiarazione dei redditi da cui risultino proventi atti a garantire il compenso, copia del contratto, copia della dichiarazione inviata alla DPL che assicuri che il contratto stipulato non dara' luogo a un vincolo di subordinazione

o      per soci, amministratori di societa', sono richiesti, in luogo di dichiarazione e attestazione, certificato di iscrizione della ditta per la quale si presta attivita' lavorativa, attiva da almeno 3 anni, nel Registro delle Imprese, copia del bilancio o dela dichiarazione dei redditi da cui risultino proventi atti a garantire il compenso, dichiarazione del rappresentante legale della societą che assicuri per l'interessato un reddito di importo superiore al minimo richiesto, copia della dichiarazione inviata alla DPL che assicuri che il contratto stipulato non dara' luogo a un vincolo di subordinazione

 

 

o      disponibilita’ di risorse corrispondenti a quelle indicate nell’eventuale attestazione

o      disponibilita’ di reddito[89] non inferiore a quello al di sotto del quale e’ prevista l’esenzione dal ticket (8.500 euro), o dichiarazione del committente della prestazione di lavoro autonomo o del rappresentante legale della cooperativa dalle quali risultino compensi equivalenti (da Vademecum Mininterno 2000 e da moduli dei ministeri per la conversione da studio a lavoro autonomo)

o      idonea sistemazione alloggiativa in Italia (mediante esibizione di contratto di acquisto o di affitto, o di dichiarazione di cittadino italiano o straniero regolarmente soggiornante che attesti di aver messo a disposizione del lavoratore straniero un alloggio idoneo; da Vademecum Mininterno 2000)

 

 

o      assistenza sanitaria

o      edilizia popolare

o      assistenza sociale

o      studio

o      ricongiungimento e ingresso di familiari al seguito (ma senza riferimento alla durata di un contratto)

o      possibilita’ di svolgere attivita’ di lavoro autonomo (diversa da quella originariamente autorizzata)

o      possibilita’ di svolgere attivita’ di lavoro subordinato (previa iscrizione nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[92] o, in caso di rapporto di lavoro gia’ in corso, comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro) con corrispondente conversione del permesso di soggiorno alla scadenza (previa dimostrazione dei requisiti previsti per il rinnovo per motivi di lavoro subordinato; in particolare: esistenza di un contratto di soggiorno per lavoro)

o      conversione del permesso di soggiorno in permesso per residenza elettiva

o      formazione e riqualificazione

o      accesso agli istituti di patronato

 

o      carta di soggiorno (art. 9, co. 4, T.U.)

o      permesso per lavoro subordinato (art. 6, co. 1, T.U.)

o      permesso per motivi familiari (art. 6, co. 1, T.U.); nota: secondo Tribunale di Bologna, Lucca, Firenze, in caso di permesso rilasciato, ex art. 31, co. 3 T.U., al familiare del minore e' il giudice a stabilire se puo' essere utilizzato anche per attivita' lavorativa, anche qualora sia rilasciato per cure mediche (art. 11, co. 1, lettera c-quinquies, Reg.); in senso contrario il Mininterno, in risposta a interrogazione parlamentare

o      permesso per motivi umanitari o integrazione del minore (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento)

o      permesso per asilo (artt. 18 e 19, Convenzione di Ginevra)

o      permesso per affidamento (Circ. Mininterno 9/4/01); nota: la Sent. Corte Cost. 198/2003 parifica i minori comunque affidati, inclusi quelli affidati di fatto a familiari entro il IV grado, e quelli sottoposti a tutela ai minori titolari di permesso per affidamento (in contrasto, Circ. Mininterno 13/11/00 esclude la possibilita’ di lavorare per minori non accompagnati per i quali non sia stato disposto l’affidamento a comunita’ familiare o istituto di assistenza, di cui all’art. 2 L. 184/83 )

o      permesso per richiesta di asilo, se, trascorsi sei mesi dalla presentazione della domanda, la decisione non e' stata adottata e il ritardo non possa essere attribuito al richiedente (D. Lgs. 140/2005)

o      permesso per acquisto cittadinanza e permesso per adozione: per lavoro subordinato e autonomo (nella prassi - da nota della DPL Modena; intende "attesa adozione", salvi i limiti di eta'?)

 

o      lavoro subordinato (art. 14, co. 1, lettera a, Regolamento), previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro autonomo

o      motivi familiari, previa dimostrazione dei requisiti per il rinnovo per motivi di lavoro autonomo (art. 14, co. 3 Regolamento, interpretato da Circolare Mininterno 23/12/99; incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione del minore), o al compimento della maggiore eta’, o in caso di morte del familiare in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione legale o scioglimento del matrimonio (salvi i requisiti di eta’ per lo svolgimento dell’attivita’ lavorativa)

o      formazione (solo a conclusione del corso di formazione o del tirocinio formativo) o studio, prima della scadenza, entro quote (conversioni successive a laurea o laurea specialistica e quelle – improbabili – al compimento della maggiore eta’, detratte da quote per l’anno successivo[94]; nota: la circ. Mininterno 4/3/05 interpreta la norma come se la conversione studio-lavoro fosse successiva al compimento della maggiore eta') e a condizione del possesso dei requisiti per l’ingresso certificato dallo Sportello unico (anziche’, come previsto in generale dal T.U., dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana) sulla base della documentazione presentata dall’interessato[95]; richiesta e consegna del permesso presso lo Sportello unico; l'eventuale specificazione di categorie particolari per gli ingressi per lavoro autonomo non limita la possibilita' di conversione (TAR Emilia Romagna), ma stabilisce una precedenza per chi appartiene alle categorie indicate (TAR Lombardia); nota: nei casi di conversione entro quote, la richiesta di conversione va presentata successivamente alla pubblicazione del decreto-flussi (nota Minlavoro sulle assunzioni di lavoratori stranieri)

o      affidamento (di qualunque tipo, incluso l'affidamento di fatto a familiari entro il IV grado, da sent. Corte Costituzionale 198/2003, che parifica anche i minori sottoposti a tutela; nello stesso senso, Sent. Cons. Stato n. 1681/2005; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02, TAR Piemonte: l'art. 32, co. 1 andrebbe applicato solo ai minori non accompagnati che sono stati affidati a cittadino straniero ai sensi della legge 184/83 e sono stati iscritti nel permesso di soggiorno dell'affidatario prima del compimento dei 14 anni), al compimento della maggiore eta’, con detrazione dalle quote annuali (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004)

o      integrazione del minore (o anche minore eta’?), con detrazione dalle quote annuali (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004), al compimento della maggiore eta’, a condizione (non applicabile, secondo il TAR Puglia, a chi si trovasse in Italia prima dell’entrata in vigore della L. 189/02) di

-       assenza di decisione (di rimpatrio? o, piuttosto, presenza di decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio?) da parte del Comitato per i minori stranieri[96]

-       presenza in Italia da almeno 3 anni

-       inserimento da almeno 2 anni in un progetto di integrazione gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

-       disponibilita’ di alloggio

-       svolgimento di attivita’ lavorativa retribuita secondo legge o disponibilita’ di un contratto di soggiorno per lavoro (da circ. Mininterno 25/10/2005)

o      motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (dubbio; da art. 27, co. 3 bis Regolamento: “lavoro”, senza specificazione; in contrasto con art. 18, co. 5 T.U.)

 

 

11.  Sponsorizzazione e autosponsorizzazione[97] (*)

 

 

12.  Formazione di lavoratori all’estero (*)

 

 

 

13.  Ingresso e soggiorno per lavoro extra-quote o con quote specifiche (*)

 

o      dirigenti o personale altamente specializzato (in possesso di conoscenze particolari che, secondo il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato all’azienda distaccataria, qualificano l’attivita' come altamente specialistica) di societa’ con sedi o filiali in Italia, o di uffici di rappresentanza di societa’ estere con sede principale in Stato membro del WTO, o dirigenti di sedi principali in Italia di societa’ italiane o di Stato membro dell’UE, impiegati nello stesso settore per almeno 6 mesi[100] prima del loro trasferimento in Italia:

§       il trasferimento puo’ essere effettuato per un periodo massimo di 5 anni

§       al termine, possibile l’assunzione, a tempo determinato o indeterminato, da parte dell’azienda presso cui il trasferimento e’ stato effettuato

o      lettori, ricercatori e professori universitari:

§       la richiesta da parte dell’universita’ (anche privata) o dell’istituto istruzione superiore e di ricerca pubblico o privato, per l’assunzione anche a tempo indeterminato, deve attestare il possesso dei requisiti professionali da parte dello straniero

§       nel caso dei lettori, richiesto di precisare la natura del rapporto di lavoro intercorso con l'universita' di provenienza del lettore (da moduli distribuiti dai ministeri; nota: perche' dovrebbe esserci un rapporto pregresso con un'universita' di provenienza?)

o      traduttori e interpreti:

§       necessaria anche la presentazione del titolo di studio o attestato professionale relativo alle lingue in corrispondenza alle quali e’ presentata la richiesta, rilasciato da ente legittimato (scuola statale, ente pubblico o altro istituto paritario - da moduli distribuiti dai ministeri) nel paese in cui il rilascio avviene, e vistato, previa verifica della legittimita’ dell’ente, dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana

§       nulla-osta necessario anche per attivita’ autonoma (richiesta presentata dallo straniero, corredata da contratto relativo alla prestazione professionale da svolgere)

o      colf alle dipendenze, all’estero, da almeno 1 anno di cittadini italiani o comunitari che si trasferiscano in Italia:

§       deve essere prodotto il contratto di lavoro stipulato all’estero, autenticato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana (nota: presuppone la forma scritta del contratto; dovrebbe essere sufficiente documentazione che dimostri l'esistenza del contratto)

§       utilizzatore della prestazione di lavoro puo' essere un congiunto del datore di lavoro (da moduli distribuiti dai ministeri)

o      lavoratori (in numero limitato – da Regolamento) alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti in Italia, ammessi per adempiere funzioni o compiti specifici (prestazioni qualificate, da Regolamento) per un tempo limitato

§       le condizioni retributive, previdenziali e assistenziali non devono essere inferiori a quelle previste, rispettivamente, dai contratti collettivi e dalla normativa italiana

o      lavoratori marittimi dipendenti da societa’ straniere appaltatrici dell’armatore, chiamati all’imbarco su navi da crociera italiane per lo svolgimento di servizi complementari (nota: gli stranieri componenti l’equipaggio delle navi con bandiera della Repubblica sono gia’ esonerati, ex art. 5, co. 1, L. 88/01, dall’obbligo di munirsi di visto di ingresso, del permesso di soggiorno e dell’autorizzazione al lavoro)[101]:

§       nulla-osta (nota: il Regolamento cita ancora l’autorizzazione al lavoro) non richiesto

§       sufficiente il visto di ingresso per la permanenza sulla nave, anche in acque territoriali o in porto

§       in caso di sbarco, necessario chiedere il permesso di soggiorno entro 8 gg. lavorativi

o      lavoratori alle dipendenze di persone fisiche o giuridiche residenti o con sede all’estero, con regolare contratto di lavoro[102], temporaneamente trasferiti per la realizzazione di opere determinate o per la prestazione di servizi[103], nell’ambito di contratti di appalto stipulati con persone fisiche o giuridiche residenti o con sede in Italia e ivi operanti, nel rispetto dell’art. 1655 c.c., della L. 1369/60 (nota: legge abrogata dal D. Lgs. 276/03) e delle norme internazionali e comunitarie

§       nulla-osta rilasciato, su richiesta dell'appaltante, previa comunicazione da parte del datore di lavoro (art. 40, co. 13 Regolamento; presumibilmente deve intendersi: da parte dell'appaltante) agli organismi provinciali dei sindacati comparativamente piu’ rappresentativi del settore, per il tempo strettamente necessario alla realizzazione dell’opera o alla prestazione del servizio[104]

§       obbligo per l'impresa di applicare ai dipendenti trasferiti i minimi retributivi previsti dal contratto collettivo nazionale di categoria e di versare i contributi previdenziali e assistenziali

§       nota: possono essere a tempo indeterminato sia il contratto di appalto (prestazione di servizi a tempo indeterminato, ex D. Lgs. 276/2003), sia il rapporto alle dipendenze dell'appaltatore; il nulla-osta e, quindi, il visto di ingresso e il permesso di soggiorno, non possono avere durata superiore a 2 anni (art. 40, co. 2 e 4, Regolamento); sono rinnovabili in costanza di rapporto (art. 40, co. 23, Regolamento); il trasferimento di ciascun lavoratore deve avere pero' carattere temporaneo (art. 27, co. 1, lettera i, T.U.): il permesso non e' quindi rinnovabile un numero illimitato di volte, e non consente di accedere alla carta di soggiorno

§       nota: nei moduli distribuiti dai ministeri si fa confusione tra appalto e distacco (non nel caso dei neocomunitari, pero') e si assume che l'appaltante non possa che essere un'impresa; si stabilisce anche che il rapporto di lavoro intercorrente tra azienda distaccante e lavoratore va provato, se tra l'Italia ed il Paese estero esiste una convenzione di sicurezza sociale, mediante la documentazione prevista dalla stessa convenzione (se la richiede lo Sportello Unico), o, negli altri casi, con dichiarazione rilasciata dal distaccante e dichiarazione di responsabilita' del distaccatario

§       nota: niente esclude che l'appaltatore abbia sede in altro Stato membro dell'Unione europea; in questo caso, il regime di visto contrasta con la liberta' di prestazione di servizi (Sent. Corte Giust. C-440-2004)

o      lavoratori impiegati presso circhi o spettacoli viaggianti all’estero; artisti e tecnici per spettacoli teatrali, lirici, concertistici e di balletto; artisti da impiegare in locali di intrattenimento; artisti da impiegare in manifestazioni culturali o folkloristiche da parte di enti musicali, teatrali o cinematografici o di imprese radiofoniche o televisive o di enti pubblici:

§       nulla-osta rilasciato

-       con procedure stabilite con decreto del Ministro del lavoro (quale?), unitamente al codice fiscale, dalla Direzione generale per l’impiego – Segreteria del collocamento dello spettacolo di Roma[105] o dall’Ufficio di collocamento per lo spettacolo di Palermo, sentito il Dipartimento dello spettacolo

-       previo nulla-osta provvisorio dell’autorita’ provinciale di pubblica sicurezza (da Testo unico; o, come per gli altri casi, previo parere del questore?)

-       prima dell’ingresso, salvo il caso di artisti o di impiego di durata < 3 mesi (da T.U.; in questi casi, possibile impiego di stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo, eventualmente previa conversione del permesso?)

-       con durata iniziale < 12 mesi[106]

§       rilascio del nulla-osta comunicato allo Sportello unico della provincia dove ha sede l’impresa, per la stipula del contratto di soggiorno per lavoro

o      giornalisti corrispondenti ufficialmente accreditati in Italia e dipendenti, regolarmente retribuiti, di organi di stampa o di emittenti televisive o radiofoniche straniere:

§       nulla-osta non richiesto

o      persone che svolgono, secondo le norme di accordi internazionali ratificati dall’Italia, attivita’ di ricerca o un lavoro occasionale nell’ambito di programmi di scambio o mobilita’ di giovani:

§       il nulla-osta 

-       deve rientrare nei limiti numerici stabiliti dagli accordi

-       ha durata < 1 anno, salvo che sia diversamente previsto dall’accordo

-       in caso di ingresso per vacanze-lavoro, puo’ essere chiesto successivamente all’ingresso, con durata < 6 mesi in totale, e < 3 mesi con lo stesso datore di lavoro

o      persone collocate “alla pari” (al di fuori di programmi di scambio e mobilita’ di giovani):

§       durata del nulla-osta < 3 mesi

o      infermieri professionali (con titolo riconosciuto dal Minsalute; verosimilmente extra quote[107]) assunti, anche a tempo indeterminato (se a tempo determinato, autorizzazione prorogabile; da circ. Mininterno 1/6/2004), presso strutture sanitarie pubbliche e private (nota: l’assunzione nella struttura pubblica e’ effettuata senza concorso, ai sensi dell’art. 16 L. 56/87; in senso contrario Parere Ministero funzione pubblica 196/2004, che considera possibile solo l'assunzione a tempo determinato, che non incide sull'organico):

§       l’assunzione da parte delle strutture sanitarie ha luogo secondo specifica procedura (quale?)

§       il nulla-osta puo’ essere chiesto anche da societa’ di lavoro interinale (rectius: agenzie di somministrazione di lavoro), previa produzione di copia del contratto stipulato con la struttura sanitaria; le cooperative possono chiederlo se gestiscono l’intera struttura o un suo reparto o un suo servizio

§       non e' consentita la stipula di un contratto di apprendistato o di inserimento (da moduli distribuiti dai ministeri; quale riferimento normativo?)

 

o      attivita’ nell’ambito di un rapporto di tirocinio funzionale al completamento di un percorso di formazione professionale; in questo caso non e’ richiesto il nulla-osta al lavoro, e il visto di ingresso per studio o formazione e’ rilasciato, nei limiti del contingente annuo di ingressi per formazione professionale (art. 44 bis, co. 5 e 6, Regolamento), su richiesta dei soggetti di cui all’articolo 2, co. 1, del d.m. 142/98, accompagnata dal progetto formativo, redatto ai sensi dell’art. 18 L. 196/97 e vistato dalla Regione

o      attivita’ di addestramento sulla base di un provvedimento di trasferimento temporaneo o di distacco assunto dall’organizzazione dalla quale dipendono; il nulla-osta al lavoro e’ rilasciato su richiesta dell’organizzazione presso la quale avra’ luogo l’attivita’, accompagnata da un progetto formativo contenente l’indicazione della durata dell’addestramento e approvato dalla Regione[109]; il rapporto di lavoro intercorrente tra azienda distaccante e lavoratore va provato, se tra l'Italia ed il Paese estero esiste una convenzione di sicurezza sociale, mediante la documentazione prevista dalla stessa convenzione (se la richiede lo Sportello Unico), o, negli altri casi, con dichiarazione rilasciata dal distaccante e dichiarazione di responsabilita' del distaccatario (da moduli distribuiti dai ministeri); nota: oneri del contratto di soggiorno a carico dell'azienda distaccataria (da moduli distribuiti dai ministeri)

 

 

 

 

o      con contratto di lavoro presso le istituzioni scolastiche straniere autorizzate ai sensi della 1636/1940, e del DPR 389/1994, operanti in Italia da almeno cinque anni e che abbiano permanentemente attivato tutte le annualita' dei rispettivi curricoli

o      con contratto di lavoro o di collaborazione coordinata e continuativa presso le filiazioni in Italia di universita' o istituti superiori di insegnamento a livello universitario stranieri (art. 2 L. 4/1999)

 

o      lavoratori dello spettacolo

o      stranieri ammessi per formazione professionale (nota: il riferimento e' incompatibile con la stesura definitiva del Regolamento)

o      marittimi

o      circensi

o      artisti

o      sportivi professionisti

o      giornalisti corrispondenti

o      personale di rappresentanze diplomatiche o consolari o enti di diritto internazionale

 

o      durata del nulla-osta:

§       pari a quella del rapporto di lavoro, ma comunque < 2 anni (proroga, se consentita, con durata < 2 anni; nota: anche piu' volte), per rapporti a tempo determinato

§       a tempo indeterminato, per rapporti a tempo indeterminato (consentiti per lettori, professori e ricercatori universitari e infermieri professionali e, verosimilmente, per colf di cittadini italiani o comunitari; nota: errori materiali nel testo dell'art. 40, co. 2 Regolamento, riguardo agli infermieri professionali)

o      durata del visto e del permesso:

§       pari alla durata del nulla-osta al lavoro (nota: piu’ vantaggioso di art. 5, co. 3 bis, lettera b, T.U.); per nulla-osta a tempo indeterminato, < 2 anni (da art. 5, co. 3 bis, lettera c, T.U.[112])

§       nei casi in cui il nulla-osta non e’ richiesto, validita’ limitata alle documentate esigenze (< 2 anni, da art. 5, co. 3 bis, lettera c, T.U.[113])

§       per stranieri ammessi per formazione professionale, la durata massima del permesso e’ di un anno, rinnovabile in caso di corsi pluriennali

o      utilizzabilita’ e rinnovo di nulla-osta e permesso:

§       di norma non e’ consentito stipulare diverso rapporto di lavoro da quello per cui e’ stato rilasciato il nulla-osta (art. 40, co. 23 Regolamento; per lavoratori subordinati nel settore dello spettacolo, art. 27, co. 2 T.U.)

§       il rinnovo e’ consentito in costanza di rapporto di lavoro (nota: escluso il caso di riassunzione a termine da parte dello stesso datore, da art. 5 D. Lgs. 368/01), previa presentazione della certificazione comprovante il regolare assolvimento dell’obbligo contributivo

§       disposizioni meno favorevoli:

-       gli artisti per locali di intrattenimento non possono rinnovare il permesso; possono ottenerne la proroga solo per concludere lo spettacolo, e con lo stesso datore di lavoro (nota: non possono quindi intraprendere nuovi spettacoli, neanche con lo stesso datore)

§       disposizioni piu’ favorevoli:

-       per gli sportivi professionisti, consentito il rinnovo del permesso di soggiorno e il trasferimento ad altra societa’ nell’ambito della stessa federazione sportiva (nota: errori materiali nel testo di art. 40, co. 23, Regolamento)

-       traduttori, interpreti, colf di cittadini italiani o comunitari trasferitisi in Italia, infermieri professionali possono stipulare rapporti di lavoro con altri datori di lavoro, purche’ la qualifica di assunzione sia la stessa per cui e’ stato rilasciato il nulla-osta; si applica il periodo di disoccupazione garantito > 6 mesi

-       per stranieri ammessi per formazione professionale, il permesso e’ rinnovabile per tutta la durata del corso, in caso di corsi pluriennali (a prescindere dal rapporto di lavoro)

o      convertibilita’ del permesso:

§       di norma il permesso non e’ convertibile

§       per stranieri ammessi per formazione professionale, il permesso (che originariamente non e’ per lavoro) e’ convertibile, a corso di formazione concluso, in permesso per lavoro subordinato (previa stipula del contratto di soggiorno per lavoro[114]) o autonomo (previa certificazione dei requisiti da parte dello Sportello unico[115]) entro quote (art. 14, co. 6[116] Regolamento; nota: il riferimento errato al comma 5 non tiene conto della rinumerazione)

 

 

 

14.  Ingresso e soggiorno per studio, formazione professionale e attivita’ scientifica (*)

 

 

o      domanda di preiscrizione ad un determinato corso per il quale vi sia disponibilita’ di posti

o      titolo finale di studio tra quelli considerati equipollenti al titolo di scuola secondaria italiana (12 anni di scolarita’) ed eventuale idoneita’ per l’accesso all’universita’ nel paese di provenienza

o      documenti tradotti e legalizzati dalla Rappresentanza italiana (salvo esonero, nei casi in cui cosi’ dispongano convenzioni internazionali in vigore per l’Italia; es.: la Convenzione dell’Aja del 1961 in materia di eliminazione della legalizzazione degli atti pubblici, cui hanno aderito, tra gli altri, Turchia e Moldavia, ovvero la Convenzione di Parigi del 27/9/56 o quella di Vienna dell’8/9/76 per il caso di atti di stato civile prodotti utilizzando estratti plurimi rilasciati dalle autorita' locali), e muniti della dichiarazione consolare di valore in loco

o      dimostrazione di disponibilita’ di mezzi di sostentamento non inferiori ad assegno sociale, mediante

-       fidejussione, bonifico o versamento

-       garanzie fornite da istituzioni o enti affidabili, italiani o stranieri, o da governi stranieri

-       garanzia di sostentamento presentata da privato italiano o straniero legalmente soggiornante con permesso di durata residua non inferiore a un anno (nota: l’art. 34 Regolamento sulle modalita’ di prestazione di garanzia e’ stato sostituito da altre disposizioni, ma il riferimento contenuto nell’art. 46 Regolamento rimane)

o      indicazione di un alloggio in Italia.

o      disponibilita’ di somma per il rimpatrio o biglietto di ritorno.

o      copertura assicurativa per cure mediche e ricoveri ospedalieri, con assicurazione estera o italiana valide in Italia o iscrizione al SSN (contributo forfetario; copertura non valida per familiari a carico; per estendere l’assistenza e’ necessario il pagamento del contributo completo di – all’epoca – £. 750.000; da circ. Minsanita’ 24/3/00)

 

 

 

o      titolari di carta di soggiorno o permesso per lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, asilo politico  o umanitario (motivi umanitari?), motivi religiosi (ovviamente, se in possesso di titolo conseguito in Italia o equipollente)

o      stranieri regolarmente soggiornanti ad altro titolo da almeno un anno in possesso di titolo superiore conseguito in Italia[119] (es.: per studio, o per richiesta asilo)

o      stranieri ovunque soggiornanti e in possesso di titolo conseguito in scuole italiane all’estero o in scuole straniere oggetto di intese per il riconoscimento del titolo

 

 

 

Š      Consentito l’ingresso per studio, alle condizioni stabilite nel decreto-visti del Ministro degli affari esteri (nota: da aggiornare)[121]

o      di maggiorenni, per corsi superiori di studio o di istruzione tecnico-professionale a tempo pieno e di di durata determinata, previa verifica della coerenza dei corsi con la formazione acquisita nel Paese di provenienza, della disponibilita’ di mezzi di sostentamento e della validita’ dell’iscrizione o pre-iscrizione al corso

o      di minori ultraquattordicenni, i cui genitori o tutori vogliano far seguire corsi presso istituti e scuole secondarie nazionali o paritarie o presso istituzioni accademiche, nell’ambito di programmi di scambio approvati dal MAE, o dal Ministero dell’istruzione e dell’universita’, o dal Ministero dei beni culturali

o      di minori ultraquindicenni, accertata la coerenza dei corsi con la formazione acquisita nel Paese di provenienza, la disponibilita’ di mezzi di sostentamento, la validita’ dell’iscrizione o pre-iscrizione al corso, la presenza di misure di adeguata tutela del minore e la rispondenza del programma scolastico da seguire alle effettive esigenze formative del minore stesso

 

 

 

o      per la frequenza di corsi di formazione professionale, di durata < 24 mesi, organizzati da enti accreditati secondo le disposizioni di cui all’art. 142, co. 1, lettera d), D.Lgs. 112/98 e finalizzati al riconoscimento di una qualifica o alla certificazione delle competenze acquisite

o      per lo svolgimento dei tirocini formativi, di cui all'art. 40, co. 9, lettera a, Regolamento

 

o      le attivita’ possono riguardare

§       piccoli lavori domestici a carattere straordinario, inclusa assistenza a bambini, anziani, malati o disabili

§       insegnamento privato supplementare

§       piccoli lavori di giardinaggio o di pulizia edifici o monumenti

§       realizzazione di manifestazioni sociali, culturali, caritative o sportive

§       collaborazione con enti pubblici o associazioni di volontariato per lavori di solidarieta’ o di emergenza (per calamita’ naturali o simili)

§       l'impresa familiare di cui all'articolo 230-bis del codice civile, limitatamente al commercio, al turismo e ai servizi (da L. 80/2005)

o      le prestazioni non possono, in un anno solare, comportare compensi complessivi superiori, con riferimento a un unico committente, a 5000 euro[122]

o      le imprese familiari possono utilizzare prestazioni di lavoro accessorio per un importo complessivo non superiore, nel corso di ciascun anno fiscale, a 10.000 euro (da L. 80/2005)

o      in permesso per lavoro subordinato, salvo che sia escluso da accordi o condizioni di ammissione, previa stipula del contratto di soggiorno[124], entro quote; nota: nei moduli distribuiti dai ministeri e' indicato che ai fini della conversione il rapporto deve essere di durata superiore a 20 ore settimanali (anziche' "non inferiore", come da Regolamento)

o      in permesso per lavoro autonomo, entro quote e a condizione del possesso dei requisiti per l’ingresso certificato dallo Sportello unico (anziche’ dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana, come previsto in generale dal T.U.) sulla base della documentazione presentata dall’interessato; l'eventuale specificazione di categorie particolari per gli ingressi per lavoro autonomo non limita la possibilita' di conversione (TAR Emilia Romagna), ma stabilisce una precedenza per chi appartiene alle categorie indicate (TAR Lombardia)

 

o      titolare di permesso per motivi familiari, in caso di morte del familiare (verosimilmente, anche dell’affidatario) in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione o scioglimento del matrimonio, o nel caso in cui, al compimento dei 18 anni, non sia possibile il rilascio di una carta di soggiorno (art. 30, co. 5 T.U.)

o      titolare di permesso per affidamento, al compimento dei 18 anni (art. 32, co. 1 T.U.)

o      minore comunque affidato ai sensi della L. 184/83, al compimento dei 18 anni (art. 32, co. 1 T.U.); Sent. Corte Cost. 198/03: incluso minore sottoposto a tutela o affidato di fatto a parenti entro il IV grado; nello stesso senso, Sent. Cons. Stato n. 1681/2005; in senso contrario, Circ. Mininterno n. 400/AA/P/12.214.32, che limita il beneficio a coloro che hanno raggiunto i 18 anni prima dell’entrata in vigore della L. 189/02

o      titolare di permesso per integrazione del minore, al compimento dei 18 anni[126], a condizione che non sia intervenuta una decisione del Comitato (art. 32, co. 1 bis T.U. e Nota del Comitato 14/10/02)[127] e che il gestore del programma di integrazione certifichi con idonea documentazione che il minore

§       e’ giunto in Italia da almeno tre anni

§       e’ stato inserito per almeno due anni in un progetto di integrazione sociale e civile (?) gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

§       dispone di un alloggio

o      titolare di permesso per motivi umanitari per protezione sociale (art. 18, co. 5 T.U.) o sicurezza pubblica (L. 155/05)

 

o      al ricongiungimento familiare (se il permesso ha durata > 1 anno)

o      all’iscrizione facoltativa al SSN (con pagamento di contributo forfetario, che non copre i familiari; per estendere l’assistenza e’ necessario il pagamento del contributo completo di £. 750.000 – da circ. Minsanita’ 24/3/00)

o      all’assistenza sociale a parita’ con gli italiani, esclusi assegno sociale e provvidenze che costituiscano diritti soggettivi ai sensi della legislazione in materia di assistenza sociale (se il permesso ha durata > 1 anno)

 

 

15.  Professioni (*)

 

o      titolo di studio (es.: laurea)

o      titolo abilitante (es.: esame di Stato) o riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero

o      iscrizione nell’albo (o, in mancanza, in elenco speciale) e svolgimento della professione (es.: iscrizione all’ordine dei medici)

 

o      dei livelli dirigenziali delle amministrazioni dello Stato individuati dall’art. 6 D. Lgs. 29/93 e di quelli corrispondenti delle altre amministrazioni pubbliche

o      con funzioni di vertice amministrativo delle strutture periferiche delle amministrazioni pubbliche dello Stato, degli enti pubblici non economici, delle province, dei comuni, delle Regioni e della Banca d’Italia

o      dei magistrati e degli avvocati o procuratori dello Stato

o      dei ruoli civili e militari della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri degli affari esteri, dell’interno, della giustizia, della difesa, delle finanze, e del Corpo forestale dello Stato, salvo quelli cui si accede in base all’art. 16 L. 56/87

 

 

 

 

o      richiesta esperienza professionale aggiuntiva in caso di formazione non abilitante nel paese di provenienza (due anni negli ultimi dieci) e in caso di durata della formazione inferiore di oltre un anno a quella prevista in Italia (durata doppia di quella mancante, ma non superiore a quattro anni)

o      misure compensative (tirocinio di durata non superiore a tre anni, con eventuale formazione aggiuntiva, o prova attitudinale[129]), a scelta del richiedente, disposte con decreto del Ministro competente, in caso di materie di studio o di attivita' professionali sostanzialmente diverse; per l’espletamento di tali misure, se lo straniero e’ all’estero, e’ rilasciato un visto di ingresso per studio per il periodo necessario (art. 49, co. 3 Regolamento)

o      obbligatoria la prova attitudinale per professioni relative al diritto nazionale

o      valutazione di prova e tirocinio attribuita agli ordini professionali o al ministero vigilante

o      titoli muniti di traduzione della Rappresentanza italiana

o      ministero vigilante sulla tenuta dell'albo, registro o elenco per le professioni per cui tale tenuta e’ prevista:

-       Attuario, Avvocato, Procuratore, Commercialista, Biologo, Chimico, Agronomo e forestale, Geologo, Ingegnere, Agente di cambio, Psicologo, Consulente del lavoro, Ragioniere e perito commerciale  (Ministero grazia e giustizia)

-       Consulente di proprieta' industriale  (Ministero industria)

-       Tecnico sanitario e di radiologia medica  (Ministero sanita')

-       Docenti di istituti di istruzione secondaria ed artistica, compresi conservatori, accademie e istituti superiori per le industrie artistiche  (Ministero pubblica istruzione)

-       Esperto in materia di pianificazione territoriale (Ministero lavori pubblici)

o      per le professioni che richiedono una formazione universitaria o in istituto di istruzione superiore di almeno 3 anni:

-       il Ministero per la funzione pubblica, per le professioni consistenti in rapporti di pubblico impiego, salvo

§       il Ministero della sanita' per le professioni sanitarie

§       il Ministero dell'universita' per il personale ricercatore universitario

§       il Ministero della pubblica istruzione per i docenti di istituti di istruzione secondaria ed artistica, compresi conservatori, accademie e istituti superiori per le industrie artistiche

-       il Ministero dell'universita' in tutti gli altri casi

o      per le altre professioni:

-       il Ministero per la funzione pubblica, per le professioni consistenti in rapporti di pubblico impiego, salvo

§       il Ministero della pubblica istruzione per il personale docente e non docente delle scuole materne ed elementari e degli istituti di istruzione secondaria di primo e secondo grado

§       il Ministero del lavoro per professioni per le quali sono richiesti attestati o qualifiche professionali conseguiti ai sensi della legge 845/78 o della legge 56/87 o della normativa in materia di contratti di formazione

-       il Ministero dei trasporti per le professioni marittime

-       il Ministero del lavoro, di concerto con il Ministero della pubblica istruzione, in tutti gli altri casi

 

o      ingresso in Italia per lavoro autonomo o subordinato in campo sanitario  comunque condizionato al riconoscimento del titolo di studio da parte del ministero competente

o      presso il Minsalute sono istituiti elenchi speciali per gli esercenti le professioni sanitarie sprovviste di ordine o collegio professionale (iscrizione e cancellazione in base a Capo I del D.P.R. 221/50 e successive integrazioni e modificazioni)

o      per l’iscrizione agli albi e agli elenchi speciali, necessaria la conoscenza dell'italiano e delle disposizioni sullo svolgimento della professione (esonero in caso di titolo abilitante conseguito in Italia; possibilita’ di sostenere una seconda prova in caso di esito negativo della prima; da circ. Min. Sanita’ 12/4/2000); accertamento  effettuato dagli ordini e collegi professionali e dal Minsalute, con oneri a carico dell'interessato

o      le regioni Calabria (e’ vero? dal sito del Minsalute), Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto, Campania, Piemonte e le province autonome di Trento e Bolzano ricevono le domande di riconoscimento del titolo abilitante nei casi relativi allo svolgimento della professione sanitaria (nelle rispettive strutture sanitarie?), ed effettuano l’istruttoria (Decreti Min. Salute 18/6/02, 27/12/02 e 18/9/03)

o      il decreto di riconoscimento di un titolo professionale sanitario perde efficacia se il professionista non si iscrive all’albo (o, in mancanza di albo, non svolge la professione) nei successivi 2 anni

o      il Minsalute provvede, con le stesse modalita’, al riconoscimento di titoli complementari (es.: specializzazioni e quelli di formazione complementare delle professioni sanitarie infermieristiche) in campo sanitario ai fini dello svolgimento di attivita’ nell’ambito del SSN

o      la dichiarazione di equipollenza dei titoli accademici nelle discipline sanitarie, conseguiti all'estero, e l'ammissione agli esami di diploma, di laurea o di abilitazione, con dispensa totale o parziale degli esami di profitto, non danno titolo, di per se’, allo svolgimento della professione; per lo svolgimento della professione e’ necessaria la preventiva acquisizione del benestare del Minsalute (che fa, presumibilmente, riferimento al rispetto del vincolo delle quote[131], comunque applicabile ex art. 37, co. 3 T.U.); in mancanza, non e’ consentita l’iscrizione negli albi professionali e negli elenchi speciali per l’esercizio delle relative professioni nel territorio nazionale e nei paesi dell’Unione europea[132]

 

 

16.  Ricongiungimento familiare e soggiorno per motivi familiari (*)

 

 

o      lo straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di durata > 1 anno per motivi di lavoro subordinato o autonomo, asilo, studio, motivi religiosi (nota: rileva la durata di rilascio; altrimenti risulterebbe escluso, di fatto, il permesso per studio; prassi spesso difforme: rilevante la durata residua)

o      lo straniero titolare di permesso per motivi familiari (Circ. Mininterno 25/10/2005, che fa riferimento alla Sent. Cass. I Sez. Pen. n. 1714/2001)

o      il cittadino italiano o comunitario o di Paese aderente all’Accordo sullo spazio economico europeo - Islanda, Liechtenstein, Norvegia - (Decreto Ministro degli affari esteri 12/7/00 sui visti)

 

o      coniuge non legalmente separato

o      figli minori non coniugati, ovvero legalmente separati, anche nati fuori del matrimonio, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso (Trib. Padova: rileva l'eta' alla data di presentazione della richiesta di nulla-osta)

o      figli minori del coniuge, non coniugati ovvero legalmente separati, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso

o      genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel paese d’origine o di provenienza, ovvero genitori che abbiano piu’ di 65 anni nel caso in cui gli altri figli non siano in grado, per gravi e documentati motivi di salute, di provvedere loro (circ. MAE citata da circ. Mininterno 9/9/05 inverte l'attribuzione del requisito di carico, applicandolo solo al caso degli ultra-65-enni)

o      figli maggiorenni a carico, impossibilitati a provvedere al proprio sostentamento a causa di invalidita’ totale[133]

 

o      disponibilita’ di alloggio conforme ai parametri delle leggi regionali per l’edilizia popolare pubblica (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena e di Bologna e nella Regione Toscana) o che sia fornito dei requisiti di abitabilita’ e idoneita’ igienico-sanitaria; ammesso anche il comodato o altra forma di disponibilita' (da moduli distribuiti dai ministeri); nel caso in cui il richiedente fruisca di ospitalita', necessaria la dichiarazione di disponibilita' da parte dell'ospitante ad ospitare i ricongiunti

o      disponibilita’ di un reddito da fonti lecite (anche dal cumulo dei redditi di familiari conviventi) non inferiori all’importo

-       dell’assegno sociale per l’ingresso di un familiare

-       del doppio dell’assegno sociale per l’ingresso di 2 o 3 familiari

-       del triplo dell’assegno sociale per l’ingresso di 4 o piu’ familiari

o      lavoratori subordinati:

-       ultima dichiarazione dei redditi

-       comunicazione all'Ispettorato del Lavoro o INPS

-       ultima busta paga o fotocopia autenticata del libro paga

-       autocertificazione del datore di lavoro da cui risulti l'attualita' del rapporto di lavoro (e l'indicazione del reddito presunto del lavoratore, se il rapporto di lavoro e' iniziato da meno di un anno, e non vi e' ancora dichiarazione di reddito dichiarazione dei redditi)

o      lavoratori domestici:

-       ultima dichiarazione dei redditi (o, in mancanza, comunicazione di assunzione al Centro per l'Impiego o all'INPS)

-       bollettino di versamento dei contributi INPS relativi al trimestre precedente alla data di presentazione della domanda

-       autocertificazione del datore di lavoro da cui risulti l'attualita' del rapporto di lavoro

o      lavoratori autonomi:

-       ditta individuale

§       certificato di Iscrizione alla Camera di commercio

§       fotocopia attribuzione Partita IVA

§       fotocopia licenza comunale ove prevista

§       modello Unico e ricevuta di presentazione dello stesso (se l'attivita' e' stata avviata da piu' di un anno) o relazione contabile redatta dal commercialista relativa all'intero periodo lavorativo (se l'attivita' e' stata avviata da meno di un anno)

-       societa'

§       visura camerale della societa' di data recente

§       fotocopia attribuzione Partita IVA della societa'

§       modello Unico e ricevuta di presentazione dello stesso (se l'attivita' e' stata avviata da piu' di un anno) o una relazione contabile redatta dal commercialista relativa all'intero periodo lavorativo (se l'attivita' e' stata avviata da meno di un anno)

-       collaborazione a progetto

§       fotocopia contratto di lavoro a progetto nel quale siano indicati la durata della prestazione di lavoro ed il corrispettivo

§       dichiarazione del committente da cui risulti l'attualita' del contratto di lavoro a progetto

§       dichiarazione di gestione separata all'INPS

§       modello Unico

-       socio lavoratore

§       visura camerale della cooperativa

§       fotocopia attribuzione Partita IVA della cooperativa

§       dichiarazione del presidente della cooperativa da cui risulta l'attualita' del rapporto di lavoro

§       fotocopia del libro soci

§       modello Unico

-       libero professionista

§       iscrizione all'albo

§       modello Unico e ricevuta di presentazione dello stesso

 

o      Sent. Corte Giust. C-267-1983: sempre che non si tratti di matrimonio di comodo, il coniuge resta tale, ai fini del diritto di soggiorno, fino a scioglimento formale dell'unione; non rileva la semplice cessazione della convivenza, neanche nel caso vi sia l'intenzione di divorziare successivamente; nelle conclusioni dell'Avvocato Generale per la causa C-413-1999, l'interpretazione ampia, riguardo alla convivenza, si estende anche agli altri familiari

o      Sent. Corte Giust. C-316-1985: la condizione di familiare a carico risulta da una situazione di fatto; coincide con quella di familiare il cui sostegno e' fornito dal cittadino, senza che sia necessario determinarne i motivi, ne' chiedersi se l'interessato sia in grado di provvedere a se stesso esercitando un'attivita' retribuita

o      Sent. Corte Giust. C-459-1999: il familiare che possa provare l'esistenza del legame coniugale o familiare non puo' essere respinto alla frontiera per il semplice fatto di non essere in possesso di documenti di identita' o di viaggio validi o del visto di ingresso

o      Sent. Corte Giust. C-157-03: non puo' essere imposto ai familiari stranieri di un lavoratore comunitario che abbia esercitato il proprio diritto alla libera circolazione l'obbligo di ottenere un visto ai fini del rilascio del permesso di soggiorno

o      Sent. Corte Giust. C-503-03: l'ingresso non puo' essere negato ai familiari di un cittadino dell'Unione europea per il semplice fatto che essi figurano nell'elenco delle persone non ammissibili del SIS, su iniziativa di uno Stato membro, senza che siano stati allegati motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanita' pubblica

 

o      al carattere non necessario del requisito di convivenza (Sent. Corte Giust. C-267-1983; nello stesso senso, Sent. Corte d'Appello Catania 30/3/2004; in senso contrario Sent. Cass. n. 8034/2003) e al permanere del diritto di soggiorno fino a scioglimento formale dell'unione (Sent. C-267-1983; in senso contrario Ord. Cons. Stato. n. 767/2005)

o      al non doversi determinare i motivi del sostegno fornito dal cittadino al familiare, ne' chiedersi se l'interessato sia in grado di provvedere a se stesso esercitando un'attivita' retribuita, ai fini dell'accertamento della condizione di familiare a carico (Sent. Corte Giust. C-316-1985)

o      al non doversi determinare i motivi del sostegno fornito dal cittadino al familiare, ne' chiedersi se l'interessato sia in grado di provvedere a se stesso esercitando un'attivita' retribuita, ai fini dell'accertamento della condizione di familiare a carico (Sent. Corte Giust. C-316-1985)

o      al non potersi respingere alla frontiera il familiare che, privo di documenti di identita' o di viaggio validi o del visto di ingresso, possa provare l'esistenza del legame familiare (Sent. Corte Giust. C-459-1999)

o      al non potersi imporre ai familiari stranieri di un lavoratore comunitario che abbia esercitato il proprio diritto alla libera circolazione l'obbligo di ottenere un visto ai fini del rilascio del permesso di soggiorno (Sent. Corte Giust. C-157-03)

o      al non potersi negare l'ingresso ai familiari di un cittadino dell'Unione europea per il semplice fatto che essi figurano nell'elenco delle persone non ammissibili del SIS, su iniziativa di uno Stato membro, senza che siano stati allegati motivi di ordine pubblico, di pubblica sicurezza e di sanita' pubblica (Sent. Corte Giust. C-503-03)

 

o      carta o permesso di soggiorno che abiliti alla richiesta di ricongiungimento

o      documentazione attestante la disponibilita’ di reddito

o      attestazione del Comune di conformita’ dell’alloggio ai parametri delle leggi regionali per l’edilizia popolare pubblica (allentamento dei requisiti nei Comuni di Modena e di Bologna e nella Regione Toscana) o certificato di idoneita' sanitaria rilasciato dalla ASL

o      documentazione, autenticata dal consolato italiano, attestante i rapporti di parentela o di coniugio ed eventualmente la minore eta’[138]

o      documentazione attestante, per ricongiungimento, con cittadino straniero, di familiare a carico, il sostegno economico fornito e documentazione, valutata dalla rappresentanza italiana alla luce dei parametri locali, relativa alla condizione economica in loco (un’ordinanza del Tribunale di Padova stabilisce che l'entita' delle rimesse va valutata con riferimento al tenore di vita tipico del paese in cui il familiare risiede, e che attestazioni da parte delle autorita’ locali sulla dipendenza economica del familiare dal figlio sono rilevanti)

o      documentazione rilasciata, a spese del richiedente, dal medico nominato dalla rappresentanza italiana relativa alla condizione di invalidita’ totale (per ricongiungimento con figlio maggiorenne) o ai gravi motivi di salute degli altri figli del genitore (per ricongiungimento con genitore a carico)

 

 

 

 

 

 

o      al minore iscritto nel permesso o nella carta di soggiorno del genitore o dell’affidatario, al compimento dei 14 anni (da art. 31, co. 2 T.U.)

o      a chi ha fatto ingresso per ricongiungimento o al seguito di familiare

o      allo straniero regolarmente soggiornante ad altro titolo (con permesso di durata residua > 1 anno; formulazione ambigua) che possegga i requisiti richiesti per fare ingresso per ricongiungimento con cittadino italiano o comunitario o straniero regolarmente soggiornante (verosimilmente, titolare di diritto al ricongiungimento e in possesso dei requisiti)

o      allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno (nota: anche per effetto di successivi rinnovi – ad esempio, in caso di richiedente asilo –, e senza limiti riguardo alla durata residua del permesso) che abbia sposato un cittadino italiano o comunitario o uno straniero regolarmente soggiornante (verosimilmente, titolare di diritto al ricongiungimento e in possesso dei requisiti); il permesso e’ revocato se al matrimonio non e’ seguita effettiva convivenza, salvo che dal matrimonio sia nata prole

o      allo straniero, anche illegalmente soggiornante, che possegga i requisiti richiesti per fare ingresso per ricongiungimento con rifugiato

o      al genitore straniero, anche naturale, anche illegalmente soggiornante, di minore italiano residente in Italia, purche’ non privato della patria potesta’ (Sent. Cass. 2358/2005: senza riguardo alla condizione di convivenza)

o      al coniuge convivente di cittadino italiano, anche se illegalmente soggiornante (da art. 28 co. 1, lettera b,  Regolamento; mess. Mininterno 28/2/05: in caso di matrimonio contratto dopo l’adozione del provvedimento di espulsione sussiste l'interesse pubblico alla revoca dell'espulsione; nello stesso senso: Trib. Lucca); Trib. Firenze: anche al convivente stabile del cittadino italiano (a maggior ragione nel caso in cui tale convivenza sia riconosciuta come legame familiare da un provvedimento straniero avente efficacia nel nostro ordinamento)

o      al familiare entro il IV grado convivente di cittadino italiano, anche se illegalmente soggiornante (da art. 28 co. 1, lettera b, Regolamento)

o      al minore straniero di eta’ > 14 anni inespellibile, convivente con il genitore o con l’affidatario regolarmente soggiornanti (circ. Mininterno 23/12/1999 e 13/11/2000; ambiguita’ rispetto al caso di affidatario)

 

o      in relazione a straniero titolare di carta di soggiorno,

§       a coniuge e figli minori (o minori affidati; da art. 31, co. 2 T.U.) di eta’ > 14 anni (art. 31, co. 1 e 2 T.U.), conviventi

§       ad altro familiare ricongiunto (art. 30, co. 4 T.U.)

§       ai figli maggiorenni totalmente invalidi a carico (art. 16, co. 4 Regolamento, in contrasto con art. 9 T.U.)

o      in relazione a cittadino italiano,

§       al coniuge, figlio minore o genitore conviventi (art. 9, co. 2 T.U.); nota: il requisito di convivenza contrasta con Sent. Corte di Giust. C-267-1983

§       agli altri familiari con diritto di soggiorno: coniuge non legalmente separato, figli di eta' < 21 anni, figli di eta' > 21 anni, se a carico, genitori del titolare del diritto di soggiorno e del coniuge (L. 29/2006)[142], altri ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico; ogni altro membro della famiglia che sia, in Italia (corrisponde a "nel paese di provenienza" per il familiare di cittadino comunitario che eserciti il diritto alla libera circolazione), convivente o a carico del coniuge, degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (da combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 30, co. 4, T.U.)

§       ulteriori familiari ricongiunti (art. 30, co. 4, T.U.; ad esempio, il genitore naturale di minore italiano)

o      in relazione a cittadino comunitario

§       al coniuge, figlio minore o genitore conviventi (art. 9, co. 2 T.U.); nota: il requisito di convivenza contrasta con Sent. Corte di Giust. C-267-1983

§       familiari con diritto di soggiorno:

-       in caso di cittadino avente diritto di soggiorno in Italia per lavoro subordinato o autonomo o per effettuare o ricevere una prestazione di servizi: coniuge, figli di eta' inferiore ai 21 anni (da L. 29/2006)[143], ascendenti e discendenti del cittadino o del coniuge, a loro carico (nota: la L. 29/2006 ha omesso inspiegabilmente di rimuovere, in questo caso, la condizione di carico); ogni altro membro della famiglia che sia, nel paese di provenienza, convivente o a carico del coniuge (o, verosimilmente, del cittadino comunitario; vedi, ad es., art. 1, Direttiva 73/148/CEE), degli ascendenti del cittadino o degli ascendenti del coniuge (combinato disposto di art. 3, co. 3 T.U. Comunitari e art. 30, co. 4, T.U.; nota: previsioni di cui all'art. 5, co. 4 T.U. Comunitari incluse nelle precedenti)

-       in caso di cittadino avente diritto di soggiorno in Italia per altri motivi: coniuge non legalmente separato, figli di eta' < 21 anni, figli di eta' > 21 anni, se a carico, genitori del titolare del diritto di soggiorno e del coniuge (L. 29/2006)[144]

§       ulteriori familiari ricongiunti (art. 30, co. 4, T.U.; ad esempio, il genitore naturale di minore comunitario)

 

 

 

o      svolgere attivita' di lavoro subordinato (previa iscrizione nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00[145] o comunicazione del datore di lavoro alla Direzione provinciale del lavoro se il rapporto di lavoro e' in corso, e salvo il rispetto dei limiti di eta') o autonomo (previa acquisizione del titolo abilitativo o autorizzatorio e soddisfacimento altri requisiti previsti) e convertire corrispondentemente (su richiesta?) il permesso di soggiorno alla scadenza (circ. Mininterno 23/12/99, che interpreta art. 14, co. 3 Regolamento, in modo incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione del minore)

o      convertire il permesso di soggiorno in permesso per residenza elettiva in caso di titolarita’ di pensione percepita ("maturata", secondo la Relazione illustrativa del Regolamento) in Italia; nota: la conversione in permesso per residenza elettiva dovrebbe essere, in generale, possibile anche a condizione di disponibilita' di risorse cospicue, a prescindere dalla loro origine

o      iscriversi a corsi di studio o di formazione

 

 

 

17.  Minori stranieri[146] (*)

 

o      per ricongiungimento con genitore o affidatario straniero, italiano o comunitario

o      al seguito di genitore o affidatario straniero, italiano o comunitario

o      per richiesta di asilo

o      per adozione (in caso di affidamento pre-adottivo)

o      per studio, presso istituti e scuole secondarie o presso istituzioni accademiche, nell’ambito di programmi di scambio (solo se di eta’ > 14 anni, e col consenso di genitori o tutori)

o      per studio, per corsi scolastici adeguati alle esigenze formative (solo se di eta’ > 15 anni, in presenza di iscrizione o pre-iscrizione, e previa dimostrazione di disponibilita’ di mezzi)

o      per esercizio di attivita’ sportiva professionistica, (con richiesta della dichiarazione di assenso del CONI accompagnata da autorizzazione rilasciata dalla Direzione provinciale del lavoro competente ex art. 6, co. 2, L. 345/99, sulla base dell’istruttoria effettuata dalla Federazione sportiva corrispondente)

o      nell’ambito di programmi solidaristici, previa approvazione, da parte del Comitato minori stranieri, di apposita richiesta

 

 

o      in stato di abbandono, se e’ privo di assistenza morale e materiale (nota: non coincide con minore non accompagnato)

o      non accompagnato, se e’ privo di assistenza e rappresentanza (devono sussistere entrambe le condizioni?) da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili secondo la legge italiana (Regolamento del Comitato per i minori stranieri, DPCM 535/99); nota: in caso di affidamento (in senso atecnico) ad adulti, il minore si considera non accompagnato ove manchino tutela e affidamento formale (dubbi in caso di parenti entro il IV grado, per l’affidamento ai quali la legge non richiede un provvedimento formale); Linee guida del Comitato: il minore e’ accompagnato solo se affidato a genitori regolarmente soggiornanti (nota: in presenza di genitori irregolari il minore potrebbe essere rimpatriato e affidato alle autorita’ del paese di provenienza!) o, con atto di affidamento legale ai sensi della L. 184/83, a familiare entro il III grado regolarmente soggiornante

 

 

o      alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni

o      al Giudice tutelare (per l’eventuale apertura della tutela)

o      al Comitato, da parte di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio o enti (art. 5, co. 1, DPR 535/99) tramite prefettura o ente locale (salvo il caso di presentazione di domanda di asilo; Linee guida del Comitato: in caso di diniego di riconoscimento dello status di rifugiato, il minore non accompagnato rientra sotto le competenze del Comitato); la segnalazione al Comitato non esime dall’obbligo delle ulteriori segnalazioni (completate comunque dal Comitato in caso di inadempienza)

 

 

o      tutela:

-       presupposto: che nessuno dei due genitori possa esercitare la potesta genitoriale

-       procedimento: tutela aperta dal Giudice tutelare presso il Tribunale circondariale del luogo dove ha sede l’interesse principale del minore

-       tutore: designato, se possibile, dal genitore; in caso contrario, scelto tra ascendenti del minore o tra parenti o affini prossimi; nelle more della nomina, la tutela e’ esercitata dall’istituto di pubblica assistenza o, per minore inserito in comunita’ di tipo familiare o in istituto di assistenza, dai legali rappresentanti degli stessi (che entro 30 gg. chiedono la nomina di tutore esterno)

-       compiti: cura del minore, rappresentanza negli atti civili e amministrazione dei beni

-       obbligatoria l’apertura della tutela per il minore non accompagnato? controversia: si’ (Circolare Mininterno 9/4/01), solo in caso di necessita’ (Regolamento Comitato)

o      affidamento

-       presupposto: temporanea mancanza di un idoneo ambiente familiare (nota: relativo allo stato di abbandono, piu’ che alla condizione di “non accompagnato”)

-       affidatario:

§       se possibile, famiglia, preferibilmente con figli minori, o persona singola

§       altrimenti, comunita’ di tipo familiare o istituto di assistenza pubblico o privato

-       procedimento: affidamento disposto da

§       servizio sociale locale (reso esecutivo dal Giudice tutelare), in caso di consenso di chi esercita la potesta’ genitoriale o la tutela (affidamento consensuale)

§       Tribunale per i minorenni, in caso di mancanza di assenso (affidamento giudiziale); seguono le limitazioni della potesta’ genitoriale

-       compiti: accoglimento del minore e esercizio dei poteri connessi con la potesta’ parentale nei rapporti con l’istituzione scolastica e l’autorita’ sanitaria

-       il minore straniero in stato di abbandono deve essere affidato (art. 37 bis, L. 184/83); poca chiarezza (anche sulla scelta tra affidamento consensuale e affidamento giudiziale) e molta disomogeneita’; attribuzione al Comitato della responsabilita’ dell’affidamento (Regolamento L. 476/98, DPR 492/99; in contrasto con L. 184/83; disposizione applicata comunque da alcuni Tribunali per i minorenni)

-       l’affidamento del minore non accompagnato dovrebbe poter essere disposto anche prima della decisione del Comitato sul rimpatrio (in contrasto con Circolare Mininterno 9/4/01), eventualmente a valle delle indagini, disposte dal Comitato, che accertano se la famiglia costituisca ambiente familiare idoneo (purche’ queste siano completate in tempi brevi); l’affidamento, in ogni caso, non dovrebbe di per se’ precludere il rimpatrio; l’affidatario dovrebbe, in base alla L. 184/83, essere ascoltato ai fini della decisione sul rimpatrio

-       difficolta’ di interpretazione in relazione alla formalizzazione dell’affidamento (di fatto) a parenti entro il IV grado: alcuni Tribunali e Giudici tutelari si dichiarano incompetenti a procedere (ad es.: per mancanza di pregiudizio per la condizione del minore), con danno per la posizione (sostanziale e giuridica) del minore

 

o      opera per tutelare, in conformita’ con la Convenzione ONU del 1989, i minori stranieri non accompagnati e i minori accolti nel territorio italiano

o      in particolare,

-       vigila sulle modalita’ di soggiorno dei minori

-       definisce criteri per l’ammissione di minori accolti, delibera sulle corrispondenti richieste, sull’affidamento temporaneo di tali minori e sul loro rimpatrio

-       censisce i minori accolti e i minori non accompagnati

-       accerta lo status di minore non accompagnato

-       promuove, anche mediante convenzioni, le ricerche dei familiari dei minori non accompagnati

o      puo’ trattare dati sensibili in relazione ai minori

o      e’ composto da 9 rappresentanti: Presidenza del Consiglio, Minwelfare, MAE, Mininterno, Mingiustizia, ANCI, Unione province italiane, Organizzazioni attive nel settore della famiglia (2); per ogni membro e’ nominato un supplente

o      opera presso il Minwelfare[147]

o      e’ presieduto dal rappresentante del Minwelfare[148]

 

o      indagini (svolte da ONG convenzionate) per individuare i familiari o per verificare le possibilita’ di affidamento alle autorita’ in patria, nonche’ l’assenza di rischi per il minore, e per definire, possibilmente, un progetto di reinserimento; nota: data la definizione di "minore non accompagnato" adottata dal Comitato (Linee guida), il minore potrebbe essere rimpatriato e affidato alle autorita’ del paese di provenienza anche in presenza di genitori irregolari in Italia!; nota: nella prassi, il Comitato avvia le indagini solo per i minori gia' identitficati

o      nomina da parte del giudice tutelare di un tutore provvisorio

o      audizione del minore da parte dei servizi sociali del Comune di dimora, per accertarne l’opinione in merito al rimpatrio

 

o      e’ iscritto nel permesso del genitore o affidatario straniero regolarmente soggiornante con cui convive, se e’ di eta’ < 14 anni; nota: non disciplinato esplicitamente il caso di genitore o affidatario italiano o comunitario

o      ottiene un permesso per motivi familiari se e’ di eta’ > 14 anni e convivente con il genitore o affidatario straniero regolarmente soggiornanti (circ. Mininterno 23/12/99 e 13/11/00; ambiguita’ riguardo all’affidatario; possibile il rilascio di carta di soggiorno in presenza dei requisiti in capo a genitore o affidatario?); nota: non disciplinato esplicitamente il caso di genitore o affidatario italiano o comunitario

o      ottiene un permesso per affidamento su richiesta dei servizi sociali (Circolare Mininterno 9/4/01), se e’ affidato a comunita’ di tipo familiare o istituto di assistenza ex art. 2, L. 184/83

o      ottiene un permesso per minore eta’, a seguito della segnalazione al Comitato per i minori stranieri nei casi in cui non possa essere rilasciato altro permesso (art. 28, co. 1, lettera a, Regolamento e Circ. Miniterno 23/12/99 e 13/11/00); il permesso e’ valido per tutto il tempo necessario allo svolgimento delle indagini finalizzate al rimpatrio assistito; anche in seguito all’adozione di un provvedimento di tutela di comunita’ di tipo familiare familiare e’ rilasciato (o mantenuto) il permesso per minore eta’ (Circ. Mininterno 13/11/00);  nota: nella prassi, il permesso per minore eta’ e’ rilasciato (o mantenuto) anche quando il minore sia sottoposto a tutela di cittadino straniero o italiano o comunitario, e quando sia affidato di fatto (senza un provvedimento formale, non richiesto dalla legge) a parente entro il IV grado straniero o italiano o comunitario (discutibile: potrebbe essere rilasciato un permesso per motivi familiari o una carta di soggiorno)

o      ottiene un permesso per integrazione del minore, previo parere del Comitato per i minori stranieri, se si trova nelle condizioni di cui all’art. 32, co. 1 bis e 1 ter, T.U. (quali? verosimilmente: arrivo in Italia prima del compimento dei 15 anni, inserimento, anteriore al compimento dei 16 anni, in un progetto di integrazione sociale e civile gestito da ente pubblico o privato con rappresentanza nazionale e iscritto nel registro presso la Presidenza del Consiglio, decisione di non luogo a provvedere al rimpatrio da parte del Comitato minori stranieri – in contrasto con la condizione di assenza di decisione, di cui all’art. 32, co. 1 bis; rilevante l’inserimento di fatto in progetto idoneo, anche se non sollecitato dal Comitato?)[151]

 

o      per i minori che non soddisfano i requisiti di cui all'art. 32, co. 1 bis e 1 ter, il Comitato per i minori stranieri non emette provvedimenti di "non luogo a procedere al rimpatrio"

o      per i minori che li soddisfano,

§       l'Ente Locale invia al Comitato la documentazione comprovante la sussistenza dei requisiti di cui all'art. 32, co. 1 bis e 1 ter (inclusi quelli relativi a svolgimento di attivita' di studio o lavorativa o a esistenza di un rapporto di lavoro non ancora iniziato; per la presenza in Italia, sufficiente la dichiarazione dell'Ente locale; per la partecipazione a un progetto di integrazione, sufficiente la documentazione che provi che il minore ha frequentato la scuola, corsi di formazione professionale e/o tirocini formativi)

§       se i requisiti sussistono, il Comitato emette parere positivo e la Questura rilascia un permesso per integrazione del minore

§       alla scadenza del permesso per integrazione del minore (ancora da definirsi: al compimento del diciannovesimo anno?), la Questura converte il permesso in un permesso di soggiorno per studio, lavoro o accesso al lavoro a seconda della situazione in cui si trova il minore

 

o      motivi familiari: lavoro, studio o formazione professionale (art. 30, co. 2, T.U.)

o      affidamento: lavoro o studio (Circ. Mininterno 9/4/01)

o      integrazione del minore: lavoro (art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento) o studio

o      minore eta’: studio (ma non lavoro, da Circ. Mininterno 13/11/00)

o      motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (L. 155/05): lavoro subordinato o studio (art. 18, co. 5)

o      richiesta asilo: studio (art. 45, co. 1 Regolamento), lavoro (se, trascorsi sei mesi dalla presentazione della domanda, la decisione non e' stata adottata e la responsabilita' del ritardo non possa essere attribuita al richiedente (D. Lgs. 140/2005)

 

o      motivi familiari: in permesso

§       per lavoro subordinato o autonomo (extra quote, salvi i requisiti di eta’) o per studio, in caso di morte del familiare (verosimilmente, anche dell’affidatario) in possesso dei requisiti per il ricongiungimento o separazione o scioglimento del matrimonio, o nel caso in cui, al compimento dei 18 anni, non sia possibile il rilascio di una carta di soggiorno (art. 30, co. 5); nota: circ. Mininterno 4/3/05 interpreta l'art. 14, co. 5 Regolamento nel senso di ritenere extra quote anche la successiva conversione in permesso per lavoro di un permesso per studio o per formazione ottenuto al compimento dei 18 anni

§       per lavoro subordinato o autonomo (extra quote), in caso di svolgimento, alla scadenza, di regolare attivita’ lavorativa

§       per accesso al lavoro anche senza requisiti[152] (verosimilmente, “lavoro subordinato - attesa occupazione”), entro quote (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004), o per esigenze sanitarie (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.), al compimento dei 18 anni, se il titolare e’ un minore affidato (ma, verosimilmente, anche se e’ minore convivente con i genitori)

o      affidamento: in permesso per lavoro subordinato o autonomo (salvi i requisiti di eta’), per accesso al lavoro, anche senza requisiti[153] (verosimilmente, “lavoro subordinato - attesa occupazione”), entro quote (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004), per studio o per esigenze sanitarie (?) o di cura (art. 32, co. 1 T.U.), al compimento dei 18 anni

o      integrazione del minore: in permesso per studio, lavoro o accesso al lavoro al compimento dei 18 anni[154], con detrazione dalle quote annuali (per l'anno successivo; da art. 3, co. 4, DPR 100/2004), a condizione che non sia intervenuta una decisione del Comitato (art. 32, co. 1 bis T.U. e Nota del Comitato 14/10/02)[155] e che il gestore del programma di integrazione certifichi con idonea documentazione che il minore

§       e’ giunto in Italia da almeno tre anni

§       e’ stato inserito per almeno due anni in un progetto di integrazione sociale e civile (?) gestito da ente o organizzazione con rappresentanza nazionale, iscritti nel registro presso la Presidenza del Consiglio

§       dispone di un alloggio

§       frequenta un corso di studio o svolge attivita’ lavorativa retribuita secondo legge, ovvero e’ in possesso di un contratto di soggiorno per lavoro (da circ. Mininterno 25/10/2005), anche se relativo a un rapporto di lavoro non ancora iniziato

o      minore eta’: in permesso per affidamento, in caso di affidamento del minore ai sensi della L. 184/83 (Circ. Mininterno 9/4/01; verosimilmente, anche per motivi familiari in caso di affidamento a cittadino straniero; affidamento a cittadino italiano o comunitario non espressamente disciplinato); nota: esclusa la convertibilita’ al compimento dei 18 anni (Circ. Mininterno 13/11/00; dubbia costituzionalita’: vedi Note, qui sotto)

o      motivi umanitari per protezione sociale o sicurezza pubblica (L. 155/05):

§       in permesso per lavoro subordinato (art. 27, co. 3 bis, Regolamento)[156], in presenza di contratto di soggiorno per lavoro (da circ. Mininterno 25/10/2005), con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo (art. 27, co. 3 bis, Regolamento) o per lavoro autonomo (dubbio; da art. 27, co. 3 bis Regolamento: “lavoro”, senza specificazione; in contrasto con art. 18, co. 5 T.U.), o in permesso per studio, in presenza di iscrizione a corso regolare di studi

o      con la Convenzione Onu sui diritti del fanciullo (Sent. Tribunale di Torino)

o      con l’art. 32, co. 1 bis - 1 quater, T.U., che non specifica il titolo del permesso, ma solo i requisiti sostanziali per la conversione

o      con la Sent. Corte Cost. 198/2003, che ha chiarito che la possibilita’ di conversione prevista per i minori comunque affidati deve valere anche per

§       i minori sottoposti a tutela

§       i minori affidati con provvedimento del Tribunale per i minorenni (affidamento giudiziario)

§       i minori affidati con provvedimento dei servizi sociali e del Giudice Tutelare (affidamento amministrativo)

§       i minori affidati a parenti entro il quarto grado senza che sia stato disposto alcun provvedimento formale (affidamento di fatto)

 

o      in quanto figlio di straniero titolare di carta di soggiorno o in quanto minore a lui affidato (art. 9, co. 1, art. 30, co. 4 e art. 32, T.U.; verosimilmente, in presenza dei requisiti di reddito e alloggio)

o      in quanto figlio di cittadino italiano o comunitario (art. 9, co. 2, e art. 30, co. 4, T.U., ovvero art. 5, co. 4 T. U. Comunitari); nota: e in quanto minore affidato?

o      in quanto titolare dei normali requisiti (il possesso di un permesso illimitatamente rinnovabile  e’ possibile in caso di minore rifugiato o di conversione del permesso per motivi familiari in permesso per lavoro subordinato o autonomo, ex art. 14, co. 3 Regolamento, interpretato da Circolare Mininterno 23/12/99, in modo pero’ incompatibile con inclusione in art. 14, co. 1, lettera c, Regolamento di motivi umanitari e, soprattutto, di integrazione del minore)

 

o      figli minori non coniugati ovvero legalmente separati, anche nati fuori del matrimonio, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso

o      figli minori del coniuge, non coniugati ovvero legalmente separati, a condizione che l’altro genitore, se esistente, abbia dato il suo consenso

 

 

 

o      eta’ > 15 anni, con contratto di apprendistato per l'espletampento del diritto-dovere di istruzione  e formazione (D. Lgs. 276/2003)[157]

o      assolvimento dell’obbligo scolastico: frequenza scolastica > 8 anni (art.7 L. 53/2003)[158]

o      assolvimento dell’obbligo formativo fino ai 18 anni, nel sistema scolastico, nel sistema della formazione professionale o nell’apprendistato; contratto diverso dall’apprendistato ammesso solo se consente al minore la frequenza scolastica o la formazione professionale (art. 68, L. 144/99; art. 1, co. 4, D.P.R. 257/00)

o      possesso di un titolo di soggiorno che abiliti al lavoro: carta di soggiorno, motivi familiari, affidamento, integrazione del minore (e minore eta’? no, secondo la Circ. Mininterno 13/11/00; dubbia costituzionalita’), lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, asilo; ovvero, condizione di minore comunque affidato ai sensi della L. 184/83 (Sent. Corte Cost. 198/03, incluso minore sottoposto a tutela o affidato di fatto a parenti entro il IV grado)

 

o      lo straniero nato e legalmente residente in Italia ininterrottamente fino ai 18 anni acquista la cittadinanza italiana (per beneficio di legge) se la sceglie prima di compiere 19 anni

o      lo straniero (maggiorenne; da dossier Mininterno sulla cittadinanza) nato e legalmente residente in Italia da almeno tre anni puo’ chiedere la concessione (discrezionale) della cittadinanza italiana (per naturalizzazione)

o      il rifugiato e l’apolide (anche minorenni?) possono chiedere la naturalizzazione dopo 5 anni di residenza legale in Italia

o      i figli minori conviventi di uno straniero che acquisti o riacquisti la cittadinanza italiana la acquistano anch’essi (nota: la convivenza deve essere stabile ed effettiva al momento dell’acquisto o del riacquisto della cittadinanza, e deve essere adeguatamente documentata; da art. 12 DPR 572/93, Regolamento L. 91/92)

o      il minore straniero adottato da un cittadino italiano acquista la cittadinanza italiana; la perde se l’adozione e’ revocata per sua responsabilita’, sempre che abbia o riacquisti altra cittadinanza

 

 

 

18.  Protezione sociale e sicurezza pubblica (*)

 

o      per il quale emerga, nel corso di indagini o di procedimenti penali o di interventi assistenziali dell’ente locale, una grave condizione di sfruttamento o di violenza e che corra rischi concreti per la propria incolumita’ in seguito alla decisione di sottrarsi al condizionamento di organizzazioni criminali o alle dichiarazioni rese nel corso delle indagini

o      che possa essere inserito in un programma di integrazione sociale gestito dall’ente locale, anche in convenzione con ente privato iscritto nel registro apposito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

o      disponibilita’ di operatori competenti

o      disponibilita’ di strutture logistiche adeguate

o      esistenza di rapporti con l’ente locale o con altre istituzioni rilevanti

o      definizione di un programma di integrazione adeguato (tutela fisica e psicologica, formazione professionale finalizzata a sbocchi lavorativi, e, se necessario, alfabetizzazione e insegnamento della lingua italiana)

o      adozione di procedure per la tutela dei dati personali

o      assenza di misure di prevenzione ovvero denunce o condanne per reati di cui al T.U. o per reati di cui agli artt. 380 e 381 c.p.p. a carico dei responsabili

o      rispondenza dei programmi ai requisiti fissati con decreto del Ministro delle pari opportunita’

o      sussistenza dei requisiti di professionalita’ e organizzativi necessari per la realizzazione del programma

o      comunicano al Sindaco l’inizio del programma

o      rappresentano, se necessario, lo straniero in tutti gli adempimenti amministrativi

o      presentano un rapporto semestrale all’ente locale

o      tutelano la sicurezza dello straniero e, anche a programma concluso, la riservatezza dei dati personali

o      comunicano a Sindaco e Questore eventuali interruzioni della partecipazione al programma da parte dello straniero

 

o      interruzione della partecipazione al programma di inserimento

o      condotta incompatibile con il programma di inserimento

o      cessazione delle ragioni che ne hanno motivato il rilascio (nota: da un fatto intrinsecamente positivo, anche per lo straniero, puo' conseguire l'espulsione dell'interessato)

 

o      e’ iscritto obbligatoriamente al SSN (come titolare di permesso per “asilo umanitario” - da circolare Ministero della Sanita’)

o      accede ai servizi assistenziali

o      accede a corsi di studio

o      puo’ iscriversi nelle liste di collocamento (verosimilmente, nell’elenco anagrafico di cui all’art. 4 DPR 442/00)

o      puo’ esercitare attivita’ di lavoro subordinato

 

o      per lavoro subordinato (art. 27, co. 3 bis, Regolamento)[160], con le modalita’ stabilite per il permesso per lavoro subordinato, in presenza di contratto di soggiorno per lavoro (da circ. Mininterno 25/10/2005), con detrazione dalle quote fissate dal decreto-flussi per l’anno successivo (art. 27, co. 3 bis, Regolamento)

o      per lavoro autonomo (dubbio; da art. 27, co. 3 bis Regolamento: “lavoro”, senza specificazione; in contrasto con art. 18, co. 5 T.U.)

o      per studio, in presenza di iscrizione a corso regolare di studi

 

 

 

o      su iniziativa del questore

o      su segnalazione dei responsabili di livello almeno provinciale delle Forze di polizia ovvero dei direttori dei Servizi informativi e di sicurezza

o      su richiesta del procuratore della Repubblica

o      in caso di condotta incompatibile con le finalita' dello stesso, segnalate dal procuratore della Repubblica o dagli altri organi che ne avevano chiesto il rilascio o comunque accertate dal questore

o      quando vengono meno le condizioni che ne hanno giustificato il rilascio

o      accesso ai servizi assistenziali

o      accesso allo studio

o      iscrizione nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione

o      svolgimento di attivita' lavorativa subordinata

o      conversione del permesso, alla scadenza, in permesso per lavoro subordinato (verosimilmente, entro quote anno successivo) o studio

 

 

                                                                  III.     Allontanamento, sanzioni e detenuti (*)

 

19.  Respingimento alla frontiera (*)

 

o      tenta di fare ingresso da un valico non autorizzato (a meno che questo non avvenga per cause di forza maggiore)

o      quando e’ privo dei requisiti previsti per l’ingresso (documentazione relativa a finalita’ e durata del soggiorno, mezzi di sostentamento sufficienti, eventuali mezzi per la copertura delle spese di rimpatrio, passaporto valido e, se richiesto, visto di ingresso, ovvero carta di soggiorno o permesso di soggiorno idoneo in corso di validita’ o visto di reingresso)

o      esistono motivi di pericolo per ordine pubblico e sicurezza dello Stato (anche per paesi Schengen; salvo ragioni umanitarie o obblighi costituzionali o internazionali)

o      e’ stato condannato (anche in primo grado o in seguito a patteggiamento) per reati art. 380, co. 1 e 2, c.p.p., o per reati riguardanti stupefacenti, liberta’ sessuale, favoreggiamento di migrazione clandestina, reclutamento di minori da impiegare in attivita' illecite o di persone da destinare a prostituzione o a sfruttamento di prostituzione

o      e’ gravato da un divieto di reingresso in seguito a espulsione

o      sussistono i presupposti per la sua espulsione

o      e’ stato segnalato per la non ammissione in Area Schengen (T.U.: per soli motivi di ordine pubblico e sicurezza degli Stati e di tutela delle relazioni internazionali; Regolamento: qualunque motivo, incluso allontanamento con divieto di reingresso)

o      non sono soddisfatte norme doganali e valutarie, e requisiti sanitari previsti dalla normativa vigente in materia di profilassi internazionale

o      e’ gia’ stato riconosciuto rifugiato in altro Stato

o      proviene da uno Stato, diverso da quello di appartenenza, che abbia aderito alla convenzione di Ginevra, nel quale ha trascorso un periodo di soggiorno, e non di solo transito verso l’Italia, senza chiedere asilo

o      soddisfa le condizioni previste dall'articolo 1, paragrafo F, della convenzione di Ginevra: responsabile di

-       crimine contro la pace

-       crimine di guerra

-       crimine contro l’umanita’

-       crimine grave di diritto comune al di fuori del paese ospitante

-       azioni contrarie alle finalita’ delle Nazioni Unite

o      e’ stato condannato in Italia per uno dei delitti previsti dall'articolo 380, commi 1 e 2, del codice di procedura penale, o e’ pericoloso per la sicurezza dello Stato, ovvero appartiene ad associazioni di tipo mafioso o dedite al traffico degli stupefacenti o ad organizzazioni terroristiche

o      possa essere perseguitato per motivi di

-       razza

-       sesso

-       lingua

-       cittadinanza

-       religione

-       opinioni politiche

-       condizioni  personali  o  sociali

o      possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale  non sia protetto dal