Atto Senato
Interrogazione a risposta orale 3-00330
presentata da
GIOVANNI RUSSO SPENA
marted 23 gennaio 2007 nella seduta n.092
RUSSO
SPENA, DI LELLO FINUOLI, GRASSI, GAGGIO GIULIANI, MARTONE, DEL ROIO, BONADONNA,
PALERMO, ALLOCCA, ALFONZI - Al Ministro dell'interno - Premesso
che:
a
partire dall'11 dicembre 2006, a seguito di un accordo stipulato tra Ministero
dell'interno e Poste italiane, i cittadini stranieri non comunitari, per
rinnovare il loro titolo di soggiorno, dovranno recarsi presso gli uffici
postali e non pi, come accadeva finora, alle Questure;
il
nuovo sistema, pensato originariamente per ridurre drasticamente i tempi di
rilascio e di rinnovo, appare tuttavia rigido, vincolato a passaggi che
suscitano pi di una perplessit: le pratiche verrebbero esaminate da lettori
ottici in dotazione al CPA di Poste (rivelatisi inefficaci gi nello scorso
"decreto flussi"); la stampa dei permessi di soggiorno elettronici
verrebbe effettuata in esclusiva dall'Istituto Poligrafico-Zecca dello Stato,
che appare impreparato a fronteggiare un simile compito (gli immigrati
regolarmente soggiornanti in Italia sono ormai tre milioni); il rilascio del
permesso di soggiorno verrebbe consentito solo previo riconoscimento
fotodattiloscopico dell'avente diritto, quando stato dimostrato che il
sistema delle impronte fortemente lacunoso;
il
nuovo sistema prevede che i kit inoltrati tramite Poste alle Questure
siano integrati da documentazione rigidamente e univocamente definita in sede
ministeriale. Se vero che ci consente maggiore uniformit al trattamento
delle pratiche, anche vero che impedisce al richiedente la produzione di
documenti, memorie e atti utili alla valutazione della propria posizione. In
pratica, si rischia di violare la normativa in materia di partecipazione al
procedimento amministrativo, impedendo ogni forma di comunicazione autonoma con
i responsabili delle Questure;
la
procedura informatica appare caratterizzata da campi da compilare
obbligatoriamente: qualora le relative caselle non venissero riempite si
bloccherebbe la registrazione della pratica nel sistema. evidente il rischio
che, soprattutto nelle prime fasi di implementazione, il sistema si blocchi,
magari per la mancata compilazione di dati non necessari all'ottenimento del documento
richiesto;
il
nuovo sistema stato introdotto in tutto il territorio nazionale dopo essere
stato sperimentato per un tempo molto breve in alcune citt. Risulta agli
interroganti che, nel corso della sperimentazione, sarebbero state inoltrate
appena 2.000 pratiche, e solo 800 di queste risulterebbero effettivamente
reinviate alle Questure dal CPA di Poste: da questi dati si evince che la
sperimentazione avrebbe quanto meno dovuta essere condotta su tempi pi lunghi;
secondo
fonti stampa, i kit distribuiti alle Poste (un milione e 700.000)
sarebbero andati esauriti nel giro di pochi giorni, lasciando senza possibilit
di disbrigo delle pratiche centinaia di migliaia di cittadini stranieri;
l'accordo
stipulato con Poste italiane prevede che per ogni pratica di soggiorno lo
straniero debba sostenere un onere complessivo di oltre 72 euro. Si tratta di
una cifra che appare sproporzionata rispetto agli oneri della pratica, e che
incide pesantemente sul bilancio familiare, soprattutto quando ogni nucleo si
trovi a rinnovare pi di un permesso di soggiorno;
considerato
che
la
normativa vigente ("Testo unico delle disposizioni concernenti la
disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero",
decreto legislativo 286/1998, art. 5, comma 2) dispone che il permesso di
soggiorno debba essere richiesto dallo straniero alla Questura competente,
"secondo le modalit previste dal regolamento di attuazione"; d'altra
parte, il regolamento di attuazione (decreto del Presidente della Repubblica
394/1999, art. 9) prevede genericamente l'inoltro al Questore della domanda di
soggiorno; secondo le norme generali del procedimento amministrativo, ci
significa che la domanda deve poter essere presentata sia personalmente, presso
l'ufficio della Questura, sia attraverso inoltro postale;
il
Ministero dell'interno ha tuttavia inviato ai Questori un telegramma
urgentissimo (n. 400/C/2006/401948/P/14.201, Roma 7 dicembre 2006), nel quale
si afferma che le istanze di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno dovranno
"in via esclusiva" essere presentate presso gli sportelli degli
uffici postali. A seguito del citato telegramma, risulta agli interroganti che
le Questure non accettano pi la presentazione personale delle istanze,
rinviando i cittadini stranieri agli uffici postali;
in
questo modo, attraverso un accordo privato con Poste italiane, si di fatto
riscritta la normativa vigente, senza il necessario passaggio parlamentare. La
procedura delineata con l'accordo, e con le circolari applicative, rappresenta
infatti una modifica sostanziale tanto alle norme in materia di immigrazione
quanto alle disposizioni generali in materia di procedimenti amministrativi;
l'accordo
con Poste italiane - stipulato dal precedente Governo - appare agli
interroganti in aperto contrasto con gli indirizzi dell'attuale Governo in
materia di trasferimento delle competenze sui permessi di soggiorno ai Comuni,
si
chiede di sapere:
se, e
in quali tempi, il Ministro in indirizzo intenda sospendere l'accordo con Poste
italiane e procedere al decentramento presso gli enti locali delle pratiche di
soggiorno;
se,
nel frattempo, abbia assunto urgenti provvedimenti per abolire gli oneri
impropri a carico di ogni singola pratica;
se
abbia intenzione di comunicare alle Questure l'obbligo di mantenere comunque la
possibilit di utilizzo diretto degli uffici di polizia per l'inoltro delle
pratiche di soggiorno, come previsto dalla vigente normativa;
se
abbia dato urgenti disposizioni per rifornire gli uffici postali dei kit richiesti.
(3-00330)
SENATO DELLA REPUBBLICA
------ XV LEGISLATURA ------
105a SEDUTA PUBBLICA
RESOCONTO
SOMMARIO E STENOGRAFICO
GIOVED 8 FEBBRAIO 2007
PRESIDENTE. Segue l'interrogazione 3-00330 sulle procedure di rinnovo del
permesso di soggiorno.
La rappresentante del
Governo ha facolt di rispondere a tale interrogazione.
LUCIDI, sottosegretario
di Stato per l'interno. Signor Presidente, onorevoli senatori,
rispondo all'interrogazione precisando che un'interpellanza di analogo
contenuto stata svolta in Aula alla Camera; mi scuso, quindi, per eventuali
ripetizioni.
Il senatore Russo Spena
ha presentato questa interrogazione in merito all'accordo fra Ministero
dell'interno e Poste Italiane per le procedure relative alla presentazione
delle istanze di rilascio e di rinnovo dei permessi di soggiorno e delle carte
di soggiorno.
In via preliminare,
informo l'Assemblea che allo stato gli stranieri regolarmente soggiornanti nel
nostro Paese, alla data del 31 dicembre 2006, risultano essere 2.039.151,
numero cospicuo e destinato ad aumentare in conseguenza della definizione delle
procedure previste dai decreti sui flussi emanati nel corso del 2006.
La legge n. 271 del 12
novembre 2004, che ha convertito il decreto-legge n. 241 del 2004, recante
disposizioni urgenti in materia di immigrazione, ha previsto che
l'amministrazione dell'interno, nell'ambito della semplificazione delle
procedure amministrative, possa stipulare, senza oneri aggiuntivi per la
finanza pubblica, convenzioni con concessionari di pubblici servizi o altri
soggetti non pubblici per la raccolta e l'inoltro ai propri competenti uffici
delle domande e delle dichiarazioni o atti dei privati e per lo svolgimento
delle operazioni preliminari all'adozione dei provvedimenti richiesti, nonch
per l'eventuale inoltro agli interessati dei provvedimenti conseguentemente rilasciati.
Gli incaricati del
pubblico servizio, addetti alle procedure, possono essere autorizzati a
procedere all'identificazione degli interessati, a carico dei quali viene
previsto, con decreto del Ministro dell'interno, l'importo relativo al
servizio.
Per lo snellimento
delle procedure e la riduzione dei tempi di rilascio e di rinnovo dei titoli di
soggiorno, il Ministero dell'interno ha elaborato un progetto che prevede la
stipula di intese con l'Associazione nazionale dei Comuni italiani e gli
Istituti di patronato, nonch una convenzione con Poste Italiane Spa per
realizzare delle economie gestionali nello svolgimento dell'attivit
amministrativa e un migliore utilizzo delle risorse disponibili.
Con decreto del
Ministro dell'interno del 12 ottobre 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale
del 18 maggio 2006, il costo del servizio, a carico del richiedente, stato
stabilito in 30 euro. A questo costo debbono aggiungersi 14,62 euro per la
marca da bollo. L'ulteriore costo di 27,50 euro stato fissato con decreto del
4 aprile 2006, adottato dal Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto
con il Ministro dell'interno, per il rilascio del permesso di soggiorno
elettronico, in conformit agli obblighi derivanti da un Regolamento
comunitario che istituisce un modello uniforme per i permessi di soggiorno
rilasciati ai cittadini dei Paesi terzi.
Con decreto del
Ministro dell'interno del 3 agosto 2004 sono state adottate le relative regole
tecniche di sicurezza che prevedono, tra l'altro, l'utilizzazione di un codice
cifrato che identifica univocamente il documento di soggiorno e la chiave
biometrica che prevede la trasformazione in sequenza numerica dell'immagine o
dell'impronta digitale o di altro dato biometrico.
L'articolo 6 ha
individuato l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato quale organo competente
alla produzione del documento di soggiorno.
Sulla base del
progetto, il Ministero dell'Interno il 30 gennaio 2006 ha stipulato una
convenzione con Poste Italiane, il 9 febbraio successivo un Protocollo d'intesa
con gli Istituti di patronato ed il 13 febbraio un protocollo d'intesa con
l'ANCI.
La convenzione con
Poste Italiane prevede l'esternalizzazione dell'attivit di front office
precedentemente svolta dagli uffici immigrazione delle questure, l'informatizzazione
delle procedure, la tracciabilit delle istanze in ogni fase del procedimento
con l'attivazione degli elementi di sicurezza contenuti nella ricevuta di
accettazione, l'utilizzo di uniformi prassi amministrative su tutto il
territorio nazionale.
Intenzione dell'accordo
era di consentire il recupero del personale degli uffici immigrazione gi
impegnato nelle attivit delegate, il venir meno della necessit di ricorrere a
lavoratori interinali, la riduzione dei tempi di rilascio e rinnovo dei permessi
di soggiorno e l'assenza di oneri a carico del bilancio dell'amministrazione
statale.
Gli Istituti di
patronato e gli uffici comunali hanno, invece, il compito di assistere gli
stranieri, informandoli sui documenti necessari e sulla modalit di presentazione.
Gli stessi dispongono, altres, di un canale privilegiato e gratuito per
seguire le pratiche durante l'iter e conoscerne l'esito per informarne i
diretti interessati.
La nuova procedura di
rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno opera nel pieno rispetto delle
regole fissate dalla normativa vigente in materia di procedimento
amministrativo. Non esiste, infatti, alcun impedimento alla produzione di
documentazione aggiuntiva rispetto a quella prevista dal kit.
La questura rimane
l'unico soggetto titolare del procedimento amministrativo poich l'attivit
delegata a Poste Italiane quella relativa alla fase di acquisizione delle
istanze. La stessa questura, inoltre, pu richiedere integrazioni alla
documentazione prodotta dal richiedente.
I campi obbligatori
della procedura informatica corrispondono a quelli previsti dalla normativa
vigente quali requisiti indispensabili per la ricevibilit della domanda. In
ogni caso, la questura pu intervenire direttamente sull'istanza in formato
elettronico sbloccandola, qualora ne sussistano i presupposti.
La nuova procedura
interviene, dunque, solo sulle modalit di presentazione delle domande, al fine
di fornire un miglior servizio agli interessati, in quanto i punti di accesso
all'utenza non sono pi rappresentati dai 103 uffici immigrazione delle
questure, bens dai 5.332 uffici postali abilitati all'accettazione delle
istanze e dai 14.000 uffici postali abilitati alla distribuzione della
modulistica.
A seguito della
notizia, ben nota anche agli interroganti che l'hanno ripresa nella loro
interrogazione, dell'esaurimento dei kit presso gli uffici
postali e del fiorire di una vergognosa compravendita illegale di moduli, il
Ministero dell'interno, oltre ad avviare i necessari accertamenti di Polizia,
ha immediatamente chiesto a Poste Italiane di provvedere al sistematico
rifornimento degli uffici postali abilitati.
Poste Italiane Spa ha
comunicato che ad ora sono stati distribuiti due milioni di kit; un
quantitativo che, a fronte di una stima del fabbisogno, pari a 120.000 istanze
mensili, potrebbe essere ritenuto sufficiente a soddisfare le richieste di
rilascio/rinnovo per i prossimi diciotto mesi.
Resta ferma, in ogni
caso, la possibilit per lo straniero di rivolgersi anche ai Patronati e ai
Comuni aderenti all'accordo (a tale proposito stiamo avviando iniziative per
promuovere la conoscenza e la diffusione di questa possibile alternativa),
presso i quali l'istanza pu essere compilata e inviata in formato elettronico.
Considerate le
rassicurazioni di Poste Italiane sulla distribuzione e sulla tempestiva
ricostituzione delle scorte dei kit presso gli uffici
preposti, il Ministero dell'interno il 19 gennaio scorso ha ribadito, come gi
esposto in una serie di colloqui con l'azienda, che la piena disponibilit dei
moduli presso tutti gli uffici da considerare condizione essenziale per il
proseguimento della convenzione stipulata con le Poste.
Per favorire
l'informazione corretta degli immigrati sulle procedure e, soprattutto, sulla
gratuit dei kit, nonch sulla opportunit di ricevere l'assistenza
qualificata e gratuita dei Patronati e dei Comuni coinvolti, in fase di
realizzazione una campagna informativa che si affianca al Portale immigrazione,
nonch al numero verde gratuito che corrisponde ad un call center multilingue
sviluppato e gestito in collaborazione con l'ANCI, gi attivati lo scorso 11
dicembre.
In ogni caso, la
problematica segnalata riguarda unicamente le procedure di rinnovo del permesso
di soggiorno. Infatti, nei casi di primo rilascio del permesso di soggiorno per
lavoro subordinato e ricongiungimento familiare, che sono la prevalenza, per la
presentazione dell'istanza non viene utilizzato il kit distribuito
dalle Poste bens un apposito modello predisposto e compilato dagli sportelli
unici per l'immigrazione attraverso il proprio sistema informatico che
l'interessato consegna poi dentro un'apposita busta agli uffici postali.
Allo scopo comunque di
semplificare e rendere pi agevole la presentazione e la gestione delle
richieste di nulla osta per l'assunzione di lavoratori stagionali, e ci
riguarder l'emanando decreto flussi per l'anno 2007, sono in corso di
definizione procedure volte a favorire o la compilazione e l'inoltro delle
domande via Internet qualora ci si avvalga delle associazioni di categoria,
ovvero l'utilizzo di apposita modulistica fruibile via Internet.
Le iniziative finora
descritte sono oggetto di un attento monitoraggio del Ministero dell'interno,
che in coerenza con le politiche per l'immigrazione che l'intero Governo intende
attuare ha ben chiaro il proprio dovere di garantire la dignit personale degli
immigrati anche attraverso l'offerta di servizi che agevolino il loro rapporto
con la pubblica amministrazione.
A questo stesso impegno
sono stati richiamati, e sono continuamente sollecitati, tutti i soggetti
coinvolti nelle procedure descritte. Ed certamente parte di questo impegno
l'attivit di prevenzione e di controllo che ciascuno, per la sua competenza,
chiamato a svolgere perch non si innestino nelle procedure situazioni di
strumentalizzazione e sfruttamento delle condizioni di vulnerabilit che molti
immigrati vivono.
Proprio con questo
spirito, e in linea con l'impegno programmatico assunto dal Governo con gli
elettori, il Ministero dell'interno ha inteso, da subito, sostenere come
proprio obiettivo il trasferimento agli enti locali delle competenze per il
rinnovo dei permessi di soggiorno.
A questo scopo, il 20
novembre 2006 lo stesso Ministero ha sottoscritto insieme ad ANCI e a Poste
Italiane un accordo attuativo dei rapporti convenzionali esistenti, che ha dato
avvio ad una fase triennale di definizione e di sperimentazione, con il
coinvolgimento di alcune amministrazioni locali, di nuovi modelli organizzativi
e procedurali da estendere, successivamente, a tutto il territorio nazionale.
Ovviamente, anche
questo obiettivo dovr e potr trovare una migliore definizione, anche
normativa, in un disegno complessivo di riforma delle disposizioni relative
all'ingresso e al soggiorno degli immigrati che agevoli i percorsi legali di
inserimento lavorativo e sociale. Su questo, come sapete, il Governo sta
alacremente lavorando.
ALLOCCA (RC-SE). Domando di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha
facolt.
ALLOCCA (RC-SE). Signor
Presidente, ringrazio la signora Sottosegretario della sua risposta cos
estesa. indubbio che ci troviamo di fronte ad un cambio di passo, ad una
nuova fase che questo Governo ha aperto nei confronti delle relazioni con i
cittadini extracomunitari che raggiungono il nostro Paese per finalit di
lavoro.
Voglio comunque puntare
l'attenzione sulla difficolt oggettiva che chiunque ha nel momento in cui deve
confrontarsi con una burocrazia che spesso complessa. Questa difficolt, che
tocca tutti i cittadini, ancora pi pesante se riguarda persone che hanno
difficolt di espressione e di comprensione dovute alla differenza di
linguaggio e, soprattutto, se la pratica burocratica ha come finalit decisioni
che riguardano in modo cos pesante la vita di ciascuno.
Pertanto, tramite
queste premesse, sono qui a dire che le procedure che di volta in volta vengono
attuate devono avere una loro certezza, una loro puntuale programmazione e che
deve esservi un funzionamento di tutto il percorso burocratico certo ed
evidente. Cos a noi sembra che non sia stato, dal momento in cui c' stato il
repentino trasferimento delle attivit dalle questure alle Poste: un evento
peraltro positivo, perch in questo modo, oltre che essere liberate risorse da
impiegare diversamente, venuta meno quella commistione di pratiche
burocratiche con luoghi che comunque sono destinati al controllo della
sicurezza e dell'ordine pubblico e che comunque poteva generare confusione
nella percezione da parte dell'immigrato.
Dov' la disparit che
vorremmo mettere in evidenza? certamente una buona notizia quella che gi
stata avviata la procedura per consegnare completamente alle amministrazioni
locali le procedure. Ma mentre la trasformazione della procedura che passa
dalle questure alle Poste avvenuta in modo repentino, l'altra ha ben tre anni
di tempo. Quindi, mentre si fatto troppo presto per la prima, rischiamo di
impiegare troppo tempo per raggiungere questo risultato importante per gli
immigrati e per tutto il sistema.
Mi sia consentita una
battuta: "anche sul prezzo c' poi da ridire", come recitava un
nostro caro cantautore. Infatti, ho ripreso i dati da lei, signora
Sottosegretario, citati: il costo di 72,12 euro per il rinnovo di un permesso
di soggiorno, che spesso non riguarda soltanto il capofamiglia ma anche altri
componenti familiari, rischia di diventare una tassa pesante. Noi tutti
conosciamo i livelli salariali in Italia dei lavori che spesso svolgono gli
extracomunitari. Il problema, in particolare, rappresentato dai 30 euro,
destinati a Poste Italiane come contropartita di un servizio che a me non
sembra abbia un contenuto economico tale da giustificare un impegno cos
pesante.
Chiediamo, pertanto,
che oltre al lento processo verso l'assegnazione agli enti locali, e quindi
alle amministrazioni, sia verificata la congruit del decreto del Ministero
dell'interno del 12 ottobre 2005, che stabilisce un costo di 30 euro per far
fronte all'effettuazione di un controllo minimo e alla spedizione della domanda
alle questure. Ritengo sia un elemento di civilt e di considerazione che pu
segnare un differente passo del nostro Governo nei confronti del problema.
Siamo, dunque,
complessivamente soddisfatti, anche se crediamo giusto richiamare ancora alcuni
punti proprio per sollecitare il Governo a raggiungere quegli obiettivi che si
prefigge sia come Esecutivo, sia in funzione del programma elettorale
sottoscritto dalle forze che oggi costituiscono la maggioranza.