Aperto il vaso di Pandora del razzismo: come richiuderlo?

 

Lo scorso giugno abbiamo lanciato un appello contro la campagna di discriminazioni e le violenze perpetrate nei confronti della popolazione zingara in Italia, simbolicamente rappresentate dalle proposte governative di schedatura dei bambini ROM, proposta poi rientrata. Tutto ciė ha contribuito ad alimentare un clima di insofferenza e pregiudizio che si Ź espresso anche in episodi di violenza aperta contro cittadini non italiani.

 

Abbiamo evidenziato allora che il razzismo Ź come il titolo della famosa acquaforte di Goya: un mostro generato dal sonno della ragione, concetto alla base di una nostra campagna che ha raccolto adesioni di oltre 650 personalitą ed ha dato vita ad una iniziativa pubblica, tenuta il 4 luglio scorso presso la sede della Provincia di Roma. Siamo convinti, piĚ che mai, che il razzismo, comunque motivato, Ź pericoloso non solo perché nega libertą e diritti umani fondamentali, ma anche in quanto apre la strada a comportamenti abnormi,  anche individuali.  In quell'occasione, abbiamo confermato la volontą nostra e di tutti i firmatari di monitorare la condizione degli zingari nel nostro paese, con riflessioni e iniziative periodiche, anche per valutare, nell'immediato, gli esiti del censimento allora in corso.

 

Noi crediamo che la campagna contro i ROM sia solo il tassello piĚ vistoso  di una offensiva mirata contro l’immigrazione e,  in generale, “i diversi”, nel vano obiettivo di impedire  i flussi migratori attraverso le minacce e la paura. A riprova, stanno i pesanti emendamenti introdotti dalla Lega nella discussione al Senato del ddl 733, con norme che –se approvate – renderanno la vita impossibile per milioni di cittadini e lavoratori stranieri. Il ripetersi di atti di razzismo nel nostro Paese  conferma – se ce ne fosse bisogno – la veritą contenuta nel racconto del poeta Esiodo: e cioŹ che quando si apre il vaso di Pandora del razzismo e lo si legittima, si rischia poi di non essere piĚ in  grado di controllarne i mali e gli effetti. Per questo consideriamo necessaria una ferma reazione da parte di coloro, singoli e associazioni, che sono disposti a far valere le ragioni del dialogo, della solidarietą, e della civile convivenza tra tutti gli esseri umani, indipendentemente dal colore della pelle, e che considerano urgente la ripresa di un clima di confronto serio,  e di un costruttivo dialogo bipartisan.

 

E’ allora importante tornare a confrontarci insieme in un evento pubblico per indicare soluzioni approfondendo i recenti sviluppi, inclusi i censimenti della popolazione rom. Avevamo proposto questo un’assemblea da tenersi in questo mese di dicembre, ma non Ź stato possibile a causa della concomitanza con altre iniziative. Proponiamo allora un evento pubblico da tenersi nella seconda metą di febbraio 2009. Nel frattempo, se avete materiali e proposte per l’approfondimento, mandateli a questo indirizzo.

 

 Roma, 23 dicembre 2008

                                                                                                    Daniela Carlą

Giuseppe Casucci

                                                     Luca Cefisi

Christopher Hein

Piero Soldini