LA
COMMISSIONE EUROPEA CONTRO IL COMUNE DI BRESCIA: Il bonus beb ai soli
cittadini italiani viola il principio di non discriminazione e di parit di
trattamento nei confronti dei cittadini dellUnione Europea che esercitano il
diritto alla libera circolazione
BRUXELLES, 15
APR - Il commissario europeo alla Giustizia, liberta' e sicurezza, Jacques
Barrot, ha confermato che il Comune di Brescia non puo' adottare misure
sociali, come il cosiddetto ''bonus bebe''', escludendo i residenti comunitari
non italiani. E' quanto sottolinea l'eurodeputata Pd-Pse Donata Gottardi, dopo la
risposta ricevuta dallo stesso commissario a una sua interrogazione.
Le
disposizioni comunitarie - rileva Barrot nella risposta diffusa dalla
parlamentare - garantiscono che l'applicazione delle singole legislazioni
nazionali avvenga nel rispetto dei principi fondamentali della parita' di
trattamento e della non discriminazione. ''In tal modo si vuole assicurare che
esse non rechino pregiudizio alle persone che esercitano il loro diritto alla
libera circolazione all'interno dell'Unione Europea''. Se il bonus per i
neonati corrisponde a una prestazione familiare, ''esso deve essere erogato -
si legge nella risposta all'interrogazione - conformemente al diritto
comunitario, affinche' siano rispettati i principi della parita' di trattamento
e della non discriminazione''.
''La giunta
guidata da Adriano Paroli (Pdl), che per la seconda volta e' dovuta tornare sui
propri passi - ha commentato Donata Gottardi - dovra' rendersi conto che la
liberta' di discriminare non esiste. Come scrive lo stesso commissario Barrot,
ai cittadini dell'Ue va riservato lo stesso trattamento dei residenti italiani.
E' questa l'unica strada per realizzare efficaci politiche di costruzione della
cittadinanza europea''.
Fonte:
ANSA, 15 aprile 2009