XIV Commissione - Resoconto di giovedý 17 dicembre 2009


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SEDE CONSULTIVA

Giovedì 17 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

La seduta comincia alle 13.25.

Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote il 25 ottobre 2007, nonché norme di adeguamento dell'ordinamento interno.
Nuovo testo C. 2326 Governo.

(Parere alle Commissioni II e III).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 16 dicembre 2009.


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Elena CENTEMERO (PdL), relatore, formula una proposta di parere favorevole.

Sandro GOZI (PD) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nicola FORMICHELLA (PdL) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Gianluca PINI (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore.

Norme in materia di cittadinanza.
Testo unificato C. 103 Angeli e abb.

(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell'esame e conclusione - Parere favorevole con osservazione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento in oggetto, rinviato nella seduta del 16 dicembre 2009.

Gianluca PINI (LNP), relatore, anche alla luce del dibattito svoltosi nella seduta di ieri, formula una proposta di parere favorevole con osservazione, del quale illustra il contenuto (vedi allegato 1).
Ribadisce quindi il rilievo del provvedimento in esame, che si pone in linea con la legislazione di altri Stati membri dell'Unione europea, introducendo il percorso di cittadinanza, e indica, finalmente, tempi certi per l'acquisizione della cittadinanza.

Enrico FARINONE (PD) ritiene che i contenuti della proposta di legge in esame riflettono una visione ideologica del tema della cittadinanza, che esprime un sentimento di preoccupazione verso lo straniero piuttosto che la volontà di sua inclusione. È invece convinto che occorra mettere in atto politiche volte a favorire l'integrazione, altrimenti si rischia di creare forti discriminazioni e divisioni tra cittadini. Pensa in particolare al problema, già ampiamente trattato ieri nel suo intervento dal collega Gozi, delle giovani generazioni, che sono di fatto pienamente integrate e che hanno bisogno che tale integrazione sia riconosciuta. Invita la maggioranza a riflettere seriamente su questi temi, anche al proprio interno, poiché dalle scelte sulla cittadinanza dipende il futuro del Paese. Si tratta di un problema di civiltà che il Parlamento ha di fronte, e auspica, in conclusione, che vi sia ancora spazio, nel corso dell'esame in Assemblea, per modificare il testo del provvedimento in senso migliorativo.
Alla luce delle motivazioni esposte, formula quindi, a nome del suo gruppo, una proposta di parere contrario sul provvedimento in esame, alternativa a quella presentata dal relatore (vedi allegato 2).

Antonio RAZZI (IdV) sottolinea l'importanza per l'Italia della popolazione immigrata, ricordando che in Svizzera esiste un fondo specificamente destinato all'integrazione dei cittadini stranieri; riterrebbe opportuno che analoghe risorse fosse previste anche in Italia.

Sandro GOZI (PD) richiama le osservazioni svolte nella seduta di ieri, anche contenute nella proposta di parere alternativo formulato dal suo gruppo. Osserva come il testo in esame sia il frutto di un compromesso raggiunto all'interno della maggioranza, che tuttavia non sembra soddisfare ugualmente tutte le istanze; ritiene infatti che sia prevalso l'orientamento più chiuso e diffidente rispetto all'integrazione dei cittadini stranieri, e che privilegia - come sembra emergere dall'intervento del collega Pini - lo ius sanguinis rispetto allo ius soli. La proposta di legge, peraltro, non riflette le indicazioni date dal Parlamento europeo nella risoluzione adottata il 2 aprile 2009 sui problemi e le prospettive concernenti la cittadinanza europea, nella quale, tra l'altro,


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si invitavano gli Stati membri a riesaminare le loro leggi sulla cittadinanza e ad esplorare le possibilità di rendere più agevole per i cittadini non nazionali l'acquisizione della cittadinanza e il godimento dei pieni diritti.
Si affronta, dunque, una legge sulla cittadinanza - che dovrebbe contenere norme fondanti per la società italiana dei prossimi anni - senza rispondere alle esigenze di ammodernamento che il nostro Paese necessita.

Gianluca PINI (LNP), relatore, sottolinea che la proposta di legge in esame riflette la posizione che la maggioranza ha assunto sul tema della cittadinanza già nei programmi elettorali per le elezioni politiche del 2008, e sui quali ha ottenuto il voto e il consenso del popolo italiano. Le posizioni espresse dagli esponenti del PD sono invece, a suo avviso, minoritarie nel Paese, né possono trovare consensi tra le forze di maggioranza. Con questo intervento normativo si va dunque nella direzione richiesta dal Paese e non ha difficoltà a ribadire la propria preferenza per lo ius sanguinis rispetto allo ius soli, orientamento coerente con le posizioni che ha sempre sostenuto.

Elena CENTEMERO (PdL) richiama l'esperienza statunitense in tema di acquisizione della cittadinanza, ottenibile solo attraverso un percorso definito e sulla base di regole certe. Si tratta di una vera e propria concessione, che avviene attraverso un processo programmato nel tempo che prevede, tra l'altro, la conoscenza della lingua e delle regole del Paese; i cittadini stranieri che intendono acquistare la cittadinanza statunitense sono, ad esempio, chiamati a giurare sulla Costituzione americana. Ritiene che il multiculturalismo - dimensione che nei prossimi anni anche l'Italia è destinata a conoscere in forma significativa, per i flussi crescenti di cittadini stranieri che si dirigono verso l'Europa - richieda regole certe e il provvedimento in esame fa un primo passo in questa direzione.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la proposta di parere formulata dal relatore, risultando così preclusa la votazione sulla proposta di parere alternativo depositata dai deputati Gozi e Farinone.

La seduta termina alle 13.55.

ATTI COMUNITARI

Giovedì 17 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Mario PESCANTE.

La seduta comincia alle 13.55.

Proposta di regolamento del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all'esecuzione delle decisioni e degli atti pubblici in materia di successioni e alla creazione di un certificato successorio europeo.
COM(2009)154 def.

(Parere alla II Commissione).
(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 127, comma 1, del regolamento e conclusione - Parere favorevole con condizioni e osservazione).

La Commissione prosegue l'esame del provvedimento all'ordine del giorno, rinviato nella seduta del 16 dicembre 2009.

Nicola FORMICHELLA (PdL), relatore, tenuto conto del dibattito svoltosi in Commissione, con particolare riferimento agli elementi evidenziati dai colleghi dell'opposizione, ritiene opportuno integrare la proposta di parere depositata nella seduta di ieri. Formula pertanto una nuova proposta di parere favorevole con condizioni e una osservazione (vedi allegato 3).

Sandro GOZI (PD) esprime apprezzamento per il nuovo parere formulato dal relatore, che tiene conto delle risultanze del dibattito, e preannuncia pertanto il voto favorevole del suo gruppo.


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Gianluca PINI (LNP) preannuncia il voto favorevole del suo gruppo sulla proposta di parere formulata dal relatore.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione approva la nuova proposta di parere formulata dal relatore.

La seduta termina alle 14.10.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 14.10 alle 14.20.

COMITATO PERMANENTE PER L'ESAME DEI PROGETTI DI
ATTI COMUNITARI E DELL'UE

Giovedì 17 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Sandro GOZI.

La seduta comincia alle 14.20.

Seguito dell'esame istruttorio del «Documento di lavoro della Commissione: Consultazione sulla futura strategia UE 2020» (COM(2009)647 def.).

Sandro GOZI, presidente, ai fini della prosecuzione dell'esame del documento di consultazione sul futuro della Strategia di Lisbona dopo il 2010, presentato dalla Commissione europea il 24 novembre 2009, evidenzia alcune questioni sulle quali, a suo avviso, la Camera dovrebbe definire indirizzi specifici per il Governo.
Occorre innanzitutto identificare un numero ristretto di priorità ad effettivo valore aggiunto su cui concentrare la Strategia UE 2020 (PMI, ammodernamento del mercato interno, del mercato del lavoro e dei sistemi di sicurezza sociale, occupazione degli immigrati, reti di trasporti energia e comunicazioni, ricerca). Il documento della Commissione europea, pur richiamando tre grandi priorità (crescita basata sulla conoscenza; coinvolgimento dei cittadini in una società partecipativa; un'economia competitiva, interconnessa e più verde), prospetta un numero eccessivo di obiettivi e di aree di intervento, definite spesso in modo generico. Si rischia così di ripetere gli errori che hanno pregiudicato il successo della Strategia di Lisbona.
Bisogna inoltre stabilire strumenti di governance della Strategia in grado di garantirne un'attuazione effettiva. Il documento della Commissione europea si limita a sottolineare l'esigenza di individuare una governance chiara per la nuova strategia, tramite il partenariato tra l'azione a livello UE, nazionale e regionale. Alla luce delle lacune riscontrate nella Strategia, occorre definire procedure e strumenti rigorosi e vincolanti di governance delle politiche economiche e dell'occupazione e non il mero ricorso al metodo di coordinamento aperto. A questo scopo, è essenziale coinvolgere adeguatamente i Parlamenti nazionali, che, essendo dotati dei poteri di spesa nei rispettivi ordinamenti, risultano decisivi nell'effettiva attuazione degli obiettivi della Strategia.
È opportuno destinare risorse adeguate per la Strategia, sia a livello europeo sia a livello nazionale. Occorre, sin dalla revisione intermedia del bilancio UE nel 2010, prevedere la concentrazione di stanziamenti consistenti del bilancio UE sulle nuove priorità, in modo da produrre un effetto leva sia per gli stanziamenti pubblici nazionali sia per quelli privati. Questo è il presupposto per esplorare anche nuovi modelli di finanziamento (partenariati pubblico-privato, ricorso alla Banca europea per gli investimenti).
I tempi dell'esame dovrebbero essere particolarmente serrati, tenuto conto che la consultazione della Commissione scade il 15 gennaio e sulla base dei relativi esiti la Commissione presenterà proposte al Consiglio europeo di marzo 2010 che varerà la nuova strategia per i prossimi cinque. Sarebbe dunque opportuno approvare un atto di indirizzo al Governo entro la prima metà di febbraio.
Auspica, in conclusione, che atti di tale rilievo possano essere, in futuro, calendarizzati


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in Commissione con adeguato anticipo e non, come è avvenuto in questo caso, a ridosso della sospensione dei lavori parlamentari per le festività natalizie, con conseguente contrazione dei tempi di esame.
Nessuno chiedendo di intervenire, dichiara conclusa la seduta odierna.

La seduta termina alle 14.30.


ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 261 del 10 dicembre 2009, a pagina 194, seconda colonna, alla ventiseiesima riga, le parole: «Gianluca PINI» sono sostituite dalle seguenti: «Sandro GOZI».