LA VICENDA DI MOR NIANG

 

Nei giorni scorsi le pagine dei quotidiani locali hanno ampiamente dedicato spazio alla sconcertante vicenda che ha colpito il cittadino ravennate di nazionalitą senegalese Mor Niang 57 anni, presente in Italia da 19 anni,  che si Ź visto respingere la richiesta di rinnovo di permesso di soggiorno perchŹ il reddito prodotto nel 2008 era inferiore a 5.300 euro come prevede la legge, pur presentando un contratto stagionale di lavoro in agricoltura nel 2009. Fermato a Bologna, gli Ź stato emesso decreto di espulsione. Due poliziotti della Questura di Ravenna lo hanno accompagnato al centro di identificazione di Gorizia.

In venti giorni Ź dimagrito quasi tre kg: poco da mangiare, qualche carota, pane secco e acqua, 18 persone in una stanza, trattati come animali. Di notte quattro poliziotti lo hanno prelevato e accompagnato con un furgone a Milano all'aereoporto di Malpensa per il rimpatrio come clandestino. “Ti rispediamo a casa” gli hanno detto cosď,  senza permettergli di chiamare gli amici di Ravenna, fornirgli  un mediatore culturale,    alcuna altra spiegazione. Mor ha iniziato a gridare di essere in Italia da 19 anni, di non aver fatto niente di male, di aver sempre lavorato e pagato le tasse, che non era giusto quello che gli stava succedendo. Al suo rifiuto per l'imbarco, lui ha riferito di essere stato  picchiato, sedato, legato mani e piedi, spogliato delle sue cose personali, umiliato e mortificato nella sua intima dignitą di uomo, fino a che il comandante dell'aereo si Ź rifiutato di trasportarlo verso il Senegal ai fini della sicurezza del volo.

Ha chiesto di chiamare il pronto soccorso perchŹ si sentiva male, ma i poliziotti lo hanno lasciato a terra senza curarsene. Sofferente ha preso il treno per Bologna,  naturalmente senza biglietto perchŹ non aveva un centesimo, cosď il controllore di TreniItalia, sordo al racconto di quanto gli era accaduto, gli ha fatto un verbale sanzionatorio di 238 euro.

Arrivato a Ravenna ha chiamato i suoi riferimenti e l'avvocato.

“Abito a Ravenna e sono in Italia da 19 anni, sono onesto, ho sempre lavorato, ho pagato le tasse, ho fatto sempre il mio dovere. Oggi la crisi ci ha messo in ginocchio, facciamo fatica a trovare lavoro, pagare l'affitto e le bollette. Ho 57 anni, 19 anni sono tanti, la vita di un figlio maggiorenne, ho dato a questo paese la mia gioventĚ, la mia forza di uomo; la mia speranza di una vita e un mondo migliore Ź qui. Ho avuto una grande forza quella notte, non solo per me ma per tutte quelle persone che vengono espulse e trattate come bestie  senza che possano portare la loro testimonianza.” 

 

 

 

 EFFETTI DEL PACCHETTO SICUREZZA

(Legge N. 94 del 15 luglio 2009)