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Newsletter periodica dĠinformazione
(aggiornata alla data del 4 aprile
2012)
Stranieri e Nord Est: un
valore economico per lĠItalia

Dipartimento Politiche Migratorie: appuntamenti pag.
2
Lavoro – Il mercato del lavoro nel IV
trimestre 2011; stranieri nel Nord Est pag.
2
Dai territori – Sabaudia, appello degli
indiani pontini: liberate i due Mar pag.
3
Razzismo – Tunisini marchiati in Francia pag.
4
Societ – Carta Blu, discussione alla
Camera pag.
5
Societ – Minori stranieri: la situazione
e le prospettive pag.
6
Cittadinanza – Regione Marche propone
legge su bimbi stranieri pag.
8
Asilo – LĠeuroparlamento propone nuovo piano per il
re-insediamento pag.
9
Cassazione – Espulsione, i provvedimenti
vanno tradotti
pag.10
A cura del
Servizio Politiche Territoriali della Uil
Dipartimento
Politiche Migratorie
Rassegna ad
uso esclusivamente interno e gratuito, riservata agli iscritti UIL
Tel.
064753292- 4744753- Fax: 064744751
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Dipartimento Politiche Migratorie:
appuntamenti
Roma, 12
aprile, ore 09, sede FCEI
Riunione
Tavolo Immigrazione
(Giuseppe
Casucci)
Roma, 13 aprile
2012, ore 10.00, via del Velabro
Comitato
Direttivo del CIR
(Giuseppe
Casucci)
Roma, 18 aprile
2012, ore 10, Provincia di Roma
Convegno
Unar e Redattore Sociale: ÒGiornalismo e immigrazione: come evitare stereotipi,
pregiudizi e discriminazioni
(Angela
Scalzo)
Roma, 26 aprile
2012, ore 16.00, via del Velabro
Assemblea
dei soci del CIR
(Giuseppe
Casucci)
Roma, 03 maggio
2012, ore 12.00, sede UIL Nazionale
Incontro di
Luca Visentini, Segr. Conf. CES con gli uffici immigrazione di Cgil, Cisl e UIL
(Piero Soldini,
Ilaria Fontanin, Giuseppe Casucci)
Lavoro
In calo lĠoccupazione italiana,
rispetto un anno prima, mentre cresce quella straniera. FTA
Online News

Roma,
3 aprile 2012 - Nel quarto trimestre 2011 il numero degli occupati cresce in
termini tendenziali dello 0,1% (+18.000 unit). La contenuta variazione
positiva sintetizza, da un lato, il nuovo incremento degli stranieri e
l'aumento dell'occupazione degli italiani con almeno 55 anni e, dall'altro, la
persistente discesa del numero dei giovani occupati. Al calo dell'occupazione
italiana rispetto a un anno prima (-98.000 unit) si associa il significativo
sviluppo di quella straniera (+116.000 unit). Tuttavia, mentre il tasso di
occupazione degli italiani rimane stabile su base annua al 56,5%, quello degli
stranieri in ulteriore significativa riduzione: dal 62,1 del quarto trimestre
2010 al 60,8%. L'aumento dell'occupazione italiana pi adulta (+164.000 unit,
nella classe con almeno 55 anni), soprattutto di quella a tempo indeterminato,
si contrappone al persistente calo su base annua di quella pi giovane
(-253.000 unit, nella classe fino a 34 anni). Gli occupati a tempo pieno
tornano a ridursi (-0,8%, pari a -148.000 unit). La flessione tendenziale
riguarda l'occupazione dipendente a carattere permanente e, soprattutto, quella
autonoma full-time, e coinvolge in misura pi accentuata le costruzioni, il
commercio e l'agricoltura. Gli occupati a tempo parziale continuano a crescere
(+4,7%, pari a 166.000 unit), ma si tratta, ancora una volta, di part-time
involontario. L'industria in senso stretto prosegue il recupero avviatosi nel
primo trimestre 2011, registrando un incremento tendenziale del 2% (+92.000
unit), concentrato nelle imprese di medie e grandi dimensioni. Per il quinto
trimestre consecutivo si conferma il calo tendenziale degli occupati nelle
costruzioni (-8%, pari a -154.000 unit). Il terziario registra una variazione
positiva (+0,8%, pari a 125.000 unit), diffusa nelle posizioni lavorative
dipendenti e autonome. Il numero dei disoccupati registra un forte aumento su
base tendenziale (+11,4%, pari a 249.000 unit), portandosi a 2.429.000 unit.
La crescita, che riguarda sia gli uomini sia le donne, interessa l'insieme del
territorio nazionale. Sale nuovamente l'incidenza della disoccupazione di lunga
durata, dal 48,4% del quarto trimestre 2010 al 50,6%. Il tasso di
disoccupazione pari al 9,6%, nove decimi di punto in pi rispetto a un anno
prima; l'indicatore passa dal 7,8% del quarto trimestre 2010 all'8,7% per gli
uomini e dal 10% all'attuale 10,8% per le donne. Il tasso di disoccupazione dei
15-24enni sale dal 29,8% del quarto trimestre 2010 al 32,6%, con un picco del
49,2% per le giovani donne del Mezzogiorno.
(FAD)
Gli
stranieri rappresentano una risorsa per il territorio del NordEst: le quasi
100mila imprese condotte da stranieri producono il 6,4% del Pil del territorio,
specie nel settore delle costruzioni dove il peso dellĠattivit immigrata del
18,4%. Nel NordEst si contano complessivamente 581mila occupati (lĠ11,6% del
totale degli occupati) e 70mila disoccupati (il 28,1% del totale dei
disoccupati), evidenziando tassi di disoccupazione del 10,7%, pi elevati in
Friuli V.G. (13,7%) e in Emilia Romagna (11,2%). I dipendenti stranieri hanno
una retribuzione mensile inferiore di 255 Û rispetto ai colleghi italiani e
oltre il 40% delle famiglie straniere vive al di sotto della soglia di povert.
Questi
alcuni dei risultati raccolti nel Rapporto
Annuale sulla Economia della Immigrazione realizzato dalla Fondazione Leone Moressa e patrocinato dallĠOrganizzazione
Internazionale per le Migrazioni (OIM)
e dal Ministero degli Affari Esteri, presentato oggi 2 Aprile 2012 a Venezia
presso la Fondazione Studium Generale Marcianum nel convegno dal titolo ÒGli
stranieri: quale valore economico per la societ?Ó.
Il
Valore Aggiunto prodotto dalle imprese condotte da stranieri. Nel
NordEst le quasi 100mila imprese condotte da imprenditori stranieri concorrono
alla produzione del 6,4% del Pil complessivo dellĠarea, per un ammontare di 19
miliardi di Û. In Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Veneto la percentuale
si stabilizza, rispettivamente, attorno al 6,7%, 6,6% e 6,4%, mentre per il
Trentino Alto Adige la cifra di riduce al 5%. Il maggior contributo alla
formazione del valore aggiunto ascrivibile alle imprese che operano nel
comparto delle costruzioni, dove le imprese straniere producono il 18,4% della
produzione totale del settore, seguito dal commercio (9,6%), dalla manifattura
e dai servizi alle persone (7,4%). LĠedilizia rimane il comparto prevalente per
tutte le regioni nel NordEst sebbene si osservi un contributo straniero del
21,1% in Emilia Romagna e appena dellĠ11,8% in Trentino Alto Adige.
Gli
imprenditori stranieri e le imprese condotte da stranieri. Il
NordEst annovera complessivamente 93.402 imprenditori di origine straniera (il
9,6% del totale) e 99.545 imprese per le quali la partecipazione e la propriet
detenuta in prevalenza da soggetti stranieri (lĠ8,3% del totale). In questo
Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia mostrano incidenze pi elevate delle
altre regioni dellĠarea nordestina, anche se il Veneto registra valori comunque
superiori alla media nazionale.
Il
mercato del lavoro. Dal 2008 al 2011 si assistito nel
NordEst ad un aumento del tasso di disoccupazione straniero di 2,5 punti
percentuali passando dallĠ8,5% al 10,7% e raggiungendo 70mila immigrati senza
lavoro. Questo significa che nel triennio considerato un nuovo disoccupato su
quattro a NordEst ha origini straniere. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia
Romagna si osservano tassi di disoccupazione straniera pi elevati
(rispettivamente 13,7% e 11,2%) rispetto a Veneto e Trentino Alto Adige
(rispettivamente 9,9% e 9,3%). Dal punto di vista dellĠoccupazione si contano
comunque quasi 600mila lavoratori di origine straniera, pari allĠ11,6% del
totale: in questo caso lĠEmilia Romagna e il Veneto mostrano incidenze
superiori (12,6% e 11,8%).
Retribuzioni,
redditi e Irpef pagata. Un dipendente straniero che lavora
nel NordEst guadagna al mese una cifra netta di poco superiore ai 1.000Û, 255Û
in meno rispetto ai colleghi italiani. Retribuzioni superiori si percepiscono
in Friuli Venezia Giulia dove i differenziali salariali con gli italiani si
fanno pi contenuti. Al fisco nel 2009 i contribuenti nati allĠestero hanno
dichiarato una cifra di oltre 4,6 miliardi di Û in Veneto e di 4,2miliardi di Û
in Emilia Romagna con redditi procapite che in queste due regioni ammontano,
rispettivamente, a 12.881 Û e 12.162 Û. Di Irpef gli stranieri pagano a testa
tra i 2.330 Û dellĠEmilia Romagna a 2.970 Û del Friuli Venezia Giulia.
Livelli
di povert. Il 42,2% delle famiglie straniere vive al di
sotto della soglia di povert contro il 12,6% delle famiglie italiane. Il
reddito percepito permette di risparmiare una cifra molto bassa che supera di
poco i 600 euro annui. Le entrate provengono per lĠ84,3% da lavoro dipendente e
di queste oltre un quarto viene destinato al pagamento dellĠaffitto, dal
momento che appena il 13,8% delle famiglie proprietaria dellĠabitazione di
residenza.
Una
realt spesso non adeguatamente presa in considerazione. ÒQuesto rapporto
fornisce un contributo importante e Òaccende i riflettoriÓ su quella
maggioranza silenziosa di immigrati che contribuisce in modo rilevante al buon
funzionamento del paese, della sua economia e dei suoi serviziÓ, ha
sottolineato Jos Angel Oropeza, Direttore dellĠUfficio di coordinamento per il
Mediterraneo dellĠOIM. ÒSenza di loro lĠintero sistema economico italiano
andrebbe incontro a gravi difficolt: una realt frequentemente trascurata dai
mezzi di informazione, e di conseguenza spesso anche ignorata da parte
dellĠopinione pubblica. Una realt ancora pi presente nel NordEst, dove la
presenza di immigrati lavoratori particolarmente alta e dove i livelli di
integrazione sono tra i pi elevati del paeseÓ
Comunicato Stampa_Stranieri a NordEst
Dai Territori
Sabaudia:
appello degli indiani pontini: liberate i due Mar
Firmato un
documento congiunto con il comune al termine della festa in onore di Ravidass
Di Ebe
Pierini, Il Messaggero

Sabaudia,
2 aprile 2012 – Gli indiani che vivono e lavorano nellĠAgro Pontino
stanno dalla parte di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Tanto che hanno
perfino deciso di firmare, assieme al Comune di Sabaudia, un documento
congiunto con il quale si chiede la liberazione dei due fucilieri del
reggimento San Marco attualmente detenuti in India con lĠaccusa di aver ucciso
due pescatori. La firma avvenuta ieri in occasione della manifestazione
religiosa in onore del profeta Guru Ravidass alla quale hanno partecipato circa
2000 indiani giunti da tutta Italia e in particolare dallĠAgro Pontino. Gli
extra comunitari hanno sfilato pacificamente per le vie della citt seguendo il
simulacro contenente il loro libro sacro e sono poi confluiti in piazza Santa
Barbara dove stata siglata la missiva che sar poi consegnata al Governo
indiano tramite lĠambasciata in Italia. Ad apporre la firma in calce al
documento il rappresentante della comunit indiana Jit Parm e lĠassessore alle
Attivit produttive del Comune di Sabaudia, Francesco Sanna. ÒLĠItalia accoglie
un significativo numero di cittadini indiani, tra i quali la folta comunit che
vive e lavora in Sabaudia e forti sono i legami di amicizia tra Italia ed
IndiaÓ – si legge nello scritto. ÒEd proprio sulla base di questo
legame che oggi la comunit indiana e la comunit italiana chiedono, in modo
congiunto, che lo Stato indiano di Kerala compia un gesto di pacificazione procedendo
a rimettere in libert i due Mar italiani Massimiliano Latorre e Salvatore
Girone. Questa richiesta nasce dal desiderio di mantenere, rafforzare ed
ampliare i vincoli che legano il popolo italiano e il popolo indiano tutto. Non
sono due popoli diversi e divisi, ma una comunit intera che chiede un atto di
buona volontÓ.
Razzismo
Pontarlier (Francia), 2 aprile 2012 - Detenuti dieci ore in un
garage e marchiati a penna per non essere confusi. LĠincredibile vicenda, che
riporta alla mente la tragedia della segregazione razziale, accaduta lo
scorso 21 marzo nel piccolo comune francese di Pontarlier, al confine con la
Svizzera. Trentanove immigrati tunisini, giunti a Parigi per fuggire dalla
guerra civile, si erano imbarcati sul treno economico notturno Thello per
raggiungere lĠItalia, dove pensavano vi sarebbe stata una sanatoria per i loro
permessi di soggiorno. Il gruppo, in possesso di regolare biglietto, era
riuscito ad attraversare senza problemi la Svizzera, ma stato bloccato presso
Domodossola durante i controlli di rito ed stato rispedito indietro dalle
autorit elvetiche. Condotti dalla Polizia di frontiera francese a Pontarlier,
cittadina della Franca Contea abituata ogni anno a ricevere un migliaio di
immigrati, i tunisini sono stati identificati attraverso i documenti di soggiorno,
alcuni dei quali non in regola. Gli ottanta membri della polizia, impreparati
ad un simile numero, hanno pensato bene di marchiare ciascun immigrato con il
numero di pratica, scritto sul braccio, detenendoli per dieci ore in un garage.
ÒMai avuto un gruppo cos numeroso in una volta solaÓ ha dichiarato il
funzionario della prefettura Herv Tourmente, spiegando che i tunisini ÒVisto
che non riuscivano a ottenere i documenti da noi, hanno provato in ItaliaÓ,
senza per fare menzione dei marchi a penna sulle loro braccia. ÒNon erano agli
arresti, n in stato di fermo, sono stati privati della libert in modo del
tutto illegale. Avrebbero potuto andarsene in ogni momento ma stato fatto
loro credere che erano prigionieriÓ ha dichiarato lĠavvocato del gruppo di
immigrati Chabert-Masson. Finite le procedure di identificazione, i 39 sono
stati trasferiti a Marsiglia e poi nel centro di detenzione di Nimes. Dopo le
stragi di Tolosa, la vicenda di Pontarlier ripropone il tema della
discriminazione razziale in Francia, infiammando la campagna elettorale. Nelle
ultime ore il ministro dellĠInterno francese, Claude Gueant, ha disposto
lĠespulsione per tre imam e due islamici radicali Òper necessit di imperativa
sicurezza dello StatoÓ con le accuse di aver posto in essere ÒÔatti a carattere
terroristico o che rappresentano una provocazione esplicita e deliberata
alla discriminazione, allĠodio o alla violenzaÓ. Gli espulsi si
sarebbero macchiati di attentati, antisemitismo, incitamento allĠuso del velo
integrale, al totale isolamento delle donne e allĠuccisione di chi si allontana
dallĠislam. Il comunicato del ministero preannuncia prossime espulsioni. Di
Riccardo Porc
Campagna
contro Razzismo ed Antisemitismo in Italia e allĠestero
Riceviamo da SOS Razzismo Italia e pubblichiamo
Una lista di ÒproscrizioneÓ,
contenente i nomi di 163 professori di
26 atenei italiani, comparsa sul sito di ispirazione neonazista
'Holywar'. La stessa fa seguito ad
unĠaltra pubblicazione
apparsa qualche mese fa su
Ò StormfrontÓ. Elenchi che
riportano nomi di filosofi, giuristi, letterati definiti devoti
collaboratori dellĠintelligence di Israele. Ma anche scrittori, direttori di giornali, deputati ed esponenti della comunit
ebraica, accusati di essere complici di Israele. Una vera e propria istigazione all'odio
antisemita che echeggia sinistramente nel nostro Paese e che richiama
fortemente al grave, atroce, cruento
fatto accaduto a Tolosa, in Francia, nei confronti della comunit ebraica ma non solo. Antisemitismo, razzismo, fondamentalismo che sembrano
aver avvinghiato il nostro vecchio continente in un rigurgito razziale senza precedente. Per questo il 21
marzo scorso, 52Ħ giornata mondiale
contro il razzismo, indetta
dallĠONU allĠindomani della strage in Shaperville in Sudafrica, ha registrato una forte
partecipazione dei nostri antirazzisti nelle piazze di molte citt italiane, fra tutte Roma e Palermo dove insieme allĠUNAR che ha promosso gli eventi , SOS RAZZISMO ha abbracciato simbolicamente il Colosseo ed
il teatro Massimo, una
catena umana di cittadini di
diversa nazionalit, et e genere. Nelle citt di Roma e Palermo sono state promosse anche iniziative di sensibilizzazione nelle
scuole, a Trapani un incontro dibattito con gli ospiti del
Centro di Accoglienza
richiedenti asilo ed a
Termini Imerese attivit
antirazziste presso la scuola
Tisia D'Imera ospiti minori stranieri non accompagnati
provenienti da varie comunit di accoglienza, con i volontari del CESIE. Ma anche un incontro allĠestero
con gli studenti italiani della University of Westminster di
Londra, dove una nostra delegazione, recatasi nella City,
ha parlato con i giovani cervelli in fuga, desiderosi di conoscere la
questione legata alla
continua emigrazione
giovanile verso lĠestero e dei
problemi di discriminazione nel
paese di accoglienza, parallelamente alla problematica riguardante gli atti di razzismo riferiti allĠuccisione dei due lavoratori ambulanti senegalesi nella
citt di Firenze, oltre al clima di disuguaglianza sociale creatasi fra giovani italiani e giovani
stranieri.
Direttive UE
Ingresso e soggiorno facilitato per manager, ingegneri, informatici
e tante altre figure professionali, purch guadagnino almeno 25mila euro
lĠanno. Ecco il testo scritto dal governo sottoposto al parere del Parlamento
Roma – 30 marzo 2012
– é arrivato alla Camera dei Deputati, che dovr esprimere un parere insieme
al Senato, lo schema di decreto legislativo varato due settimane fa dal governo per
facilitare lĠingresso e il soggiorno in Italia di lavoratori stranieri
altamente qualificati. Il testo recepisce, in ritardo, unĠanaloga direttiva
europea e prevede che questi lavoratori entrino in Italia al di fuori delle
quote. Vuol dire che potranno essere assunti in ogni momento dellĠanno, in base
alle esigenze delle aziende e indipendentemente dallĠemanazione del decreto
flussi. Le novit si applicano anche ai cittadini stranieri che sono gi qui
regolarmente e che hanno i requisiti previsti dal decreto. Viene considerato
Òlavoratore straniero altamente qualificatoÓ chi ha completato in patria un
percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale e ha ottenuto la
relativa qualifica professionale che rientri nei livelli 1 e 2 della
classificazione Istat delle professioni. Nel primo livello rientrano, ad
esempio, gli alti dirigenti, nel secondo un pi vasto numero di figure
professionali, come informatici, ingegneri, medici, agronomi e professori. Per
arrivare in Italia per anche indispensabile che lĠalta specializzazione
abbia un riscontro in busta paga. Le imprese che assumono il lavoratore
dovranno infatti garantirgli un contratto di almeno un anno e uno stipendio
annuale lordo che Ònon deve essere inferiore al triplo del livello minimo
previsto per lĠesenzione dalla partecipazione alla spesa sanitariaÓ. Questa
soglia, ad oggi, di 24.789 euro (cio 8.263 moltiplicato per tre). Le domande
di assunzione verranno valutate dagli Sportelli Unici per lĠImmigrazione, che
dovranno rispondere entro 90 giorni. Procedure pi veloci sono previste per le
aziende che hanno stipulato protocolli dĠintesa con il ministero dellĠInterno.
Il lavoratore avr uno speciale permesso di soggiorno elettronico chiamato
ÒCarta Blu UeÓ, di durata biennale se il contratto a tempo indeterminato, o
di durata pari a quella del rapporto di lavoro pi tre mesi se il contratto a
termine. Per i primi due anni, potr esercitare in Italia solo lavori che rispettano
le condizioni per le quali stato rilasciato il permesso, ma indipendentemente
dalla durata del documento potr farsi subito raggiungere qui dai familiari
chiedendo un ricongiungimento. Potranno inoltre venire a lavorare in Italia
senza chiedere visti di ingresso i lavoratori stranieri altamente qualificati
che hanno gi soggiornato per almeno 18 mesi in un altro Stato membro e hanno
l ottenuto una Carta Blu. Anche chi ha preso la Carta Blu in Italia potr
spostarsi facilmente, dopo un anno e mezzo, in un altro Stato Ue, ma a patto
che anche questo abbia recepito la direttiva europea. Il Parlamento chiamato
solo ad esprimere un parere. Questo non sar vincolante, ma potrebbe spingere
il governo ad apportare delle modifiche al decreto prima dellĠapprovazione
definitiva. Scarica
Schema di decreto legislativo recante attuazione della
direttiva 2009/50/CE sulle condizioni di ingresso e soggiorno di cittadini di
Paesi terzi che intendano svolgere lavori altamente qualificati
Elvio
Pasca, Stranieri in Italia
Societ
A cura del Dipartimento Politiche Migratorie della UIL
I
numeri
In Italia lĠimmigrazione
costituisce un rimedio, seppure parziale, al continuo processo di
invecchiamento demografico e al basso tasso di fecondit (media nazionale di
1,42 figli per donna). Considerando che il tasso di ricambio generazionale
completo solo a 2,1 figli per donna, si intuiscono facilmente gli effetti in
termini di debacle demografica, specie a medio lungo periodo. Il bilancio demografico del
2000-2010 attesta un elevato aumento degli ultra65enni (+1.800.000) pari a
quello congiunto della popolazione in et lavorativa (+1.465.000) e dei ragazzi
fino a 14 anni (+348.000).
In riferimento al numero
ridotto delle nuove nascite si constata che, in Italia, la famiglia sostenuta
con lĠ1,4% del Pil (22 miliardi di euro nel 2007), mentre la media nellĠUE
del 2%. Le risorse limitate consentono di accogliere negli asili nido solo 9
bambini su 100 e non 33 come raccomandato a livello europeo. La diminuzione dei
nuovi nati in Italia in parte compensata dallĠincidenza crescente dei figli
degli immigrati (13,9% nel 2010, quota che sale al 18,4% considerando i nati da
madre straniera e padre italiano). Negli ultimi dieci anni il numero di minori
stranieri residenti passato da 284.224 del 1Ħ gennaio 2002 ai 993.238 del 1Ħ
gennaio 2011 (ultimo dato disponibile). Un anno fa, dunque, i minori di origine
straniera erano pari allĠ9,1% della popolazione minorile Italiana (10.837.854).
Rispetto lĠanno prima la crescita stata del 6,37%, mentre in 9 anni lĠincremento del 249, 5%. Del quasi milione di minori stranieri
presenti oggi, quasi 650 mila sono nati qui, ed altri 200 mila vi sono arrivati
da molto piccoli. Minore, ma non privo di importanza, il dato relativo ai
minori stranieri non accompagnati, calcolati nel 2010 in 5806 (dato che per
non include migliaia di minori di provenienza comunitaria). Nel 2002 la
popolazione italiana da 1 a 18 anni era pari a 10.434.890 e quella straniera
era nello stesso anno pari 284.224. Nove anni fa, dunque, il peso dei minori
stranieri su quelli italiani era del 2,72%, mentre come gi detto di pi del
9%. In sintesi, il peso dei minori stranieri in meno di un decennio si pi
che triplicato. Questo ha naturalmente a che vedere con pi fattori come il
tasso di fertilit e gli ingressi per motivi familiari.
Tasso di fertilit ed effetti
demografici
Nel 2011, per il quinto anno consecutivo, in
Italia, il numero delle morti supera quello delle nascite. Il tasso di natalit
scende ancora (al 9,1 per mille) e il tasso di fecondit nazionale stabile ma
sostenuto dalle donne straniere. Dati diffusi dallĠIstat. Sono 556 mila i
bambini nati nel 2011, di cui 80 mila di origine straniera. Il livello di fecondit nazionale rimane stabile per
il terzo anno di seguito: il numero medio di figli per donna 1,42. Questo
indice per ingannevole, in quanto molto sostenuto dal contributo delle donne
straniere, per le quali il tasso sale a 2,13 figli rispetto agli 1,29 delle
italiane. Inoltre, l'et media delle madri salita ancora, da 31,3 del 2010 a
31,4 del 2011 (32,1 anni per le italiane, 28 per le straniere). Attualmente i
minori stranieri pesano per il 21,7% sul totale della popolazione straniera
residente. Mentre i minori italiani pesano per meno del 17% sulla popolazione
autoctona complessiva. La tendenza ad un effetto di sostituzione evidente
soprattutto nel sistema scolastico dove la presenza di alunni stranieri
costante. La popolazione dei residenti in Italia cresciuta, ed arrivata a
quasi 61 milioni, (60 milioni 851mila, al primo gennaio 2012). Ma gli italiani
autoctoni sono scesi sotto quota 56 milioni, con una perdita netta di 65mila
unit rispetto al 1Ħ gennaio dell'anno scorso, mentre gli stranieri sono
arrivati a 4 milioni 859mila (289mila in pi), e rappresentano ormai l'8% della
popolazione complessiva, irregolari a parte. A determinare il calo degli italiani stata soprattutto la
forbice che si allarga sempre di pi tra nascite e morti: complessivamente nel
nostro Paese nel 2011 sono nati 556mila bambini, 6mila in meno dell'anno
precedente; mentre il numero delle persone morte stato pari a 592mila, 4mila
in pi dell' anno precedente. Inoltre, sono le donne straniere a fare pi
figli: ne hanno una media di due a testa a fronte di uno per ogni donna
italiana, che oltretutto diventano mamme sempre pi tardi (italiane, primo parto
in media a 32 anni, contro i 28 anni delle donne straniere).
Ricongiungimenti
familiari
Nel 2009, oltre un terzo dei
visti di ingresso concessi per motivi di inserimento stabile nel nostro Paese
stato per motivi familiari. Su di un totale di 286.008 visti, 131.931 erano per
lavoro e 111.643 per motivi familiari. Altri 34.434 sono stati concessi per
motivi di studio.
Al 1Ħ gennaio 2011 risultano
presenti quasi 700 mila persone per motivi di famiglia, con permesso di
soggiorno con scadenza). Dei quasi 600 mila permessi di soggiorno rilasciati
nel 2010, il 29,9% stato per motivi familiari ed il 12,5% riguardavano minori (oltre 72 mila). Non sono ancora
noti i dati per il 2011. QuestĠanno poi non vi sar decreto flussi (stagionali
a parte) per cui si suppone che lĠarrivo per ricongiungimento sar il motivo
dĠingresso prevalente. LĠarrivo della famiglia, che segue ad un periodo in cui
il lavoratore straniero vissuto solo nel nostro Paese, comporta lĠarrivo di
almeno uno o pi figli. Vanno considerati poi oltre 500 mila stranieri presenti
in forma irregolare. Non dato sapere quale quota sia composta da minori, in
aumento per a causa della crisi economica e lo scivolamento di molti in una
condizione di irregolarit.
Minori ed istruzione
NellĠanno scolastico 2010/2011 i
709.826 alunni stranieri sono aumentati del 5,4% e hanno inciso per il 7,9%
sullĠintera popolazione scolastica (ancora di pi nelle scuole materne e in
quelle elementari). Il 42,2% di essi nato in Italia (circa 300mila). Gli
universitari stranieri, invece, sono 61.777 (3,6% del totale), con prevalenza
di albanesi, cinesi, romeni, greci, camerunesi e marocchini. I laureati
nellĠanno accademico 2010/2011 sono 6.764 (2,3% del totale).
Minori stranieri non
accompagnati
Si tratta di quei minori che
si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori
o di altri adulti legalmente responsabili. Come intuibile, sono esposti a
maggiori rischi i minori soli, arrivati senza la propria famiglia: basti
ricordare che di circa un terzo lĠincidenza dei minori stranieri negli
istituti penali minorili e nei Centri di prima accoglienza (Cpa). Sin dal momento del loro arrivo e fino al momento in
cui trovano una residenza stabile, quando questa avviene, i minori stranieri
non accompagnati attraversano fasi difficili di accoglienza e permanenza. Hanno comunque diritto alla
protezione ed allĠassistenza, non sono espellibili ed hanno diritto
allĠistruzione. I minori stranieri non accompagnati, titolari di permesso di
soggiorno, a giugno 2011 sono risultati 5.806 (1.152 in pi rispetto allĠanno
precedente), in prevalenza di 16-17 anni. DallĠAfrica, a seguito degli
sconvolgimenti politici, ne sono arrivati 2.466. Inoltre, quelli comunitari sono
stimabili in almeno alcune migliaia. Riguardo alla legislazione derivante da
fonti di diritto internazionale, il riferimento primario va alla "Convenzione di New York sui
diritti del fanciullo" del 1989,
ratificata dall'Italia con legge 176/91, con cui l'Italia si impegna a garantire ai minori stranieri non
accompagnati diritti tra i quali figurano il diritto alla protezione, alla
salute, all'istruzione, all'unit familiare, alla tutela dello sfruttamento,
alla partecipazione. Riguardo alla legislazione derivante da fonti di diritto
interno, vengono applicate le norme generalmente riconosciute dalla legge
italiana in materia di assistenza e protezione dei minori, tra le quali quelle
che disciplinano:
¤
a) per il minore abbandonato, il collocamento in luogo sicuro[1].
¤
b) affidamento del minore privo di un ambiente familiare
¤
c) apertura della tutela del minore, laddove il genitore non
pu esercitare la podest [3].
Proprio ieri, la Commissione
parlamentare infanzia a conclusione dellĠindagine conoscitiva sulla condizione
dei minori stranieri non accompagnati, ha proposto la costituzione di un
organismo, una task force composta
da personale specializzato e
rappresentanti delle ONG al fine di dare una efficace tutela, favorirne
lĠistruzione e favorirne lĠinserimento socio-lavorativo. .
Cittadinanza pi equa e fruibile
A met secolo, secondo
lĠIstat, gli stranieri potranno essere 12,4 milioni, con una incidenza del 18%
sui residenti. I minori figli di stranieri aumentano attualmente ogni anno di
oltre 100mila unit, tra nati sul posto e figli ricongiunti.
Le stime per i minori
stranieri nel 2050 vanno da un minimo di 2,9 fino ad una quota vicina ai 4
milioni. La differenza nelle stime ed imputabile allĠimpossibilit di precisare
ora il grado futuro di acquisizione
delle cittadinanze italiane (oggi vicino alle 70 mila unit annue), fattore che
potrebbe cambiare radicalmente in caso di riforma della legge sulla
cittadinanza.
Attualmente solo gli stranieri
nati in Italia possono richiedere al 18Ħ anno la cittadinanza (hanno 12 mesi di
tempo per farlo). Per chi arrivato dopo servono 10 anni di residenza, ma il
risultato della richiesta soggetto a molti requisiti (casa, reddito, grado di
integrazione, ecc.), a tempi lunghi ed a risultati incerti.
Le seconde generazioni hanno
superato le 600mila unit e rappresentano oltre un decimo della popolazione
straniera. LĠItalia, essendo il loro paese di appartenenza, chiamata a non
considerare la cittadinanza come fattore di esclusione e a facilitarne
lĠacquisizione in tempi ragionevoli.
La UIL, assieme ad altre forze sociali e politiche ha richiesto
lĠintroduzione di uno ius soli temperato, con la possibilit che il figlio nato
in Italia da genitori stranieri con pi di 5 anni di residenza possa avere in
tempi rapidi la cittadinanza italiana. Per i minori arrivati da piccoli, la
UIL propone come condizione per
accedere alla cittadinanza, il completamento del primo ciclo di studi. Per gli
altri si chiede una accesso alla cittadinanza in tempi certi e con risultati
fruibili entro i 10 anni di residenza effettiva.
Diritti di cittadinanza
Regione Marche: proposta di legge per la
cittadinanza ai figli di immigrati
Regione: proposta di legge su cittadinanza ai bimbi stranieri
Ancona Today
Ancona, 2 aprile 2012 - E' il principio dello ius soli alla base della proposta di legge di
iniziativa regionale che
stata oggi votata dalla Giunta. Il documento dovr ora passare al vaglio
dell'Assemblea legislativa e, in caso di approvazione, sar indirizzato alle
Camere.
La proposta di legge, fortemente voluta dall'Assessorato ai Servizi sociali,
intende facilitare l'accesso alla cittadinanza per i figli di immigrati nati in
Italia, se anche solo uno dei genitori abbia risieduto legalmente nel
territorio della Repubblica per almeno 5 anni. "Questo consentirebbe -
dichiara l'assessore Luca
Marconi - di eliminare
un'ingiustizia sociale presente nel nostro Paese e nel contempo di sostenere il
processo verso una reale convivenza, in atto da alcuni anni, tra le persone di
origine diversa". La distribuzione
demografica della
popolazione straniera evidenzia una concentrazione nelle fasce di et pi
giovani: ha meno di 18 anni il 22% dei cittadini stranieri; un'et compresa tra
18 e 39 anni il 47%, mentre gli ultraquarantenni stranieri sono solo il 30,7% e
solo il 2,3% ha un'et superiore ai 65 anni. "Il fenomeno migratorio -
continua Marconi - non pu pi essere considerato come evento straordinario ma ormai legato alla
necessit di istituire, da parte degli stessi immigrati, una serie di rapporti
solidi con il territorio di riferimento, siano essi di natura sociale,
culturale o economica. I cittadini stranieri contribuiscono in maniera
determinante allo sviluppo dell'economia italiana e alla sostenibilit del suo
sistema di welfare. Il bambino nato in Italia da genitore straniero vive nel
nostro Paese come tutti gli altri bambini, impara la lingua italiana e
frequenta la nostra scuola, acquisisce la nostra cultura, le nostre abitudini e
tradizioni, pur non essendo cittadino italiano".
Asilo
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Bruxelles, 2 aprile 2012 - Il
Parlamento europeo ha approvato gioved scorso il programma comunitario che
prevede maggiori finanziamenti al re-insediamento di rifugiati sul proprio
territorio. Dal 2013, il nuovo programma darebbe priorit al re-insediamento
dei rifugiati pi vulnerabili, quali donne a rischio e minori non accompagnati,
in cooperazione con lĠAlto commissariato dellĠOnu. Il programma comunitario, al
quale i Paesi membri possono aderire volontariamente, finanzier il
re-insediamento nellĠUe di persone alle quali stato concesso lo status di
rifugiato in Paesi terzi, come ad esempio i rifugiati libici presenti in
Tunisia. LĠobiettivo di incoraggiare i Governi nazionali ad accogliere un
maggior numero di rifugiati, grazie all'ampliamento della lista delle
operazioni di re-insediamento finanziate dal Fondo europeo per i rifugiati, che
includerebbe le donne a rischio, i bambini, i minori non accompagnati, persone
con problemi medici gravi e, su richiesta specifica dei deputati, i rifugiati che
hanno urgenza di essere accolti per ragioni giuridiche o fisiche. Il programma
prevede anche una serie di priorit geografiche. Nel 2013, queste saranno: i
rifugiati iracheni presenti in Turchia, Siria e Libano, quelli afgani che si
trovano in Turchia, Pakistan e Iran, i congolesi in Burundi, Malawi, Ruanda e
Zambia e i rifugiati somali in Etiopia. Persone provenienti da Paesi o regioni
designate per i programmi regionali di protezione, come lĠEuropa orientale
(Bielorussia, Repubblica di Moldavia e Ucraina), il Corno dĠAfrica (Gibuti,
Kenia e Yemen), e lĠAfrica del Nord (Egitto, Libia e Tunisia) potranno
beneficiare del programma.
Secondo quanto proposto dai deputati, i Paesi Ue che accoglieranno rifugiati
per la prima volta, avranno diritto a un sostegno finanziario aggiuntivo, dal
Fondo europeo per i rifugiati (6.000 euro a persona per il primo anno, 5.000
per il secondo e 4.000 per gli anni seguenti, quanto ora corrisposto ai Paesi
che gi ricevono finanziamenti in questo campo). LĠItalia non ha al momento un
programma annuale di re-insediamento e potrebbe dunque beneficiare di questi
finanziamenti addizionali.
(Red.)
Giurisprudenza
Si
ringrazia lĠAvv. Guido Savio per la segnalazione
Pubblichiamo
per esteso la sentenza
n. 3678/2012 della
sesta sezione della Corte di Cassazione, offrendone alcuni spunti
interpretativi.
Nel
caso di specie, il ricorso era stato proposto avverso un decreto di rigetto del
Giudice di Pace di Firenze, sullĠopposizione ad un decreto di espulsione emesso
dal Prefetto nel quale era stato attestato "non
poter essere tradotto in lingua cinese per irreperibilit di un
traduttore".
La vicenda appare comune e diffusa su tutto il territorio, pertanto il nuovo
orientamento della Corte ci risulta di evidente rilievo.
AllĠart. 13, c.7 D.L.vo n. 286/98, il legislatore disciplina la questione
afferente alla traduzione degli atti concernenti lĠingresso, il soggiorno e
lĠespulsione, compresi il decreto di espulsione e il provvedimento che dispone
il trattenimento presso i Centri di identificazione ed espulsione, indicando
alle Pubbliche Amministrazioni la necessit di tradurre il provvedimento in una
lingua conosciuta allo straniero oppure, ove
ci non sia possbile, in una delle lingue veicolari (francese, inglese
o spagnolo).
Questo imperativo a carico delle Prefetture e delle Questure attiene alla
garanzia di conoscere il contenuto del provvedimento di cui lo straniero
destinatario, oltre che alle possibili impugnazioni e dei termini per proporre
i relativi ricorsi alle Autorit Giudiziarie competenti.
Le
Amministrazioni hanno da sempre declinato questo dovere di traduzione
fornendosi di formulari standard nelle tre lingue ed eludendo lo specifico
obbligo di traduzione "nella lingua conosciuta" tramite
lĠattestazione dellĠ"irreperibilit di un traduttore".
Questa prassi era stata avvallata dalla stessa Corte di Cassazione nel 2002, la
quale aveva considerato tale attestazione amministrativa come condizione
"necessaria e sufficiente" per il passaggio alla traduzione in lingua
veicolare.
Cio,
dal momento in cui veniva attestato che risultava impossibile reperire un
traduttore - e questa attestazione risultava di norma insindacabile - allora lo
straniero destinatario poteva conoscere il contenuto del provvedimento solo
sapendo lĠinglese, il francese e lo spagnolo.
La
formula dellĠ"irreperibilit del traduttore" estraibile dal pi
ampio concetto di "impossibilit" del T.U. tramite il disposto
dellĠart. 3 del regolamento di attuazione D.P.R. n. 394/99, come modificato
dallĠ D.P.R. n. 334/2004.
Detto
questo, la nuova interpretazione della Cassazione si inserisce in un quadro
storico differente rispetto a quello del 2002, anno di modifiche rigide di
tutto lĠassetto della normativa in materia di immigrazione.
La Corte sottolinea pi elementi degni di divenire un criterio di
interpretazione e produzione del diritto, come la moltiplicazione esponenziale
delle espulsioni, la formazione di flussi stabili di immigrati per nazionalit
od etnie, la diffusa informatizzazione delle comunicazioni
dellĠAmministrazione, lĠinvariabilit delle ipotesi espulsive, elementi questi
che impongono un ripensamento di tutte le prassi elusive dellĠobbligo di
traduzione. La risposta dellĠAmministrazione deve cio corrispondere
allĠesperienza che essa stessa ha maturato in materia di immigrazione e nello
specifico delle espulsioni.
Se i provvedimenti di espulsione sono dei testi standard, e questo comunque la
dice lunga sullĠapplicazione della Direttiva Rimpatri, non ci si spiega come
mai ancora le Prefetture e le Questure non dispongano delle apposite e varie
traduzioni delle lingue diffuse, attesa la decennale esperienza maturata dalla
stessa Pubblica Amministrazione sul campo delle nazionalit che compongono il
fenomeno migratorio italiano.
A
detta del Collegio, insostenibile lĠutilizzo della formula
dellĠ"irreperibilit dellĠinterprete" come declinazione sostanziale
del contenuto generale dellĠ"impossibilit", poich elusivo della
previsione della legge.
Infine, decidendo a questo punto sul ricorso ai sensi dellĠart. 384 c.p.c. e
disapplicati lĠattestazione di indisponiblit di un traduttore e altres del
regolamento di attuazione del T.U. nella parte in cui autorizzava una simile
prassi, la Corte ha espresso questo principio di diritto: "si ritiene "impossibile"
la traduzione del decreto espulsivo nella lingua conosciuta dallĠespellendo, e
si pu procedere allĠuso della lingua veicolare, le volte in cui sia
dallĠAmministrazione affermata e dal giudice ritenuta plausibile la
indisponibilit di un testo predisposto nella stessa lingua o la inidoneit di
tal testo alla comunicazione della decisione in concreto assunta e venga quindi
attestato che non sia reperibile nellĠimmediato un traduttore".
Grazie
quindi alla disponibilit in via generale di documenti cartacei o informatici
suscettibili di un integrazione semplice e rapida da parte delle
Amministrazioni, prima di richiedere lĠausilio di un traduttore gli uffici
competenti dovrebbero provvedere ad essere forniti di appositi formulari
multilingue, per lo meno in relazione alle nazionalit non "rare".
Se pertanto il contenuto della decisione si rappresenter come semplice, allora
lĠAmministrazione ben potr disporre degli appositi formulari se si tratta di
una lingua diffusa, altrimenti dovr fare ricorso allĠinterprete e in quel caso
potr attestarne lĠindisponibilit.
Se il contenuto della decisione apparir come complesso, non saranno
sufficienti i formulari "standard" poich il testo dovr comunque
essere idoneo alla comunicazione della decisione in concreto assunta, pertanto
si render necessario lĠausilio del traduttore anche per le lingue diffuse.
Sentenza
della Corte di Cassazione n. 3678 dellĠ8 marzo 2012