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Sentenza n. 1196 del 3 febbraio 2012 Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

Decreto di inammissibilità dell'istanza di rilascio del permesso di soggiorno

     

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio

(Sezione Seconda Quater)

ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 307 del 2012, proposto da: *****, rappresentato e difeso dall'avv. Laura Barberio, con domicilio eletto presso Laura Barberio in Roma, via Torino, 7;

contro

Ministero dell'Interno, Questura di Roma;

per l'annullamento

DECRETO DI INAMMISSIBILITA' DELL'ISTANZA DI RILASCIO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

Visti il ricorso e i relativi allegati;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 2 febbraio 2012 il dott. Stefania Santoleri e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;

Sentite le stesse parti ai sensi dell'art. 60 cod. proc. amm.;

Considerato che analoga questione è stata decisa dalla Sezione con sentenza di accoglimento n. 622/2012, nella quale il Collegio ha rilevato che : “Le norme sulla partecipazione al procedimento si applicano a tutti i procedimenti amministrativi e quindi anche a quelli relativi al rilascio del permesso di soggiorno (Cons. Stato Sez. VI 6/2/09 n. 552).

L'Amministrazione è tenuta al rispetto delle norme sulla partecipazione al procedimento, e non può esimersi dall'applicarle: l'art. 21 octies della L. 241/90 non degrada il vizio a mera irregolarità amministrativa, ma assolve all'unica funzione di evitare che il vizio di legittimità non comporti l'annullabilità dell'atto sulla base di valutazioni, attinenti al contenuto del provvedimento, effettuate ex post dal giudice circa il fatto che il provvedimento non poteva essere diverso (Cons. Stato, VI, n. 2763/2006; n. 4307/06).

Ne consegue che in caso di violazione delle norme sul procedimento (art. 7, 8 e 10 bis della L. 241/90), sussiste l'illegittimità dell'atto, ma trattandosi di vizi di forma, l'annullabilità del provvedimento è rimessa all'apprezzamento del giudice, che può superare il vizio procedimentale, facendo applicazione dell'art. 21 octies della stessa legge (cfr. tra le tante T.A.R. Lazio sez. I 9/9/09 n. 8425; Cons. Stato sez. V 28/7/08 n. 3707; Cons. Stato Sez. VI 8/2/08 n. 415; T.A.R. Sicilia sez. IV Catania 8/6/09 n. 1065; T.A.R. Campania Napoli Sez. VI 30/4/09 n. 2225).

L'applicazione della suddetta disposizione presuppone quindi la certezza dell'inutilità della partecipazione al procedimento, elemento questo che ricorre quando il provvedimento adottato dall’Amministrazione si configura come atto vincolato.

Nel caso di specie, non soltanto l’Amministrazione non ha dimostrato in giudizio l’inutilità della partecipazione, ma anzi il ricorrente ha prodotto in atti una cospicua documentazione idonea a confutare le affermazioni della Questura in merito alla falsità del rapporto di lavoro (….).

Il ricorrente ha prodotto in atti diverse fatture emesse dalla società ***, la visura camerale della società, la sua dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2009; ha poi fornito chiarimenti in merito allo spostamento della sede sociale, ha precisato che trattandosi di rapporto di lavoro di tipo autonomo non era necessaria la denuncia all’INPS e all’INAIL e che il lavoro si svolgeva a domicilio e non presso la sede sociale.

Tutti questi chiarimenti – ove dedotti in sede procedimentale - avrebbero potuto sovvertire l’esito del procedimento.

Il ricorso deve essere pertanto accolto con conseguente annullamento del provvedimento impugnato”.

Ritenuto che anche nel presente ricorso risulta violato l’art. 10 bis della L. 241/90 e che pertanto il provvedimento impugnato deve essere annullato per le identiche ragioni indicate nella suddetta sentenza n. 622/12.

Quanto alle spese di lite, sussistono tuttavia giusti motivi per disporne la compensazione tra le parti.

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Quater) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto,

lo accoglie e per l’effetto annulla il provvedimento impugnato.

Spese compensate.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autorità amministrativa.

Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 2 febbraio 2012

DEPOSITATA IN SEGRETERIA

Il 03/02/2012

IL SEGRETARIO

(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)


 

Venerdì, 3 Febbraio 2012

 
 
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