(Sergio Briguglio 15/1/2012)

 

SCHEMA DEI PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE E ASILO

 

(Provincia di Roma, Gennaio 2012)

 

 

Sommario

      Ingressi

      Soggiorno

      Diritti

      Immigrazione illegale

      Asilo

      Cittadini comunitari

      Cittadinanza

      Appendice:

 

 

I. Ingressi

 

1. Politica dei flussi

 

Diritto e interesse legittimo all'ingresso

 

      Ingressi per "interesse legittimo" all'inserimento (concorrenziale o non concorrenziale) o per "diritto":

o      interesse legittimo (ricorso al TAR)

       all'inserimento concorrenziale: lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, formazione professionale; quote, requisiti

       all'inserimento non concorrenziale: turismo, affari, motivi religiosi, etc.; non limitati numericamente, autosufficienza

o      diritto (ricorso al giudice ordinario): asilo e protezione sussidiaria, unita' familiare (ricongiungimento); non limitati numericamente, requisiti

 

Numeri

 

      Numeri:

o      lavoro subordinato non stagionale: circa 25.000 per anno fino al 2005, circa 470.000 nel 2006, 170.000 nel 2007, 150.000 nel 2008, 100.000 nel 2010

o      lavoro subordinato stagionale: circa 50.000 per anno fino al 2005, 80.000 per anno nel 2006-2010

o      lavoro autonomo: circa 4.000 nel 2010

o      studio: circa 54.000 nel 2010

o      religiosi: circa 10.000 nel 2010

o      turismo: circa 1.015.000 nel 2010

o      affari: circa 191.000 nel 2010

o      invito: circa 22.000 nel 2010

o      missione: circa 20.000 nel 2010

o      cure mediche: circa 3.000 nel 2010

o      residenza elettiva: circa 1.000 nel 2010

o      ricongiungimento: circa 50.000 per anno fino al 2005, circa 100.000 nel 2006, circa 90.000 nel 2007, circa 123.000 nel 2008, circa 107.000 nel 2009, circa 87.000 nel 2010

      Decreto flussi:

 

Interferenze

 

      Interferenze tra flussi:

 

 

2. In generale...

 

Visto di ingresso

 

      Requisiti per il visto:

      Esonero dal visto:

o      soggiorni brevi (fino a 90 gg) per stranieri provenienti da alcuni paesi (Andorra, Argentina, Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Brasile, Brunei Darussalam, Canada, Cile, Corea del sud, Costa Rica, Croazia, El Salvador, Ex repubblica jugoslava di Macedonia, Giappone, Guatemala, Honduras, Israele, Malesia, Mauritius, Messico, Monaco, Montenegro, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, San Marino, Stato della Citta' del Vaticano, Seychelles, Serbia, Singapore, Stati Uniti d'America, Uruguay, Venezuela, Hong Kong, Macao, British Overseas, Albania, Bosnia ed Erzegovina)

o      richiesta di protezione internazionale

o      titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o di suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro

o      titolare di un permesso di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro che si trasferisca in Italia per proseguire o integrare gli studi

o      titolare ammesso per ricerca scientifica in altro Stato membro che si trasferisca in Italia per completare il programma di ricerca

      Per soggiorni di durata inferiore a 90 gg. validi anche visti o titoli di soggiorno (indicati da ciascun paese in apposito elenco) rilasciati da Paesi Schengen (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera; ingresso di Romania e Bulgaria nell'Area Schengen rinviato a dopo il 2011 per il veto di Olanda e Finlandia), a condizione di possesso di documento di viaggio valido, disponibilita' di risorse per soggiorno e viaggio (nella misura indicata da ciascun paese), insussistenza di pericolosita' e assenza di segnalazioni per la non ammissione in area Schengen; nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)

 

Motivi ostativi

 

      Ingresso: non ammesso lo straniero

o      pericoloso per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato

o      che non soddisfi requisiti Schengen (mancanza di passaporto o di risorse; minaccia per la sicurezza degli Stati; espulsioni pregresse con divieto di reingresso), salvo deroghe per motivi umanitari, costituzionali o internazionali

o      condannato (anche patteggiamento) reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione

o      condananto (defintivamente) per vendita marchi contraffatti o violazione delle norme sul diritto d'autore

      In caso di ricongiungimento, rileva solo pericolo per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o di Stato Schengen

      Diniego di visto (escluso famiglia, lavoro, cura, studio) per ordine pubblico o sicurezza Stato senza obbligo motivazione (prassi: assenza di motivazione per qualsiasi motivo); nota: disposizione immediatamente disapplicabile perche' in contrasto con Reg. CE 810/2009, che impone l'obbligo di motivazione di ogni rifiuto (le motivazioni relative alla sicurezza degli Stati Schengen sono espresse pero' in modo sintetico e privo di riferimenti alla situazione specifica)

      Deroga al divieto di ingresso in caso di presentazione di domanda di asilo o di applicazione del regime di protezione temporanea

 

 

3. Lavoro subordinato

 

Programmazione dei flussi

 

      Uno o piu' decreti annuali (mancata pubblicazione: DPCM < quote precedenti, salvo stagionali, per i quali la quota puo' essere superata)

      Le Regioni possono trasmettere un rapporto annuale su flussi sostenibili

      Possibilita' di quote riservate, per

      Possibilita' di limitazioni per paesi che non collaborano

      Liste (accordi, formati all'estero, discendenti da italiani)

 

Richiesta di nulla-osta

 

      Richiesta di nulla-osta al lavoro da parte del datore di lavoro (per via telematica) per lavoratore residente all'estero allo Sportello unico presso l'UTG:

      Lo Sportello Unico

      La Questura verifica l'assenza di motivi ostativi in capo a datore di lavoro e lavoratore

 

Ingressi extra-quota

 

      Ingressi extra-quota:

      Semplice comunicazione allo Sportello unico da parte del datore di lavoro convenzionato, in luogo della richiesta di nulla-osta, per l'assunzione extra-quota di dirigenti o personale altamente specializzato, professori universitari e per l'ingresso di lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano (L. 94/2009)

      Scaduto il 19/6/2011 il termine per l'attuazione della Direttiva 2009/50/CE ("Carta blu"), su ingresso e soggiorno di lavoratori altamente qualificati

 

Ingressi con quota specifica

 

      Ingresso con quota specifica per sportivi professionisti (DPCM su proposta del CONI)

 

Osservazioni generali

 

      Osservazioni:

o      criterio piu' restrittivo: residenza all'estero del lavoratore (non realistico)

 

 

4. Lavoro stagionale

 

Ingresso

 

      Programmazione dei flussi e modalita' analoghe a quelle previste per lavoro subordinato ordinario

      Abbreviazione dei termini per la procedura

      Accelerazione dell'istruttoria delle domande in caso di inizio imminente dell'attivita' lavorativa o di rientro di lavoratore gia' autorizzato nell'anno precedente

 

Diritto di precedenza

 

      Diritto di precedenza sui connazionali mai entrati in Italia per lavoro, a condizione di rimpatrio nei termini, per le richieste da parte degli stessi datori di lavoro o per chiamate numeriche

 

Nulla-osta e permesso triennali

 

      Dopo due anni consecutivi (a partire dal 2008), possibile rilascio di nulla-osta triennale (anche su richiesta di nuovo datore di lavoro)

      Visto rilasciato ogni anno, previa conferma della richiesta da parte del datore, a prescindere dalla pubblicazione del decreto flussi;

      Permesso triennale; revocato in caso di mancato rispetto termini

 

 

5. Lavoro autonomo

 

Requisiti per l'ingresso

 

      Requisiti:

o      dichiarazione di assenza di motivi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio (es.: licenza o iscrizione ad albo, ordine o collegio); iscrizione ad albo subordinata al rispetto della quota fissata dal decreto-flussi e al riconoscimento del titolo (extra-quota)

o      nulla-osta della questura all'ingresso

o      attestazione delle risorse necessarie allo svolgimento dell'attivita', da parte dell'autorita' competente (Camera di commercio, ordine professionale, etc.); per attivita' per le quali non e' richiesto titolo autorizzatorio, risorse pari a capitalizzazione su base annua assegno sociale

o      reddito > esenzione ticket (in sede di rilascio di visto)

o      risorse > risorse indicate dall'attestazione (in sede di rilascio di visto)

o      disponibilita' alloggio (in sede di rilascio di visto)

 

Requisiti in casi particolari

 

      Casi particolari:

o      attestazione delle risorse non richiesta per liberi professionisti

o      per soci e/o amministratori di cooperative, prestatori d'opera o consulenti: in luogo di dichiarazione e risorse, compenso superiore alla soglia di reddito, garantito dal rappresentante della cooperativa o dal committente

 

Reciprocita'

 

      Non richiesta la condizione di reciprocita'

 

Rilascio della certificazione

 

      Certificazione requisiti rilasciata da Rappresentanza italiana (salvo conversione da studio, per la quale provvede lo Sportello Unico; nota: certificazione non richiesta per conversione da altri permessi)

 

Quote riservate per formati all'estero

 

      Quota riservata per iscritti in liste di lavoratori formati all'estero

 

Co.co.pro.

 

      Nota: la co.co.pro. e' un rapporto di lavoro autonomo

 

 

6. Famiglia

 

Titolari del diritto

 

      Titolari del diritto: permesso CE slp, lavoro subordinato o autonomo, asilo, protezione sussidiaria, studio, motivi religiosi, motivi familiari, di durata > 1 anno; permesso per ricerca scientifica di qualsiasi durata

 

Familiari ammessi

 

      Familiari:

 

Familiari di comunitari o italiani

 

      Familiari di comunitari e italiani: diritto di soggiorno (D. Lgs. 30/2007); applicabili, se piu' favorevoli, le disposizioni per stranieri (art. 28, co. 2 T.U.)

      Inespellibile, se non per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, il coniuge o familiare entro il II grado di italiano (Cass. 19464/2011: anche minore), con questi convivente

 

Ingresso al seguito

 

      Possibilita' di ingresso al seguito del titolare di permesso CE slp o di permesso per lavoro subordinato (> 1 anno), lavoro autonomo, studio, religiosi, attivita' scientifica e, verosimilmente, ricerca scientifica

 

Nulla-osta

 

      Richiesta di nulla-osta presso lo Sportello unico (per ingresso al seguito: procuratore); termine per il nulla osta: 180 gg. (non vale piu' il "silenzio-assenso")

      Requisiti (non per rifugiato):

o      reddito (rilevano anche redditi di familiari gia' conviventi)

       assegno sociale per il richiedente + 0.5 x assegno sociale x numero membri ulteriori del nucleo familiare

       per figli di eta' < 14 anni, quota specifica comunque limitata da assegno sociale

       per titolare di protezione sussidiaria, quota complessiva limitata da 2 x assegno sociale

o      alloggio, anche in comodato o in altra forma di disponibilita', in possesso dei requisiti igienico-sanitari e di idoneita' abitativa, accertati dai competenti uffici comunali (criteri: Decr. Sanita' 5/7/1975; es.: altezza minima interna: m. 2.70, soggiorno di almeno 14 mq., illuminazione diretta in tutte le camere da letto, presenza del bidet, etc.)

o      assicurazione sanitaria o iscrizione SSN (contributo fisso, da determinare con DM, non ancora emanato; fissato, transitoriamente, da Regione Emilia Romagna) per genitori a carico di eta' > 65 anni

      Al soddisfacimento dei requisiti (da dimostrare, comunque, prima dell'ingresso) per il genitore naturale puo' contribuire l'altro genitore regolarmente soggiornante

      Motivi ostativi sono limitati al caso di pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell'Area Schengen

      Allo straniero espulso per ingresso o soggiorno illegale per il quale sia successivamente rilasciato il nulla-osta al ricongiungimento non si applica il divieto di reingresso

      Ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo di residenza del ricorrente; si applica il rito sommario di cognizione; il giudice puo' ordinare il rilascio del visto anche in assenza del nulla-osta

 

7. Studio e formazione

 

Tipi di studio o formazione consentiti

 

      Consentito ingresso per

 

Studio universitario

 

      Studio universitario:

       domanda di preiscrizione ad un corso per il quale vi sia disponibilita' di posti

       titolo di studio idoneo

       mezzi di sostentamento > assegno sociale; rilevano anche garanzie fornite da enti affidabili (non fideiussioni di privati: violazione di art. 39 T.U.), borse, servizi alloggiativi, prestiti d'onore

       indicazione di alloggio

       disponibilita' di somma per il rimpatrio o biglietto di ritorno

       assicurazione per cure mediche e ricoveri ospedalieri o iscrizione al SSN

 

 

8. Reingresso

 

Casi di reingresso

 

      Consentito in caso di

       in caso di permesso di soggiorno smarrito o rubato

       in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 60 gg. (se chiesto il rinnovo); nota: senza vincoli relativi a valichi di frontiera da attraversare

       in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 6 mesi e in presenza di gravi motivi di salute (anche di coniuge e familiari I grado), purche' sussistano i requisiti per il rinnovo

       in caso di permesso di soggiorno scaduto per assolvimento di obblighi militari

 

Limiti al rinnovo del permesso e al mantenimento di permesso CE slp

 

      Rinnovo del permesso non consentito allo straniero che si assenti per > 6 mesi continuativi (se il permesso e' di durata < 2 anni) o per > meta' della durata (se il permesso e' di durata > 2 anni), salvo gravi motivi o adempimento obblighi militari

      Revoca del permesso CE slp per assenza dalla UE > 12 mesi consecutivi o dall'Italia > 6 anni (verosimilmente, consecutivi)

 

 

II. Soggiorno legale

 

1. Permesso di soggiorno

 

Richiesta e rilascio

 

      Richiesta entro 8 gg. (da ciascun ingresso); rilascio (lavoro subordinato e familiari: Sportello unico) entro 20 gg. (ordinatorio; accolti pero' dai TAR alcuni ricorsi contro il silenzio-inadempimento; il ricorso contro il silenzio dell'Amministrazione va presentato entro un anno dalla scadenza del termine previsto per il procedimento)

      Contributo per il rilascio del permesso:

      Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); lavoro subordinato e motivi familiari: prima istanza predisposta da Sportello Unico

      Ricevuta di spedizione + passaporto: regolarita' del soggiorno

      Convocazione in questura per impronte e consegna foto; appuntamento per comunicazione esito

      Problema nella prassi: nel caso del lavoro subordinato, appuntamento anche per la presentazione presso lo Sportello Unico (vanificata la previsione di diritti per chi abbia richiesto il rilascio del permesso)

 

Accordo di integrazione

 

      Sottoscrizione di accordo di integrazione ai fini del rilascio del permesso

 

Facolta' e diritti nelle more del rilascio

 

      Nelle more del rilascio di permesso

       avvio del rapporto lavorativo autorizzato (L. 214/2011: fino a eventuale notificazione, al datore di lavoro, dell'esistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso)

       iscrizione anagrafica

       iscrizione al SSN

       esami di guida e ottenimento patente e libretto di circolazione

       reingresso da frontiera esterna

       avvio dell'attivita' lavorativa

       reingresso da frontiera esterna

       iscrizione anagrafica

       reingresso da frontiera esterna

      Nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)

 

Dichiarazione di soggiorno

 

      Turismo, visite, affari e studio < 3 mesi:

 

Adempimenti per altri soggiorni brevi

 

      Altri soggiorni < 30 gg. (es.: lavoro per < 30 gg.): ai fini della regolarita' del soggiorno, sufficienti la ricevuta di richiesta permesso e il passaporto

 

Durata massima dei permessi

 

      Durata massima:

 

Altri permessi non corrispondenti a visto di ingresso

 

      Altri permessi rilasciabili: motivi umanitari (anche per protezione sociale), minore eta', integrazione minore, assistenza minore (art. 31, co. 3 T.U.), cure mediche, sicurezza pubblica, richiesta asilo, attesa riconoscimento status di apolide, acquisto cittadinanza, etc.

 

Affidamento preadottivo ad italiano

 

      Non richiesto permesso per affidamento preadottivo ad italiano

 

Variazione di domicilio

 

      Obbligo segnalazione variazione di domicilio entro 15 gg. (esclusi soggiorni < 30 gg.), salvo iscrizione anagrafica

 

Richiesta di rinnovo

 

      Richiesta: 60 gg. prima; non oltre 60 gg. dopo (Cassazione: anche dopo, purche' il ritardo non sia finalizzato alla maturazione dei requisiti)

      Contributo per il rinnovo del permesso:

      Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); la busta contiene copia del permesso in scadenza

      Ricevuta e originale permesso in scadenza: regolarita' del soggiorno

 

Cessazione del rapporto di lavoro

 

      Licenziamento o dimissioni (anche rapporto a tempo determinato, per giusta causa) => mantenimento del permesso; alla scadenza, se necessario, il permesso e' rinnovato per attesa occupazione in modo da consentire il completamento di 6 mesi di iscrizione nelle liste di mobilita' o nelle liste per il collocamento obbligatorio o nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, previa dichiarazione di disponibilita' al Centro per l'impiego entro 40 gg.; anche piu' volte, a seguito di recesso da successivi rapporti

      Ulteriore rinnovo condizionato a stipulazione di nuovo contratto di soggiorno (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto: UNILAV o, per lavoro domestico, comunicazione all'INPS)

      Mantenimento diritti permesso per lavoro subordinato (prassi?)

 

Requisiti per il rinnovo

 

      Reddito (salvo disoccupazione tollerata; autocertificazione), anche per familiari a carico (come per ricongiungimento); giurisprudenza:

      Per lavoro subordinato: richiesta l'esistenza di contratto di soggiorno, salvo periodo di disoccupazione garantita

 

Durata del permesso rinnovato

 

      Durata del permesso rinnovato < durata al rilascio, salvi i casi di diversa durata esplicitamente prvista da T.U. o Regolamento (es.: per lavoro subordinato)

 

Facolta' e diritti nelle more del rinnovo

 

      Mantenimento di tutti i diritti nelle more del rinnovo (Direttiva Mininterno 5/8/2006); in particolare:

 

Rilevamento impronte

 

      Per rilascio o rinnovo (esclusi cure, < 3 mesi diversi da lavoro, stagionali < 30 gg)

 

Utilizzazione

 

      Permessi utilizzabili per motivi diversi da quello di rilascio:

o      lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, asilo, protezione sussidiaria, affidamento, integrazione minore: per studio e lavoro subordinato o autonomo

o      motivi umanitari: per lavoro subordinato o autonomo; verosimilmente anche per studio (in caso contrario, sarebbe distinguibile il permesso per motivi umanitari rilasciato per protezione sociale)

o      ricerca scientifica: per insegnamento collegato al programma di ricerca

o      richiesta asilo: per lavoro subordinato o autonomo, dopo 6 mesi dalla presentazione della domanda (anche se in fase di ricorso); per formazione (a condizione di inserimento nei servizi di accoglienza)

o      protezione sociale: per studio e lavoro subordinato

o      assistenza minore: per lavoro subordinato o autonomo

o      minore eta': per studio

o      studio o formazione: per lavoro subordinato (< 1040 ore annuali)

o      acquisto cittadinanza: per lavoro subordinato o autonomo (giurisprudenza e orientamenti di DPL Modena; in senso opposto, Mininterno)

o      attesa adozione: per lavoro subordinato o autonomo (DPL Modena) e, verosimilmente, per studio

      Nota: stipula di contratto di soggiorno nei casi in cui e' consentito il lavoro subordinato richiesta solo a fini di conversione (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto)

 

Conversione

 

      Art. 5, co. 9 T.U. (disatteso)

      Extra quote (o entro quote anno sucessivo):

       il minore e' stato affidato ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o sottoposto a tutela, e il Comitato minori abbia dato parere favorevole

       il gestore del programma di integrazione, attuato da ente con rappresentanza nazionale iscritto registro art. 42 T.U., certifichi con idonea documentazione

-       presenza in Italia > 3 anni

-       inserimento > 2 anni programma integrazione

-       disponibilita' di alloggio

-       regolare attivita' di studio o lavoro in corso, o contratto di lavoro

      Entro quote (giurisprudenza: salvo attivita' sottratte alle quote; nota: previste, negli ultimi decreti-flussi, quote riservate):

 

Rifiuto o revoca: presupposti, elementi rilevanti

 

      Mancanza requisiti per ingresso e soggiorno (anche in relazione ad altri Stati Schengen)

      Reati ostativi:

      Rilevano:

 

Caso particolare: titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare

 

      Titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare (Cons. Stato: chiunque abbia un familiare regolarmente soggiornante in Italia):

 

Caso particolare: titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suo familiare

 

      Titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suoi familiari: ai fini di rifiuto o revoca fondati su motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato si tiene conto di eta', durata del soggiorno pregresso, conseguenze dell'allontanamento per lo straniero e per i familiari, legami familiari e sociali, soggiorno pregresso e legami con il paese d'origine

 

Conseguenze dei provvedimenti negativi

 

      Rifiuto => espulsione (ma, verosimilmente, solo se non si aderisce all'invito a lasciare l'Italia entro un termine < 15 gg)

      Annullamento o revoca => espulsione

 

Iscrizione anagrafica: parita' con l'italiano

 

      Parita' con l'italiano (domicilio; verosimilmente, anche senza fissa dimora; es.: lavoratore autonomo che abbia perso l'alloggio) per lo straniero regolarmente soggiornante

      Dimora abituale: richiesto un permesso di durata > 3 mesi o rinnovabile; requisito integrato anche in caso di ospitalita' in centro di accoglienza > 3 mesi

      Possibile la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio (esito negativo: senza fissa dimora?)

      Possibilita' di iscrizione nelle more del rilascio di permesso per lavoro subordinato o familiari, o nelle more del rinnovo di qualunque permesso

 

Iscrizione anagrafica e rinnovo del permesso

 

      L'iscrizione non decade in fase di rinnovo

      Necessario rinnovo dichiarazione di dimora entro 60 gg. dal rinnovo del permesso; cancellazione per irreperibilita' in seguito a censimento o ripetuti controlli ovvero, previo avviso da parte dell'ufficio con invito a provvedere in 30 gg., per mancato rinnovo della dichiarazione, trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso

 

Residenza e iscrizione anagrafica

 

      Nota: ai sensi del codice civile, la residenza e' nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale, dove l'abitualita' della dimora e' da intendersi come stabilita' della permanenza nel luogo; l'iscrizione anagrafica non ha di per se' valore costitutivo, presumendosi, solo fino a prova contraria, la coincidenza fra residenza anagrafica e residenza effettiva della persona; e' consentito provare con ogni mezzo che l'effettiva residenza non coincide con quella anagrafica (Cassazione)

 

Iscrizione anagrafica e cittadinanza

 

      Iscrizione anagrafica continuativa (oltre a regolarita' del soggiorno) necessaria per acquisto cittadinanza

      In caso di discendente di ex cittadino italiano che intenda riacquistare la cittadinanza, si prescinde, per l'iscrizione anagrafica dalla durata del permesso; sufficiente anche la ricevuta di dichiarazione di presenza

 

Obbligo e onere di esibizione del permesso

 

      Obbligo di esibizione allautorita di pubblica sicurezza, salvo giustificato motivo, del passaporto o altro documento identificativo e (L. 94/2009) del permesso di soggiorno o altro documento attestante la regolarita' del soggiorno in Italia; ammenda di 2.000 euro e arresto fino a un anno per mancata esibizione (SS.UU. Cassazione: parziale abolitio criminis, dal momento che il reato e' integrato dalla mancata esibizione di entrambi i documenti e lo straniero illegalmene soggiornante, per definizione privo del permesso, non e' incriminabile)

 

      Onere di esibizione del permesso di soggiorno per provvedimenti della pubblica amministrazione di interesse dello straniero, esclusi quelli relativi a sanita' e prestazioni scolastiche obbligatorie; note:

      Esibizione del permesso richiesta in occasione di trasferimento di denaro; in mancanza, comunicazione dei dati al commissariato di P.S.

      Imposta di bollo del 2% sui trasferimenti in denaro verso paesi non appartenenti alla UE effettuati da soggetti privi di matricola INPS o di codice fiscale

      Sent. Corte Cost. 245/2011: illegittima l'imposizione, ai fini della celebrazione del matrimonio dello straniero in Italia, della presentazione di un documento che dimostri la regolarita' del soggiorno; nello stesso senso, in precedenza, Sent. CEDU O'Donoghue c. UK

 

 

2. Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo (ex carta di soggiorno)

 

Requisiti per il rilascio

 

      Requisiti:

o      5 anni continuativi di soggiorno legale; non rilevano soggiorni con permessi brevi (< 3 mesi?) o per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o per volontariato; sono incluse assenze < 6 mesi consecutivi e 12 mesi complessivi (anche piu', per motivi gravi)

o      titolarita', al momento della richiesta, di permesso di durata > 3 mesi, diverso da studio o formazione (o ricerca scientifica per il titolare di borsa), motivi umanitari, protezione temporanea, asilo, protezione sussidiaria, richiesta asilo (nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE, che include i titolari di protezione internazionale); escluso anche il caso di soggiorno per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o in attesa di una decisione sulla richiesta di permesso per protezione temporanea o per motivi umanitari; nota: non rileva l'eventuale tipo di rapporto di lavoro

o      reddito > assegno sociale (incluso potenziale trattamento pensionistico per invalidita')

o      assenza di pericolo per ordine pubblico o sicurezza dello Stato: si tiene conto, per la valutazione, anche di applicabilita' di misure di prevenzione, esistenza di condanne, anche non definitive, artt. 380 e 381 (non colposi) c.p.p., durata del soggiorno, inserimento sociale, familiare e lavorativo

o      superamento di un test di conoscenza della lingua italiana (su richiesta dello straniero; effettuato con modalita' informatiche o, comunque, per iscritto; richiesto livello A2); esonero per infra-14-enni, titolari di attestati di conoscenza, studenti universitari, dirigenti, professori universitari, traduttori e interpreti, giornalisti, soggetti con gravi limitazioni della capacita' di apprendimento per eta', patologie o handicap

 

Rilascio ai familiari

 

      La richiesta puo' riguardare anche i familiari inclusi nel novero di quelli ricongiungibili (anche quelli entrati successivamente al rilascio del permesso CE slp al soggiornante di lungo periodo?); requisiti ulteriori: reddito e alloggio come per ricongiungimento; si prescinde dalla durata del soggiorno pregresso (lettera della disposizione e giurisprudenza (nota: la Direttiva 2003/109/CE garantisce il diritto all'unita' familiare del soggiornante di lungo periodo, non il rilascio di un permesso CE slp ai familiari a prescindere dalla durata del soggiorno pregresso; in questo senso, prassi di alcune questure)

 

Presentazione della richiesta

 

      Richiesta presentabile tramite Poste in qualunque momento dopo la maturazione dei requisiti

      Contributo per il rilascio: 200 euro; non si applica per minori ne' per aggiornamenti del permesso

 

Durata del permesso CE slp; rinnovo

 

      Durata del permesso CE slp: tempo indeterminato; rinnovo ogni 5 anni (dati e foto, non verifica requisiti) quale documento di identita'

 

Provvedimenti negativi

 

      Espulsione:

      Revoca:

       espulsione o sopravvenuta pericolosita'

       assenza dalla UE > 12 mesi consecutivi o dall'Italia > 6 anni (verosimilmente, consecutivi)

       conferimento permesso CE slp da altro Stato membro UE

 

Diritti e facolta' del titolare

 

      Accesso a tutte le attivita' lavorative non vietate allo straniero ne' riservate all'italiano (esercizio di pubblici poteri, tutela sicurezza nazionale, certi posti o funzioni di vertice; nota: il fatto che il comunitario e il rifugiato accedano al pubblico impiego, salve le preclusioni esplicite, esclude che le altre attivita' del pubblico impiego siano vietate allo straniero o riservate all'italiano)

      Esonero dal contratto di soggiorno

      Accesso a tutte le prestazioni assistenziali (giurisprudenza recente: anche assegno per famiglie numerose) e all'edilizia popolare; nota: non prevista esplicitamente l'iscrizione obbligatoria al SSN (desumibile per via interpretativa)

 

Circolazione in ambito UE

 

      Possibilita' di stabilirsi in Italia, per i titolari di permesso CE slp rilasciato da altro Stato UE, per studio, lavoro (entro quote) o (purche' in possesso di assicurazione sanitaria e di mezzi > 2 x soglia esenzione ticket) altro motivo

      Simmetricamente, consentito il soggiorno per titolari di permesso CE slp rilasciato dall'Italia in altro Stato UE, esclusi UK, Irlanda, Danimarca

 

 

III. Diritti:

 

1. Sanita'

 

Iscrizione obbligatoria; eccezioni; disposizioni applicabili

 

      Iscritti obbligatoriamente:

o      regolare lavoro in corso o iscrizione al collocamento

o      titolari di permesso CE slp (non citati esplicitamente; si desume da art. 9, co. 12)

o      regolarmente soggiornanti per

       lavoro subordinato o autonomo

       motivi familiari (escluso genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)

       asilo (anche art. 19, co.1)

       protezione sussidiaria

       asilo umanitario (art. 18; minori inespellibili, donne incinte o puerpere inespellibili e marito convivente; art. 20; nota: non citato art. 5, co. 6)

       richiesta asilo (non si applica ai trattenuti in CIE o ospitati obbligatoriamente in CARA)

       attesa adozione (anche senza permesso, per affidamento preadottivo a italiano)

       affidamento (a comunita' familiare o istituto di assistenza)

       acquisto cittadinanza

o      detenuti (anche in semiliberta' o misure alternative)

      Non obbligatoria l'iscrizione, salvo che siano obbligati a corrispondere l'IRPEF in Italia, per dirigenti o personale altamente specializzato, dipendenti di appaltatore con sede all'estero, giornalisti di testate estere

      Disposizioni applicabili agli iscritti obbligatoriamente:

o      parita' con gli italiani per assistenza in Italia (all'estero, solo assistenza  indiretta), contribuzione, validita' temporale, assistenza protesica e riabilitativa

o      iscrizione alla ASL del luogo di dimora (residenza legale o domicilio da permesso di soggiorno)

o      iscrizione (definitiva in caso di permesso per lavoro subordinato; provvisoria negli altri casi?) nelle more del rilascio del primo permesso (requisito necessario per il rilascio)

o      l'iscrizione permane in fase di rinnovo (cessa per espulsione, mancato rinnovo, revoca o annullamento definitivi)

o      retroattivita' (diritto) dalla data di ingresso in Italia, a condizione di regolare richiesta di permesso

o      copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)

o      il 18-enne gia' titolare di permesso per motivi familiari conserva l'iscrizione (senza pagamento contributo) anche in caso di rilascio di permesso per studio

 

Iscrizione facoltativa; eccezioni; disposizioni applicabili

 

      Iscritti facoltativamente: altri regolarmente soggiornanti per > 3 mesi; in particolare: per studio, alla pari, residenza elettiva, religiosi, personale rappresentanze diplomatiche e simili, permesso CE slp rilasciato da altro Stato (?); genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni

      Iscrizione facoltativa preclusa ai titolari di permesso per motivi di cura (eccezione: inespellibilita' per gravidanza o puerperio)

      Disposizioni applicabili agli iscritti facoltativamente:

o      contribuzione: proporzionale a reddito, ma > minimo fissato con DM; studio, alla pari e genitore a carico ultra-65-enne: contribuzione forfetaria; per il genitore ultra-65-enne, contributo da fissare con DM (non emanato; nelle more, fissato da Regione Emilia Romagna)

o      dimora e parita', come per iscritti obbligatoriamente

o      durata: 1 anno, rinnovabile

o      assenza di retroattivita'

o      copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009; per studio, previo pagamento del contributo forfetario)

 

Assicurazione obbligatoria

 

      Assicurati obbligatoriamente (infortunio, malattia, maternita'): tutti i regolari (anche soggiorni < 3 mesi; es.: turismo, affari)

 

Prestazioni per non iscritti al SSN

 

      Prestazioni per i non iscritti:

 

Prestazioni per irregolari

 

      Prestazioni per gli irregolari:

      Sent. Corte Cost. 252/2001: l'espulsione dello straniero che ha bisogno di cure urgenti o essenziali deve essere sospesa (giurisprudenza contrastante riguardo alle cure di matenimento o di controllo, ancorche' indispensabili per la vita; Cons. Stato 5286/2011 e giurisprudenza prevalente: diritto al rilascio di permesso)

 

Ingresso e soggiorno per cure mediche

 

      Ingresso e soggiorno per cure mediche

       nell'ambito di interventi umanitari (Minsanita' o Regioni)

       a condizione di dichiarazione da parte della struttura sanitaria che indichi il tipo di cura e la durata, pagamento anticipato del 30% del costo previsto, disponibilita' di mezzi di sostentamento (per convalescenza, accompagnatore e rimpatrio; anche sponsorizzazione), certificazione patologia, rilasciata all'estero nel rispetto della privacy

 

 

2. Previdenza

 

Parita' con gli italiani; eccezioni

 

      Parita' con italiani (eccezione: allo stagionale non spettano assegno per il nucleo familiare e trattamento di disoccupazione)

 

Diritti in caso di rimpatrio

 

      In caso di rimpatrio:

               Accordi o convenzioni con Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Isole di Capo Verde, Jersey e Isole del Canale, Croazia, Macedonia, Bosnia-Erzegovina, Principato di Monaco, San Marino, USA, Svizzera, Tunisia, Uruguay, Venezuela, Turchia

 

 

3. Assistenza sociale

 

Accesso alle prestazioni che costituiscano diritto sogettivo

 

      Assegno sociale (L. 133/2008: richiesti dieci anni di soggiorno legale continuativo, anche remoto) e provvidenze che siano diritti soggettivi in base a normativa assistenza sociale (per la pensione di invalidita' richiesta anche residenza) riservati a

 

Accesso alle altre prestazioni

 

      Parita' con gli italiani per le altre prestazioni erogate discrezionalmente (es.: reddito minimo di inserimento, assunzioni obbligatorie, sussidi erogati dai comuni), per titolare di permesso > 1 anno e minore iscritto nel permesso

 

Giurisprudenza costituzionale

 

      Sent. Corte Cost. 306/2008 e 11/2009: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 e art. 9, co. 1 D. Lgs. 286/1998 nella parte in cui impongono un requisito di reddito superiore a una determinata soglia ai fini del godimento di indennita' di accompagnamento (condizionato a inabilita' al lavoro totale) e di pensione di inabilita' (condizionato alla disponibilita' di un reddito inferiore a una certa soglia)

      Estensione per via giurisprudenziale alle altre prestazioni (es.: Trib. Bari, a proposito di assegno di invalidita', prima ancora di Sent. Corte Cost. 187/2010)

      Sent. Corte Cost. 187/2010: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'assegno mensile di invalidita' alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni): il godimento di una misura mirata al sostentamento essenziale deve essere assicurato senza distinzione di nazionalita', in base ad art. 14 CEDU e art. 1 Prot. add. n.1, come interpretati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (cosi' pure Sent. Corte Cost. 61/2011, in relazione alla fruizione dei servizi sociali); estensione per via giurisprudenziale all'assegno di maternita' erogato dai Comuni (Trib. Firenze); nota: il requisito di soggiorno pregresso di 5 anni potrebbe sopravvivere per misure di pura integrazione del reddito

      Sent. Corte Cost. 329/2011: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'indennita' di frequenza per minori alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni): non e' ammessa discriminazione rispetto a misure mirate al soddisfacimento di bisogni primari (come Sent. Corte Cost. 187/2010) ne' una compressione quinquennale della tutela di diritti fondamentali di un minore invalido

      Sent. Corte Cost. 61/2011: legittimi gli interventi delle Regioni mirati ad attuare la parita' delle persone in materia di diritti fondamentali, a prescindere dalla regolarita' del soggiorno

 

 

4. Alloggio

 

Accoglienza per irregolari

 

      Accoglienza irregolari (sindaco, fino a completamento rete CIE)

 

Accesso agli alloggi di edilizia popolare

 

      Edilizia popolare, servizi di intermediazione e credito agevolato: parita' con gli italiani per

 

Accesso ai contributi integrativi per i locatari

 

      Ai fini del riparto del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, i requisiti minimi (fissati con decreto Minlavori-pubblici; nota: il Decr. Minlavori-pubblici 4/8/2011 non li fissa) necessari perche' il locatario benefici dei contributi integrativi devono prevedere per gli immigrati la residenza > 10 anni in Italia o > 5 anni nella regione (L. 133/2008; nota: discriminazione diretta - potenzialmente legittima secondo la Corte Costituzionale, illegittima secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia - e contrasto, per titolari di permesso CE slp o protezione internazionale, con Direttive 2003/109/CE e 2004/83/CE)

 

Corte Cost.: diritto all'alloggio

 

      Sent. Corte Cost. 61/2011: il diritto ad una sistemazione alloggiativa, sia pur precaria e temporanea, e' da ritenersi incluso tra i diritti inviolabili dell'uomo

 

 

5. Scuola

 

Accesso dei minori stranieri alla scuola

 

      Minori, anche irregolari, titolari del diritto e soggetti all'obbligo di istruzione e formazione, e ammessi alla scuola di ogni ordine e grado (inclusi esami; problemi al compimento dei 18 anni per minori ancora irregolari)

      Circ. Miur 8/1/2010: limite (indicativo) del 30% alla percentuale di alunni stranieri in ogni calsse

      Trib. Milano: l'istruzione include la scuola d'infanzia

      Nota: verosimilmente incluso l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione

      Esonero dall'esibizione del titolo di soggiorno ai fini dell'adozione di provvedimenti nell'interesse dello straniero quando si tratti di provvedimenti in materia di prestazioni scolastiche obbligatorie (obbligo in capo all'istituzione pubblica); nota: se l'onere sussiste solo in caso di interesse esclusivo dello straniero, l'esonero si estende ai provvedimenti in materia di asili nido

 

 

6. Studio universitario

 

Misure a sostegno del diritto allo studio

 

      Parita' con gli italiani per le misure a sostegno del diritto allo studio

      Borse anche da anni successivi al primo (non disciplinato dal Regolamento)

 

Rinnovo del permesso

 

      Rinnovo del permesso:

       1 esame, primo anno; 2 esami, anni successivi, salvo motivi di forza maggiore

       < 3 anni fuori corso

       proseguire gli studi, con iscrizione ad un corso di laurea diverso (non corsi privati o corsi singoli, salvo che questi siano necessari per accedere a scuole di specializzazione, master o dottorati), prima o dopo il conseguimento del titolo per il quale e' stato autorizzato l'ingresso (previa autorizzazione della prima Universita', in caso di trasferimento ad altra sede); TAR Toscana: gli anni fuori corso si cumulano ai fini dell'applicazione del limite al rinnovo

       conseguire specializzazione o dottorato (fino a un anno oltre la durata dei corsi)

      Rinnovo consentito, anche in caso di assenza di durata > 6 mesi, per lo studente che rientri in Italia dopo aver svolto una parte degli studi in altro Stato membro

 

Riconoscimento dei titoli di studio

 

      Riconoscimento titoli ai fini della prosecuzione degli studi: Universita'; esito possibile: equipollenza totale, equipollenza parziale (con abbreviazione del corso di studi), esito negativo

      In caso di inerzia o di esito negativo, appello a MIUR, TAR o Capo dello Stato

 

Abilitazione in Italia

 

      Visto e permesso per esami di abilitazione per laureati in Italia

      Abilitati in Italia, con soggiorno pregresso > 5 anni: precedenza per l'iscrizione agli albi professionali (entro quote)

 

Accesso allo studio universitario extra-quota

 

      Accesso a parita' con gli italiani (incluse specializzazioni) per

       CE slp

       lavoro

       motivi familiari

       asilo

       protezione sussidiaria

       motivi umanitari (certamente in caso di permesso rilasciato per protezione sociale o, prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007, su richiesta della Commissione territoriale)

       religiosi

 

Accesso al lavoro

 

      Permesso utilizzabile per lavoro subordinato (< 1040 ore in un anno); verosimilmente, utilizzabile anche per lavoro autonomo (Direttiva 2004/114/CE)

      Conversione in lavoro, dopo corso di laurea (laurea triennale, laurea specialistica/magistrale, diploma di specializzazione, master universitario di I livello o attestato o diploma di perfezionamento di durata annuale) completo in Italia, entro quote anno successivo

      A seguito del consegumento di dottorato o il master universitario di II livello (verosimilmente, anche se non tutto il corso e' stato frequentato in Italia), alla scadenza del permesso per studio, consentita la conversione in permesso per lavoro o l'iscrizione nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, per un periodo < 12 mesi (L. 94/2009) e il conseguente rilascio di permesso per attesa occupazione

 

Titolare di permesso rilasciato da altro Stato membro

 

      Consentito l'ingresso senza visto di straniero in possesso di un titolo di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro, per proseguire o integrare gli studi in Italia

 

 

7. Professioni

 

Professioni regolamentate

 

               Definizione di professione regolamentata: quella il cui svolgimento richiede una delle seguenti condizioni:

 

Accesso allo svolgimento della professione: passi tipici

 

               Passi successivi tipici:

o               titolo di studio (es.: laurea)

o               titolo abilitante (es.: esame di Stato) o riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero

o               iscrizione nell'albo (es.: iscrizione all'ordine dei medici) o, in mancanza, in elenco speciale, e svolgimento della professione

 

Riconoscimento del titolo conseguito in Stato extra-UE

 

      Riconoscimento titoli abilitanti conseguiti in uno Stato extra-UE

 

Iscrizione all'albo professionale

 

      Iscrizione agli albi: entro quote (precedenza per abilitati in Italia soggiornanti da almeno 5 anni), salvo che per titolari di permesso per asilo o protezione sussidiaria e loro familiari; nella prassi: extra quota per titolari di soggiorno che consenta lavoro autonomo

      Iscrizione agli albi (e riconoscimento) extra quota per ingressi ex art. 27 (traduttori, interpreti, infermieri)?

      L'abilitazione, in Italia, per professioni sanitarie non e' sufficiente per iscrizione in albo e svolgimento professione: necesario preventivo benestare Minsalute (nota: la disposizione contrasta con quanto previsto, anche per medici, ostetrici, infermieri e farmacisti, dalla Direttiva 2005/36/CE in materia di riconoscimento automatico di titoli conseguiti in un paese UE ai fini dello svolgimento di professione sulla base del coordinamento UE delle condizioni minime di formazione)

      Il riconoscimento del titolo professionale sanitario perde valore in mancanza di iscrizione nell'albo e svolgimento professione entro 2 anni

 

Deroga per sanitari al seguito di delegazioni sportive o gruppi organizzati

 

      Consentito a medici e sanitari al seguito di delegazioni sportive (in caso di manifestazione sportiva ufficiale) e gruppi organizzati (in casi da determinare con DM) lo svolgimento della professione a vantaggio della delegazione o gruppo in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli (L. 183/2010)

 

 

8. Discriminazione

 

Norme di riferimento

 

               Norme di riferimento:

o               art. 43 T.U.: divieto di discriminazione fondata su razza, colore, origine nazionale o etnica, religione o cittadinanza

o               D. Lgs. 215/2003 (modificato da L. 101/2008): parita' di trattamento tra persone indipendentemente da razza e origine etnica (nota: non da nazionalita'!) in materia di accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, formazione e riqualificazione professionale, appartenenza a organizzazioni di lavoratori o datori di lavoro, protezione e sicurezza sociale, assistenza sanitaria, prestazioni sociali, istruzione, accesso a beni, servizi e alloggio

o               D. Lgs. 216/2003: parita' di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, indipendentemente da religione (nonche' convinzioni personali, handicap, eta', orientamento sessuale)

o               CEDU: divieto di discriminazione (anche rispetto a nazionalita') in materia di diritti fondamentali

o               art. 44 T.U. e art. 28 D. Lgs. 150/2011: tutela giurisdizionale

 

Divieti di discriminazione diretta e indiretta; limiti

 

      Divieto di discriminazione

      Sono considerate discriminazioni anche le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo

      Legittime le differenze di trattamento del lavoratore dovute a caratteristiche che costituiscano un requisito essenziale e determinante (D. Lgs. 216/2003)

      Legittime le differenze di trattamento sulla base della razza o dell'origine etnica giustificate oggettivamente da finalita' legittime perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari

      Impregiudicate le differenze di trattamento basate sulla nazionalita' e le disposizioni sulle condizioni relative a ingresso, soggiorno, accesso all'occupazione, assistenza e previdenza di stranieri e apolidi; impregiudicato anche il trattamento, basato sulla legge, derivante dalla condizione giuridica di stranieri e apolidi

      Corte Cost.: legittime le differenze di trattamento (anche direttamente discriminatorie) giustificate oggettivamente da finalita' legittime perseguite attraverso mezzi proporzionati; CGUE: legittime, a queste condizioni, solo le discriminazioni indirette

 

Azione civile contro la discriminazione

 

      Azione civile, ricorso al giudice del luogo di domicilio del ricorrente (anche da parte di associazioni iscritte in apposito elenco o, in caso di discriminazioni collettive, di sindacati); si applica il rito sommario di cognizione

      In caso di discriminazione indiretta,

      Il giudice puo' condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale e ordinare la cessazione del comportamento o dell'atto discriminatorio, adottando, anche nei confronti della pubblica amministrazione, ogni provvedimento idoneo a rimuoverne gli effetti

 

Requisito di residenza e discriminazione indiretta

 

      Giurisprudenza prevalente: l'imposizione di un requisito di residenza pregressa pluriennale per il godimento di un beneficio erogato dalla pubbica amministrazione da' luogo, in genere, a discriminazione indiretta illecita (la finalita' del contenimento della spesa pubblica non e' atta a giustificarla)

 

Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione

 

      Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione (controverso); certamente riservati agli italiani

      Certamente consentito, per le attivita' non esplicitamente precluse, ai cittadini comunitari (D. Lgs 165/2001), ai rifugiati (D. Lgs. 251/2007: a parita' con comunitari; omessa l'inclusione, imposta dalla Direttiva 2004/83/CE dei destinatari di protezione sussidiaria)

      Non essendo le attivita' non esplicitamente precluse riservate all'italiano o vietate allo straniero, l'accesso deve essere consentito ai titolari di permesso CE slp (art. 9, co. 12 T.U.: attivita' non riservate al cittadino nazionale o vietate allo straniero; ancora piu' forte, Direttiva 2003/109/CE: escluse solo attivita' che comportino esercizio di pubblici poteri) e, verosimilmente, a qualunque lavoratore straniero legalmente soggiornante (art. 2, co. 3 T.U e artt. 10 e 14 Conv. OIL 143/1975: parita' di diritti e di opportunita' lavorative; restrizioni solo se nell'interesse dello Stato); in questo senso, la giurisprudenza di merito prevalente e, implicitamente, Ord. Corte Cost. 139/2011; in senso contrario, fino ad oggi, la giurisprudenza della Cassazione

 

 

9. Minori

 

Tutela dell'unita' familiare

 

      Deroga ingresso e soggiorno familiare del minore soggiornante a tutela dello sviluppo psicofisico (Tribunale minorenni): permesso per motivi di assistenza minore (lavoro; non convertibile; iscrizione al SSN se lavoratore); Sent. Cass. SS.UU.Civ. 21799/2010: non si richiede necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, ma e' sufficiente qualsiasi rischio di danno grave (ambiguita' rispetto alla durata della situazione di rischio: situazioni non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi tendenziale stabilita')

      Tutela delle unioni di fatto (ricongiungimento genitore naturale, purche' il minore soggiorni legalmente in Italia con l'altro genitore)

      Ricongiungimento anche per i figli del coniuge

      Minori affidati o sottoposti a tutela equiparati a figli ai fini della tutela dell'unita' familiare

 

Tutela relativa al permesso di soggiorno

 

      Rilascio di autonomo permesso per motivi familiari al compimento dei 14 anni, valido fino ai 18 anni (prassi?)

      Conversione del permesso per motivi familiari al compimento dei 18 anni, o in caso di cessazione vincoli o morte familiare; conversione del permesso per i minori affidati al compimento dei 18 anni (entro quote anno successivo; Sent. Corte Cost. 198/2003: anche affidamento di fatto o tutela); in caso di minore non accompagnato, necessari, in base a L. 129/2011, affidamento ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o tutela e parere favorevole del Comitato minori (circ. Mininterno: il parere del Comitato minori va prodotto al momento della presentazione dell'istanza di conversione), oppure, in alternativa, 3 anni di soggiorno pregresso e 2 anni di inserimento in progetto autorizzato

      Consentito anche il rinnovo del permesso (per una sola volta) per motivi familiari al compimento dei 18 anni in caso di neo-maggiorenne ancora a carico di genitore in possesso dei requisiti di reddito e alloggio (circ. Mininterno 28/3/2008); nota: ulteriori rinnovi effettuabili in base ad art. 5, co. 5 T.U.

 

Inespellibilita'

 

      Divieto di espulsione, salvo motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato; rimpatrio col familiare espulso; iscrizione minore irregolare < 14 anni permesso genitore o affidatario (o permesso per motivi familiari per > 14 anni); permesso per minore eta' negli altri casi (incluso minore non accompagnato, fino a completamento indagini sui familiari in patria)

      Nelle more dell'accertamento dell'eta' o in caso di dubbio, si presume la minore eta'

      Divieto di respingimento non previsto esplicitamente; anzi, L. 129/2011 prescrive l'adozione di modalita' idonee in caso di respingimento di minore; in precedenza, circ. Mininterno 9/7/2007 sembrava escluderlo

 

Minore non accompagnato: rimpatrio assistito; permesso per integrazione minore

 

      Definizione: minore privo di assistenza e rappresentanza (simultaneamente?) da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili secondo la legge italiana (DPCM 535/99)

      Rimpatrio assistito del minore non accompagnato deciso da Comitato minori

      Permesso per integrazione minore al minore non accompagnato inserito in progetto gestito da ente autorizzato; utilizzabilita' per lavoro

      Convertibilita' del permesso (verosimilmente, qualunque sia il titolo) entro quote anno successivo, a condizione di 3 anni di presenza in Italia, 2 anni di inserimento, o, in alternativa, provvedimento di affidamento o tutela e parere favorevole del Comitato minori (circ. Mininterno: il parere del Comitato minori va prodotto al momento della presentazione dell'istanza di conversione)

 

Interesse superiore del fanciullo

 

      Interesse superiore del fanciullo in tutti i provvedimenti relativi a unita' familiare (incluso rimpatrio assistito)

 

 

10. Protezione sociale e regime premiale per giustizia o sicurezza pubblica

 

Protezione sociale: presupposti; permesso; facolta'

 

      Rischio per l'incolumita' (anche a seguito di eventuale rimpatrio) derivante da dichiarazioni rese in indagini o nel giudizio relativi a determinati delitti, o dal tentativo di sottrarsi al condizionamento criminale (anche in caso di violenza o grave sfruttamento in ambito lavorativo), ovvero condanna per reato commesso in eta' minore e partecipazione a un programma di integrazione sociale:

 

Collaborazione anti-terrorismo

 

      Collaborazione in indagini o procedimenti relativi a delitti di natura terroristica:

 

 

IV. Immigrazione illegale

 

1. Controllo e sanzioni

 

Controllo del territorio

 

      Possibile per i sindaci avvalersi di associazioni non armate per la segnalazione alla polizia locale o di Stato di eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o disagio sociale (Sent. Corte Cost. 226/2010: illegittima la segnalazione di stuazioni di disagio sociale); le associazioni sono iscritte in apposito elenco, previa verifica del possesso dei requisiti stabiliti con decreto Mininterno[1] (L. 94/2009)

      Il sindaco segnala alle competenti autorita' la condizione di soggiorno irregolare dello straniero ai fini dell'allontanamento dall'Italia; gli agenti di polizia municipale accedono alle banche dati sui permessi (L. 125/2008)

 

Sanzioni

 

      Reato di ingresso e/o soggiorno illegale:

      Reclusione da 6 mesi a 3 anni (e possibile confisca dell'immobile) per chi dia alloggio a titolo oneroso a straniero irregolare (al momento della stipula o del rinnovo del contratto) al fine di trarne un ingiusto profitto (condizioni vessatorie rispetto a quelle di mercato)

      Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5000 euro per ogni lavoratore per il datore di lavoro che occupi alle proprie dipendenze lo straniero non autorizzato (purche' vi sia il dolo); nota: il reclutamento di manodopera o la sua organizzazione in condizioni di grave sfruttamento, messe in atto approfittando dello stato di bisogno o di necessita' dei lavoratori e' punito con reclusione fino a 8 anni e multa fino a 2.000 euro (art. 12 L. 148/2011)

      Reclusione fino a 15 anni (piu' possibile aumento fino alla meta') per il favoreggiamento dell'ingresso illegale

      Reclusione fino a 4 anni per il favoreggiamento della permanenza illegale finalizzato all'ottenimento di un ingiusto profitto; non costituiscono reato le attivita' di soccorso e assistenza umanitaria

      Sent. Corte Cost. 249/2010: illegittima la disposizione (L. 125/2008) in base alla quale il soggiorno illegale e' considerato circostanza aggravante comune

 

 

2. Respingimento alla frontiera

 

Presupposti

 

      Adottato per straniero

      In caso di impossibilita' di esecuzione immediata a causa di impedimenti (inclusi necessita' di prestare soccorso, mancanza documenti, incertezze sull'identita' o nazionalita', indisponibilita' di un vettore, rischio di fuga; nota: il rischio di fuga di per se' non e' un impedimento all'esecuzione immediata), trattenimento in CIE (di recente, si e' dato luogo al trattenimento di migranti a bordo di navi)

 

Oneri e sanzioni per il vettore

 

      Oneri (rimpatrio respinti) e sanzioni (per mancato controllo documenti o - "e"? - mancata segnalazione documenti irregolari) per il vettore

 

Tutela dei diritti

 

      Deroga in caso di applicazione di un regime di protezione temporanea o di presentazione di domanda di asilo: non si applicano le disposizioni su presupposti (inclusi assenza di condanne e pericolosita') ed esecuzione del respingimento, ne' su oneri a carico del vettore (nota: al momento dell'imbarco, il vettore pero' non sa se verra' presentata domanda d'asilo)

      Divieto assoluto di respingimento, anche indiretto, verso un paese in cui vi sia rischio di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali

      Assistenza alla frontiera allo straniero respinto

      Il respingimento di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, sono effettuati con modalita' adatte al caso particolare; nota: sembra escluso che sussista un implicito divieto di respingimento del minore (come si evinceva, invece, da circ. Mininterno 9/7/2007)

 

Respingimenti in mare

 

      Stranieri respinti in alto mare verso la Libia:

 

Tutela giurisdizionale

 

      Non prevista convalida per il respingimento: possibile assenza di controllo giurisdizionale effettivo su misure limitative della liberta' in caso di respingimento differito per meno di 48 ore

      Non si applicano le tutele previste per l'espulsione da L. 129/2011

      Ricorso al TAR (tuttavia, Gdp Agrigento: illegittimo il respingimento adottato a distanza di giorni dall'intercettazione dello straniero; competenza del giudice ordinario, in questo caso)

 

Conseguenze

 

      Non previsto divieto di reingresso a seguito di respingimento

 

 

3. Espulsione

 

Presupposti

 

      Motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o sospetto coinvolgimento o agevolazione attivita' terroristiche

      Misura di sicurezza (380, 381 o condanna > 2 anni o a misura restrittiva per delitto contro la personalita' dello Stato; effettiva pericolosita'; non irrogabile per pena < 2 anni patteggiata ne' in caso di sospensione condizionale)

      Misura alternativa alla pena residua < 2 anni per straniero che sarebbe da espellere comunque per irregolarita' (salvo divieto di espulsione o reati art. 407 co. 2a c.p.p., o reati T.U.); provvedimento obbligatorio

      Sanzione sostitutiva della pena: per straniero da espellere comunque per irregolarita' e da condananre a reclusione < 2 anni (senza possibilita' di sospensione) o per straniero da condannare ad ammenda per ingresso o soggiorno illegale o per mancato ottemperamento al'ordine del questore; provvedimento discrezionale; si applica solo se lo straniero e' immediatamente allontanabile; non si applica in caso di divieto di espulsione o reati art. 407 co. 2a c.p.p., o reati T.U. con massimo edittale > 2 anni; nota: se il giudice non applica l'espulsione quale misura sostitutiva della pena, in casi in cui essa non sia esclusa a priori ne' come misura sostitutiva ne' come misura alternativa, il magistrato di sorveglianza sara' tenuto ad adottare, dal primo giorno di detenzione, un provvedimento di espulsione come misura alternativa

      Misura di prevenzione (straniero ritenuto dal questore dedito ad attivita' delittuose o indiziato di appartenenza ad associazione mafiosa)

      Soggiorno illegale:

      Pendenza di un provvedimento di espulsione o respingimento adottato da altro Stato membro (possibile anche la previa revoca dell'eventuale permesso)

 

Esonero

 

      Nessun provvedimento e' applicato a carico dell'irregolare intercettato in uscita ai controlli di frontiera esterna (consacrazione dell'overstaying; nota: e se il controllo ha luogo nell'attraversamento di una frontiera Schengen?)

 

Modalita'

 

      Concessione (su richiesta; schede informative) di un termine tra 7 e 30 gg (prorogabile in base al caso specifico) per il rimpatrio volontario (salvo che esistano i presupposti per l'accompagnamento coattivo):

       convalida del giudice di pace

       violazione: multa da 3.000 a 18.000 euro (giudice di pace) ed espulsione coattiva

      Espulsione coattiva in caso di

       assenza di documento di viaggio valido

       incapacita' di dimostrazione di disponibilita' di alloggio (e di risorse da fonti lecite?)

       dichiarazione di false generalita'

       violazione del termine per il rimpatrio volontario o del divieto di reingresso o dell'ordine del questore o delle misure limitative

 

Categorie vulnerabili

 

      L'espulsione di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, e' effettuata con modalita' adatte al caso particolare

 

Caso particolare: titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare

 

      Ai fini dell'espulsione per soggiorno illegale di titolare di diritto al ricongiungimento o di familiare ricongiunto (e, verosimilmente, di familiare nato o acquisito in Italia) si tiene conto di vincoli familiari, durata del soggiorno pregresso e legami socio-familiari con il paese d'origine

 

Convalida dell'accompagnamento immediato; sospensione

 

      Convalida da parte del giudice di pace entro 48 ore per l'accompagnamento immediato; nelle more, sospensione dell'esecuzione

      Diritto dello straniero ad essere assistito dal difensore di fiducia o, in mancanza, d'ufficio, e ad essere ammesso al gratuito patrocinio

      Diritto ad essere assistito da interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)

 

Trattenimento in CIE

 

      Trattenimento nel CIE

-       quando e' impossibile eseguire immediatamente l'espulsione con accompagnamento alla frontiera o il respingimento, a causa di impedimenti, inclusi

       necessita' di soccorrere lo straniero

       necessita' di accertamenti su identita' o nazionalita'

       necessita' di acquisire documenti per il viaggio

       mancanza di vettore

       rischio di fuga (nota: improprio includerlo tra gli impedimenti)

-       in attesa della convalida dell'accompagnamento (se e' impossibile il trattenimento in questura)

-       30 gg

-       prorogabile per altri 30 gg in caso di gravi difficolta' nell'accertamento di identita' o nazionalita' o nell'acquisizione dei documenti di viaggio

-       possibili due proroghe ulteriori di 60 gg ciascuna, se permangono le condizioni che lo hanno reso necessario

-       possibili ulteriori proroghe, di non piu' di 60 gg ciascuna, per un massimo di ulteriori 12 mesi, in caso di perdurante impossibilita' di allontanamento, nonostante sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo, a causa della mancata cooperazione al rimpatrio da parte dello straniero o di ritardi nell'ottenimento della necessaria documentazione dai Paesi terzi

-       in caso di allontanamento indebito: ripristino della misura, senza azzeramento del computo del tempo

       familiari conviventi

       difensore

       ministri di culto

       personale della rappresentanza diplomatica o consolare

       persone regolarmente soggiornanti (Carta dei diritti), previa autorizzazione da parte del prefetto

       rappresentante ACNUR (Carta dei diritti)

       associazioni convenzionate (Carta dei diritti)

       rappresentanti di organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali

       Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di Giunta e Consiglio regionale (previsione soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, ma ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011)

       giornalisti e fotocineoperatori (previsione soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, ma ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011)

       diritti garantiti:

-       piena informazione relativa ai diritti su trattenimento, convalida e ricorso contro il provvedimento di espulsione o di respingimento

-       comunicazione all'autorita consolare del Paese di appartenenza (salvi i casi di rinuncia esplicita) e segnalazione del trattenimento, su richiesta, a familiari o conoscenti

-       tutela della salute psico-fisica

-       liberta' di colloquio riservato anche con visitatori provenienti dall'esterno e con membri degli organismi ammessi al CIE (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)

-       liberta' di corrispondenza riservata anche telefonica

-       possibilita' di esprimersi nella propria lingua o in altra a lui nota e di avvalersi di servizi di interpretariato (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)

-       tutela dell'unita' familiare: il nucleo familiare sottoposto a trattenimento deve essere ospitato nello stesso CIE e con godimento di spazi propri; in mancanza, si procede a trasferimento ad altro CIE adeguato

-       diritti del minore: il minore puo' essere trattenuto solo a tutela del suo diritto allunita' familiare, su richiesta di un genitore o su decisione del Tribunale per i minorenni; negli altri casi il minore e' affidato a struttura protetta indicata dal Tribunale per i minorenni

-       liberta' di culto, assistenza religiosa e rispetto delle specifiche esigenze relative al culto stesso, nei limiti imposti dalle esigenze della vita collettiva

-       rispetto delle caratteristiche personali, di razza o di abitudini di vita la cui compressione puo' determinare una lesione dell'identita'

-       tutela dal rischio di pregiudizio derivante dall'identita' sessuale

-       recupero degli effetti e dei risparmi personali

       se gli organismi ammessi al CIE non sono in grado di garantire tutte le forme di assistenza previste, il prefetto ne affida l'attuazione al gestore, che puo' avvalersi di operatori professionali qualificati

       deve essere assicurata, se possibile, la presenza quotidiana, nel centro, di operatori esterni

       ordine del questore di lasciare l'Italia entro 7 gg; giurisprudenza: provvedimento legittimo se l'impossibilita' e' motivata e se le cause che hanno impedito l'allontanamento non costituiscono impedimento per lo straniero

       il questore puo' consegnare allo straniero documentazione utile a raggiungere la rappresentanza consolare e il biglietto di viaggio

 

Rimpatrio assistito

 

      Possibile l'attivazione di programmi di rimpatrio assistito da parte del Mininterno, anche in collaborazione con organizzazioni internazionali e intergovernative, enti locali, associazioni

      Esclusa l'ammissione di stranieri

      Nota: puo' essere ammesso lo straniero espulso coattivamente per rischio di fuga, ma non e' chiaro in quale contesto possa chiederlo

      Condizione necessaria per l'ammissione: avvenuta identificazione dello straniero (nota: incentiva la collaborazione)

      In caso di ammissione, sospesi il provvedimento di respingimento o espulsione (anche per motivi di prevenzione?), l'ordine del questore e le misure limitative (non il trattenimento in CIE)

      Ammissione al programma di rimpatrio assistito in base alle seguenti priorita' (Decr. Mininterno 27/10/2011):

      Il programma puo' prevedere la corresponsione di un contributo economico e/o la cooperazione con il paese di destinazione a sostegno dell'inserimento dello straniero (Decr. Mininterno 27/10/2011)

      In caso di rimpatrio effettuato, interrotto il procedimento per reato di soggiorno illegale

      Espulsione coattiva in caso di sottrazione al rimpatrio assistito

 

 

Tutela giurisdizionale rispetto all'espulsione

 

      Ricorso

       ordine pubblico o sicurezza dello Stato

       sospetto coinvolgimento o agevolazione attivita' terroristiche (non ammessa la sospensione cautelare)

       misura di sicurezza (possibile anche la revoca da parte del magistrato o del Tribunale di sorveglianza)

       sostitutiva della pena

      Difensore di fiducia o, in mancanza, difensore d'ufficio per ricorso e convalide

      Assistenza interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)

      Accesso al gratuito patrocinio per ricorso e convalide; necessaria la certificazione di reddito < 10.628,16 euro; in caso di impossibilita', consentita l'autocertificazione (solo per straniero regolare? Se si', accesso possibile, di fatto, solo per ricorso)

 

Divieto di reingresso; violazione

 

      Divieto di reingresso:

      Reato di reingresso non autorizzato dell'espulso: reclusione 1-4 anni; reiterazione: reclusione 1–5 anni

 

Reato di mancato ottemperamento dell'ordine del questore

 

      Mancato ottemperamento:

 

Carente recepimento della Direttiva 2008/115/CE

 

      Elementi di residuo contrasto con la Direttiva 2008/115/CE:

 

Divieti di espulsione

 

      Divieto di espulsione

o      rischio, anche a seguito di rinvio indiretto, di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali

       minori

       gravide e puerpere (che provvedono al figlio < 6 mesi), e marito convivente (Sent. Corte Cost. 376/2000)

       coniuge e familiari di italiani < II grado conviventi (revoca dell'espulsione in seguito a successivo matrimonio; ulteriore rispetto al diritto di soggiorno; Cass. 19464/2011: anche familiari di minore italiano)

       permesso CE slp (espulsione possibile solo per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato)

 

 

V. Asilo

 

1.  Destinatari della protezione

 

Definizione dello status

 

      Protezione internazionale:

 

Agente statale e non statale

 

      Ai fini della protezione internazionale, rilevanti le persecuzioni o i danni gravi che ricadono sotto la responsabilita' dello Stato o dei partiti o organizzazioni che controllano lo Stato o una parte consistente del suo territorio, ovvero da agenti non statali, se ne' i soggetti precedenti ne' le organizzazioni internazionali possono o vogliono fornire sufficiente protezione contro persecuzioni o danni gravi

 

Cause di esclusione, cessazione, diniego e revoca per lo status di rifugiato

 

      Esclusione dallo status di rifugiato per

o      responsabilita' in crimini contro la pace o l'umanita', crimini di guerra

o      condanne all'estero per reati gravi (pena prevista in Italia: minimo > 4 anni o massimo > 10 anni)

o      atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite

      Diniego dello status di rifugiato per

      Cessazione dello status di rifugiato per

o      ricorso alla protezione del paese nel quale vi era rischio di persecuzione

o      acquisizione della cittadinanza di un paese che fornisca protezione

o      cessazione del rischio di persecuzione

      Revoca dello status di rifugiato

 

Cause di esclusione, cessazione, diniego e revoca per la protezione sussidiaria

 

      Esclusione dalla protezione sussidiaria per

o      responsabilita' in crimini contro la pace o l'umanita', crimini di guerra

o      condanne all'estero per reati gravi (pena prevista in Italia: minimo > 4 anni o massimo > 10 anni)

o      atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite

o      pericolo per ordine pubblico, sicurezza pubblica o sicurezza dello Stato

      Diniego della protezione sussidiaria per

      Cessazione della protezione sussidiaria per cessazione del rischio di subire un danno grave; cessazione non dichiarata in presenza di gravi motivi umanitari che impediscano il rimpatrio

      Revoca della protezione sussidiaria in presenza di una delle clausole di esclusione o in caso di riconoscimento determinato da comportamento fraudolento del richiedente

 

 

2. Procedura

 

Tutela dal respingimento

 

      Deroga alle disposizioni sul respingimento quando si applichino quelle su protezione temporanea o asilo: non contano i requisiti di disponibilita' di mezzi, ne' i divieti di ingresso; non si respinge lo straniero privo di requisiti (inclusa assenza di condanne e di pericolosita'); non si applicano oneri al vettore

      Nota: il vettore non sa se verra' presentata domanda d'asilo => nega comunque l'imbarco allo straniero che fugge senza requisiti per l'ingresso => necessario il ricorso ai trafficanti

 

Presentazione della domanda; verbalizzazione

 

      La domanda e' presentata alla polizia di frontiera o alla questura

      La domanda non puo' essere respinta o esclusa dall'esame per il solo fatto di non essere stata presentata tempestivamente

      La domanda e' verbalizzata comunque in questura; il verbale e' approvato e sottoscritto dal richiedente, cui viene rilasciata copia del verbale e della documentazione allegata

 

Trattenimento in CIE e ospitalita' obbligatoria in CARA

 

      Trattenimento in CIE per il richiedente condannato per reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione o che sia destinatario di espulsione o respingimento (D. Lgs. 159/2008)

      Ospitalita' obbligatoria in CARA (con uscita nelle ore diurne) per il richiedente

      Allontanamento ingiustificato del richiedente ospitato obbligatoriamente in CARA: decisione sulla domanda sulla base degli elementi in possesso della Commissione

      Nota: prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 159/2008, era previsto che il richiedente gia' destinatario di un provvedimento di espulsione per soggiorno illegale fosse ospitato comunque in CARA; era quindi possibile l'iterazione illimitata del seguente meccanismo elusivo: intercettazione di straniero irregolare => richiesta di asilo => ospitalita' in CARA => abbandono del CARA => rigetto dell'istanza => presentazione di nuova richiesta (inammissibile, ma non irricevibile) in caso di nuova intercettazione => nuova ospitalita' in CARA, etc.

 

Attestato e permesso per richiesta asilo

 

      Attestato nominativo al richiedente trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA; permesso per richiesta asilo, di 3 mesi rinnovabile, negli altri casi (non richiesti passaporto e mezzi per rimpatrio; possibile limitazione della circolazione)

 

Applicazione del Regolamento Dublino II

 

      L'Italia puo' dichiararsi competente per l'esame della domanda in caso di trattenimento in CIE o di ospitalita' obbligatoria in CARA a seguito di presentazione della domanda successiva all'intercettazione in condizioni di ingresso o soggiorno illegali; negli altri casi, la questura avvia le procedure per la determinazione dello Stato competente in base al Regolamento Dublino II

      Determinazione dello Stato competente, in base all'applicazione successiva dei seguenti criteri:

      Sent. CGUE C-411/10: se lo Stato determinato in base a questi criteri non risulta uno Stato sicuro (anche per carenze del suo sistema di asilo), si procede nella ricerca e, in mancanza di uno Stato formalmente competente sicuro, lo Stato in cui e' stata presentata la domanda e' tenuto ad assumere la responsabilita' dell'esame

 

Commissioni territoriali e Commissione nazionale

 

      Commissioni territoriali: Gorizia (con sezione a Verona), Milano, Torino (con sezione a Bologna), Roma (con sezione a Firenze), Caserta, Foggia, Bari, Crotone, Trapani, Siracusa (con sezione a Mineo); competenza per l'esame delle domande presentate nella circoscrizione o da richiedenti trattenuti in CIE o ospitati in CARA nella circoscrizione): composte da

o      un funzionario di carriera prefettizia, con funzioni di presidente

o      un funzionario della polizia di Stato

o      un rappresentante dell'ente territoriale

o      un rappresentante dell'ACNUR

o      un funzionario del MAE (su richiesta del Presidente della Commissione nazionale)

      Commissione nazionale per il diritto d'asilo, competente in materia di revoca e cessazione dello status di protezione internazionale, con compiti di indirizzo, formazione e aggiornamento delle Commissioni territoriali; presieduta da un prefetto e composta da

o      un dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri

o      un funzionario della carriera diplomatica

o      un funzionario di carriera prefettizia in servizio presso il Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Mininterno

o      un dirigente del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mininterno

      Alle riunioni della Commissione nazionale partecipa un rappresentante del delegato ACNUR, con funzioni consultive

 

Diritti del richiedente

 

      Garantiti al richiedente: contatti con l'ACNUR, assistenza di un interprete, assistenza di un avvocato (a spese del richiedente in sede di esame della Commissione; accesso al gratuito patrocinio, in sede di ricorso)

 

Domande inammissibili

 

      Domanda inammissibile (ma non irricevibile; decisione presa dalla Commissione)

 

Audizione

 

      Colloquio con la Commissione:

o      entro 7 gg. dal ricevimento della documentazione in caso di trattenimento in CIE, 30 gg. negli altri casi

o      in seduta non pubblica, con garanzia di riservatezza

o      rinviabile per motivi di salute o altri gravi motivi (in caso di mancata presentazione e mancata richiesta di rinvio, la Commissione decide comunque sulla base degli elementi in suo possesso)

o      possibile chiedere la presenza di un solo membro della Commissione e, per esigenze particolari del richiedente, l'ammissione di personale di sostegno

o      redatto verbale, sottoscritto dal richiedente (il rifiuto di sottoscrizione non preclude la decisione della Commissione) e a lui consegnato in copia

 

Decisione della Commissione territoriale

 

      Decisione (entro 2 gg dal colloquio per trattenuti in CIE, 3 gg per gli altri):

o      riconoscimento di status di rifugiato o protezione sussidiaria

o      rigetto per (nota: due definizioni diverse dei motivi di diniego tra D. Lgs. 251/2007 e D. Lgs. 25/2008)

       mancanza presupposti

       sussistenza clausola di cessazione o di esclusione

       provenienza da paese di origine sicuro senza che il richiedente abbia addotto gravi motivi per non ritenere sicuro quel paese nel suo caso specifico

       manifesta infondatezza (palese insussistenza dei presupposti o presentazione strumentale della domanda per evitare o ritardare allontanamento)

      In caso di rigetto, se sussistono gravi motivi umanitari, trasmissione degli atti al questore per eventuale rilascio di permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6 T.U. (il questore valuta solo l'esistenza degli altri presupposti per il rilascio); Sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso per motivi umanitari corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo

      Nel 2007 (prima dell'istituzione della protezione sussidiaria)

o      domande presentate: 14.055

o      domande esaminate: 13.509

o      riconoscimento dello status di rifugiato: circa 10%

o      diniego dello status, con protezione umanitaria: circa 47%

o      dinego dello status, senza protezione: circa 36%

o      altro esito (rinunce; casi Dublino; irreperibili): circa 6%

      Nel 2008

      Nel 2009

      Nel 2010 (dati provvisori)

 

Conseguenze della decisione negativa

 

      In caso di rigetto o di ritiro o di inammissibilita' della domanda, salvo il caso di rilascio di altro permesso e trascorso il termine per l'eventuale impugnazione, si procede

o      ad allontanamento con accompagnamento alla frontiera, se il richiedente e' trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA

o      ad eventuali concessione di un termine per il rimpatrio volontario (o, in mancanza delle condizioni, ad accompagnamento immediato alla frontiera) ed ammissione ad un programma di rimpatrio assistito, se al richiedente e' stato rilasciato un permesso per richiesta asilo

 

Ricorso contro la decisione di I grado

 

      Si applica il rito sommario di cognizione

      Il ricorso e' presentato al tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte d'appello in cui ha sede

      Il ricorso e' ammissibile solo se presentato entro 30 gg dalla notificazione del provvedimento (60 gg, in caso di presentazione del ricorso dall'estero); termini dimezzati se il richiedente e' stato trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in un CARA; nota: dubbia la legittimita' di un termine per il ricorso in materia di diritti soggettivi

      Il ricorso sospende l'allontanamento, salvo che nei casi seguenti:

o      la decisione e' stata assunta sulla base della sola documentazione presentata, essendosi il richiedente allontanato ingiustificatamente dal CARA

o      il richiedente e' ospitato obbligatoriamente in CARA avendo presentato la domanda dopo essere stato intercettato in fase di ingresso illegale o in condizioni di soggiorno illegale

o      il richiedente e' trattenuto in CIE

o      la domanda e' stata giudicata inammissibile

o      la domanda e' stata rigettata per manifesta infondatezza

      In mancanza di effetto sospensivo automatico, il richiedente puo' chiedere la sospensione del provvedimento al giudice competente per il ricorso; in caso di accoglimento dell'istanza, al richiedente e' rilasciato un permesso per richiesta asilo e se ne dispone l'accoglienza in un centro di accoglienza per richiedenti asilo

      Il ricorso e' trattato in ogni grado in via d'urgenza

 

 

3. Accoglienza dei richiedenti asilo

 

Condizioni per l'accesso alle misure di accoglienza

 

      Il titolare di permesso per richiesta asilo privo di mezzi sufficienti per se' e per i familiari (come per turismo, per 6 mesi: 5.227 euro, per una persona; 3.186 euro a persona, in caso di nucleo familiare) accede con i familiari alle misure di accoglienza (D. Lgs. 140/2005)

      Accesso garantito a condizione che il richiedente abbia presentato la domanda di asilo entro 8 gg. dall'ingresso (dal verificarsi dei motivi di persecuzione, in caso di richiedente gia' soggiornante legalmente nel territorio nazionale)

      Giurisprudenza: le disposizioni sull'assistenza si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente

 

Contributo assistenziale

 

      In caso di indisponibilita' di posti, contributo assistenziale (attualmente: 27,89 euro al giorno a persona) per il tempo necessario (ma comunque < 35 gg) ad acquisire la disponibilita' presso un centro di accoglienza

 

Strutture di accoglienza: dimensioni; diritti; accesso a istruzione e formazione professionale

 

      Predisposti servizi di accoglienza territoriali per richiedenti asilo; per il 2008, 2.541 posti da parte dello SPRAR e 1.847 da parte degli enti locali, con 8.412 beneficiari; per il 2009, 3.694 posti da parte dello SPRAR, con 7.845 beneficiari; per il 2010, 3.000 posti da parte dello SPRAR, di cui 501 per le categorie vulnerabili, e 146 per le categorie vulnerabili finanziati dall'8 per mille, con 6.975 bemeficiari

      Le strutture di accoglienza garantiscono, nei limiti del possibile, la tutela della vita familiare e della sua integrita' e il rispetto delle esigenze delle persone vulnerabili

      Nei centri di accoglienza sono ammessi gli avvocati e i rappresentanti dell'ACNUR e delle associazioni o degli enti di tutela autorizzati

      I minori richiedenti asilo o figli di richiedenti asilo sono soggetti all'obbligo scolastico

      I richiedenti asilo inseriti nei servizi di accoglienza possono frequentare i corsi di formazione professionale eventualmente previsti dal programma dell'ente locale dedicato all'accoglienza del richiedente asilo

 

Rinnovo del permesso per richiesta asilo; accesso al lavoro

 

      Se la decisione sulla domanda di asilo non e' adottata entro 6 mesi dalla presentazione della domanda il permesso per richiesta asilo e' rinnovato per la durata di 6 mesi

      Salvo il caso di ritardo addebitabile al richiedente (documenti falsi, reticenza su identita' e nazionalita', mancata presentazione all'audizione senza valida giustificazione), il permesso rinnovato consente di svolgere attivita' lavorativa fino alla conclusione della procedura; il permesso non puo' essere convertito in permesso per lavoro

      Il richiedente asilo che svolge attivita' lavorativa puo' continuare ad usufruire dell'accoglienza a condizione di contribuire alle spese

      Giurisprudenza: le disposizioni sull'accesso al lavoro si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente

 

Richiedente che abbia presentato ricorso: accesso al lavoro, alla formazione e all'accoglienza

 

      In caso di ricorso contro la decisione della Commissione territoriale o contro la sentenza del tribunale, si applicano le disposizioni su accesso al lavoro (trascorsi 6 mesi dalla presentazione della domanda originale) e alla formazione professionale

      L'accoglienza del ricorrente e' consentita solo

 

 

4. Diritti

 

Tutela rispetto all'espulsione

 

               Il titolare dello status di protezione internazionale e' espulso solo quando rappresenti un pericolo

o               per la sicurezza dello Stato

o               per l'ordine e la sicurezza pubblica, essendo stato condannato con sentenza definitiva per un reato per il quale e' prevista la pena della reclusione > 4 anni nel minimo o > 10 anni nel massimo

               Nota: si tratta di motivi di revoca dello status; interpretazione: l'espulsione e' adottabile anche prima che sia stata adottata la revoca

 

Tutela dell'unita' familiare

 

               Ricongiungimento familiare con il rifugiato senza vincolo di dimostrazione dei requisiti di reddito e alloggio

               Rilassamento, per il ricongiungimento con destinatario di protezione internazionale, delle disposizioni che prevedono la produzione di certificati attestanti l'esistenza di vincoli familiari (sostituibili e non strettamente indispensabili)

               Consentito l'ingresso per ricongiungimento degli ascendenti diretti di primo grado del rifugiato minore non accompagnato

               Il titolare di protezione sussidiaria ha diritto al ricongiungimento familiare come gli altri stranieri; la soglia di reddito non eccede, pero', 2 x assegno sociale, anche se il numero di familiari ricongiunti e' > 2

               Possibile coesione familiare con il rifugiato per il familiare (per il quale si potrebbe chiedere il ricongiungimento) presente in Italia, anche illegalmente (art. 30, co. 1, lettera c, T.U.)

               Ai familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, gia' presenti in Italia al momento della richiesta di asilo) del titolare dello status di protezione sussidiaria presenti sul territorio nazionale che individualmente non hanno diritto a tale status e' rilasciato un permesso per motivi familiari

               I familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, gia' presenti in Italia al momento della richiesta di asilo; in pratica, verosimilmente, anche gli altri ricongiungibili) del titolare dello status di protezione internazionale che non hanno individualmente diritto allo status godono degli stessi diritti riconosciuti al titolare dello status (verosimilmente, non in modo autonomo)

 

Permesso di soggiorno

 

               Al titolare dello status di rifugiato e' rilasciato un permesso di soggiorno per asilo della durata di 5 anni, rinnovabile (e verosimilmente convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti)

               Al destinatario di protezione sussidiaria e' rilasciato un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria della durata di 3 anni, rinnovabile previa verifica (da parte di chi?) della permanenza delle condizioni che hanno consentito il riconoscimento dello status, utilizzabile per lavoro e studio e convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti

               Accesso al permesso CE slp, dopo 5 anni di soggiorno legale, ma solo dopo conversione del permesso per asilo o per protezione sussidiaria in permesso che consenta il rilascio del permesso CE slp, essendo precluso il rilascio diretto; nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE (da recepire entro il 20/5/2013), che include i titolari di protezione internazionale tra coloro che possono ottenere il permesso CE slp

 

Naturalizzazione

 

               Accesso alla cittadinanza per naturalizzazione dopo 5 anni di residenza legale per il rifugiato, dopo 10 anni per il titolare di protezione sussidiaria

 

Accesso a lavoro, professioni, riconoscimento titoli, assistenza, studio

 

               Il titolare dello status di protezione internazionale e' equiparato al cittadino italiano in materia di

o               lavoro subordinato o autonomo

o               iscrizione agli albi professionali

o               formazione professionale e tirocinio sul luogo di lavoro (nota: in contrasto con circ. Minlavoro 24/2011, che dichiara non applicabili le restrizioni di cui alla L. 148/2011)

o               accesso al riconoscimento di diplomi, certificati ed altri titoli stranieri (di studio o anche professionali?)

o               assistenza sociale

o               assistenza sanitaria

               Il titolare dello status di rifugiato e' equiparato al cittadino comunitario riguardo all'accesso al pubblico impiego (esclusi esercizio di pubblici poteri, tutela sicurezza nazionale, determinati posti e funzioni di vertice); nota: omessa l'inclusione, imposta dalla Direttiva 2004/83/CE dei destinatari di protezione sussidiaria

               L'accesso ai corsi universitari per il titolare di permesso di soggiorno per asilo, protezione sussidiaria o asilo umanitario (verosimilmente il riferimento e' al permesso per motivi umanitari) e' condizionato al solo possesso del titolo di studio necessario, con dichiarazione di equipollenza se conseguito all'estero (art. 39, co. 5, T.U.)

 

Accoglienza

 

               Predisposti servizi di accoglienza territoriali per titolari di protezione internazionale; la permanenza assistita e' di durata

o      < 6 mesi, prorogabili eccezionalmente per < 6 mesi (9 mesi per nuclei familiari; anche ulteriormente per categorie vulnerabili), per i destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)

o      fino a 6 mesi dopo il compimento della maggiore eta', per i minori non accompagnati destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)

 

Equiparazione del titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione con il titolare di protezione sussidiaria

 

               Al titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 251/2007 e' rilasciato, al momento del rinnovo del permesso, un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria; al titolare sono comunque riconosciuti da subito gli stessi diritti riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria

               Nota: se il permesso per motivi umanitari era stato rilasciato per ragioni diverse da quelle che consentono di accordare la protezione sussidiaria, l'ulteriore rinnovo per protezione sussidiaria non sara' possibile

 

 

5. Altre forme di protezione

 

Deroghe alle norme restrittive su ingresso e soggiorno

 

               Divieto di allontanamento (art. 19, co. 1, T.U.; senza considerazione delle clausole di esclusione, di diniego, di cessazione o di revoca della protezione internazionale) verso un paese in cui lo straniero

o               possa essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali, condizioni sociali

o               rischi di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione

               Deroga alle restrizioni Schengen per rilascio o rinnovo del permesso, per motivi umanitari, obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6, T.U.); sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo

               Permesso per motivi umanitari in caso di impossibilita' di allontanamento (in applicazione di art. 5, co. 6 e art. 19, co. 1, T.U.), previa acquisizione dall'interessato di documentazione relativa ai gravi motivi che impediscono l'allontanamento

 

Diritto d'asilo costituzionale

 

               Diritto d'asilo costituzionale (art. 10 Cost.): lo straniero al quale sia effettivamente impedito l'esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione (quelle della I Parte Cost.) ha diritto d'asilo nel territorio dello Stato alle condizioni stabilite dalla legge

               Immediata precettivita' del diritto costituzionale (Sent. Cass. 19/2/1997): categoria dei rifugiati piu' ristretta; L. 39/1990 non applicabile, in mancanza di legge attuativa, alle richieste di asilo costituzionale, ma non incostituzionale perche' non pretende di disciplinare tale diritto

               Conseguenze della sentenza:

o               la legge non puo' essere considerata attuativa di art. 10 Cost. se pone restrizioni al diritto ivi sancito

o               competenza del giudice ordinario per il riconoscimento del diritto d'asilo (diritto soggettivo perfetto), anche per il ricorso nell'ambito del riconoscimento della protezione internazionale e di quella umanitaria (sent. Cass. 19393/2009); non vi sono termini di prescrizione ne' di decadenza (Trib. Catania, in probabile contrasto con D. Lgs. 25/2008 e D. Lgs. 150/2011)

      Necessaria la richiesta di permesso di soggiorno, al fine di evitare l'espulsione, non essendo sufficiente la proposizione della domanda di asilo costituzionale (Sent. Cass. 8423/2004; in senso contrario, Trib. Catania)

 

Protezione temporanea

 

      Possibile protezione temporanea, per motivi umanitari, in caso di conflitti, disastri o altri eventi di particolare gravita'

      Disposizioni adottate con DPCM, anche in deroga alle altre disposizioni di legge

      Adottata

       permesso per motivi umanitari della durata di 6 mesi (automaticamente rinnovato per altri 6 mesi)

       titolo di viaggio a chi ne e' sprovvisto (necessario per la libera circolazione di breve periodo in Area Schengen), rinnovato, su richiesta, per l'ulteriore periodo di 6 mesi autorizzato

       esclusione in caso di pericolosita' sociale

       necessaria la rinuncia all'eventuale richiesta di protezione internazionale; possibile invece la richiesta di protezione internazionale successiva al rilascio del permesso per motivi umanitari

       facolta' di svolgimento di attivita' di lavoro subordinato o autonomo (verosimilmente, con possibilita' di conversione in permesso per lavoro)

       accoglienza

       iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione temporanea

       rimpatrio assistito (biglietto aereo e 200 euro), su richiesta, per i destinatari della protezione (entro un limite di 600 persone)

 

Protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati

 

      Adozione del DPCM per la protezione temporanea in caso di accertamento, da parte del Consiglio europeo, di afflusso massiccio di sfollati, ai sensi della Direttiva 2001/55/CE (D. Lgs. 85/2003): protezione accordata, nei limiti della disponibilita' dichiarata dal Governo italiano ai sensi della Direttiva, per un anno, prorogabile per un secondo anno in base a decisione del Consiglio europeo

      Nei casi in cui la decisione sulle domande di asilo presentate da sfollati non sia differita, sulla base del DPCM, al termine del periodo di protezione, lo sfollato richiedente asilo puo' godere del regime di protezione solo se rinuncia alla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato (verosimilmente, "della protezione internazionale") o in caso di esito negativo dell'esame

               Uno sfollato

o               puo' essere escluso dal regime di protezione quando lo si possa ritenere responsabile di un crimine contro la pace, o un crimine di guerra o un crimine contro l'umanita', di un reato grave non politico commesso all'estero, di un atto contrario ai principi e alle finalita' delle Nazioni Unite

o               e' escluso quando sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche in seguito a patteggiamento, per reati ostativi all'ingresso (esclusi quelli relativi al diritto d'autore e alla vendita di marchi contraffatti)

 

 

VI. Comunitari

 

1. Norme di riferimento e ambito di applicazione

 

Stati membri dell'Unione europea

 

               Stati membri dell'UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria

 

Norme applicabili

 

               Riferimento normativo: D. Lgs. 30/2007 (modificato da D. Lgs. 32/2008, L. 129/2011 e D. Lgs. 150/2011), che recepisce la Direttiva 2004/38/CE; le disposizioni si applicano anche

               Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 si applicano ai cittadini comunitari se cosi' previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario (art. 1, co. 2 T.U., modificato da L. 133/2008) o se si tratta di disposizioni piu' favorevoli in materia di familiari (art. 28, co. 2 T.U.)

      Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 in materia di familiari si applicano, se piu' favorevoli, anche a quelli di cittadini italiani (art. 28, co. 2 T.U.)

      Parita' di trattamento degli italiani rispetto ai comunitari residenti o stabiliti nel territorio nazionale: inapplicabili norme o prassi che producano un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani (art. 14 bis, co. 1 e 2 L. 11/2005)

 

Titolari del diritto di circolazione; nozione di familiare

 

      Titolari: comunitario e familiare anche straniero (coniuge; discendenti del comunitario o del coniuge di eta' < 21 anni o a carico; ascendenti diretti, del comunitario o del coniuge, a carico)

      Com. Comm. UE COM(2009) 313/4: la nozione di familiari ascendenti e discendenti diretti include le relazioni adottive e di affidamento di minori a un affidatario permanente; in caso di affidamento temporaneo, il diritto di soggiorno dipende dall'intensita' del legame; nota: orientamento non esplicitamente recepito dalla normativa italiana, ma condiviso da Cass. per l'affidato all'italiano ex L. 184/1983

      Direttiva 2004/38/CE: facilitazione di ingresso e soggiorno per altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata da uno Stato membro) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario; nota: recepito in modo inadeguato da D. Lgs. 30/2007

 

 

2. Diritto di ingresso e di soggiorno fino a tre mesi

 

Requisiti per l'ingresso

 

      Requisiti: documento di identita' valido per l'espatrio, per il cittadino comunitario; passaporto valido e visto, se richiesto, per il familiare straniero

      In caso di mancanza di requisiti, non si respinge alla frontiera l'interessato se dimostra entro 24 ore (termine censurato informalmente dalla Commissione UE) il suo status

      Nota: non disciplinata la facilitazione dell'ingresso per altri familiari stranieri

 

Diritto di soggiorno di durata < 3 mesi

 

      Requisiti: documento di identita' valido per l'espatrio, per il cittadino comunitario; passaporto valido, per il familiare straniero (L. 129/2011: non richiesto il visto)

      Nota: non disciplinata la facilitazione del soggiorno breve per altri familiari stranieri

 

Perdita del diritto di soggiorno di durata < 3 mesi

 

      Il diritto di soggiorno viene meno in caso di onere (effettivamente) eccessivo per l'assistenza pubblica (desunto, in contrasto con Direttiva 2004/38/CE, da disponibilita' di mezzi inferiore a quella prevista per il ricongiungimento degli stranieri) o per pericolosita' per ordine pubblico o sicurezza pubblica

 

Dichiarazione facoltativa di presenza

 

      Possibilita' di presentare dichiarazione di presenza all'ingresso (con modalita' da definirsi con DM, a tutt'oggi non adottato); in mancanza, si presume, fino a prova contraria che il soggiorno sia durato piu' di 3 mesi

      Nota: una volta fissato il termine per la presentazione di dichiarazione di presenza (che non potrebbe essere inferiore a quello, di 8 gg, previsto per il turista straniero), impossibile dimostrare che sia scaduto tale termine

 

 

3. Diritto di soggiorno oltre i tre mesi

 

Requisiti per il soggiorno di durata > 3 mesi

 

      Requisiti: una delle condizioni seguenti

      Nota:

      Giurisprudenza della CGUE: deve essere considerato lavoratore ogni persona che svolga attivita' reali ed effettive, ad esclusione di attivita' talmente ridotte da porsi come puramente marginali ed accessorie, fornendo, per un certo periodo di tempo, a favore di un'altra e sotto la direzione di quest'ultima, prestazioni in cambio di retribuzione

      CGUE C-127/08: ai fini del diritto di ingresso e di soggiorno del familiare si prescinde dalle sue modalita' di ingresso, dal fatto che abbia previamente soggiornato legalmente in altro Stato membro prima del suo arrivo nello Stato membro ospitante, dalla data e dal luogo in cui si e' costituito il legame familiare

      CGUE C-200/02: il comunitario minorenne in tenera eta', con assicurazione sanitaria e a carico di genitore straniero con risorse sufficienti per evitare oneri eccessivi per l'assistenza pubblica ha diritto di soggiorno di durata indeterminata nello Stato membro ospitante; il genitore, benche' non sia "ascendente a carico", ha anch'egli diritto di soggiornare con il minore (se cosi' non fosse, risulterebbe svuotato di ogni effetto il diritto di soggiorno in capo al minore)

      La qualita' di titolare di diritto di soggiorno puo' essere dimostrata in qualunque modo consentito dalla legge; il possesso del relativo documento non costituisce condizione necessaria per l'esercizio di un diritto (L. 129/2011)

 

Mantenimento del diritto di soggiorno di durata > 3 mesi

 

      Il cittadino comunitario e i suoi familiari non possono essere allontanati quando il cittadino sia in fase di disoccupazione iniziale (fino a 6 mesi di iscrizione al Centro per l'impiego o, una volta resa dichiarazione di disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa, finche' non sia stato escluso dalla condizione di disoccupazione)

      Il diritto di soggiorno si mantiene in caso di

       acquisizione del diritto di soggiorno permanente in conseguenza del decesso del familiare comunitario lavoratore in attivita'

       iscrizione scolastica del figlio

       soggiorno pregresso di almeno un anno, unitamente a svolgimento di attivita' lavorativa o capacita' di mantenimento per se' e per i familiari

      In caso di morte o divorzio o annullamento del matrimonio, ove manchino i requisiti per il mantenimento del diritto di soggiorno, il familiare straniero puo' ottenere un permesso per lavoro o studio

 

Perdita del diritto di soggiorno di durata > 3 mesi

 

      Il diritto di soggiorno viene meno per il venir meno delle condizioni o per pericolosita' per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o pubblica sicurezza

      La verifica della sussistenza delle condizioni puo' essere effettuata solo in presenza di ragionevoli dubbi sulla loro persistenza (L. 129/2011)

      Il ricorso al sistema di assistenza sociale non costituisce automaticamente causa di allontanamento, ma deve essere valutato caso per caso (L. 129/2011

 

Obbligo di iscrizione anagrafica (cittadino comunitario) o richiesta di carta di soggiorno (familiare straniero)

 

      Dopo 3 mesi di soggiorno, il comunitario e' tenuto a chiedere l'iscrizione anagrafica; il familiare straniero, la carta di soggiorno (richiesta in questura o tramite Poste)

      Nota: superamento della soglia dei 3 mesi presunto (in teoria) in mancanza di dichiarazione di presenza (facoltativa e non disciplinata)

 

Condizioni per l'iscrizione anagrafica; casi particolari

 

      Iscrizione anagrafica subordinata, oltre che alle normali condizioni, alla dimostrazione del possesso di documento di identita' o passaporto valido e dei requisiti che integrano il diritto di soggiorno o l'appartenenza ad una delle categorie il cui soggiorno e' facilitato (inclusi, eventualmente, il legame familiare con il titolare di autonomo diritto di soggiorno o l'appartenenza al suo nucleo familiare, le condizioni di vivenza a carico, le condizioni di salute, da certificare con documento rilasciato dall'autorita' del paese d'origine o di provenienza)

      Condizioni facilitate per l'iscrizione anagrafica di comunitari che siano religiosi (assunzione oneri da parte della comunita'), minori non accompagnati (decisione dell'autorita' giudiziaria minorile) o genitori di minore italiano (senza verifica requisiti)

      Iscrizione (di 1 anno) nelle liste della popolazione temporanea per i lavoratori stagionali

      Iscrizione (anche > 1 anno) nelle liste della popolazione temporanea per il comunitario che non intenda trasferire la propria residenza (es.: studente o lavoratore distaccato); ai fini dell'assicurazione sanitaria, sufficiente la tessera TEAM

 

Carta di soggiorno: condizioni; durata

 

      Ai fini del rilascio della carta di soggiorno, necessario il possesso di passaporto valido e la presentazione di un documento rilasciato dall'autorita' del paese d'origine o di provenienza che attesti la qualita' di familiare con diritto di soggiorno o l'appartenenza ad una delle categorie il cui soggiorno e' facilitato (inclusi, eventualmente, il legame familiare con il titolare di autonomo diritto di soggiorno o l'appartenenza al suo nucleo familiare, le condizioni di vivenza a carico, le condizioni di salute)

      Durata della carta di soggiorno: 5 anni; decade per assenze > 6 mesi in un anno (limite di 12 mesi consecutivi, se l'assenza e' dovuta a seri motivi; nessun limite se e' dovuta all'assolvimento di obblighi militari; onere dell'interessato documentare la sussistenza di tali motivi)

 

Altri familiari comunitari o stranieri

 

      Altri familiari comunitari possono iscriversi in anagrafe a condizione di mantenimento economico da parte del titolare di diritto di soggiorno

      Altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata dallo Stato membro di appartenenza del cittadino comunitario; nota: la Direttiva 2004/38/CE fa riferimento a un qualunque Stato membro) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario possono essere ammessi a soggiornare in Italia per residenza elettiva (nota: di fatto, non sono previste facilitazioni); e' rilasciata loro la carta di soggiorno (L. 129/2011)

      Nota: il D. Lgs. 30/2007 ha abrogato l'art. 30, co. 4, T.U., che disponeva il rilascio di una carta di soggiorno al familiare straniero ricongiunto con cittadino italiano o comunitario; resta cosi' non disciplinato esplicitamente il caso in cui tale familiare non rientri tra quelli con diritto di soggiorno o ammessi per residenza elettiva, ma sia ammesso ai sensi dell'art. 28, co. 2 T.U. (applicabilita' ai cittadini italiani o comunitari delle disposizioni del T.U. se piu' favorevoli; es.: il genitore naturale straniero di minore comunitario soggiornante in Italia con l'altro genitore); verosimilmente, in tali casi, deve essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari

 

 

4. Diritto di soggiorno permanente

 

Requisiti

 

      Requisiti:

      Rilevano positivamente, ai fini del computo, le assenze < 6 mesi in un anno, o per obblighi militari, o < 12 mesi consecutivi per motivi seri, nonche', per i neocomunitari, i soggiorni pregressi legali in qualita' di stranieri (circ. Mininterno 18/7/2007: sufficiente il titolo di soggiorno valido; in contrasto con CGUE C-424/10: solo se in possesso dei requisiti che conferiscono un diritto di soggiorno)

      La continuita' del soggiorno si considera comunque interrotta in caso di adozione di un provvedimento di allontanamento dal territorio dello Stato

 

Attestato di diritto di soggiorno permanente e carta di soggiorno permanente

 

      Ai titolari e' rilasciato un attestato (per il comunitario) o una carta di soggiorno permanente (per il familiare straniero)

 

Perdita del diritto di soggiorno permanente

 

      Il diritto di soggiorno permanente (e, per il familiare straniero, la validita' della carta di soggiorno permanente) si perde per assenze di durata > 2 anni consecutivi

 

 

5. Attivita' economiche, assistenza sociale, previdenza

 

Diritto di esercitare attivia' economiche non riservate al cittadino italiano

 

      I titolari di diritto di soggiorno (temporaneo o permanente) hanno diritto di esercitare in Italia qualunque attivita' economica, in forma autonoma o subordinata, che non sia riservata per legge al cittadino italiano (attivita' che comportino l'esercizio di pubblici poteri o che attengano alla tutela dell'interesse nazionale, da art. 38 D. Lgs. 165/2001; sono anche riservati al cittadino italiano i posti di vertice dell'amministrazione, di magistrato e di avvocato dello Stato e le funzioni relative a provvedimenti autorizzativi e coercitivi e quelle di controllo di legittimita' e di merito)

 

Parita' di trattamento con l'italiano per le materie del Trattato CE; deroghe

 

      Il cittadino comunitario con diritto di soggiorno gode di parita' di trattamento con il cittadino italiano per le materie previste dal Trattato CE e dal diritto derivato (es.: sicurezza sociale), salve le eccezioni previste dallo stesso Trattato o dal diritto derivato; il beneficio di tale parificazione si estende (CGUE C-316/85: indirettamente; solo, cioe', se essi sono a carico del cittadino comunitario) ai familiari stranieri con diritto di soggiorno; nota: il beneficio e' conservato dal familiare straniero che acquista un diritto di soggiorno autonomo (es.: diritto di soggiorno permanente acquisito successivamente al decesso del cittadino comunitario o a divorzio da questi), ma verosimilmente non e' utilizzabile per soddisfare un requisito cui il diritto e' condizionato

      In deroga al principio di parita' trattamento, il cittadino comunitario e i suoi familiari stranieri non hanno diritto alle prestazioni di assistenza sociale (escluse quelle finanziarie destinate a facilitare l'accesso al mercato del lavoro) durante i primi 3 mesi di soggiorno in Italia ne', in caso di cittadino comunitario venuto in Italia in cerca di lavoro, durante tutta la fase di prima ricerca di lavoro, salvo che tale diritto derivi loro autonomamente per l'attivita' esercitata o per altre disposizioni di legge

      In materia di sicurezza sociale (prestazioni previdenziali e prestazioni assistenziali corrispondenti a diritti soggettivi) si applica il coordinamento dei sistemi nazionali (Reg. CE 883/2004) a comunitari residenti in uno Stato membro, che sono o sono stati soggetti alla legislazione di almeno uno Stato membro, ai loro familiari o superstiti, e ai superstiti comunitari residenti in uno degli Stati membri delle persone di qualunque cittadinanza che siano state soggette alla legislazione di almeno uno Stato membro

      Il coordinamento si applica alle seguenti prestazioni:

      Se uno Stato membro richiede determinati periodi di assicurazione, occupazione, lavoro autonomo o residenza ai fini del godimento delle prestazioni, si cumulano gli analoghi periodi trascorsi sotto la legislazione di altri Stati membri

      Le prestazioni di sicurezza sociale di carattere contributivo sono esportabili: si prescinde, per il godimento, dal requisito di residenza nello Stato membro erogante, salve certe condizioni

      Le prestazioni speciali in danaro di carattere non contributivo non sono esportabili; per l'Italia sono le seguenti (allegato X del Reg. CE 883/2004):

       pensioni sociali per persone sprovviste di reddito

       pensioni, assegni e indennita' per i mutilati e invalidi civili

       pensioni e indennita' per i sordomuti

       pensioni e indennita' per i ciechi civili

       integrazione delle pensioni al trattamento minimo

       integrazione dellassegno di invalidita'

       assegno sociale

       maggiorazione sociale

 

 

6. Assistenza sanitaria

 

Assistenza per soggiorni di durata < 3 mesi

 

      Soggiorni < 3 mesi:

 

Assistenza per soggiorni di durata > 3 mesi; assistenza per irregolari

 

      Soggiorni > 3 mesi:

       lavoratori e loro familiari

       disoccupati e iscritti a corsi di formazione, con diritto di soggiorno

       titolari di attestati E106, E109 (familiari), E120 (in attesa di pensione in altro Stato UE), E121 (pensionati in altro Stato UE); nota: in futuro, tutti questi attestati saranno sostituiti dal documento S1

       titolare di diritto di soggiorno permanente

       vittime di tratta e destinatari di protezione sociale

       familiari di cittadino italiano

       disposizione a rischio in base a modifica art. 1, co. 2 T.U. (L. 133/2008); tuttavia, circ. Minsalute 19/2/2008 fa riferimento all'obbligo costituzionale di tutela della salute, e Sent. Corte Cost. 299/2010 la cita, consacrandola: le norme sul soggiorno dei comunitari devono essere armonizzate con quelle costituzionali, che garantiscono la tutela della salute e cure gratuite agli indigenti

       la copertura riguarda anche i cittadini comunitari e i loro familiari durante la fase di prima ricerca di lavoro nella quale non sono allontanabili per mancanza di requisiti

 

 

7. Allontanamento

 

Presupposti dell'allontanamento

 

      Presupposti:

       condanne (anche patteggiate), in Italia o all'estero, per

-       delitti non colposi, consumati o tentati contro vita o incolumita' della persona

-       delitti di cui all'art. 8 L. 69/2005 (delitti per i quali, nell'ambito delle norme su mandato di arresto europeo, e' prevista la consegna obbligatoria)

       appartenenza a categorie per cui possano essere disposte misure di prevenzione

       avvenuta adozione di misure di prevenzione

       avvenuta adozione di provvedimenti di allontanamento da parte di autorita' straniere

 

Criteri per l'allontanamento per pericolosita'

 

      Ai fini dell'allontanamento per pericolosita',

       di comportamenti individuali, che costituiscano minaccia concreta effettiva e sufficientemente grave per ordine pubblico o sicurezza pubblica (non sufficienti condanne)

       di segnalazioni motivate del Sindaco

       di soggiorno pregresso, eta', situazione familiare ed economica, salute, integrazione, legami con il paese d'origine

      Note (Commissione UE):

 

Competenza per l'allontanamento per motivi di pericolosita'

 

               Provvedimento di allontanamento adottato

o               dal Ministro dell'interno,

                per motivi di sicurezza dello Stato

                per motivi imperativi di pubblica sicurezza a carico di titolari di diritto di soggiorno soggiornanti da > 10 anni o minorenni (nota: previsione meno favorevole che per il minore straniero)

o               dal Prefetto, negli altri casi

 

Termini per l'allontanamento per motivi di pericolosita'

 

               Termine per lasciare l'Italia: di norma, > un mese o, in caso urgente, > 10 gg.

               Accompagnamento immediato (previa convalida del giudice ordinario)

o               nel caso in cui l'allontanamento risulti urgente perche' l'ulteriore permanenza sul territorio e' incompatibile con la civile e sicura convivenza (L. 129/2011)

o               in caso di violazione del termine concesso per lasciare l'Italia

o               in caso di allontanamento (per motivi di ordine pubblico) di persona che non abbia ottemperato all'ordine di allontanamento e sia individuato sul territorio dello Stato dopo la scadenza del termine per l'allontanamento senza aver provveduto alla presentazione dell'attestazione al consolato (L. 129/2011; discrezionale)

 

Divieto di reingresso in caso di allontanamento per motivi di pericolosita'

 

               Durata massima del divieto di reingresso:

o               10 anni, per motivi di sicurezza dello Stato

o               5 anni, negli altri casi

      Violazione del divieto di reingresso: reclusione < un anno (< 2 anni per motivi di sicurezza dello Stato) o allontanamento con accompagnamento immediato, con divieto di reingresso da 5 a 10 anni

      Violazione del divieto di reingresso applicato in sostituzione della pena detentiva: reclusione < 3 anni

      Violazione del divieto di reingresso in caso di applicazione della misura di sicurezza a seguito di condanna a > 2 anni di reclusione ovvero a pena restrittiva della liberta' per delitti contro la personalita' dello Stato: reclusione da 1 a 4 anni

      Possibile chiedere la revoca del divieto dopo meta' periodo (o, comunque, dopo 3 anni) sulla base di documentazione che dimostri il mutamento della situazione

 

Allontanamento per mancanza di requisiti

 

      In caso di allontanamento per mancanza di requisiti,

      Ai fini dell'allontanamento per mancanza di requisiti si tiene conto

 

Tutela giurisdizionale

 

      Ricorso

      Possibile presentare istanza di sospensione:

       sembra si tratti di uno stimolo all'azione tempestiva del giudice, dal momento che sono inclusi casi in cui la sospensione dell'esecuzione e' automatica

       nei casi in cui e' previsto l'accompagnamento immediato, il giudice deve decidere immediatamente?

 

Conseguenze dell'allontanamento

 

      L'allontanamento interrompe la continuita' del soggiorno ed e' motivo di cancellazione anagrafica

 

 

VII. Cittadinanza

 

Cittadinanza per nascita

 

      Cittadino per nascita:

      E' considerato cittadino italiano per nascita chi e' trovato in Italia come figlio di ignoti, se non puo' essere provato il possesso di altra cittadinanza

      Nota: L. 555/1912 prevedeva

 

Riconoscimento e acquisto della cittadinanza

 

      Riconoscimento o acquisto della cittadinanza (nota: residenza legale significa soggiorno legale e iscrizione anagrafica):

       essere stato legalmente residente in Italia per 2 anni successivamente al matrimonio (L. 94/2009), ovvero aver celebrato il matrimonio da almeno 3 anni; tempi dimezzati in presenza di figli nati o adottati dalla coppia; in caso di separazione seguita da riconciliazione, il periodo di residenza o di coniugio va computato a partire dalla riconciliazione espressa (circ. Mininterno 17/5/2011); si applica anche al caso in cui il matrimonio sia stato celebrato quando entrambi i coniugi erano stranieri (circ. Mininterno 7/10/2009; circ. Mininterno 2/11/2009: il periodo di residenza o di coniugio va computato pero' da quando uno dei coniugi possiede il requisito di cittadinanza)

       assenza di motivi ostativi relativi alla sicurezza dello Stato (valutazione discrezionale)

       assenza di condanne (ovvero successiva riabilitazione) per determinati reati (delitti contro la personalita' dello Stato o contro l'esercizio dei diritti politici dei cittadini italiani; reati non colposi per i quali la legge preveda una pena massima > 3 anni di reclusione; reati non politici, con condanna all'estero ad una pena detentiva > 1 anno e sentenza riconosciuta in Italia)

       assenza di separazione legale e di scioglimento, annullamento o cessazione degli effetti civili del matrimonio (es.: per morte del coniuge), al momento dell'adozione del decreto

       avere un genitore o un nonno che sia stato cittadino italiano per nascita

       soddisfare una delle seguenti condizioni ulteriori:

-       aver prestato effettivamente (salvo il caso di interruzione dipendente da cause di forza maggiore) servizio militare o civile in Italia e aver dichiarato preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana

-       ricoprire un impiego statale, anche all'estero, e aver dichiarato preventivamente di voler acquistare la cittadinanza italiana

-       essere, al compimento dei 18 anni, legalmente residente in Italia da almeno 2 anni e dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana entro il compimento dei 19 anni

       essere nato in Italia

       essere stato legalmente residente in Italia ininterrottamente fino al compimento dei 18 anni (circ. Mininterno 7/11/2007: l'iscrizione anagrafica tardiva del minore e brevi interruzioni della regolarita' del soggiorno non sono motivi ostativi, purche' sia documentata l'effettiva presenza del minore, l'iscrizione anagrafica sia ragionevolmente ricollegabile al momento della nascita e la stessa nascita sia stata regolarmente denunciata presso un Comune italiano da almeno uno dei genitori legalmente residenti in Italia)

       dichiarare di scegliere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento dei 18 anni

       essere stati cittadini italiani residenti in quei territori, in possesso dei requisiti per il diritto di opzione ex Trattato di pace di Parigi e Trattato di Osimo, ovvero essere di lingua e cultura italiane e discendere da tali cittadini

       presentare istanza documentata al Comune o al consolato italiano

       essere nati e aver risieduto in quei territori ed essere emigrati all'estero (Austria esclusa) prima del 16/7/1920, ovvero discendere da tali soggetti

       aver presentato, entro il 20/12/2010, dichiarazione all'Ufficiale di stato civile del comune o al consolato italiano

       riconoscimento automatico, salvo esplicita rinuncia dell'ascendente

 

Naturalizzazione

 

      Concessione della cittadinanza per naturalizzazione (nota: residenza legale significa soggiorno legale e iscrizione anagrafica):

 

Limiti per il rigetto dell'istanza di acquisto per matrimonio

 

      L'emanazione del decreto di rigetto dell'istanza di acquisto di cittadinanza per matrimonio e' preclusa se dalla data di presentazione dell'istanza corredata della prescritta documentazione sono trascorsi 2 anni (TAR Lazio: salvo il caso di responsabilita' del richiedente); possibilita' di adire il giudice per la dichiarazione relativa, previa verifica dei requisiti (nota: l'esistenza di condanne preclusive e' comunque ostativa, essendo la valutazione discrezionale dell'Amministrazione limitata a valutare la presenza di pericoli per la sicurezza dello Stato)

 

Norme transitorie relative all'istanza di acquisto per matrimonio

 

      La normativa vigente prima della data di entrata in vigore della L. 94/2009 (6 mesi di residenza legale dopo il matrimonio e assenza di scioglimento al momento della maturazione dei requisiti) si applica solo alle istanze per le quali, a quella data, sia trascorso il termine biennale per la conclusione del procedimento

 

Cittadinanza per discendenza: iscrizione anagrafica e permesso per acquisto cittadinanza

 

      Tipico percorso per l'acquisto della cittadinanza nei casi in cui rilevano insieme la discendenza e la residenza legale in Italia:

o      ingresso per turismo

o      presentazione della dichiarazione di presenza ex L. 68/2007

o      iscrizione anagrafica a condizioni semplificate (anche in assenza di permesso di soggiorno di durata > 3 mesi), previa dimostrazione dei requisiti relativi alla discendenza

o      ottenimento, ai sensi di art. 11, co. 1, lettera c, DPR 394/1999 (verosimilmente, per lo straniero che ha effettuato dichiarazione di presenza ex L. 68/2007, a dispetto dell'assenza di altro permesso), di un permesso per acquisto cittadinanza, che consente il prolungamento legale del soggiorno e, quindi, la maturazione del requisito di residenza

      Il documento di viaggio e la documentazione relativa a mezzi per il rimpatrio, mezzi di sostentamento e alloggio non sono richiesti per il rilascio, allo straniero gia' regolarmente soggiornante, del permesso per acquisto cittadinanza

      Iscrizione obbligatoria al SSN, possibilita' di svolgere attivita' lavorativa (giurisprudenza; prassi controversa) e diritto al ricongiungimento familiare (giurisprudenza) per titolare di permesso per acquisto cittadinanza

 

Cittadinanza per naturalizzazione; criteri

 

      Istanza di naturalizzazione presentata al Prefetto o, per lo straniero residente all'estero, al consolato italiano

      La concessione della cittadinanza e' atto pienamente discrezionale, basato su una valutazione complessiva e insindacabile della persona dello straniero e della sua integrazione nella comunita' nazionale, che tiene conto dell'autosufficienza economica, dell'assenza di precedenti penali, dell'affidabilita' dal punto di vista fiscale, etc.; illegittimo tener conto di scelte e convinzioni personali (giurisprudenza)

      Requisiti di reddito (orientamento del Consiglio di Stato e circ. Mininterno 5/1/2007): > soglia per l'esenzione dal ticket (8.300 euro per anno circa; 2.800 in piu' per il coniuge a carico; 516 euro in piu' per ogni figlio a carico) da valutare con riferimento all'intero nucleo familiare (possibile soddisfacimento del requisito, quindi, anche nel caso in cui il richiedente sia a carico del coniuge; es.: casalinga); in senso piu' indulgente, Sent. Cons. Stato 1175/2009: illegittima l'imposizione di una precisa soglia di reddito ai fini della naturalizzazione, dovendosi valutare l'inserimento complessivo

      Il requisito di residenza legale ultradecennale ininterrotta deve essere posseduto al momento della presentazione dell'istanza di naturalizzazione

      Ai fini della concessione della cittadinanza rilevano anche la commissione di reati o il verificarsi di situazioni di irregolarita' del soggiorno successivi alla presentazione dell'istanza

      Giurisprudenza relativa all'ostativita' dei reati:

      Ai fini dell'applicazione della L. 241/1990, il termine per la definizione dei procedimenti relativi all'esame delle istanze di concessione della cittadinanza per naturalizzazione e' fissato in 730 gg. (Regolamento, DPR 362/94)

 

Presentazione delle istanze

 

      Le istanze o dichiarazioni di elezione, acquisto, riacquisto, rinuncia o concessione della cittadinanza, presentate dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009, sono soggette al pagamento di un contributo di 200 euro (L. 94/2009); il contributo non e' dovuto

       persona nata in Italia da ignoti o apolidi o genitori che non trasmettano la cittadinanza

       persona trovata sul territorio dello Stato, senza che sia provato il possesso di altra cittadinanza

       riconoscimento o dichiarazione giudiziale di filiazione nella minore eta'

       minore adottato da italiano

       riacquisto a seguito di ristabilimento della residenza in Italia da un anno

       figlio minore di chi acquista o riacquista la cittadinanza

      Allistanza o dichiarazione deve essere allegata la certificazione (anziche' autocertificazione) comprovante il possesso dei requisiti (L. 94/2009)

 

Svincolo

 

      Non piu' richiesto lo svincolo dalla cittadinanza d'origine (Decreto Mininterno 7/10/2004)

 

Giuramento di fedelta' alla Repubblica

 

      Il DPR di concessione della cittadinanza per naturalizzazione o di conferimento della cittadinanza per matrimonio non ha effetto se l'interessato non presta, entro 6 mesi dalla notifica del Decreto, giuramento di fedelta' alla Repubblica

 

Tutela giurisdizionale

 

      Avverso il provvedimento di rigetto dell'istanza di acquisto della cittadinanza e' possibile il ricorso al TAR del Lazio

      Nel caso (ed entro i limiti) in cui l'acquisto o il riconoscimento di configuri come un diritto (es.: discendenza da italiani o ius soli o matrimonio, salvo il caso di pericolosita' per la sicurezza dello Stato), il riconoscimento dello status di cittadino puo' essere chiesto, in seguito a rigetto da parte dell'autorita' amministrativa, al giudice ordinario; e' invece di competenza del TAR del Lazio il ricorso contro il rigetto dell'istanza di acquisto per matrimonio per motivi di sicurezza dello Stato

      Il ricorso per lannullamento del silenzio-inadempimento serbato dall'amministrazione sull'istanza di acquisto della cittadinanza italiana e' di competenza del TAR del Lazio; va presentato, a pena di inammissibilita', entro un anno dalla scadenza del termine previsto per il procedimento

 

Perdita della cittadinanza

 

      Il cittadino perde la cittadinanza

o      se decide di rinunciarvi, essendo in possesso di altra cittadinanza ed avendo stabilito la residenza all'estero; la riacquista

-       se ristabilisce per almeno un anno la residenza in Italia

-       se dichiara di volerla riacquistare e, entro un anno dalla dichiarazione, ristabilisce la residenza in Italia o presta servizio militare o assume un impiego pubblico (anche all'estero) per lo Stato italiano

o      se, avendo accettato un impiego pubblico o una carica pubblica da uno Stato estero, da un ente pubblico estero o da un ente internazionale cui l'Italia non partecipi, o prestando servizio militare per uno Stato estero, non obbedisce all'eventuale intimazione, da parte del Governo italiano, a lasciare l'impiego o la carica o il servizio militare; la riacquista se dimostra di aver abbandonato l'impiego o la carica o il servizio militare e se ha ristabilito da almeno 2 anni la residenza in Italia

o      se, in caso di guerra tra l'Italia e uno Stato estero, accetta o mantiene un impiego pubblico o una carica pubblica o se presta, senza esservi costretto, servizio militare per quello Stato, o ne acquista volontariamente la cittadinanza (la perdita della cittadinanza decorre dalla cessazione dello stato di guerra); in questo caso non e' possibile riacquistare la cittadinanza

o      se l'ha acquistata in quanto minore adottato da italiano e l'adozione e' revocata per sua responsabilita', sempre che abbia o riacquisti altra cittadinanza

      La perdita della cittadinanza da parte del genitore non comporta analoga perdita per il figlio

 

 

VIII. Appendice

 

1. Quale politica?

 

Illegalita' obbligata

 

               Criterio della residenza all'estero del lavoratore all'atto dell'assunzione irragionevole

               Ricerca del lavoro sul posto (indispensabile) possibile solo nell'illegalita': overstaying e, in misura minore, ingresso illegale

               L'overstaying mescola il canale del lavoro con quello del turismo; l'ingresso illegale, data l'ineludibile intercettazione, il canale del lavoro con quello dell'asilo (che dell'ingresso illegale e' costretto ad avvalersi)

 

Reazione politica: restrizione ulteriore

 

               Reazione della politica: inasprire la disciplina delle espulsioni (accompagnamento coattivo, detenzione); detenzione dei richiedenti asilo

               Compressione dei diritti; costi; tasso di illegalita' invariato

 

Soluzione pratica: sanatorie; sanatorie mascherate

 

               Periodiche sanatorie, esplicite o implicite (decreto-flussi): dal momento in cui acquista il soggiorno legale lo straniero non e' piu' considerato una minaccia

 

Ulteriore elemento: onere per il welfare

 

               In tempi di recessione, pero', viene additato come onere eccessivo per il welfare, benche' vi contribuisca, sul lungo periodo, piu' di quanto non attinga

 

Perturbazione dei luoghi comuni: allargamento UE

 

               La libera circolazione dei cittadini comunitari e dei loro familiari destabilizza molti luoghi comuni: ricerca di lavoro sul posto legittima, irregolarita' difficile da provare, disciplina dell'allontanamento relativamente blanda

 

 

2. Riforme recenti

 

I fatti

 

      In Italia, il numero di delitti e' in netto calo rispetto alla meta' degli anni '90

      Gli stranieri sono responsabili di una porzione minoritaria dei delitti commessi

      Il tasso di criminalita' degli stranieri e' molto piu' alto di quello degli italiani

      Entrambi i tassi (per stranieri e italiani) sono in calo (con tempi di dimezzamento simili): quello degli italiani, per diminuzione dei delitti a popolazione pressocche' costante; quello degli stranieri, per aumento della popolazione a numero di delitti pressocche' costante

      A dispetto di questi dati, il senso di insicurezza tra gli italiani e' in crescita, alimentato da stampa e politica

      Con chi prendersela? Lo straniero, a differenza dell'italiano, e' allontanabile

      L'immigrazione e' caratterizzata, da sempre (meta' anni '80), da un alto tasso di irregolarita'

      Tesi-scorciatoia: l'insicurezza ci viene dal clandestino; guerra al clandestino!

      Ragione vera dell'alto tasso di illegalita': il lavoratore deve essere richiesto dal datore di lavoro quando ancora risiede all'estero

 

      Fatto scatenante: uccisione della Sig.ra Reggiani (31/10/2007); colpevole, in realta', rumeno (comunitario)

 

Provvedimenti

 

      Scorsa legislatura:

o      Pacchetto sicurezza (30/10/2007), D.L. 181/2007, D.L. 249/2007, Schema di D. Lgs. "comunitari", decaduti, abbandonati o confluiti nel

o      D. Lgs. 32/2008: allontanamento dei comunitari (motivi imperativi di pubblica sicurezza; competenza del prefetto per motivi di pubblica sicurezza; accompagnamento coattivo per motivi imperativi; obbligo di presentazione in un qualunque consolato italiano del paese di appartenenza in caso di allontanamento per mancanza dei requisiti); dichiarazione di presenza

 

      Legislatura in corso:

       L. 125/2008 (decreto-legge 92/2008)

       D. Lgs. 159/2008 (procedure asilo)

       D. Lgs. 160/2008 (ricongiungimento)

       L. 94/2009 ("ddl sicurezza")

       D. Lgs. "comunitari" (ritirato in seguito alle osservazioni della Commissione UE; prevedeva, in particolare, allontanamento per motivi imperativi di pubblica sicurezza per mancata iscrizione anagrafica o richiesta carta di soggiorno oltre 3 mesi e 10 gg di soggiorno)

 

 

3. Una riforma auspicabile

 

      PDL Bobba et al.

       ingresso per ricerca di lavoro (mezzi di sostentamento; spese di rimpatrio; impronte; copia del passaporto; limiti numerici?)

       conversione turismo-lavoro

       rinnovo del permesso anche in pendenza di vertenza o di accertamento giudiziario dell'esistenza di un rapporto di lavoro o della legittimita' di un licenziamento

       modulazione del divieto di reingresso in base all'efficacia e alla prontezza della collaborazione

       sostegno al reinserimento in patria

 

      PDL Granata-Sarubbi

       chi nasce in Italia da genitore legalmente soggiornante da almeno 5 anni e attualmente residente

       chi nasce in Italia da genitore nato in Italia e residente legalmente da almeno un anno

       chi sia arrivato in Italia entro il quinto anno deta e vi sia stato legalmente residente fino ai 18 anni

       allo straniero che soggiorni legalmente da 5 anni, abbia i requisiti di reddito per il rilascio di permesso CE slp, risieda legalmente e soddisfi i requisiti di integrazione linguistica e sociale

       al cittadino comunitario che risieda legalmente da almeno 3 anni

       al rifugiato che soggiorni da almeno 3 anni successivi al riconoscimento

       allapolide legalmente residente da almeno 3 anni

       al neo-maggiorenne che nelleta minore che abbia frequentato un ciclo di studi in Italia

       la donna, cittadina italiana per nascita, che ha perduto la cittadinanza per effetto del matrimonio con cittadino straniero contratto prima dell1/1/1948

       il figlio di tale donna, anche se nato anteriormente all1/1/1948, anche qualora la madre sia deceduta

       il figlio di padre o madre cittadini, anche se nato anteriormente all1/1/1948

 



[1] Decr. Mininterno 8/8/2009; tra le altre disposizioni:

       le associazioni di osservatori non possono essere emanazione di partiti o movimenti politici, ne' di organizzazioni sindacali (art. 1, co. 2, lettera b del decreto in questione) o tifoserie (art. 1, co. 2, lettera c), ne' possono ricevere da tali soggetti risorse economiche (art. 1, co. 2, lettera e)

       gli osservatori operano in nuclei formati da non piu' di tre elementi, non troppo giovani (almeno diciotto anni; art. 5, co. 1, lettera b) ne', verosimilmente, troppo vecchi (richiesta buona salute fisica e mentale; art. 5, co. 1, lettera b); indossano casacche giallo-fluorescente (art. 2, co. 3), con la scritta "osservatore volontario"

       sono esclusi i daltonici (art. 5, co. 1, lettera b)

       sono esclusi coloro che fanno uso di stupefacenti, delinquenti e quanti presentino o abbiano presentato in passato sintomi di malattia mentale (art. 5, co. 1, lettere c e d)

       gli ossevatori non possono usare cani ne' altri animali (art. 2, co. 2)

       gli osservatori devono avere integre capacita' olfattive e uditive (art. 5, co. 1, lettera b) e una adeguata capacita' di espressione visiva (art. 5, co. 1, lettera b)

       quando sia necessario effettuare una segnalazione, gli osservatori devono fare uso di cellulare o, se autorizzati preventivamente, di radio rice-trasmittenti (art. 2, co. 4)

       il sindaco che voglia impiegare gli osservatori deve curare che i vigili urbani rispondano alle chiamate effettuate dagli osservatori (art. 2, co. 5)