(Sergio Briguglio 22/2/2014)

 

SCHEMA DEI PRINCIPALI ELEMENTI DELLA NORMATIVA SU IMMIGRAZIONE, ASILO E CITTADINANZA

 

(Aggiornata al 31/12/2013)

 

 

Sommario

      Ingressi

      Soggiorno

      Diritti

      Immigrazione illegale

      Asilo

      Cittadini comunitari

      Cittadinanza

      Apolidia

      Appendice

 

 

I. Ingressi

 

1. Politica dei flussi

 

Diritto e interesse legittimo all'ingresso

 

      Ingressi per "interesse legittimo" all'inserimento (concorrenziale o non concorrenziale) o per "diritto":

o      interesse legittimo (ricorso al TAR)

       all'inserimento concorrenziale: lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, formazione professionale; quote, requisiti

       all'inserimento non concorrenziale: turismo, affari, motivi religiosi, etc.; non limitati numericamente, autosufficienza

o      diritto (ricorso al giudice ordinario): asilo e protezione sussidiaria, unita' familiare (ricongiungimento); non limitati numericamente, requisiti

 

Numeri

 

      Numeri:

o      lavoro subordinato non stagionale: circa 25.000 per anno fino al 2005, circa 470.000 nel 2006, 170.000 nel 2007, 150.000 nel 2008, 100.000 nel 2010

o      lavoro subordinato stagionale: circa 50.000 per anno fino al 2005, 80.000 per anno nel 2006-2010

o      lavoro autonomo: circa 4.000 nel 2010

o      studio: circa 54.000 nel 2010

o      religiosi: circa 10.000 nel 2010

o      turismo: circa 1.015.000 nel 2010

o      affari: circa 191.000 nel 2010

o      invito: circa 22.000 nel 2010

o      missione: circa 20.000 nel 2010

o      cure mediche: circa 3.000 nel 2010

o      residenza elettiva: circa 1.000 nel 2010

o      ricongiungimento: circa 50.000 per anno fino al 2005, circa 100.000 nel 2006, circa 90.000 nel 2007, circa 123.000 nel 2008, circa 107.000 nel 2009, circa 87.000 nel 2010

o      richiesta asilo: circa 13.000 nel 2007; circa 32.000 nel 2008; circa 19.000 nel 2009; circa 12.000 nel 2010; circa 37.000 nel 2011

      Decreto flussi:

o      1999: 58.000

o      2000: 83.000

o      2001: 80.000

o      2002: 79.500

o      2003: 79.500

o      2004: 79.500 + 36.000 neocomunitari

o      2005: 99.500 + 79.500 neocomunitari

o      2006: 550.000 + 170.000 neocomunitari

o      2007: 250.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2008: 230.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2009: 80.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2010: 166.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2011: 60.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2012: 41.000 (nessun limite per neocomunitari)

o      2013: 37.000 (si tace sui neocomunitari)

 

Interferenze

 

      Interferenze tra flussi:

o      requisiti meno stringenti per gli ingressi di breve durata (turismo, affari) => numeri alti => interferenza tra flusso per turismo e flusso per lavoro (overstayers)

o      problematico, per il perseguitato, l'ingresso formalmente legale (passaporto, requisiti); l'ammissione al riconoscimento del diritto d'asilo prescinde, d'altra parte, da un tale ingresso => interferenza tra flusso per asilo e immigrazione clandestina

 

 

2. In generale...

 

Visto di ingresso

 

      Requisiti per il visto:

      Esonero dal visto:

o      soggiorni brevi (fino a 90 gg) per stranieri provenienti da alcuni paesi (Andorra, Argentina, Antigua e Barbuda, Australia, Bahamas, Barbados, Brasile, Brunei Darussalam, Canada, Cile, Corea del sud, Costa Rica, Croazia, El Salvador, Ex repubblica jugoslava di Macedonia, Giappone, Guatemala, Honduras, Israele, Malesia, Mauritius, Messico, Monaco, Montenegro, Nicaragua, Nuova Zelanda, Panama, Paraguay, Saint Kitts e Nevis, San Marino, Stato della Citta' del Vaticano, Seychelles, Serbia, Singapore, Stati Uniti d'America, Uruguay, Venezuela, Hong Kong, Macao, British Overseas, Albania, Bosnia ed Erzegovina)

o      richiesta di protezione internazionale

o      titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o suoi familiari in possesso di un valido permesso rilasciato dallo Stato membro (esclusi permessi rilasciati da Regno Unito, Irlanda e Danimarca)

o      titolare di un permesso di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro che si trasferisca in Italia per proseguire o integrare gli studi

o      titolare ammesso per ricerca scientifica in altro Stato membro che si trasferisca in Italia per completare il programma di ricerca

o      titolare di Carta Blu UE rilasciata da altro Stato membro che faccia ingresso per esercitare attivita' di lavoro qualificato

      Per soggiorni di durata inferiore a 90 gg. validi anche visti uniformi Schengen o titoli di soggiorno (indicati da ciascun paese in apposito elenco) rilasciati da Paesi Schengen (Austria, Belgio, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia e Svizzera; ingresso di Romania e Bulgaria nell'Area Schengen rinviato per veti di Olanda, Finlandia, Germania e Belgio), a condizione di possesso di documento di viaggio valido, disponibilita' di risorse per soggiorno e viaggio (nella misura indicata da ciascun paese), insussistenza di pericolosita' e assenza di segnalazioni per la non ammissione in area Schengen; nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)

      Lo straniero altamente qualificato che sia entrato legalmente in Italia (anche in esonero di visto) puo' ottenere, in presenza dei requisiti, la Carta Blu UE, senza che debba munirsi di visto di ingresso apposito

 

Motivi ostativi

 

      Ingresso: non ammesso lo straniero

o      pericoloso per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato

o      che non soddisfi requisiti Schengen (mancanza di passaporto o di risorse; minaccia per la sicurezza degli Stati; segnalazione per la non ammissione, dovute, per esempio, ad espulsioni pregresse con divieto di reingresso), salvo deroghe per motivi umanitari, costituzionali o internazionali

o      condannato (anche patteggiamento) reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione

o      condananto (defintivamente) per vendita marchi contraffatti o violazione delle norme sul diritto d'autore

      In caso di ricongiungimento, rileva solo pericolo per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o di Stato Schengen

      Diniego di visto (escluso famiglia, lavoro, cura, studio) per ordine pubblico o sicurezza Stato senza obbligo motivazione (prassi: assenza di motivazione per qualsiasi motivo); nota: disposizione immediatamente disapplicabile perche' in contrasto con Reg. CE 810/2009, che impone l'obbligo di motivazione di ogni rifiuto (le motivazioni relative alla sicurezza degli Stati Schengen sono espresse pero' in modo sintetico e privo di riferimenti alla situazione specifica)

      Deroga al divieto di ingresso in caso di presentazione di domanda di asilo o di applicazione del regime di protezione temporanea

 

 

3. Lavoro subordinato

 

Programmazione dei flussi

 

      Uno o piu' decreti annuali (mancata pubblicazione: DPCM < quote precedenti, salvo stagionali, per i quali la quota puo' essere superata)

      Le Regioni possono trasmettere un rapporto annuale su flussi sostenibili

      Possibilita' di quote riservate, per

o      paesi che abbiano stipulato accordi

o      discendenti da italiani < 3 grado ascendente (iscritti in liste istituite in ogni rappresentanza)

o      iscritti in liste di lavoratori formati all'estero (possibile prevedere lo sforamento della quota su richiesta)

      Possibilita' di limitazioni per paesi che non collaborano

      Liste (accordi, formati all'estero, discendenti da italiani)

 

Richiesta di nulla-osta

 

      Richiesta di nulla-osta al lavoro da parte del datore di lavoro (per via telematica) per lavoratore residente all'estero allo Sportello unico presso l'UTG:

o      verifica, presso il centro per l'impiego competente, della indisponibilita' di un lavoratore presente sul territorio nazionale, idoneamente documentata (L. 99/2013; non disciplinata in dettaglio)

o      reddito congruo (soglia non determinata per lavoro in impresa; doppio del costo del lavoro per domestici; non richiesto in caso di assunzione di badante da parte di datore invalido)

o      garanzia alloggio idoneo (allentamento dei requisiti in alcuni Comuni), con eventuale partecipazione alla spesa e limitata decurtazione del salario

o      spese rimpatrio (solo se coattivo, in base al testo del contratto di soggiorno)

o      comunicazione variazioni

      Lo Sportello Unico verifica il rispetto della quota e dei minimi stabiliti dal CCNL e la sussistenza dei requisiti relativi al reddito del datore di lavoro

      La Questura verifica l'assenza di motivi ostativi in capo a datore di lavoro e lavoratore

      Nulla-osta rifiutato o revocato

 

 

Ingressi extra-quota

 

      Ingressi extra-quota:

o      traduttori, interpreti, ricercatori, lettori, professori universitari, dirigenti, spettacolo, circensi, marittimi, dipendenti da appaltatore estero (per opere o servizi), colf di italiani all'estero, giornalisti, dipendenti da imprese estere (per compiti specifici), lavoratori in addestramento, infermieri professionali, docenti di scuole straniere;

o      permesso rinnovabile di norma solo per lo stesso rapporto in corso; eccezione (anche con altri rapporti, ma stessa qualifica; > 1 anno di disoccupazione garantita): traduttori, interpreti, colf, infermieri

o      permesso non convertibile (nulla esclude, tuttavia, che possa essere rilasciato il permesso CE slp, anche in base a CGUE C-502/10; per ricercatori, pero', il rilascio e' escluso, ma rileva la durata del soggiorno ai fini del computo dei 5 anni)

      Semplice comunicazione allo Sportello unico da parte del datore di lavoro convenzionato, in luogo della richiesta di nulla-osta, per l'assunzione extra-quota di dirigenti o personale altamente specializzato, professori universitari e per l'ingresso di lavoratori alle dipendenze di organizzazioni o imprese operanti nel territorio italiano (L. 94/2009)

      Ingresso e soggiorno di lavoratori altamente qualificati ("Carta blu UE"; D. Lgs. 108/2012, di attuazione della Direttiva 2009/50/CE) per attivita' di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata (o attivita' assimilate):

       proposta di contratto di durata non inferiore a un anno per attivita' che richieda una qualifica professionale superiore

       indicazione del titolo di istruzione e della qualifica professionale dello straniero

       retribuzione non inferiore al triplo (24.789 euro) della soglia per l'esenzione dal ticket

       per frode o falsificazione o contraffazione di documenti

       quando il lavoratore non si rechi allo Sportello Unico entro 8 gg dall'ingresso (e per chi si trovi gia' in Italia?) per la sottoscrizione del contratto di soggiorno, salvo cause di forza maggiore

       per condanne a carico del datore di lavoro, negli ultimi 5 anni, per reati relativi a favoreggiamento dell'immigrazione illegale, prostituzione, sfruttamento di minori, sfruttamento del lavoro, occupazione illegale di straniero

       un ordinario permesso per motivi familiari di durata non superiore a 2 anni a condizione che siano in possesso di un valido documento (verosimilmente, di viaggio) e che siano soddisfatti i requisiti di reddito e alloggio

       un permesso CE slp, se soggiornano legalmente e ininterrottamente nel territorio dell'Unione europea da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 anni in Italia, e se sono soddisfatti i requisiti di reddito e alloggio

 

Ingressi con quota specifica

 

      Ingresso con quota specifica per sportivi professionisti (DPCM su proposta del CONI)

 

Osservazioni generali

 

      Osservazioni:

o      programmazione dei flussi = definizione di tetti massimi

o      limitazione attiva solo se piu' restrittiva dei criteri

o      criterio piu' restrittivo: residenza all'estero del lavoratore (non realistico)

o      programmazione gia' prevista dalla legge Martelli (criteri restrittivi; tetti infiniti, ma non sempre): analoga formazione di bacino di irregolarita'

o      restrittivita' dei criteri allentata dall'aggiramento (rapporti nati illegalmente) => irregolarita' forzata

o      soluzione pratica: uso improprio della richiesta di nulla-osta e sanatorie (1987, 1990, 1995, 1998, 2002, 2009, 2012)

o      in tempi recenti: uso di decreti integrativi per recepire tutte le domande presentate (2006; 2008)

o      casi interessanti: Tunisia 1998 e Sri Lanka 2003 (quote privilegiate non usate); Albania 2000 (liste per chiamata, usate per autosponsorizzazione); "esperimento" OIM: 1200 ingressi, 400 contatti; 300 gia' occupati; 100 partecipanti al corso; 70 occupati; 30 fallimenti

o      programmazione transitoria: meno burocratica, ma con quote limitate superiormente da quelle stabilite per l'anno precedente

 

 

4. Lavoro stagionale

 

Ingresso

 

      Programmazione dei flussi e modalita' analoghe a quelle previste per lavoro subordinato ordinario

      Abbreviazione dei termini per la procedura

      Silenzio-assenso in caso di richiesta da parte dello stesso datore della stagione precedente, conclusa regolarmente (art. 17 L. 35/2012)

      Accelerazione dell'istruttoria delle domande in caso di inizio imminente dell'attivita' lavorativa o di rientro di lavoratore gia' autorizzato nell'anno precedente

 

Diritto di precedenza

 

      Diritto di precedenza sui connazionali mai entrati in Italia per lavoro, a condizione di rimpatrio nei termini, per le richieste da parte degli stessi datori di lavoro o per chiamate numeriche

 

Nulla-osta e permesso triennali

 

      Dopo due anni consecutivi (a partire dal 2008), possibile rilascio di nulla-osta triennale (anche su richiesta di nuovo datore di lavoro)

      Visto rilasciato ogni anno, previa conferma della richiesta da parte del datore (art. 17 L. 35/2012: o richiesta di assunzione da parte di altro datore), a prescindere dalla pubblicazione del decreto flussi

      Permesso triennale; revocato in caso di mancato rispetto termini

 

 

5. Lavoro autonomo

 

Requisiti per l'ingresso

 

      Requisiti:

o      dichiarazione di assenza di motivi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio (es.: licenza o iscrizione ad albo, ordine o collegio); iscrizione ad albo subordinata al rispetto della quota fissata dal decreto-flussi e al riconoscimento del titolo (extra-quota)

o      nulla-osta della questura all'ingresso

o      attestazione delle risorse necessarie allo svolgimento dell'attivita', da parte dell'autorita' competente (camera di commercio, ordine professionale, etc.); per attivita' per le quali non e' richiesto titolo autorizzatorio, risorse pari a capitalizzazione su base annua assegno sociale; per quelle per cui e' richiesto il titolo autorizzatorio, risorse non inferiori al triplo di questo importo (decr. MAE 11/5/2011)

o      reddito > esenzione ticket (in sede di rilascio di visto)

o      risorse > risorse indicate dall'attestazione (in sede di rilascio di visto)

o      disponibilita' alloggio idoneo (in sede di rilascio di visto)

 

Requisiti in casi particolari

 

      Casi particolari:

o      attestazione delle risorse non richiesta per liberi professionisti

o      per soci e/o amministratori di cooperative, prestatori d'opera o consulenti: in luogo di dichiarazione e attestazione, compenso superiore alla soglia di reddito, garantito dal rappresentante della cooperativa o dal committente

 

Reciprocita'

 

      Non richiesta la condizione di reciprocita'

 

Rilascio della certificazione

 

      Certificazione requisiti rilasciata da Rappresentanza italiana (salvo conversione da studio, per la quale provvede lo Sportello Unico; nota: certificazione non richiesta per conversione da altri permessi)

 

Quote riservate per formati all'estero

 

      Quota riservata per iscritti in liste di lavoratori formati all'estero

 

Co.co.pro.

 

      Nota: la co.co.pro. e' un rapporto di lavoro autonomo

 

 

6. Ricongiungimento familiare

 

Titolari del diritto

 

      Titolari del diritto: permesso CE slp, lavoro subordinato o autonomo, asilo, protezione sussidiaria, studio, motivi religiosi, motivi familiari, di durata > 1 anno; permesso per ricerca scientifica o Carta blu UE di qualsiasi durata

 

Familiari ammessi

 

      Familiari:

o      coniuge di eta' > 18 anni, non separato (purche' il titolare del diritto non soggiorni in Italia regolarmente con altro coniuge); note:

       si dovrebbe estendere al coniuge gay, in base a Trib. Reggio Emilia (e Trib. Pescara), prassi conseguente e circ. Mininterno 26/10/2012

       l'estensione al partner dello stesso sesso (con relazione stabile costituita in Italia o in altro paese in cui non sia consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso) potrebbe essere invocata davanti al giudice in base a Sent. Corte Cost. 138/2010 e Sent. Cass. 4184/2012

o      figli minori (al momento della richiesta) non coniugati del richiedente o del coniuge, anche adottati; minori affidati (inclusi quelli affidati con provvedimento di Kafalah deciso od omologato da un giudice) o sottoposti a tutela equiparati a figli

o      genitori a carico (anche del coniuge, in quanto titolare di permesso per motivi familiari), se privi di altri figli nel paese d'origine o di provenienza ovvero se hanno piu' di 65 anni e gli altri figli sono impossibilitati a mantenerli per gravi e documentati motivi di salute (nota: incomprensibile la ratio della soglia di eta'); condizione ulteriore: che il coniuge del genitore non soggiorni in Italia regolarmente con altro coniuge

o      figli maggiorenni (anche del coniuge, in quanto titolare di permesso per motivi familiari) a carico, se non possono provvedere alle proprie indispensabili esigenze di vita in ragione di uno stato di salute che ne comporti l'invalidita' totale

o      genitore naturale del minore convivente in Italia con l'altro genitore (questi ultimi, entrambi regolari)

o      ascendenti diretti di I grado del minore non accompagnato rifugiato (significa: "anche se privati della potesta' genitoriale"?)

 

Familiari di comunitari o italiani

 

      Familiari di comunitari e italiani: si applica il D. Lgs. 30/2007; Cass. 17346/2010 (citata anche da Sent. Corte Cost. 202/2013): ai familiari di italiani le disposizioni di cui al D. Lgs. 30/2007 si applicano solo dopo che essi hanno ottenuto la carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino UE (il cui rilascio avrebbe valore costitutivo del diritto, in contrasto con art. 25 co. 1 Direttiva 2004/38/CE)

      Applicabili, se piu' favorevoli, le disposizioni per stranieri (art. 28, co. 2 T.U.; Cass. SS. UU. 21108/2013: solo quanto a modalita', non quanto a novero di familiari)

      Inespellibile, se non per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato, il coniuge o familiare entro il II grado di italiano (Cass. 19464/2011: anche di minore italiano), con questi convivente

 

Ingresso al seguito

 

      Possibilita' di ingresso al seguito del titolare di permesso CE slp o di permesso per lavoro subordinato (> 1 anno), lavoro autonomo, studio, religiosi e, verosimilmente, ricerca scientifica (DPR 394/1999 lo prevede per "attivita' scientifica")

 

Nulla-osta

 

      Richiesta di nulla-osta presso lo Sportello unico (per ingresso al seguito: procuratore); termine per il nulla osta: 180 gg. (non vale piu' il "silenzio-assenso")

      Requisiti (esclusi i casi di rifugiato e ricercatore):

o      reddito (rilevano anche redditi di familiari gia' conviventi)

       assegno sociale per il richiedente + 0.5 x assegno sociale x numero membri ulteriori del nucleo familiare

       per figli di eta' < 14 anni, quota specifica comunque limitata da assegno sociale

       per titolare di protezione sussidiaria, quota complessiva limitata da 2 x assegno sociale

o      alloggio, anche in comodato o in altra forma di disponibilita', anche diverso da quello dove risiede il richiedente, in possesso dei requisiti igienico-sanitari e di idoneita' abitativa, accertati dai competenti uffici comunali (criteri: Decr. Sanita' 5/7/1975; es.: altezza minima interna: m. 2.70, soggiorno di almeno 14 mq., illuminazione diretta in tutte le camere da letto, presenza del bidet, etc.; nei fatti, si da' rilievo di norma alla sola metratura)

o      assicurazione sanitaria o iscrizione SSN (contributo fisso, da determinare con DM, non ancora emanato; nelle more, fissato a 387,34 euro da Regione Emilia Romagna, Regione Veneto, Regione Friuli Venezia-Giulia; Trib. Milano: Regione Lombardia obbligata a consentire l'iscrizione al SSN previo versamento di un contributo dello stesso importo) per genitori a carico di eta' > 65 anni

      Al soddisfacimento dei requisiti (da dimostrare, comunque, prima dell'ingresso) per il genitore naturale puo' contribuire l'altro genitore regolarmente soggiornante

      Motivi ostativi sono limitati al caso di pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato o di altro Stato dell'Area Schengen

      Allo straniero espulso per ingresso o soggiorno illegale per il quale sia successivamente rilasciato il nulla-osta al ricongiungimento non si applica il divieto di reingresso

      Ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo di residenza del ricorrente; si applica il rito sommario di cognizione; il giudice puo' ordinare il rilascio del visto anche in assenza del nulla-osta

 

7. Studio e formazione

 

Tipi di studio o formazione consentiti

 

      Consentito ingresso per

o      studio universitario

o      studio superiore o istruzione tecnico-professionale (maggiorenni)

o      studio secondario (minori > 14 anni, entro accordi di scambio; minori > 15 anni, a condizione di adeguata tutela)

o      assegnatari di borse di studio

o      attivita' scientifica (non e' chiaro se sopravviva all'ingresso per ricerca scientifica)

o      formazione professionale o tirocini formativi, entro quota triennale apposita (L. 99/2013); circ. Minlavoro: tirocini per stranieri non sottoposti alle restrizioni (durata < 6 mesi; attivabili solo per laureati o diplomati da non piu' di 12 mesi) di cui all'art. 11 L. 148/2011 (nota: disposizione dichiarata illegittima da Sent. Corte Cost. 287/2012)

 

Studio universitario

 

      Requisiti:

 

 

8. Reingresso

 

Casi di reingresso

 

      Consentito in caso di

o      esibizione di permesso valido o di carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino comunitario; nota: CGUE C-606/10 sembra negare questa possibilita' in caso di permessi temporanei quali i permessi per richiesta asilo

o      esibizione di ricevuta della richiesta di rinnovo del permesso (attraversamento di un unico valico di frontiera esterna; transitoriamente, in determinati periodi, anche con attraversamento frontiere Schengen) e permesso in scadenza

o      esibizione di ricevuta della richiesta di rilascio del permesso per lavoro o motivi familiari (senza attraversamento frontiere Schengen) e visto corrispondente; note:

       Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi rilasciati conformemente allo stesso Regolamento (anche in attesa di primo rilascio)

       CGUE C-606/10 sembra negare questa possibilita' (forse in caso di visto non rilasciato conformemente a Reg. UE 265/2010)

o      esibizione di passaporto con visto di reingresso (CGUE C-606/10: anche con attraversamento di frontiere interne), rilasciato

       in caso di permesso di soggiorno smarrito o rubato

       in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 60 gg. (se chiesto il rinnovo); nota: senza restrizioni relative ad attraversamento frontiere

       in caso di permesso di soggiorno scaduto da < 6 mesi e in presenza di gravi motivi di salute (anche di coniuge e familiari I grado), purche' sussistano i requisiti per il rinnovo

       in caso di permesso di soggiorno scaduto per assolvimento di obblighi militari (decr. MAE 11/5/2011: previo nulla-osta questura se il permesso e' scaduto da oltre 6 mesi)

o      straniero parte offesa o sottoposto a procedimento penale, al solo fine di partecipare al giudizio o al compimento di atti per i quali e' necessaria la sua presenza; autorizzazione rilasciata, su richiesta dell'interessato o del difensore, dal questore, anche tramite la rappresentanza diplomatica o consolare italiana; decr. MAE 11/5/2011: visto rilasciato "per invito"

 

 

II. Soggiorno legale

 

1. Permesso di soggiorno

 

Richiesta e rilascio

 

      Richiesta entro 8 gg. (da ciascun ingresso)

      Rilascio (lavoro subordinato e familiari: Sportello unico) entro 20 gg. (termine ordinatorio); trascorso il termine previsto per il procedimento, possibile chiedere l'intervento sostitutivo del soggetto individuato dall'amministrazione; accolti dai TAR alcuni ricorsi contro il silenzio-inadempimento (il ricorso va presentato entro un anno dalla scadenza del termine)

      Contributo per il rilascio del permesso:

      Circ. Mininterno 2/4/2012: il pagamento del contributo e' dovuto anche in caso di emissione di duplicato (importo commisurato alla durata residua) e in caso di familiare maggiorenne di destinatario di protezione internazionale; il contributo non e' rimborsabile in caso di diniego

      CGUE C-508/10: illegittimo esigere contributi sproporzionati rispetto a quelli richiesti per il rilascio di una carta di identita' al cittadino nazionale per il rilascio (in particolare) di un permesso al titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o per il rilascio del permesso di soggiorno ai familiari di tale straniero o del titolare di un permesso CE slp

      Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); lavoro subordinato e motivi familiari: prima istanza predisposta da Sportello Unico; circ. Mininterno 27/1/2012: in mancanza del versamento del contributo, la domanda e' comunque ricevibile

      Ricevuta di spedizione + passaporto: regolarita' del soggiorno

      Convocazione in questura per impronte e consegna foto; appuntamento per comunicazione esito

      Problema nella prassi: nel caso del lavoro subordinato, appuntamento anche per la presentazione presso lo Sportello Unico (vanificata la previsione di diritti per chi abbia richiesto il rilascio del permesso)

 

Accordo di integrazione

 

      Sottoscrizione di accordo di integrazione ai fini del rilascio del permesso (presso lo Sportello Unico; in questura, se la richiesta di permesso si presenta li')

 

Facolta' e diritti nelle more del rilascio

 

      Nelle more del rilascio di permesso

o      per lavoro subordinato

       avvio del rapporto lavorativo autorizzato (L. 214/2011: fino a eventuale notificazione, al datore di lavoro, dell'esistenza di motivi ostativi al rilascio del permesso)

       iscrizione anagrafica

       iscrizione al SSN

       esami di guida e ottenimento patente e libretto di circolazione

       reingresso da frontiera esterna

o      per lavoro autonomo

       avvio dell'attivita' lavorativa

       reingresso da frontiera esterna

o      per motivi familiari

       iscrizione anagrafica

       reingresso da frontiera esterna

      Nota: Reg. UE 265/2010 estende liberta' di transito e circolazione in Area Schengen per titolari di visto di ingresso di durata > 3 mesi (anche in attesa di primo rilascio)

 

Dichiarazione di soggiorno

 

      Turismo, visite, affari e studio < 3 mesi:

o      solo dichiarazione di presenza: all'atto dei controlli di frontiera (ingresso da frontiera esterna), ovvero in questura o mediante comunicazione albergo entro 8 gg dall'ingresso (ingresso da frontiera Schengen)

o      ricevuta dichiarazione (per ingresso da frontiera esterna: timbro su passaporto) e passaporto (con eventuale timbro Schengen, in caso di ingresso da frontiera interna; nota: interpretazione basata su Reg. CE/562/2006): regolarita' fino a 3 mesi o scadenza visto, se previsto

 

Adempimenti per altri soggiorni brevi

 

      Altri soggiorni < 30 gg. (es.: lavoro per < 30 gg.): ai fini della regolarita' del soggiorno, sufficienti la ricevuta di richiesta permesso e il passaporto

 

Durata massima dei permessi

 

      Durata massima:

o      asilo: 5 anni

o      protezione sussidiaria: 3 anni

o      lavoro autonomo: 2 anni

o      lavoro subordinato tempo indeterminato: 2 anni

o      lavoro subordinato tempo determinato: minimo tra durata rapporto e 1 anno

o      Carta Blu UE con lavoro a tempo indeterminato: 2 anni

o      Carta Blu UE con lavoro a tempo determinato: durata del rapporto + 3 mesi

o      familiari: minimo tra durata del permesso del familiare e 2 anni (salvo figlio ultra-14-enne: durata fino ai 18 anni); nel caso di familiare di titolare di permesso per ricerca scientifica o di Carta Blu UE: durata del permesso del familiare, senza limite di 2 anni (2 anni, per familiare di titolare di permesso CE slp-"ex titolare di Carta Blu UE")

o      studio: 1 anno

o      lavoro stagionale: 9 mesi

o      ricerca scientifica: durata del programma di ricerca

o      giustizia: 3 mesi

o      volontariato: 18 mesi

o      altri motivi (es.: cure mediche): documentate esigenze, < durata visto (applicato?)

 

Altri permessi non corrispondenti a visto di ingresso

 

      Altri permessi rilasciabili: motivi umanitari (anche per protezione sociale, sfruttamento lavorativo, violenza domestica; rilasciato anche, nella prassi, per meriti particolari), minore eta', integrazione minore, assistenza minore (art. 31, co. 3 T.U.), cure mediche, sicurezza pubblica, richiesta asilo, attesa riconoscimento status di apolide (Trib. Roma: anche in assenza di altro permesso), acquisto cittadinanza, etc.

 

Affidamento preadottivo ad italiano

 

      Non richiesto permesso per affidamento preadottivo ad italiano

 

Variazione di domicilio

 

      Obbligo segnalazione variazione di domicilio entro 15 gg. (esclusi soggiorni < 30 gg.), salvo iscrizione anagrafica

 

Richiesta di rinnovo

 

      Richiesta: 60 gg. prima; non oltre 60 gg. dopo (Cassazione: anche dopo, purche' il ritardo non sia finalizzato alla maturazione dei requisiti)

      Contributo per il rinnovo del permesso:

      Richiesta spedita tramite Poste (per alcuni permessi, presentata in questura); la busta contiene copia del permesso in scadenza

      Ricevuta e originale permesso in scadenza: regolarita' del soggiorno

 

Cessazione del rapporto di lavoro

 

      L'efficacia delle dimissioni del lavoratore e della risoluzione consensuale del rapporto e' sospensivamente condizionata alla convalida effettuata presso la Direzione territoriale del lavoro o il Centro per l'impiego o presso le sedi individuate dai CCNL, o alla sottoscrizione di dichiarazione del lavoratore in calce alla ricevuta di trasmissione della comunicazione di cessazione del rapporto di lavoro; in mancanza, il lavoratore e' invitato dal datore di lavoro (entro 30 gg, a pena di perdita di ogni effetto della cessazione del rapporto) a presentarsi presso la sede per l'effettuazione della convalida o a sottoscrivere la dichiarazione; se il lavoratore non revoca le dimissioni o la risoluzione consensuale entro 7 gg lavorativi dalla ricezione dell'invito il rapporto si considera risolto

      Licenziamento o dimissioni (anche rapporto a tempo determinato, per giusta causa) => mantenimento del permesso; alla scadenza, se necessario, il permesso e' rinnovato per attesa occupazione in modo da consentire il completamento di 1 anno di iscrizione nelle liste di mobilita' o nelle liste per il collocamento obbligatorio o nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, o della maggior durata della prestazione di sostegno al reddito percepita (L. 92/2012), previa dichiarazione di disponibilita' al Centro per l'impiego entro 40 gg.; anche piu' volte, a seguito di recesso da successivi rapporti

      Mantenimento diritti permesso per lavoro subordinato (prassi?)

      Possibilita' di rinnovo ulteriore in presenza di risorse lecite come per ricongiungimento (L. 92/2012) o di sussistenza di nuovo contratto di soggiorno (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto: UNILAV o, per lavoro domestico, comunicazione all'INPS)

 

Requisiti per il rinnovo

 

      Reddito (salvo disoccupazione tollerata; autocertificazione; Trib. Bologna: rileva positivamente la disponibilita' di alloggio in comodato gratuito), anche per familiari a carico (come per ricongiungimento); giurisprudenza:

      Per lavoro subordinato: richiesta l'esistenza di contratto di soggiorno, salvo periodo di disoccupazione garantita

      Assenza di motivi ostativi al soggiorno (condanne, anche non definitive, anche patteggiate, per reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione, reati contro il diritto d'autore, pericolosita' per sicurezza dello Stato, segnalazioni SIS; in presenza di familiari, rileva la pericolosita' effettiva)

 

Limiti al rinnovo del permesso

 

      Rinnovo del permesso non consentito allo straniero che si assenti per > 6 mesi continuativi (se il permesso e' di durata < 2 anni) o per > meta' della durata (se il permesso e' di durata > 2 anni), salvo gravi motivi o adempimento obblighi militari

 

Durata del permesso rinnovato

 

      Durata del permesso rinnovato < durata al rilascio, salvi i casi di diversa durata esplicitamente prvista da T.U. o Regolamento (es.: per lavoro subordinato)

 

Facolta' e diritti nelle more del rinnovo

 

      Mantenimento di tutti i diritti nelle more del rinnovo (Direttiva Mininterno 5/8/2006); in particolare:

o      svolgimento attivita' lavorativa (anche nuovo rapporto; L. 214/2011: fino a eventuale notificazione, al datore di lavoro, dell'esistenza di motivi ostativi al rinnovo del permesso)

o      rilascio del nulla-osta al ricongiungimento (anche richiesta?)

o      reingresso da frontiera esterna (o, transitoriamente, Schengen)

o      iscrizione anagrafica

o      esami di guida e ottenimento patente e libretto di circolazione

o      rilascio dell'attestato di conducente da parte della DPL

o      assunzione di altro straniero

 

Rilevamento impronte

 

      Per rilascio o rinnovo (esclusi cure, < 3 mesi diversi da lavoro, stagionali < 30 gg)

 

Utilizzazione

 

      Permessi utilizzabili per motivi diversi da quello di rilascio:

o      lavoro subordinato, lavoro autonomo, motivi familiari, asilo, protezione sussidiaria, affidamento, integrazione minore: per studio e lavoro subordinato o autonomo (salvo limiti di eta')

o      motivi umanitari: per lavoro subordinato o autonomo; verosimilmente anche per studio (in caso contrario, sarebbe distinguibile il permesso per motivi umanitari rilasciato per protezione sociale)

o      ricerca scientifica: per insegnamento collegato al programma di ricerca

o      richiesta asilo: per lavoro subordinato o autonomo, dopo 6 mesi dalla presentazione della domanda (anche se in fase di ricorso); per formazione (a condizione di inserimento nei servizi di accoglienza)

o      protezione sociale: per studio e lavoro subordinato

o      assistenza minore: per lavoro subordinato o autonomo

o      minore eta': per studio (e, forse, per lavoro con contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione)

o      studio o formazione: per lavoro subordinato (< 1040 ore annuali)

o      acquisto cittadinanza: per lavoro subordinato o autonomo (giurisprudenza e orientamenti di DPL Modena; in senso opposto, Mininterno)

o      attesa adozione: per lavoro subordinato o autonomo (DPL Modena) e, verosimilmente, per studio

      Nota: stipula di contratto di soggiorno nei casi in cui e' consentito il lavoro subordinato richiesta solo a fini di conversione (sufficiente copia della comunicazione di avvio del rapporto)

 

Conversione

 

      La richiesta di conversione non e' gravata dall'onere del contributo previsto per rilascio e rinnovo del permesso

      Art. 5, co. 5 (e 9) T.U. (generalmente disatteso; eccezioni: TAR Lazio, TAR Lombardia e Cons. Stato 1612/2013, per conversione da motivi religiosi a lavoro; TAR Liguria, per conversione da motivi umanitari a lavoro)

      Extra quote (o entro quote anno sucessivo):

       il minore e' stato affidato ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o sottoposto a tutela, e il Comitato minori ha dato parere favorevole

       il gestore del programma di integrazione, attuato da ente con rappresentanza nazionale iscritto registro art. 42 T.U., certifica con idonea documentazione

-       presenza in Italia > 3 anni

-       inserimento > 2 anni programma integrazione

-       disponibilita' di alloggio

-       regolare attivita' di studio o lavoro in corso, o contratto di lavoro

o      qualunque permesso di durata residua > 1 anno => motivi familiari, in presenza dei requisiti per il ricongiungimento

o      qualunque permesso in mano a straniero legalmente soggiornante da almeno 1 anno => motivi familiari, in caso di matrimonio con persona legalmente soggiornante

o      studio => motivi religiosi

o      lavoro subordinato o autonomo, famiglia, religiosi => residenza elettiva (condizione: risorse cospicue; in particolare, da pensione)

      Entro quote (giurisprudenza: salvo attivita' sottratte alle quote; nota: previste, negli ultimi decreti-flussi, quote riservate):

 

Rifiuto o revoca: presupposti, elementi rilevanti

 

      Mancanza requisiti per ingresso e soggiorno (anche in relazione ad altri Stati Schengen)

      Reati ostativi:

      Rilevano:

o      nuovi elementi (la valutazione dei mezzi di sostentamento va fatta al momento in cui l'amministrazione si pronuncia)

o      sanabilita' di irregolarita' amministrative

o      obblighi costituzionali o internazionali o motivi umanitari

o      requisiti per altro permesso (di solito disatteso)

o      ai fini del rifiuto di rinnovo (e, verosimilmente, della revoca), in presenza di condanne, condotta e inserimento (orientamento minoritario della giurisprudenza)

 

Caso particolare: titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare

 

      Titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare (Sent. Corte Cost. 202/2013: anche straniero che abbia legami familiari in Italia; in precedenza, Cons. Stato: chiunque abbia un familiare regolarmente soggiornante in Italia o in via di regolarizzazione):

o      ai fini di rifiuto, diniego di rinnovo o revoca si tiene conto di legami familiari e sociali, durata del soggiorno pregresso e legami con il paese d'origine (Cons. Stato 5915/2013: anche rispetto a motivi ostativi diversi dalla pericolosita')

o      ai fini del diniego di rinnovo o della revoca del permesso per motivi familiari motivati da pericolosita' dello straniero, rileva solo la pericolosita' per ordine pubblico o sicurezza dello Stato o di Stato Schengen, valutata anche (verosimilmente, principalmente) sulla base di condanne per i reati di cui all'art. 380 o 407 co. 2 lettera a) c.p.p., o per i reati di favoreggiamento della migrazione illegale: le condanne generalmente preclusive non hanno carattere automaticamente ostativo

o      diniego o revoca in caso di matrimonio o adozione che abbiano avuto luogo al solo fine di consentire l'ingresso o il soggiorno dello straniero in Italia (circ. Mininterno: matrimonio di comodo da valutare sulla base di molti elementi)

o      revoca del permesso rilasciato, a seguito di matrimonio in Italia, allo straniero regolarmente soggiornante da almeno un anno, quando al matrimonio non sia seguita convivenza (salvo che dal matrimonio sia nata prole)

o      rifiuto o revoca, in caso di ingresso come coniuge o genitore a carico, quando sia presente in Italia coniuge dell'interessato regolarmente soggiornante con altro coniuge

      Nota: secondo Cons. Stato 5742/2013, Sent. Corte Cost. 202/2013 non va comunque interpretata nel senso che il beneficio dell'attenuazione dei motivi ostativi al soggiorno si estenda a un novero dei legami piu' ampio di quello contemplato ai fini del ricongiungimento

 

Caso particolare: titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suo familiare

 

      Titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro e suoi familiari: ai fini di rifiuto o revoca fondati su motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato si tiene conto di eta', durata del soggiorno pregresso, conseguenze dell'allontanamento per lo straniero e per i familiari, legami familiari e sociali, soggiorno pregresso e legami con il paese d'origine

 

Impugnazione dei provvedimenti negativi

 

      Ricorso al TAR; ricorso al Tribunale ordinario, senza termini di decadenza, quando si tratti di permesso richiesto o rilasciato a tutela del diritto all'unita' familiare (giurisprudenza: non in caso di conversione da motivi familiari ad altri motivi) o del diritto alla protezione internazionale, ovvero per motivi umanitari

 

Conseguenze dei provvedimenti negativi

 

      Rifiuto => espulsione (ma, verosimilmente, solo se non si aderisce all'invito a lasciare l'Italia entro un termine < 15 gg, o in caso di richiesta fraudolenta o manifestamente infondata)

      Annullamento o revoca => espulsione

 

Iscrizione anagrafica: parita' con l'italiano

 

      Parita' con l'italiano (domicilio; verosimilmente, anche senza fissa dimora; es.: lavoratore autonomo che abbia perso l'alloggio) per lo straniero regolarmente soggiornante

      In caso di dimora abituale, l'iscrizione anagrafica e' un diritto-dovere; in caso di dimora temporanea, sussiste il solo diritto

      Dimora abituale: richiesto un permesso di durata > 3 mesi o rinnovabile; requisito integrato anche in caso di ospitalita' in centro di accoglienza > 3 mesi

      L. 35/2012 (e circ. Mininterno 27/4/2012):

      Possibile la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dell'alloggio (circ. Mininterno 14/1/2013: l'esito negativo non puo' comportare il diniego dell'iscrizione)

      Possibilita' di iscrizione nelle more del rilascio di permesso per lavoro subordinato o familiari, o nelle more del rinnovo di qualunque permesso

      Controversie in materia di iscrizioni e variazioni anagrafiche di competenza del giudice ordinario

 

Iscrizione anagrafica e rinnovo del permesso

 

      L'iscrizione non decade in fase di rinnovo

      Necessario rinnovo dichiarazione di dimora entro 60 gg. dal rinnovo del permesso; cancellazione per irreperibilita' in seguito a censimento o ripetuti controlli ovvero, previo avviso da parte dell'ufficio con invito a provvedere in 30 gg., per mancato rinnovo della dichiarazione, trascorsi 6 mesi dalla scadenza del permesso

 

Residenza e iscrizione anagrafica

 

      Nota: ai sensi del codice civile, la residenza e' nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale, dove l'abitualita' della dimora e' da intendersi come stabilita' della permanenza nel luogo; l'iscrizione anagrafica non ha di per se' valore costitutivo, presumendosi, solo fino a prova contraria, la coincidenza fra residenza anagrafica e residenza effettiva della persona; e' consentito provare con ogni mezzo che l'effettiva residenza non coincide con quella anagrafica (Cassazione)

 

Iscrizione anagrafica e cittadinanza

 

      Il requisito di residenza legale per acquisto cittadinanza e' integrato dal soddisfacimento delle condizioni e degli adempimenti previsti dalle norme in materia d'ingresso e di soggiorno degli stranieri e da quelle in materia d'iscrizione anagrafica (art. 1 DPR 572/1993); nota: incompatibile con art. 16 L. 91/1992 (diritti degli apolidi legalmente residenti: diritti che la Convenzione di New York 1954 riconosce anche agli apolidi legalmente presenti)

      Nel senso della rilevanza della nozione civilistica di residenza (presenza effettiva e inserimento nel tessuto socio-culturale), giurisprudenza ordinaria (in relazione allo ius soli del neo-18-enne) e L. 98/2013

      In caso di discendente di ex cittadino italiano che intenda riacquistare la cittadinanza, si prescinde, per l'iscrizione anagrafica dalla durata del permesso; sufficiente anche la ricevuta di dichiarazione di presenza

 

Obbligo e onere di esibizione del permesso

 

      Obbligo di esibizione allautorita di pubblica sicurezza, salvo giustificato motivo, del passaporto o altro documento identificativo e (L. 94/2009) del permesso di soggiorno o altro documento attestante la regolarita' del soggiorno in Italia; ammenda di 2.000 euro e arresto fino a un anno per mancata esibizione (SS.UU. Cassazione 15643/2011: parziale abolitio criminis, dal momento che il reato e' integrato dalla mancata esibizione di entrambi i documenti e lo straniero illegalmene soggiornante, per definizione privo del permesso, non e' incriminabile; Sent. Corte Cost. 230/2012: mutamento interpretativo insufficiente a rendere necessaria la revoca delle condanne pregresse)

 

      Onere di esibizione del permesso di soggiorno per provvedimenti della pubblica amministrazione di interesse dello straniero, esclusi quelli relativi a sanita' per irregolari e prestazioni scolastiche obbligatorie; note:

      Esibizione del permesso richiesta in occasione di trasferimento di denaro; in mancanza, comunicazione dei dati al commissariato di P.S.

      Abrogata (L. 44/2012) l'imposta di bollo del 2% sui trasferimenti in denaro verso paesi non appartenenti alla UE effettuati da soggetti privi di matricola INPS o di codice fiscale

      Sent. Corte Cost. 245/2011: illegittima l'imposizione, ai fini della celebrazione del matrimonio dello straniero in Italia, della presentazione di un documento che dimostri la regolarita' del soggiorno; nello stesso senso, in precedenza, Sent. CEDU O'Donoghue c. UK; nota: il problema potrebbe continuare a sussistere ai fini delle pubblicazioni matrimoniali (secondo Trib. Brescia, pero', l'onere di esibizione non si applica, non trattandosi di autorizzazione; l'onere potrebbe essere escluso, coerentemente con circ. DAP 21/12/2009, per il fatto che si tratta di esercizio di un diritto e non di fruizione di un servizio)

 

 

2. Permesso CE per soggiornanti di lungo periodo

 

Requisiti per il rilascio

 

      Requisiti:

o      5 anni continuativi di soggiorno legale, anche da minorenne; non rilevano soggiorni con permessi brevi (< 3 mesi?) o per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o per volontariato; sono incluse assenze < 6 mesi consecutivi e 10 mesi complessivi (anche piu', per motivi gravi)

o      titolarita', al momento della richiesta, di permesso di durata > 3 mesi, diverso da studio o formazione (o ricerca scientifica per il titolare di borsa), motivi umanitari, protezione temporanea, asilo, protezione sussidiaria, richiesta asilo (nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE, che include i titolari di protezione internazionale; Sent. CGUE C-502/10: non possono essere esclusi i titolari di permesso che, rilasciato con limitazioni che non consentirebbero un soggiorno a tempo indeterminato, permette pero' di fatto, con successive proroghe, un soggiorno legale duraturo); escluso anche il caso di soggiorno per motivi diplomatici o per missioni speciali o in rappresentanza di organizzazioni internazionali o in attesa di una decisione sulla richiesta di permesso per protezione temporanea o per motivi umanitari; nota: non rileva l'eventuale tipo di rapporto di lavoro

o      reddito > assegno sociale (incluso potenziale trattamento pensionistico per invalidita')

o      assenza di pericolo per ordine pubblico o sicurezza dello Stato: si tiene conto, per la valutazione, anche di applicabilita' di misure di prevenzione, esistenza di condanne, anche non definitive, artt. 380 e 381 (non colposi) c.p.p., durata del soggiorno, inserimento sociale, familiare e lavorativo

o      superamento di un test di conoscenza della lingua italiana (su richiesta dello straniero; effettuato con modalita' informatiche o, comunque, per iscritto; richiesto livello A2); esonero per infra-14-enni, titolari di attestati di conoscenza, studenti universitari, dirigenti, professori universitari, ricercatori presso universita' o enti vigilati dal MIUR (decreto-legge 145/2013), traduttori e interpreti, giornalisti, soggetti con gravi limitazioni della capacita' di apprendimento per eta', patologie o handicap

 

Rilascio ai familiari

 

      La richiesta puo' riguardare anche i familiari inclusi nel novero di quelli ricongiungibili (anche quelli entrati successivamente al rilascio del permesso CE slp al soggiornante di lungo periodo? Secondo TAR Puglia, si', benche' sia stata soppressa la previsione esplicita da D. Lgs. 3/2007); requisiti ulteriori: reddito e alloggio come per ricongiungimento; si prescinde dalla durata del soggiorno pregresso (lettera della disposizione e giurisprudenza; Trib. Verona: il permesso e' rilasciabile, ma non consente la libera circolazione di lunga durata intraeuropea; nota: la Direttiva 2003/109/CE garantisce il diritto all'unita' familiare del soggiornante di lungo periodo, non il rilascio di un permesso CE slp ai familiari a prescindere dalla durata del soggiorno pregresso; in questo senso, prassi di alcune questure)

 

Presentazione della richiesta

 

      Richiesta presentabile tramite Poste in qualunque momento dopo la maturazione dei requisiti

      Rilascio o rifiuto entro 90 gg; TAR Lazio: Mininterno condannato, a seguito di class action, a rimediare entro un anno alla situazione di sistematico superamento del termine

      Contributo per il rilascio: 200 euro; non si applica per minori ne' per aggiornamenti del permesso

      CGUE C-508/10: illegittimo esigere contributi sproporzionati rispetto a quelli richiesti per il rilascio di una carta di identita' al cittadino nazionale per il rilascio al soggiornante di lungo periodo di un permesso CE slp o per il rilascio di un permesso al titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato membro o per il rilascio del permesso di soggiorno ai familiari di tali stranieri

 

Durata del permesso CE slp; rinnovo

 

      Durata del permesso CE slp: tempo indeterminato; rinnovo ogni 5 anni (dati e foto, non verifica requisiti) quale documento di identita'

 

Provvedimenti negativi

 

      Espulsione:

      Revoca:

o      per

       espulsione o sopravvenuta pericolosita' (si tiene conto di eta', soggiorno pregresso, conseguenze per titolare e familiari, legami sociali e familiari in Italia e nel paese d'origine)

       assenza dalla UE > 12 mesi consecutivi o dall'Italia > 6 anni (verosimilmente, consecutivi)

       conferimento permesso CE slp da altro Stato membro UE

o      possibile il riacquisto (dopo 3 anni di soggiorno) in caso di revoca per assenza o per conferimento da altro Stato membro UE

o      nota: la revoca non puo' essere adottata per il coniuge in caso di rottura del vincolo matrimoniale (circ. Mininterno)

o      revoca => altro permesso (salvo espulsione)

 

Diritti e facolta' del titolare

 

      Accesso a tutte le attivita' lavorative non vietate allo straniero ne' riservate all'italiano (esercizio di pubblici poteri o tutela sicurezza nazionale)

      L. 97/2013: accesso al pubblico impiego a parita' con il comunitario (esclusione di certi posti o funzioni di vertice corrispondenti a esercizio di pubblici poteri o tutela sicurezza nazionale); nota: la Direttiva 2003/109/CE consentirebbe solo l'esclusione delle attivita' che comportino l'esercizio, anche occasionale, di pubblici poteri

      Esonero dal contratto di soggiorno

      Accesso a tutte le prestazioni assistenziali (Direttiva 2003/109/CE: salvo che lo Stato membro non limiti la parita' alle prestazioni essenziali; L. 97/2013: anche assegno del Comune per famiglie con almeno 3 figli (in precedenza, cosi' anche la giurisprudenza, dato che la limitazione non e' mai stata adottata; nello stesso senso, invece, con riferimento a sussidi per l'alloggio, CGUE C-571/10) e all'edilizia popolare; nota: non prevista esplicitamente l'iscrizione obbligatoria al SSN (desumibile per via interpretativa)

      Cons. Stato 6352/2012: il rilascio del permesso CE slp ha carattere costitutivo dello status di soggiornante di lungo periodo ai sensi della Direttiva 2003/109/CE

 

Circolazione in ambito UE

 

      Possibilita' di stabilirsi in Italia, per i titolari di permesso CE slp rilasciato da altro Stato UE (esclusi Regno Unito, Irlanda e Danimarca), per studio, lavoro (entro quote, ma in esonero dal requisito di residenza all'estero) o (purche' in possesso di assicurazione sanitaria e di mezzi > 2 x soglia esenzione ticket) altro motivo

      Simmetricamente, consentito il soggiorno per titolari di permesso CE slp rilasciato dall'Italia in altro Stato UE, esclusi Regno Unito, Irlanda e Danimarca

 

 

III. Diritti:

 

1. Sanita'

 

Iscrizione obbligatoria al SSN; eccezioni; disposizioni applicabili

 

      Parita' col cittadino italiano per il titolare di permesso CE slp (art. 9, co. 12 T.U.) e di Carta Blu UE (art. 27-quater co. 15 T.U.)

      Iscritti obbligatoriamente:

o      regolare lavoro in corso o iscrizione al collocamento

o      regolarmente soggiornanti per

       lavoro subordinato o autonomo

       motivi familiari (escluso genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)

       asilo (anche art. 19, co.1)

       protezione sussidiaria

       asilo umanitario (art. 18; minori inespellibili, donne incinte o puerpere inespellibili e marito convivente; art. 20; nota: non citato art. 5 co. 6)

       richiesta asilo (non si applica ai trattenuti in CIE o ospitati obbligatoriamente in CARA)

       attesa adozione (anche senza permesso, per affidamento preadottivo a italiano)

       affidamento (a comunita' familiare o istituto di assistenza)

       acquisto cittadinanza

o      detenuti (anche in semiliberta' o misure alternative)

      Non obbligatoria l'iscrizione, salvo che siano obbligati a corrispondere l'IRPEF in Italia, per dirigenti o personale altamente specializzato, dipendenti di appaltatore con sede all'estero, giornalisti di testate estere

      Disposizioni applicabili agli iscritti obbligatoriamente:

o      parita' con gli italiani per assistenza in Italia (all'estero, solo assistenza  indiretta), contribuzione, validita' temporale, assistenza protesica e riabilitativa

o      iscrizione alla ASL del luogo di dimora (residenza legale o domicilio da permesso di soggiorno)

o      iscrizione (definitiva in caso di permesso per lavoro subordinato; provvisoria negli altri casi?) nelle more del rilascio del primo permesso (requisito necessario per il rilascio)

o      l'iscrizione permane in fase di rinnovo (cessa per espulsione, mancato rinnovo, revoca o annullamento definitivi)

o      retroattivita' (diritto) dalla data di ingresso in Italia, a condizione di regolare richiesta di permesso

o      copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009)

o      il 18-enne gia' titolare di permesso per motivi familiari conserva l'iscrizione (senza pagamento contributo) anche in caso di rilascio di permesso per studio

 

Assicurazione obbligatoria

 

      Assicurati obbligatoriamente (infortunio, malattia, maternita'): tutti i regolari (anche soggiorni < 3 mesi; es.: turismo, affari)

 

Iscrizione facoltativa al SSN; eccezioni; disposizioni applicabili

 

      Iscritti facoltativamente: altri regolarmente soggiornanti per > 3 mesi; in particolare: per studio, alla pari, residenza elettiva, religiosi, personale rappresentanze diplomatiche e simili, permesso CE slp rilasciato da altro Stato (?); genitore a carico entrato per ricongiungimento dopo i 65 anni

      Iscrizione preclusa ai titolari di permesso per motivi di cura (eccezione: iscrizione obbligatoria in caso di inespellibilita' per gravidanza o puerperio)

      Disposizioni applicabili agli iscritti facoltativamente:

o      contribuzione: proporzionale a reddito, ma > minimo fissato con DM (387,34 euro); studio, alla pari e genitore a carico ultra-65-enne: contribuzione forfetaria; per studio, 149,77 euro; per persone alla pari, 219,49 euro; per il genitore ultra-65-enne, contributo da fissare con DM (non emanato; nelle more, fissato a 387,34 euro da Regione Emilia Romagna, Regione Veneto, Regione Friuli Venezia-Giulia; Trib. Milano: Regione Lombardia obbligata a consentire l'iscrizione al SSN previo versamento di un contributo dello stesso importo)

o      dimora e parita', come per iscritti obbligatoriamente

o      durata: 1 anno, rinnovabile

o      assenza di retroattivita'

o      copertura per familiari a carico (escluso il caso di genitore ricongiunto da ultra-65-enne dopo l'entrata in vigore della L. 94/2009; per studio, previo pagamento del contributo forfetario di 387,34 euro)

 

Prestazioni per non iscritti al SSN

 

      Prestazioni per i non iscritti:

o      cure urgenti, immediatamente

o      altre prestazioni, previo pagamento

 

Prestazioni per irregolari

 

      Prestazioni per gli irregolari:

o      cure urgenti o essenziali, anche continuative; in particolare, prestazioni a tutela di minori, gravidanza, maternita', vaccinazioni, profilassi internazionale, profilassi, diagnosi e cura di malattie infettive, bonifica focolai, cura della tossicodipendenza

o      in caso di indigenza (dichiarata dallo straniero): prestazioni senza oneri a carico, salvo partecipazione alla spesa a parita' con l'italiano; esenzioni per

       prestazioni di primo livello accessibili senza impegnativa e senza appuntamento (es.: medicina generale, SERT, Dipartimenti di salute mentale, consultori familiari)

       urgenze

       gravidanza

       patologie

       eta'

       invalidita'

       reddito (per determinate prestazioni)

       terapia del dolore

       singola prestazione ambulatoriale urgente o comunque essenziale per straniero irregolare incapace di pagare il ticket (Decr. Mineconomia 17/3/2008, come interpretata da Accordo Governo-Regioni 20/12/2012)

o      codice STP (condizionato a indigenza?): anonimato, prescrizioni, validita' nazionale, durata 6 mesi, rinnovabile

o      divieto di segnalazione (salvo obbligo di referto per indizio di delitto perseguibile d'ufficio, a parita' con gli italiani; nota: referto non obbligatorio, quando possa discenderne un procedimento penale per l'assistito; l'introduzione del reato di soggiorno illegale rende sempre applicabile il divieto di segnalazione); prevale su obbligo di denuncia per reato di soggiorno illegale (circ. Mininterno 27/11/2009)

      Sent. Corte Cost. 252/2001: l'espulsione dello straniero che ha bisogno di cure urgenti o essenziali deve essere sospesa (giurisprudenza contrastante riguardo alle cure di matenimento o di controllo, ancorche' indispensabili per la vita; Cass. 14500/2013: la somministrazione di farmaci retrovirali e' cura "essenziale" se atta ad eliminare rischi per la vita o anche solo un maggior danno alla salute; Cons. Stato 5286/2011 e giurisprudenza prevalente: diritto al rilascio o alla conversione del permesso; motivi: umanitari o cure?)

 

Accordo Governo-Regioni 20/12/2012

 

      Recepito finora da Puglia, Friuli Venezia-Giulia, Campania

      Principali elementi:

o      medico di medicina generale per gli immigrati irregolari e pediatra di libera scelta per i loro figli (garantito da Toscana, Umbria, Provincia autonoma di Trento, Emilia Romagna, Marche e Puglia)

o      iscrizione temporanea al SSN per lo straniero che abbia presentato richiesta di rilascio del permesso (attuato per gli stranieri in attesa di regolarizzazione da circ. Minsalute 24/10/2013, anche sulla base di codice fiscale provvisorio)

o      iscritti obbligatoriamente al SSN anche

       minori a prescindere dal possesso di un permesso

       titolari di permesso per attesa occupazione

       titolari di permessi per motivi di giustizia

       titolare dello status di apolide

       titolare di permesso per residenza elettiva e pensione contributiva italiana

       titolare di permesso per motivi di salute o per motivi umanitari rilasciato a stranieri irregolari affetti da patologie incompatibili con il rimpatrio

       il marito convivente della donna incinta o che abbia partorito da meno di sei mesi (nota: nel testo si fa riferimento, impropriamente, al padre del bambino), a prescindere dal tipo di permesso di soggiorno

       lo straniero internato in ospedali psichiatrici giudiziari

       il richiedente asilo "Convenzione di Dublino" (non e' chiaro se si riferisca al richiedente inviato in Italia in base a Reg. UE n. 604/2013 o a chi sia in attesa di determinazione dello Stato competente in base allo stesso Regolamento)

o      per l'iscrizione dei richiedenti asilo si fa riferimento all'autocertificazione di effettiva dimora o alla dichiarazione di ospitalita'

o      sono prestazioni essenziali quelle relative a patologie che, col tempo, potrebbero determinare maggior danno (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti) per la salute o rischi per la vita; sono inclusi i trapianti (anche di midollo osseo)

o      l'esonero dalla partecipazione alla spesa previsto per lo straniero irregolare e privo di risorse economiche sufficienti vale esclusivamente per la specifica prestazione

o      il codice STP puo' essere rilasciato anche prima che lo straniero ricorra a una prestazione, al fine di facilitare l'accesso alle cure (in particolare ai programmi di prevenzione); qualora non sia possibile allo straniero esibire un documento di identita' e' sufficiente la registrazione delle generalita' da lui dichiarate

 

Ingresso e soggiorno per cure mediche

 

      Ingresso e soggiorno per cure mediche

o      due possibilita':

       nell'ambito di interventi umanitari (Minsanita' o Regioni)

       a condizione di dichiarazione da parte della struttura sanitaria che indichi il tipo di cura e la durata, pagamento anticipato del 30% del costo previsto, disponibilita' di mezzi di sostentamento (per convalescenza, accompagnatore e rimpatrio; anche sponsorizzazione), certificazione patologia, rilasciata all'estero nel rispetto della privacy

o      visto e permesso anche per accompagnatore

o      TAR Lazio: in caso di oggettiva impossibilita' di procurarsi un visto per cure mediche, il permesso di soggiorno per cure mediche puo' essere rilasciato sul posto qualora sussistano gli altri requisititi

 

 

2. Previdenza

 

Parita' con gli italiani; eccezioni

 

      Parita' con italiani (eccezione: allo stagionale non spettano assegno per il nucleo familiare e trattamento di disoccupazione)

 

Diritti in caso di rimpatrio

 

      In caso di rimpatrio:

o      diritti maturati conservati anche in assenza di accordo di reciprocita'; godimento dei diritti a 66 anni e 3 mesi (con applicazione dei successivi incrementi previsti per la generalita' dei lavoratori), anche in deroga (per regime puramente contributivo) al requisito di almeno 5 anni di contribuzione (e a quello di importo minimo della pensione non inferiore a una volta e mezza l'importo dell'assegno sociale?); reversibilita' solo in caso di morte successiva all'eta' pensionabile

o      in presenza di accordo, lo si applica (tipicamente, esportabilita' della prestazione e cumulo dei periodi di contribuzione); diritto alla ricostruzione della posizione contributiva per lo stagionale in caso di reingresso

      Accordi o convenzioni con Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Citta' del Vaticano, Corea del Sud (senza cumulo), Isole di Capo Verde, Israele (senza cumulo), Jersey e Isole del Canale, Jugoslavia (con Croazia, Macedonia, e Bosnia ed Erzegovina), Messico (senza cumulo), Principato di Monaco, San Marino, USA, Svizzera, Tunisia, Turchia, Uruguay, Venezuela

 

 

3. Assistenza sociale

 

Accesso alle prestazioni che costituiscano diritto soggettivo

 

      Assegno sociale (per 2014, 447,61 euro per 13 mensilita'; L. 133/2008: richiesti dieci anni di soggiorno legale continuativo, anche remoto) e provvidenze che siano diritti soggettivi in base a normativa assistenza sociale (per la pensione di invalidita' richiesta anche residenza) riservati a

o      titolari di permesso CE slp e minori iscritti nel permesso (L. 388/2000); possibile computo del futuro trattamento pensionistico di invalidita' ai fini del requisito di reddito per l'accesso al permesso CE slp per l'invalido in possesso degli altri requisiti per tale permesso (DPR 394/1999)

o      titolare di permesso per asilo o protezione sussidiaria (incluso permesso per motivi umanitari rilasciato su istanza della Commissione territoriale prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007) e suoi familiari

o      cittadini di Tunisia, Marocco, Algeria e Turchia residenti o legalmente impiegati e loro familiari (accordi euromediterranei; Cass. 17966/2011: si applica, in particolare, ai trattamenti di carattere non contributivo inclusi nell'Allegato X al al Reg. CE 883/2004: pensioni sociali per persone sprovviste di reddito, pensioni, assegni e indennita' per i mutilati e invalidi civili, pensioni e indennita' per i sordomuti, pensioni e indennita' per i ciechi civili, integrazione delle pensioni al trattamento minimo, integrazione dellassegno di invalidita', assegno sociale, maggiorazione sociale)

o      titolari di Carta Blu UE

o      familiari stranieri di cittadini comunitari con diritto di soggiorno (esclusi primi 3 mesi di soggiorno o prima ricerca di lavoro, salvo diritto per altra norma) o di cittadini italiani

o      straniero la cui situazione sia basata, in relazione alla sicurezza sociale, in piu' di uno Stato membro (Reg. UE 1231/2010, che estende l'applicazione dell'armonizzazione delle misure di sicurezza sociale prevista da Reg. CE 883/2004)

      Direttiva 2011/98/UE (da attuare entro il 25/12/2013): estende la parita' di trattamento con i cittadini nazionali, prevista da Reg. UE 1231/2010 ai lavoratori stranieri la cui situazione sia basata in un unico Stato membro; possibili limitazioni in materia di sicurezza sociale, ma non per i lavoratori occupati o che lo siano stati per oltre 6 mesi; possibile anche negare i sussidi familiari a stranieri ammessi per studio o per un lavoro di durata < 6 mesi

      Cass. 13576/2013: ai fini dell'ammissione al godimento dell'assegno sociale il reddito da prendere a riferimento e' quello esclusivo del richiedente, anche se si tratta di straniero ricongiunto come familiare a carico

      Prevista esplicitamente la parificazione al cittadino italiano del titolare di permesso CE slp ai fini del godimento della carta acquisti (L. 147/2013)

 

Accesso alle altre prestazioni

 

      Parita' con gli italiani per le altre prestazioni erogate discrezionalmente (es.: reddito minimo di inserimento, assunzioni obbligatorie, sussidi erogati dai comuni), per titolare di permesso > 1 anno e minori iscritti nel permesso (art. 41 D. Lgs. 286/1998)

      Prestazioni espressamente riservate a italiani e comunitari da disposizioni di legge successive ad art. 41 D. Lgs. 286/1998 si estendono a destinatari di protezione internazionale, a titolari di permesso CE slp (salvo esclusione esplicita, da art. 9 D. Lgs. 286/1998; in questo senso, giurisprudenza; resistenze dell'INPS) e a cittadini di Tunisia, Marocco, Algeria e Turchia residenti o legalmente impiegati e loro familiari (accordi euromediterranei; in questo senso, giurisprudenza)

 

Giurisprudenza costituzionale

 

      Sent. Corte Cost. 306/2008 e 11/2009: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 e art. 9, co. 1 D. Lgs. 286/1998 nella parte in cui impongono un requisito di reddito superiore a una determinata soglia ai fini del godimento di indennita' di accompagnamento (condizionato a inabilita' al lavoro totale) e di pensione di inabilita' (condizionato alla disponibilita' di un reddito inferiore a una certa soglia)

      Sent. Corte Cost. 187/2010: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'assegno mensile di invalidita' alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni), dato che il godimento di una misura mirata al sostentamento essenziale deve essere assicurato senza distinzione di nazionalita', in base ad art. 14 CEDU e art. 1 Prot. add. n.1, come interpretati dalla Corte europea dei diritti dell'uomo; nello stesso senso, Sent. Corte Cost. 61/2011, in relazione alla fruizione dei servizi sociali, e Sent. Corte Cost. 172/2013, in relazione a prestazioni assistenziali della Provincia autonoma di Trento; nello stesso senso anche Sent. Corte Cost. 40/2013 (e Cass. 26380/2013 e Mess. INPS 13983/2013), con riferimento a indennita' di accompagnamento e pensione di inabilita'; nota: il requisito di soggiorno pregresso di 5 anni potrebbe sopravvivere per misure di pura integrazione del reddito

      Estensione per via giurisprudenziale alle altre prestazioni (es.: Trib. Firenze, con riferimento all'assegno di maternita' erogato dai Comuni, e Trib. Bologna, a proposito dell'assegno sociale)

      Sent. Corte Cost. 329/2011: illegittimo art. 80, co. 19 L. 388/2000 nella parte in cui condiziona l'erogazione dell'indennita' di frequenza per minori disabili alla titolarita' del permesso CE slp (ossia al requisito di soggiorno pregresso di 5 anni): non e' ammessa discriminazione rispetto a misure mirate a tutelare un diritto fondamentale, ossia finalizzate a consentire il concreto soddisfacimento di bisogni primari della persona umana (non solo il suo sostentamento, come in Sent. Corte Cost. 187/2010), ne' un differimento di tale tutela quando questo possa pregiudicare irreparabilmente il godimento del diritto

      Sent. Corte Cost. 61/2011: legittimi gli interventi delle Regioni mirati ad attuare la parita' delle persone in materia di diritti fondamentali, a prescindere dalla regolarita' del soggiorno

      Sent. Corte Cost. 4/2013: prestazioni eccedenti i limiti dell'essenziale possono essere erogate in modo differenziato, allo scopo di conciliare la fruibilita' del beneficio con la limitatezza delle risorse; i criteri di differenziazione devono pero' essere ragionevolmente correlati alle finalita' della prestazione

 

 

4. Alloggio

 

Accoglienza per irregolari

 

      Accoglienza irregolari (sindaco, fino a completamento rete CIE)

 

Accesso agli alloggi di edilizia popolare

 

      Edilizia popolare, servizi di intermediazione e credito agevolato: parita' con gli italiani per

o      titolare di permesso CE slp (nota: Legge Regione Veneto 10/1996 esige il requisito di attivita' lavorativa anche per i titolari di permesso CE slp; aperta dalla Commissione UE una procedura di infrazione contro l'Italia)

o      titolare di permesso > 2 anni con lavoro regolare (requisito lavorativo di dubbia costituzionalita', secondo TAR Lombardia)

o      titolare di permesso per asilo o protezione sussidiaria (anche disoccupati?) e suoi familiari

 

Accesso ai contributi integrativi per i locatari

 

      Ai fini del riparto del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, i requisiti minimi (fissati con decreto Minlavori-pubblici; nota: il Decr. Minlavori-pubblici 4/8/2011 non li fissa) necessari perche' il locatario benefici dei contributi integrativi devono prevedere per gli immigrati la residenza > 10 anni in Italia o > 5 anni nella regione (L. 133/2008; nota: discriminazione diretta - potenzialmente legittima secondo la Corte Costituzionale se giustificata e proporzionata, illegittima secondo la giurisprudenza della Corte di Giustizia - e contrasto, per titolari di permesso CE slp o protezione internazionale, con Direttive 2003/109/CE e 2004/83/CE; nel senso del contrasto con Direttiva 2003/109/CE, in mancanza di una limitazione esplicita della parificazione dei titolari di permesso CE slp alle sole prestazioni essenziali, CGUE C-571/10)

 

Corte Cost.: diritto all'alloggio

 

      Sent. Corte Cost. 61/2011: il diritto ad una sistemazione alloggiativa, sia pur precaria e temporanea, e' da ritenersi incluso tra i diritti inviolabili dell'uomo

      TAR Lombardia: benche' siano legittimi criteri legati alla regolarita' del soggiorno e alla durata della residenza, rilevano, una volta ottenuta la regolarita', anche i periodi di soggiorno illegale

 

 

5. Scuola

 

Accesso dei minori stranieri alla scuola

 

      Minori, anche irregolari, titolari del diritto e soggetti all'obbligo di istruzione e formazione, e ammessi alla scuola di ogni ordine e grado (inclusi esami; forse anche dopo il compimento dei 18 anni, a dispetto dell'irregolarita', in base a Sent. Cons. Stato 1734/2007, Sent. Cons. Stato 5434/2009 e TAR Sicilia: si tratta di un diritto garantito dalla Costituzione, e solo le sue limitazioni devono essere esplicitamente previste dalla legge; Legge Provincia Bolzano garantisce il diritto di completare gli studi)

      Lo studente di eta' < 16 anni e' iscritto tendenzialmente nella classe corrispondente all'eta'; quello di eta' > 16 anni che abbia compiuto studi regolari nel suo Paese e' inserito nella scuola secondaria di II grado in base alla preparazione ed e' ammesso all'esame di Stato senza che debba prima superare l'esame conclusivo del I ciclo

      Circ. Miur 8/1/2010: limite (indicativo) del 30% alla percentuale di alunni stranieri in ogni calsse

      Trib. Milano: l'istruzione include la scuola d'infanzia

      Nota: verosimilmente incluso l'apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione

      Esonero dall'esibizione del titolo di soggiorno ai fini dell'adozione di provvedimenti nell'interesse dello straniero quando si tratti di provvedimenti in materia di prestazioni scolastiche obbligatorie (obbligo in capo all'istituzione pubblica); nota: se l'onere sussiste solo in caso di interesse esclusivo dello straniero, l'esonero si estende ai provvedimenti in materia di asili nido

 

 

6. Studio universitario

 

Misure a sostegno del diritto allo studio

 

      Parita' con gli italiani per le misure a sostegno del diritto allo studio

      Borse anche da anni successivi al primo (non disciplinato dal Regolamento)

      Nota: art. 5 L. 398/1989 prevede il requisito di cittadinanza italiana per l'accesso alle borse di studio per il perfezionamento all'estero (disposizione censurata da UNAR; richiesta dall'ASGI alla Commissione UE l'apertura di una procedura di infrazione contro l'Italia)

 

Durata e rinnovo del permesso

 

      Durata del permesso: stessa durata del corso (L. 128/2013), ma solo a seguito di modifica del DPR 394/1999 (entro 6 mesi dall'entrata in vigore di L. 128/2013); fino ad allora: durata < 1 anno, rinnovabile

      Rinnovo del permesso:

o      condizioni:

       1 esame, primo anno; 2 esami, anni successivi (basta uno, in presenza di motivi di forza maggiore)

       < 3 anni fuori corso

o      consentito anche per

       proseguire gli studi, con iscrizione ad un corso di laurea diverso (non corsi privati o corsi singoli, salvo che questi siano necessari per accedere a scuole di specializzazione o master o dottorati, ne' corsi di italiano), prima o dopo il conseguimento del titolo per il quale e' stato autorizzato l'ingresso (previa autorizzazione della prima Universita', in caso di trasferimento ad altra sede); TAR Toscana: gli anni fuori corso si cumulano ai fini dell'applicazione del limite al rinnovo

       conseguire specializzazione o dottorato (fino a un anno oltre la durata dei corsi)

      Rinnovo consentito, anche in caso di assenza di durata > 6 mesi, per lo studente che rientri in Italia dopo aver svolto una parte degli studi in altro Stato membro

 

Riconoscimento dei titoli di studio

 

      Riconoscimento titoli ai fini della prosecuzione degli studi: Universita'; esito possibile: equipollenza totale, equipollenza parziale (con abbreviazione del corso di studi), esito negativo

      In caso di inerzia o di esito negativo, possibile appello a MIUR, TAR o Capo dello Stato

 

Abilitazione in Italia

 

      Visto e permesso per esami di abilitazione per laureati in Italia

      Abilitati in Italia, con soggiorno pregresso > 5 anni: precedenza per l'iscrizione agli albi professionali (entro quote)

 

Accesso allo studio universitario extra-quota

 

      Accesso a parita' con gli italiani (incluse specializzazioni; UNAR e Trib. Udine: inclusi anche i corsi triennali  di specializzazione in medicina generale) per

o      regolarmente soggiornanti in Italia (Nota MIUR 18/5/2011: con titolo conseguito in Italia o equipollente) con permesso

       CE slp

       lavoro

       motivi familiari

       asilo

       protezione sussidiaria

       motivi umanitari (certamente in caso di permesso rilasciato per protezione sociale o, prima dell'entrata in vigore di D. Lgs. 251/2007, su richiesta della Commissione territoriale)

       religiosi

o      regolarmente soggiornanti in Italia da > 1 anno e titolo di scuola superiore conseguito in Italia (Nota MIUR 18/5/2011: o titolo equipollente, conseguito all'estero)

o      ovunque soggiornanti e titolo conseguito in scuole italiane all'estero o in scuole straniere il cui titolo sia riconosciuto in Italia

 

Accesso al lavoro

 

      Permesso utilizzabile per lavoro subordinato (< 1040 ore in un anno); verosimilmente, utilizzabile anche per lavoro autonomo (Direttiva 2004/114/CE)

      A seguito del consegumento di dottorato o il master universitario o la laurea triennale o specialistica (verosimilmente, anche se non tutto il corso e' stato frequentato in Italia; inclusi, verosimilmente anche il diploma di specializzazione e l'attestato o diploma di perfezionamento di durata annuale, per i quali e' comunque prevista la conversione entro quote anno successivo, se il corso e' stato frequentato interamente in Italia), alla scadenza del permesso per studio, consentita la conversione in permesso per lavoro o l'iscrizione nell'elenco anagrafico dei lavoratori in cerca di occupazione, per un periodo < 12 mesi (L. 94/2009 e L. 99/2013) e il conseguente rilascio di permesso per attesa occupazione

 

Titolare di permesso rilasciato da altro Stato membro

 

      Consentito l'ingresso senza visto di straniero in possesso di un titolo di soggiorno per studio rilasciato da altro Stato membro e dei requisiti per il soggiorno per studio in Italia, per proseguire o integrare gli studi in Italia, a condizione di

o      partecipare a un programma di scambio con lo Stato d'origine o essere stato ammesso a soggiornare nell'altro Stato membro per non meno di 2 anni o essere tenuto a svolgere una parte del programma di studio in Italia

o      produrre documentazione dell'autorita' accademica dell'altro Stato membro attestante la complementarieta' dei programmi da svolgere in Italia rispetto a quelli svolti in quello Stato

 

 

7. Professioni

 

Professioni regolamentate

 

      Definizione di professione regolamentata: quella il cui svolgimento richiede una delle seguenti condizioni:

o      iscrizione in albi e simili, subordinata al possesso di qualifica professionale o all'accertamento di specifica professionalita'

o      possesso di qualifiche professionali

o      possesso di un titolo professionale, il cui uso e' subordinato al possesso di qualifica professionale

 

Accesso allo svolgimento della professione: passi tipici

 

      Passi successivi tipici:

o      titolo di studio (es.: laurea)

o      titolo abilitante (es.: esame di Stato) o riconoscimento dei titoli conseguiti all'estero

o      iscrizione nell'albo (es.: iscrizione all'ordine dei medici) o, in mancanza, in elenco speciale, e svolgimento della professione

 

Riconoscimento del titolo conseguito in Stato extra-UE

 

      Riconoscimento titoli abilitanti conseguiti in uno Stato extra-UE

o      condizionato a esame, da parte di una conferenza di servizi, della qualifica professionale posseduta o dell'esperienza professionale maturata ed eventuale misura compensativa (tirocinio o prova attitudinale, a scelta della conferenza di servizi)

o      decisione entro 4 mesi

o      entro quote (dubbio; esonero almeno per titolari di permesso per asilo o protezione sussidiaria e loro familiari? e per professioni di cui all'art. 27 T.U.? nella prassi, extra quota per titolari di permesso di soggiorno che consenta l'accesso al lavoro o, verosimilmente, la conversione in un permesso per lavoro extra-quota)

o      possibile richiesta dall'estero

o      per l'espletamento dell'eventuale misura compensativa, rilasciabile visto per studio

 

Iscrizione all'albo professionale

 

      Iscrizione agli albi: entro quote (precedenza per abilitati in Italia con soggiorno pregresso di almeno 5 anni); extra quota per destinatari di protezione internazionale e loro familiari e, verosimilmente, per ingressi ex art. 27;  nella prassi: extra quota per titolari di soggiorno che consenta l'accesso al lavoro o, verosimilmente, la conversione in un permesso per lavoro extra-quota

      L'abilitazione, in Italia, per professioni sanitarie non e' sufficiente per iscrizione in albo e svolgimento professione: necesario preventivo benestare Minsalute (nota: la disposizione contrasta con quanto previsto, anche per medici, ostetrici, infermieri e farmacisti, dalla Direttiva 2005/36/CE in materia di riconoscimento automatico di titoli conseguiti in un paese UE ai fini dello svolgimento di professione sulla base del coordinamento UE delle condizioni minime di formazione)

      Il riconoscimento del titolo professionale sanitario perde valore in mancanza di iscrizione nell'albo e svolgimento professione entro 2 anni

 

Deroga per sanitari al seguito di delegazioni sportive o gruppi organizzati

 

      Consentito a medici e sanitari al seguito di delegazioni sportive (in caso di manifestazione sportiva ufficiale) e gruppi organizzati (in casi da determinare con decreto ministeriale) lo svolgimento della professione a vantaggio della delegazione o gruppo in deroga alle norme sul riconoscimento dei titoli (L. 183/2010)

 

 

8. Discriminazione

 

Norme di riferimento

 

      Norme di riferimento:

o      art. 43 T.U.: divieto di discriminazione fondata su razza, colore, origine nazionale o etnica, religione o cittadinanza

o      D. Lgs. 215/2003 (modificato da L. 101/2008): parita' di trattamento tra persone indipendentemente da razza e origine etnica (nota: non da nazionalita'; in senso contario, Trib. Bergamo) in materia di accesso all'occupazione, condizioni di lavoro, formazione e riqualificazione professionale, appartenenza a organizzazioni di lavoratori o datori di lavoro, protezione e sicurezza sociale, assistenza sanitaria, prestazioni sociali, istruzione, accesso a beni, servizi e alloggio

o      D. Lgs. 216/2003: parita' di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, indipendentemente da religione (nonche' convinzioni personali, handicap, eta', orientamento sessuale)

o      CEDU: divieto di discriminazione (anche rispetto a nazionalita') in materia di diritti fondamentali

o      art. 44 T.U. e art. 28 D. Lgs. 150/2011: tutela giurisdizionale

 

Divieti di discriminazione diretta e indiretta; limiti

 

      Divieto di discriminazione

o      diretta: per l'appartenenza ad un determinato gruppo, una persona e' trattata meno favorevolmente di un'altra, non appartenente a quel gruppo, in situazione analoga

o      indiretta: disposizioni, criteri, atti o comportamenti apparentemente neutri che mettono le persone appartenenti a un determinato gruppo in una posizione di particolare svantaggio rispetto a coloro che non appartengono a quel gruppo

      Sono considerate discriminazioni anche le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi di razza o di origine etnica, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignita' di una persona e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo

      Impregiudicate le differenze di trattamento basate sulla nazionalita' e le disposizioni sulle condizioni relative a ingresso, soggiorno, accesso all'occupazione, assistenza e previdenza di stranieri e apolidi; impregiudicato anche il trattamento, basato sulla legge, derivante dalla condizione giuridica di stranieri e apolidi

      Legittime le differenze di trattamento sulla base della razza o dell'origine etnica giustificate oggettivamente da finalita' legittime (in particolare, quando si tratti di requisiti essenziali in ambito lavorativo) perseguite attraverso mezzi appropriati e necessari

      Corte Cost.: legittime le differenze di trattamento (anche direttamente discriminatorie) giustificate oggettivamente da finalita' legittime perseguite attraverso mezzi proporzionati; CGUE: legittime, a queste condizioni, solo le discriminazioni indirette

 

Azione civile contro la discriminazione

 

      Azione civile, ricorso al giudice del luogo di domicilio del ricorrente (anche da parte di associazioni iscritte in apposito elenco o, in caso di discriminazioni collettive, di sindacati); si applica il rito sommario di cognizione

      In caso di discriminazione indiretta,

      Il giudice puo' condannare il convenuto al risarcimento del danno anche non patrimoniale e ordinare la cessazione del comportamento o dell'atto discriminatorio, adottando, anche nei confronti della pubblica amministrazione, ogni provvedimento idoneo a rimuoverne gli effetti

 

Requisito di residenza e discriminazione indiretta

 

      Art. 41 T.U. impone parita' tra italiani e stranieri con permesso > 1 anno per l'accesso ai sussidi erogati discrezionalmente dagli enti locali; se i sussidi sono erogati in base a criteri economici, e' facile che gli stranieri ne beneficino in proporzione superiore a quella degli italiani; rischio di effetto-attrazione; filtro adottato da diversi comuni: imporre un requisito di residenza pregressa pluriennale

      Giurisprudenza prevalente: l'imposizione di un requisito di residenza pregressa pluriennale per il godimento di un beneficio erogato dalla pubblica amministrazione da' luogo, generalmente, a discriminazione indiretta illecita, per mancanza di proporzionalita' e/o ragionevolezza (cosi' anche sent. Corte Cost. 2/2013, 133/2013, 172/2013 e 222/2013), la finalita' del contenimento della spesa pubblica non essendo sufficiente a giustificare il criterio; nota: sent. Corte Cost. 40/2011 ne afferma invece, almeno in linea di principio, la potenziale sufficienza)

      Rischio: spesa fuori controllo ovvero soppressione dei sussidi erogati discrezionalmente (guerra contro i poveri) o diminuzione del loro importo individuale (guerra tra poveri)

      Nota: il requisito economico di per se' puo' produrre discriminazione indiretta a danno degli italiani, ma si tratta probabilmente di discriminazione lecita, dato che il requisito e' correlato strettamente alla finalita' della misura

      Possibile soluzione per evitare l'effetto-attrazione: requsito di residenza a una certa data

 

Emergenza nomadi

 

      Cons. Stato 6050/2011: benche' il DPCM 21/5/2008, che dichiara lo stato di emergenza in relazione agli insediamenti "nomadi" in Lombardia, Lazio e Campania, sia illegittimo, perche' non sufficientemente motivato, e che negli atti preparatori si faccia spesso riferimento all'etnia Rom, non si ravvisa carattere discriminatorio, dal momento che  le misure si applicano a tutti coloro che si trovano nei campi nomadi

      Cass. 9687/2013: rigettato il ricorso del Governo contro Cons. Stato 6050/2011, dal momento che tale sentenza non e' fondata solo su una valutazione (discutibile), nel merito, dell'effettiva portata della situazione emergenziale, ma anche sull'esistenza di un difetto di istruttoria, non recando traccia, il provvedimento impugnato, di un pregresso infruttuoso tentativo di impiego di strumenti ordinari per far fronte alla situazione di emarginazione e disagio sociale collegata agli insediamenti di comunita' nomadi nelle regioni interessate

 

Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione

 

      Accesso al lavoro alle dipendenze della Pubblica amministrazione (controverso):

       posti di vertice dell'amministrazione, di magistrato e di avvocato dello Stato

       funzioni relative a provvedimenti autorizzativi e coercitivi e quelle di controllo di legittimita' e di merito

      Trib. Milano: il servizio civile non e' precluso allo straniero (confermato da Corte App. Milano); in senso contrario, parere dell'Avvocatura dello Stato, con conseguente rinnovo della preclusione nel bando per il 2013; ulteriore ordinanza Trib. Milano impone l'ammissione di tutti gli stranieri legalmente soggiornanti; bando modificato, con inclusione, pero', dei soli cittadini UE e dei loro familiari, dei titolari di permesso CE slp e dei destinatari di protezione internazionale

 

 

9. Minori

 

Tutela dell'unita' familiare

 

      Deroga ingresso e soggiorno familiare del minore soggiornante a tutela dello sviluppo psicofisico (Tribunale minorenni): permesso per motivi di assistenza minore (utilizzabile per lavoro; non convertibile in permesso per lavoro; iscrizione al SSN se lavoratore); Sent. Cass. SS.UU.Civ. 21799/2010: non si richiede necessariamente l'esistenza di situazioni di emergenza o di circostanze contingenti ed eccezionali strettamente collegate alla sua salute, ma e' sufficiente qualsiasi rischio di danno grave (ambiguita' rispetto alla durata della situazione di rischio: situazioni non di lunga o indeterminabile durata, e non aventi tendenziale stabilita'; glissa sulla durata Ord. Cass. 15025/2012; Ord. Cass. 4721/2013 considera tollerabile il disagio che normalmente consegue ad un rimpatrio dei minori medesimi o ad un allontanamento paterno!); note:

      Tutela delle unioni di fatto (ricongiungimento genitore naturale, purche' il minore soggiorni legalmente in Italia con l'altro genitore)

      Ricongiungimento anche per i figli del coniuge

      Minori affidati o sottoposti a tutela equiparati a figli ai fini della tutela dell'unita' familiare (inclusi quelli affidati con provvedimento di Kafalah deciso od omologato da un giudice)

 

Tutela relativa al permesso di soggiorno

 

      Rilascio di autonomo permesso per motivi familiari al compimento dei 14 anni (anche in mancanza di passaporto), valido fino ai 18 anni (prassi?)

      Consentito anche il rinnovo del permesso (per una sola volta) per motivi familiari al compimento dei 18 anni in caso di neo-maggiorenne ancora a carico di genitore in possesso dei requisiti di reddito e alloggio (circ. Mininterno 28/3/2008); nota: ulteriori rinnovi effettuabili in base ad art. 5, co. 5 T.U.

      Conversione del permesso per motivi familiari al compimento dei 18 anni, o in caso di cessazione vincoli o morte familiare; conversione del permesso per i minori affidati al compimento dei 18 anni (entro quote anno successivo; Sent. Corte Cost. 198/2003: anche affidamento di fatto o tutela)

 

Inespellibilita'

 

      Divieto di espulsione, salvo motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato; rimpatrio col familiare espulso; iscrizione minore irregolare < 14 anni permesso genitore o affidatario (o permesso per motivi familiari per > 14 anni); permesso per minore eta' negli altri casi (incluso minore non accompagnato, fino a completamento indagini sui familiari in patria)

      Nelle more dell'accertamento dell'eta' o in caso di dubbio, si presume la minore eta'

      Divieto di respingimento non previsto esplicitamente; anzi, L. 129/2011 prescrive l'adozione di modalita' idonee in caso di respingimento di minore; in precedenza, circ. Mininterno 9/7/2007 sembrava escluderlo

 

Minore non accompagnato: rimpatrio assistito; permesso per integrazione minore

 

      Definizione: minore privo di assistenza e rappresentanza (simultaneamente?) da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili secondo la legge italiana (DPCM 535/1999)

      Rimpatrio assistito del minore non accompagnato deciso da Comitato minori

      Permesso per integrazione minore al minore non accompagnato inserito in progetto gestito da ente autorizzato; utilizzabilita' per lavoro

      Convertibilita' del permesso (verosimilmente, qualunque sia il titolo) entro quote anno successivo, a condizione (L. 129/2011) di 3 anni di presenza in Italia, 2 anni di inserimento, o, in alternativa, provvedimento di affidamento ai sensi dell'art. 2 L. 184/1983 o tutela e parere favorevole del Comitato minori (circ. Mininterno: il parere del Comitato minori va prodotto al momento della presentazione dell'istanza di conversione; TAR Liguria: la mancanza emissione del parere non motiva il diniego di conversione)

 

Interesse superiore del fanciullo

 

      Interesse superiore del fanciullo in tutti i provvedimenti relativi a unita' familiare (incluso rimpatrio assistito)

 

 

10. Protezione sociale, regime premiale per giustizia o sicurezza pubblica, protezione dallo sfruttamento lavorativo, protezione dalla violenza domestica

 

Protezione sociale: presupposti; permesso; facolta'

 

      Rischio per l'incolumita' (anche a seguito di eventuale rimpatrio) derivante da dichiarazioni rese in indagini o nel giudizio relativi a delitti di cui ad art. 3 L. 75/1958 (in materia di prostituzione) o art. 380 c.p.p., o dal tentativo di sottrarsi al condizionamento criminale (anche in caso di violenza o grave sfruttamento in ambito lavorativo), ovvero condanna per reato commesso in eta' minore e partecipazione a un programma di integrazione sociale:

o      il rischio puo' emergere nel corso di indagini o di interventi assistenziali dell'ente locale

o      rilascio di permesso "per motivi umanitari" (distinguibile solo per gli uffici competenti); durata: 6 mesi, rinnovabile per 1 anno o piu' (se permangono i motivi che ne hanno richiesto il rilascio)

o      condizione: inserimento in progetto gestito da associazione convenzionata

o      in caso di rischio, non richiesta denuncia ne' collaborazione; notitia criminis trasmessa comunque alla Procura (parere di questa possibile, ma non obbligatorio)

o      rilascio anche senza passaporto e dimostrazione disponibilita' di alloggio e di risorse per soggiorno e rimpatrio

o      sospensione o revoca dell'eventuale espulsione pregressa

o      accesso a lavoro subordinato o studio

o      iscrizione al SSN

o      revoca in caso di sottrazione agli impegni o cessazione dei motivi

o      conversione: lavoro (entro quote anno successivo) o studio

o      disposizioni applicabili anche a comunitari in situazione di grave pericolo (escluso il caso di persona condannata nella minore eta'?)

 

Vittime di tratta: risarcimento

 

      Vittime di tratta risarcibili (art. 600 septies c.p. e art. 13 Direttiva 2011/36/UE; in questo senso, Corte App. L'Aquila)

 

Collaborazione anti-terrorismo

 

      Collaborazione in indagini o procedimenti relativi a delitti di natura terroristica:

o      rilascio di permesso di 1 anno, rinnovabile, o permesso CE slp (per collaborazione eccezionale in indagini o procedimenti relativi a delitti di natura terroristica; in contrasto con Direttiva 2003/109/CE) su iniziativa del questore o su richiesta delle Forze di polizia, dei Servizi o del Procuratore della Repubblica

o      revoca in caso di condotta incompatibile o di cessazione delle condizioni

 

Rilascio del permesso in caso di sfruttamento del lavoro

 

      Possibile il rilascio di un permesso per motivi umanitari della durata di 6 mesi, rinnovabile per un anno o piu' fino alla definizione del procedimento penale a carico del datore (e verosimilmente convertibile in permesso per lavoro), quando si applichi l'aggravante di particolare sfruttamento lavorativo per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro di cui all'art. 603-bis c.p., allo straniero che abbia denunciato il datore e cooperi al procedimento penale instaurato a carico di questo (D. Lgs. 109/2012); verosimilmente, il permesso e' convertibile

      Il permesso e' revocato in caso di condotta incompatibile con le finalita' dello stesso permesso o a seguito del venir meno delle condizioni che ne hanno giustificato il rilascio (D. Lgs. 109/2012)

 

Rilascio del permesso a favore di vittime di violenza domestica

 

      Possibile il rilascio di un permesso per motivi umanitari allo straniero per il quale, nel corso di indagini o di un procedimento per violenza domestica o di interventi assistenziali dei centri antiviolenza o dei servizi sociali, siano accertate situazioni di violenza o abuso, un pericolo per l'incolumita', a causa della scelta di sottrarsi alla violenza o per effetto delle dichiarazioni rese nel corso delle indagini o del giudizio (art. 18-bis D. Lgs. 286/1998, introdotto da L. 119/2013)

      Ai fini del rilascio del permesso non e' richiesto che la vittima cooperi nell'attivita' investigativa ne' che il procedimento penale sia gia' in corso (circ. Mininterno 26/8/2013)

      Non luogo a procedere per il reato di soggiorno illegale in caso di rilascio del permesso (circ. Mininterno 21/10/2013)

      Permesso di durata annuale, rinnovabile finche' perdurino le esigenze; consente l'accesso al lavoro; convertibile in permesso per lavoro  (circ. Mininterno 21/10/2013)

      Permesso revocato in caso di condotta incompatibile con le sue finalita'

 

 

11. Autocertificazione

 

      Lo straniero regolarmente soggiornante puo' autocertificare dati o fatti richiesti da una amministrazione pubblica o da un concessionario di pubblici servizi se tali dati o fatti sono in possesso di una qualunque amministrazione pubblica, con eccezione per la certificazione richiesta dalle norme sull'immigrazione; tale eccezione, che dovrebbe essere soppressa dal 30/6/2014 (L. 35/2012, L. 228/2012, DPCM 26/6/2013, decreto-legge 150/2013), non si applica comunque alla certificazione richiesta dalle norme sulla cittadinanza, per la quale deve essere quindi utilizzata da subito l'autocertificazione (circ. Ministro Pubbl. Amministrazione 17/4/2012); l'attestato di idoneita' abitativa richiesto ai fini del rilascio di nulla-osta al ricongiungimento non ha pero' natura di certificato, e non potra' essere sostituito da autocertificazione (circ. Ministro Pubbl. Amministrazione 17/4/2012)

 

 

IV. Immigrazione illegale

 

1. Controllo e sanzioni

 

Controllo del territorio

 

      Possibile per i sindaci avvalersi di associazioni non armate per la segnalazione alla polizia locale o di Stato di eventi che possano arrecare danno alla sicurezza urbana o di situazioni di disagio sociale (Sent. Corte Cost. 226/2010: illegittima la segnalazione di stuazioni di disagio sociale); le associazioni sono iscritte in apposito elenco, previa verifica del possesso dei requisiti stabiliti con decreto Mininterno[1] (L. 94/2009)

      Il sindaco segnala alle competenti autorita' la condizione di soggiorno irregolare dello straniero ai fini dell'allontanamento dall'Italia; gli agenti di polizia municipale accedono alle banche dati sui permessi (L. 125/2008)

 

Sanzioni

 

      Reato di ingresso e/o soggiorno illegale:

      Reclusione da 6 mesi a 3 anni (e possibile confisca dell'immobile) per chi dia alloggio a titolo oneroso a straniero irregolare (al momento della stipula o del rinnovo del contratto) al fine di trarne un ingiusto profitto (condizioni vessatorie rispetto a quelle di mercato, imposte - giurisprudenza oscillante sul punto - grazie alla condizione di irregolarita' dello straniero)

      Reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5000 euro per ogni lavoratore per il datore di lavoro che occupi alle proprie dipendenze lo straniero non autorizzato (purche' vi sia il dolo) e pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore (D. Lgs. 109/2012); ai fini del pagamento di quanto dovuto a titolo retributivo, contributivo e fiscale si presume una durata minima del rapporto di 3 mesi, salvo prova contraria (D. Lgs. 109/2012); con decreto ministeriale saranno determinate le modalita' di informazione degli stranieri interessati sulla possibilita' di recuperare i crediti da lavoro (D. Lgs. 109/2012)

      Pene per il reato di occupazione alle proprie dipendenze di straniero non autorizzato aumentate da un terzo alla meta' se i lavoratori occupati (D. Lgs. 109/2012) sono piu' di 3, o sono minori in eta' non lavorativa, o sono sottoposti ad altre condizioni di particolare sfruttamento

      Reclusione da 5 a 8 anni e multa da 1.000 a 2.000 euro per il reclutamento di manodopera (non necessariamente straniera) o la sua organizzazione in condizioni di grave sfruttamento, messe in atto approfittando dello stato di bisogno o di necessita' dei lavoratori (art. 12 L. 148/2011)

      Reclusione fino a 15 anni (piu' possibile aumento fino alla meta') per il favoreggiamento dell'ingresso illegale

      Reclusione fino a 4 anni per il favoreggiamento della permanenza illegale finalizzato all'ottenimento di un ingiusto profitto; non costituiscono reato le attivita' di soccorso e assistenza umanitaria; note

      Sent. Corte Cost. 249/2010: illegittima la disposizione (L. 125/2008) in base alla quale il soggiorno illegale e' considerato circostanza aggravante comune

 

 

2. Respingimento alla frontiera

 

Presupposti

 

      Adottato per straniero

o      che si presenti al valico di frontiera sprovvisto dei requisiti per l'ingresso o il reingresso (incluso il requisito di assenza di motivi ostativi e segnalazioni per la non ammissione in area Schengen)

o      che sia fermato all'atto dell'ingresso in elusione dei controlli, o subito dopo

o      che sia temporaneamente ammesso per la necessita' di prestargli soccorso

      In caso di impossibilita' di esecuzione immediata a causa di impedimenti (inclusi necessita' di prestare soccorso, mancanza documenti, incertezze sull'identita' o nazionalita', indisponibilita' di un vettore, rischio di fuga; nota: il rischio di fuga di per se' non e' un impedimento all'esecuzione immediata), trattenimento in CIE; nota: negli anni scorsi, si e' dato luogo al trattenimento di migranti a bordo di navi

 

Oneri e sanzioni per il vettore

 

      Oneri (rimpatrio respinti) e sanzioni (per mancato controllo documenti o - "e"? - mancata segnalazione documenti irregolari) per il vettore che trasporti straniero da respingere

 

Tutela dei diritti

 

      Deroga in caso di applicazione di un regime di protezione temporanea o di presentazione di domanda di asilo: non si applicano le disposizioni su presupposti (incluse disponibilita' di mezzi, assenza di condanne e pericolosita' e assenza di divieti di reingresso) ed esecuzione del respingimento, ne' su oneri a carico del vettore (nota: al momento dell'imbarco, il vettore pero' non sa se verra' presentata domanda d'asilo)

      Divieto assoluto di respingimento, anche indiretto, verso un paese in cui vi sia rischio di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali

      Assistenza alla frontiera allo straniero respinto

      Il respingimento di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, sono effettuati con modalita' adatte al caso particolare; nota: sembra escluso che sussista un implicito divieto di respingimento del minore (come si evinceva, invece, da circ. Mininterno 9/7/2007)

      Gdp Palermo estende al respingimento il divieto di espulsione per coniuge di donna incinta (Sent. Corte Cost. 376/2000)

 

Respingimenti in mare

 

      Stranieri respinti in alto mare verso la Libia:

 

Tutela giurisdizionale

 

      Non prevista convalida per il respingimento: possibile assenza di controllo giurisdizionale effettivo su misure limitative della liberta' in caso di respingimento differito per meno di 48 ore

      Non si applicano le tutele previste per l'espulsione da L. 129/2011 (Gdp Agrigento: i presupposti del respingimento differito devono quindi essere interpretati in modo restrittivo; illegittimo il respingimento adottato a distanza di molti giorni dall'intercettazione dello straniero)

      Ricorso al tribunale ordinario (Cass. 15115/2013, Cons. Stato 4543/2013), dal momento che, ai fini dell'adozione del provvedimento, il questore deve accertare che non sussistano i presupposti per l'applicazione, a tutela di diritti soggettivi, delle norme sulla protezione internazionale o umanitaria; in precedenza, orientamenti contrastanti:

 

Conseguenze del respingimento

 

      Non previsto divieto di reingresso a seguito di respingimento

 

 

3. Espulsione

 

Presupposti

 

      Provvedimento di espulsione adottabile per:

       ingresso in elusione dei controlli di frontiera

       mancata richiesta del permesso entro 8 gg dall'ingresso

       annullamento o revoca del permesso

       mancata richiesta di rinnovo entro 60 gg (Sent. Cass. 7892/2003: la richiesta tardiva va comunque valutata, e accolta, in presenza dei requisiti, se il ritardo non e' strumentale)

       rifiuto di rilascio o rinnovo del permesso (verosimilmente, solo in caso di mancato rispetto del termine, non superiore a 15 gg, indicato dal questore, e in caso di richiesta fraudolenta o manifestamente infondata)

       mancata dichiarazione di presenza per soggiorni brevi per visite, affari, turismo, studio, ovvero prolungamento illegale del soggiorno oltre il termine di 3 mesi (verosimilmente, dall'ingresso in Area Schengen) o quello piu' breve indicato nel visto di ingresso

       permanenza nel territorio dello Stato in assenza di comunicazione allo Sportello Unico per dipendenti da appaltatore con sede in altro Stato UE (nota: comunicazione propedeutica alla richiesta di permesso e indipendente dal comportamento dello straniero; verosimilmente, l'espulsione e' adottata solo in mancanza di tale richiesta)

       mancata dichiarazione di soggiorno per oltre 60 gg., da parte dello straniero in possesso di un titolo di soggiorno rilasciato da altro Stato Schengen (salvo titolare di permesso CE slp rilasciato da altro Stato Schengen o di suoi familiari), o cessazione delle condizioni di soggiorno di breve durata (Reg. CE/562/2006: documento di viaggio valido; risorse adeguate per soggiorno e viaggio; assenza di pericolosita' e di segnalazione per la non ammissione nell'Area Schengen)

       violazione, senza giustificato motivo, dell'ordine del questore di lasciare lItalia entro 7 gg.

       violazione del termine per il rimpatrio volontario

       violazione di una delle misure limitative della liberta' personale adottate dal questore in caso di concessione del termine per il rimpatrio volontario o in luogo del trattenimento in CIE

       violazione del divieto di reingresso

       elusione degli obblighi previsti da un programma di rimpatrio volontario

 

Esonero

 

      Nessun provvedimento e' applicato a carico dell'irregolare intercettato in uscita ai controlli di frontiera esterna (consacrazione dell'overstaying; nota: se il controllo ha luogo nell'attraversamento di una frontiera Schengen, lo Stato italiano non puo' favorire l'ingresso illegale in altro paese Schengen)

 

Effetti della scadenza del termine per il recepimento della Direttiva 2008/115/CE

 

      Modalita' (prima della L. 129/2011):

      Sent. CGUE C-61/11: incompatibile con Direttiva 2008/115/CE la disposizione che prevede la sanzione della reclusione per il mancato ottemperamento all'ordine del questore (nota: la Corte censura la disposizione sotto il profilo dell'efficacia)

      Giurisprudenza: trascorso il termine per il recepimento di Direttiva 2008/115/CE, disapplicazione delle disposizioni nazionali in contrasto con la Direttiva

 

Modalita'

 

      Concessione (su richiesta; schede informative) di un termine tra 7 e 30 gg (prorogabile in base al caso specifico) per il rimpatrio volontario (salvo che esistano i presupposti per l'accompagnamento coattivo):

o      imposizione di una o piu' misure limitative (consegna del documento di viaggio, obbligo di dimora, obbligo di firma):

       convalida del giudice di pace

       violazione: multa da 3.000 a 18.000 euro (giudice di pace) ed espulsione coattiva

o      non luogo a procedere per il reato di soggiorno illegale in caso di avvenuto rimpatrio

      Espulsione coattiva in caso di

o      mancata richiesta del termine per il rimpatrio volontario

o      rigetto di richiesta di permesso fraudolenta o manifestamente infondata

o      espulsione per pericolosita' (ordine pubblico, sicurezza dello Stato, terrorismo, prevenzione)

o      espulsione adottata dal giudice (inclusa quella per violazione dell'ordine del questore; nota: a rigore, anche quella per soggiorno illegale, ma la cosa contrasta con CGUE C-522/11)

o      rischio di fuga:

       assenza di documento di viaggio valido

       incapacita' di dimostrazione di disponibilita' di alloggio (e di risorse da fonti lecite?)

       dichiarazione di false generalita'

       violazione del termine per il rimpatrio volontario o del divieto di reingresso o dell'ordine del questore o delle misure limitative

o      elusione del programma di rimpatrio assistito

 

Categorie vulnerabili

 

      L'espulsione di disabili, anziani, minori, componenti di famiglie monoparentali con figli minori, vittime di gravi violenze psicologiche, fisiche o sessuali, e' effettuata con modalita' adatte al caso particolare

 

Caso particolare: titolare di diritto al ricongiungimento e suo familiare

 

      Ai fini dell'espulsione per soggiorno illegale di titolare di diritto al ricongiungimento o di familiare ricongiunto (e, verosimilmente, di familiare nato o acquisito in Italia) si tiene conto di vincoli familiari, durata del soggiorno pregresso e legami socio-familiari con il paese d'origine (nota: non si applica ai fini dell'espulsione sostitutiva dell'ammenda per il reato di soggiorno illegale)

 

Convalida dell'accompagnamento immediato; sospensione

 

      Convalida da parte del giudice di pace entro 48 ore per l'accompagnamento immediato; nelle more, sospensione dell'esecuzione

      Diritto dello straniero ad essere assistito dal difensore di fiducia o, in mancanza, d'ufficio, e ad essere ammesso al gratuito patrocinio

      Diritto ad essere assistito da interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)

 

Trattenimento in CIE

 

      Trattenimento nel CIE

o      presupposti

-       quando e' impossibile eseguire immediatamente l'espulsione con accompagnamento alla frontiera o il respingimento, a causa di impedimenti, inclusi

       necessita' di soccorrere lo straniero

       necessita' di accertamenti su identita' o nazionalita'

       necessita' di acquisire documenti per il viaggio

       mancanza di vettore

       rischio di fuga (nota: improprio includerlo tra gli impedimenti)

-       in attesa della convalida dell'accompagnamento (se e' impossibile il trattenimento in questura)

o      possibile alternativa (salvo pericolosita' o mancanza di documento di viaggio valido; nota: dovrebbe essere escluso anche il caso in cui vi sia rischio di fuga): misura limitativa (procedura e sanzioni come nel caso di misure imposte in corrispondenza alla concessione del termine per il rimpatrio volontario)

-       30 gg

-       prorogabile per altri 30 gg in caso di gravi difficolta' nell'accertamento di identita' o nazionalita' o nell'acquisizione dei documenti di viaggio

-       possibili due proroghe ulteriori di 60 gg ciascuna, se permangono le condizioni che lo hanno reso necessario

-       possibili ulteriori proroghe, di non piu' di 60 gg ciascuna, per un massimo di ulteriori 12 mesi, in caso di perdurante impossibilita' di allontanamento, nonostante sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo, a causa della mancata cooperazione al rimpatrio da parte dello straniero o di ritardi nell'ottenimento della necessaria documentazione dai Paesi terzi (nota: questi ultimi indipendenti dal comportamento dello straniero)

-       in caso di allontanamento indebito: ripristino della misura, senza azzeramento del computo del tempo

o      convalida del giudice di pace entro 48 ore (verifica dei requisiti per i provvedimenti di espulsione e di trattenimento; non dell'eventuale provvedimento negativo relativo al permesso), con le garanzie del contraddittorio (presenza del difensore e audizione dell'interessato); convalida anche delle proroghe, con le stesse garanzie; diritto dello straniero ad essere assistito dal difensore di fiducia o, in mancanza, d'ufficio, e ad essere ammesso al gratuito patrocinio

o      consentite visite di

       familiari conviventi

       difensore

       ministri di culto

       personale della rappresentanza diplomatica o consolare

       persone regolarmente soggiornanti (Carta dei diritti), previa autorizzazione da parte del prefetto

       rappresentante ACNUR (Carta dei diritti)

       associazioni convenzionate (Carta dei diritti)

o      consentito (da Direttiva Mininterno 24/4/2007; Direttiva 13/12/2011: salvo motivi di ordine pubblico o, in caso di lavori di ristrutturazione, motivi di sicurezza) accesso di

       rappresentanti di organizzazioni umanitarie internazionali e nazionali

       Sindaci, Presidenti di Provincia e Presidenti di Giunta e Consiglio regionale (previsione ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011 dopo che era stata soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, poi annullata da TAR Lazio)

       giornalisti e fotocineoperatori (previsione ripristinata da Direttiva Mininterno 13/12/2011 dopo che era stata soppressa da circ. Mininterno 1/4/2011, poi annullata da TAR Lazio)

o      tutela dello straniero trattenuto:

       diritti garantiti:

-       piena informazione relativa ai diritti su trattenimento, convalida e ricorso contro il provvedimento di espulsione o di respingimento

-       comunicazione all'autorita consolare del Paese di appartenenza (salvi i casi di rinuncia esplicita) e segnalazione del trattenimento, su richiesta, a familiari o conoscenti

-       tutela della salute psico-fisica

-       liberta' di colloquio riservato anche con visitatori provenienti dall'esterno e con membri degli organismi ammessi al CIE (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)

-       liberta' di corrispondenza riservata anche telefonica

-       possibilita' di esprimersi nella propria lingua o in altra nota all'interessato e di avvalersi di servizi di interpretariato (anche prima o nelle more della procedura di convalida del trattenimento)

-       tutela dell'unita' familiare: il nucleo familiare sottoposto a trattenimento deve essere ospitato nello stesso CIE e con godimento di spazi propri; in mancanza, si procede a trasferimento ad altro CIE adeguato

-       diritti del minore: il minore puo' essere trattenuto solo a tutela del suo diritto allunita' familiare, su richiesta di un genitore o su decisione del Tribunale per i minorenni; negli altri casi (incluso quello di minore non accompagnato) il minore e' affidato a struttura protetta indicata dal Tribunale per i minorenni

-       liberta' di culto, assistenza religiosa e rispetto delle specifiche esigenze relative al culto stesso, nei limiti imposti dalle esigenze della vita collettiva

-       rispetto delle caratteristiche personali, di razza o di abitudini di vita la cui compressione puo' determinare una lesione dell'identita'

-       tutela dal rischio di pregiudizio derivante dall'identita' sessuale

-       recupero degli effetti e dei risparmi personali

       se gli organismi ammessi al CIE non sono in grado di garantire tutte le forme di assistenza previste, il prefetto ne affida l'attuazione al gestore, che puo' avvalersi di operatori professionali qualificati

       deve essere assicurata, se possibile, la presenza quotidiana, nel centro, di operatori esterni

       il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private  della liberta' personale verifica il rispetto degli  adempimenti  connessi  ai  diritti degli stranieri trattenuti nei CIE, accedendovi senza restrizioni (decreto-legge 146/2013)

       ordine del questore di lasciare l'Italia entro 7 gg; giurisprudenza: provvedimento legittimo se l'impossibilita' e' motivata e se le cause che hanno impedito l'allontanamento non costituiscono impedimento per lo straniero

       il questore puo' consegnare allo straniero documentazione utile a raggiungere la rappresentanza consolare e il biglietto di viaggio

      Trib. Milano: concesse attenuanti a stranieri che hanno danneggiato il CIE, in base al mancato rispetto della liberta' di comunicazione (mancanza interprete e divieto dell'uso di cellulari); Trib. Crotone: assolti stranieri dal reato di danneggiamento aggravato e di violenza e oltraggio a pubblico ufficiale, perche' i loro atti sono stati determinati dalla necessita' di tutelare dignita' e liberta' personale, ingiustamente lese

      Nota: l'accoglienza nei Centri di primo soccorso e accoglienza (CPSA), spesso adottata a Lampedusa, non e' disciplinata dalla legge ne' sottoposta a convalida giudiziale

 

Reato di mancato ottemperamento dell'ordine del questore

 

      Mancato ottemperamento:

      Nota: secondo Sent. CGUE C-329/11, se e' esaurita la procedura prevista da Direttiva 2008/115/CE, sarebbe legittimo prevedere la reclusione dello straniero che si trattenga nel territorio dello Stato membro, se nulla gli impedisce di lasciarlo

 

Rimpatrio assistito

 

      Possibile l'attivazione di programmi di rimpatrio assistito da parte del Mininterno, anche in collaborazione con organizzazioni internazionali e intergovernative, enti locali, associazioni

      Esclusa l'ammissione di stranieri

      Nota: puo' essere ammesso lo straniero espulso coattivamente per rischio di fuga (associato a mancanza passaporto o alloggio, a dichiarazione di false generalita') o per richiesta di permesso fraudolenta o manifestamente infondata o per mancata richiesta del termine per il rimpatrio volontario, ma non e' chiaro in quale contesto possa chiederlo

      Condizione necessaria per l'ammissione: avvenuta identificazione dello straniero (nota: incentiva la collaborazione)

      L'ammissione dello straniero illegalmente soggiornante non e' condizionata alla preventiva adozione di un provvedimento di allontanamento (circ. Mininterno 7/1/2013)

      In caso di ammissione, sospesi il provvedimento di respingimento o espulsione (circ. Mininterno 7/1/2013: e, quindi, l'applicazione di un divieto di reingresso), l'ordine del questore e le misure limitative (non il trattenimento in CIE)

      Ammissione al programma di rimpatrio assistito in base alle seguenti priorita' (Decr. Mininterno 27/10/2011):

      Il programma puo' prevedere la corresponsione di un contributo economico e/o la cooperazione con il paese di destinazione a sostegno dell'inserimento dello straniero (Decr. Mininterno 27/10/2011)

      In caso di rimpatrio effettuato, interrotto il procedimento per reato di soggiorno illegale

      Espulsione coattiva in caso di sottrazione al rimpatrio assistito

 

Tutela giurisdizionale rispetto all'espulsione

 

      Ricorso

o      TAR per

       ordine pubblico o sicurezza dello Stato

       sospetto coinvolgimento o agevolazione attivita' terroristiche (non ammessa la sospensione cautelare)

o      giudice ordinario per

       misura di sicurezza (possibile anche la revoca da parte del magistrato o del Tribunale di sorveglianza)

       sostitutiva della pena

o      Tribunale di sorveglianza per alternativa alla pena (opposizione)

o      giudice di pace del luogo dove ha sede l'autorita' che ha adottato il provvedimento, negli altri casi; ricorso inammissibile se proposto oltre 30 gg dalla notificazione del provvedimento (60 gg. se presentato dall'estero); decisione inappellabile entro 20 gg. (possibile ricorso per cassazione); si applica il rito sommario di cognizione; competenza del tribunale in composizione monocratica, se risulta pendente un giudizio in materia di diritto all'unita' familiare o un giudizio di cui all'art. 31 co. 3 T.U. (L. 271/2004; sopravvive a D. Lgs. 150/2011?)

      Difensore di fiducia o, in mancanza, difensore d'ufficio, e ammissione al gratuito patrocinio per ricorso e convalide

      Assistenza interprete (Sent. Corte Cost. 254/2007: anche di fiducia; da disciplinare con legge)

 

Divieto di reingresso; violazione

 

      Divieto di reingresso:

      Reingresso non autorizzato dell'espulso: reclusione 1-4 anni (reiterazione: reclusione 1–5 anni); espulsione coattiva

      Giurisprudenza:

 

Carente recepimento della Direttiva 2008/115/CE

 

      Elementi di residuo contrasto con la Direttiva 2008/115/CE:

o      lo straniero irregolarmente soggiornante titolare di un permesso valido (o di altra analoga autorizzazione) in altro Stato membro dovrebbe avere la possibilita' di recarsi immediatamente in tale Stato (verosimilmente, immediatamente dopo che il suo soggiorno irregolare e' stato rilevato) prima che si proceda all'allontanamento, salvo che si tratti di straniero pericoloso (art. 6, co. 2)

o      per il divieto di reingresso non dovrebbe essere prevista una durata minima, (eventuale divieto commisurato alle esigenze proprie del caso particolare)

o      assenza di deroghe al divieto di reingresso per chi sia stato autorizzato a soggiornare in quanto vittima di tratta (art. 11, co. 3)

o      mancata previsione della possibilita' di sospensione del provvedimento di espulsione da parte del giudice competente per il ricorso (art. 13, co. 2)

o      mancata previsione di misure per garantire il diritto allo studio per i minori, nelle more dell'allontanamento dei genitori (art. 14, co. 1, lettera c); il rispetto dei diritti dei minori e' previsto solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000

o      mancata previsione di un riesame periodico della legittimita' del trattenimento, su richiesta dell'interessato o d'ufficio (art. 15, co. 3)

o      mancata previsione della cessazione del trattenimento quando non vi siano piu' prospettive di eseguire l'allontanamento o siano venuti meno i presupposti, quali, ad esempio, gli ostacoli frapposti dallo straniero (art. 15, co. 4)

o      mancata previsione di misure per la tutela delle persone vulnerabili trattenute (art. 16, co. 3)

o      mancata previsione di accesso ai centri di trattenimento di rappresentanti di organismi competenti (art. 16, co. 4), attualmente disciplinato solo da Direttive del Ministro dell'interno; il DPR 394/1999 prevede la possibilita' di accesso per enti e associazioni solo nell'ambito di progetti autorizzati o di affidamento di servizi

o      mancata previsione del diritto dello straniero di essere informato riguardo ai propri diritti (art. 16, co. 4), attualmente sancito solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000

o      mancata previsione del fatto che il trattenimento di una famiglia sia subordinato all'assenza soluzioni alternative (art. 17, co. 1)

o      mancata previsione del rispetto dei diritti dei minori (art. 17, co. 3), attualmente previsto solo dalla Direttiva del Ministro dell'interno 14/4/2000

 

Divieti di espulsione

 

      Divieto di espulsione

o      rischio, anche a seguito di rinvio indiretto, di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali

o      salvo ordine pubblico o sicurezza dello Stato

       minori (Gdp Roma: "minore" nell'accezione prevista dalla legge del paese di appartenenza)

       gravide e puerpere (che provvedono al figlio < 6 mesi), e marito convivente (Sent. Corte Cost. 376/2000)

       coniuge (revoca dell'espulsione in seguito a successivo matrimonio; in senso contrario, Ord. Cass. 11582/2012) e familiari di italiani < II grado conviventi (Cass. 19464/2011 e seguenti: incluso il caso di convivenza con familiare italiano minorenne); nota: ulteriore rispetto al diritto di soggiorno

       permesso CE slp (espulsione possibile solo per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o applicazione misure di prevenzione)

o      necessita' di cure urgenti o essenziali (Sent. Corte Cost. 252/2001; Cass. 14500/2013: cura "essenziale" e' quella atta ad eliminare rischi per la vita o anche solo un maggior danno alla salute)

      Corrispondente rilascio di permesso di soggiorno (nei diversi casi: motivi umanitari, motivi familiari o minore eta', cure, motivi familiari o carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino UE, cure o motivi umanitari)

      I divieti di espulsione si applicano quindi anche alle espulsioni giudiziali (Cass. 3607/2011), con obbligo di sostituire, se necessario, la misura di sicurezza dell'espulsione con altra misura (Mag. Sorv. Alessandria)

      CEDU Hamidovic c. Italia: Italia condannata per aver espulso (in violazione di una interim measure) una bosniaca nata e vissuta in un campo nomadi in Italia, nonostante avesse in Italia marito e cinque figli (violazione di art. 8 CEDU)

 

 

V. Asilo

 

1.  Destinatari della protezione

 

Definizione dello status

 

      Protezione internazionale:

      Ord. Corte App. Cagliari: non manifestamente infondata, ai fini del riconoscimento della protezione internazionale, l'equiparazione tra il cittadino libico e il cittadino di altro paese che vivesse stabilmente in Libia per ragioni economiche (nello stesso senso, circ. Mininterno 30/10/2012)

 

Agente statale e non statale

 

      Ai fini della protezione internazionale, rilevanti le persecuzioni o i danni gravi che ricadono sotto la responsabilita' dello Stato o dei partiti o organizzazioni che controllano lo Stato o una parte consistente del suo territorio, ovvero da agenti non statali, se ne' i soggetti precedenti ne' le organizzazioni internazionali forniscono sufficiente protezione contro persecuzioni o danni gravi

 

Protezione in altra regione del paese di provenienza

 

      La protezione internazionale non puo' essere negata per il fatto che lo straniero potrebbe trasferirsi in altra zona sicura del proprio paese, dato che la disposizione di cui all'art. 8 Direttiva 2004/83/CE non e' stata recepita dal D. Lgs. 251/2007 (Cass. 13172/2013)

 

Cause di esclusione, diniego, cessazione e revoca per lo status di rifugiato

 

      Esclusione dallo status di rifugiato per

o      responsabilita' in crimini contro la pace o l'umanita', crimini di guerra

o      condanne all'estero per reati gravi (pena prevista in Italia: minimo > 4 anni o massimo > 10 anni)

o      atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite

      Diniego dello status di rifugiato per

      Cessazione dello status di rifugiato per

o      ricorso alla protezione del paese nel quale vi era rischio di persecuzione

o      acquisizione della cittadinanza di un paese che fornisca protezione

o      cessazione del rischio di persecuzione

      Revoca dello status di rifugiato

 

Cause di esclusione, diniego, cessazione e revoca per la protezione sussidiaria

 

      Esclusione dalla protezione sussidiaria per

o      responsabilita' in crimini contro la pace o l'umanita', crimini di guerra

o      condanne all'estero per reati gravi (pena prevista in Italia: minimo > 4 anni o massimo > 10 anni)

o      atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite

o      pericolo per ordine pubblico, sicurezza pubblica o sicurezza dello Stato

      Diniego della protezione sussidiaria per

      Cessazione della protezione sussidiaria per cessazione del rischio di subire un danno grave; cessazione non dichiarata in presenza di gravi motivi umanitari che impediscano il rimpatrio

      Revoca della protezione sussidiaria in presenza di una delle clausole di esclusione o in caso di riconoscimento determinato da comportamento fraudolento del richiedente

 

 

2. Procedura

 

Tutela dal respingimento

 

      Deroga alle disposizioni sul respingimento quando si applichino quelle su protezione temporanea o asilo: non contano i requisiti di disponibilita' di mezzi, ne' i divieti di ingresso; non si respinge lo straniero privo di requisiti (inclusa assenza di condanne e di pericolosita'); non si applicano oneri al vettore

      Nota: il vettore non sa se verra' presentata domanda d'asilo => nega comunque l'imbarco allo straniero che fugge senza requisiti per l'ingresso => necessario il ricorso ai trafficanti

 

Presentazione della domanda; verbalizzazione

 

      Art. 6, co. 5 Direttiva 2005/85/CE prevede che le autorita' cui lo straniero potrebbe rivolgersi per presentare domanda dovrebbero essere in grado di fornire indicazioni su come e dove presentare la domanda e/o chiedere che le autorita' stesse trasmettano la domanda all'autorita' competente; nota: disposizione non attuata

      La domanda e' presentata alla polizia di frontiera o alla questura

      La domanda non puo' essere respinta o esclusa dall'esame per il solo fatto di non essere stata presentata tempestivamente

      La domanda e' verbalizzata comunque in questura; il verbale e' approvato e sottoscritto dal richiedente, cui viene rilasciata copia del verbale e della documentazione allegata

      Segnalata da ACNUR, OIM e Save the Children l'impossibilita', in numerosi casi, di entrare in contatto con persone sbarcate in Italia, allo scopo di fornire loro informazione sui diritti in materia di protezione internazionale

 

Trattenimento in CIE e ospitalita' obbligatoria in CARA

 

      Trattenimento in CIE per il richiedente per il quale si applichi una delle clausole di esclusione di cui alla Convenzione di Ginevra (crimini di guerra o contro la pace o contro l'umanita', gravi delitti di diritto comune all'estero, atti contrari alle finalita' e ai principi delle Nazioni Unite) o condannato per reati 380, co. 1 e 2, c.p.p., o riguardanti stupefacenti, liberta' sessuale, favoreggiamento immigrazione clandestina, reclutamento minori per attivita' illecite o persone per prostituzione o per sfruttamento prostituzione o che sia destinatario di espulsione o respingimento (D. Lgs. 159/2008); nota: non per il richiedente considerato pericoloso per l'ordine pubblico o la sicurezza pubblica!

      Ospitalita' obbligatoria in CARA (con uscita nelle ore diurne) per il richiedente

      Allontanamento ingiustificato del richiedente ospitato obbligatoriamente in CARA: decisione sulla domanda sulla base degli elementi in possesso della Commissione

      Nota: prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 159/2008, era previsto che il richiedente gia' destinatario di un provvedimento di espulsione per soggiorno illegale fosse ospitato comunque in CARA; era quindi possibile l'iterazione illimitata del seguente meccanismo elusivo: intercettazione di straniero irregolare => richiesta di asilo => ospitalita' in CARA => abbandono del CARA => rigetto dell'istanza => presentazione di nuova richiesta (inammissibile, ma non irricevibile) in caso di nuova intercettazione => nuova ospitalita' in CARA, etc.

 

Attestato e permesso per richiesta asilo

 

      Attestato nominativo al richiedente trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA; permesso per richiesta asilo, di 3 mesi rinnovabile, negli altri casi (non richiesti passaporto e mezzi per rimpatrio; possibile limitazione della circolazione)

 

Applicazione del Regolamento Dublino III

 

      L'Italia puo' dichiararsi competente per l'esame della domanda in caso di trattenimento in CIE o di ospitalita' obbligatoria in CARA a seguito di presentazione della domanda successiva all'intercettazione in condizioni di ingresso o soggiorno illegali; negli altri casi, la questura avvia le procedure per la determinazione dello Stato competente in base al Regolamento Dublino III (Reg. UE 604/2013)

      Determinazione dello Stato competente, in base all'applicazione successiva dei seguenti criteri:

      Se lo Stato determinato in base a questi criteri non risulta uno Stato sicuro (anche per carenze del suo sistema di asilo), si procede nella ricerca (CGUE C-411/10) e, in mancanza di uno Stato formalmente competente sicuro (CGUE C-4/11: ma solo in questo caso), lo Stato in cui e' stata presentata la domanda e' tenuto ad assumere la responsabilita' dell'esame

      Uno Stato membro puo' assumere, senza che gli spetti, la responsabilita' dell'esame di una domanda; in tal caso informa gli altri Stati membri coinvolti

      Lo Stato membro che procede alla determinazione dello Stato membro competente o lo Stato membro competente possono, in ogni momento prima che sia adottata una prima decisione sul merito, chiedere a un altro Stato membro di prendere in carico un richiedente al fine di procedere al ricongiungimento di persone legate da qualsiasi vincolo di parentela, per ragioni umanitarie fondate in particolare su motivi familiari o culturali, anche se tale altro Stato membro non e' competente in base ai criteri previsti

      Se non e' possibile eseguire il trasferimento verso lo Stato membro designato come competente, lo Stato membro che ha avviato la procedura di determinazione diventa lo Stato membro competente

      CGUE C-394/12: il richiedente puo' contestare la determinazione dello Stato membro competente soltanto sulla base di un rischio reale di subire trattamenti inumani o degradanti, non in base all'errata applicazione dei criteri previsti a questo scopo

      Di norma, lo Stato membro competente e' tenuto a prendere in carico (per avviare l'esame della domanda) il richiedente che non si trovi gia' sul suo territorio e ad effettuare l'esame della domanda e l'esperimento dei mezzi di impugnazione, o riprendere in carico (quando l'esame sia stato gia' avviato o concluso negativamente) il richiedente che non si trovi piu' sul suo territorio

      Di norma, la presa in carico e la ripresa in carico vanno chieste entro 2 o 3 mesi (a seconda che si sia ottenuta informazione risolutiva da Eurodac) e la risposta va data entro 1 mese (presa in carico) o 2 mesi (ripresa in carico); il superamento dei termini comporta la responsabilita' dell'esame della domanda da parte dello Stato che non ha rispettato i termini

      Giurisprudenza: accolti ricorsi contro il trasferimento in Grecia, in Ungheria, nonche', in via cautelare, una richiesta di sospensione di trasferimento a Malta

      Sospesi i trasferimenti di minori richiedenti asilo da Finlandia (anche a seguito di provvedimento cautelare della CEDU) e Danimarca verso l'Italia per le gravi carenze del sistema asilo italiano segnalate; analoghi provvedimenti della Germania (anche a seguito di provvedimento cautelare della CEDU); in senso contrario, Corte del Regno Unito e CEDU Hussein c. Olanda e Italia (in relazione a un trasferimento dai Paesi Bassi)

 

Commissioni territoriali e Commissione nazionale

 

      Commissioni territoriali: Gorizia (e sezione di Verona), Milano (e sezione di Milano), Torino (e sezioni di Bologna e Torino), Roma (e sezioni di Roma, Roma II e Firenze), Caserta (e sezione di Caserta), Foggia (e sezione di Foggia), Bari (e sezione di Bari), Crotone (e sezione di Crotone), Trapani (e sezione di Trapani), Siracusa (e sezione di Siracusa e Mineo); L. 97/2013: possibile istituire un massimo di 10 sezioni (nota: sono gia' piu' di 10); competenza per l'esame delle domande presentate nella circoscrizione o da richiedenti trattenuti in CIE o ospitati in CARA nella circoscrizione): composte da

o      un funzionario di carriera prefettizia, con funzioni di presidente

o      un funzionario della polizia di Stato

o      un rappresentante dell'ente territoriale

o      un rappresentante dell'ACNUR

o      un funzionario del MAE (su richiesta del Presidente della Commissione nazionale)

      Commissione nazionale per il diritto d'asilo, competente in materia di revoca e cessazione dello status di protezione internazionale, con compiti di indirizzo, formazione e aggiornamento delle Commissioni territoriali; presieduta da un prefetto e composta da

o      un dirigente in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei ministri

o      un funzionario della carriera diplomatica

o      un funzionario di carriera prefettizia in servizio presso il Dipartimento per le liberta' civili e l'immigrazione del Mininterno

o      un dirigente del Dipartimento di Pubblica sicurezza del Mininterno

      Alle riunioni della Commissione nazionale partecipa un rappresentante del delegato ACNUR, con funzioni consultive

 

Diritti del richiedente

 

      Garantiti al richiedente: contatti con l'ACNUR, assistenza di un interprete, assistenza di un avvocato (a spese del richiedente in sede di esame della Commissione; accesso al gratuito patrocinio, in sede di ricorso)

 

Domande inammissibili

 

      Domanda inammissibile (ma non irricevibile; decisione presa dalla Commissione)

 

Audizione

 

      Colloquio con la Commissione:

o      entro 7 gg. dal ricevimento della documentazione in caso di trattenimento in CIE, 30 gg. negli altri casi

o      in seduta non pubblica, con garanzia di riservatezza

o      rinviabile per motivi di salute o altri gravi motivi (in caso di mancata presentazione e mancata richiesta di rinvio, la Commissione decide comunque sulla base degli elementi in suo possesso)

o      possibile chiedere la presenza di un solo membro della Commissione e, per esigenze particolari del richiedente, l'ammissione di personale di sostegno

o      redatto verbale, sottoscritto dal richiedente (il rifiuto di sottoscrizione non preclude la decisione della Commissione) e a lui consegnato in copia

      Giurisprudenza (Sent. Cass. n. 27310/2008 e seguenti): il richiedente ha l'onere di provare, almeno presuntivamente, il concreto pericolo cui andrebbe incontro in caso di rimpatrio; a fronte di una esposizione dei fatti ritenuta attendibile, in presenza di una carenza probatoria la Commissione e, in sede di ricorso, il giudice devono cooperare all'accertamento dei fatti, in applicazione della Direttiva 2004/83/CE; accertata, in qualunque modo, l'esistenza del rischio di persecuzione o di danno grave, la mancanza di credibilita' non e' rilevante

 

Decisione della Commissione territoriale

 

      Decisione (entro 2 gg dal colloquio per trattenuti in CIE, 3 gg per gli altri):

o      riconoscimento dello status di rifugiato o del diritto alla protezione sussidiaria

o      rigetto per (nota: due definizioni diverse dei motivi di diniego tra D. Lgs. 251/2007 e D. Lgs. 25/2008; D. Lgs. 25/2008 non contempla la pericolosita' per ordine pubblico, sicurezza dello Stato o sicurezza pubblica)

       mancanza presupposti

       sussistenza clausola di cessazione o di esclusione

       provenienza da paese di origine sicuro senza che il richiedente abbia addotto gravi motivi per non ritenere sicuro quel paese nel suo caso specifico; nota: gli Stati membri dell'Unione europea si considerano reciprocamente paesi d'origine sicuri (Protocollo 24 al Trattato sull'Unione europea)

       manifesta infondatezza (palese insussistenza dei presupposti o presentazione strumentale della domanda per evitare o ritardare allontanamento)

      In caso di rigetto, se sussistono gravi motivi umanitari, trasmissione degli atti al questore per eventuale rilascio di permesso per motivi umanitari ex art. 5, co. 6 T.U. (il questore valuta solo l'esistenza degli altri presupposti per il rilascio (quali?); Trib. Roma: non la pericolosita' ne' l'esistenza di condanne ostative); Sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso per motivi umanitari corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo; ai fini del rinnovo, la questura chiede il parere alla Commissione territoriale (indispensabile, in caso di segnalazioni relative a motivi ostativi in materia di sicurezza)

      Numero di domande ed esito:

 

Conseguenze della decisione negativa

 

      In caso di rigetto o di ritiro o di inammissibilita' della domanda, salvo il caso di rilascio di altro permesso e trascorso il termine per l'eventuale impugnazione, si procede

o      ad allontanamento con accompagnamento alla frontiera, se il richiedente e' trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in CARA

o      ad eventuale concessione di un termine per il rimpatrio volontario (o, in mancanza delle condizioni, ad accompagnamento immediato alla frontiera) o ammissione ad un programma di rimpatrio assistito, se al richiedente e' stato rilasciato un permesso per richiesta asilo

      Nota: non e' chiaro se si tratti di provvedimenti di espulsione, potenzialmente gravati da divieto di reingresso

 

Ricorso contro la decisione di I grado

 

      Si applica il rito sommario di cognizione

      Il ricorso e' presentato al tribunale che ha sede nel capoluogo del distretto di Corte d'appello in cui ha sede

      Il ricorso e' ammissibile solo se presentato entro 30 gg dalla notificazione del provvedimento (60 gg, in caso di presentazione del ricorso dall'estero); termini dimezzati se il richiedente e' stato trattenuto in CIE o ospitato obbligatoriamente in un CARA; nota: dubbia la legittimita' di un termine per il ricorso in materia di diritti soggettivi

      Il ricorso sospende l'allontanamento, salvo che nei casi seguenti:

o      la decisione e' stata assunta sulla base della sola documentazione presentata, essendosi il richiedente allontanato ingiustificatamente dal CARA in cui era ospitato obbligatoriamente (anche per esigenze di identificazione)

o      il richiedente e' ospitato obbligatoriamente in CARA avendo presentato la domanda dopo essere stato intercettato in fase di ingresso illegale o in condizioni di soggiorno illegale

o      il richiedente e' trattenuto in CIE

o      la domanda e' stata giudicata inammissibile

o      la domanda e' stata rigettata per manifesta infondatezza

      In mancanza di effetto sospensivo automatico, il richiedente puo' chiedere la sospensione del provvedimento al giudice competente per il ricorso; in caso di accoglimento dell'istanza, al richiedente e' rilasciato un permesso per richiesta asilo e se ne dispone l'accoglienza in un centro di accoglienza per richiedenti asilo

      Il ricorso e' trattato in ogni grado in via d'urgenza

      Sent. Cass. 19393/2009: competenza del giudice ordinario in merito ai ricorsi avverso i provvedimenti relativi al rilascio di permesso umanitario ex art. 5, co. 6

 

 

3. Accoglienza dei richiedenti asilo

 

Condizioni per l'accesso alle misure di accoglienza

 

      Il titolare di permesso per richiesta asilo privo di mezzi sufficienti per se' e per i familiari (come per turismo, per 6 mesi: 5.227 euro, per una persona; 3.186 euro a persona, in caso di nucleo familiare) accede con i familiari alle misure di accoglienza (D. Lgs. 140/2005)

      Accesso garantito a condizione che il richiedente abbia presentato la domanda di asilo entro 8 gg. dall'ingresso (dal verificarsi dei motivi di persecuzione, in caso di richiedente gia' soggiornante legalmente nel territorio nazionale)

      Giurisprudenza: le disposizioni sull'assistenza si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente; Sent. CGUE C-179/11: l'obbligo di accoglienza permane fino al trasferimento nello Stato responsabile per l'esame della domanda

 

Contributo assistenziale

 

      In caso di indisponibilita' di posti, contributo assistenziale (attualmente: 27,89 euro al giorno a persona) per il tempo necessario (ma comunque < 35 gg) ad acquisire la disponibilita' presso un centro di accoglienza

 

Strutture di accoglienza: dimensioni; diritti; accesso a istruzione e formazione professionale

 

      Predisposti servizi di accoglienza territoriali per richiedenti asilo; per il 2008, 2.541 posti da parte dello SPRAR e 1.847 da parte degli enti locali, con 8.412 beneficiari; per il 2009, 3.694 posti da parte dello SPRAR, con 7.845 beneficiari; per il 2010, 3.000 posti da parte dello SPRAR, di cui 501 per le categorie vulnerabili, e 146 per le categorie vulnerabili finanziati dall'8 per mille, con 6.975 beneficiari; per il triennio 2011-2013, messi a disposizione 3000 posti da parte dello SPRAR, di cui 500 per le categorie piu' vulnerabili; per il triennio 2014-2016, messi a disposizione 16.000 posti da parte dello SPRAR

      Garantiti 573 posti giornalieri, di cui 323 rivolti in via esclusiva a soggetti vulnerabili, per l'accoglienza dei richiedenti asilo che giungono, in applicazione del Regolamento Dublino, negli aeroporti di Bari Palese, Bologna, Milano Malpensa, Roma Fiumicino e Venezia Marco Polo

      Le strutture di accoglienza garantiscono, nei limiti del possibile, la tutela della vita familiare e della sua integrita' e il rispetto delle esigenze delle persone vulnerabili

      Nei centri di accoglienza sono ammessi gli avvocati e i rappresentanti dell'ACNUR e delle associazioni o degli enti di tutela autorizzati

      I minori richiedenti asilo o figli di richiedenti asilo sono soggetti all'obbligo scolastico

      I richiedenti asilo inseriti nei servizi di accoglienza possono frequentare i corsi di formazione professionale eventualmente previsti dal programma dell'ente locale dedicato all'accoglienza del richiedente asilo

 

Rinnovo del permesso per richiesta asilo; accesso al lavoro

 

      Se la decisione sulla domanda di asilo non e' adottata entro 6 mesi dalla presentazione della domanda il permesso per richiesta asilo e' rinnovato per la durata di 6 mesi

      Salvo il caso di ritardo addebitabile al richiedente (documenti falsi, reticenza su identita' e nazionalita', mancata presentazione all'audizione senza valida giustificazione), il permesso rinnovato consente di svolgere attivita' lavorativa fino alla conclusione della procedura; il permesso non puo' essere convertito in permesso per lavoro

      Il richiedente asilo che svolge attivita' lavorativa puo' continuare ad usufruire dell'accoglienza a condizione di contribuire alle spese

      Giurisprudenza: le disposizioni sull'accesso al lavoro si applicano anche al richiedente asilo che attenda la determinazione dello Stato competente

 

Richiedente che abbia presentato ricorso: accesso al lavoro, alla formazione e all'accoglienza

 

      In caso di ricorso contro la decisione della Commissione territoriale o contro la sentenza del tribunale, si applicano le disposizioni su accesso al lavoro (trascorsi 6 mesi dalla presentazione della domanda originale) e alla formazione professionale

      L'accoglienza del ricorrente e' consentita solo

 

 

4. Diritti

 

Tutela rispetto all'espulsione

 

      Il titolare dello status di protezione internazionale e' espulso solo quando rappresenti un pericolo

o      per la sicurezza dello Stato

o      per l'ordine e la sicurezza pubblica, essendo stato condannato con sentenza definitiva per un reato per il quale e' prevista la pena della reclusione > 4 anni nel minimo o > 10 anni nel massimo

      Nota: si tratta di motivi di revoca dello status; interpretazione: l'espulsione e' adottabile anche prima che sia stata adottata la revoca

      Divieto assoluto di allontanamento, anche indiretto, verso un paese in cui vi sia rischio di persecuzione per razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali o sociali

 

Tutela dell'unita' familiare

 

      Ricongiungimento familiare con il rifugiato senza vincolo di dimostrazione dei requisiti di reddito e alloggio

      Rilassamento, per il ricongiungimento con destinatario di protezione internazionale, delle disposizioni che prevedono la produzione di certificati attestanti l'esistenza di vincoli familiari (sostituibili e non strettamente indispensabili)

      Consentito l'ingresso per ricongiungimento degli ascendenti diretti di primo grado del rifugiato minore non accompagnato (significa: anche se privati della potesta genitoriale?)

      Il titolare di protezione sussidiaria ha diritto al ricongiungimento familiare come gli altri stranieri; la soglia di reddito non eccede, pero', 2 x assegno sociale, anche se il numero di familiari ricongiunti e' > 2

      Possibile coesione familiare con il rifugiato per il familiare per il quale potrebbe essere chiesto il ricongiungimento presente in Italia, anche illegalmente (art. 30, co. 1, lettera c, T.U.)

      Ai familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, presenti in Italia in connessione con la domanda di asilo) del titolare dello status di protezione sussidiaria che individualmente non hanno diritto a tale status e' rilasciato un permesso per motivi familiari (D. Lgs. 251/2007; nota: non si fa riferimento a requisiti di reddito e alloggio)

      I familiari (coniuge e figli minori o minori affidati non coniugati, gia' presenti in Italia al momento della richiesta di asilo; in pratica, verosimilmente, anche gli altri ricongiungibili) del titolare dello status di protezione internazionale che non hanno individualmente diritto allo status godono degli stessi diritti riconosciuti al titolare dello status (verosimilmente, non in modo autonomo)

 

Permesso di soggiorno

 

      Al titolare dello status di rifugiato e' rilasciato un permesso di soggiorno per asilo della durata di 5 anni, rinnovabile (e verosimilmente convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti)

      Al destinatario di protezione sussidiaria e' rilasciato un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria della durata di 3 anni, rinnovabile previa verifica (verosimilmente da parte della Commissione territoriale) della permanenza delle condizioni che hanno consentito il riconoscimento dello status, utilizzabile per lavoro e studio e convertibile in permesso di soggiorno per lavoro in presenza dei requisiti

      Accesso al permesso CE slp, dopo 5 anni di soggiorno legale, ma solo dopo conversione del permesso per asilo o per protezione sussidiaria in permesso che consenta il rilascio del permesso CE slp, essendo precluso il rilascio diretto; nota: in vigore dal 20/5/2011 la Direttiva 2011/51/CE (da recepire entro il 20/5/2013; in via di recepimento), che include i titolari di protezione internazionale tra coloro che possono ottenere il permesso CE slp

 

Titolo di viaggio

 

      Al rifugiato la questura rilascia un titolo di viaggio conforme al modello allegato alla Convenzione di Ginevra, della durata di 5 anni, rinnovabile

      Se il destinatario di protezione sussidiaria e' impossibilitato a chiedere il passaporto alle autorita' del proprio paese, la questura rilascia un titolo di viaggio per stranieri (nota: durata non specificata); il titolo di viaggio e' rifiutato o ritirato se sussistono gravissimi motivi di sicurezza dello Stato o di ordine pubblico o ragionevoli dubbi sull'identita' dell'interessato (giurisprudenza: tali dubbi debbono ritenersi insussistenti se e' stato rilasciato il permesso di soggiorno)

 

Naturalizzazione

 

      Accesso alla cittadinanza per naturalizzazione dopo 5 anni di residenza legale per il rifugiato, dopo 10 anni per il titolare di protezione sussidiaria

 

Accesso a lavoro, professioni, riconoscimento titoli, assistenza, studio, alloggio

 

      Il titolare dello status di protezione internazionale e' equiparato al cittadino italiano in materia di

o      lavoro subordinato o autonomo

o      iscrizione agli albi professionali

o      formazione professionale e tirocinio sul luogo di lavoro (nota: circ. Minlavoro 24/2011, che dichiara non applicabili le restrizioni di cui ad art. 11 L. 148/2011, si pone in contrasto con questa disposizione; nota: disposizione dichiarata illegittima da Sent. Corte Cost. 287/2012)

o      accesso al riconoscimento di diplomi, certificati ed altri titoli stranieri (di studio o anche professionali?)

o      assistenza sociale

o      assistenza sanitaria

      Il beneficiario di protezione internazionale e' equiparato al cittadino comunitario riguardo all'accesso al pubblico impiego (esclusi esercizio di pubblici poteri, tutela sicurezza nazionale, corrispondenti a determinati posti e funzioni di vertice)

      L'accesso ai corsi universitari per il titolare di permesso di soggiorno per asilo, protezione sussidiaria o asilo umanitario (verosimilmente il riferimento e' al permesso per motivi umanitari) e' condizionato al solo possesso del titolo di studio necessario, con dichiarazione di equipollenza se conseguito all'estero (art. 39, co. 5, T.U.)

      L'accesso all'alloggio e' consentito ai titolari dello status di protezione internazionale secondo quanto disposto dall'art. 40, co. 6 T.U.; nota: non si capisce se si tratti di una equiparazione al titolare di permesso CE slp (e quindi all'italiano) o ad una equiparazione pleonastica al generico straniero (a condizione di svolgimento di attivita' lavorativa regolare)

 

Accoglienza

 

      Predisposti servizi di accoglienza territoriali per titolari di protezione internazionale; la permanenza assistita e' di durata

o      < 6 mesi, prorogabili eccezionalmente per < 6 mesi (9 mesi per nuclei familiari; anche ulteriormente per categorie vulnerabili), per i destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)

o      fino a 6 mesi dopo il compimento della maggiore eta', per i minori non accompagnati destinatari di protezione internazionale o umanitaria (verosimilmente, i titolari di permesso per motivi umanitari)

 

Equiparazione del titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione con il titolare di protezione sussidiaria

 

      Al titolare di permesso per motivi umanitari rilasciato su richiesta della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiato prima dell'entrata in vigore del D. Lgs. 251/2007 e' rilasciato, al momento del rinnovo del permesso, un permesso di soggiorno per protezione sussidiaria; al titolare sono comunque riconosciuti da subito gli stessi diritti riconosciuti al titolare di protezione sussidiaria

      Nota: se il permesso per motivi umanitari era stato rilasciato per ragioni diverse da quelle che consentono di accordare la protezione sussidiaria, l'ulteriore rinnovo per protezione sussidiaria non sara' possibile

 

 

5. Altre forme di protezione

 

Deroghe alle norme restrittive su ingresso e soggiorno

 

      Divieto di allontanamento (art. 19, co. 1, T.U.; senza considerazione delle clausole di esclusione, di diniego, di cessazione o di revoca della protezione internazionale) verso un paese in cui lo straniero

o      possa essere perseguitato per motivi di razza, sesso, lingua, cittadinanza, religione, opinioni politiche, condizioni personali, condizioni sociali

o      rischi di essere rinviato verso un altro Stato nel quale non sia protetto dalla persecuzione

      Deroga alle restrizioni Schengen per rilascio o rinnovo del permesso, per motivi umanitari, obblighi costituzionali o internazionali (art. 5, co. 6, T.U.); sent. Cass. 19393/2009: il rilascio del permesso corrisponde a un diritto soggettivo (ricorso contro il diniego al giudice ordinario), di cui ha valore ricognitivo, non costitutivo

      Permesso per motivi umanitari in caso di impossibilita' di allontanamento (in applicazione di art. 5, co. 6 e art. 19, co. 1, T.U.), previa acquisizione dall'interessato di documentazione relativa ai gravi motivi che impediscono l'allontanamento; Ord. Cass. 11586/2012: se e' stato accolto, con provvedimento passato in giudicato, il ricorso contro l'espulsione sulla base del rischio di persecuzione, la domanda di protezione non puo' essere rigettata, in mancanza di fatti che superino il giudicato, per presunta carenza di prove

      Permesso per la persona che abbia bisogno di cure (Sent. Corte Cost. 252/2001 e giurisprudenza conseguente); la questura di Roma ha optato, almeno in un caso, per il rilascio di permesso per motivi umanitari, piu' vantaggioso di quello per motivi di cure

 

Diritto d'asilo costituzionale

 

      Diritto d'asilo costituzionale (art. 10 Cost.): lo straniero al quale sia effettivamente impedito l'esercizio delle liberta' democratiche garantite dalla Costituzione (quelle della I Parte Cost.) ha diritto d'asilo nel territorio dello Stato alle condizioni stabilite dalla legge

      Immediata precettivita' del diritto costituzionale (Sent. Cass. 4674/1997): categoria dei rifugiati piu' ristretta; L. 39/1990 non applicabile, in mancanza di legge attuativa, alle richieste di asilo costituzionale, ma non incostituzionale perche' non pretende di disciplinare tale diritto

      Conseguenze della sentenza:

o      la legge non puo' essere considerata attuativa di art. 10 Cost. se pone restrizioni al diritto ivi sancito

o      competenza del giudice ordinario per il riconoscimento del diritto d'asilo (diritto soggettivo perfetto), anche per il ricorso nell'ambito del riconoscimento della protezione internazionale e di quella umanitaria (sent. Cass. 19393/2009); non vi sono termini di prescrizione ne' di decadenza (Trib. Catania, in probabile contrasto con D. Lgs. 25/2008 e D. Lgs. 150/2011)

      Necessaria la richiesta di permesso di soggiorno, al fine di evitare l'espulsione, non essendo sufficiente la proposizione della domanda di asilo costituzionale (Sent. Cass. 8423/2004; in senso contrario, Trib. Catania)

      In senso restrittivo, Cass. 18549/2006: il diritto d'asilo costituzionale comporta solo il rilascio di un permesso di soggiorno finalizzato all'espletamento della procedura d'asilo (diritto all'esame della domanda di protezione); una volta negata la protezione internazionale, il permesso deve essere ritirato, e non residua spazio per la richiesta di riconoscimento dell'asilo costituzionale

      Orientamento recente (Ord. Cass. 10686/2012): il diritto di asilo e' oggi interamente attuato e regolato, attraverso la previsione dei tre istituti di protezione (riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria e protezione umanitaria), cosi' che non residua alcun margine di applicazione diretta della norma costituzionale

 

Protezione temporanea

 

      Possibile accoglienza e protezione temporanea, per motivi umanitari, in caso di conflitti, disastri o altri eventi di particolare gravita'

      Disposizioni adottate con DPCM, anche in deroga alle altre disposizioni di legge

      Adottata

       permesso per motivi umanitari della durata di 6 mesi (rinnovato, anche tacitamente, per altri 6 mesi in base a DPCM 6/10/2011, poi per ulteriori 6 mesi in base a DPCM 15/5/2012, poi fino al 31/3/2013 o alla successiva conclusione delle procedure di rimpatrio assistito dal DPCM 28/2/2013)

       titolo di viaggio a chi ne e' sprovvisto (necessario per la libera circolazione di breve periodo in Area Schengen; altri requisiti: titolo di viaggio, risorse sufficienti, assenza di pericolosita' e di segnalazioni per la non ammissione), rinnovato, su richiesta, per l'ulteriore periodo di 6 mesi autorizzato (verosimilmente, anche per i successivi periodi autorizzati)

       esclusione in caso di pericolosita' sociale

       necessaria la rinuncia all'eventuale richiesta di protezione internazionale; possibile invece la richiesta di protezione internazionale successiva al rilascio del permesso per motivi umanitari; nota: si intende sgombrare il campo dalle richieste di protezione internazionale strumentali

       facolta' di svolgimento di attivita' di lavoro subordinato o autonomo (consentita, nei fatti, la conversione in permesso per lavoro)

       accoglienza

       iscrizione anagrafica nelle liste della popolazione temporanea

       rimpatrio assistito (biglietto aereo e 200 euro), su richiesta, per i destinatari della protezione (entro un limite di 600 persone)

       riconoscimento di una forma di protezione internazionale o umanitaria (anche con revisione di precedente diniego) a richiedenti non libici provenienti dalla Libia, sulla base delle rilevanti esigenze umanitarie connesse alla rescissione dei legami col paese d'origine e alla perdurante instabilita' della situazione libica (circ. Mininterno 30/10/2012)

       rilasciabile un titolo di viaggio per stranieri agli stranieri accolti, se sono nell'impossibilita' di ottenere un titolo di viaggio dal proprio paese, purche' non abbiano pendenze nei confronti della giustizia ne' obblighi verso la famiglia e non siano pericolosi per l'ordine e la sicurezza pubblica (circ. Mininterno 18/2/2013)

       DPCM 28/2/2013: in chiusura dell'Emergenza Nordafrica, gli stranieri accolti possono chiedere, entro il 31/3/2013, di accedere al rimpatrio assistito o di convertire il permesso per motivi umanitari in permesso per lavoro, famiglia, studio e formazione professionale; per coloro che non avanzano alcuna richiesta, si procede all'allontanamento, salvo che si tratti di soggetti inespellibili, o che sussistano gravi motivi di salute che imediscono il rimpatrio (finche' perdurano tali motivi) o altri gravi motivi umanitari che lo rendono impossibile o irragionevole, o che si tratti di componenti di nuclei familiari con minori che frequentano la scuola (fino al termine dell'anno scolastico)

 

Protezione temporanea in caso di afflusso massiccio di sfollati

 

      Adozione del DPCM per la protezione temporanea in caso di accertamento, da parte del Consiglio europeo, di afflusso massiccio di sfollati, ai sensi della Direttiva 2001/55/CE (D. Lgs. 85/2003): protezione accordata, nei limiti della disponibilita' dichiarata dal Governo italiano ai sensi della Direttiva, per un anno, prorogabile per un secondo anno in base a decisione del Consiglio europeo

      Nei casi in cui la decisione sulle domande di asilo presentate da sfollati non sia differita, sulla base del DPCM, al termine del periodo di protezione, lo sfollato richiedente asilo puo' godere del regime di protezione solo se rinuncia alla domanda di riconoscimento dello status di rifugiato (verosimilmente, "della protezione internazionale") o in caso di esito negativo dell'esame

      Uno sfollato

o      puo' essere escluso dal regime di protezione quando lo si possa ritenere responsabile di un crimine contro la pace, o un crimine di guerra o un crimine contro l'umanita', di un reato grave non politico commesso all'estero, di un atto contrario ai principi e alle finalita' delle Nazioni Unite

o      e' escluso quando sia stato condannato, con sentenza passata in giudicato, anche in seguito a patteggiamento, per reati ostativi all'ingresso (esclusi quelli relativi al diritto d'autore e alla vendita di marchi contraffatti)

 

 

VI. Cittadini comunitari

 

1. Norme di riferimento e ambito di applicazione

 

Stati membri dell'Unione europea

 

      Stati membri dell'UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria

      Ingresso della Croazia dall'1/7/2013; regime transitorio per l'accesso al mercato del lavoro subordinato (richiesto il nulla-osta al lavoro, nell'ambito di eventuali quote di ingresso), con esclusione di attivita' per le quali e' previsto l'ingresso extra-quota (limitato pero' l'accesso di dipendenti di imprese operanti in Italia da ammettere temporaneamente o da trasferire temporaneamente nell'ambito di contratti d'appalto), lavoro stagionale, lavoro domestico; le restrizioni non si applicano, comunque, ai croati che, alla data dell'1/7/2013 o successivamente, risultino occupati legalmente e ammessi al mercato del lavoro italiano per un periodo non inferiore a 12 mesi (condizione dimostrabile con il possesso di un permesso di soggiorno di durata non inferiore ai 12 mesi per motivi, inclusa l'attesa occupazione, che abilitino al lavoro subordinato); nota: nessuna decisione, finora, su quote specifiche o assenza di limiti numerici

 

Norme applicabili

 

      Riferimento normativo: D. Lgs. 30/2007, che recepisce la Direttiva 2004/38/CE; le disposizioni si applicano anche

      Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 si applicano ai cittadini comunitari se cosi' previsto dalle norme di attuazione dell'ordinamento comunitario (art. 1, co. 2 T.U., modificato da L. 133/2008; disposizione pleonastica) o se si tratta di disposizioni piu' favorevoli in materia di familiari (art. 28, co. 2 T.U.; Cass. SS. UU. 21108/2013: solo quanto a modalita', non a novero dei familiari)

      Le disposizioni del D. Lgs. 286/1998 in materia di familiari si applicano, se piu' favorevoli, anche a quelli di cittadini italiani (art. 28, co. 2 T.U.)

      Parita' di trattamento degli italiani rispetto ai comunitari residenti o stabiliti nel territorio nazionale: inapplicabili norme o prassi che producano un trattamento sfavorevole dei cittadini italiani (art. 14 bis, co. 1 e 2 L. 11/2005)

 

Titolari del diritto di circolazione; nozione di familiare

 

      Titolari: comunitario e familiare anche straniero (coniuge; discendenti del comunitario o del coniuge di eta' < 21 anni o a carico; ascendenti diretti, del comunitario o del coniuge, a carico); Trib. Reggio Emilia: e' incluso il coniuge dello stesso sesso (nello stesso senso, Trib. Pescara, prassi recente e circ. Mininterno 26/10/2012); nota: l'estensione al partner dello stesso sesso (con relazione stabile costituita in Italia o in altro paese in cui non sia consentito il matrimonio tra persone dello stesso sesso) potrebbe essere invocata davanti al giudice in base a Sent. Corte Cost. 138/2010 e Sent. Cass. 4184/2012

      Com. Comm. UE COM(2009) 313/4: la nozione di familiari ascendenti e discendenti diretti include le relazioni adottive e di affidamento di minori a un affidatario permanente; in caso di affidamento temporaneo, il diritto di soggiorno dipende dall'intensita' del legame; nota: orientamento non esplicitamente recepito dalla normativa italiana, ma condiviso da Cass. 4868/2010 per l'affidato all'italiano ex L. 184/1983

      Facilitazione di ingresso e soggiorno per altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata con documentazione ufficiale) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario; CGUE C-83/11: la situazione di dipendenza, per i familiari a carico, deve sussistere nel paese di provenienza del familiare interessato, quanto meno nel momento in cui egli chiede di raggiungere il cittadino dell'Unione, e lo Stato membro puo' imporre requisiti atti ad assicurare che tale condizione sia reale e stabile (CGUE C-423/12: non puo' imporre pero' un onere della prova eccessivo; non osta alla condizione di familiare a carico la prospettiva di trovare lavoro nello Stato membro ospitante); Cass. SS. UU. 21108/2013: incluso il minore affidato con provvedimento di Kafalah pronunciato dal giudice straniero

 

 

2. Diritto di ingresso

 

Requisiti per l'ingresso

 

      Requisiti:

      In caso di mancanza di mancanza di documento di viaggio valido o di visto di ingresso, se richiesto, non si respinge alla frontiera l'interessato se dimostra entro 24 ore (termine censurato informalmente dalla Commissione UE) il suo status

      Nota: non disciplinata la facilitazione dell'ingresso per altri familiari stranieri

      Circ. MAE 6/8/2013: dato che il visto di ingresso non e' piu' condizione necessaria perche' valga il diritto di soggiorno (ne', strettamente parlando, quello di ingresso) del familiare straniero di cittadino UE o italiano, ne' per la sua iscrizione anagrafica, non vengono piu' rilasciati, per gli stranieri per cui sia verificato il vincolo di parentela o coniugio, visti di lunga durata (tipo D), ma solo visti Schengen di breve durata (fino a 90 gg, tipo C) per turismo con ingressi multipli, gratuiti

 

 

3. Diritto di soggiorno fino a tre mesi

 

Requisiti per il diritto di soggiorno di durata < 3 mesi

 

      Requisiti:

      Nota: non disciplinata la facilitazione del soggiorno breve per altri familiari stranieri

 

Perdita del diritto di soggiorno di durata < 3 mesi

 

      Il diritto di soggiorno viene meno in caso di onere (effettivamente) eccessivo per l'assistenza pubblica (desunto, in contrasto con Direttiva 2004/38/CE, da disponibilita' di mezzi inferiore a quella prevista per il ricongiungimento degli stranieri) o per pericolosita' per ordine pubblico o sicurezza pubblica

 

Dichiarazione facoltativa di presenza

 

      Possibilita' di presentare dichiarazione di presenza all'ingresso (con modalita' da definirsi con DM, ad oggi non adottato); in mancanza, si presume, fino a prova contraria che il soggiorno sia durato piu' di 3 mesi

      Nota: una volta fissato il termine per la presentazione di dichiarazione di presenza (che non potrebbe essere inferiore a quello, di 8 gg, previsto per il turista straniero), impossibile dimostrare che sia scaduto tale termine

 

 

4. Diritto di soggiorno oltre i tre mesi

 

Requisiti per il soggiorno di durata > 3 mesi

 

      Requisiti: una delle condizioni seguenti

o      essere lavoratori subordinati o autonomi nel territorio dello Stato

o      disporre, per se' e per i familiari, di risorse economiche come per ricongiungimento (per gli studenti, sufficiente attestare che il nucleo familiare non diventera' un onere per l'assistenza pubblica) e di un'assicurazione sanitaria che copra tutti i rischi in materia di salute nel territorio nazionale

o      essere familiari (anche stranieri) di titolare di diritto di soggiorno

      Nota:

      Giurisprudenza della CGUE: deve essere considerato lavoratore ogni persona che svolga attivita' reali ed effettive, ad esclusione di attivita' talmente ridotte da porsi come puramente marginali ed accessorie, fornendo, per un certo periodo di tempo, a favore di un'altra e sotto la direzione di quest'ultima, prestazioni in cambio di retribuzione

      CGUE C-127/08: ai fini del diritto di ingresso e di soggiorno del familiare si prescinde dalle sue modalita' di ingresso, dal fatto che abbia previamente soggiornato legalmente in altro Stato membro prima del suo arrivo nello Stato membro ospitante, dalla data e dal luogo in cui si e' costituito il legame familiare

      CGUE C-200/02: il comunitario minorenne in tenera eta', con assicurazione sanitaria e a carico di genitore straniero con risorse sufficienti per evitare oneri eccessivi per l'assistenza pubblica ha diritto di soggiorno di durata indeterminata nello Stato membro ospitante (CGUE C-86/12: se vi ha fatto ingresso dopo la nascita, non se e' nato e vissuto sempre in tale Stato); il genitore, benche' non sia "ascendente a carico", ha anch'egli diritto di soggiornare con il minore (se cosi' non fosse, risulterebbe svuotato di ogni effetto il diritto di soggiorno in capo al minore); Trib. Roma: rilascio della carta di soggiorno per familiare di cittadino UE a uno straniero, padre convivente di minori UE, a carico della madre, in base alla Sent. CGUE C-200/02, in nome del diritto dei minori stessi, che non gravano sulla finanza pubblica, di vivere con il proprio padre, e non solo col genitore di cui sono a carico

      CGUE C-256/11 e CGUE C-40/11: non si puo' negare il diritto di soggiorno al cittadino straniero, familiare di cittadino comunitario, benche' non rientri nel novero ordinario dei familiari con diritto di soggiorno, qualora, come conseguenza di tale diniego, il cittadino comunitario si trovi obbligato, di fatto, ad abbandonare il territorio dell'Unione europea nel suo complesso

      CGUE C-529/11: il genitore di un figlio che abbia esercitato il diritto di accesso all'istruzione sul fondamento di Direttiva 2004/38/CE, puo' continuare a godere di un diritto derivato di soggiorno, anche dopo il raggiungimento della maggiore eta' da parte del figlio, qualora la sua presenza e le sue cure permangano necessarie a tale figlio per consentirgli di proseguire e terminare i suoi studi

      La qualita' di titolare di diritto di soggiorno puo' essere dimostrata in qualunque modo consentito dalla legge; il possesso del relativo documento non costituisce condizione necessaria per l'esercizio di un diritto (L. 129/2011)

 

Soggiorno di durata > 3 mesi per familiari stranieri "facilitati"

 

      Altri familiari stranieri a carico o conviventi (incluso il partner con relazione stabile attestata con documentazione ufficiale) o necessitanti, per ragioni di salute, di assistenza da parte del cittadino comunitario possono essere ammessi a soggiornare in Italia per residenza elettiva (nota: di fatto, non sono previste facilitazioni per l'ingresso; le disposizioni che prevedono il rilascio di una carta di soggiorno per familiare straniero di cittadino UE anche a questi soggetti, a prescindere dal possesso del visto, lasciano pero' intendere che si prescinde da un ingresso legale per autorizzarne il soggiorno)

 

Mantenimento del diritto di soggiorno di durata > 3 mesi

 

      Il cittadino comunitario e i suoi familiari non possono essere allontanati quando il cittadino sia in fase di disoccupazione iniziale (fino a 6 mesi di iscrizione al Centro per l'impiego o, una volta resa dichiarazione di disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa, finche' non sia stato escluso dalla condizione di disoccupazione)

      Il diritto di soggiorno si mantiene in caso di

o      disoccupazione sopravvenuta (a condizione di iscrizione al Centro per l'impiego o di dichiarazione di disponibilita' allo svolgimento di attivita' lavorativa; fino a 1 anno, se la disoccupazione e' sopravvenuta prima di 1 anno di soggiorno o dopo un contratto a termine di durata < 1 anno); nota: disposizione criticata dalla Commissione UE per il mancato riferimento al mantenimento dello status di lavoratore

o      infortunio o malattia; nota: disposizione criticata dalla Commissione UE per il mancato riferimento al mantenimento dello status di lavoratore; Concl. Avv. Gen. C-507/12: si estende al caso di gravidanza e maternita'

o      iscrizione a un corso di formazione professionale; la qualita' di lavoratore e' mantenuta se il corso di formazione e' collegato con l'attivita' lavorativa precedentemente svolta

o      partenza del familiare titolare a titolo principale, in caso di iscrizione scolastica del figlio (CGUE C-480/08 e CGUE C-529/11: fino alla maggiore eta' del figlio, salvo ulteriore necessita'); vale per il figlio e per il genitore affidatario

o      morte del familiare titolare a titolo principale, purche' sia soddisfatta una di queste condizioni:

       acquisizione del diritto di soggiorno permanente in conseguenza del decesso del familiare comunitario lavoratore in attivita'

       iscrizione scolastica del figlio; vale per il figlio e per il genitore affidatario

       soggiorno pregresso di almeno un anno, unitamente a svolgimento di attivita' lavorativa o capacita' di mantenimento per se' e per i familiari