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Con il Coni la strada giusta per l'integrazione dei giovani migranti

13 Maggio 2016
Firmato al Viminale, alla presenza del ministro dell'Interno Angelino Alfano, il Protocollo d'intesa che promuove la pratica sportiva per i minori stranieri ospiti nel Sistema di accoglienza nazionale

di Benny Pistone

«Noi siamo chiamati a scegliere che Paese essere». Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano intervenendo nella Sala Stampa del Viminale a chiusura della conferenza di presentazione del Protocollo d'intesa tra il ministero dell'Interno e il Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) sulle modalità di collaborazione per la diffusione, la pratica e l'implementazione di attività sportive a favore di minori stranieri ospiti nel Sistema di accoglienza nazionale.

«Noi pensiamo e sappiamo di essere un grande Paese e dobbiamo dimostrarlo - ha proseguito il ministro - lo sport può essere la strada della felicità per questi ragazzi che vengono da noi e non vogliamo che si alzi un muro di fronte alle loro speranze. Vogliamo giocare con loro e che i nostri figli e nipoti giochino con loro. Provino a essere felici, in un Paese che può essere luogo di felicità».
Presenti nella Sala Stampa oltre 20 ragazzi stranieri, provenienti dai centri di accoglienza, a rappresentare i destinatari del progetto; presenti inoltre il capo del dipartimento per le Libertà civili e l'Immigrazione Mario Morcone, il vice capo di gabinetto vicario del ministero dell'Interno Franca Triestino, il commissario del governo per le Persone scomparse Vittorio Piscitelli, il capo di gabinetto del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Riccardo Carpino, il vice capo dipartimento dei Vigili del fuoco Carlo Boffi e il presidente di Coni Sicilia Sergio D'Antoni.

Il prefetto Rosetta Scotto Lavina, direttore centrale per le Politiche dell'Immigrazione e dell'Asilo, ha introdotto il tema del Protocollo d'intesa: «Lo sport è un ottimo volano per il completamento dell'educazione dei minori stranieri. Nel Protocollo c'è una nuova modalità dell'integrazione che si basa su due pilastri: il ministero dell'Interno, che interviene a favorire l'inclusione e l'integrazione sociale dei minori, e il Coni, con le sue strutture e società, per il quale la pratica sportiva è un momento essenziale della formazione fisica e morale della persona e parte integrante dell’educazione e della cultura nazionale, anche per garantire l’integrazione sociale e culturale degli individui e delle comunità residenti sul territorio».

Il presidente del Coni Giovanni Malagò è quindi intervenuto assicurando che le società sportive daranno sinergia al ministero dell'Interno per un fine nobile: «La medicina migliore è l'attività sportiva per risolvere l'esigenza dei ragazzi alla permanenza nel nostro Paese, di socializzare e recuperare uno stato di benessere fisico e psicologico che aiuti ad affrontare al meglio l’inserimento in un nuovo ambiente sociale. Questo accordo è una start up che dura tre anni, cominciamo oggi ma via via l'iniziativa crescerà. Forse tra questi ragazzi c'è il campione di domani, i protagonisti della società di domani».

«Prendo dal ministro la metafora del gioco di squadra - ha detto il sottosegretario all'Interno Domenico Manzione - un gioco di squadra che consente ai ragazzi di integrarsi completamente perché siamo convinti che lo sport sia un fattore di integrazione molto, molto potente».
«Con quest'accordo triennale - ha concluso - c'é un'alleanza per arrivare a meta, per andare a rete».

Il Coni e il ministero dell’Interno, con la firma del Protocollo d’Intesa triennale, intendono da oggi favorire la pratica sportiva dei minori stranieri ospiti del sistema di accoglienza nazionale. Attraverso il potenziamento dei servizi già previsti dal sistema stesso, i minori potranno praticare attività sportive e formative finalizzate alla socializzazione e al benessere relazionale, all’interno di un più ampio percorso di inclusione sociale e culturale.

Gli obiettivi: 

  • Rinforzare e creare reti tra i diversi attori del territorio, potenziando il dialogo tra le parti della medesima comunità
  • Favorire la conoscenza diretta del minore straniero, della sua cultura, delle sue peculiarità per raggiungere un’armoniosa socializzazione
  • Esaltare il valore della differenza senza connotazioni negative
  • Creare spirito di gruppo
  • Allenare alla cooperazione, alla soluzione di problemi, al superamento degli ostacoli
  • Potenziare il senso di valore personale
  • Aiutare a comprendere il senso positivo del rispetto delle regole per poter raggiungere gli obiettivi
  • Attivare percorsi di formazione

Ultimo aggiornamento:

Venerdì 13 Maggio 2016, ore 11:52

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