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Alfano a Ventimiglia: «Il centro di accoglienza va chiuso»

7 Maggio 2016
Conferenza stampa del ministro dell'Interno al termine della visita al centro di accoglienza e al posto di confine con la Francia

«Da Ventimiglia non si va in Francia perchè noi non alimentiamo false aspettative e perchè un transito dalle frontiere italiane verso quelle degli altri Paesi europei confinanti può rappresentare il pretesto magari per qualcuno per costruire muri o per complicare il lavoro a chi come noi crede circolazione libera e sicura degli europei». Lo ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano, incontrando la stampa al termine del sopralluogo a Ventimiglia per la questione migranti. Il ministro, che ha compiuto un giro di circa un'ora nella città di confine accompagnato dal prefetto di Imperia Silvana Tizzano, ha incontrato il presidente della regione Liguria Giovanni Toti e il sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano.

«Se si vuole salvare Schengen dobbiamo rispettare le regole - ha affermato - Lavorare bene alle frontiere interne e poi c'è tutto il lavoro di presidio delle frontiere esterne».

«Prevenire e dissuadere, questo l'obiettivo. I migranti non possono scegliere i luoghi dell'Italia dove farsi accogliere - ha proseguito Alfano - Se arrivano in Italia siamo noi che decidiamo dove accoglierli. A Ventimiglia i migranti non devono arrivare: se dimostreremo loro che da qui in Francia non possono andare, smetteranno di arrivare. Quindi faremo azioni di prevenzione e di dissuasione: dobbiamo lavorare per farne arrivare il meno possibile».

Sul centro di accoglienza di Ventimiglia, in mattinata il ministro era stato chiaro: «Questo centro va chiuso. Era nato su mia richiesta per fronteggiare l'emergenza del 2015, ora questa emergenza non c'è più, non vedo perchè debba rimanere aperto».

«I migranti che devono essere allontanati con un piano specifico - ha detto il ministro - Sono qui per un confronto col territorio e l'amministrazione locale. Il 2015 è stato un anno difficile in termini di arrivi in Liguria. Faremo in modo che quest'anno ce ne siano meno, controllando la ferrovia».

Il ministro aveva anche fatto visita al centro di accoglienza e al posto di confine con la Francia: «Vengo qui per risolvere le cose, abbiamo un piano concreto. Siamo qui per dire che abbiamo inviato 60 poliziotti e 60 uomini dell'Esercito e vogliamo rafforzare la questura del luogo. Sono dell'idea che questo centro va chiuso. Era stato aperto per una situazione d'emergenza che ora non c'è più e quindi non ci sono ragioni per proseguire nella sua permanenza». 

Ultimo aggiornamento:

Martedì 10 Maggio 2016, ore 12:13

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