(Sergio Briguglio 18/11/1999)



CONFLITTO ETIOPIA-ERITREA: PRINCIPALI ELEMENTI
DEL PIANO DI PACE DELL'OUA


 
 
 
ACCORDO-QUADRO
MODALITA' DI IMPLEMENTAZIONE
ACCORGIMENTI TECNICI
ALLEGATI AGLI ACCORGIMENTI TECNICI
CHIARIMENTI RICHIESTI DALL'ETIOPIA
           
         
Introduzione.
           
          I chiarimenti sono stati approntati da esperti dell'OUA, in collaborazione con esperti delle NU e degli USA, nel rispetto del principio in base al quale ogni interpretazione dell'Accordo, delle Modalita' spetta soltanto all'OUA.
           
Principi di base. Principi di base. Principi di base.    
Chiarimenti.
           
- risoluzione della attuale crisi e di ogni altra disputa con mezzi legali e pacifici; - impegno a non usare la forza per la soluzione delle dispute; - le Parti hanno accettato l'Accordo-quadro e le Modalita' di implementazione, fortemente sostenuti dal Consiglio di sicurezza delle NU.      
- ripudio dell'uso della forza; - accettazione dell'Accordo-quadro e impegno alla sua implementazione in buona fede; - l'interpretazione dell'Accordo e delle Modalita' spetta all'OUA e al suo Chairman.      
- rispetto dei confini esistenti al momento dell'indipendenza (Risoluzione OAU, Cairo 1964) determinati sulla base dei trattati coloniali e delle leggi internazionali applicabili, con ricorso, in caso di controversia, a meccanismi arbitrali. - ritorno alle posizioni tenute prima del 6/5/1998. - gli Accorgimenti tecnici sono stati elaborati nello spirito del rispetto dei confini preesistenti, della soluzione pacifica delle controversie e del non uso della forza, in collaborazione tra OUA, NU, USA e altri partner interessati, con l'obiettivo e' quello di pervenire a una soluzione pacifica e durevole del conflitto.     A.1 L'omissione, nel preambolo degli Accorgimenti, del riferimento ai "trattati coloniali e alla legge internazionae applicabile" (riferimento presente invece nel preambolo dell'Accordo) non comporta differenze di contenuto in materia tra Accordo e Accorgimenti.

A.2 La suddetta omissione non ha alcuna implicazione per la delimitazione e la demarcazione dei confini.

           
           
Raccomandazioni. Modalita' di implementazione. Accorgimenti.   IV. Tabella dei tempi di implementazione.  
           
    1. Le Parti concordano sui contenuti dell'Accordo e delle Modalita' e accettano gli Accorgimenti tecnici e gli Allegati come vincolanti.   D-day: firma dell'Accordo, delle Modalita' e degli Accorgimenti tecnici.  
1. Immediata cessazione delle ostilita'. 3. Le Parti si impegnano a porre fine alle attivita' militari e ad ogni forma di espressione che possa esacerbare gli animi. 2. Per facilitare il processo di implementazione e il lavoro della Commissione neutrale e della missione di pace, le Parti accettano di porre fine alle attivita' militari e ad ogni forma di espressione che possa esacerbare gli animi; in particolare, approvano la cessazione degli attacchi aerei e terrestri e di ogni altra azione che possa ostacolare l'implementazione, garantiscono il libero movimento e la sicurezza della missione di pace e il rispetto delle leggi umanitarie internazionali.   D+2: cessazione delle ostilita'. B.1.4-6 Per garantire la sicurezza dei membri della Commissione neutrale la cessazione di ogni ostilita', cui le Parti si sono impegnate accettando Accordo e Modalita', deve scattare con l'inizio del processo di implementazione.

B.4 Per cessazione delle ostilita' si intende quello che di solito si intende nelle missioni condotte dall'OUA e sotto il Capitolo VI della Carta delle NU.

2. Immediata cessazione di ogni azione o espressione che possa esacerbare gli animi. 7. Le Parti si impegnano a siglare un Accordo formale di "cessate il fuoco" che fornisca le modalita' dettagliate di implementazione dell'Accordo-quadro.       B.3 L'assenza di riferimenti, negli Accorgimenti, a un accordo formale di "cessate il fuoco" (contenuto nel paragrafo 7 delle Modalita') e' giustificato dal fatto che il paragrafo 2 degli Accorgimenti impegna le Parti alla cessazione delle ostilita', la cui scrupolosa implementazione sara' garantita da OUA e NU.
           
3. Ritiro delle forze armate attualmente presenti nell'area di Badme sulle posizioni che occupavano prima del 6/5/1998, senza pregiudizio per le decisioni che verranno adottate nel processo di demarcazione dei confini. 1. Il Governo Eritreo si impegna a ritirare le proprie forze dai territori occupati dopo il 6/5/1998. 3. Per facilitare l'implementazione dei paragrafi 1, 2 e 5 delle Modalita', il Chairman dell'OUA istituisce una Commissione neutrale per la determinazione, entro tre settimane, di quali fossero le posizioni occupate dalle Parti prima del 6/5/1998; le Parti cooperano con la Commissione, le cui decisioni hanno carattere vincolante, ma non pregiudicano l'assegnazione finale dei territori. II. I piani di ritiro includono:

- la localizzazione, le dimensioni e la composizione di ciascuna unita' da ritirare;

- il percorso lungo il quale sara' ritirata ciascuna unita';

- l'esatta destinazione di ciascuna unita';

- il momento di inizio del ritiro di ciascuna unita';

- il momento previsto per il completamento del ritiro di ciascuna unita';

- ogni altra informazione necessaria alla verifica;

non sono autorizzate deviazioni dal pecorso o movimenti dal luogo di destinazione che non siano preventivamente approvati dalla missione di pace; le Parti accettano di completare il ritiro entro quattordici giorni dall'approvazione del piano di ritiro da parte della missione di pace e di sospendere ogni tipo di volo militare nelle zone e durante il tempo in cui ha luogo il ritiro; le Parti accettano che la missione di pace controlli e verifichi il ritiro e verifichi che le truppe di una Parte non occupino i territori da cui l'altra Parte si e' ritirata.

D+3: e' istituita la Commissione neutrale. Iniziano le attivita' di sminamento.

D+4: le Parti indirizzano le proprie richieste al Segretario generale delle NU.

 
  2. Il Governo Etiopico si impegna a ritirare, subito dopo, le proprie forze dai territori occupati dopo il 6/5/1998 che non fossero sotto amministrazione etiopica prima di quella data.        
  4. Il ritiro delle truppe comincera' subito dopo la cessazione delle ostilita', senza pregiudizio per le decisioni finali sui confini.        
           
4. Dispiegamento di un Gruppo di osservatori militari dell'OUA, con il supporto delle NU, per la supervisione del ritiro delle forze armate e per l'assistenza alle reinsediate Amministrazioni civili per il mantenimento dell'ordine nel periodo di interregno. 5. Le modalita' di reinsediamento delle Amministrazioni civili e delle popolazioni nei territori di pertinenza saranno elaborate dopo la cessazione delle ostilita'. 4. Resta inteso che, per monitorare e dare assistenza all'implementazione dell'Accordo, delle Modalita' e degli Accorgimenti, e' istituita una missione di pace sotto l'autorita' del Consiglio di sicurezza delle NU, guidata da un Rappresentante speciale del Segretario Generale delle NU, che lavora in stretto contatto con il Rappresentante del Segretario generale dell'OUA; lo spiegamento della missione di pace sara' preceduto da quello di osservatori dell'OUA, con il supporto delle NU, che confluiranno successivamente nella missione di pace.   D+10: nomina del Rappresentante dell'OUA.

D+14: spiegamento degli osservatori dell'OUA, con il supporto delle NU. La Commissione neutrale inizia il lavoro sul terreno.

B.1.1-3 E' fondamentale che il lavoro della Commissione neutrale sia completato nel modo piu' rapido possibile, in modo da garantire il ritiro piu' rapido possibile delle forze militari. Gli altri passi necessari all'effettuazione del ritiro delle forze (in particolar modo lo spiegamento degli osservatori) devono essere condotti contemporaneamente ai lavori della Commissione neutrale, in modo da garantire il reinsediamento piu' rapido possibile delle amministrazioni civili.

E.1 La missione di pace e' affidata alle NU per ragioni logistiche e finanziarie, benche' il centro del processo di pace rimanga l'OUA, che, infatti, mettera' a disposizione proprio personale e designera' un rappresentante del proprio Segretario generale, che lavorera' in stretto contatto con a missione di pace. Il termine "missione di pace" e' coerente con quelo utilizzato dalle NU quando esse agiscono sotto il Capitolo VI della propria Carta. La missione in questo caso consiste nel controllare e verificare l'implementazione di Accordo, Modalita' e Accorgimenti. Non si tratta della "forza di pace" di cui al Capitolo VII della Carta delle NU. Lo scopo della missione sara' determinato dalle NU, in cooperazione con l'OUA e in consultazione con le Parti, e sara' modellata sui compiti definiti da Accordo, Modalita' e Accorgimenti. Riguardo alla durata e al supporto della missione che sara' fornito da ciascuna delle Parti sul proprio territorio, resta inteso che tutto sara' fatto nel rispetto della sovranita' dei paesi coinvolti, sulla base di un accordo che sara' concluso dalle Parti con le NU.

  6. Le Parti accettano il dispiegamento del Gruppo di osservatori militari dell'OUA, in collaborazione con la NU, per il controllo del ritiro delle truppe e per l'assolvimento degli altri compiti stabiliti dall'Accordo-quadro. 6. Una volta sottoscritti l'Accordo, le Modalita' e gli Accorgimenti, le Parti condurranno un processo di sminamento e altre attivita' necessarie al ritiro della missione di pace, al ritorno delle amministrazioni civili e della popolazione e al processo di delimitazione e demarcazione dei confini; la missione di pace dara' assistenza al processo di sminamento, con la collaborazione del Servizio di azione per le mine delle NU. I. Le attivita' di sminamento includono la presentazione alla missione di pace di 

- mappe che indichino posizione e dimensioni dei campi minati;

- una descrizione esatta del tipo e del numero di mine per ciascun campo;

- piani per la disinfestazione e la demarcazione di tutti i campi minati;

- piani per lo stoccaggio delle mine asportate;

- ogni altra informazione utile per la verifica;

la missione di pace verifichera' e assitera' le attivita' di sminamento.

   
    7. Le Parti presenteranno piani dettagliati per il ritiro delle truppe, entro cinque giorni dal ricevimento delle decisioni della Commissione neutrale.   D+35: La Commissione neutrale presenta le sue decisioni.

D+40: il rapporto della Commissione neutrale e' consegnato alle Parti.

D+45: le Parti presentano alla missione di pace i piani per il ritiro.

 
    8. Il processo di ritiro delle truppe e di reinsediamento delle amministrazioni civili avra' inizio, senza pregiudizio per l'assegnazione finale dei territori, subito dopo l'approvazione dei piani di ritiro; in particolare:   D+48: i piani per il ritiro sono approvati dalla missione di pace.

D+49: gli osservatori prendono posizione per il controllo del ritiro.

 
    - l'Eritrea ritirera' le sue truppe entro due settimane; la missione di pace verifichera' l'avvenuto ritiro;   D+50: inizia il ritiro delle forze eritree. B.2 Il periodo di cinquanta giorni che separa l'inizio del ritiro delle forze eritree dall'avvio dell'implementazione e' frutto della valutazione tecnica degli esperti dell'OUA e delle NU riguardo ai tempi necessari per lo spiegamento degli osservatori militari e per il lavoro della Commissione neutrale.
    - completata la verifica, la missione di pace osservera' e assistera' il reinsediamento, entro sette giorni, dell'amministrazione civile etiopica (inclusa la polizia e la milizia locale), per preparare il ritorno della popolazione;   D+64: il ritiro delle forze eritree e' completato e verificato dalla missione di pace. Comincia il reinsediamento dell'amministrazione civile etiopica. E.3 Riguardo all'assistenza da parte della missione di pace alle amministrazioni civili, questa sara' fornita sulla base di una preventiva richiesta da parte dell'amministrazione interessata.
    - successivamente, l'Etiopia ritirera' le truppe entro due settimane, e la missione di pace verifichera' il ritiro;   D+71: il reinsediamento dell'amministrazione civile etiopica e' completato. Comincia il ritiro delle forze etiopiche.  
    - completata la verifica, la missione di pace osservera' e assistera' il reinsediamento, entro sette giorni, dell'amministrazione civile eritrea (inclusa la polizia e la milizia locale), per preparare il ritorno della popolazione.   D+85: il ritiro delle forze etiopiche e' completato e verificato dalla missione di pace. Comincia il reinsediamento dell'amministrazione civile eritrea.  
    9. Per aumentare la sicurezza delle popolazioni nelle aree in cui vengono reinsediate le amministrazioni civili,      
    a) le Parti si impegnano      
    a.1) alla cooperazione con la missione di pace;      
    a.2) alla stretta cooperazione tra le amministrazioni civili e i membri civili della missione, che verificheranno il rispetto, da parte delle amministrazioni civili,      
    a.2.1) del divieto di deportazione delle popolazioni civili,     C.1 Il divieto di deportazione e' ristretto alle aree in cui vengono reinsediate le amministrazioni civili. Non mette in discussione la sovranita' delle Parti sul proprio territorio, giacche' il ritiro delle forze dalle aree in questione non pregiudica il definitivo assetto dei territori, che sara' determinato solo a valle del processo di delimitazione e demarcazione. Il divieto non preclude la possibilita' di singoli individui che costituiscano una minaccia per la sicurezza di ciascuna Parte, purche' tale espulsione sia fondata su un processo e sia condotta, auspicabilmente, in modo trasparente.
    a.2.2) della facilitazione del monitoraggio dei diritti umani;      
    a.2.3) del divieto, per la milizia, di mostrare armi nelle aree popolate;     C.2 La milizia puo' tornare nell'area di reinsediamento della amministrazione civile con il proprio armamento abituale. Il divieto di mostrare le armi vale solo con riferimento alle aree popolate e tiene conto dell'esigenza di abbassare la tensione e del fatto che la missione di pace puo', se richiesta, coadiuvare la polizia in quelle aree. Il fatto che individui possano impugnare armi in modo intimidatorio non e' pratica accettata in presenza di una missione di pace; ciascuna delle Parti quindi, senza pregiudizio per la propria sovranita', contribuisce al processo di distensione eliminando possibili cause di problemi distruttivi in zona di confine.
          C.3-4 La milizia puo' provvedere al mantenimento dell'ordine nel resto del territorio di ciascuna Parte, sotto il controllo, l'autorita' e la disciplina della polizia, con opportuno addestramento circa la delicatezza della situazione. In questo caso, la milizia puo' portare armi.
    b) la missione di pace      
    b.1) osservera' e, se richiesta, assistera' la polizia;      
    b.2) stabilira' meccanismi locali di soluzione delle lamentele, assicurando la possibilita' di accesso della popolazione a tali meccanismi.     C.5 L'individuazione di meccanismi di soluzione delle lamentele e l'assicurazione dell'accesso della popolazione a tali meccanismi sono fondate sul paragrafo 8 dell'Accordo e sul paragrafo 6 delle Modalita'. La decisione di istituire tali canali puo' essere adottata, se necessario, dalla missione di pace, solo in consultazione con le Parti. Il mandato di tali meccanismi non consiste nel prendere decisioni o nel garantirne l'applicazione, ma solo nel verificare l'implementazione del processo di pace e di riferire agli organismi competenti. Resta alle amministrazioni locali il compito di mantenere l'ordine e applicare la legge.
           
5. Estensione del ritiro a tutte le aree contese, nel quadro di una smilitarizzazione, controllata dal Gruppo di osservatori militari, dell'intero confine che favorisca il processo di demarcazione.   12. Le Parti accettano di smilitarizzare le aree per le quali vi sia una richiesta in tal senso da parte della missione di pace, al fine di allentare le tensioni e favorire il processo di delimitazione e di demarcazione. III. I piani di smilitarizzazione locale includono:

- l'attuale localizzazione, le dimensioni e la composizione di ciascuna unita' da smilitarizzare;

- il percorso che ciascuna unita' utilizzera' per la smilitarizzazione;

- l'esatta destinazione di ciascuna unita';

- il momento di inizio della smilitarizzazione di ciascuna unita';

- il momento previsto per il completamento della smilitarizzazione di ciascuna unita';

- ogni altra informazione necessaria alla verifica;

non sono autorizzate deviazioni dal pecorso o movimenti dal luogo di destinazione che non siano preventivamente approvati dalla missione di pace;

le Parti accettano di completare la smilitarizzazione entro sette giorni dall'approvazione del piano di smilitarizzazione da parte della missione di pace; l'occupazione delle posizioni originali comincera' su decisione della missione di pace; le Parti accettano di sospendere ogni tipo di volo militare nelle zone e durante il tempo in cui ha luogo la smilitarizzazione; le Parti accettano che la missione di pace controlli e verifichi la smilitarizzazione.

  G.1 La smilitarizzazione di cui si tratta nell'Allegato III si riferisce unicamente a quella di alcune aree, finalizzata all'abbassamento delle tensioni, prospettata dal paragrafo 12 degli Accorgimenti. Tale smilitarizzazione locale puo' essere richiesta dalla missione di pace. Un piano di smilitarizzazione locale sara' proposto alla missione di pace, dalla Parte coinvolta, per una approvazione sul piano tecnico. Successivamente la missione di pace controllera' e verifichera' l'effettivo movimento delle truppe con la cooperazione della Parte. Il termine "posizioni originali" che appare nel terzo sottoparagrafo dell'Allegato III si riferisce alle posizioni occupate all'inizio del processo di smilitarizzazione. Il ritorno su quelle posizioni, esaurita la fase di smilitarizzazione, sara' disposto dalla missione di pace.
           
6. Delimitazione e demarcazione del confine tra i due Stati ad opera dell'Unita' cartografica delle NU, in collaborazione con l'OUA e con altri esperti scelti di comune accordo dalle Parti, da completarsi in sei mesi (prorogabili su richiesta degli esperti); passaggio immediato, a demarcazione completata, di ciascun territorio sotto la piena giuridizione dello Stato di pertinenza.   11. Le Parti concordano sul fatto che il processo di delimitazione cominci dalle aree da cui vengono ritirate le truppe, per proseguire con le altre aree contestate ed estendersi quindi all'intero confine; al momento dell'accettazione, ad opera delle Parti, della delimitazione di ciascun segmento (da presentare all'Unita' cartografica delle NU entro una settimana, salvo richieste di arbitrato), sara' effettuata la demarcazione del segmento, avente carattere vincolante; delimitazione e demarcazione saranno effettuate sulla base dei trattati coloniali e delle leggi internazionali applicabili.   D+5: inizio del lavoro dell'Unita' cartografica delle NU. F.1 I reclami relativi al processo di delimitazione possono riguardare ciascuno dei segmenti disputati. La richiesta di arbitrato relativa a un dato segmento sara' presentata nel contesto del processo relativo a quel segmento, in modo che che il lavoro su altri segmenti possa procedere contemporaneamente alla definizione dell'arbitrato. Ciascuna delle Parti avra' diritto a presentare le proprie ragioni all'Unita' cartografica delle NU e alla Commissione per i confini. L'Unita' cartografica.
    13. Delimitazione e demarcazione saranno condotte dalla Unita' cartografica delle NU, coadiuvata da altri Esperti che la stessa Unita' puo' impiegare; il processo sara' completato entro sei mesi, salvo che un'estensione sia decisa, su richiesta degli Esperti cartografici, dal Rappresentante speciale del Segretario generale delle NU; qualora si renda necessario un arbitrato sulla delimitazione, il Segretario generale delle NU istituira' una Commissione per i confini, sentito il Chairman dell'OUA; la Commissione decidera' al piu' presto, sulla base dei trattati coloniali e delle leggi internazionali applicabili; le Parti accetteranno la decisione come vincolante.   D+185: il processo di delimitazione e demarcazione e' completato a meno di estensioni richieste dagli Esperti cartografici. Il ritorno delle legittime autorita' e' completato, a meno di estensioni del processo di delimitazione e demarcazione.  
    15. Completata la demarcazione di ciascun segmento, la legittima autorita' assumera' piena e sovrana giurisdizione sul territorio che e' stato riconosciuto di sua pertinenza.      
           
7. Indagine sulle cause scatenanti del conflitto (incidenti del 6/5/1998 e precedenti, inclusi quelli del Luglio-Agosto 1997).   10. L'indagine sugli incidenti del 6/5/1998 e su ogni altro incidente precedente (inclusi quelli del Luglio-Agosto 1997) che possa aver contribuito all'incomprensione tra le Parti riguardo ai confini comuni sara' effettuata da un corpo indipendente designato dal Chairman dell'OUA, sentiti il Segretariato generale delle NU e l'OUA; il corpo indipendente fara' ogni sforzo per presentare un rapporto al Chairman entro tre-sei mesi; le Parti coopereranno con il corpo indipendente e ne accetteranno le conclusioni.   D+92: il reinsediamento dell'amministrazione civile eritrea e' completato. E' istituito un corpo indipendente per indagare sull'origine del conflitto. I.1 Riguardo all'indagine sulle origini del conflitto, al momento le Parti dovrebbero evitare l'anticipazione degli elementi che intendono presentare all'organismo indipendente. Il mandato di tale organismo e' di tipo investigativo.
           
8. Cessazione di ogni misura contro i civili ed astensione da qualunque azione che possa causare ulteriori sofferenze ai nazionali dell'altra Parte; affrontamento dei problemi socio-economici provocati dalla crisi alle popolazioni civili, specie alle persone deportate; spiegamento in entrambi i Paesi, da parte dell'OUA, in collaborazione con le NU, di una Squadra di monitoraggio dei diritti umani.   14. Le Parti si impegnano ad affrontare tutte le questioni umanitarie derivanti dal conflitto, in particolare quelle relative ai profughi e alle persone deportate, nonche' le conseguenze socio-economiche della disputa; OUA e NU si sforzeranno di mobilitare, in collaborazione con la Comunita' internazionale, le risorse necessarie; le Parti accettano di riportare ogni pretesa in merito a un appropriato meccanismo di arbitrato per una soluzione vincolante, qualora gli sforzi negoziali o di mediazione non avessero successo; in caso di incapacita' delle Parti di concordare il meccanismo appropriato entro tre mesi dalla firma, questo sara' determinato dal Segretario generale delle NU, sentito il Segretario generale dell'OUA.     D.1 La soluzione dei questioni umanitarie e delle conseguenze socio-economiche del conflitto e', in primo luogo, responsabilita' diretta delle Parti (e partanto dei due Governi, che si impegnano ad affrontarla). In caso di fallimento dei negoziati o della mediazione in merito, le Parti si impegnano a trovare un accordo su un appropriato meccanismo di arbitrato. In caso di incapacita' di trovare tale accordo, il Segretario generale delle NU, in consultazione con il Segretario generale dell'OUA e, se necessario, con le Parti, istituira' un appropriato meccanismo di arbitrato. Le modalita' di funzionamento del meccanismo (e, in particolare, chi possa accedervi) saranno stabilite durante il processo tale processo e in accordo con la prassi internazionale.

D.2 Riguardo alle questioni che possono essere sollevate di fronte al meccanismo di arbitrato, si fa riferimento alle finalita' definite nel paragrafo 8 dell'Accordo e nel paragrafo 14 degli Accorgimenti, senza che alcuna ulteriore limitazione sia imposta dal fatto che sia permesso un processo di negoziato e mediazione.

10. Mobilitazione di risorse da parte di OUA, NU e comunita' internazionale (in particolare, l'Unione europea) per il ristabilimento dei profughi e per la smobilitazione delle truppe schierate lungo il confine.          
           
9. Costituzione di un Comitato di follow-up delle due Parti, sotto gli auspici della Delegazione ad alto livello dell'OUA, e con la partecipazione e l'assistenza delle NU, per la definizione delle modalita' di implementazione dell'Accordo; inizio del lavoro del Comitato a partire dalla sottoscrizione dell'Accordo.   5. Per coordinare e risolvere questioni relative all'implementazione di Accordo, Modalita' e Accorgimenti, saranno costituite, dal Rappresentante speciale del Segretario generale delle NU e sotto la sua autorita', una Commissione di follow-up (per gli aspetti politici) e una Commissione di coordinamento militare (per quelli militari); per ciascuna commissione saranno designati un rappresentante di ciascuna Parte e un rappresentante, con funzioni di Presidente e con potere decisionale, del Rappresentante speciale.   D+25: istituzione della Commissione di follow-up e della Commissione di coordinamento militare. Designazione del Rappresentante del Segretario generale delle NU. Le Parti designano ciascuna un rappresentante per ognuna delle commissioni. H.1 I vari organismi previsti dagli Accorgimenti tecnici (Commissione neutrale, Commissione di follow-up, Commissione di coordinamento militare, missione di pace, corpo indipendente per l'indagine sull'origine del conflitto, Commissione per i confini, meccanismo di arbitrato per la soluzione delle questioni umanitarie e delle conseguenze socio-economiche del conflitto) sono istituiti con la consultazione delle Parti, dalle quali ci si aspetta cooperazione e, in alcuni casi, partecipazione. Nell'espletamento delle loro missioni, tali organismi operano, per quanto possibile, in consultazione con le Parti.
           
11. Cooperazione tra OUA e NU per garantire la scrupolosa applicazione dell'Accordo nel piu' breve tempo possibile.   16. Le Parti accettano di firmare ed implementare in buona fede l'Accordo, e Modalita' e gli Accorgimenti (inclusi gli Allegati).      
    17. OUA e NU saranno garanti per scrupolosa implementazione delle disposizioni dell'Accordo, delle Modalita' e degli Accorgimenti.