Date: 6:28 PM 3/24/01 +0100

From: Dino Frisullo

Subject: I: Dall'Esquilino a tutt'Italia: mai pi clandestini!

 

 

La lettera riportata qui sotto dovrebbe uscire domani sul Manifesto. Non so se i responsabili dei due commissariati in questione mi denunceranno: so che stiamo raccogliendo le carte per denunciare loro, rispettivamente per le modalitˆ illegittime e inumane dell'espulsione e per la violenza fisica, che peraltro  una costante.

Alla lettera, necessariamente stringata, aggiungo alcuni altri dati.

All'Esquilino da mesi si susseguono i rastrellamenti, che realizzano in divisa quella pulizia etnica che i vari "comitati di quartiere" avevano minacciato ma non attuato, con un clamoroso flop (poche decine di scalmanati) delle manifestazioni-ronda. Allo sconvolgente rituale degli stranieri messi in fila contro ilmuro, perquisiti, condotti in questura con i cellulari e da l“ rilasciati (nel migliore dei casi) dopo ore ed ore di calvario, si aggiunge ora la pratica delle irruzioni all'alba. Il clima  di vero terrore, perch non c' appartamento di stranieri in cui non vivano insieme regolari, aspiranti regolari ("quelli con la ricevuta") e irregolari: "Come fa uno a lasciare per strada suo fratello, suo padre, suo cugino?"

Le modalitˆ di quest'ultima espulsione lasciano attoniti, nella loro chirurgica precisione: il foglio d'espulsione, l'attesa oltre il termine del ricorso, il "prelievo" a casa il giorno stesso in cui parte l'aereo per il loro paese, l'accompagnamento direttamente al velivolo senza ripassare da casa, senza passare neppure da Ponte Galeria, e scavalcando persino il possibile ostruzionismo della biglietteria della compagnia di bandiera...

Basta uno di questi casi (ma sono ormai pratica corrente) per fare un incubo della vita di migliaia di persone.

A Roma la situazione  questa: tremila pratiche di sanatoria del '98 ancora sospese (e un irrigidimento di rilievo nazionale, nell'ultimo incontro, circa la possibilitˆ di documentazione tardiva e "retroattiva" della presenza in Italia da parte di associazioni, sindacati, persino di ambasciate), contro settemila risolte positivamente in questi nove mesi di passione; almeno 14mila pratiche di rinnovo (incluse molte di quelle per "sanatoria") destinate ad esito negativo se permarranno rigidi i criteri sulla dimostrazione del reddito da lavoro dipendente o autonomo; un numero almeno doppio di "nuovi clandestini" arrivati dopo il dicembre '98.

E' evidente che in questa situazione i provvedimenti di espulsione sono grida manzoniane, destinate soltanto a ricacciare nell'ombra (e forzare al lavoro nero) migliaia di persone.

Il "Coordinamento romano per i diritti degli immigrati" ha deciso di tenere una grande assemblea in piazza Vittorio domenica 25 marzo, raggiungendo poi in piazza della Repubblica gli albanesi che commemoreranno l'anniversario della strage di Otranto, e di convocare una manifestazione per la domenica successiva, 1. aprile. Lo striscione di apertura sarˆ "Mai pi clandestini, mai pi stragi ai confini". In quella stessa giornata si propone un incontro nazionale che lanci, riprendendo e aggiornando la piattaforma della "Carovana dei diritti", una manifestazione di rilievo nazionale a Roma nell'ultima decade di aprile, cio in piena campagna elettorale. Perch i non-cittadini siano soggetto, e non solo oggetto di politica.

Questo percorso  stato discusso e, in linea di massima, condiviso con le organizzazioni attive a Venezia, Brescia, Napoli e  Caserta. Nei prossimi giorni dovrebbe essere formalizzato un appello di convocazione della riunione nazionale del 1. aprile.

 

 

CRONACHE DALL'ESQUILINO

 

Bello lĠarticolo di Manuela Cartosio sullĠ"Internazionale del cartone". Ha saputo entrare nella pelle di coloro di cui parla. Valeva la pena della levataccia.

 

Chi fa inchiesta sullĠEsquilino di Roma dovrebbe andarci alla stessa ora, allĠalba. Incontrerebbe fantasmi spauriti in fuga. Sono i "clandestini" che in piena notte lasciano le case, prima che arrivi la polizia. Come se non bastassero i rastrellamenti serali...

 

Alle sette del 22 marzo otto agenti hanno fatto irruzione in un appartamento al 13 di via Turati. Andavano a colpo sicuro: venti giorni fa Faruq e Masood, ambulanti abusivi poco pi che ventenni con famiglia a carico in Bangladesh, avevano ricevuto il foglio di via e non avevano fatto ricorso. Con altri quattro sono stati portati al commissariato e riempiti di schiaffi, poi in questura. NŽ cibo nŽ acqua fino alle otto di sera, quando hanno potuto telefonare agli amici cinque minuti prima di essere imbarcati per Dacca in pigiama e pantofole, neanche il tempo di recuperare soldi e vestiti a casa. Tardi per i biglietti: da un accesso riservato li hanno portati sotto la pancia dellĠaereo e hanno imposto al pilota di prenderli, pagheranno allĠarrivo. Per non averli lasciati sotto le stelle il loro parente affittuario pagherˆ anche lui: lire 5.066.665 di multa.

 

La stessa mattina alla stessa ora, dopo otto ore di fila, un operaio che chiameremo Asraf conquistava il foglietto numero sette, dei soli dieci che ogni giorno consentono di chiedere il rinnovo del soggiorno al commissariato Esquilino. Una notte allĠaddiaccio, per sentirsi rispondere di no: hai perso il lavoro, niente soggiorno. Ha protestato, e sĠ preso un calcio nelle vertebre lombari che, mentre s'arrampica sul cantiere del suo lavoro (nero), gli duole ancora dopo quarantottĠore.

 

Colpirne uno per terrorizzarne cento. Solo il giorno prima ci sentivamo dire all'ufficio stranieri: noi espelliamo chi delinque, non chi lavoraÉ

 

Dino Frisullo - Roma