Date: 5:11 PM 12/7/01 +0100

From: senzaconfine

Subject: Immigrati contro la "guerra interna" a Roma

 

IMMIGRATI IN ASSEMBLEA DAVANTI ALLA QUESTURA DI ROMA:

 

"QUI OGNI GIORNO COMBATTIAMO PER SOPRAVVIVERE"

 

 

 

Centinaia di immigrati e profughi, staccandosi dalla lunga coda che ogni giorno attende dall'alba l'apertura degli sportelli dell'Ufficio stranieri della questura di Roma, hanno dato vita questa mattina a un'animata assemblea in via Genova, prima di muoversi in corteo verso la Terza universitą per un incontro con gli studenti.

 

L'iniziativa, promossa dal Migrants' Social Forum di Roma per rompere la separatezza "del luogo in cui ogni giorno si combatte per sopravvivere e si violano i piĚ elementari diritti umani", Ź l'avvio di un ciclo che vedrą un'assemblea presso la Cgil di via Buonarroti, nel quartiere Esquilino, alle ore 15 di lunedď 10 dicembre, Giornata dei diritti umani, e un presidio il 12 dicembre dalle 15 alle 17 in piazza Venezia dinanzi alla Delegazione Onu insieme ai movimenti contro la guerra.

 

Negli stessi giorni i profughi kurdi avvieranno uno sciopero della fame, che terminerą il 14 dicembre in piazza San Pietro, contro il rigetto delle loro richieste di asilo.

 

Molti degli immigrati presenti oggi in via Genova attendono da anni il permesso di soggiorno, o da molti mesi il suo rinnovo, scontrandosi ogni giorno con una burocrazia che non accetta le dichiarazioni loro e delle loro associazioni e continua a condannarli al lavoro nero.

 

Solo a Roma sono almeno tremila gli immigrati che, in questa situazione di limbo, rischiano di non poter neanche riabbracciare le loro famiglie nelle ferie natalizie, oltre a migliaia di richiedenti asilo ed a decine di migliaia di nuovi immigrati condannati alla totale clandestinitą.

 

Ma anche chi ha ottenuto il permesso di soggiorno vive nel terrore che gli sia revocato anche dopo anni di lavoro regolare per una qualsiasi carenza di documentazione, mentre specialmente dopo l'11 settembre nella cittą si moltiplicano i rastrellamenti, le perquisizioni e le deportazioni collettive, spesso in violazione delle normative e dei diritti umani.