Date: 12:53 AM 12/19/01 +0100

From: dino frisullo

Subject: romigrantsocialforum- I: [Fwd: UNA PROPOSTA: LA NOTTE D

 

PerchĆ no?

Mi pare una bella idea, praticabile da tutti e non solo a Roma.

Non Ć comunque, secondo me, in alternativa alla veglia: si possono fare

entrambe.

Fra l'altro, discutendo oggi all'ex Rialto emergeva la proposta di

spettacol/azioni sulla guerra con teatranti, immagini e volantini, da fare

nelle piazze "natalizie" (piazza Navona, largo Chigi, piazza Vittorio...)

quando sono piene di gente, fra le 17 e le 18 del 24 dicembre, prima che la

cittł si svuoti per il cenone - dando poi appuntamento a tutti intorno alle

23 per la veglia, davanti all'ambasciata Usa o altrove.

Avanti con altre idee...

Dino

 

----- Original Message -----

From: Elena Cavallone <elena.cavallone@unimi.it>

To: <dinofrisullo@libero.it>

Sent: Tuesday, December 18, 2001 4:23 PM

Subject: [Fwd: UNA PROPOSTA: LA NOTTE DI NATALE, IN VIA VENETO A ROMA... E

ALTROVE]

 

 

> Carissimo Dino,

> Come sempre condivido il tuo appassionato impegno civile, che vorrei si

> traducesse in azioni largamente partecipate.

> Ora perś  propongo un'alternativa piŁ facile e percorribile da tutti,

> anche da chi non sta molto bene, come me in questo momento, o da anziani

> o da disabili, o da coppie con bimbi molto piccoli  insomma da tutte le

> categorie di persone, che per un motivo o per l'altro non possono

> partecipare a una veglia all'addiaccio. La proposta consiste nello

> spegnere tutte le luci (basta chiudere il contatore) dalle 11.30 a

> mezzanotte. Non Ć un'idea nuova l'avevo proposta nel decimo anniversario

> di Chernobyl come protesta non violenta nei confronti delle armi

> nucleari e dell'oblio in cui si distruggevano le persone coinvolte

> dall'incidente (piŁ di tre milioni in modo diretto almeno il doppio in

> modo indiretto). L'anniversario di Chernobyl cade perś il 26 aprile ed Ć

> gił tempo di ora legale e di scampagnate fuori porta. Ora invece il

> freddo, il buio e il tipo di ricorrenza che fa stare le persone in casa

> potrebbero rendere  l'iniziativa piŁ praticabile. Potrebbe essere anche

> di supporto e appoggio nei confronti di chi si sente di fare le veglie.

> Che ne dite?

> Comunque vada auguri di pace Elena

>

 

------------------------ Yahoo! Groups Sponsor ---------------------~-->

Call any Phone in the World from your PC with CrystalVoice

-LOW rates world-wide - $0.039/min in U.S.

FREE trial. Click here.

http://us.click.yahoo.com/Ib1xVB/IxbDAA/ySSFAA/_tgrlB/TM

---------------------------------------------------------------------~->

 

---  ---  ---  ---  ---  ---  ---  ---

Sottoscrivi / To subscribe this group, send an email to:

romamigrantforum-subscribe@yahoogroups.com

 

 

Per saperne di piŁ / To learn more about the romamigrantforum group, please visit

http://groups.yahoo.com/group/romamigrantforum/messages

 

per sottrarsi dalla lista / To unsubscribe from this group, send an email to:

romamigrantforum-unsubscribe@yahoogroups.com 

 

Your use of Yahoo! Groups is subject to http://docs.yahoo.com/info/terms/

 

 

 

Return-Path: <dinofrisullo@libero.it>

Received: (from root@localhost)

    by mailserver.unimi.it (8.9.3/8.9.3) with X.500 id DAA06245

    for cavallo2@mailserver.unimi.it; Tue, 18 Dec 2001 03:45:40 +0100 (MET)

Received: from mailstudenti.unimi.it (mailstudenti.unimi.it [159.149.10.4])

    by mailserver.unimi.it (8.9.3/8.9.3) with ESMTP id DAA18574

    for <elena.cavallone@unimi.it>; Tue, 18 Dec 2001 03:45:40 +0100 (MET)

Received: from smtp3.libero.it (smtp.unimi.it [159.149.10.3])

 by mailstudenti.unimi.it (iPlanet Messaging Server 5.1 (built May  7 2001))

 with ESMTP id <0GOI001I8QC1XD@mailstudenti.unimi.it> for

 elena.cavallone@unimi.it; Tue, 18 Dec 2001 03:45:38 +0100 (MET)

Received: from q1z6c2 (151.24.159.54) by smtp3.libero.it (6.0.032)

        id 3BD43E25013FDA6E; Tue, 18 Dec 2001 03:44:36 +0100

Date: Tue, 18 Dec 2001 03:46:15 +0100

From: dino frisullo <dinofrisullo@libero.it>

Subject: UNA PROPOSTA: LA NOTTE DI NATALE, IN VIA VENETO A ROMA... E ALTROVE

To: <Undisclosed-Recipient:@mailserver.unimi.it;>

Message-id: <022d01c1876e$2bc0ea20$369f1897@q1z6c2>

MIME-version: 1.0

X-MIMEOLE: Produced By Microsoft MimeOLE V5.00.2013.500

X-Mailer: Microsoft Outlook Express 5.00.2013.500

Content-type: multipart/alternative;

 boundary="Boundary_(ID_FGtD5Qqe1rEOWMNOQ5YmVw)"

X-Priority: 3

X-MSMail-priority: Normal

X-Mozilla-Status2: 00000000

 

Una compagna mi ricordava il valore che ebbero, una trentina d'anni fa, le notti di Natale trascorse in piazza, con gli operai in lotta o con il pensiero al Vietnam. Il doppio valore di rifiuto di un rito consumistico e consolatorio.

 

Questo Natale per la prima volta da oltre mezzo secolo Ć un Natale non solo "di" guerra, ma "in" guerra. Dentro una guerra combattuta anche da militari italiani, che proprio nei giorni successivi si troveranno sul fronte, a Kabul.

E nessuno ci racconti la favola risibile della legittimitł del "peacekeeping sotto mandato Onu", dopo che le bombe hanno fatto strage di civili in tutto l'Afghanistan. Dopo che lo stesso Consiglio di Sicurezza si Ć piegato al diktat americano nel rifiuto d'una missione di semplici osservatori laddove davvero sarebbero necessari, in Palestina!

L'Onu Ć ormai, purtroppo, passacarte di scelte unilaterali di potenza. E i soldati italiani a Kabul saranno avvertiti anzitutto come "occidentali" e come parte del dispositivo militare americano. In attesa di altre avventure, in Somalia o altrove.

"Se fossi stato un rifugiato afghano, avrei fatto esattamente lo stesso: avrei aggredito Robert Fisk, o qualunque altro occidentale mi fosse capitato a tiro", dice onestamente il corrispondente di The Independent, scampato a stento al linciaggio da parte dei superstiti delle bombe americane.

Che succederł se un soldato italiano sarł lapidato a Kabul? Si ripeteranno le gesta somale della Folgore?

 

Credo che la sera di Natale dobbiamo essere in piazza. Per ribadire la richiesta ferma di ritiro del contingente italiano e di ripudio della guerra in generale, di questa guerra in particolare.

Dobbiamo esserci nel ricordo delle vittime. Le vittime delle guerre e del terrore, le vittime della fame e dello scambio ineguale, le vittime del razzismo, del proibizionismo e della tratta di esseri umani. I profughi. I 37mila bambini che ogni giorno, anche nel giorno di Natale, muoiono per fame.

 

Dobbiamo trovare il modo di comunicare un doppio messaggio.

Che la morte e la sofferenza non hanno colore, che ricordiamo tutte le vittime civili innocenti, siano palestinesi o americani, irakeni o colombiani, israeliani o afghani o kurdi - compresi i morti senza nome delle navi negriere come quella che s'inabissś proprio la notte di Natale di cinque anni fa, compresi i morti nel rogo del Cpt di Trapani, il 29 dicembre del '97. Compresi i morti nelle carceri in Turchia. E le vittime della clandestinitł e dell'esclusione, che il 22 dicembre manifesteranno a Roma.

Ma dobbiamo trasmettere anche, nella scelta dei luoghi, il messaggio che non siamo affatto equidistanti, che le responsabilitł sono precise, hanno un nome. La responsabilitł della spirale di tragedie che inaugura il secolo Ć di quella globalizzazione che, per dirla con Kissinger, "non Ć che un modo per definire l'egemonia globale degli Usa".

 

Dunque, per chi non se la sente di fingere serenitł in questo Natale di guerra interna ed esterna, la proposta che farei Ć questa:

 

UNA VEGLIA A ROMA LA NOTTE DI NATALE DAVANTI ALL'AMBASCIATA USA IN VIA VENETO;

E CONTEMPORANEAMENTE NELLE ALTRE CITTA', DAVANTI A LUOGHI ALTRETTANTO SIMBOLICI:

consolati americani, uffici di leva, basi e installazioni militari, porti adriatici e jonici e frontiere dalmate su cui s'infrangono le speranze dei profughi, centri di detenzione - e piazza Alimonda a Genova...

UNA VEGLIA SENZA SLOGAN, MA CON FIORI E CANDELE, CON FOTO E STRISCIONI E CARTELLI, CON NOMI E VOLTI. GRIDANDO IN SILENZIO, CON LE IMMAGINI E I GESTI.

Come le donne di Plaza de Mayo o di piazza Galatasaray. Con la stessa tranquilla dignitł, con la stessa capacitł di rendere visibile il filo della memoria.

 

Se sapremo pubblicizzare quest'indicazione cittł per cittł, potremmo essere migliaia. PerchĆ sono tanti, credo, coloro che condividono il disagio di una festa che assomiglia alle grottesche danze dei morti di G.Grosz.

E se saremo migliaia, la cosa non potrł passare sotto silenzio da parte dei media. Sarł lo snodo simbolico fra il ciclo iniziato a Genova, l'opposizione alla guerra e, dopo le ferie, la manifestazione antirazzista del 19 gennaio e Porto Alegre.

 

Chi raccoglie questa proposta, a Roma e altrove?

 

(Dino Frisullo)