Date: 7:15 PM 4/30/02 +0200

From: dino frisullo

Subject: RMSF - IL PARTITO DI OCALAN "TERRORISTA": L'UE CEDE ALL

 

TURCHIA: ANKARA SU INCLUSIONE PKK IN LISTA UE TERRORISMO

 

SODDISFAZIONE A META', PARTITO KURDO HA NUOVO NOME NON INCLUSO

 

(ANSA, 30 APRILE ORE 12:19)

 

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L'Unione Europea ha deciso di includere il Pkk nella lista europea delle organizzazioni terroriste. Dalla lista rimane escluso, per ora, sia il partito della sinistra turca Dhkp-c, sia il partito che da poche settimane ha preso il posto del Pkk, il Kadek.

 

Si tratta di una decisione assolutamente vergognosa, nei confronti di un partito che non ha mai fatto uso del terrorismo e da tre anni ha anche rinunciato unilateralmente alla lotta armata. Una decisione che legittima nell'immediato la negazione dell'asilo per l'esodo kurdo e la privazione della libertą per diecimila prigionieri politici in Turchia, ma in prospettiva Ź funzionale allo spostamento in territorio kurdo (ed irakeno) della "guerra permanente al terrorismo".

 

Allego, per una prima informazione non esauriente, il mio articolo che uscirą domani sul Manifesto. Questa sera in una riunione a Roma decideremo insieme ai compagni e alle compagne kurde iniziative nazionali di mobilitazione contro la vigliacca criminalizzazione di un popolo intero e della sua ventennale lotta di liberazione.

 

Fin d'ora siamo l'associazione Azad Ź impegnata, anche se dovesse diventare una forma di disobbedienza civile, nella difesa, rivendicazione e valorizzazione di una grande esperienza storica e di una grande sfida, assolutamente attuale, allo status quo neocoloniale e al dominio imperiale nel Medio Oriente.

 

(Dino Frisullo)

 

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IL PKK "TERRORISTA" NON SOLO IN TURCHIA...

 

Le pressioni turche e angloamericane sull'Unione europea hanno avuto successo. Se entro domani nessuno dei quindici governi porrą obiezioni, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan sarą "terrorista" per tutta l'Europa come gią per Washington e Londra, dove l'Alta corte aveva gią respinto il 19 aprile il ricorso del partito di Ocalan contro l'illiberale "Terrorism Act".

 

Ieri a Bruxelles i rappresentanti permanenti dei paesi Ue hanno sancito quella che alla vigilia il fratello di Ocalan, Osman, aveva definito "una seconda Losanna", con riferimento al trattato che nel '23 negė i diritti nazionali ai kurdi e agli armeni.

 

Le reazioni in Turchia sono di soddisfazione parziale perché il Pkk formalmente non esiste piĚ dal 4 aprile scorso, quando sui monti del Kurdistan irakeno i 285 delegati dell'VIII congresso hanno deliberato la nascita del Kadek, "Congresso per la libertą e la democrazia in Kurdistan". Rottura e continuitą nel simbolo, stella rossa sul sole giallo kurdo, e nella strategia di protagonismo della societą civile e di "pacifica Serhildan (Intifada) politica", senza mettere in discussione le frontiere ma senza rinunciare al sogno di un Medio oriente federativo e democratico.

 

Ma il Kadek, pur rinunciando alla lotta armata (non all'autodifesa, né all'insurrezione in caso di assassinio di Ocalan, confermato presidente), rivendica orgogliosamente l'ereditą del Pkk. Dunque, suggeriva sornione un anonimo diplomatico europeo sul Turkish Daily, "la Turchia ci dimostri che si tratta solo di un cambio di nome", o lo affermi un qualsiasi tribunale europeo, e sarą fuorilegge anche il nuovo partito.

 

Del resto il vicepremier Yilmaz, protagonista a Bruxelles di un lobbying frenetico che non ha risparmiato neppure Prodi, gią affermava minaccioso che "la scelta di pace Ź positiva, ma chi ci ha combattuti sarą giudicato come terrorista". Infatti la decisione europea si abbatte come una mannaia sui diecimila prigionieri politici kurdi in Turchia e su migliaia di profughi in Europa, a partire dai 105 militanti del Pkk di cui la Turchia il 22 aprile ha chiesto alla Germania l'estradizione.

 

E che fine farą ora il ricorso alla Corte di Strasburgo di H.T. che non dorme piĚ dall'8 marzo scorso, quando fu arrestata per adesione al Pkk, per il ricordo delle torture sessuali inflittele nella Direzione antiterrorismo di Istanbul? "Terrorista" anche per l'Europa sia lei, sia il suo avvocato Eren Keskin, insultata e minacciata dalla stampa turca per la sua appassionata denuncia, a Colonia, degli stupri di polizia.

 

Tutta la diaspora kurda nei giorni scorsi aveva preso posizione contro una decisione che "dimostra che l'Europa vuole veder ripiombare nel sangue il conflitto kurdo-turco". Anche Murat Bozlak, segretario del partito Hadep, dalla tribuna congressuale dei laburisti danesi aveva ammonito l'Europa ad "aiutare la Turchia ad afferrare l'occasione della scelta di pace del Pkk".

 

Al contrario, l'Ufficio kurdo di Roma prevede una crescita della repressione, ora legittimata dall'Europa. Gią nei giorni scorsi era stata denunciata la tortura di militanti dell'Hadep arrestati a Mersin, Mus, Sirnak e di 31 dei 159 arrestati a Mersin durante la repressione del Newroz. E oggi le manifestazioni per lo sciopero (non la festivitą) del Primo. Maggio, che si annunciano imponenti soprattutto a Istanbul, sono vietate in molte cittą kurde e forse anche a Diyarbakir, dove i dirigenti del sindacato insegnanti Egitim-Sen sono sotto processo per "sciopero illegale".

 

Del resto la cifra della situazione viene dall'autocandidatura alla presidenza di Devlet Bahceli, attuale vicepremier e leader del partito dei Lupi grigi, che il 18 aprile ha affondato in parlamento l'abrogazione della pena di morte per i reati "di terrorismo", cioŹ politici. Lo stesso giorno agli 81 condannati in attesa di esecuzione, fra cui Ocalan , si aggiungevano quattro militanti del Pkk condannati alla pena capitale dal Tribunale speciale di Istanbul. E i ministri Cem e Papandreu volavano a Tel Aviv e Ramallah, in una "missione di pace" greco-turca funzionale al progetto di spostare, fra pochi mesi, la guerra permanente in territorio kurdo e irakeno.

 

 

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