Date: 10:31 AM 10/31/02 +0100

From: senzaconfine

Subject: RMSF - I partigiani romani contro il comizio razzista d

 

SONO I RAZZISTI GLI UNICI "STRANIERI":

NO ALL'ADUNANZA NAZI-LEGHISTA AL CENTRO DI ROMA!

 

Lunedď scorso la Roma democratica si Ź risvegliata.

Duemila antifascisti, italiani e immigrati, hanno costretto cento neonazisti di "Base autonoma" a tenere la loro commemorazione del golpe monarchico-fascista definito ottant'anni fa "Marcia su Roma" stretti, blindati e protetti da centinaia di agenti di polizia in un angolo di piazza Vittorio, la piazza dei popoli per antonomasia nel quartiere "meticcio" dell'Esquilino. Chi li ha visti racconta che le loro urla xenofobe di Boccacci e dei suoi camerati erano abbondantemente coperte dalla musica araba sparatagli addosso a tutto volume da un inquilino del palazzo soprastante.

 

Rimane una vergogna che l'iniziativa nostalgico-razzista di un gruppo esplicitamente neonazista, erede dei disciolti Movimento politico e Fronte skinhead, sia stata regolarmente autorizzata dalla questura di Roma (su evidente regia del Viminale), mentre il presidio antifascista era ufficialmente vietato. Rimane una vergogna, ed ha scandalizzato l'intero quartiere, la decisione di chiudere a bambini e anziani i giardini della piazza e di riempirla di polizia per consentire a cento individui di sputare sul fondamento antifascista ed universalista della Costituzione.

 

Tanto piĚ vergognosa questa decisione, dopo il linciaggio e il tentato omicidio del giovane lavoratore marocchimo Abderrahmane Kayi, uscito da una settimana di coma e tuttora ricoverato nell'ospedale San Giacomo a rischio di menomazione permanente. Dopo la richiesta unanime di un divieto venuta non solo dei movimenti antifascisti e antirazzisti, ma dalle associazioni partigiane, da molti parlamentari e consiglieri comunali, dallo stesso sindaco Veltroni. E dagli ex perseguitati e deportati dal nazifascismo, inclusa la comunitą ebraica, che proprio nel carcere delle Ss di via Tasso, a pochi passi da piazza Vittorio, vissero le torture e l'ultimo viaggio verso le Fosse Ardeatine o i campi di sterminio. Forse fu proprio uno degli squadristi riuniti lunedď in piazza Vittorio l'ignoto autore dell'attentato dinamitardo che sventrė, un anno fa, l'ingresso di quello che Ź oggi il Museo storico della Liberazione.

 

Fra un'invettiva e un canto in urdu o in bengali, i momenti piĚ intensi della manifestazione sono stati infatti l'intervento di un'anziana signora figlia d'un partigiano ucciso, e quello di un giovane lavoratore bengalese il cui fratello rischia di perdere la vista dopo il pestaggio da parte del suo datore di lavoro italiano. Due mondi che si toccavano: le vittime di ieri e quelle di oggi. Dalle leggi razziali alle leggi razziste, dall'odio contro gli ebrei e gli zingari a quello contro gli islamici e tutti gli stranieri (poveri).

 

Il gioco Ź ormai palese. Si punta a una situazione "tedesca". Lo stesso giorno Bossi tuonava: "Ora basta, faremo funzionare a pieno regime la legge" (quella che associa il suo nome a quello di Fini). Come in Germania, le violenze xenofobe delle bande fasciste e leghiste possono essere usate non solo per seminare il terrore fra gli immigrati (cosa che gią avviene ad opera dei "pattuglioni" di Ps e dei loro rastrellamenti nei quartieri), ma per giustificare ulteriori strette repressive e un controllo ancora piĚ asfissiante e selettivo, "etnico", del territorio metropolitano. E' la formula della cosiddetta "soglia di tolleranza": meno stranieri e meno visibili, per non far crescere il razzismo. In questo senso il quartiere Esquilino di Roma Ź stato in questi anni un laboratorio della nuova destra xenofoba.

 

Dunque lo squadrismo razzista Ź destinato a crescere e ad essere in qualche modo legittimato nel gioco politico. E' questo che la sinistra nel suo complesso non ha ancora capito, come dimostra la relativa debolezza delle due manifestazioni nei quartieri del testaccio e dell'Ostiense. Non Ź stata casuale l'aggressione a Kayi, punta dell'iceberg della violenza quotidiana non denunciata dai soggetti deboli perchŹ clandestini (Kayi lavorava da tre anni in nero perchŹ colpito da un'espulsione: se non l'avessero quasi ucciso non si sarebbe saputo nulla del linciaggio all'Ostiense, peraltro rivendicato implicitamente con cori e striscioni razzisti sugli spalti dell'Olimpico). Non Ź stato un incidente di percorso l'autorizzazione all'esibizione di Base autonoma, che in realtą era il gradino per preparare la manifestazione nazionale "Stop all'immigrazione" di Forza Nuova con il leghista Mario Borghezio sabato prossimo in piazza Ss. Apostoli, al centro di Roma.

 

Borghezio, ex squadrista di Ordine Nuovo, Ź oggi europarlamentare. Ha costruito la sua carriera politica sull'incitazione al linciaggio degli stranieri, non solo morale: sei mesi di carcere, con la condizionale, per l'incendio di un dormitorio d'immigrati a Torino. La saldatura fra la galassia neonazista e il leghismo piĚ aggressivo, gią ormai avvenuta nel Triveneto, viene ora proiettata a livello nazionale con queste iniziative comuni prima a Milano ed ora a Roma.

 

E' importante che l'opposizione a questa manifestazione esplicitamente razzista (e dunque illegale, finchŹ l'istigazione del razzismo resterą un crimine in Italia) sia ora presa in mano dalle organizzazioni dei partigiani e delle vittime del nazifascismo, che rappresentano la memoria piĚ profonda e piĚ nobile della Roma democratica. E' importante anche per il suo potenziale di mobilitazione unitaria, e per la capacitą di dare al presente profonditą di storia e di memoria. All'annuncio della conferenza stampa che si tiene oggi a Roma, per iniziativa di queste associazioni e di Senzaconfine, Ź seguita infatti la presa di posizione di venti parlamentari romani (tutti i deputati e senatori del centrosinistra eletti a Roma) con una lettera aperta che chiede al questore di vietare la manifestazione di sabato prossimo.

 

La presa di posizione Ź stata sottoscritta dai parlamentari Deiana (Prc), Cento e De Petris (Verdi), Giachetti, Pasetto e Volpini (Margtherita), Amici, Battaglia, D'Antonam Leoni, Lucidi, Melandri, Pisa, Sciacca, Tidei, Tocci, De Zulueta, Falomi e Salvi (Ds). "Non Ź ammissibile", dicono, "che si concedano spazi per una manifestazione dagli intenti chiaramente xenofobi e fascisti, sopratuttto dopo l'ignobile spettacolo offerto in piazza Vittorio il 28 ottobre dai militanti dell'organizzazione neofascista Base Autonoma".

 

D'altra parte il consiglio comunale romano, rappresentato da quattro consiglieri nel corso della manifestazione di lunedď scorso in piazza Vittorio, Ź chiamato a dare attuazione pratica all'ordine del giorno approvato il 9 ottobre, in merito alla "sanatoria padronale" in corso ma soprattutto alla decisione di istituire un Osservatorio sul razzismo e la discriminazione, un luogo fisico, telefonico e informatico dove confluiscano denunce e segnalazioni per monitorare, insieme alle associazioni e ai loro sportelli, la realtą del razzismo sociale ed istituzionale.

 

E rimane, per sabato, la necessitą di dare una risposta di piazza, nel caso assai probabile in cui la questura confermi l'autorizzazione del comizio razzista di Fiore e Borghezio. Il giorno dopo, domenica, gli immigrati saranno in piazza a Roma per il diritto al soggiorno. Ma la risposta ai fascisti e ai razzisti non puė essere affidata e delegata solo agli immigrati. Ognuno deve assumersi le sue responsabilitą: i partigiani e gli ex deportati lo fanno oggi.

 

(Dino Frisullo)

 

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CONFERENZA STAMPA DELLE ASSOCIAZIONI PARTIGIANE ROMANE

 

 

A nome delle Associazioni partigiane e degli ex perseguitati e deportati dal nazifascismo, invitiamo le organizzazioni politiche e sindacali antifasciste, l’associazionismo antirazzista ed ai movimenti della societą civile, le associazioni e comunitą degli immigrati, la comunitą ebraica romana, il sindaco, i gruppi consiliari democratici ed i parlamentari romani ad assistere ed  intervenire alla conferenza stampa di cui al testo sottostante.

 

Eravamo gią intervenuti senza esito sul ministro dell’Interno e sul Questore di Roma perché non fosse permessa la manifestazione nostalgico-xenofoba (e dunque illegale, come emerso dalle cronache) del gruppo neonazista “Base autonoma” lo scorso 28 ottobre nel quartiere Esquilino. Questo sconcio, piĚ grave all’indomani dell’aggressione a un lavoratore straniero,  rischia di ripetersi in piazza Ss. Apostoli il 2 novembre, con la manifestazione  “No all’immigrazione” convocata da Forza Nuova con l’europarlamentare leghista, condannato per atti di violenza razzista, Mario Borghezio.

 

Vi chiediamo di unirvi a noi nella richiesta che l’autorizzazione sia revocata e nella piĚ ferma protesta della Roma democratica.

 

 

 

LA MEMORIA DEL PASSATO, LA VERGOGNA DEL PRESENTE

 

LE VITTIME DI IERI CONTRO IL RAZZISMO OGGI E SEMPRE

 

 

 

CONFERENZA STAMPA

 

CONTRO LE MANIFESTAZIONI XENOFOBE E NEOFASCISTE A ROMA

 

 

 

Promossa da:

 

Associazioni partigiane ANPI, GIUSTIZIA E LIBERTA’, FIAP

 

Associazione dei perseguitati politici antifascisti ANPPIA

 

Associazione degli ex-deportati ANED

 

Associazione familiari dei Martiri della Resistenza ANFIM

 

Associazione LIBEROPENSIERO

 

Gruppo MARTIN BUBER – Ebrei per la pace

 

 

 

In collaborazione con l’associazione SENZACONFINE

 

 

 

GIOVEDI’ 31 OTTOBRE ALLE ORE 12

 

PRESSO IL CIRCOLO “GIUSTIZIA E LIBERTA’” IN VIA ANDREA DORIA 79

 

 

 

Introducono:

 

Massimo Rendina (presidente Anpi) - Vittorio Cimiotta (presidente Giustizia e Libertą)

 

Guido Caldiron, giornalista, sui gruppi neonazisti e xenofobi oggi in Italia

 

Ferdinando Imposimato, magistrato,

 

sui profili di illegittimitą e incostituzionalitą delle manifestazioni razziste e xenofobe

 

 

 

Intervengono, fra gli altri:

 

Pietro Amendola (vicepresidente Anppia) - Aldo Pavia (presidente Aned)

 

Marina Astrologo (esponente del “Movimento dei girotondi”)

 

Annamaria Rivera, docente, autrice di testi sul razzismo

 

 

 

Coordina Dino Frisullo (Senzaconfine)

 

 

 

Saranno illustrate le iniziative giuridiche e politiche volte a prevenire

 

una nuova manifestazione razzista a Roma.

 

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ORDINE DEL GIORNO APPROVATO DAL CONSIGLIO COMUNALE DI ROMA

 

IL 9 OTTOBRE 2002

 

 

 

Il Consiglio comunale

 

 

 

TENUTO CONTO

 

dell'indagine su "Immigrazione e lavoro a Roma" svolta e pubblicata dall'Assessorato per il Lavoro, che dimostra una forte e positiva integrazione lavorativa degli immigrati a Roma ma anche una persistente tensione abitativa, legata anche alla forzosa clandestinitą di status, e quindi di lavoro e residenza, di decine di migliaia di cittadini stranieri;

 

 

 

PRESO ATTO

 

della volontą di apertura del governo alla legalizzazione del lavoro dipendente straniero, che consentirebbe ai cittadini stranieri in condizione illegale di integrarsi nel mercato del lavoro a Roma o altrove e di accedere ai normali canali di accesso all'abitazione, e della forte volontą espressa in questo senso dalle stesse comunitą straniere;

 

 

 

PRESO ATTO ALTRESI'

 

dei vincoli legislativi e burocratici che pero' potrebbero, secondo il parere unanime dell'associazionismo, delle Chiese e dei sindacati ma anche di molte associazioni imprenditoriali, limitare fortemente l'accesso alla legalitą, facendo precipitare migliaia di lavoratori dalla speranza di legalitą nella disperazione, di cui Ź testimonianza la tragica vicenda del giovane bengalese Kamal Hossain, menomato dal tentato suicidio dopo il rifiuto del suo datore di lavoro di metterlo in regola;

 

 

 

IMPEGNA LA GIUNTA:

 

 

 

-          ad attivare, in sintonia con l'associazionismo e le organizzazioni sindacali, un Osservatorio sull'immigrazione in grado di monitorare la situazione degli immigrati a Roma sia dal punto di vista  sociale e giuridico, sia nel loro impatto con le istituzioni, e di denunciare eventuali atti di discriminazione;

 

-          ad intervenire, in collaborazione con la Prefettura e le altre istituzioni interessate, affinché le pratiche pendenti di rilascio e rinnovo del soggiorno siano rapidamente risolte, a fronte di un comprovato inserimento lavorativo, ed affinché le procedure di regolarizzazione in corso abbiano esito il piĚ possibile positivo, anche aprendo spazi all'autodenuncia da parte dei lavoratori stranieri del loro lavoro illegale autonomo o dipendente, specialmente a fronte di licenziamenti strumentali.

 

 

 

 

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