Date: 12:31 PM 10/22/01 +0200

From: Sergio Briguglio

Subject:

 

Cari amici,

Paolo Bonetti mi ha mandato, un paio di giorni fa, il messaggio che riporto in fondo.

 

Mando anche a voi la mia risposta a quel messaggio.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

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Caro Paolo,

 

qualche considerazione sulla faccenda del numero di stranieri disoccupati:

 

In Italia si entra - a fini di lavoro - in due modi: con chiamata di un datore di lavoro ovvero a seguito di sponsorizzazione. Nel primo caso, lo straniero e' immediatamente occupato, e non passa attraverso l'iscrizione al collocamento. Nel secondo, lo straniero si iscrive al collocamento, in attesa di trovare occupazione.

 

Consentimi di trascurare le iscrizioni operate da coloro che siano titolari di un permesso che lo consenta (motivi di famiglia, lavoro autonomo, etc.), perche' e' un gioco da ragazzi, che lascio al volenteroso lettore, rifare il ragionamento che sto per svolgere tenendone conto.

 

In Italia - d'altra parte - esiste una norma (T.U. art.22, co.9) che limita a un anno il periodo di possibile disoccupazione dello straniero (anche qui semplifico un po': mi urge la necessita' di mettere tutto sotto forma di equazioni, e le equazioni hanno in odio i distinguo di cui - invece - si nutre il giurista).

 

In queste condizioni, la variazione nell'unita' di tempo del numero di iscritti al collocamento e' data da:

 

dc/dt = i(t) + d(t) - a(t) - [i(t-T) + d(t - T)] exp(- T <a/c>)

 

In quest'equazione, le varie quantita' hanno il seguente significato:

 

c(t) e' il numero di iscritti al collocamento all'istante t (es.: 270000 iscritti);

 

i(t) e' il numero di ingressi di sponsorizzati nell'unita' di tempo, all'istante t;

 

a(t) e' il numero di avviamenti al lavoro di iscritti al collocamento per unita' di tempo, all'istante t (es.: 20000 avviamenti per mese);

 

d(t) e' il numero di lavoratori che restano disoccupati nell'unita' di tempo e si reiscrivono al collocamento, all'istante t (es.: 30000 al mese);

 

T e' il massimo periodo di disoccupazione consentito (es.: un anno);

 

<a/c> e' la media della quantita' a/c nel periodo che va dall'istante "t-T" all'istante "t".

 

L'ultimo termine che appare nell'equazione rappresenta il numero di coloro che, essendosi iscritti al collocamento per la prima volta, da sponsorizzati (o essendo rimasti disoccupati) - diciamo - un anno prima dell'istante considerato, non sono riusciti a trovare, nel frattempo, un (nuovo) lavoro, perdendo cosi' la facolta' di soggiornare in Italia. Si tratta, cioe', del numero di lavoratori che escono dalle liste di collocamento non perche' rientrino negli avviamenti al lavoro, ma perche' vedono scadere, con il periodo "T", il loro diritto a restare iscritti.

 

La funzione exp(...) che appare in quel termine e' definita - lo dico per Maroni - come il numero di Neper, "e", elevato all'argomento che appare in parentesi. Il numero di Neper vale circa 2.71, ed e' la base dei logaritmi naturali. L'abbiamo incontrato al liceo o, piu' di recente, alla pagina "Forse non tutti sanno che" della Settimana Enigmistica.

 

Nota che quella funzione ha un valore molto piccolo se l'argomento e' grande (cioe' se c'e' un flusso relativamente alto di avviamento al lavoro - "a/c" grande -, o se il disoccupato ha a disposizione un tempo lungo per trovare lavoro - "T" grande). In questo caso, il dimagrimento delle liste di collocamento associato al "tempo scaduto" e' trascurabile.

 

La stessa funzione invece si avvicina al suo valore massimo (uguale a 1) se l'argomento e' piccolo: pensa al caso limite - deprecabilissimo dal punto di vista di qualunque governo - in cui non vi siano avviamenti al lavoro (tutti gli iscritti, dopo un tempo T di inutile attesa di occupazione, verrebbero esclusi dalle liste); oppure, pensa al caso - deprecabilissimo, dal nostro punto di vista - di un periodo T molto breve, che non consenta che a pochissimi dei neo-iscritti o degli iscritti di ritorno di trovare occupazione: tutti gli altri finirebbero per incappare nell'esclusione dalle liste. In questi casi, il dimagrimento e' tutt'altro che trascurabile.

 

Si impone allora una prima considerazione: se, dati certi valori delle quantita' "a", "d" e "i" (flussi di avviamento al lavoro, di disoccupazione di ritorno e di disoccupazione di ingresso), ci si dimentica di depurare le liste da coloro per i quali e' scaduto il tempo T utile per cercare lavoro, si sovrastima dc/dt (la crescita del numero di iscritti al collocamento): e' un po' come conservare, nelle liste elettorali, i morti.

 

Si puo' obiettare: ma non e' detto che quelli per i quali il tempo e' scaduto se ne vadano effettivamente. Ne sono convinto. Tuttavia e' assai probabile che non riescano piu' a rinnovare il permesso di soggiorno. Mai piu', allora, potranno stipulare un nuovo contratto di lavoro regolare e risultare cosi' avviati al lavoro: al pari dei morti nelle liste elettorali, resteranno per sempre iscritti nelle liste di collocamento e faranno perdere il sonno a chi esamini i dati relativi.

 

Si impone anche una seconda considerazione: un obiettivo accettabile, per un ministro del lavoro, potrebbe essere quello di garantire che il numero di disoccupati non aumenti (se diminuisce, tanto meglio). Fammi allora semplificare un po' le cose, giusto per puntare all'essenziale. Supponiamo che i flussi di avviamento al lavoro ("a") e di sopravvenuta disoccupazione ("d") siano costanti nel tempo (per me, che non so ne' leggere, ne' scrivere, ne' far di conto, ne', tanto meno, divinare il futuro, e' un'ottima approssimazione). Una soluzione dell'equazione

 

dc/dt = 0     (numero di iscritti al collocamento costante)

 

e' data da un flusso di ingresso costante e pari a

 

i = a/[1- exp(- T <a/c>)] - d

 

Nota che, dal momento che il denominatore che appare nel primo termine a secondo membro e' minore di 1, il flusso puo' essere positivo anche se il flusso di avviamento al lavoro, "a", e' inferiore al flusso di disoccupazione di ritorno, "d". Con i numeri che ho citato come esempio (tratti dalle tabelle che mi hai segnalato), si ottiene che, perche' "i" sia positivo (perche' sia ammessa una quota di ulteriori immigrati per sponsorizzazione, cioe'), e' sufficiente che sia

 

a/d > 0.59

 

Nota anche che, se queste aquile dei nostri governanti decidono di dimezzare il periodo T (facendolo passare da un anno a sei mesi), la condizione perche' ci si possa permettere un flusso di sponsorizzati senza far crescere il numero di iscritti al collocamento e' ancora piu' rilassata:

 

a/d > 0.36

 

In altri termini, anche con un flusso di avviamento di poco superiore a un terzo del flusso di disoccupazione di ritorno, ci si puo' permettere flussi non nulli di immigrazione in cerca di lavoro.

 

A questo punto mi potrai fare osservare che siamo ben lontani dall'avere flussi di avviamento al lavoro cosi' bassi rispetto ai flussi di disoccupazione di ritorno. Bene: questo fa si' che i flussi ammissibili per ricerca di lavoro non siano solo marginalmente superiori a zero, ma possano essere anche corposi. Quanto corposi? Dipende, ovviamente dal rapporto "a/d". Tra i dati che mi hai segnalato il flusso di disoccupazione di ritorno ("d") non figura. Mi auguro che figuri tra i dati contenuti nel Dossier Statistico della Caritas. Qui faccio solo un esempio: supponiamo che sia

 

a/d = 0.75

 

(il che significherebbe un flusso di disoccupazione di ritorno pari a circa 27000 reiscrizioni al collocamento per mese), e che quei buontemponi dei nostri goverle aquile lascino il loro ddl nel cassetto. In questo caso "T" resterebbe pari a un anno (e noi tutti ci sentiremmo molto confortati). Il flusso compatibile con una crescita zero del numero di iscritti al collocamento sarebbe pari a

 

i = 87000 sponsorizzazioni per anno

 

Nella sventurata ipotesi, poi, che le aquile decidano di approvare il ddl cosi' com'e' ("T" ridotto a sei mesi), si avrebbe

 

i = 346000 sponsorizzazioni per anno.

 

Non stupirti di una cifra cosi' grande: e' tutto merito del numero di Neper.

 

Naturalmente, se le nostre aquile approvassero il ddl cosi' com'e', l'attuale,  glorioso articolo 23 del Testo Unico verrebbe sostituito da una broda insipida, e per sponsorizzazione non entrerebbe piu' nessuno. Si potrebbe attingere, pero', al bacino di╔ turisti. Se ricordo bene, i permessi di soggiorno rilasciati per turismo nel 1999 (ultimi dati a disposizione) erano stati, appunto, intorno ai trecentocinquantamila...

 

Ciao

sergio

 

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Caro Sergio,

     forse Maroni ha ragione, anzi non sa ancora forse che la situazione piŁ aggiornata sui disoccupati extracomunitari Ć addirittura peggiorata rispetto alle cifre da lui finora citate che erano aggiornate al dicembre 1999.

 

  I dati congiunturali sul mercato del lavoro presentati ieri dall'Osservatorio sul mercato del lavoro del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali sono per la prima volta aggiornati a tutto il 2000.

 

PiŁ esattamente si tratta della Nota flash n. 9/2001: le "STATISTICHE SUL LAVORO - N. 9 - SETTEMBRE - OTTOBRE  2001" pubblicate dalla Direzione Generale Reti Informative e Osservatorio del Mercato del Lavoro

 

 

A tal fine Ć importante esaminare le tabelle che si possono scaricare nel sito <http://www.minlavoro.it/defwelf.htm>http://www.minlavoro.it/defwelf.htm

 

    I dati di ieri sono aggiornati al dicembre 2000 e purtroppo indicano (pag. 39) che gli extracomunitari iscritti al collocamento sono passati da 209.000 (dicembre 1999) a 269.300 (dicembre 2000).

 

   Gli stessi dati peraltro segnalano (pag.37) che il flusso mensile degli extracomunitari avviati ad un rapporto di lavoro regolare Ć in costante e notevole aumento: gli avviati extracomunitari in ogni mese sono passati da 13.700 (dicembre 1999) a 20.700 (dicembre 2000).

 

   Restano notevoli perplessitł sulla scientificitł dei metodi di rilevazione perchĆ tutte le predette tabelle indicano che i dati dall'inizio del 1999 sono parzialmente stimati.

   Nella premessa si afferma infatti che "In questa nota-flash viene ripresa la pubblicazione dei dati sugli avviamenti al lavoro e su altre risultanze di fonte amministrativa derivanti dagli archivi dei Centri per l'Impiego. I dati, che peraltro rimangono ancora denotati da un forte ritardo rispetto al periodo di riferimento e denotano una copertura territoriale parziale, saranno oggetto nei prossimi mesi di una piŁ approfondita analisi anche la fine di confrontarli con le informazioni derivanti dalle segnalazioni di avvio al lavoro inviate all'INAIL". 

 

   Le cifre degli iscritti al collocamento anche se fossero complete ed ufficiali non sarebbero comunque attendibili dell'effettiva situazione dei disoccupati perchĆ sono comunque fondate ancora sulle precedenti liste di collocamento e non gił sui nuovi "elenchi anagrafici" (che devono distinguere le diverse tipologie di disoccupati, considerando tali non piŁ tutti coloro che dichiarino di cercare un lavoro, ma soltanto coloro che interpellati dai servizi per l'impiego si dicano effettivamente disponibili ad assumere subito un'occupazione e a svolgere attivitł di formazione o riqualificazione professionale).

   Infatti tali elenchi anagrafici sono stati disciplinati soltanto dal regolamento approvato con D.P.R. 7 luglio 2000, n. 442 (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 13 febbraio 2001), il cui art. 8 prevede che restano in vigore el precedenti liste fino alla predisposizione dei nuovi elenchi anagrafici, i quali dovranno essere predisposti dai Servizi per l'impiego (oggi amministrati da ogni Provincia) soltanto entro 6 mesi (cioĆ entro la fine di novembre 2001 o l'inizio del 2002) dall'entrata in vigore dei decreti ministeriali (D. Min. Lavoro 30 maggio 2001, pubblicati nella Gazz. uff. 2 luglio 2001) che hanno predisposto la scheda anagrafica e la scheda professionale dei lavoratori, nonchĆ la codifica delle professioni e la classificazione dei lavoratori, utili anche ai fini dell'immissione di tali elenchi anagrafici nel S.I.L. (sistema informativo lavoro), cioĆ di quel collegamento telematico tra tutti i centri per l'impiego, le societł autorizzate al lavoro interinale e al collocamento privato.

 

   Dunque soltanto all'inizio del 2002 avremo finalmente cifre complete ed attendibili.

 

   Fino ad allora qualsiasi cifra sui disoccupati Ć inattendibile e probabilmente assai gonfiata, se sono vere le notizie secondo le quali in molte Province i Centri per l'impiego riferiscono che accettano di essere considerati disoccupati "effettivi" e di essere inclusi nei nuovi elenchi anagrafici soltanto un quarto di coloro che si erano iscritti nelle precedenti liste di collocamento. 

 

   Intanto le stesse tabelle segnalano (p.25) la costante e forte diminuzione del tasso di disoccupazione in tutti i territori. Infatti a luglio 2001 era del 12,5 % a livello nazionale, con i consueti forti divari (anche se la disoccupazione diminuisce ovunque) al centro-nord il tasso Ć soltanto del 6,6%, al Sud Ć del 27,8%.

 

 

Ciao

 

 

Paolo Bonetti