Date: 8:54 AM 10/30/01 +0100

From: Sergio Briguglio

Subject: convegno oim-cnel

 

Cari amici,

ricevo e diffondo i messaggi allegati. Il primo e' di Franco Pittau, e riguarda cose sentite ieri al convegno organizzato dall'OIM al CNEL. Il secondo arriva da Lecce, e pone quesiti relativi alla possibilita', per stranieri privi di carta di soggiorno, di fruire di determinate prestazioni assistenziali.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

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From: "Francesco Pittau" <francesco.pittau@inwind.it>

To: "Sergio Briguglio" <briguglio@frascati.enea.it>

Subject: Prese di posizione del Governo

Date: Tue, 30 Oct 2001 06:10:32 +0100

X-Priority: 3

Status:  

 

Caro Sergio,

 

partecipando a un convegno sulle migrazioni, organizzato al CNEL dall'OIM, ho sentito gli interventi del Sottosegretario Taorina e del Ministro Buttiglione.

L'on. Taormina, facendo riferimento ai numeri della Caritas, ha precisato che, fatta salva l'insistenza sul lavoro come perno per la permanenza e sulla criminalitą come molla per l'espulsione, su tutto l'altro il Governo Ź disposto a un dialogo perché non si tratta di un disegno di legge blindato e non condivide un atteggiamento di chiusura pregiudiziale  all'immigrazione.

  In particolare l'on. Taormina ha precisato questi punti:

- non criminalizzazione della clandestinitą in quanto tale, per cui si puė trovare una soluzione sugli irregolari che lavorano senza costringerli a ritornare a casa loro per mettersi in regola, evitando cosď una stortura del buon senso;

- ripensamento del problema dei ricongiungimenti familiare per favorire la ricostituzione dell famiglie;

- ripensamento in maniera aperta dell'istituto della sponsorazione, evitando perė che si proceda per autocertificazione degli immigrati.

  L'intento del Governo, ha concluso il Sottosegretario, Ź solo quello di distinguere tra chi Ź qui su basi solide e qui viene solo per loschi traffici.

  Anche l'on. Buttiglione ha insistito sull'estensione agli immigrati delle misure di emersione, riconoscento che si trova qui su basi solide. Per quanto riguarda il collegamento tra immigrazione e lavoro, il Ministro ha proposto, in caso di perdita del posto di lavoro, di dare un tempo ragionevole per la ricerca di un nuovo posto (ad esempio, 3 mesi di tempo per chi sta in Italia da meno di tre anni e sei mesi di tempo per chi sta in Italia da piĚ di tre anni). Il Ministro ha anche ribadito l'importanza dei ricongiungimenti familiari.

  Penso che la stampa di quest'oggi ne parli (il giornalista di Avvenire ha detto di voler riprendere questi punti), ma comunque ho pensato di segnalarli anche perché mi sembrano una prima risposta al documento presentato insieme al "Dossier Statistico Immigrazione".

Un caro saluto

 

Franco Pittau

 

 

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Gent. dott. Briguglio,

 

sottoponiamo alla Sua attenzione alcune delle numerose situazioni segnalate dai nostri utenti e ai nostri occhi paradossali, riguardanti la fruizione di prestazioni economiche da parte di cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno.

Le prime si riferiscono alla mancata erogazione della pensione di invaliditą ai non possessori di carta di soggiorno, cosď come previsto dalla Legge Finanziaria del 2001. Infatti tutti coloro i quali siano stati riconosciuti invalidi civili dalle Commissioni Mediche delle AUSL con una percentuale di invaliditą superiore al 75%, abbiano fatto richiesta di corresponsione della relativa pensione di invaliditą ed atteso pazientemente che si concludesse il lungo iter burocratico delle loro pratiche, attualmente non possono usufruire di tale prestazione assistenziale se non in possesso della carta di soggiorno.

L'ottenimento della suddetta carta Ź perė subordinato alla dimostrazione del percepimento di un reddito annuo di almeno £ 8.050.000 relativo al singolo richiedente o di entitą superiore se il richiedente ha familiari a carico, requisito assai difficile da possedere se si pensa che l'invalido civile non sempre puė svolgere attivitą lavorative e percepire un reddito tale da soddisfare i requisiti richiesti per il rilascio della carta di soggiorno.

Tutto ciė Ź anche in contraddizione con quanto previsto dalla Legge n.40/98 che all'art. 41 equipara i cittadini stranieri in possesso di permesso di soggiorno di durata di almeno un anno, ai cittadini italiani 'ai fini della fruizione di provvidenze e prestazioni, anche economiche, di assistenza sociale, incluse quelle previste (……..), per gli invalidi civili e gli indigenti.'

 

Le altre difficili situazioni riguardano invece cittadini stranieri di etą superiore ai 65 anni, soggiornanti da tempo e regolarmente sul nostro territorio che, pur avendo sempre lavorato, non hanno maturato contributi sufficienti ai fini pensionistici. Anche a loro, se vertono in stato in stato di indigenza poiché ormai anziani e evidentemente disoccupati, lo Stato Italiano non permette di perpire la pensione sociale se non sono in possesso della carta di soggiorno. 

Il problema si presenta con molteplici sfaccettature poiché non solo gli interessati si vedono negata la possibilitą di percepire le povvidenze economiche pur avendo lavorato e pagato le tasse allo Stato Italiano, ma, non potendo fare richiesta della carta di soggiorno per assenza del requisito reddito, si vedono anche precludere la possibilitą di rinnovare alla scadenza il proprio permesso di soggiorno per mancanza dei requisiti 'reddito' e/o 'lavoro'.

 

In fine vorremmo anche segnalare un'ulteriore discriminazione a danno di donne cittadine straniere non comunitarie introdotta dalle leggi finanziarie del 2000 e del 2001: quella relativa all'assegno di maternitą.

Anche per l'accesso a questa prestazione assistenziale viene richiesto il possesso della carta di soggiorno, contravvenendo a quanto espressamente affermato al gią citato art. 41 del T.U. n. 286 del 1998.

Un'ultima osservazione riguarda il parere espresso dal Consiglio di Stato sull'argomento 'concessione provvidenze economiche in favore di minorati civili stranieri' del 28/02/01 n.76/2001.

Il parere del Consiglio di Stato, esaminando in premessa l'art.80 comma 19 della L. n.388/2000, cosď si esprime su detto articolo: "ha stabilito che le provvidenze economiche in favore dei cd. Minorati civili spettano soltanto agli stranieri titolari di carta di soggiorno, mentre nei confronti degli stranieri titolari di permesso di soggiorno Ź fatto salvo esclusivamente il godimento delle altre prestazioni sociali ivi compreso l'assegno di maternitą".

L'INPS di Lecce ed il Ministero degli Affari Sociali non ritengono calzante questo parere del Consiglio di Stato che in materia di assegno di maternitą, si Ź spinto oltre il semplice disposto normativo.

Cosa consigliare allora a queste persone? Come operatori ci sentiamo in dovere di porre queste questioni, che appaiono senza via di uscita, all'attenzione di altre realtą del settore per ricevere eventuali indicazioni e per intraprendere strategie di intervento comuni.

RingraziandoLa sin d'ora per l'attenzione che riserverą a quanto da noi segnalato, Le chiediamo di voler diffondere in rete queste questioni cosď da ricevere riscontri.

Cordiali saluti.

 

Maria Rosaria Faggiano                                              Luisella Calabrese