Date: 12:24 PM 5/15/02 +0200

From: Sergio Briguglio

Subject: eccezione di illegitimita' costituzionale su decreto 51

 

Cari amici,

ricevo da Massimo Pastore (che ringrazio) e giro il seguente messaggio (lo troverete anche sul sito).

 

La cosa e', evidentemente di grande attualita', dal momento che riguarda il problema dell'effetto sospensivo o meno del procedimento di convalida (vedi messaggio precedente).

 

Faccio osservare, per chiarezza, come la norma attualmente in vigore (quella del decreto 51/2002) assegni al Procuratore della Repubblica il compito di convalidare il provvedimento di accompagnamento alla frontiera. E' solo in sede di conversione in legge che tale compito e' stato assegnato al Tribunale. Non e' questo, pero', il punto rilevante della questione.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

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ECCEZIONE DI ILLEGITTIMITA' COSTITUZIONALE SU CONVALIDA P.M. ACCOMPAGNAMENTO

ALLA FRONTIERA!!

 

Reply-To: <civilnet@yahoogroups.com>

From: "vittorio gaeta" <vitgaet@tin.it>

To: <civilnet@yahoogroups.com>

Subject: [CiViL_net] provvedimento molto importante (immigrazione)

Date: Sun, 12 May 2002 11:29:10 +0200

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PROCURA DELLA REPUBBLICA

 

presso il Tribunale Ordinario di P a d o v a

 

      N. Mod. 45

     Padova,

 

Il Procuratore della Repubblica

 

Vista la comunicazione del Questore di Padova relativa all'accompagnamento

alla frontiera del cittadino rumeno FARCAS Petre, trasmessa con fax alle ore

12,33 del 20 aprile 2002, ai sensi dell'art. 2 D.L. 4/04/2002 nr. 51;

Considerato che :

  a.. come stabilito dalla citata disposizione, il Procuratore della

Repubblica convalida, verificata la sussistenza dei requisiti, il

provvedimento con il quale � disposto l'accompagnamento alla frontiera dello

straniero entro le quarantotto ore successive alla comunicazione;

  b.. come previsto e consentito dalla clausola di "immediata esecutivitˆ"

conferitagli dall'ultimo periodo dello stesso articolo 2, il provvedimento

in questione e' giˆ in corso di esecuzione;

  c.. prospettandosi dubbi di legittimitˆ costituzionale delle disposizioni

sopra richiamate ed essendo la relativa questione rilevante nel presente

procedimento di convalida, si ravvisano sussistenti le condizioni per

sollevare d'ufficio la questione stessa avanti alla competente Corte

Costituzionale, con conseguente sospensione del procedimento in corso;

Visto l'art. 23 L. 11/03/1953 nr. 87;

 

O S S E R V A

 

Sulla legittimazione del P.M.

 

Con diverse pronunzie la Corte Costituzionale ha finora negato al pubblico

ministero la legittimazione a proporre questioni di costituzionalitˆ di

leggi o di atti aventi forza di legge sul presupposto della sua qualitˆ di

"parte" , non di titolare della potestas judicandi.

Tuttavia, nel contesto delineato dall'art. 2 D.L. nr. 51/2002 (che introduce

il comma V bis nel corpo dell'art. 13 D.Lgs. nr. 286/1998), sembra evidente

che il P.M. � chiamato a disporre la convalida del provvedimento di

accompagnamento alla frontiera non quale "parte" ma quale organo di

controllo della legalitˆ di un atto amministrativo incidente sulla libertˆ

personale che, ai sensi dell'art. 13 I e II comma Cost., � "inviolabile" e

non ammette forma alcuna di restrizione "se non per atto motivato dell'

autoritˆ giudiziaria".

Il potere del P.M. che, vegliando come custode imparziale sull'osservanza

della legge e specificamente assolvendo, a presidio della libertˆ personale,

al ruolo di unico garante dei requisiti di merito e di legittimitˆ di un

atto coercitivo come l'accompagnamento alla frontiera (unico, perchŽ l'

eventuale ricorso per cassazione contro il decreto di convalida del P.M. �

di per sŽ proponibile, in conformitˆ al principio sancito dall'art. 111,

comma 7 Cost., solo "per violazione di legge"), � un potere assimilabile, in

diritto ed in fatto, a quello riconosciuto, per analoghe finalitˆ, al

giudice nel contesto disciplinato dall'art. 14 D.Lgs. nr. 286/1998. Un

potere afferente, propriamente, alla sfera giurisdizionale ed

eccezionalmente conferito al P.M., in deroga alla regola che riconduce a

tale organo iniziative, poteri e facoltˆ di parte.

 

Sulla rilevanza della questione di legittimitˆ costituzionale dell'art. 2

D.L. nr. 51/2002

 

L'articolo in questione, nella parte in cui stabilisce che il Procuratore

della Repubblica, verificata la sussistenza dei requisiti, convalida il

provvedimento di accompagnamento alla frontiera dello straniero entro il

termine di quarantotto ore successive alla comunicazione di esso e nella

parte in cui conferisce a tale provvedimento immediata esecutivitˆ, dˆ

luogo, come appresso si esporrˆ, a dubbi di costituzionalitˆ non

manifestamente infondati, la cui pregiudiziale risoluzione condiziona

manifestamente l'esame dei presupposti di legalitˆ dell'atto coercitivo e,

in definitiva, l'esito del giudizio di convalida.

 

Sulla non manifesta infondatezza della questione.

 

La disposizione dell'art. 2 D.L. nr. 51/2002, inserita come comma V bis nel

testo dell'art. 13 D. Lgs. nr. 286/1998, appare in contrasto con l'art. 3

Cost. nella parte in cui non appresta allo straniero, pur statuendo la

coercizione della sua libertˆ personale, la stessa tutela, piena ed

effettiva, che al predetto � assicurata nella situazione di fatto,

sostanzialmente identica, contemplata dal successivo art. 14.

Infatti, a differenza di quanto quest'ultima disposizione (letta in

conformitˆ alla sentenza interpretativa della Corte Costituzionale nr.

105/2001) prevede per lo straniero colpito da decreto di espulsione e

trattenuto in un centro di permanenza e assistenza, la disposizione qui

impugnata non stabilisce che lo straniero, raggiunto da un provvedimento di

espulsione con accompagnamento immediato alla frontiera, possa :

  a.. essere sentito sui fatti e sui motivi dell'espulsione prima dell'

emissione della convalida del P.M.;

  a.. permanere sul territorio dello Stato, evitando di subire la definitiva

esecuzione dell'espulsione, fino alla notifica dell'atto motivato del P.M..

E' indubbio infatti che, nel caso (qui ricorrente) di espulsione giˆ in

corso di esecuzione, l'eventuale mancata convalida della misura coercitiva

dell'accompagnamento sarebbe data inutiliter e configurerebbe, in realtˆ,

una garanzia meramente apparente del fondamentale diritto di libertˆ

violato.

A tanto si aggiunga che l'ambito limitato, addirittura angusto, dei poteri

riconosciuti al P.M. quale organo deputato all'accertamento e al controllo

di legalitˆ del provvedimento amministrativo di accompagnamento finisce per

realizzare irragionevolmente, essendo sostanzialmente identiche le

corrispondenti situazioni di fatto, un sistema di tutela del diritto di

libertˆ dello straniero differenziato e sensibilmente pi� debole rispetto a

quello assicurato con l'attribuzione di poteri ben pi� ampi ed incisivi al

giudice nell'ambito del giudizio di convalida disciplinato dall'art. 14.

E ci˜ sotto almeno due profili :

  a.. il P.M. non pu˜ esaminare, al di fuori del provvedimento di espulsione

e di quello di accompagnamento, altri atti o documenti ad eventuale

riscontro delle ragioni in essi addotte (mentre al giudice deve essere

trasmessa dal questore, ai fini della convalida, "copia degli atti");

  a.. il P.M. non pu˜ sentire, come giˆ detto, l'interessato e neppure

assumere sommarie informazioni per la verifica dei fatti posti a fondamento

dei citati provvedimenti amministrativi (mentre l'una e l'altra facoltˆ sono

riconosciute al giudice).

Dal quadro su esposto sembra emergere, in contraddizione (ripetesi

irragionevole) con la tutela apprestata dall'art. 14 allo straniero

raggiunto da misura coercitiva analoga a quella sancita dall'art. 13, un

profilo di tutela soltanto burocratico, cartolare, privo di effettivitˆ dell

'inviolabile diritto di libertˆ personale di cui, su un piano di uguaglianza

con i cittadini, gli stranieri debbono essere riconosciuti titolari.

 

Per i motivi sopra illustrati lo scrivente Procuratore della Repubblica

solleva d'ufficio la questione di legittimitˆ costituzionale dell'art. 2

D.L. nr. 51/2002, in riferimento all'art. 3 Cost. (sotto il profilo della

ingiustificata disparitˆ di disciplina e di tutela giurisdizionale del bene

della libertˆ personale dello straniero in situazioni caratterizzate dalla

vigenza di analoghe misure di coercizione del medesimo bene) :

 

  1.. nella parte in cui non prevede che la convalida del provvedimento di

accompagnamento alla frontiera sia emessa:

  - previo esame degli atti e documenti su cui esso si fonda;

 - previa assunzione, occorrendo, di sommarie informazioni;

  - previa audizione della persona cui il provvedimento si riferisce;

 

  b.. nella parte in cui non prevede che la detta convalida sospende l'

esecuzione dell'accompagnamento alla frontiera s“ da garantire, per la

verifica dei presupposti e la delibazione di legalitˆ della misura, l'

audizione della persona a questa sottoposta.

A tal fine,

 

D I S P O N E

 

  a.. l'immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale;

 

  b.. la sospensione del procedimento di convalida in corso.

 

Manda alla segreteria per la notifica del presente ricorso al Questore di

Padova ed al Presidente del Consiglio dei Ministri e per la comunicazione ai

Presidenti dei due rami del Parlamento.

 

Il Procuratore della Repubblica

 

- dott.

 

Il Procuratore della Repubblica

 

- dott. Pietro CALOGERO -