Date: 4:12 PM 2/14/03 +0100

From: Sergio Briguglio

Subject: circolare minlavoro; provenienza stagionali

 

Cari amici,

alla pagina di febbraio 2003 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.it/briguglio/) troverete la circolare del Ministero del lavoro n.3/2003, relativa al decreto flussi per il 2003 e alla proroga dei termini previsti da quello per il 2002.

 

Rispetto a quanto ipotizzato in un mio precedente messaggio, faccio osservare che la circolare specifica nel modo seguente le categorie di lavoratori stranieri (stagionali) ammessi:

 

- cittadini provenienti da: Slovenia, Polonia, Ungheria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia, Croazia, Montenegro, Bulgaria e Romania;

- cittadini provenienti da paesi per i quali sono in vigore con l'Italia accordi bilaterali sul lavoro stagionale: Tunisia e Albania;

- cittadini provenienti da Paesi che hanno sottoscritto accordi di cooperazione in materia migratoria che, secondo la specificazione gią contenuta nel citato D.P.C.M. del 15.10.2002, sono: Tunisia, Albania,  Marocco, Nigeria, Moldavia, Sri Lanka ed Egitto;

- tutti i cittadini stranieri non comunitari titolari di permesso di soggiorno per lavoro subordinato stagionale per l'anno 2001 e 2002, intendendosi per tali coloro che ne hanno usufruito anche per uno  soltanto dei due anni.

 

Rispetto alla lista di paesi da me raccolta, il Ministero del lavoro include quindi Nigeria, Moldavia, Sri Lanka ed Egitto, ed esclude Macedonia, Georgia, Svizzera.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

p.s.: Nel messaggio di ieri, relativo al voto del Parlamento europeo sulla direttiva su ingresso e soggiorno per lavoro, avevo osservato come fosse strano il fatto che, dei due emendamenti sulla "regolarizzazione a regime" proposti dalla Relatrice (uno per l'accesso al lavoro subordinato, l'altro per l'accesso al lavoro autonomo), fosse stato approvato solo il secondo.

 

Luciano Scagliotti mi segnala che il primo e' caduto per l'opposizione dei laburisti inglesi. Temono che pericolosi terroristi possano infiltrarsi nel mercato del lavoro come lavoratori dipendenti. Nessun problema invece se aprono piccole imprese...