TITOLO III

 
   

CONDIZIONE GIURIDICA DEI CITTADINI DI UNO STATO NON MEMBRO DELLA UNIONE EUROPEA

 
   
   

CAPO I

 
   

DISPOSIZIONI GENERALI SULL'INGRESSO, SUL SOGGIORNO E SULL'ALLONTANAMENTO DAL TERRITORIO DELLO STATO

 
   
   

Art. 33

 

Cittadino extracomunitario.

 
   

1. Ai fini della presente legge per cittadino extracomunitario si intende il cittadino di uno Stato non membro dell'Unione europea.

 

2. L'apolide e' equiparato al cittadino extracomunitario, fatte salve le disposizioni più favorevoli contenute nella Convenzione relativa allo status degli apolidi, firmata a New York, il 28 settembre 1954, ratificata e resa esecutiva con legge del 1 febbraio 1962, n. 306.

 
   
   

Art. 34

 

Ingresso, soggiorno ed espulsione dei cittadini extracomunitari.

 
   

1. Fatte salve le eccezioni previste dalla legge e dalle norme internazionali, i cittadini extracomunitari possono fare ingresso nel territorio dello Stato se muniti di passaporto valido o di documento equipollente, nonché di visto di ingresso o di reingresso nei casi prescritti dalla legge, se sono in regola con le vigenti disposizioni, anche di carattere amministrativo, in materia sanitaria, doganale ed assicurativa, indicate nel regolamento di attuazione della presente legge, e se osservano le formalità richieste dalla legge. L'ingresso e' consentito soltanto attraverso i valichi di frontiera autorizzati, ai sensi del regolamento di attuazione della presente legge.

 

2. Il visto di ingresso è rilasciato nei casi e nei modi previsti dalla presente legge, dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero in relazione ai motivi del viaggio.

 

3. Ai fini dell'ingresso nel territorio dello Stato sono equiparati ai visti nazionali i visti uniformi rilasciati dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari degli Stati membri dell'Unione europea sulla base di specifici accordi.

 

4. Con il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con il Ministro degli affari esteri e con il Ministro dell'interno, può essere disposto che, in riferimento ad alcuni motivi d'ingresso, siano esentati dall'obbligo di munirsi del visto di ingresso i cittadini extracomunitari appartenenti a paesi per i quali l'Unione europea non prescriva l'obbligo del visto e dai quali è prevedibile che non si verifichi un rilevante flusso di emigrazione in condizioni illegali verso l'Italia o verso eli altri Paesi dell'Unione europea. Il decreto è pubblicato sulla "Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana" ed è comunicato ai Governi degli altri Stati membri dell'Unione europea ed alla Commissione delle Comunità europee.

 

5. Salvo che presentino domanda di asilo nel territorio dello Stato nei modi previsti dalla legge, sono respinti alla frontiera, nei casi e nei modi previsti dall'articolo 39, i cittadini extracomunitari privi di documento di viaggio o del visto di ingresso prescritto e quelli, anche se muniti di visto, già espulsi dal territorio dello Stato o segnalati come persone pericolose o segnalati per la non ammissione o che siano sprovvisti di mezzi.

 

6. Possono soggiornare nel territorio dello Stato i cittadini extracomunitari, ((...)) che siano muniti di un permesso di soggiorno o di una carta di soggiorno in corso di validita', ovvero che possano ottenere il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno o di una carta di soggiorno, nei modi previsti dalla presente legge, nonché nei limiti e alle condizioni stabiliti da specifici accordi, i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno o di altro titolo equipollente rilasciati dalle autorità di stati membri dell'Unione europea nei limiti e alle condizioni stabiliti da specifici accordi.

6. Possono soggiornare nel territorio dello Stato i cittadini extracomunitari, entrati regolarmente in base alle norme della presente legge, che siano muniti di un permesso di soggiorno o di una carta di soggiorno in corso di validità, rilasciati nei casi e nei modi previsti dalla presente legge, nonché nei limiti e alle condizioni stabiliti da specifici accordi, i cittadini extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno o di altro titolo equipollente rilasciati dalle autorità di stati membri dell'Unione europea nei limiti e alle condizioni stabiliti da specifici accordi.

7. Il cittadino extracomunitario può svolgere in Italia le attività che sono consentite dal tipo di permesso di soggiorno o dalla carta di soggiorno di cui è titolare.

 

8. Fatti salvi i casi previsti dalla presente legge, il cittadino extracomunitario non può soggiornare in Italia in caso di diniego, di mancato rinnovo, di revoca o di annullamento del permesso di soggiorno ovvero in caso di mancata presentazione della domanda di rinnovo entro trenta giorni dalla data di scadenza della carta o del permesso di soggiorno.

8. Il cittadino extracomunitario non può soggiornare in Italia in caso di diniego, di mancato rinnovo, di revoca o di annullamento del permesso di soggiorno ovvero in caso di mancata presentazione della domanda di rinnovo entro trenta giorni dalla data di scadenza della carta o del permesso di soggiorno.

9. Fatti salvi i casi previsti dalla presente legge, il cittadino extracomunitario che entra o soggiorna illegalmente nel territorio dello Stato ovvero che risulta pericoloso, per l'ordine pubblico e per la sicurezza dello Stato o degli altri Stati membri dell'Unione europea, ovvero condannato per i reati indicati dagli articoli 42, 51, comma 1, 56 e 111 della presente legge e' allontanato dal territorio dello Stato con i provvedimenti di espulsione adottati ed eseguiti nei casi, nei modi e con le garanzie previsti dalla presente legge.

9. Il cittadino extracomunitario che entra o soggiorna illegalmente nel territorio dello Stato ovvero che risulta pericoloso, per l'ordine pubblico e per la sicurezza dello Stato o degli altri Stati membri dell'Unione europea, ovvero condannato per i reati indicati dagli articoli 42, 51, comma 1, 56 e 111 della presente legge e' allontanato dal territorio dello Stato con i provvedimenti di espulsione adottati ed eseguiti nei casi, nei modi e con le garanzie previsti dalla presente legge.

10. Sono fatte salve le disposizioni previste dalla legge e dagli accordi internazionali in materia di estradizione.

 
   
   

Art. 35

 

Disciplina comune dei visti di ingresso nazionali.

 
   

1. Il visto di ingresso e rilasciato, su richiesta del cittadino extracomunitario interessato, dalle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane in relazione ai motivi del viaggio.

 

2. La richiesta del visto di ingresso deve essere presentata personalmente dal cittadino extracomunitario agli uffici della Rappresentanza diplomatica o consolare che e' territorialmente competente per il Paese di appartenenza o di stabile residenza del cittadino. Non è consentita l'intermediazione di terzi, salvo che si tratti di minori o di persone impedite per gravi e comprovati motivi di salute.

 

3. La richiesta di visto si effettua mediante la presentazione del documento di viaggio valido, della documentazione prevista dalla presente legge o dal relativo regolamento di attuazione per ottenere lo specifico visto, nonché di appositi formulari, redatti in italiano e nelle lingue del luogo, previsti dal regolamento di attuazione della presente legge. Nel caso in cui siano necessari chiarimenti sui motivi del viaggio e sulla documentazione presentata può essere richiesto un colloquio con l'agente consolare italiano.

 

4. Il visto e' apposto sul documento di viaggio di cui e' titolare il cittadino extracomunitario, purché esso abbia una validità per un periodo di almeno tre mesi successivi alla data di scadenza del visto, salvi i comprovati casi in cui tale condizione non e' esigibile. Non e' consentito il rilascio di visti collettivi.

 

5. I minori extracomunitari possono entrare e uscire dal territorio dello Stato se sono muniti di passaporto e di visto, se prescritto, ovvero se sono iscritti sul passaporto e sul visto del genitore o della persona adulta responsabile con cui viaggiano e se vi e' il consenso scritto dell'altro coniuge non separato, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

6. La Rappresentanza presso la quale è stata presentata la richiesta di visto ne rilascia ricevuta al cittadino extracomunitario, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

7. La Rappresentanza esamina la domanda di visto accertando, sul luogo, la sussistenza dei presupposti previsti dalla legge e dal relativo regolamento di attuazione per il rilascio del visto richiesto.

 

8. Salve le diverse disposizioni della presente legge, la Rappresentanza accerta altresì che il cittadino extracomunitario disponga di mezzi di sostentamento commisurati alla durata del viaggio in Italia per il quale ha richiesto il visto di ingresso, in ogni caso di importo non inferiore a quello mensile previsto dal trattamento di pensione stabilito dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria, ovvero che egli, nei casi e nei modi previsti dalla presente legge, dimostri la disponibilità in Italia di beni o di un'occupazione regolarmente retribuita ovvero produca dichiarazione scritta da cui risulti l'impegno di un ente o di un'Associazione o di un privato italiano o straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno rilasciato per una durata non inferiore a un anno. I predetti, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, debbono fornire idonea e comprovata garanzia ad assumersi l'onere dell'alloggio, del sostentamento e del rientro in patria del cittadino extracomunitario. Il garante che si trova in Italia deve dimostrare di disporre per sé ((...)) di un reddito annuo derivante da fonte lecita, di importo almeno doppio rispetto all'importo annuo del trattamento minimo di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria, nonché di un alloggio ad uso di abitazione. A tale scopo, qualora non possa dimostrare la titolarita' di proprietà, locazione, uso o usufrutto dell'alloggio, il garante puo' chiedere alla competente autorita' municipale attestazione comprovante la legittima utilizzazione dell'alloggio. L'autorita' municipale, effettuata la relativa verifica, rilascia l'attestazione richiesta.

8. La Rappresentanza accerta altresì che il cittadino extracomunitario disponga di mezzi di sostentamento commisurati alla durata del viaggio in Italia per il quale ha richiesto il visto di ingresso, in ogni caso di importo non inferiore a quello mensile previsto dal trattamento di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria, ovvero che egli, nei casi e nei modi previsti dalla presente legge, dimostri la disponibilità in Italia di beni o di un'occupazione regolarmente retribuita ovvero produca dichiarazione scritta da cui risulti l'impegno di un ente o di un'Associazione o di un privato italiano o straniero titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno rilasciato per una durata non inferiore a un anno. I predetti, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, debbono fornire idonea e comprovata garanzia ad assumersi l'onere dell'alloggio, del sostentamento e del rientro in patria del cittadino extracomunitario. Il garante che si trova in Italia deve dimostrare di disporre per sé di un alloggio ad uso di abitazione in proprietà, locazione, uso, usufrutto, nonché di un reddito annuo derivante da fonte lecita, di importo almeno doppio rispetto all'importo annuo del trattamento minimo di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria.

9. Il regolamento di attuazione della presente legge prevede i casi e i modi in cui la Rappresentanza diplomatica o consolare deve comunicare la richiesta del visto al Ministero degli affari esteri e al Ministero dell'interno, nonché i casi e i modi in cui il visto può essere rilasciato soltanto previa autorizzazione tacita o espressa del Ministero degli affari esteri.

 

10. Le Rappresentanze diplomatiche o consolari hanno l'obbligo di segnalare al Ministero degli affari esteri ogni significativo aumento di domande di visti di ingresso per soggiorni di breve periodo, in relazione al quale si possa prevedere il formarsi di rilevanti flussi immigratori e il concentrarsi verso l'Italia di movimenti di gruppi o di categorie di persone straniere, tali da far ritenere non infondato il dubbio che le motivazioni del loro viaggio siano diverse da quelle dichiarate.

 

11. In ogni caso la Rappresentanza ha l'obbligo di rifiutare il rilascio del visto richiesto qualora, dagli accertamenti svolti o dalle segnalazioni ricevute dai Ministeri competenti, si verifichi una delle seguenti situazioni:

 

a) non sussistano i presupposti e le condizioni previste dalla legge e dal relativo regolamento di attuazione per il rilascio del visto richiesto;

 

b) la documentazione prodotta per la richiesta di visto ovvero il documento di viaggio esibito sono risultati falsi o contraffatti;

 

c) il cittadino extracomunitario risulta essere stato già espulso dal territorio dello Stato e non abbia ottenuto la prescritta autorizzazione ministeriale al reingresso o non sia trascorso il periodo di tempo durante il quale, in relazione al tipo di espulsione, la presente legge prevede il divieto di reingresso dell'espulso salvo che il giudice abbia annullato il provvedimento di espulsione o ne abbia sospesa l'esecuzione;

 

((...))

d) sussistono concreti ed attuali elementi di fatto concernenti la condotta ed il tenore di vita del cittadino extracomunitario che fanno ritenere che questi intende dissimulare un'immigrazione per motivi diversi da quelli per i quali è stato richiesto il visto di ingresso;

e) sussistono concreti ed attuali elementi che fanno ritenere che l'ingresso del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato costituisce un pericolo per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato;

 

f) il cittadino extracomunitario risulti essere segnalato come appartenente ad organizzazioni di tipo mafioso o dedite al traffico illecito di stupefacenti o al contrabbando ovvero ad organizzazioni terroristiche o che agevolino l'immigrazione illegale nel territorio dello Stato.

 

12. Il diniego del visto è adottato con provvedimento scritto e motivato, e comunicato all'interessato con una traduzione scritta nella lingua del Paese in cui ha sede la Rappresentanza italiana ovvero, ove non sia possibile, in una lingua a scelta dell'interessato, tra inglese, francese, spagnolo e arabo.

12. Il diniego del visto è adottato con provvedimento scritto e motivato, e comunicato all'interessato con una traduzione scritta nella lingua del Paese in cui ha sede la Rappresentanza italiana ovvero, ove non sia possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo.

13. La Rappresentanza italiana rilascia il visto o emana il provvedimento di diniego del visto entro il termine di quindici giorni dalla data in cui e' stata presentata la domanda completa di tutti i documenti prescritti dalla legge e dal relativo regolamento di attuazione. Scaduto tale termine la Rappresentanza italiana e' tenuta a rilasciare immediatamente il visto di ingresso. Sono fatti salvi i termini diversi eventualmente previsti dalla legge o da accordi internazionali.

13. La Rappresentanza italiana rilascia il visto o emana il provvedimento di diniego del visto entro il termine di novanta giorni dalla data in cui è stata presentata la domanda completa di tutti i documenti prescritti dalla legge e dal relativo regolamento di attuazione. Sono fatti salvi i termini diversi eventualmente previsti dalla legge o da accordi internazionali.

14. Il visto di ingresso ha le caratteristiche uniformi previste dal regolamento di attuazione della presente legge anche secondo le indicazioni elaborate nell'ambito dell'Unione europea.

 

15. Contestualmente al rilascio del visto di ingresso l'autorità consolare consegna al cittadino extracomunitario informazioni predisposte dal Dipartimento nazionale per l'immigrazione e scritte in lingua da lui conosciuta, o se ciò non sia possibile, in una lingua a sua scelta, tra inglese, francese, spagnolo e arabo, le quali illustrino i diritti e i doveri conseguenti allo specifico visto di ingresso che è stato rilasciato o riassumano i principali diritti e doveri del cittadino extracomunitario che si presenta ai controlli di frontiera e che intende soggiornare in Italia.

15. Contestualmente al rilascio del visto di ingresso l'autorità consolare consegna al cittadino extracomunitario informazioni predisposte dal Dipartimento nazionale per l'immigrazione e scritte in lingua da lui conosciuta, o se ciò non sia possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo, le quali illustrino i diritti e i doveri conseguenti allo specifico visto di ingresso che è stato rilasciato o riassumano i principali diritti e doveri del cittadino extracomunitario che si presenta ai controlli di frontiera e che intende soggiornare in Italia.

16. Il visto di ingresso è valido soltanto per il titolare di documento di viaggio sul quale e' apposto, salvo che l'autorità consolare che rilascia il visto indichi l'estensione della validità del visto ai familiari iscritti sullo stesso documento di viaggio.

 

17. Il visto di ingresso è rilasciato a pagamento sulla base dell'importo dei diritti consolari previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, salvo che la legge preveda la gratuità del rilascio.

 

18. La Rappresentanza che rilascia o rifiuta il visto ne da' tempestiva comunicazione al Ministero degli affari esteri e al Ministero dell'interno nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

19. Il regolamento di attuazione della presente legge specifica le modalità per l'esecuzione del presente articolo uniformandosi alle norme e alle direttive elaborate in relazione ad accordi internazionali e nell'ambito dell'Unione europea e provvede ad istituire e disciplinare un sistema operativo centralizzato ed informatizzato che, collegando il Ministero degli affari esteri, il Ministero dell'interno, le Questure e le Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero, consenta l'emissione del provvedimento sulla domanda di visto nel più breve tempo possibile.

 

20. Presso ogni ufficio consolare sono distribuiti fogli informativi predisposti dal Dipartimento nazionale per l'immigrazione, scritti anche in lingua conosciuta nel luogo, in cui sono illustrati i requisiti per ottenere i diversi tipi di visto, i documenti richiesti e gli adempimenti necessari.

 
   
   

((...))

Art. 36

 

Programmazione annuale del rilascio dei visti d'ingresso nazionali di breve periodo.

   
 

1. Il Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri dell'interno e degli affari esteri, ha la facoltà di disporre, con proprio decreto, una limitazione al rilascio di quei tipi di visti di ingresso che consentono il soggiorno per breve periodo, comunque non superiore a tre mesi.

 

2. A tal fine il predetto decreto, anche uniformandosi alle decisioni concordate nell'ambito di accordi internazionali o di politiche dell'Unione europea, indica un numero massimo di visti di ingresso per turismo, per affari, per missione, per visita a familiare, per motivi di transito, che possono essere rilasciati in un anno da ciascuna Rappresentanza diplomatica o consolare italiana nei Paesi extracomunitari da cui possono provenire i flussi migratori più rilevanti.

 

3. Il predetto decreto disciplina altresì le modalità per la raccolta e per la valutazione delle domande di visto di ingresso relative ai visti oggetto di contingentamento numerico.

 

4. In ogni caso non può costituire elemento di valutazione per il rilascio dei predetti visti l'appartenenza del cittadino extracomunitario ad una razza, ad un gruppo linguistico, ad una confessione religiosa o ad un partito politico.

   
   

Art.37

Reingresso nel territorio dello Stato

Art. 37

Visto di reingresso.

   
   

1. Ai fini del reingresso nel territorio dello Stato del cittadino extracomunitario titolare di un permesso di soggiorno di durata non inferiore a sei mesi ovvero di carta di soggiorno, in corso di validita' o scaduti da non piu' di trenta giorni, detti documenti sono considerati equipollenti al visto di ingresso.

1. Il cittadino extracomunitario che soggiorni sul territorio dello Stato con un permesso di soggiorno di durata superiore a sei mesi e che intenda uscirne per brevi periodi e rientrarvi può munirsi di visto di reingresso, anziché richiedere un nuovo visto di ingresso.

2. Ai fini dell'applicazione della presente legge e' comunque considerato regolarmente soggiornante il minore straniero di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 7, prescindendo dall'effettiva presenza del genitore nel territorio dello Stato.

2. Il visto di reingresso è rilasciato dal Questore della Provincia in cui risiede il cittadino extracomunitario ed a apposto sul passaporto o sul documento di viaggio equipollente.

 

3. A tal fine il cittadino extracomunitario deve presentare agli uffici della Questura apposita domanda esibendo il permesso di soggiorno in corso di validità rilasciato per un periodo di validità superiore a sei mesi e avente durata residua di almeno tre mesi e consegnando il passaporto o il documento di viaggio aventi data di scadenza un giorno successivo al terzo mese dalla data di presentazione della domanda.

 

4. Salvo che sussista uno dei motivi per i quali l'articolo 39 prevede l'obbligo del respingimento alla frontiera, il Questore rilascia il visto di reingresso.

 

5. Il visto di reingresso e rilasciato o rifiutato entro trenta giorni dalla data di presentazione della domanda completa di ogni documento richiesto.

 

6. Il visto di reingresso e rilasciato per uno o più viaggi e ha una scadenza in data non successiva alla data di scadenza del permesso di soggiorno di cui e titolare il cittadino extracomunitario. In ogni caso la durata del visto di reingresso non può essere superiore a due anni.

 

7. Il visto di reingresso riporta, secondo le modalità del regolamento di attuazione della presente legge, se nel passaporto o nel documento di viaggio siano o non siano inclusi i nominativi dei figli minori o del coniuge e reca un numero progressivo, la data di scadenza e il numero progressivo del permesso di soggiorno, nonché l'indicazione della questura che lo ha rilasciato.

 

8. Il Questore comunica tempestivamente al Ministero dell'interno l'avvenuto rilascio del visto di reingresso nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

9. Il diniego del visto di reingresso è disposto dal Questore con atto scritto e motivato, contenente le modalità di impugnazione.

 

10. Contro il diniego del visto di reingresso e ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale competente per il domicilio eletto dal cittadino extracomunitario.

 

11. Il visto di reingresso può essere altresì rilasciato dalla Rappresentanza diplomatica o consolare italiana competente per il Paese di origine del cittadino extracomunitario, previo nullaosta della Questura che ha rilasciato il permesso di soggiorno, concesso secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, se non vi ostano concreti ed attuali motivi di pericolo per l'ordine pubblico e per la sicurezza dello Stato.

 

12. Il possesso della carta di soggiorno in corso di validità, ovvero il possesso di un visto di ingresso che consenta più ingressi sostituisce a tutti gli effetti il possesso del visto di reingresso.

   
   

Art. 38

 

Ingresso e uscita dal territorio dello Stato.

 
   

1. Possono uscire dal territorio dello Stato i cittadini extracomunitari che si presentino ai controlli dei valichi di frontiera autorizzati e siano forniti di valido passaporto o documento di viaggio e che non siano oggetto di ordini di custodia cautelare o di carcerazione o di comparizione o di divieto di lasciare il territorio nazionale ai sensi dell'articolo 281 del codice di procedura penale.

 

2. Ogni operatore addetto al controllo presso i valichi di frontiera autorizzati ha l'obbligo di apporre il timbro di ingresso e di uscita, con indicazione della data e del valico, sui passaporti dei cittadini extracomunitari che, rispettivamente, facciano ingresso in Italia a qualunque titolo ovvero ne escano, nonché di rilevarne i dati e di trasmetterli immediatamente al Ministero dell'interno secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

3. Il regolamento di attuazione della presente legge prevede particolari modalità di ingresso e di uscita dei cittadini extracomunitari che appartengono ad una delle seguenti categorie:

 

a) marittimi in transito;

 

b) membri degli equipaggi aerei in servizio regolare di linea;

 

c) residenti in zone di frontiera degli Stati confinanti;

 

d) conducenti di autobus in servizio di linea;

 

e) conducenti di autoveicoli per trasporti e autotreni.

 

4. Il vettore aereo, marittimo o terrestre, salvo quello terrestre che esercita il traffico frontaliero, ha l'obbligo di accertarsi che il cittadino extracomunitario trasportato sia in possesso dei documenti richiesti dalla presente legge per l'ingresso nel territorio dello Stato, e ha l'obbligo di riferire all'autorità di pubblica sicurezza dell'eventuale presenza a bordo dei rispettivi mezzi di trasporto di stranieri privi dei predetti documenti.

 

5. In caso di inosservanza di uno degli obblighi previsti al comma 4 si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire cinquecentomila per ciascuno dei cittadini extracomunitari trasportati, determinata dal Prefetto. Si osservano le norme previste dalla legge 24 novembre 1981, n. 689.

 

6. Il regolamento di attuazione della presente legge prevede le modalità con le quali deve essere assicurata ai valichi di frontiera autorizzati adeguata pubblicità delle norme che regolano l'ingresso degli stranieri in Italia.

 
   
   

Art. 39

 

Respingimento alla frontiera.

 
   

1. Devono essere respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari privi di documento di viaggio valido, del visto obbligatorio, qualora richiesto, e che non siano in regola con le norme in materia sanitaria, assicurativa e doganale. In tal caso la spesa per il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto è a carico del vettore qualora il cittadino extracomunitario sia privo di passaporto o di visto, se esso e' obbligatorio, ed il vettore ometta di darne informazione all'autorita' di pubblica sicurezza.

1. Devono essere respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari privi di documento di viaggio valido, del visto obbligatorio, qualora richiesto, e che non siano in regola con le norme in materia sanitaria, assicurativa e doganale. In tal caso la spesa per il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto è a carico del vettore qualora il cittadino extracomunitario sia privo di passaporto o di visto ovvero sia munito di passaporto privo di visto, se esso è obbligatorio.

2. Devono essere respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari, anche se muniti di visto, che risultino manifestamente sprovvisti di mezzi di sostentamento in Italia.

 

3. E' considerato manifestamente sprovvisto di mezzi di sostentamento il cittadino extracomunitario privo di denaro sufficiente in relazione alla durata del soggiorno in Italia consentito dal visto o dal motivo di ingresso, il cui importo mensile deve essere almeno pari all'importo mensile del trattamento minimo di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria.

 

4. Non è considerato manifestamente sprovvisto di mezzi, anche se privo di denaro sufficiente, il cittadino extracomunitario munito di visto di ingresso per lavoro subordinato o di visto di ingresso o di reingresso per lavoro stagionale, ovvero che esibisce documentazione, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, che dimostra la disponibilità in Italia di beni o di un'occupazione regolarmente retribuita oppure l'impegno di un ente o di una associazione, individuati nel regolamento di attuazione della presente legge, ovvero di un privato, che diano idonea garanzia ad assumersi l'onere dell'alloggio, del sostentamento e del rientro in Patria del cittadino extracomunitario.

4. Non è considerato manifestamente sprovvisto di mezzi, anche se privo di denaro sufficiente, il cittadino extracomunitario che esibisce documentazione, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, che dimostra la disponibilità in Italia di beni o di un'occupazione regolarmente retribuita oppure l'impegno di un ente o di una associazione, individuati nel regolamento di attuazione della presente legge, ovvero di un privato, che diano idonea garanzia ad assumersi l'onere dell'alloggio, del sostentamento e del rientro in Patria del cittadino extracomunitario.

5. Devono essere altresì respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari che, seppur muniti di visto, se richiesto, si trovino, in base alle segnalazioni risultanti dal centro elaborazione dati del Ministero dell'interno, anche se pervenute da autorità estere collegate con questo, in una delle seguenti situazioni:

5. Devono essere altresì respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari che, seppur muniti di visto o di carta di soggiorno, si trovino, in base alle segnalazioni risultanti dal centro elaborazione dati del Ministero dell'interno, anche se pervenute da autorità estere collegate con questo, in una delle seguenti situazioni:

a) risultino essere già stati espulsi dal territorio dello Stato e siano privi della prescritta autorizzazione ministeriale al reingresso, salvo che sia già trascorso il periodo di tempo durante il quale, in relazione al tipo di espulsione, la presente legge prevede il divieto di reingresso dell'espulso e salvo che il giudice abbia annullato il provvedimento di espulsione o ne abbia sospesa la esecuzione;

 

b) risultino essere segnalati, sulla base di concreti ed attuali elementi di fatto, come persone pericolose per l'ordine pubblico o per la sicurezza dello Stato;

 

c) risultino, sulla base di accordi con Stati membri dell'Unione europea o con Stati confinanti, segnalati per la non ammissione o quali persone pericolose per l'ordine pubblico o per la sicurezza nazionale di ciascuno degli Stati contraenti, salvo che ricorrano seri motivi di carattere umanitario;

c) risultino, sulla base di accordi con Stati membri dell'Unione europea o con Stati confinanti, segnalati per la non ammissione o quali persone pericolose per l'ordine pubblico o per la sicurezza nazionale di ciascuno degli Stati contraenti;

d) risultino essere segnalati come appartenenti ad organizzazioni di tipo mafioso o dedite al traffico illecito di stupefacenti o al contrabbando ovvero ad organizzazioni terroristiche o che agevolino l'immigrazione illegale nel territorio dello Stato.

 

6. Deve essere altresì respinto alla frontiera il cittadino extracomunitario minore di età qualora si trovi in una delle seguenti condizioni:

 

a) sia privo di specifico visto di ingresso o non sia iscritto sul passaporto o sul visto di ingresso del genitore o del tutore con cui viaggia;

 

b) intenda fare ingresso nello Stato a scopo di adozione senza essere munito dei provvedimenti di adozione o di affidamento preadottivo previsti dalla legge ovvero del prescritto nullaosta del Ministero dell'interno. In ogni caso coloro che hanno accompagnato alla frontiera il minore hanno l'obbligo di provvedere personalmente e a proprie spese al rimpatrio immediato e all'accompagnamento del minore nel Paese di origine.

b) intenda fare ingresso nello Stato a scopo di adozione senza essere munito dei provvedimenti di adozione o di affidamento preadottivo previsti dalla legge ovvero del prescritto nullaosta del Ministero dell'interno; in tal caso coloro che hanno accompagnato alla frontiera il minore hanno l'obbligo di provvedere a proprie spese al rimpatrio immediato del minore nel Paese di origine.

7. In ogni caso sono respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari che esibiscano passaporti, documenti di viaggio o visti che risultino falsi, contraffatti o rilasciati a persone diverse. In ogni caso non puo' essere respinto alla frontiera il titolare di permesso di soggiorno o di carta di soggiorno di cui al comma 1 dell'articolo 37.

7. In ogni caso sono respinti alla frontiera i cittadini extracomunitari che esibiscano passaporti, documenti di viaggio o visti che risultino falsi, contraffatti o rilasciati a persone diverse.

8. L'applicazione del presente articolo non può comunque pregiudicare l'esercizio del diritto di asilo.

 

9. Si procede al fermo o all'arresto del cittadino extracomunitario qualora debbano eseguirsi provvedimenti dell'autorità giudiziaria adottati prima della presentazione del cittadino extracomunitario ai controlli presso il valico di frontiera ovvero qualora si tratti di arresto o di fermo adottati in zona prossima alla frontiera.

 

10. Sono fatte salve le disposizioni diverse previste da accordi internazionali in vigore.

 
   
   

Art. 40

 

Il provvedimento di respingimento alla frontiera.

 
   

l. Il provvedimento di respingimento alla frontiera è adottato con atto scritto e motivato, recante modalità e termini di impugnazione, dal dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera a cura del quale sono stati effettuati i controlli circa la posizione del cittadino extracomunitario che deve essere respinto.

 

2. Il provvedimento e' immediatamente consegnato al cittadino extracomunitario respinto a conclusione dei controlli al valico di frontiera e, ove possibile, deve essere altresì annotato sul documento di viaggio di cui egli sia in possesso. Il provvedimento e' immediatamente comunicato, con le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, al Dipartimento nazionale per l'immigrazione e al Ministero dell'interno. nonché, se riguarda un minore, al Tribunale per i minorenni competente.

 

3. Contro il provvedimento di respingimento alla frontiera e ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale competente per territorio salvo che il giudice ordinario si sia già pronunciato sul provvedimento e sul connesso provvedimento di custodia nell'ambito del procedimento previsto dall'articolo 41.

 

4. Il vettore aereo, marittimo o terrestre che ha condotto alla frontiera un cittadino extracomunitario privo dei documenti prescritti dalla legge per l'ingresso senza darne tempestiva comunicazione all'autorita' di polizia di frontiera, ha l'obbligo di prenderlo immediatamente a carico e di ricondurlo, a spese dello stesso vettore, nello Stato di provenienza o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio eventualmente in possesso del cittadino extracomunitario, o in altro Stato in cui sia consentito il suo ingresso. ((...)) Tale disposizione non si applica, viceversa, quando il cittadino extracomunitario presenti domanda di asilo nei modi previsti dalla legge.

4. Il vettore aereo, marittimo o terrestre che ha condotto alla frontiera un cittadino extracomunitario privo dei documenti prescritti dalla legge per l'ingresso, ha l'obbligo di prenderlo immediatamente a carico e di ricondurlo, a spese dello stesso vettore, nello Stato di provenienza o in quello che ha rilasciato il documento di viaggio eventualmente in possesso del cittadino extracomunitario, o in altro Stato in cui sia consentito il suo ingresso. Tale disposizione si applica, ove possibile, anche agli altri casi in cui il cittadino extracomunitario deve essere respinto alla frontiera in base alle norme della presente legge. Tale disposizione non si applica, viceversa, quando il cittadino extracomunitario presenti domanda di asilo nei modi previsti dalla legge.

5. In ogni caso il provvedimento di respingimento alla frontiera è eseguito, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, con accompagnamento coattivo e immediato del cittadino extracomunitario respinto a bordo del vettore di cui al comma 4 ovvero, in mancanza, del vettore che, nel modo più celere e più diretto, conduce al Paese di origine o di provenienza del cittadino extracomunitario, o, su richiesta dell'interessato, in ogni altro Stato in cui è consentito il suo ingresso. Deve essere comunque garantita, al cittadino extracomunitario, la possibilita' di usufruire dell'assistenza prestata dalle strutture di accoglienza di cui all'articolo 126.

5. In ogni caso il provvedimento di respingimento alla frontiera è eseguito, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, con accompagnamento coattivo e immediato del cittadino extracomunitario respinto a bordo del vettore che, nel modo più celere e più diretto, conduce al Paese di origine o di provenienza del cittadino extracomunitario, o in ogni altro Stato in cui è consentito il suo ingresso.

6 In ogni caso non e' consentito il respingimento alla frontiera del cittadino extracomunitario verso uno Stato nel quale egli possa essere o dichiari di poter essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, o nel quale possa essere in pericolo la sua vita o incolumità personale in conseguenza di eventi bellici o di epidemie, ovvero dal quale possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale egli non sia protetto da analoghi pericoli.

6 In ogni caso non e' consentito il respingimento alla frontiera del cittadino extracomunitario verso uno Stato nel quale egli possa essere oggetto di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali ovvero dal quale possa rischiare di essere rinviato verso un altro Stato nel quale egli non sia protetto dalla persecuzione ovvero possa essere in pericolo la sua vita o incolumità personale in conseguenza di eventi bellici o di epidemie.

7. Salvo quanto previsto al comma 4, ove il cittadino extracomunitario respinto non vi possa provvedere autonomamente, le spese necessarie per il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto sono poste a carico del bilancio del Ministero dell'interno secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

7. Salvo quanto previsto al comma 4, ove il cittadino extracomunitario respinto non vi provveda autonomamente, le spese necessarie per il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto sono poste a carico del bilancio del Ministero dell'interno secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

   
   

Art. 41

 

Custodia del cittadino extracomunitario respinto alla frontiera. Procedimento giurisdizionale di convalida.

 
   

1. Il cittadino extracomunitario respinto alla frontiera deve essere posto sotto custodia e per il suo caso si dà luogo al procedimento giurisdizionale previsto dal presente articolo qualora:

 

a) il provvedimento di respingimento alla frontiera non sia, per qualsiasi motivo, effettivamente eseguibile entro le ventiquattro ore successive alla sua consegna;

 

b) il respingimento alla frontiera riguardi un cittadino extracomunitario per il quale, avendo egli richiesto asilo nel territorio dello Stato, sia stata ritenuta sussistente una delle cause ostative alla presentazione della domanda di asilo previste dall'articolo 141 della presente legge;

c) il cittadino straniero richieda di essere rinviato verso un Paese diverso da quello di appartenenza o di provenienza, affermando che nei predetti Stati saranno in pericolo la sua vita o la sua incolumita' o la sua liberta' personale, a causa di eventi bellici o di epidemie, ovvero a causa di persecuzione per motivi di razza, di sesso, di lingua, di cittadinanza, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali o sociali, ovvero potra' rischiare di essere rinviato verso uno Stato nel quale non sia protetto da analoghi pericoli.

b) il respingimento alla frontiera riguardi un cittadino extracomunitario per il quale, avendo richiesto asilo nel territorio dello Stato, sia stata ritenuta sussistente una delle cause ostative alla presentazione della domanda di asilo previste dall'articolo 141 della presente legge.

2. Nei casi indicati al comma 1 il dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera presso il quale e' stato effettuato il respingimento provvede tempestivamente a compiere, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, i seguenti atti:

 

a) dispone in via provvisoria, con provvedimento scritto e motivato immediatamente consegnato all'interessato, la custodia del cittadino extracomunitario respinto a cura delle forze di polizia presso strutture alloggiative, alberghi, centri di accoglienza o altre adeguate dimore prossime al valico di frontiera incluse, ove necessario, strutture ospedaliere;

 

b) comunica la notizia del provvedimento di respingimento e di quello di custodia provvisoria al Pretore competente per territorio e al competente Procuratore della Repubblica presso la Pretura circondariale ovvero, quando si tratti di minore di età, al Presidente del Tribunale per i minorenni e al Procuratore della Repubblica presso lo stesso;

 

c) nel caso di respingimento del richiedente asilo, comunica altresì la notizia al Presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo;

 

d) comunica identica notizia al difensore del cittadino extracomunitario, provvedendo eventualmente alla nomina d'ufficio del difensore.

 

3. La nomina d'ufficio del difensore e' effettuata nell'ambito degli elenchi e delle tabelle dei difensori d'ufficio del circondario, predisposti in virtù delle norme vigenti, e, ove del caso, integrati secondo le norme del regolamento di attuazione della presente legge, da rappresentanti di organizzazioni di tutela dei diritti dell'uomo o degli stranieri.

 

4. Se il cittadino extracomunitario respinto non comprende la lingua italiana si provvede, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, alla nomina di un interprete.

 

5. Ricevuta notizia dei predetti provvedimenti il giudice si reca immediatamente presso il luogo in cui e' custodito il cittadino extracomunitario respinto, ove, alla presenza dell'interprete e del difensore, informa il cittadino extracomunitario delle sue facoltà e dello svolgimento del procedimento successivo, acquisisce copia dei provvedimenti di respingimento e di custodia provvisoria e assume, d'ufficio o su richiesta del cittadino extracomunitario o del dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera, tutte le notizie e i documenti utili ad accertare le circostanze e le motivazioni del respingimento alla frontiera, la condizione personale del cittadino extracomunitario, la situazione del rispetto dei diritti umani nel Paese di origine o di provenienza del cittadino extracomunitario respinto e la eseguibilità del rimpatrio. Il Presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo può, d'ufficio o su richiesta del giudice, inviare nota informativa sulla situazione del rispetto dei diritti umani nel Paese di origine o di provenienza del cittadino extracomunitario respinto.

 

6. Durante il procedimento la funzione di pubblico ministero può essere delegata, ai sensi dell'articolo 72 del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, come sostituito dall'articolo 22 del decreto del Presidente della Repubblica 22 settembre 1988, n. 449, al dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera presso il quale è stato effettuato il respingimento.

 

7. Entro il termine perentorio di quarantotto ore successive alla comunicazione della avvenuta adozione dei provvedimenti effettuata dal dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera, il giudice, compiuti gli accertamenti indicati al comma 5, sentito personalmente il cittadino extracomunitario respinto e udite le conclusioni orali del pubblico ministero e del difensore, adotta con ordinanza uno dei seguenti provvedimenti:

 

a) convalida i provvedimenti di respingimento e di custodia e dispone la continuazione della custodia del cittadino extracomunitario respinto, qualora essi siano non manifestamente infondati e sia possibile eseguire il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto entro i quindici giorni successivi all'adozione dell'ordinanza;

 

b) convalida i provvedimenti di respingimento e di custodia provvisoria, ma ordina all'ufficio di polizia di frontiera di consentire immediatamente l'ingresso del cittadino extracomunitario respinto all'interno del territorio dello Stato, e al Questore della Provincia in cui è posto il valico di frontiera, di rilasciare un permesso di soggiorno per motivi di giustizia o per attesa di emigrazione in altro Stato o per cure mediche, qualora, per qualsiasi ragione, il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto non sia comunque eseguibile entro i quindici giorni successivi alla data di adozione dell'ordinanza. In tal caso il giudice può altresì disporre la sorveglianza speciale della pubblica sicurezza anche con l'obbligo di dimora a carico del cittadino extracomunitario respinto;

b) convalida i provvedimenti di respingimento e di custodia provvisoria, ma ordina all'ufficio di polizia di frontiera di consentire immediatamente l'ingresso del cittadino extracomunitario respinto all'interno del territorio dello Stato, e al Questore della Provincia in cui è posto il valico di frontiera, di rilasciare un permesso di soggiorno per motivi giudiziari o per attesa di emigrazione in altro Stato o per cure mediche, per qualsiasi ragione, il rimpatrio del cittadino extracomunitario respinto non sia comunque eseguibile entro i quindici giorni successivi alla data di adozione dell'ordinanza. In tal caso il giudice può altresì disporre la sorveglianza speciale della pubblica sicurezza anche con l'obbligo di dimora a carico del cittadino extracomunitario respinto;

c) annulla i provvedimenti di respingimento alla frontiera e di custodia provvisoria qualora essi appaiano basati su circostanze manifestamente infondate e ordina altresì all'ufficio di polizia di frontiera di consentire immediatamente il regolare ingresso del cittadino extracomunitario nel territorio dello Stato;

 

d) annulla i provvedimenti di respingimento alla frontiera e di custodia provvisoria, qualora risulti non sussistere alcuna delle cause ostative alla presentazione della domanda di asilo previste dall'articolo 141, e pertanto ordina all'ufficio di polizia di frontiera di ricevere immediatamente la domanda di asilo secondo le modalità previste dalla presente legge e di consentire successivamente al cittadino extracomunitario il regolare ingresso nel territorio dello Stato;

 

e) annulla il provvedimento di custodia provvisoria e dispone l'immediata remissione in libertà del cittadino extracomunitario nei casi in cui vi sia stato un errore di persona o un errore di nome ovvero manchi il provvedimento di respingimento alla frontiera;

f) convalida i provvedimenti di respingimento e di custodia provvisoria, ma ordina all'ufficio di polizia di frontiera di consentire immediatamente l'ingresso del cittadino extracomunitario respinto all'interno del territorio dello Stato, al fine di consentire la presentazione di una domanda di asilo ai sensi del Titolo IV della presente legge, qualora i motivi di pericolo per la vita, l'incolumita' o la liberta' del cittadino extracomunitario appaiano non manifestamente infondati e non sia possibile avviare il cittadino extracomunitario verso altro Stato nel quale possa godere di effettiva protezione.

e) annulla il provvedimento di custodia provvisoria e dispone l'immediata remissione in libertà del cittadino extracomunitario nei casi in cui vi sia stato un errore di persona o un errore di nome ovvero manchi il provvedimento di respingimento alla frontiera.

8. L'ordinanza deve essere scritta e motivata, deve indicare modi e termini per la sua impugnazione e deve avere allegata una traduzione in lingua conosciuta dal cittadino extracomunitario, o ove ciò non sia possibile, in una lingua a sua scelta, tra inglese, francese, spagnolo e arabo.

8. L'ordinanza deve essere scritta e motivata, deve indicare modi e termini per la sua impugnazione e deve avere allegata una traduzione in lingua conosciuta dal cittadino extracomunitario, o ove ciò non sia possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo.

9. L'ordinanza e immediatamente esecutiva.

 

10. Copia dell'ordinanza è immediatamente notificata al cittadino extracomunitario e all'ufficio di polizia di frontiera interessato, e deve essere altresì trasmessa nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente logge, al Procuratore della Repubblica presso la Pretura circondariale ovvero, se si tratti di minori, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.

 

11. Contro l'ordinanza del giudice il cittadino extracomunitario e il suo difensore possono proporre ricorso per cassazione nei termini e nei modi previsti dall'articolo 311 del codice di procedura penale. La presentazione del ricorso non ha effetti sospensivi.

 

12. Il cittadino extracomunitario respinto di cui e' disposta la custodia a cura delle forze di polizia ha l'obbligo di dimorare nel luogo indicatogli nel provvedimento del dirigente dell'ufficio di polizia di frontiera o, successivamente, del giudice, e ha comunque diritto di comunicare con i propri familiari, con il proprio difensore e con rappresentanti di enti od associazioni di difesa dei diritti dell'uomo o dello straniero, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

13. Nei predetti luoghi il cittadino extracomunitario respinto ha comunque diritto di ricevere vitto, alloggio e cure mediche urgenti, anche sulla base di convenzioni con enti pubblici e privati, secondo le norme previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

14. Salvo che il giudice adotti uno dei provvedimenti di cui alle lettere c), d), e), f), il cittadino extracomunitario respinto che, fuori dei casi previsti dalla legge, abbandona la dimora impostagli per fare ingresso nel territorio dello Stato, e punito con una pena da uno a tre anni di reclusione. E' sempre consentito l'arresto e il giudizio direttissimo. Al momento della scarcerazione successiva alla condanna il cittadino extracomunitario deve essere espulso con provvedimento emanato ai sensi dell'articolo 49 o dell'articolo 51, con accompagnamento immediato alla frontiera.

14. Il cittadino extracomunitario respinto che, fuori dei casi previsti dalla legge, abbandona la dimora impostagli per fare ingresso nel territorio dello Stato, e punito con una pena da uno a tre anni di reclusione. E' sempre consentito l'arresto e il giudizio direttissimo. Al momento della scarcerazione successiva alla condanna il cittadino extracomunitario deve essere espulso con provvedimento emanato ai sensi dell'articolo 49 o dell'articolo 51, con accompagnamento immediato alla frontiera.

15. Le disposizioni del presente articolo non precludono al cittadino extracomunitario respinto la possibilità di uno spontaneo rientro nel Paese di origine o di provenienza.

 

16. Tutti gli atti connessi al procedimento giurisdizionale previsto dal presente articolo sono esenti da ogni imposta e tributo.

 
   
   

Art. 42

 

Agevolazione di immigrazione clandestina. Propaganda ingannevole.

 
   

1. Chiunque, in Italia o all'estero, con mendaci asserzioni o con notizie false o esagerate, inducendo un cittadino extracomunitario ad emigrare in Italia o avviandolo a Paese diverso da quello nel quale voleva recarsi, si fa consegnare o promettere, per sé o per altri, denaro o altra utilità, come compenso per le informazioni promesse o fornite ovvero per l'avviamento all'emigrazione, e' punito con la reclusione da tre a sei anni e con la multa da lire venti milioni a lire cento milioni per ogni cittadino extracomunitario destinatario della propaganda ingannevole.

 

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie attività dirette a favorire l'ingresso di cittadini extracomunitari nel territorio dello Stato in violazione delle norme previste dalla presente legge a punito con la reclusione da uno a tre anni o con la multa da tre a dieci milioni di lire per ogni cittadino extracomunitario di cui e' stata favorita l'immigrazione illegale. Detta disposizione non si applica nei casi in cui e' previsto, ai sensi del comma 1 dell'articolo 49, che non si adotti il provvedimento di espulsione a carico del cittadino extracomunitario clandestino.

2. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque compie attività dirette a favorire l'ingresso di cittadini extracomunitari nel territorio dello Stato in violazione delle norme previste dalla presente legge a punito con la reclusione da uno a tre anni o con la multa da tre a dieci milioni di lire per ogni cittadino extracomunitario di cui e' stata favorita l'immigrazione illegale.

3. Se il fatto previsto al comma 2 e' commesso a fine di lucro ovvero da tre o più persone in concorso fra loro ovvero da un pubblico ufficiale ovvero comporta l'immigrazione di uno o più minori ovvero l'immigrazione di una o più persone da avviare al contrabbando, alla prostituzione o al traffico di sostanze illecite o di sostanze stupefacenti o psicotrope, è prevista la pena della reclusione da quattro a otto anni e della multa da lire venti milioni a lire cento milioni per ogni cittadino extracomunitario di cui e' stata favorita l'immigrazione illegale.

 

4. Nei casi indicati dai commi 1, 2 e 3 a sempre consentito l'arresto, anche fuori dei casi di flagranza, e il giudizio direttissimo anche fuori dei limiti previsti dalle leggi ordinarie.

 

5. L'autoveicolo, l'aeromobile o l'imbarcazione privati, non esercenti servizi regolari di linea, sui quali siano trasportati cittadini extracomunitari privi di passaporto ovvero muniti di passaporto o di visto scaduti, ovvero muniti di passaporto privo di visto se questo è obbligatorio, allo scopo di favorirne l'immigrazione illegale, sono immediatamente sequestrati e successivamente confiscati secondo le procedure previste dalle norme vigenti in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

5. L'autoveicolo, l'aeromobile o l'imbarcazione privati, non esercenti servizi regolari di linea, sui quali siano trasportati cittadini extracomunitari privi di passaporto ovvero muniti di passaporto o di visto scaduti, ovvero muniti di passaporto privo di visto se questo è obbligatorio, sono immediatamente sequestrati e successivamente confiscati secondo le procedure previste dalle norme vigenti in materia di misure di prevenzione patrimoniale.

6. L'inizio delle indagini preliminari per i delitti indicati ai commi 1, 2 e 3 deve essere tempestivamente comunicato dall'autorità giudiziaria alle Questure, al Ministero dell'interno, al Ministero degli affari esteri e al Dipartimento nazionale per l'immigrazione, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

7. Coloro che siano sottoposti ad indagini, imputati o condannati per i delitti indicati ai commi 1 e 2, e i familiari con essi conviventi non possono presentare domanda di autorizzazione al lavoro, anche stagionale, relativa a cittadini extracomunitari residenti all'estero e non possono più presentare garanzia, ai sensi dell'articolo 35 per l'ingresso di cittadini extracomunitari, salvi i casi di proscioglimento e di assoluzione. Le domande di autorizzazione al lavoro presentate e le garanzie fornite prima dell'inizio dell'indagine concernenti cittadini extracomunitari che ancora non hanno fatto ingresso nel territorio dello Stato sono da considerarsi sospese fino all'eventuale proscioglimento o assoluzione, e prive di effetto dopo eventuale sentenza di condanna passata in giudicato, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

7. Chiunque sia sottoposto ad indagini, imputato o condannato per i delitti indicati ai commi 1 e 2, e i membri della sua famiglia, non possono presentare domanda di autorizzazione al lavoro, anche stagionale, relativa a cittadini extracomunitari residenti all'estero e non possono più presentare garanzia, ai sensi dell'articolo 35 per l'ingresso di cittadini extracomunitari. Le domande di autorizzazione al lavoro presentate e le garanzie fornite prima dell'inizio dell'indagine concernenti cittadini extracomunitari che ancora non hanno fatto ingresso nel territorio dello Stato sono da considerarsi prive di effetto, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

8. Al momento dell'inizio dell'azione penale per i delitti previsti dai commi 1, 2 e 3 e fino alla sentenza definitiva, sono sospesi di diritto dalle loro funzioni, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, gli imputati che appartengono ad una delle seguenti categorie:

 

a) personale della Polizia di Stato, della Guardia di Finanza, della Polizia penitenziaria e dal Corpo forestale dello Stato;

 

b) appartenenti alla Forze Armate;

 

c) personale addetto, anche a titolo onorario, alle Rappresentanze diplomatiche o consolari italiane all'estero;

 

d) personale addetto agli uffici centrali o periferici delle Amministrazioni dello Stato;

 

e) Sindaci e assessori comunali;

 

f) personale delle Amministrazioni comunali.

 

9. In caso di condanna definitiva le persone indicate al comma 8 decadono di diritto dalle predette funzioni pubbliche.

 

10. Il condannato con sentenza definitiva per uno dei delitti previsti nei commi 1, 2 e 3 decade di diritto da ogni licenza, autorizzazione, concessione, iscrizione, abilitazione ed erogazione indicate nell'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575, commi 1, 2 e 5. Le licenze, le autorizzazioni e le concessioni sono ritirate e le iscrizioni cancellate su richiesta del pubblico ministero a cura delle autorità competenti, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

11. Il Tribunale per le misure di prevenzione, su domanda del pubblico ministero competente per le indagini presentata contestualmente all'inizio dell'azione penale, sospende con ordinanza l'esecuzione degli atti e dei contratti previsti dall'articolo 10 della legge 31 maggio 1965, n. 575.

 

12. Il cittadino extracomunitario che, pur titolare di carta di soggiorno, sia stato condannato con sentenza definitiva per uno dei delitti previsti dai commi 1, 2 e 3, scontata la pena deve essere espulso dal territorio dello Stato con accompagnamento immediato alla frontiera.

 

13. Ai fini della prevenzione e della repressione dei delitti previsti dai commi 1, 2 e 3, svolgono le azioni di loro competenza sia le forze di polizia, inclusa la polizia municipale, sia la Divisione investigativa antimafia e la Direzione nazionale antimafia, sia i Servizi di informazione di sicurezza. Il Dipartimento nazionale per l'immigrazione e la Direzione centrale per la polizia dell'immigrazione adottano idonee iniziative di collegamento e di coordinamento delle predette attività di prevenzione e di repressione.

 

((...))

14. Il Questore, su ordine dell'autorità giudiziaria procedente può rilasciare un permesso di soggiorno per motivi giudiziari al cittadino extracomunitario, anche se clandestino, il quale fornisca all'autorità giudiziaria o alla Polizia giudiziaria una collaborazione concreta nella raccolta di elementi di prova decisivi per l'individuazione o la cattura dei responsabili dei reati previsti dal presente articolo.

   
   

Art. 43

 

Dichiarazione di soggiorno.

 
   

1. Salve le diverse disposizioni della presente legge, il cittadino extracomunitario che intende soggiornare in Italia ha l'obbligo di presentare agli uffici della Questura della Provincia in cui si trova, entro otto giorni dalla data di ingresso nel territorio dello Stato, la dichiarazione di soggiorno con la quale egli domanda il rilascio del permesso di soggiorno.

1. Entro otto giorni dalla data di ingresso nel territorio dello Stato il cittadino extracomunitario che intende soggiornare in Italia ha l'obbligo di presentare agli uffici della Questura della Provincia in cui si trova la dichiarazione di soggiorno con la quale egli domanda il rilascio del permesso di soggiorno.

2. A tal fine il cittadino extracomunitario ha l'obbligo di esibire il passaporto o un documento equipollente di cui e' titolare e il visto, ove prescritto, e ha l'obbligo di presentare la documentazione prevista dalla presente legge e dal relativo regolamento di attuazione in relazione al tipo di permesso di soggiorno richiesto.

 

3. L'ufficio della Questura, accertata l'identità del dichiarante in base al suo documento di identificazione e la completezza della documentazione allegata, rilascia immediatamente al cittadino extracomunitario idonea ricevuta secondo le modalità indicate dal regolamento di attuazione della presente legge, comprovante l'avvenuta presentazione della dichiarazione di soggiorno e della richiesta dello specifico permesso di soggiorno, e può estrarre copia della documentazione presentata.

 

4. Il cittadino extracomunitario è autorizzato a soggiornare temporaneamente sul territorio dello Stato fino all'ottavo giorno successivo alla data del regolare ingresso e, in seguito alla presentazione della dichiarazione di soggiorno, fino alla consegna della risposta alla domanda di rilascio del permesso di soggiorno, attestata dalla ricevuta di cui al comma 3. In caso di diniego il cittadino extracomunitario ha l'obbligo di lasciare il territorio dello Stato entro le quarantotto ore successive alla consegna del provvedimento di diniego.

 

5. Per i cittadini extracomunitari minori di diciotto anni, ospitati in istituti di istruzione, la dichiarazione di soggiorno può essere presentata alla Questura competente da chi presiede gli istituti ovvero dei loro tutori, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge. Di tali adempimenti la Questura dà immediata comunicazione scritta al Tribunale per i minorenni competente per territorio ai fini dell'adozione dei provvedimenti di competenza.

 

6. Per i cittadini extracomunitari ricoverati in case o istituti di cura o detenuti in istituti penitenziari, ovvero ospitati in comunità civili o religiose, e impossibilitati a presentare di persona la dichiarazione di soggiorno, questa e' presentata da chi presiede le case, gli istituti o le comunità, per delega scritta dai cittadini extracomunitari medesimi, secondo le modalità indicate dal regolamento di attuazione della presente legge.

6. Per i cittadini extracomunitari ricoverati in case o istituti di cura o detenuti in istituti penitenziari, ovvero ospitati in comunità civili o religiose, la dichiarazione di soggiorno può essere presentata da chi presiede le case, gli istituti o le comunità, per delega scritta dai cittadini extracomunitari medesimi, secondo le modalità indicate dal regolamento di attuazione della presente legge.

7. In deroga alle disposizioni dei commi 1, 2, e 4, i cittadini extracomunitari muniti di un permesso di soggiorno, o di altro titolo equipollente, rilasciato dalle autorità di uno Stato straniero sulla base dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione ratificata con legge 30 settembre 1993, n. 388, devono presentare la dichiarazione di soggiorno al Questore della Provincia in cui si trovano entro otto giorni a decorrere dell'ingresso nel territorio dello Stato. Qualora la dichiarazione di soggiorno sia presentata tra il nono e il trentesimo giorno successivi alla data di ingresso si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire cinquecentomila. Qualora la dichiarazione non sia presentata o sia presentata oltre il trentesimo giorno, il Questore procede all'applicazione delle disposizioni dell'articolo 49 relative all'espulsione per soggiorno illegale.

7. In deroga alle disposizioni dei commi 1, 2, e 4, i cittadini extracomunitari muniti di un permesso di soggiorno, o di altro titolo equipollente, rilasciato dalle autorità di uno Stato straniero sulla base dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione ratificata con legge 30 settembre 1993, n. 388, devono presentare la dichiarazione di soggiorno al Questore della Provincia in cui si trovano entro otto giorni a decorrere dell'ingresso nel territorio dello Stato. Qualora la dichiarazione di soggiorno sia presentata tra il nono e il trentesimo giorno successivi alla data di ingresso si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da lire duecentomila a lire cinquecentomila. Qualora la dichiarazione non sia presentata o sia presentata oltre il trentesimo giorno, il Questore procede all'emanazione del decreto di espulsione per soggiorno illegale.

   
   

Art. 44

 

Disciplina comune dei permessi di soggiorno.

 
   

1. Il permesso di soggiorno è rilasciato al cittadino extracomunitario dal Questore della Provincia al quale aveva presentato la dichiarazione di soggiorno.

 

2. Il permesso di soggiorno è rilasciato per specifici motivi di soggiorno e per un periodo determinato, secondo le norme della presente legge e del relativo regolamento di attuazione.

 

3. Il permesso di soggiorno può essere rinnovato dal Questore della Provincia in cui il cittadino extracomunitario dimora, su richiesta dell'interessato, nei casi e nei modi previsti dalla presente legge e dal relativo regolamento di attuazione.

 

4. Salvo che ciò sia espressamente escluso dalla legge, il permesso di soggiorno rilasciato per un determinato motivo di soggiorno può essere convertito, su richiesta dell'interessato, in un permesso rilasciato per un motivo differente, qualora sia in possesso dei relativi requisiti previsti dalla legge.

 

5. La domanda di rinnovo o di conversione del permesso di soggiorno deve essere presentata agli uffici della Questura della Provincia in cui il cittadino extracomunitario dimora, non oltre i trenta giorni successivi la data di scadenza del permesso di soggiorno.

 

6. Il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro otto giorni dalla data in cui è stata presentata la dichiarazione di soggiorno o la domanda di rinnovo o di conversione, se sussistono i requisiti e le condizioni previsti dalla legge per il permesso di soggiorno richiesto.

 

7. Il permesso di soggiorno può essere rifiutato o non rinnovato o non convertito se non sono soddisfatti le condizioni e i presupposti previsti dalla legge, e comunque se l'interessato, nei casi previsti dalla legge, non dimostra la sufficienza e la liceità dei mezzi economici di cui dispone in Italia o se vi ostano concrete ed attuali ragioni attinenti alla sicurezza dello Stato e all'ordine pubblico. Qualora il permesso di soggiorno sia rifiutato perche' le condizioni e i presupposti previsti dalla legge non sono soddisfatti in relazione al particolare titolo del permesso richiesto, il cittadino extracomunitario ha facolta' di presentare una seconda domanda per il rilascio di un permesso di soggiorno ad altro titolo.

7. Il permesso di soggiorno può essere rifiutato o non rinnovato o non convertito se non sono soddisfatti le condizioni e i presupposti previsti dalla legge, e comunque se l'interessato, nei casi previsti dalla legge, non dimostra la sufficienza e la liceità dei mezzi economici di cui dispone in Italia o se vi ostano concrete ed attuali ragioni attinenti alla sicurezza dello Stato e all'ordine pubblico.

8. Il permesso di soggiorno può essere revocato alle condizioni previste dalla presente legge o se subentrano concrete ed attuali ragioni attinenti alla sicurezza dello Stato e all'ordine pubblico.

 

9. Il permesso di soggiorno può essere annullato se la documentazione prodotta al momento della domanda di rilascio, rinnovo o conversione del permesso di soggiorno risulta successivamente falsa o contraffatta.

 

10. La revoca, il rifiuto del rilascio, il diniego di rinnovo, il diniego di conversione e l'annullamento del permesso di soggiorno sono disposti con provvedimento scritto e motivato del Questore della Provincia che ha rilasciato il permesso di soggiorno o al quale era stata presentata la dichiarazione di soggiorno o la domanda di rinnovo o di conversione ovvero dal Questore della Provincia in cui il cittadino extracomunitario dimora. Il provvedimento deve essere notificato o comunicato all'interessato e deve riportare le modalità di impugnazione, secondo quanto previsto dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

11. Contro la revoca, il rifiuto, il diniego di rinnovo, il diniego di conversione e l'annullamento del permesso di soggiorno e' ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del luogo del domicilio eletto dall'interessato.

 

12. Il permesso di soggiorno reca le indicazioni previste dal modello uniforme disciplinato dal regolamento di attuazione della presente legge, deve essere munito di fotografia del cittadino extracomunitario, deve fare espressa menzione del motivo di soggiorno, della data di scadenza, del luogo di dimora del titolare e deve essere tale da prevenire eventuali falsificazioni. Il cittadino extracomunitario che trasferisca la propria dimora in una diversa Provincia, e' tenuto a darne comunicazione, entro trenta giorni dall'avvenuto trasferimento, al Questore della Provincia in cui ha fissato la nuova dimora, il quale provvede ad annotare il trasferimento sul permesso di soggiorno. Dette disposizioni non si applicano al cittadino extracomunitario residente.

12. Il permesso di soggiorno reca le indicazioni previste dal modello uniforme disciplinato dal regolamento di attuazione della presente legge, deve essere munito di fotografia del cittadino extracomunitario, deve fare espressa menzione del motivo di soggiorno e della data di scadenza e deve essere tale da prevenire eventuali falsificazioni.

13. Il Questore da immediata comunicazione al centro elaborazione dati del Ministero dell'interno, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, di ogni rilascio, rinnovo, conversione, revoca, annullamento, diniego di rinnovo, di rilascio e di conversione del permesso di soggiorno.

 

14. Quando il cittadino extracomunitario non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili nel territorio di uno degli Stati contraenti dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione, il permesso di soggiorno e' rilasciato con validita' limitata al territorio nazionale. Di tale limitazione e' recata indicazione sul permesso di soggiorno.

14. Il diniego del permesso di soggiorno può essere altresì adottato, sulla base dell'Accordo di Schengen del 1 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione, quando il cittadino extracomunitario non soddisfi le condizioni di soggiorno applicabili nel territorio di uno degli Stati contraenti, salvo che ricorrano seri motivi in particolare di carattere umanitario. Il ricorso giurisdizionale presentato contro il provvedimento di diniego previsto dal presente comma è esteso al merito e qualora sia proposta e notificata, entro quindici giorni dalla conoscenza del provvedimento, la domanda incidentale di sospensione, l'esecuzione del provvedimento resta sospesa fino alla decisione definitiva sulla domanda cautelare.

15. Quando il cittadino extracomunitario non soddisfi piu' le condizioni di soggiorno applicabili nel territorio di uno degli Stati contraenti dell'Accordo di Schengen del 14 giugno 1985 e della relativa Convenzione di applicazione, il permesso di soggiorno e' da considerarsi valido limitatamente al territorio nazionale. Di tale limitazione e' apposta indicazione sul permesso di soggiorno.

15. Quando il cittadino extracomunitario non soddisfi più le condizioni di soggiorno applicabili nel territorio di uno degli Stati contraenti dell'Accordo di Schengen, il permesso di soggiorno può essergli revocato, salvo che ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario. In tal caso il provvedimento di revoca diviene esecutivo soltanto dopo l'esaurimento dei ricorsi giurisdizionali eventualmente esperiti contro il provvedimento stesso.

((...))

16. L'esecuzione dei provvedimenti di diniego o di revoca del permesso di soggiorno disposti ai sensi dei commi 14 e 15 avviene mediante immediato accompagnamento coattivo alla frontiera, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge.

17. Per i ricorsi giurisdizionali previsti dal presente articolo il tribunale amministrativo regionale e il Consiglio di Stato, provvedono al deposito della decisione entro il termine, rispettivamente di quindici e di trenta giorni dalla data di presentazione del ricorso. La presentazione della istanza cautelare di sospensione sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato fino alla decisione definitiva sull'istanza. Al cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno e' rilasciato, previa dimostrazione dell'avvenuta presentazione dell'istanza cautelare, un permesso di soggiorno per motivi di giustizia valido fino alla decisione definitiva sull'istanza.

17. Per i ricorsi giurisdizionali previsti dal presente articolo il tribunale amministrativo regionale e il Consiglio di Stato, provvedono al deposito della decisione entro il termine, rispettivamente di quindici e di trenta giorni dalla data di presentazione del ricorso. La presentazione della istanza cautelare di sospensione sospende l'esecuzione del provvedimento impugnato fino alla decisione definitiva sull'istanza.

18. In caso di annullamento dell'atto impugnato il giudice, su richiesta del cittadino extracomunitario interessato, ordina al Questore il rilascio o il rinnovo o la conversione del permesso di soggiorno cui il cittadino extracomunitario abbia titolo.

18. In caso di annullamento dell'atto impugnato il giudice può, a richiesta del cittadino extracomunitario interessato, ordinare al Questore il rilascio o il rinnovo o la conversione del permesso di soggiorno cui il cittadino extracomunitario abbia titolo.

19. Qualora il giudice sospenda l'esecuzione dell'atto impugnato il cittadino extracomunitario, previa esibizione di copia dell'ordinanza di sospensione, ottiene il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia valido fino al passaggio in giudicato della decisione definitiva sul merito del ricorso.

20. In deroga alle disposizioni del presente articolo, il permesso di soggiorno e' rilasciato, su richiesta, anche al cittadino extracomunitario irregolarmente soggiornante o clandestino, nei casi e nei modi previsti dalla presente legge.

19. Qualora il giudice sospenda l'esecuzione dell'atto impugnato il cittadino extracomunitario, previa esibizione di copia dell'ordinanza di sospensione, ottiene il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi giudiziari valido fino al passaggio in giudicato della decisione definitiva sul merito del ricorso.

   
   

Art. 45

 

Carta di soggiorno.

 
   

1. Al cittadino extracomunitario può essere riconosciuto un diritto di soggiorno permanente nel territorio dello Stato mediante il rilascio di una carta di soggiorno, valida in tutto il territorio italiano.

 

2. Il cittadino extracomunitario titolare di una carta di soggiorno in corso di validità:

 

a) ha diritto di svolgere in Italia qualsiasi attività, di compiere atti e di accedere a qualsiasi prestazione erogata dalla pubblica amministrazione, anche in mancanza della sussistenza della condizione di reciprocità, con esclusione di attività o prestazioni che la legge espressamente vieti allo straniero o riservi al cittadino italiano;

 

((...))

b) ha diritto di elettorato attivo a livello comunale e circoscrizionale nei casi previsti dalla legge;

((...))

c) può fare ingresso nel territorio dello Stato in esenzione dal visto del reingresso;

d) può essere allontanato dal territorio dello Stato soltanto in caso di estradizione e in caso di espulsione disposta per motivi di ordine pubblico o di sicurezza dello Stato.

 

3. La carta di soggiorno non può essere revocata prima della data di scadenza, salvi i casi di estradizione, di espulsione e di cessazione dello status di rifugiato.

 

4. La carta di soggiorno ha la durata di cinque anni ed è rinnovabile alla scadenza se sono soddisfatte le condizioni previste dal presente articolo. Nei casi in cui il cittadino extracomunitario al quale e' rilasciata la carta di soggiorno sia titolare di un permesso di soggiorno avente durata illimitata, anche la carta di soggiorno ha durata illimitata.

4. La carta di soggiorno ha la durata di cinque anni ed è rinnovabile alla scadenza se permangono i requisiti e le condizioni previste dai commi 5 e 6 del presente articolo.

5. Può ottenere il rilascio di una carta di soggiorno il cittadino extracomunitario che possiede uno dei seguenti requisiti:

 

a) cittadino extracomunitario residente in Italia e titolare di permesso di soggiorno per lavoro subordinato o per lavoro autonomo, il quale dimostri di avere in corso un regolare rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e a tempo pieno ovvero di svolgere una regolare attività non occasionale di lavoro autonomo, e dimostri altresì di aver svolto, per un periodo complessivo di almeno cinque anni, regolari rapporti di lavoro subordinato, anche a tempo parziale e a tempo determinato, ovvero attività regolari di lavoro autonomo, per i quali lo straniero abbia adempiuto agli obblighi contributivi, fiscali ed amministrativi previsti dalla legge;

 

b) cittadino extracomunitario residente in Italia e coniuge di cittadino italiano o comunitario regolarmente soggiornante in Italia, e convivente con esso, in assenza di separazione legale;

 

c) cittadino extracomunitario residente in Italia e coniuge di altro cittadino extracomunitario titolare di carta di soggiorno, regolarmente ricongiuntosi e convivente con esso, in assenza di separazione legale;

 

d) figlio minore di eta' superiore a 14 anni, residente in Italia, regolarmente ricongiuntosi e convivente con genitore cittadino italiano o titolare di carta di soggiorno;

d) figlio di età non superiore a 14 anni, residente in Italia, regolarmente ricongiuntosi e convivente con genitore titolare di carta di soggiorno;

e) minore cittadino extracomunitario nato e residente in Italia, figlio di genitore straniero titolare di carta di soggiorno;

 

f) cittadino extracomunitario, regolarmente residente in Italia, genitore di un figlio minore di età residente in Italia e cittadino italiano o comunitario, sul quale eserciti la potestà e con il quale conviva;

f) cittadino extracomunitario, regolarmente residente in Italia, genitore di un figlio minore di età residente in Italia e cittadino italiano, sul quale eserciti la potestà e con il quale conviva;

g) cittadino extracomunitario, regolarmente residente in Italia, che sia tutore o affidatario, secondo la legge italiana, di minore italiano o comunitario, residente in Italia con il quale conviva;

 

h) cittadino extracomunitario regolarmente residente in Italia al quale sia corrisposto in Italia un trattamento per pensionamento anticipato o una rendita di inabilità permanente derivante da malattie professionali o da infortuni sul lavoro, di importo non inferiore al trattamento minimo di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria, ovvero una pensione di vecchiaia, di anzianità o di reversibilità ((...));

h) cittadino extracomunitario regolarmente residente in Italia al quale sia corrisposto in Italia un trattamento per pensionamento anticipato o una rendita di inabilità permanente derivante da malattie professionali o da infortuni sul lavoro ovvero una pensione di vecchiaia, di anzianità o di reversibilità, a condizione che il trattamento, la rendita o la pensione siano di importo non inferiore al trattamento minimo di pensione previsto dal regime italiano di assicurazione generale obbligatoria;

i) cittadino extracomunitario, regolarmente soggiornante in Italia, che abbia ottenuto lo status di rifugiato.

 

6. Il cittadino extracomunitario in possesso di uno dei requisiti indicati nelle lettere da a) a h) del comma 5 può ottenere il rilascio ((...)) della carta di soggiorno a condizione che dimostri di non avere pendenti procedimenti penali a proprio carico, né di avere riportato condanne per i reati indicati nell'articolo 275, comma 3 del codice di procedura penale, per i reati previsti e puniti dalla presente legge e per i reati contro il patrimonio e contro la libertà sessuale previsti e puniti dal codice penale. Il cittadino extracomunitario titolare di carta di soggiorno puo' ottenere il rinnovo della carta di soggiorno a condizione che dimostri di non avere procedimenti penali pendenti e di non aver riportato condanne per detti reati.

6. Il cittadino extracomunitario in possesso di uno dei requisiti indicati nelle lettere da a) a h) del comma 5 può ottenere il rilascio o il rinnovo della carta di soggiorno a condizione che dimostri di non avere pendenti procedimenti penali a proprio carico, né di avere riportato condanne per i reati indicati nell'articolo 275, comma 3 del codice di procedura penale, per i reati previsti e puniti dalla presente legge e per i reati contro il patrimonio e contro la libertà sessuale previsti e puniti dal codice penale.

7. Ai fini del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno il cittadino extracomunitario deve presentare una domanda al Questore della Provincia in cui dimora, esibendo il proprio passaporto o documento di viaggio in corso di validità e producendo idonea documentazione e certificazione, specificate dal regolamento di attuazione della presente legge, che dimostrino la sussistenza delle condizioni previste dal presente articolo.

7. Ai fini del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno il cittadino extracomunitario deve presentare una domanda al Questore della Provincia in cui dimora, esibendo il proprio passaporto o documento di viaggio in corso di validità e producendo idonea documentazione e certificazione, specificate dal regolamento di attuazione della presente legge, che dimostrino la sussistenza di uno dei requisiti indicati al comma 5, nonché delle condizioni previste dal comma 6.

8. La domanda di rilascio della carta di soggiorno può essere presentata in qualsiasi momento durante il periodo di validità del permesso di soggiorno e comunque non oltre i trenta giorni successivi alla data della scadenza di questo.

8. La domanda di rilascio della carta di soggiorno può essere presentata in qualsiasi momento durante il periodo di validità del permesso di soggiorno e comunque non oltre i trenta giorni precedenti la data della scadenza di questo.

9. La domanda di rinnovo della carta di soggiorno deve essere presentata non oltre i trenta giorni successivi la scadenza di questa. Di tale termine è fatta espressa menzione nel modello della carta di soggiorno.

 

10. Al richiedente e rilasciata idonea ricevuta della domanda di rilascio o di rinnovo della carta di soggiorno, secondo un modello specificato dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

11. Se è verificata le regolarità dei documenti allegati alla domanda e la sussistenza delle condizioni previste dal presente articolo il Questore rilascia o rinnova la carta di soggiorno entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda, completa di tutta la documentazione prevista dal regolamento di attuazione della presente legge.

11. Se è verificata le regolarità dei documenti allegati alla domanda e la sussistenza dei presupposti previsti dai commi 5 e 6 il Questore rilascia o rinnova la carta di soggiorno entro il termine di trenta giorni dalla presentazione della domanda, completa di tutta la documentazione prevista dal regolamento di attuazione della presente legge.

12. La carta di soggiorno è rilasciata, secondo un modello uniforme previsto dal regolamento di attuazione della presente legge in modo che siano evitate eventuali falsificazioni, deve essere munita di fotografia recente e deve recare espressa menzione del requisito previsto dal comma 5, in base al quale è rilasciato, della data di scadenza, del luogo di dimora del titolare e dei diritti di cui gode il titolare indicati al comma 2. Il cittadino extracomunitario titolare di carta di soggiorno che trasferisca la propria dimora in una diversa Provincia, e' tenuto a darne comunicazione, entro trenta giorni dall'avvenuto trasferimento, al Questore della Provincia in cui ha fissato la nuova dimora, il quale provvede ad annotare il trasferimento sulla carta di soggiorno. Dette disposizioni non si applicano al cittadino extracomunitario residente.

12. La carta di soggiorno è rilasciata, secondo un modello uniforme previsto dal regolamento di attuazione della presente legge in modo che siano evitate eventuali falsificazioni, deve essere munita di fotografia recente e deve recare espressa menzione del requisito previsto dal comma 5, in base al quale è rilasciato, della data di scadenza e dei diritti di cui gode il titolare indicati al comma 2.

13. La carta di soggiorno e' rinnovata con durata illimitata.

13. Il rinnovo della carta di soggiorno può avvenire in base ad un motivo diverso da quello per il quale la carta in scadenza era stata rilasciata o rinnovata.

14. In caso di rifiuto del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno il cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante rimane titolare del permesso di soggiorno di cui egli era in possesso al momento della presentazione della domanda di rilascio ovvero ottiene, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per il quale egli possieda i requisiti e soddisfi le condizioni previste dalla legge.

 

15. La revoca, l'annullamento, il rifiuto del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno sono comunicati dal Questore al cittadino extracomunitario con provvedimento scritto e motivato, tradotto in lingua a lui comprensibile o, ove ciò non sia possibile, in una lingua a sua scelta, tra inglese, francese, spagnolo e arabo, contenente l'indicazione delle modalità e dei termini di impugnazione.

15. La revoca, l'annullamento, il rifiuto del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno sono comunicati dal Questore al cittadino extracomunitario con provvedimento scritto e motivato, tradotto in lingua a lui comprensibile o, ove ciò non sia possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo, contenente l'indicazione delle modalità e dei termini di impugnazione.

16. Contro la revoca, l'annullamento, il rifiuto del rilascio o del rinnovo della carta di soggiorno è ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del luogo del domicilio eletto dal cittadino extracomunitario interessato.

 

17. Il ricorso giurisdizionale di cui al comma 16 si estende al merito e, qualora sia proposta e notificata, entro quindici giorni dalla data della conoscenza del provvedimento impugnato, la domanda incidentale di sospensione, l'esecuzione del provvedimento resta sospesa fino alla definitiva decisione sulla domanda cautelare. La sospensione della esecuzione dell'atto impugnato dal cittadino extracomunitario sprovvisto di altro permesso consente il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

17. Il ricorso giurisdizionale di cui al comma 16 si estende al merito e, qualora sia proposta e notificata, entro quindici giorni dalla data della conoscenza del provvedimento impugnato, la domanda incidentale di sospensione, l'esecuzione del provvedimento resta sospesa fino alla definitiva decisione sulla domanda cautelare. La sospensione della esecuzione dell'atto impugnato dal cittadino extracomunitario sprovvisto di altro permesso consente il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi giudiziari.

18. Per i ricorsi giurisdizionali previsti dal presente articolo il tribunale amministrativo regionale e, in appello, il Consiglio di Stato, provvedono al deposito della decisione entro il termine, rispettivamente di quindici e di trenta giorni dalla data di presentazione del ricorso.

 

19. In caso di annullamento dell'atto impugnato il giudice, su richiesta del cittadino extracomunitario interessato, ordina al Questore il rilascio o il rinnovo della carta di soggiorno a cui il cittadino extracomunitario abbia titolo.

19. In caso di annullamento dell'atto impugnato il giudice può, a richiesta del cittadino extracomunitario, ordinare al Questore il rilascio o il rinnovo della carta di soggiorno a cui il cittadino extracomunitario abbia titolo.

20. La domanda di rilascio o di rinnovo della carta di soggiorno può essere ripresentata in qualsiasi momento. Nel caso che, ai sensi del comma 6, il rinnovo della carta sia stato rifiutato per l'esistenza di un procedimento penale pendente e che detto procedimento si concluda con l'assoluzione o il proscioglimento del cittadino straniero, l'interessato ha diritto, ove siano trascorsi i termini per il rinnovo della carta di soggiorno, al rilascio di una carta di soggiorno di durata illimitata.

20. La domanda di rilascio della carta di rinnovo può essere ripresentata in qualsiasi momento.

21. Salvo che vi ostino gravi ragioni di carattere umanitario, la carta di soggiorno può essere annullata dal Questore successivamente al suo rilascio o al suo rinnovo qualora la documentazione prodotta al momento della presentazione della domanda risulti falsa o contraffatta. In tal caso l'annullamento e disposto con provvedimento scritto e motivato adottato dal Questore della Provincia in cui lo stesso cittadino extracomunitario dimora o in cui fu rilasciata la carta di soggiorno. Il provvedimento deve indicare modalità e termini di impugnazione; ad esso e' allegata la traduzione in lingua a lui comprensibile o ove ciò non sia possibile, in una lingua a sua scelta, tra inglese, francese, spagnolo e arabo. Salve le conseguenze penali e amministrative della falsificazione o della contraffazione dei documenti prodotti, il cittadino extracomunitario rimane titolare del permesso di soggiorno di cui egli era in possesso al momento della presentazione della domanda di rilascio ovvero ottiene, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno per il quale egli possieda i requisiti e soddisfi le condizioni previste dalla legge.

21. La carta di soggiorno può essere annullata dal Questore successivamente al suo rilascio o al suo rinnovo qualora la documentazione prodotta al momento della presentazione della domanda risulti falsa e contraffatta. In tal caso l'annullamento e disposto con provvedimento scritto e motivato adottato dal Questore della Provincia in cui lo stesso cittadino extracomunitario dimora o in cui fu rilasciata la carta di soggiorno. Il provvedimento deve indicare modalità e termini di impugnazione; ad esso e' allegata la traduzione in lingua a lui comprensibile o ove ciò non sia possibile, in inglese, francese, spagnolo o arabo.

22. Il Questore, nei modi previsti dal regolamento di attuazione della presente legge, comunica al centro elaborazioni dati del Ministero dell'interno ogni rilascio, rinnovo, revoca, annullamento o rifiuto di rilascio o di rinnovo della carta di soggiorno.

 
   
   

Art. 46

 

Condizione giuridica dei minori extracomunitari.

 
   

1. I figli minori dei cittadini extracomunitari con questi regolarmente soggiornanti e conviventi nel territorio dello Stato sono iscritti sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno dei genitori soggiornanti in Italia fino al compimento del quattordicesimo anno di età.

1. I figli minori dei cittadini extracomunitari con questi regolarmente soggiornanti e conviventi nel territorio dello Stato sono iscritti sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno di uno o di entrambi i genitori fino al compimento del quattordicesimo anno di età.

2. L'iscrizione del nome del minore extracomunitario sul permesso o sulla carta di soggiorno del genitore equivale, per tutti i fini previsti dalla legge, rispettivamente al possesso di un valido permesso di soggiorno o di una carta di soggiorno.

 

3. La condizione giuridica del minore cittadino extracomunitario iscritto sul permesso o sulla carta di soggiorno del genitore segue la piu' favorevole tra le condizioni giuridiche dei genitori con i quali convive, ai fini dei provvedimenti concernenti il soggiorno e l'espulsione dei cittadini extracomunitari.

3. La condizione giuridica del minore cittadino extracomunitario iscritto sul permesso o sulla carta di soggiorno del genitore segue la condizione giuridica del genitore, con il quale convive, ai fini dei provvedimenti concernenti il soggiorno e l'espulsione dei cittadini extracomunitari.

4. La domanda di iscrizione deve essere presentata dal genitore al Questore della Provincia in cui dimora entro otto giorni dalla data di regolare ingresso nel territorio dello Stato, ovvero entro trenta giorni dalla nascita.

4. La domanda di iscrizione deve essere presentata dal genitore al Questore della Provincia in cui dimora entro otto giorni dalla nascita o dalla data di regolare ingresso nel territorio dello Stato.

5. La domanda deve essere corredata dal certificato di stato di famiglia e dal certificato di nascita ovvero da altra documentazione che dimostri la paternità o la maternità. Al momento della presentazione della domanda d'iscrizione l'interessato deve esibire il proprio passaporto o documento equipollente e, ove ne sia in possesso, quello del figlio, nonché il permesso o la carta di soggiorno validi di cui sia in possesso.

5. La domanda deve essere corredata dal certificato di stato di famiglia e dal certificato di nascita ovvero da ogni altra documentazione indicata dal regolamento di attuazione della presente legge al fine di dimostrare la paternità o la maternità. Al momento della presentazione della domanda d'iscrizione l'interessato deve esibire il proprio passaporto e, ove ne sia in possesso, quello del figlio, nonché il permesso o la carta di soggiorno validi di cui sia in possesso.

6. Dell'avvenuta iscrizione sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno il Questore dà immediata comunicazione al centro elaborazione dati del Ministero dell'interno e al competente Tribunale per i minorenni, secondo le modalità indicate dal regolamento di attuazione della presente legge.

 

7. Al compimento del quattordicesimo anno di età al minore cittadino extracomunitario e' rilasciato un autonomo permesso di soggiorno o un'autonoma carta di soggiorno. La domanda può essere presentata al Questore della provincia in cui il minore dimora dal genitore o dal minore stesso, allegando la documentazione precisata nel regolamento di attuazione della presente legge.

 

8. Al minore cittadino extracomunitario in stato di abbandono o comunque non convivente in Italia con genitore cittadino extracomunitario è rilasciato un autonomo permesso di soggiorno, su domanda di chi ne esercita legalmente la tutela o l'affidamento. In ogni caso si osservano i provvedimenti eventualmente adottati dal competente Tribunale per i minorenni nell'interesse del minore e dell'unità familiare.

 

9. L'iscrizione del minore sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno e' effettuata dagli uffici della Questura immediatamente dopo la presentazione della domanda e comunque entro otto giorni.

 

10. Ai fini dell'iscrizione di minori cittadini extracomunitari sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno dei genitori, ovvero del rilascio o del rinnovo, a detti minori, del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno, il diniego dell'iscrizione o del rilascio puo' essere adottato, su richiesta del Questore, qualora non sussistano i requisiti previsti dalla presente legge o sussista obiettiva incertezza sulla paternita' o sulla maternita' del richiedente, solo dal competente Tribunale per i minorenni e deve essere comunicato al richiedente con provvedimento scritto e motivato, indicante anche i termini e le modalita' di impugnazione. Il Tribunale per i minorenni rigetta la richiesta di diniego qualora non siano soddisfatti i requisiti di legge per l'adozione del provvedimento ovvero qualora siano ritenuti prevalenti gli interessi alla tutela del minore, anche in relazione all'eventuale impossibilita' di affidare il minore a persona adulta e responsabile nel Paese di origine o di provenienza. In questo caso il Tribunale per i minorenni ordina al Questore di procedere all'iscrizione del minore sul permesso di soggiorno o sulla carta di soggiorno dei genitori, ovvero al rilascio o al rinnovo del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno al minore.

10. Il diniego d'iscrizione del minore ovvero il diniego di rilascio del permesso di soggiorno o di carta di soggiorno al minore cittadino extracomunitario deve essere adottato qualora non sussistano i presupposti previsti dalla presente legge o sussista obiettiva incertezza sulla paternità o sulla maternità del richiedente. Il diniego è comunicato al richiedente con provvedimento scritto e motivato adottato dal Questore, indicante anche i termini e le modalità di impugnazione, ed è altresì immediatamente comunicato al competente Tribunale per i minorenni.

11. Contro il diniego di iscrizione del minore e contro il diniego di rilascio o di rinnovo del permesso di soggiorno o di carta di soggiorno al minore cittadino extracomunitario e' ammesso ricorso per Cassazione. Il ricorso ha effetto sopensivo immediato.

11. Contro il diniego di iscrizione del minore e contro il diniego di rilascio del permesso di soggiorno o di carta di soggiorno al minore cittadino extracomunitario e' ammesso ricorso al tribunale amministrativo regionale del luogo del domicilio eletto dal genitore dell'interessato e, in mancanza, di colui che esercita la tutela o l'affidamento sul minore.

12. In tutti i casi in cui in base alla presente legge debba essere disposta l'espulsione del minore cittadino extracomunitario il provvedimento può essere adottato, su richiesta del Questore, soltanto dal Tribunale per i minorenni con ordinanza in camera di consiglio, sentito il minore.

 

13. Il Tribunale per i minorenni ordina l'espulsione dal territorio dello Stato del cittadino extracomunitario minore di età soltanto se sono verificati i presupposti e le condizioni previste dalla legge per l'adozione del provvedimento di espulsione richiesto e se il minore possa essere effettivamente accompagnato e riaffidato a persona adulta responsabile nel Paese verso il quale e' rinviato. In caso contrario il Tribunale per i minorenni ordina al Questore di rilasciare al minore un permesso di soggiorno o una carta di soggiorno per i motivi ritenuti appropriati. Contro il provvedimento di espulsione e' ammesso ricorso per Cassazione. Il ricorso ha effetto sopensivo immediato e al minore e' rilasciato dal Questore un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Fino alla decisione del Tribunale per i minorenni e, in caso di ricorso, fino alla sentenza della Cassazione, resta sospeso anche l'eventuale provvedimento di espulsione a carico dei genitori del minore o di chi esercita la tutela o l'affidamento sul minore. In questo caso, il Questore rilascia ai genitori o a chi esercita la tutela o l'affidamento sul minore un permesso di soggiorno per motivi di giustizia.

13. Il Tribunale per i minorenni ordina l'espulsione dal territorio dello Stato del cittadino extracomunitario minore di età soltanto se sono verificati i presupposti e le condizioni previste dalla legge per l'adozione del provvedimento di espulsione richiesto e se il minore possa essere effettivamente accompagnato e riaffidato a persona adulta responsabile nel Paese verso il quale e' rinviato.

14. Il Tribunale per i minorenni rigetta la richiesta di espulsione e ordina al Questore il rilascio di un permesso di soggiorno al minore, oltre che nei casi in cui non sia possibile soddisfare la condizione prevista nel comma 13 e nei casi in cui vi ostino altri motivi previsti dalla legge, in tutti i casi i cui gli interessi alla tutela della unità familiare o al completamento dell'istruzione o delle cure mediche del minore che si trova in Italia siano ritenuti prevalenti.

 

15. Il regolamento di attuazione della presente legge è autorizzato a rideterminare le competenze e le procedure in materia di provvedimenti e di assistenza nei confronti dei minori extracomunitari in stato di abbandono attribuite ai diversi organi amministrativi e giurisdizionali, osservando i principi generali dell'ordinamento e le norme delle convenzioni internazionali vigenti.

 

16. Sono considerati minori coloro che non hanno raggiunto la maggiore età ai sensi della legge italiana.