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Combating illegal immigration and trafficking in human beings: Commission's proposal for a residence permit for victims who cooperate with the authorities reminds the Member States that the phenomenon cannot be tackled at national level alone


DN: IP/02/224     Date: 12/02/2002

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IP/02/224

Bruxelles, 12 febbraio 2002

Lotta contro l'immigrazione illegale e la tratta di esseri umani: la Commissione, proponendo una carta di soggiorno per le vittime disposte a cooperare, rammenta agli Stati membri che il problema pu┌ essere affrontato unicamente a livello nazionale

La Commissione europea ha approvato una proposta di direttiva del Consiglio che prevede il rilascio di una carta di soggiorno alle vittime del favoreggiamento all'immigrazione illegale o della tratta di esseri umani le quali cooperino con le autoritř competenti. Tale proposta risponde all'esigenza di lottare contro le reti di passatori o di trafficanti, stabilendo il regime da applicare alle vittime che presentano denuncia o forniscono informazioni alla polizia o alla magistratura. Si tratta del testo annunciato nella comunicazione della Commissione del 15 novembre 2001 su una politica comune in materia d'immigrazione illegale (COM(2001)672, a cui si fa riferimento anche nelle conclusioni del Vertice di Laeken, puntoâ40). Tale proposta ╦ complementare ad altre iniziative che il Consiglio sta per adottare.

Ant█nio Vitorino, membro della Commissione responsabile della giustizia e affari interni, ha dichiarato: "La lotta contro la tratta di esseri umani e contro l'immigrazione illegale pu┌ essere efficace soltanto se si adotteranno obiettivi e strumenti giuridico-amministrativi al livello dell'Unione. I criminali che perpetrano questi atti odiosi sono organizzati in reti transnazionali: non si pu┌ permettere che essi approfittino delle differenze tra le rispettive leggi nazionali, o delle eventuali carenze in queste riscontrabili, per sfuggire alla giustizia." Il commissario Vitorino ha rammentato inoltre: "Si tratta di una proposta essenziale, poich╚ risponde a quella grande difficoltř, nella lotta contro il favoreggiamento all'immigrazione illegale e la tratta di esseri umani, che consiste proprio nell'ottenere che le vittime cooperino con le autoritř competenti. Tuttavia, tale proposta ╦ soltanto uno degli elementi di una strategia globale, nella quale si deve perseguire un chiaro equilibrio tra gli elementi di repressione della criminalitř da un lato e il rispetto dei diritti dell'uomo e l'aiuto alle vittime dall'altro. Confido che il dibattito al riguardo possa registrare sostanziali progressi sotto l'attuale presidenza spagnola".

La proposta di direttiva presentata dalla Commissione intende rispondere a un problema sempre piś preoccupante: l'aumento dell'immigrazione illegale, piś particolarmente nelle sue due forme piś odiose, che sono lo sviluppo di reti di passatori che agiscono per motivi diversi da quelli umanitari e lo sfruttamento di stranieri nell'ambito della tratta di esseri umani.

Il presupposto per smantellare queste reti ╦ che le autoritř degli Stati membri possano raccogliere le informazioni necessarie a questo scopo. Il problema ╦ che le vittime sono in grado di aiutare in tal senso, ma troppo spesso esitano a farlo poich╚ si trovano in situazione di soggiorno irregolare. Quindi, l'idea ╦ instaurare un regime particolare di soggiorno che induca le vittime a cooperare con le autoritř, ma che sia soggetto a determinate condizioni per evitare gli abusi. In effetti, spetterř alle autoritř degli Stati membri pronunciarsi sui tre criteri necessari per il rilascio della carta di soggiorno (utilitř della presenza della vittima, chiara volontř di cooperare da essa manifestata e rottura di ogni legame con i presunti perpetratori dei reati), e ci┌ al di lř delle considerazioni riguardanti la sola vittima. Inoltre, si potrř far valere in ogni momento la riserva di salvaguardia dell'ordine pubblico e della sicurezza interna: la procedura si svolgerř infatti in tre fasi, l'informazione della vittima, il periodo di riflessione e, infine, la decisione relativa al rilascio della carta di soggiorno.

La proposta di direttiva riguarda a titolo prioritario le vittime adulte, ma prevede disposizioni specifiche nel caso che uno Stato membro desideri estenderla alle vittime minorenni.

La prima fase consiste nell'informare la vittima sulla possibilitř di ottenere la carta di soggiorno e sulle condizioni da soddisfare a tale scopo. La vittima deve allora procedere a un primo atto, la rottura di ogni legame con i presunti perpetratori del reato, e potrř cos¤ beneficiare di un periodo di riflessione di trenta giorni, che le consentirř di decidere con cognizione di causa se cooperare, tenuto conto tra l'altro dei rischi che corre. Durante il periodo di riflessione, la vittima beneficia di cure e assistenza e non pu┌ essere espulsa.

Dal canto suo, nel corso del periodo di riflessione, piś dieci giorni, l'autoritř incaricata dell'indagine o del perseguimento giudiziario deve pronunciarsi su tre elementi: l'utilitř della presenza della vittima, la chiara volontř di cooperazione da essa manifestata e il fatto che essa non abbia ripreso contatto con i perpetratori dei reati. Il secondo elemento, la chiara volontř di cooperazione, pu┌ consistere in una prima dichiarazione sui fatti resa alle autoritř oppure nella presentazione di una denuncia.

Se queste tre condizioni risultano soddisfatte e se non vi si oppone nessuna riserva inerente all'ordine pubblico o alla sicurezza interna, viene rilasciata alla vittima una carta di soggiorno della durata di sei mesi, rinnovabile per altri periodi semestrali sintantoch╚ siano soddisfatte le medesime condizioni e il procedimento non si sia concluso con una decisione giudiziaria.

Con il rilascio della carta di soggiorno, gli Stati membri autorizzano l'accesso al mercato del lavoro, alla formazione professionale e all'istruzione, ed anche a cure mediche primarie.

Se uno Stato membro applica tali disposizioni ai minorenni, dovrř tener conto del loro interesse superiore e vigilare perch╚ la procedura risulti loro adeguata. Il minorenne avrř accesso all'istruzione. Misure specifiche (determinazione dell'identitř, rappresentanza legale) sono previste nel caso di un minorenne non accompagnato.

Gli Stati membri terranno conto di circostanze particolari in due casi: il fatto di aver rilasciato la carta di soggiorno a una vittima, quando sono vittime anche altri suoi familiari, e la cooperazione apportata dalla vittima, se questa presenti domanda di soggiorno ad altro titolo dopo la scadenza della carta rilasciatale.

Tale proposta di direttiva fa seguito alla determinazione, manifestata dai capi di Stato e di Governo al Consiglio europeo di Tampere dell'ottobre 1999, di "affrontare alla radice l'immigrazione illegale, soprattutto contrastando coloro che si dedicano alla tratta di esseri umani e allo sfruttamento economico dei migranti". Di fronte a questo fenomeno crescente e particolarmente odioso, vari Stati membri hanno adottato negli ultimi anni disposizioni simili a quelle delineate nella proposta della Commissione (Belgio, Italia, Paesi Bassi e Spagna hanno giř adottato dispositivi di questo tipo; testi di legge in tal senso sono in corso di adozione in Francia e in Grecia).