SENATO DELLA REPUBBLICA
óóóóóó XIV LEGISLATURA óóóóóó

128a SEDUTA PUBBLICA

RESOCONTO

SOMMARIO E STENOGRAFICO

GIOVEDÌ 21 FEBBRAIO 2002

(Pomeridiana)

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Presidenza del presidente PERA,

indi del vice presidente CALDEROLI



RESOCONTO SOMMARIO

Presidenza del presidente PERA

La seduta inizia alle ore 16,32.

Il Senato approva il processo verbale della seduta pomeridiana di ieri.

Comunicazioni all'Assemblea

PRESIDENTE. Dà comunicazione dei senatori che risultano in congedo o assenti per incarico avuto dal Senato. (v. Resoconto stenografico).

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverte che dalle ore 16,38 decorre il termine regolamentare di preavviso per eventuali votazioni mediante procedimento elettronico.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1000-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, recante proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale. Autorizza il senatore Cicolani a svolgere la relazione orale.

CICOLANI, relatore. La Camera dei deputati ha apportato alcune modifiche al provvedimento. In particolare, all'articolo 2, riguardante la copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo, recependo quanto deciso in sede Ecofin, sono stati inseriti tre nuovi commi secondo i quali la garanzia assicurativa dello Stato viene accordata previa corresponsione di un premio da parte delle imprese di trasporto aereo nazionale e di quelle di gestione aeroportuale. Il premio si applica retroattivamente ai beneficiari della garanzia con decorrenza dal 27 novembre 2001. E' prevista inoltre l'emanazione di un decreto da parte del Presidente del Consiglio per l'individuazione delle modalità di attivazione della garanzia e della corresponsione dei premi.

PRESIDENTE.

Dichiara aperta la discussione generale.

PONZO (FI). La modifica apportata dalla Camera dei deputati all'articolo 1, in materia di sospensione di procedure esecutive, ha carattere meramente formale.

TURRONI (Verdi-U). L'atteggiamento ideologico del centrodestra si è modificato nel momento in cui è giunto al Governo, da dove ripropone quei provvedimenti di proroga che tanto aveva avversato nel corso della XIII legislatura. Non c'è stato infatti alcun tentativo di affrontare la questione del mercato abitativo con una visione strategica o con l'intenzione di risolvere il problema di chi si trova in condizioni di disagio. Peraltro, la scelta che sottende al provvedimento di proroga è stata quella di limitare la platea dei beneficiari, richiamandosi all'individuazione contenuta nella legge finanziaria dello scorso anno anziché, come sarebbe stato preferibile, alle categorie di cittadini disagiati espressamente elencati dalla legge n. 431 del 1998. Ribadisce pertanto le forti critiche al provvedimento in discussione, che neanche riconosce il criterio dell'autocertificazione ai fini dellíattestazione dei requisiti per accedere alla sospensione. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

Poiché il relatore e il rappresentante del Governo rinunciano ad intervenire in replica, non essendo stati presentati emendamenti al testo del decreto-legge (sul quale la Commissione bilancio ha espresso parere di nulla osta), passa alla votazione finale.

MALENTACCHI (Misto-RC). Valuta positivamente la proroga degli sfratti per gli anziani e per le persone in situazioni di difficoltà, anche se resta irrisolto il problema abitativo a causa della mancanza di una equa politica della casa. Il Governo in carica ha adottato misure che colpiscono gli interessi popolari, in particolare la cartolarizzazione degli immobili pubblici, la riduzione del finanziamento della legge a sostegno degli affitti e la soppressione del piano straordinario per affrontare la liberalizzazione degli sfratti. Si renderà pertanto necessaria un'altra proroga, perché l'Italia è all'ultimo posto in Europa per quel che riguarda l'edilizia pubblica mentre ha il primato degli alloggi inutilizzati. Ribadendo la necessità di una Commissione d'inchiesta sull'utilizzo dei fondi GESCAL, annuncia l'astensione del Gruppo.

PEDRAZZINI (LNP). Annuncia il voto favorevole del Gruppo.

VERALDI (Mar-DL-U). La proroga degli sfratti è una misura opportuna, ma il Governo ha riconfermato la propria incapacità di elaborare una politica della casa: l'unica misura adottata è stata la riduzione di 80 milioni di euro del fondo per gli affitti. Non sono completamente soddisfacenti neanche le misure a sostegno del comparto aereo, in quanto restano escluse dal beneficio le società che gestiscono i servizi a terra. Per tali motivi annuncia l'astensione del Gruppo. (Applausi del senatore Monticone).

BRUTTI Paolo (DS-U). Il provvedimento è apprezzabile per la parte relativa alla proroga degli sfratti, anche se dal beneficio vengono escluse alcune categorie, ma la politica del Governo nel settore della casa amplifica la tensione abitativa. Le prospettive del comparto aereo sono negative sia per l'anno in corso, sia probabilmente per il prossimo e tale situazione è in Italia aggravata dall'accresciuta concorrenza internazionale e dalla crisi dell'Alitalia, che richiede interventi strutturali sul piano fiscale, su quello finanziario e nella ricerca di accordi con altre compagnie. Pertanto, la misura proposta con tale provvedimento risulta ristretta nell'ambito applicativo ed eccessivamente limitata nel tempo. Annuncia pertanto l'astensione del Gruppo. (Applausi dal Gruppo DS-U).

TURRONI (Verdi-U). Invita la Presidenza ad una riflessione sui tempi di esame dei decreti-legge, in quanto spesso il Senato si trova nell'impossibilità di apportare modifiche, pena la loro decadenza. Sul merito del provvedimento il giudizio dovrebbe essere negativo, tuttavia il Gruppo si asterrà per dimostrare il proprio senso di responsabilità e per marcare la differenza rispetto al comportamento che l'attuale maggioranza ha tenuto nella precedente legislatura, quando era allíopposizione.

Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore TURRONI (Verdi-U), il Senato approva nel suo complesso il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1001-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Ricorda che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno solo le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salva la votazione finale. Autorizza altresì il senatore Kappler a svolgere la relazione orale.

KAPPLER, relatore. Il Senato esamina in terza lettura il decreto-legge di proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali, dal momento che la Camera dei deputati ha aggiunto due norme, per la definizione del conflitto armato e per líaumento a 2 anni della sanzione per trattamenti inumani, introducendo altresì alcune modifiche di carattere meramente tecnico. Auspica la rapida approvazione del disegno di legge di conversione. (Applausi dal Gruppo AN).

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PRESIDENTE. Dichiara aperta la discussione generale.

MARTONE (Verdi-U). Coglie l'occasione per ribadire, sia personalmente che a nome del Gruppo, le critiche alla linea di politica estera del Governo, ormai appiattito totalmente sulle posizioni statunitensi. Non si comprende infatti la divergente valutazione sulla necessità di interventi umanitari, ad esempio in Ruanda, in Bosnia o in Sierra Leone, rispetto all'operazione "Enduring Freedom", condotta oltretutto non sotto l'egida dell'ONU, che ha già provocato la morte di migliaia di civili e che non può essere ridimensionata a operazione di ordinaria amministrazione. Le perplessità sulle possibili conseguenze del perdurare della tensione afgana e della probabile estensione del conflitto all'Iraq sono condivise da altri Paesi europei, anche perché è fallito l'obiettivo dichiarato della cooperazione con gli Stati Uniti per rafforzare le finalità di ristabilimento della pace; al contrario, il Governo, condividendo una logica di guerra, riesuma addirittura il mai applicato codice penale militare di guerra. Per tali ragioni, annuncia il voto contrario del Gruppo Verdi al disegno di legge di conversione. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e Misto-RC).

PALOMBO (AN). Preannunciando fin d'ora il voto favorevole del suo Gruppo e dando per illustrato l'ordine del giorno G100, precisa di essersi recato a Kabul, mentre il senatore Martone era a Porto Alegre, per raccogliere líinvito del primo ministro afgano per un aumento della presenza di militari nell'area. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiara chiusa la discussione generale.

KAPPLER, relatore. Non interviene in replica.

BOSI, sottosegretario di Stato per la difesa. Le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati tendono a fornire garanzie alle popolazioni coinvolte nel conflitto. Il Governo accoglie l'ordine del giorno G100, purché il presentatore accetti di modificarlo inserendo l'espressione "impegna il Governo a verificare l'opportunità di".

PALOMBO (AN). Modifica in tal senso l'ordine del giorno G100. (v. Allegato A).

PRESIDENTE. Pertanto, l'ordine del giorno G100 (testo 2) non verrà posto in votazione. Non essendo stati presentati emendamenti riferiti agli articoli del decreto-legge, passa alla votazione degli articoli del disegno di legge di conversione.

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), il Senato approva líarticolo 1. Sono quindi approvati gli articoli 2 e 3.

PRESIDENTE. Passa alla votazione finale.

MALENTACCHI (Misto-RC). Non viene sufficientemente argomentata la decisione di prorogare l'operazione "Enduring Freedom", che si inserisce in un contesto bellico e non di pacificazione, accompagnandola alla riesumazione del codice penale militare di guerra; tutto ciò rappresenta una violazione dell'articolo 11 della Costituzione, per l'accettazione dellíopzione bellica a danno di altre operazioni diversamente connotate, come ad esempio la partecipazione di pochi carabinieri nel territorio di Ebron con compiti realmente volti al mantenimento della pace. Al contrario, sembra sempre più probabile un allargamento del conflitto allíIraq e alla Corea del Nord, anche a costo di molti sacrifici tra la popolazione civile, come già avvenuto in Afghanistan. (Applausi dal Gruppo Misto-RC. Congratulazioni).

PERUZZOTTI (LNP). Dichiara il voto favorevole del Gruppo della Lega Nord.

CIRAMI (UDC:CCD-CDU-DE). Occorrerebbe in realtà limitare le riflessioni all'intervento operato dalla Camera dei deputati, non potendosi non ritenere opportuna una definizione della nozione di conflitto armato, considerata la distanza tra operazione di polizia internazionale e guerra vera e propria, con relativa applicazione del codice penale militare di guerra. Dichiara il voto favorevole del suo Gruppo.

PASCARELLA (DS-U). I Democratici di sinistra riconfermano il voto favorevole sul provvedimento di cui condividono le modifiche apportate dalla Camera dei deputati. Gli avvenimenti che caratterizzano lo scenario internazionale in questo ultimo periodo impongono però una riflessione da parte del Parlamento sulla necessità di porre maggiormente l'accento sugli aiuti umanitari. Occorre inoltre un impegno per evitare l'allargamento del conflitto nonché per riaprire spiragli per una trattativa di pace in Palestina. (Applausi dal Gruppo DS-U).

BONAVITA (DS-U). Anche a nome di altri senatori DS dichiara, in dissenso dal Gruppo, la propria contrarietà al disegno di legge. "Enduring freedom" si caratterizza infatti come una vera e propria operazione di guerra, da cui peraltro il terrorismo islamico trae ulteriore alimento. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).

ACCIARINI (DS-U). In dissenso dal Gruppo, esprime la propria contrarietà al provvedimento, il cui esame rappresenta un'occasione mancata per il Parlamento di riflettere sull'utilità della missione, alla luce anche della catastrofe umanitaria che ne è derivata per l'Afghanistan. (Applausi dal Gruppo Misto-RC e dei senatori Bonavita e Battaglia Giovanni).

MARTONE (Verdi-U). La richiesta di un approfondimento da parte del Parlamento su questioni di politica estera viene strumentalmente elusa dalla maggioranza che è capace di delineare soluzioni dei conflitti basandosi soltanto su criteri di tipo economico. Dichiara pertanto la contrarietà dei Verdi al provvedimento. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).

CREMA (Misto-SDI). Voterà a favore del disegno di legge, condividendone le modifiche introdotte.

Il Senato approva nel suo complesso il disegno di legge n. 1001-B.

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(795) Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo

(55) EUFEMI ed altri. ñ Norme in difesa della cultura italiana e per la regolamentazione dellíimmigrazione

(770) CREMA. ñ Nuove norme in materia di immigrazione

(797) Disciplina dellíingresso degli stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita

(963) TOGNI ed altri. ñ Norme in materia di ingressi dei lavoratori extracomunitari occupati nel settore dello spettacolo

PRESIDENTE.

Riprende l'esame degli articoli del disegno di legge n. 795, ricordando che nella seduta antimeridiana hanno avuto inizio le votazione degli emendamenti riferiti all'articolo 11, ricordando che sugli emendamenti 11.68, 11.0.2, 11.77a, 11.96a e 11.107a la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dellíarticolo 81 della Costituzione.

Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), il Senato respinge l'emendamento 11.32. Sono quindi respinti gli emendamenti 11.104 e 11.220.

PRESIDENTE. Gli emendamenti 11.7, 11.3, 11.23 e 11.4 sono stati ritirati.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BOCO (Verdi-U), sono respinti gli emendamenti 11.53 e 11.18. Sono quindi respinti gli emendamenti 11.221 e 11.31. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO, è respinta la prima parte dell'11.222, fino alle parole "con la parola", risultando conseguentemente preclusa la restante parte e il successivo. E' quindi respinto l'11.97. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BOCO, sono respinti l'11.223 e la prima parte dell'11.68a, fino alle parole "nonché da un interprete", con conseguente preclusione della restante parte e dell'11.68). Sono quindi respinti gli emendamenti 11.29, 11.105 e 11.30.

PRESIDENTE. Stante il clima particolarmente acceso che si registra ad ogni votazione effettuata con il sistema elettronico, invita i senatori a procedere con correttezza alla votazioni anche al fine di evitare spiacevoli conseguenze allíimmagine di eventuali senatori coinvolti.

TOIA (Mar-DL-U). Lamenta l'eccessiva discrezionalità del Presidente nelle diverse fasi delle votazioni ed auspica che quanto prima vengano formalizzate regole certe. Il diverso orientamento politico e culturale che si registra sulla questione dell'immigrazione tra le forze politiche di maggioranza e quelle di opposizione assegna grande rilevanza al provvedimento e pertanto invita ciascun senatore ad assumersi le proprie responsabilità politiche. Segnala inoltre che si sta ripetendo, per un altro autorevole capogruppo della maggioranza, quanto già avvenuto nella seduta antimeridiana circa un utilizzo improprio della sua tessera.

PRESIDENTE. Ha già disposto il ritiro delle tessere in questione.

Il Senato respinge gli identici emendamenti 11.54 e 11.98. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), è respinto l'11.224. Con votazione segreta, sono quindi respinti gli identici 11.55 e 11.99. Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BOCO, sono respinti gli emendamenti 11.19 e 11.38, tra loro identici, 11.56, 11.225 e 11.100. Sono ancora respinti lí11.76 e l'11.69.

PAGANO (DS-U). L'acceso confronto sul provvedimento non giustifica i commenti da parte della maggioranza che accompagnano ogni votazione con il sistema elettronico richiesta dalle forze politiche di minoranza nello svolgimento del loro legittimo ruolo di opposizione. Una particolare aggressività viene peraltro espressa in occasione di interventi delle senatrici dellíopposizione. Se non si procederà allo svolgimento regolare delle votazioni, si sentirà autorizzata a comunicare alla stampa i nominativi dei senatori che risultano votanti pur non essendo presenti. (Proteste dai Gruppi FI e AN).

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BOCO (Verdi-U), sono respinti gli emendamenti 11.226 e 11.227. Previa verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO, è respinto l'11.70. Risultano ancora respinti l'11.57 e l'11.501.

BRUTTI Massimo (DS-U). Sull'emendamento 11.501 è stata presentata richiesta di votazione segreta firmata dal prescritto numero di senatori.

PRESIDENTE. L'appoggio alla richiesta va verificato nuovamente al momento della votazione. L'emendamento 11.24 è stato ritirato.

Con distinte votazioni nominali elettroniche, chieste dal senatore BOCO (Verdi-U), sono respinti l'11.71 e l'11.72. Sono quindi respinti l'11.228 e l'11.58.

BOCO (Verdi-U). Chiede di verificare il numero legale prima della votazione dell'emendamento 11.229.

PRESIDENTE. Dispone la verifica. Avverte quindi che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 18,56, è ripresa alle ore 19,20.

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), il Senato respinge l'emendamento 11.229. Vengono quindi respinti gli identici 11.20, 11.28, 11.59 e 11.101. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO, il Senato respinge l'emendamento 11.27.

BOCO (Verdi-U). Chiede che l'emendamento 11.73 sia votato con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Indìce la votazione. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 19,25, è ripresa alle ore 19,45.

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

Il Senato, con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), respinge l'emendamento 11.73 fino alle parole: "la seguente"; di conseguenza risultano preclusi la seconda parte dello stesso e gli emendamenti 11.230 e 11.106A. Con votazione nominale elettronica, chiesta dal senatore BOCO, il Senato respinge l'emendamento 11.74. Eí altresì respinto lí11.26.

PRESIDENTE. Líemendamento 11.6 è stato ritirato.

STIFFONI (LNP). Ritira lí11.22.

CREMA (Misto-SDI). Annuncia il voto favorevole sull'emendamento 11.231, di cui chiede la votazione nominale elettronica.

Con votazione nominale elettronica, il Senato respinge l'emendamento 11.231.

PRESIDENTE. L'emendamento 11.107a è improcedibile.

Con votazione preceduta dalla verifica del numero legale, chiesta dal senatore BOCO (Verdi-U), il Senato approva l'articolo 11 nel testo emendato.

DEL PENNINO (Misto-PRI). Ritira l'emendamento 11.0.1.

PRESIDENTE. Poiché l'emendamento 11.0.2 è precluso e l'emendamento 11.0.3 è stato ritirato, passa allíesame dellíarticolo 12 e degli emendamenti ad esso riferiti, che si intendono illustrati, ricordando che sugli emendamenti 12.4, 12.1, 12.15, 12.16, 12.17, 12.7, 12.5, 12.0.1, 12.239, 12.290a, 12.32a, 12.220, 12.242, 12.243 e 12.281 la Commissione bilancio ha espresso parere contrario ai sensi dellíarticolo 81 della Costituzione.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Esprime parere contrario sugli emendamenti all'articolo 12, ad eccezione degli emendamenti 12.7c, 12.3 e 12.100, per i quali il parere è favorevole. Invita a ritirare gli emendamenti 12.2, 12.1, 12.500, 12.6, 12.501, 12.0.1, 12.0.2 e 12.0.100. Si rimette all'Aula sull'emendamento 12.0.3.

STIFFONI (LNP). Ritira l'emendamento 12.6.

Il Senato respinge gli identici emendamenti 12.8 e 12.25.

RIPAMONTI (Verdi-U). Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, chiede la votazione mediante procedimento elettronico dell'emendamento 12.4.

PRESIDENTE. Indìce la votazione. Avverte che il Senato non è in numero legale e sospende la seduta per venti minuti.

La seduta, sospesa alle ore 19,57, è ripresa alle ore 20,17.

PRESIDENTE. Riprende i lavori.

RIPAMONTI (Verdi-U). Reitera la richiesta di porre in votazione il 12.4.

PRESIDENTE. Indice, ai sensi dellíarticolo 102-bis del Regolamento, la votazione del 12.4 e avverte che il Senato non è in numero legale. Apprezzate le circostanze, rinvia il seguito della discussione ad altra seduta. Dà quindi annunzio della mozione, delle interpellanze e delle interrogazioni pervenute alla Presidenza (v. Allegato B) e comunica líordine del giorno della seduta del 22 febbraio.

La seduta termina alle ore 20,20.

 



RESOCONTO STENOGRAFICO

Presidenza del presidente PERA

PRESIDENTE. La seduta è aperta (ore 16,32).

Si dia lettura del processo verbale.

DATO, segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del giorno precedente.

PRESIDENTE. Non essendovi osservazioni, il processo verbale è approvato.

 

Congedi e missioni

PRESIDENTE. Sono in congedo i senatori: Agnelli, Antonione, Baldini, Bobbio Norberto, Bordon, Bosi, Consolo, Cursi, D'Alì, Danzi, De Corato, Degennaro, Dellí Utri, De Martino, De Rigo, Frau, Iannuzzi, Ionnucci, Lauro, Mainardi, Mantica, Manunza, Minardo, Mugnai, Pellegrino, Sanzariello, Saporito, Siliquini, Vegas e Ventucci.

Sono assenti per incarico avuto dal Senato i senatori: Andreotti, De Zulueta, Martone e Provera, per visita in Marocco e Mauritania; Bonatesta, Bonfietti, Castagnetti, Compagna, Manieri e Righetti, per attività dell'Assemblea parlamentare dell'OSCE; Giovanelli, per attività dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

Comunicazioni della Presidenza

PRESIDENTE. Le comunicazioni all'Assemblea saranno pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

 

 

Preannunzio di votazioni mediante procedimento elettronico

PRESIDENTE. Avverto che nel corso della seduta odierna potranno essere effettuate votazioni qualificate mediante il procedimento elettronico.

Pertanto decorre da questo momento il termine di venti minuti dal preavviso previsto dall'articolo 119, comma 1, del Regolamento (ore 16,38).

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1000-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, recante proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1000-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

Il relatore, senatore Cicolani, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

*CICOLANI, relatore. Signor Presidente, onorevole rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il provvedimento al nostro esame torna in Senato dopo modifiche introdotte dalla Camera dei deputati all'articolo 1 e all'articolo 2.

Sull'articolo 1 interverrà successivamente il senatore Ponzo.

Per quanto riguarda l'articolo 2, la Camera dei deputati ha accolto un emendamento presentato dal Governo che ha modificato tale articolo aggiungendo al comma 1 i commi 1-bis, 1-ter e 1-quater. Il comma 1 bis riguarda i corrispettivi che le imprese di trasporto aereo nazionali, i gestori aeroportuali e le imprese che eserciscono l'attività di trasporto di merci, cosiddette imprese cargo, devono dare allo Stato a fronte delle coperture assicurative che quest'ultimo garantisce loro per effetto dell'insieme dei provvedimenti che, dopo gli avvenimenti dell'11 settembre, sono stati adottati in sede ECOFIN.

Si tratta dunque di un provvedimento di carattere tecnico, di attuazione di decisioni assunte di concerto con gli altri paesi della Comunità europea e in linea, dal punto di vista dell'onerosità, con i provvedimenti che gli altri paesi europei hanno adottato in materia.

Per dare un ordine di grandezza del provvedimento in esame, l'onere ammonta a un dollaro per ogni passeggero trasportato, con una copertura assicurativa che supera un milione di dollari, con effetto retroattivo a partire dal 27 novembre 2001.

Per quanto riguarda le imprese di gestione aeroportuale e per le imprese cargo l'onere è intorno al 50 per cento dei premi assicurativi annui pagati precedentemente all'11 settembre per analoghe coperture. I comma successivi si riferiscono alla temporizzazione del provvedimento, che produce effetti a partire dal 27 novembre 2001 e alle modalità di attivazione della garanzia e della corresponsione dei premi, che saranno stabilite con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sentiti il Ministro dei trasporti e delle attività produttive, entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge.

Su questo provvedimento sono stati acquisiti i pareri favorevoli della 5a e della 10a Commissione permanente e non sono stati presentati emendamenti all'Assemblea.

PRESIDENTE.

È iscritto a parlare il senatore Ponzo. Ne ha facoltà.

PONZO (FI). Dichiaro aperta la discussione generale.Signor Presidente, intervengo solo per precisare che, nel testo del decreto-legge, allíarticolo 1 è stata apportata dalla Camera dei deputati una piccola modifica. La parola "differita", che viene utilizzata quando i termini sono già scaduti, è stata sostituita con la parola, più esatta, "prorogata", perché la proroga è più correttamente riferita a termini, come quelli indicati, non ancora spirati al momento dellíentrata in vigore della disposizione modificativa.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Turroni. Ne ha facoltà.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, mi può dire quanto tempo ho a disposizione?

PRESIDENTE. Venti lunghi minuti, senatore Turroni.

TURRONI (Verdi-U). Grazie, signor Presidente. Lo chiedo perché il tempo è così ridotto che di solito abbiamo pochissimi minuti a disposizione.

Stiamo esaminando un provvedimento sul quale siamo già intervenuti sia alcuni mesi fa, quando venne disposta la prima proroga relativa alla sospensione delle procedure esecutive per particolari categorie di locatari, sia durante líesame in prima lettura di questo decreto-legge, il n. 450 del 27 dicembre 2001, avente sostanzialmente il medesimo oggetto di quello esaminato alcuni mesi fa. Ebbene, signor Presidente, in entrambe le circostanze ho richiamato líattenzione dei colleghi su due aspetti della vicenda.

Il primo è come, al di là dei problemi sollevati nella precedente legislatura in maniera ideologica da parte dellíattuale maggioranza, quando questa è stata chiamata a gestire questioni assai difficili come quelle che riguardano uno dei diritti fondamentali dei cittadini del nostro Paese, quello abitativo, quegli stessi atteggiamenti di stampo ideologico si infrangessero su una dura realtà. La realtà di gestire, per líappunto, una questione assai delicata, assai complessa, che incide sulla vita di tanti cittadini, soprattutto sulle categorie più deboli, che noi, nella scorsa legislatura e in questa, abbiamo sempre cercato di tutelare (perché questo credo sia il nostro compito).

Ho ricordato e ho letto uno dopo líaltro gli interventi che hanno fatto tanti colleghi, alcuni sono ancora presenti in questo ramo del Parlamento, alcuni nellíaltro, quando si era in attesa che fosse emanata la nuova legge sugli affitti, che potesse finalmente decollare e poi che venisse varata la normativa recante le risorse per risolvere i problemi legati al disagio abitativo. Tutte le volte in cui noi avevamo dovuto ricorrere alla proroga degli sfratti, ci eravamo trovati di fronte a dichiarazioni tipo: "Questo è un esproprio proletario", "Qui si ledono diritti che sono tutelati e garantiti dalla Costituzione", fino a invettive di vario colore e natura. Governare è difficile, è delicato; significa occuparsi delle questioni che toccano e interessano i cittadini.

Vi è stata una precipitosa marcia in dietro; si sono cancellate molto velocemente dichiarazioni che si erano fatte non si sa bene in nome di che cosa. Ed ecco che è apparso il primo dei due decreti di proroga degli sfratti. Quando questo provvedimento è stato varato ho ascoltato con preoccupazione altri intendimenti della cosiddetta Casa delle Libertà, che riguardavano la modifica sostanziale, drastica, di quella legge n. 431 del 1998 che, approvata nella scorsa legislatura, liberalizza il mercato dellíaffitto.

Dobbiamo riflettere su queste dichiarazioni e soprattutto capire se vogliamo effettivamente tornare ad intervenire su una questione così delicata. E' un settore per cui c'è bisogno che quella legge vada a regime e venga sperimentata in tutte le sue possibilità. Ed occorre che quella normativa possa finalmente e per intero usufruire delle risorse che abbiamo messo a disposizione con interventi a difesa delle categorie più deboli, passati sotto il nome di provvedimenti per il disagio abitativo. Questo dovrebbe fare il legislatore, ossia verificare gli effetti di una legge, i limiti che ha dimostrato di avere, le misure e le iniziative che prevedeva e che non sono state messe in atto. Questo è un compito che richiedeva al Governo la stessa legge sul disagio abitativo.

Lo abbiamo chiesto durante líesame di entrambi i decreti, ma non abbiamo avuto alcuna risposta, alcun chiarimento, neppure lo straccio di un dato. Purtroppo, il Ministro, al quale spetta di intervenire sulla questione, si occupa principalmente di prevedere la realizzazione di ciò che lui stesso ha progettato. Si occupa dei tunnel e di altre diavolerie; si occupa, oggi posso dirlo tranquillamente, del condono sulle spiagge.

MORO (LNP). Non preoccuparti!

TURRONI (Verdi-U). Quel Ministro in questi giorni ha presentato alla Camera un emendamento al collegato sulle infrastrutture, che ripropone líarticolo 71 dell'ultima legge finanziaria. (Commenti dei senatori Moro e Tirelli). No, la firma è doppia: Lunardi e Giovanardi. Invece di occuparsi dei problemi che riguardano le abitazioni, dei problemi dei cittadini che hanno diritto alla casa, lui si occupa dei tunnel e delle autostrade che ha progettato (magari ha pure la società per realizzarle), del condono sulle spiagge e della vendita del demanio pubblico. Ecco di cosa si occupa quel Ministro!

Se questo è il nostro destino, ahimè, dovremmo cercare al più presto di ribaltarlo, facendo in modo che torni al suo mestiere, assicurando ai cittadini che hanno bisogno di uníabitazione, di sicurezza e di essere tutelati, perché appartengono alle categorie deboli, un più adeguato soggetto che si occupi della questione. (Commenti dei senatori Moro e Tirelli).

Signor Presidente, due cortesi colleghi cercano di sviare il filo del mio ragionamento, ma credo che lei mi aiuterà ad allontanarli dai banchi vicini.

Abbiamo quindi chiesto al Ministro, ai suoi Sottosegretari di riferirci cosa la legge, prevista da quella sugli affitti, avesse determinato per garantire una abitazione alle categorie più deboli, qualora non fossero nella condizione di poterne disporre; abbiamo contestato la politica, portata avanti in questi anni, di vendere il patrimonio immobiliare pubblico da impiegare per garantire il diritto allíabitazione; patrimonio ridotto ormai ai minimi termini nel nostro Paese a differenza di quanto accade negli altri Paesi europei avanzati che utilizzano il 50, il 60 o il 70 per cento di edilizia pubblica per risolvere i problemi dellíabitazione, della qualità delle abitazioni in cui i cittadini vivono e, soprattutto, per garantire la mobilità dei cittadini stessi allíinterno del loro Paese.

Come i colleghi ricorderanno, ho fatto riferimento a tutte le volte che abbiamo dovuto assumere provvedimenti per garantire gli alloggi per la Polizia, i Carabinieri e la Guardia di finanza, quando si rendeva necessario rafforzare, in qualche parte del Paese, la presenza delle forze dellíordine e non si disponeva più delle case pubbliche, a seguito della decisione di venderle per fare cassa, magari ad un prezzo più basso del loro effettivo valore, pensando così di guadagnare il consenso degli inquilini che le acquistavano.

Sono politiche sbagliate che non si inventano dalla sera alla mattina, approntate senza pensare ad un quadro generale complessivo delle esigenze e dei bisogni del nostro Paese, che - ricordo a tutti - dispone di 5.800.000 alloggi in più rispetto al numero delle famiglie presenti nel nostro Paese. Si tratta di un patrimonio edilizio enorme che dovrebbe essere messo a disposizione delle esigenze dei cittadini.

Eí stato sottolineato, quindi, come non vi fosse alcuna visione strategica, nessuna consapevolezza, nessun intendimento per risolvere i problemi dellíabitazione nel nostro Paese. Líunico interesse del Ministro è di mandare avanti le operazioni speculative di carattere immobiliare, poiché ciò rientra nella sua cultura: più in là non arriva. Si registra, pertanto, líassenza di una qualsiasi capacità di ragionamento ma, soprattutto, di rispetto nei confronti delle categorie più deboli.

Lo abbiamo detto e ridetto: la legge n. 431 del 1998 stabilisce le categorie più deboli, i cittadini più svantaggiati nei confronti dei quali devono essere adottate particolari misure per evitare che siano sbattuti in mezzo alla strada, sulla base della richiesta dei proprietari degli immobili, senza essere adeguatamente protetti e tutelati.

La legge n. 431, allíarticolo 6, individua chiaramente, descrivendole con precisione, le categorie da proteggere e stabilisce per esse un tempo sufficientemente lungo - un anno e mezzo - durante il quale eventuali provvedimenti coatti di rilascio non possono essere messi in atto.

Nella legge finanziaria successiva alla legge n. 431, abbiamo stabilito che parte delle risorse poteva essere destinata, ad opera dei comuni, alla realizzazione di abitazioni a favore di soggetti sottoposti a sfratto, con particolari esigenze.

Queste categorie individuate dalla legge finanziaria, che sono quelle per le quali vengono messe a disposizione delle risorse, non sono le stesse individuate dall'articolo 6 della legge n. 431 del 1998, ma, come logico, sono un novero assai più limitato e ristretto.

Ora, sbagliando clamorosamente - d'altronde quando il Ministro non sta attento e si occupa di altre questioni non può far altro che sbagliare - il primo decreto di proroga ha stabilito che solamente per le categorie cui erano riservate le risorse dei comuni potesse essere prevista una proroga dello sfratto esecutivo.

Abbiamo sottolineato che questo era un errore clamoroso. Ad esempio, un capofamiglia di oltre sessantacinque anni poteva essere tranquillamente colpito da sfratto esecutivo, mentre una famiglia nella quale vi era un ultrasessantacinquenne poteva evitare lo sfratto.

Nel primo e nel secondo dibattito abbiamo quindi sottolineato che vi eravate sbagliati, poiché, riferendovi alla legge finanziaria, avevate fortemente limitato in maniera arbitraria le categorie che avevano diritto di essere protette e tutelate, stabilite dalla legge principe, la n. 431 del 1998, cioè la nuova normativa sugli affitti. Si è invece voluto andare dritti per la propria strada, senza ascoltare le obiezioni che stavamo sollevando, riducendo e limitando questo ambito.

Si è detto che lo si doveva fare perché le risorse erano limitate; ma in questo caso le risorse non c'entravano assolutamente. Queste venivano sempre impiegate dai comuni per il 10 per cento a favore di tali categorie; eventualmente erano i proprietari delle case che, nel caso di sfratto, non potevano mandare via, giustamente, i soggetti che la legge sugli affitti aveva individuato.

La seconda questione che abbiamo sollevato e che abbiamo cercato di far capire al Governo - ma nulla è più difficile di far capire qualcosa al Dicastero dei lavori pubblici, se non si tratta di trivellazioni, di incarichi professionali o di opere legate alle società della famiglia del Ministro - è che c'era l'esigenza di facilitare il riconoscimento dei diritti, che pure questa legge sbagliata assicura da parte degli ufficiali giudiziari e dei carabinieri che li accompagnano.

Ebbene, presentando degli emendamenti, abbiamo chiesto che potesse essere utilizzata l'autocertificazione. Tutti abbiamo sostenuto che le procedure andavano snellite; quindi, l'autocertificazione era lo strumento più idoneo per attestare lo status di questi cittadini, come di tutti gli altri che possono finalmente ricorrere a tale sistema per definire una propria situazione.

Abbiamo quindi suggerito di prevedere la possibilità per il cittadino di presentare all'ufficiale giudiziario un'autocertificazione, che sarebbe stata di per sé sufficiente a sospendere temporaneamente la procedura di rilascio coatto, consentendo all'ufficiale giudiziario di rivolgersi al magistrato per accertare l'esistenza o meno dei requisiti dichiarati.

Anche in questo caso l'atteggiamento del Governo è stato assolutamente cieco e sordo. Analogo atteggiamento, la qual cosa mi ha sorpreso, ha avuto il relatore, il quale ha voluto minimizzare la portata di questi fatti affermando che alcune circolari consentono che ciò possa accadere.

Ritengo che si tratti di un provvedimento sbagliato nella prima parte, quella che si riferisce agli sfratti. Avevamo proposto che la prospettiva temporale del provvedimento fosse più lunga e abbiamo chiesto soprattutto al Governo quali effetti abbia prodotto la legge, senza aver ottenuto risposta. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Poiché il relatore rinunzia alla replica, ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo.

VICECONTE, sottosegretario di Stato per le infrastrutture e i trasporti. Signor Presidente, auspico una rapida approvazione del provvedimento.

 

PRESIDENTE. Do lettura del parere espresso dalla 5a Commissione permanente sul disegno di legge: "La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminato il disegno di legge in titolo, per quanto di propria competenza, esprime parere di nulla osta".

Passiamo allíesame dellíarticolo 1 del disegno di legge.

Poiché non sono stati presentati emendamenti agli articoli del decreto-legge, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, passiamo alla votazione finale.

MALENTACCHI (Misto-RC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MALENTACCHI (Misto-RC). Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli senatori e senatrici, dirò subito che Rifondazione Comunista esprimerà un voto di astensione sul provvedimento in discussione, per la particolare attenzione che il problema richiede. Il decreto-legge n. 450 del 2001, che torna all'esame del Senato, reca all'articolo 1 una proroga degli sfratti. La materia abitativa, il tema della casa è al centro della politica sociale e del programma del mio partito, Rifondazione Comunista.

Colleghi e colleghe, come voi sapete, in Italia il problema degli sfratti è ben lungi dall'essere risolto. In questo caso si tratta di sfratti concernenti particolari categorie di cittadini, come gli ultrasessantacinquenni, i portatori di handicap e i malati terminali, e la proroga viene disposta in un contesto in cui sono migliaia gli sfratti portati ad esecuzione.

Sullo sfondo del nostro dibattito su questo provvedimento dovuto, resta acutissimo e strutturalmente irrisolto il problema del diritto ad abitare. Ci asterremo perché si tratta di un atto dovuto, ma vorremmo segnalare incongruenze e deficit clamorosi dal punto di vista delle politiche sociali e per la casa da parte di questo Governo. Proprio la necessità di ricorrere alla proroga e di rincorrere le proroghe denunzia paradossalmente deficit di organicità e di visione di lungo periodo di una certa politica della casa, limiti in verità ascrivibili anche ai precedenti Governi.

Signor Presidente, il Governo Berlusconi, sul disagio economico e sulle nuove e vecchie povertà, ha costruito efficaci spot propagandistici nel segno di una cultura populista, tendente a mascherare il tratto feroce delle strategie neoliberiste.

In realtà nel centro-destra non vi è alcuna volontà di aprire un confronto serio sull'esercizio di un diritto fondamentale, conculcato soprattutto in tante periferie urbane, laddove vivere ed abitare è mestiere aspro e spesso impossibile.

Il Governo, a mio avviso, è andato nella direzione opposta rispetto alle necessità e ai bisogni di ampi strati della popolazione meno garantita. Dapprima, con la cartolarizzazione degli immobili pubblici, ha sottratto ai comuni l'unica reale possibilità di passaggio da casa a casa per la platea ampia degli sfrattati mediante l'utilizzo del 60 per cento delle unità immobiliari di proprietà degli enti previdenziali pubblici. Poi, come è stato sottolineato, ha tagliato pesantemente la dotazione del fondo sociale di cui alla legge 9 dicembre 1998 n. 431, relativo al contributo per l'affitto. Il taglio di 80 milioni di euro rappresenta una vergogna di questo Governo.

Infine, si è rimangiato quanto pur previsto nel Documento di programmazione economico-finanziaria - lo ricordo bene - laddove si annunciava un piano straordinario a costo zero per i comuni, allo scopo di aumentare la disponibilità di alloggi popolari e di affrontare líemergenza derivante dalla liberalizzazione degli sfratti.

Per questi motivi, oggi approvate una proroga e prevedibilmente - lo abbiamo detto altre volte - ne approverete uníaltra a ridosso dellíestate, nonostante i vostri solenni proclami: "Mai più proroghe". Si tratta solamente di parole vuote e prive di contenuti. Resta aperta una voragine, che rappresenta anche uno straordinario paradosso, nonostante in Italia si sia cementificato ovunque e senza criterio, con indici di cementificazione da capogiro, violentando il territorio; si è urbanizzato in lungo e in largo fino al punto di dilatare e sfigurare contesti urbani ricchi di storia e il futuro sarà ancora peggiore.

Il problema degli sfratti nelle città, quindi il problema delle abitazioni è grave. In tutte le città vi è un numero di alloggi vuoti assolutamente superiore alla somma delle famiglie sfrattate e di quelle inserite nelle graduatorie di assegnazione degli alloggi stessi. Questo non è avvenuto a caso. Si è sostenuta la rendita immobiliare e la speculazione edilizia, nella cui alleanza si può leggere la storia urbanistica del nostro Paese ed anche la storia di un blocco di potere e del suo - per così dire - cemento. Nel frattempo líItalia entrava in Europa come ultima nella graduatoria dellíofferta di alloggi di edilizia pubblica residenziale.

Signor Presidente, vorremmo programmi di recupero urbano e di riuso del patrimonio abitativo nel segno di una politica di diffusione sociale ed orizzontale del diritto alla casa, un principio per noi inderogabile. Debbo dire che consideriamo questo provvedimento anche un successo della nostra lotta e della mobilitazione delle associazioni e dei movimenti.

Il principio inderogabile è il seguente: nessuno sfratto deve rappresentare il passaggio da una casa alla strada. Nel nostro Paese succede che, a ben tre anni dalla fine della contribuzione ex GESCAL, sono impegnati ma non spesi - si badi bene - e mai realmente utilizzati ben 18.000 miliardi di lire.

Per quale motivo quelle risorse non sono mai state utilizzate? Signori del Governo, da due legislature Rifondazione comunista propone líistituzione di una Commissione díinchiesta sullíutilizzazione dei fondi GESCAL e sul perché si siano creati ingenti residui passivi. Perché non si utilizzano quei 18.000 miliardi per un piano straordinario di recupero e di acquisto di alloggi da parte di comuni e regioni, per garantire il diritto alla casa, per lo meno alle famiglie a più basso reddito?

Pensiamo che si debba affrontare la questione abitativa con politiche alternative a quelle della privatizzazione del patrimonio pubblico e della liberalizzazione degli affitti. Abbiamo sostenuto e sosteniamo le lotte delle associazioni e dei movimenti che si battono per la realizzazione di un diritto fondamentale, come - per esempio - la grande iniziativa popolare in corso per líistituzione della cosiddetta Tobin tax, a cui pensiamo di dare il nostro contributo. Crediamo che si debba inserire, tra quelli da finanziare con le risorse sottratte alla speculazione finanziaria, il cruciale capitolo che parla delle nostre città, delle nostre esclusioni e dei nostri diritti conculcati.

Signor Presidente, per tutte queste ragioni, pur considerando il decreto-legge in esame anche frutto - come ho testé detto - di una nostra battaglia, parzialmente nostra vittoria, e per le gravi colpe che sono in capo allíattuale Governo, in termini di diritto negato alla casa e di mancata politica sociale sulla casa, i senatori di Rifondazione comunista si asterranno.

PEDRAZZINI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PEDRAZZINI (LNP). Dichiaro il voto favorevole del mio Gruppo sul provvedimento in esame.

VERALDI (Mar-DL-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

VERALDI (Mar-DL-U). Signor Presidente, signor rappresentante del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge di conversione del decreto-legge n. 450 del 27 dicembre 2001 torna in quest'Aula, dopo che il Senato lo aveva licenziato senza alcuna enfasi lo scorso 29 gennaio, per l'esame delle modifiche apportate dalla Camera dei deputati.

L'articolo 1 proroga la sospensione delle procedure esecutive di rilascio di immobili occupati adibiti ad uso abitativo per gli inquilini che hanno nel proprio nucleo familiare ultrasessantacinquenni o handicappati gravi e che non dispongono di altra abitazione o reddito sufficiente per accedere all'affitto di una nuova casa.

Vorrei ricordare che la proroga del blocco delle procedure di sfratto era stata con forza e più volte sollecitata al Governo dalle forze di opposizione e, in particolare, dal Gruppo della Margherita. A tal proposito delude l'atteggiamento del Governo Berlusconi e della sua maggioranza che, dopo otto mesi, non ha elaborato alcun progetto specifico a favore della politica della casa, finalizzato ad aumentare le offerte e a far calare i prezzi, spesso inaccessibili ai cittadini. Invece, con l'ultima legge finanziaria, ha diminuito di 150 miliardi il fondo di sostegno all'affitto, finalizzato ad aiutare le categorie disagiate.

L'unico momento sicuramente qualificante della politica della casa resta la legge n. 431 del 1998 approvata nella precedente legislatura e che il Governo non sta attuando.

Il Governo registra un ulteriore ritardo nel completamento dei programmi edilizi che - è bene ricordarlo - attingono alle risorse rese disponibili dal Governo di centro-sinistra con la legge n. 21 dellí8 febbraio 2001, che aveva stanziato circa 1.900 miliardi di lire.

Con riferimento all'articolo 2, il Governo ha introdotto alla Camera dei deputati il pagamento di premi assicurativi per la concessione della garanzia dello Stato in favore delle imprese di trasporto aereo, delle imprese di gestione aeroportuale e delle imprese che esercitano attività di trasporto merci, finora prestata gratuitamente. Ne ha inoltre disposto la retroattività a decorrere dal 27 novembre 2001 e non dal 1ƒ gennaio 2002, come era stato proposto dal Gruppo della Margherita e consentito dal comunicato ECOFIN del 22 settembre 2001. Infine, non ha previsto tra i beneficiari le società che gestiscono i servizi a terra per conto delle compagnie aeree.

Anche nel settore del trasporto aereo si registra dunque l'assoluta mancanza di un piano strategico di settore del Governo che affronti le gravi problematiche economiche di sicurezza successive agli avvenimenti dell'11 settembre.

Di fronte al presente provvedimento, che si limita a prorogare due termini di precedenti disposizioni e che si presenta come atto dovuto, privo di qualsiasi innovazione, il Gruppo della Margherita non può che dichiarare il proprio voto di astensione. (Applausi del senatore Monticone).

BRUTTI Paolo (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUTTI Paolo (DS-U). Signor Presidente, desidero innanzitutto dire poche parole sulla prima parte del provvedimento in esame che riguarda gli sfratti.

Apprezziamo naturalmente il fatto che vengano prorogati i termini per situazioni che hanno serie implicazioni sociali. Tuttavia, non possiamo non manifestare ed evidenziare che nella proposta che ci viene sottoposta vengono ristrette in modo notevole le categorie che possono partecipare a questo diritto.

Alcune delle categorie che vengono escluse dalla possibilità di accedere a questo diritto vivono condizioni sociali di particolare gravità e difficoltà, come quella dei lavoratori in cassa integrazione o alcune categorie di disoccupati che prima potevano usufruire di questa possibilità e ora non più.

Dobbiamo denunciare che ciò avviene mentre la politica del Governo non riduce la tensione abitativa, ma in qualche modo tende ad amplificarla, se è vero, come è vero, che nell'ultima legge finanziaria sono stati ridotti in misura sensibile, per un quantitativo che, se non ricordo male, è di oltre 150 miliardi, i contributi assegnati ai comuni attraverso un fondo nazionale.

Quindi, riducendosi i contributi, vengono ridotte le possibilità, da parte dei comuni, di favorire le categorie più svantaggiate, alcune delle quali, contemporaneamente, attraverso questo provvedimento vengono private della possibilità di accedere. Per questo motivo, riteniamo che questa proposta non sia sufficiente nè soddisfacente.

Sulla seconda questione, invece, quella che si riferisce alla proroga del periodo assicurativo per il trasporto aereo, credo non si possa non fare riferimento, per valutare la portata del provvedimento, alla situazione di estrema gravità che sta attraversando il trasporto aereo dopo gli attentati dellí11 settembre e che non si riduce nella sua prospettiva temporale: infatti, gli indicatori di questo comparto dicono che la crisi proseguirà con la medesima difficoltà per tutto il 2002 e per una parte cospicua del 2003.

La caduta del mercato nel nostro Paese è aggravata dalla crescita forte della concorrenza internazionale agevolata da politiche di Stato che vengono condotte a vantaggio delle compagnie aeree in Paesi che precedentemente non le conoscevano. Politiche di aiuti statali imponenti vengono praticate dagli Stati Uniti, che hanno già un sistema aeronautico, come voi sapete, molto sviluppato e molto forte.

Siamo quindi di fronte ad una restrizione del mercato e ad un aumento della concorrenza. Vengono colpite non soltanto le società di trasporto aereo in senso tradizionale, ma anche le gestioni aeroportuali, naturalmente, nonché tutto quel complesso di attività, le società di servizi, le società di servizi a terra, le società di servizi aeroportuali, quelle di assistenza ai passeggeri, che chiudono o riducono il personale.

Infine, le compagnie straniere che operano nel nostro territorio riducono il personale italiano utilizzato in questo comparto, e voi sapete quantíè difficile cercare di convincere compagnie aeree straniere (che quindi non hanno un rapporto negoziale positivo neanche con il nostro Governo) a ritornare indietro una volta che questi atti sono stati compiuti.

Questo panorama è aggravato dalla situazione di crisi dellíAlitalia, che non si risolve, nonostante quello che si sente dire, e che richiederebbe non soltanto scelte coraggiose in termini di ammortizzatori sociali, ma anche azioni strutturali che individuino misure sul terreno fiscale, su quello della ricapitalizzazione e su quello della ricerca di collaborazioni internazionali. Senza una scelta di questo genere, cioè di natura fiscale, finanziaria e di partnership internazionale, la crisi di questíazienda fondamentale del nostro trasporto aereo non si risolverà.

Uníultima considerazione: se si agisse così come sto cercando di dire, i riflessi positivi non si avrebbero soltanto sulle compagnie aeree, ma sullíinsieme del trasporto aereo. Ma tutto questo non si fa; viene presentata invece una misura parziale, ristretta, limitata nel tempo e destinata (faccio una facile previsione) ad ulteriori richieste di reiterazione di qui a qualche mese.

Probabilmente, quando ci verrà presentato il prossimo decreto, signor Presidente, estenderemo in quel decreto le misure di agevolazione anche a quei settori del trasporto aereo di cui ho parlato e che non ne beneficiano, come già è accaduto la volta precedente, cioè quando, come opposizione, chiedemmo di inserire anche le società aeroportuali, e ci si disse di no in questíAula, mentre ciò non accadde poi alla Camera.

Stranamente, in materia di trasporto aereo, alla Camera la maggioranza manifesta una disponibilità ad effettuare modificazioni che invece incontrano una chiusura netta nell'Aula del Senato.

Faccio una previsione: la prossima volta, ciò che qui manca verrà inserito in un decreto alla Camera e quando ne discuteremo in Senato ripeteremo che avremmo potuto fare noi, oggi, quella misura, che invece ci verrà riproposta con mesi di ritardo, sempre vedendo la nostra capacità deliberativa al rimorchio di quella della Camera dei deputati.

Per tutti questi motivi, manifestando quindi insoddisfazione rispetto alla proroga di termini, preannuncio il voto di astensione a nome del Gruppo Democratici di Sinistra. (Applausi dal Gruppo DS-U).

TURRONI (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TURRONI (Verdi-U). Signor Presidente, come altri colleghi, noi ci asterremo sul decreto-legge in esame. Ho espresso i motivi nell'intervento che ho svolto in precedenza, soprattutto per quanto riguarda la prima parte del decreto, quella che si occupa della proroga di termini in materia di sospensione delle procedure esecutive per particolari categorie di locatari.

Tuttavia, le parole che ho appena ascoltato da parte del collega Brutti, relative al fatto che la Camera in seconda lettura ha modificato in maniera così consistente il decreto, mi inducono a fare una riflessione ad alta voce, riprendendo talune risposte che il Sottosegretario allora delegato al primo dei decreti che oggi riformuliamo disponendo la nuova proroga ebbe a darmi in quest'Aula, e in precedenza in Commissione, quando venne proposto il provvedimento. In quella circostanza feci notare appunto che vi era un decreto che riguardava - come sottolineavo in precedenza - categorie diverse da quelle indicate nella legge n. 431 del 1998, così come non mancai di sottolineare la questione relativa all'autocertificazione, di cui ho già detto.

Ebbene, il sottosegretario Sospiri in quella circostanza disse che non c'era più tempo (mancava ancora un mese alla scadenza del decreto); modificandolo, avremmo rischiato la decadenza del provvedimento. Quindi, devo pensare che in quell'occasione, così come si è verificato più volte in passato, dopo la nota sentenza che ha impedito la reiterazione dei decreti, il rapporto fra le due Camere fosse improntato ad una collaborazione che riguardava certamente i tempi, ma anche il modo in cui si interveniva e si producevano delle modifiche, in modo tale che entrambe le Camere avessero il tempo necessario e sufficiente per poter intervenire su un provvedimento, qualora ritenessero di doverlo emendare. Contemporaneamente, però, doveva esservi anche, da parte di entrambi i rami del Parlamento, un'attenzione a fare in modo che le modifiche introdotte in seconda lettura - eventualmente vi fossero state - non comportassero un'alterazione tale del testo da renderlo di fatto un testo approvato con la lettura da parte di un solo ramo del Parlamento.

Signor Presidente, abbiamo un testo che è stato esaminato in prima lettura da questo ramo del Parlamento, poi è andato nellíaltro ramo ed è stato modificato in maniera sostanziale, per poi tornare in questo, e noi siamo costretti ad approvarlo così comíè, pena la decadenza del decreto.

Credo che sulla questione, come già fatto a lungo nella scorsa legislatura, si debba tornare a riflettere. Allora mi trovavo alla Camera e succedeva sempre che fosse il Senato, anche in virtù del proprio Regolamento, ad avere maggiori possibilità di aggiungere norme, commi e articoli ai decreti che si esaminavano. In questa circostanza mi accorgo che ciò è avvenuto alla Camera dei deputati.

Non posso far altro che invitare la Presidenza del Senato, ma anche i colleghi dei Gruppi, a riflettere su questo aspetto. Non possiamo intervenire su una parte consistente, anzi ormai preponderante, di un provvedimento, perché il modo con il quale è stato affrontato alla Camera dei deputati non ci consente di avere il tempo necessario e sufficiente. E qualora noi intervenissimo, al di là delle nostre valutazioni nel merito, ci troveremmo nellíimpossibilità di vedere convertito il decreto, con conseguente danno alle compagnie aeree e a quei pochi cittadini - anche se non siamo soddisfatti dellíestensione delle categorie - che possono godere della proroga degli sfratti così come disposta. Ripeto, credo che la questione ci debba riguardare.

Tornando al merito, ho appena detto che se dovessimo guardare strettamente alle cose per come ci vengono presentate dovremmo respingere questo decreto, perché cíè stata una disattenzione grave, voluta, da parte del Ministero competente nei confronti del Parlamento; perché cíè stata una disattenzione grave, voluta, da parte del Ministero competente nei confronti di richieste che in questíAula sono state avanzate, non solo adesso, non solo durante líesame di questo decreto, ma anche durante líesame del precedente decreto; perché ci sono state disattenzioni nei confronti di ciò che la legge chiede al Ministro competente.

Quindi, di fronte a provvedimenti come questo, così insufficienti, che non rispettano la legge sugli affitti, che non ci forniscono alcun quadro di riferimento complessivo a proposito del problema che riguarda le categorie deboli sottoposte a procedure esecutive, ma soprattutto non ci danno alcun quadro definitivo riguardo la politica che si vuole sugli affitti, dovremmo esprimere un voto contrario. Non abbiamo dubbi. Lo abbiamo visto nella scorsa legislatura. Questo è stato costantemente il comportamento dellíattuale maggioranza che, indipendentemente dal merito, si opponeva fino in fondo ai decreti dellíallora maggioranza.

Noi stiamo dando anche in questo caso una dimostrazione di senso di responsabilità. Stiamo riesaminando un provvedimento che non ci soddisfa, al quale abbiamo già avuto modo di presentare emendamenti migliorativi, perché proponevano soluzioni più adeguate alle leggi dellíordinamento statale che il Parlamento ha prodotto.

Ebbene, questo atteggiamento responsabile non ha trovato dallíaltra parte alcuna interlocuzione di tipo positivo. Nonostante ciò, non mutiamo il nostro modo di comportarci e di lavorare, non abbandoniamo quel senso di responsabilità che ha improntato sempre il nostro comportamento nelle sedi parlamentari.

Ribadiamo ancora una volta che non condividiamo il contenuto del disegno di legge in esame, per i motivi che abbiamo già spiegato. Tuttavia, non vogliamo far parte di quella categoria di persone che dicono "tanto peggio, tanto meglio", che preferiscono disfare piuttosto che contribuire alla ordinata e adeguata soluzione dei problemi. Per questi motivi, ci asterremo dalla votazione, non cessando neanche per un istante di dire alla maggioranza e al Governo che stanno sbagliando, che hanno emanato un provvedimento negativo. Noi continuiamo nella nostra battaglia.

Signor Presidente, chiedo che, prima di procedere alla votazione finale, sia verificata la presenza del numero legale in Aula.

 

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito la senatrice segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

(Vive proteste dai Gruppi Verdi-U e DS-U per alcune luci accese cui non corrispondono senatori presenti. Su segnalazione della senatrice segretario, il Presidente dispone che alcune tessere vengano tolte dal dispositivo di voto).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1000-B

PRESIDENTE. Metto ai voti il disegno di legge, composto del solo articolo 1.

È approvato.

Discussione e approvazione del disegno di legge:

(1001-B) Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Relazione orale)

PRESIDENTE. Líordine del giorno reca la discussione del disegno di legge n. 1001-B, già approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 104 del Regolamento, oggetto della discussione e delle deliberazioni saranno soltanto le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, salvo la votazione finale.

Il relatore, senatore Kappler, ha chiesto l'autorizzazione a svolgere la relazione orale. Non facendosi osservazioni la richiesta si intende accolta.

Pertanto, ha facoltà di parlare il relatore.

KAPPLER, relatore. Signor Presidente, il disegno di legge che stiamo proponendo allíattenzione dellíAssemblea giunge in terza lettura dopo le modifiche introdotte dalla Camera dei deputati nel corso della seduta del 14 febbraio scorso.

Il disegno di legge si componeva in origine di un solo articolo, cui ne sono stati aggiunti due che prevedono modificazioni e integrazioni al codice penale militare di guerra, come già modificato dalla legge 31 gennaio 2002, n. 6. In particolare, líarticolo 2 del disegno di legge introduce una definizione di conflitto armato, rimasta in sospeso nellíarticolo 165 del codice penale militare di guerra. Líarticolo 3 prevede un incremento del minimo della pena per trattamenti inumani da 1 a 2 anni, prevista allíarticolo 185-bis, introdotto con la recente legge 31 gennaio 2002, n. 6.

Sullíoriginario articolo 1 di conversione del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, le modificazioni sono di carattere tecnico, determinate in particolare dalla necessità di adeguamento allíentrata in vigore della citata legge n. 6, successiva di un giorno rispetto allíapprovazione di questo disegno di legge in Senato. Una ulteriore modificazione riguarda líarticolo 2-bis attraverso una riformulazione che non altera nella sostanza il contenuto.

Il disegno di legge è stato proposto allíattenzione della Commissione, nella seduta di ieri, con un riscontro generalmente positivo da parte dei Gruppi presenti. Ne proponiamo, pertanto, la rapida approvazione allíAssemblea. (Applausi dal Gruppo AN).

Presidenza del vice presidente CALDEROLI

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale.

È iscritto a parlare il senatore Martone. Ne ha facoltà.

MARTONE (Verdi-U). Oltreché parlare del provvedimento al nostro esame, solleciterò una serie di riflessioni che ritengo opportune sia dal punto di vista personale sia del Gruppo parlamentare al quale appartengo, impegnato su queste importanti tematiche. Illustrerò, pertanto, la posizione del mio Gruppo riguardo al provvedimento, prendendomi del tempo, nei limiti consentiti, per svolgere considerazioni a margine, a mio parere opportune: questo dibattito ci può infatti dare lo stimolo per discutere tematiche importanti di politica estera e non solo che, a quanto pare, sembrano abbandonate dal Governo.

L'Italia è il quinto contribuente dei bilanci complessivi dell'ONU e il terzo per ciò che riguarda le operazioni di peace keeping, peace enforcing e peace restoring. Negli anni si è rafforzata la scelta del nostro Paese di assumere ruoli sempre più determinanti nelle operazioni per la pace e la stabilità. Ciò ha prodotto, conseguentemente, una forte trasformazione della nostra politica estera e il rilancio delle attività di mediazione e di mantenimento degli standard di sicurezza internazionale, soprattutto nei Balcani e nel Mediterraneo, ma anche in Africa, dove l'Italia svolge un ruolo chiave nella missione UNMEE in Etiopia ed Eritrea, così come in altre aree geografiche.

In questo quadro i Verdi hanno sempre garantito il loro consenso, appoggiando l'invio di militari in missioni internazionali; anzi, avevano auspicato un impegno maggiore, più incisivo da parte italiana e dell'Unione europea, in tutte quelle situazioni di gravissima crisi, in cui invece la Comunità internazionale è stata tragicamente assente o è intervenuta con colpevole ritardo, in Ruanda come in Bosnia, in Angola o Sierra Leone.

Questo è il primo punto di discussione che vorrei sollecitare, cioè quello del doppio peso e della doppia misura, proprio perché va ad intaccare o comunque a pregiudicare il concetto stesso di intervento umanitario nelle missioni militari internazionali.

I Verdi sono fermamente contrari al provvedimento in analisi per come esso è strutturato. Le operazioni in Kosovo, Macedonia, Albania, Bosnia, ad Hebron, in Etiopia e in Eritrea, pur presentando contesti e caratteristiche a volte assai diversificati, sono da considerare operazioni di mantenimento o rafforzamento della pace. Non si comprende la ragione per la quale il Governo voglia assimilarle ad operazioni militari, alla guerra combattuta sotto il nome di Enduring freedom. Farlo è eticamente e politicamente inaccettabile. Secondo noi vi era invece la necessità di una discussione separata ed approfondita, proprio per la natura specifica e precipua delle missioni militari in Afghanistan.

Su questo punto la nostra opposizione non è soltanto politica ma è anche di contenuto, proprio perché dopo l'11 settembre non possiamo evitare di interrogarci sul principio stesso dell'ingerenza umanitaria e capire se in effetti da questo principio non si sia passati a quello che un attento osservatore come Antonio Gambino ha chiamato "imperialismo dei diritti umani". Sono proprio il doppio peso e la doppia misura che ci devono dare occasione di riflessione.

Vorrei citare Antonio Gambino perché il suo è a mio parere un contributo importante all'approfondimento di questo delicato tema. In merito al cosiddetto double standard, cioè il doppio peso e la doppia misura, egli così spiega perché noi non siamo intervenuti in Sierra Leone ma abbiamo preferito intervenire in altre occasioni: "Questo continuo passaggio da situazioni di sovreccitazione falsamente etica ad altre di totale disattenzione dovrebbe essere accuratamente evitato, perché altrimenti, condannando e punendo una volta ed altre venti volte ignorando, perfino assolvendo, il messaggio che si manda non è più quello della solidarietà e della giustizia ma quello del cinismo e dell'arbitrio o, se si preferisce, quello del declassamento della giustizia a vendetta. Ed è esattamente questo, di un susseguirsi di vendette e controvendette, il pericolo che oggi abbiamo di fronte con l'operazione Enduring freedom, un pericolo che la soverchiante potenza degli Stati Uniti non appare in grado di scongiurare e non solo perché nei confronti di un simile meccanismo, una volta che si sia messo in moto, tutti sono in qualche misura impotenti" - e noi parlamentari dovremmo porci questo problema - "ma anche perché sono proprio gli americani che con una politica delle taglie, ispirata alla tradizione dei bounty killers, favoriscono il diffondersi di comportamenti che ben poco hanno a che vedere con la cultura giuridica occidentale".

Mi domando se anche il riferimento all'axis of evil, cioè all'asse del male, che il presidente Bush continua a fare nelle sue visite in Medioriente non rientri in questo concetto di doppio peso e di doppia misura etica.

Questo, secondo me, è un punto importante sul quale bisogna interrogarci. Qui invece si vuole ridurre questo tema di grande importanza ad argomento di ordinaria amministrazione. Questo ci pone di fronte dei pesanti interrogativi sull'intero impianto della politica estera del nostro Paese, di un Governo che è stato assente e che continua ad esserlo, e sulle grandi preoccupazioni che riguardano l'allargamento del conflitto alle Filippine e all'Iraq (ma su questo tornerò dopo).

Prorogare un'operazione che intanto, secondo noi, non è sotto l'egida o il mandato ONU - e quindi non sono le Nazioni Unite che ci chiedono di farlo - implicherebbe quanto meno ulteriori passaggi parlamentari per valutarne gli obiettivi, i tempi, le rimodulazioni, per analizzare quali sono stati ad oggi i risultati e le conseguenze e quali saranno le regole d'ingaggio o le modalità d'intervento a fronte della manifesta intenzione degli Stati Uniti di allargare il conflitto almeno all'Iraq.

Non sono questioni di poco conto, onorevoli colleghi senatori, e non possiamo certamente esaurirle nella discussione di un disegno di legge di proroga di missioni internazionali. Dovremmo avere occasione di discuterle in maniera molto più approfondita di quanto ci è oggi consentito con una discussione che si innesta su un tema assai importante e rilevante, quale quello del diritto all'immigrazione.

Vi sono oggi tutti i segnali di una accresciuta tendenza degli Stati Uniti a gestire da soli queste situazioni. Fin dall'inizio la guerra in Afghanistan ha assunto caratteristiche diverse dalla guerra in Kosovo: in quell'occasione gli Stati Uniti rappresentavano un importante pezzo di una forza multinazionale prevalentemente europea e inquadrata nella NATO; in Afghanistan la guerra sembra un fatto personale del presidente Bush che vuole probabilmente avere mani libere per ulteriori operazioni da effettuare altrove.

Enduring freedom, quindi, si configura sempre più come un affare privato degli Stati Uniti, che lasciano magari alla forza ISAF il compito di ripulire le situazioni di estrema tensione che il loro intervento militare ha contribuito a creare. Basti pensare a ciò che sta accadendo ora in Afghanistan dove, dopo incessanti bombardamenti e la creazione di un governo quasi fantoccio, riemergono i conflitti interni tra i vari signori della guerra che hanno fatto parte dell'Alleanza del Nord.

Un affare privato degli Stati Uniti, dunque, nel quale gli altri alleati, soprattutto gli europei, compresi gli italiani, fungono da supporto militare e logistico, senza alcuna capacità e possibilità di cogestione e condivisione delle decisioni.

Vorrei richiamare questo punto perché è stato uno degli argomenti con il quale il Governo ha voluto giustificare e legittimare la partecipazione italiana alle operazioni in Afghanistan. Si disse allora che occorreva partecipare per poter dire la nostra, per fare in modo che l'intervento militare non fosse l'unico strumento; ci troviamo invece di fronte ad un fallimento clamoroso dell'intento del Governo e, a nostro avviso, ciò non fa altro che vanificare l'impegno dell'Italia in questa operazione. (Commenti ironici del senatore Palombo). Qualcuno sta ridendo, non condividendo quanto dico; ma siamo tutti liberi di esprimere le nostre opinioni. Sento spesso affermazioni peggiori di quelle che sto facendo.

In Afghanistan prende corpo una missione parallela, atta a costituire una vera e propria forza di pace sotto l'egida dell'ONU, l'ISAF, ma in realtà tale missione parallela e multinazionale rimane tuttora sotto il controllo del comando strategico di Tampa. Ci troviamo di fronte ad una situazione abbastanza paradossale, nella quale le nostre forze non sono sotto il comando diretto della Difesa o dei comandi supremi italiani, bensì dei comandi militari della Florida.

Non siamo soltanto noi Verdi ad esprimere dubbi e perplessità: anche i tedeschi vorrebbero rafforzare i connotati pacifici e umanitari del corpo di spedizione e chiedono autonomia dal quartier generale di Tampa. Lo stesso stanno facendo i francesi che vorrebbero certo un'operazione molto più consistente in termini numerici, avente i requisiti di peace restoring e di interposizione fra le varie frazioni afgane; un'urgenza che ci sembra ancor più evidente dopo le ultime notizie circa i conflitti tra le varie fazioni dell'Alleanza del nord.

Tali questioni presentano, a nostro avviso, la necessità di una discussione separata, che coinvolga riflessioni approfondite sul nostro ruolo, sul ruolo degli europei, su quali politiche si intendono adottare affinché in Afghanistan e in tutta l'Asia centrale si cominci a costruire un futuro di stabilità. Così come sarebbe stata necessaria una discussione separata sugli effetti, poco noti e ben dimenticati, delle operazioni militari statunitensi in Afghanistan.

Si sa per esempio qual è il numero delle vittime civili dei bombardamenti? Il professor Marc Harold dell'università del New Hampshire parla di 3.767 vittime al 10 dicembre scorso ed è un numero approssimato per difetto perché non tiene conto dei decessi avvenuti per le ferite riportate, delle morti per fame e per gelo, delle morti provocate fra i civili in fuga dalle mine e dalle piccole cluster bomb.

Vogliamo mostrare anche in quest'Aula lo stesso cinismo del Pentagono quando, nel commentare la morte di 93 persone nel villaggio afgano di Chowkar-Karez bombardato l'ottobre scorso da un AC-130 ha affermato letteralmente: "Quelli sono morti perché li volevamo morti"? È un comunicato stampa del Pentagono dellíottobre scorso. Vogliamo manifestare lo stesso cinismo della signora Madeleine Albright quando affermò che la morte di 500.000 bambini iracheni era un prezzo da pagare per mantenere le sanzioni contro Saddam Hussein?

E quanti altri morti civili ci saranno in Afghanistan? Quale sarà il destino dei profughi in uníemergenza che continua a rimanere inascoltata e sotto traccia negli impegni che il Governo italiano vuole assumere a livello internazionale? Quali condizioni saranno garantite per le organizzazioni umanitarie che già operano in condizioni impossibili?

Si tratta di persone coraggiose che fanno parte di organizzazioni non governative italiane ed internazionali che da anni lavorano e cercano di creare, anche in quelle occasioni difficili, un futuro di pace. E soprattutto quali sono i risultati nella lotta al terrorismo internazionale? Quale prezzo politico-economico si sta pagando per tenere coesa la coalizione internazionale di Enduring freedom?

Pensiamo - ad esempio - alla Siria, che è stata classificata come uno Stato terrorista e che ora è ammessa al Consiglio di sicurezza dellíONU, con il supporto degli Stati Uniti. Pensiamo alla Russia, che ha carta bianca in Cecenia e nelle Repubbliche musulmane ex sovietiche. Pensiamo alla Cina, alla quale è stato promesso di sbloccare la vendita americana di pezzi di ricambio per gli elicotteri Black Hawk, interrotta dopo la repressione di Tienanmen. Pensiamo allíUzbekistan, che detiene tuttora 7.000 prigionieri politici, nei confronti del quale gli Stati Uniti stanno ora attuando una politica di progressivo avvicinamento, perché esistono vantaggi evidenti dal punto di vista economico rappresentati dallíoleo-gasdotto che dovrebbe attraversare líAfghanistan. Pensiamo al Pakistan, la cui necessità di un appoggio politico ed economico, anche attraverso il congelamento dei pagamenti sul debito estero e lo stanziamento di fondi da parte del Fondo monetario internazionale, ha drenato importanti risorse che dovevano essere invece destinate alla cancellazione del debito dei Paesi in via di sviluppo.

Tra líaltro, pensiamo anche alle Filippine. Qualche settimana fa sono stato a Porto Alegre e ho avuto occasione di confrontarmi con i nostri colleghi parlamentari filippini, che sono estremamente preoccupati del nuovo intervento americano nelle Filippine, di cui non cíè traccia nei nostri dibattiti parlamentari e neanche nelle dichiarazioni del Governo.

Si tratta di un intervento che sta riportando le Filippine alla situazione di 20 anni fa, quando esistevano basi militari americane che sono state poi mandate via, grazie alla decisione del popolo e del Parlamento, e che ora si stanno ricostruendo sotto il pretesto di un supporto logistico alle operazioni dellíesercito filippino contro le milizie musulmane di Abu Sayaf. Riportiamo il tempo a ventíanni addietro.

Un altro elemento di fortissima perplessità è costituito dalla reintroduzione del codice penale militare di guerra, e non solo per líoperazione di Enduring freedom. Si reintroduce, secondo noi, un codice obsoleto, di dubbia costituzionalità - ricorderete le varie eccezioni di costituzionalità che abbiamo sollevato in questíAula, almeno cinque - e mai applicato nella storia dellíItalia repubblicana. Anche in questo caso non posso evitare di ricordare le dichiarazioni trionfalistiche dei membri della maggioranza quando in Commissione esteri hanno annunciato che finalmente, dopo la seconda guerra mondiale, líItalia è in guerra e che per la prima volta si sta applicando il codice penale militare di guerra, come se questo fosse soltanto un incidente di percorso e non una grave affermazione in termini di politica estera del nostro Paese.

Ci chiediamo: anche la missione Alba era molto pericolosa, esistevano ed esistono tuttora rischi seri in Kosovo, come in Macedonia ed in Etiopia, perché in quel caso non si è deciso di applicare il codice militare di guerra mentre si decide di applicarlo ora? Perché affannarsi ad introdurre modifiche affrettate in una materia che avrebbe bisogno di altri approcci ed altri approfondimenti, visto che líItalia è uno dei pochissimi Paesi al mondo, insieme al Brasile, alla Repubblica Dominicana, al Messico e alla Turchia, a conservare un doppio ordinamento, rendendo i cittadini militari meno cittadini degli altri?

Lo stesso procuratore generale militare, il 22 gennaio, ha espresso fortissime riserve - l'ho citato io in questíAula in discussione generale - circa líinadeguatezza, líirrazionalità e líinefficacia del nostro codice di guerra, nel quale sono previste pene da uno a sette anni - lo ricordo al nostro collega Zancan - per chi uccide un colombo viaggiatore (articolo 160 del codice penale militare di guerra).

Si suppone poi che líapplicazione del codice di guerra segua alla "dichiarazione dello stato di guerra", dichiarazione che non è mai stata fatta in questíAula in virtù di una nuova elaborazione di un concetto di guerra guerreggiata, secondo il senatore Contestabile - ricordo perfettamente le parole che ha pronunciato quel giorno - che dovrebbe eludere o vanificare ogni voto da parte delle Camere.

Sono troppi i dubbi, le perplessità, le contraddizioni e le incongruenze che ravvisiamo allíinterno di questo provvedimento, che in effetti ha poco a che fare, in vista di queste considerazioni, con le missioni internazionali di pace. Per questo motivo dichiariamo il nostro voto contrario ed auspichiamo che questa occasione possa portare a ridiscutere la politica estera del nostro Paese. (Applausi dai Gruppi Verdi-U e Misto-RC).

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Palombo, il quale nel corso del suo intervento illustrerà anche l'ordine del giorno G100. Ne ha facoltà.

PALOMBO (AN). Signor Presidente, esprimo il voto favorevole di Alleanza Nazionale su questo provvedimento. Voglio rispondere al collega dei Verdi che mi ha preceduto e che orgogliosamente ha detto di essere stato a Porto Alegre. Ebbene, mentre lui era a Porto Alegre, io ero a Kabul con alcuni colleghi parlamentari, dove abbiamo avuto modo di incontrare il Primo ministro di quel martoriato Paese che ci ha pregati di farci portavoce presso la Comunità europea affinché sia incrementato il numero dei militari presenti a Kabul.

I nostri militari in quell'area stanno svolgendo uníopera importante, insieme ad altri militari, e credo che il contributo che questi uomini stanno dando (ripeto anche su richiesta del Primo ministro) servirà a riportare in quel martoriato paese un poí di pace, di tranquillità e di serenità.

Abbiamo preso degli impegni a livello internazionale, abbiamo l'obbligo di mantenerli e li manterremo.

Detto questo, ribadisco il voto favorevole di Alleanza Nazionale sul provvedimento in esame. (Applausi dai Gruppi AN e FI. Congratulazioni).

PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il relatore.

KAPPLER, relatore. Non ho nulla da aggiungere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il rappresentante del Governo che invito altresì a pronunciarsi sullíordine del giorno G100.

BOSI, sottosegretario di Stato per la difesa. Vorrei semplicemente osservare che le modifiche apportate dalla Camera dei deputati servono a definire il conflitto armato ai fini penali. Sono dunque norme di maggior garanzia per la popolazione nei confronti di questa azione militare. Non vorrei che l'insorgere di espressioni polemiche fosse riferita a questioni che non esistono, perché su questo delicato e importante problema da parte del Governo si è sempre ricercata l'unanimità.

Il Governo accoglie l'ordine del giorno del senatore Palombo a condizione che il presentatore inserisca, dopo la parole: "impegna il Governo", l'espressione: "a verificare l'opportunità di".

PRESIDENTE. Senatore Palombo, accoglie la modifica proposta dal Governo?

PALOMBO. Sì, signor Presidente.

PRESIDENTE. Essendo stato accolto dal Governo, líordine del giorno G100 (testo 2) non verrà posto in votazione.

Passiamo allíesame degli articoli del disegno di legge.

Poiché non sono stati presentati emendamenti al testo del decreto-legge, comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati, passiamo alla votazione dell'articolo 1.

 

Verifica del numero legale

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, sentita la discussione, credo che l'Aula abbia il dovere, di fronte ad un provvedimento come questo, che noi ovviamente avversiamo, di verificare il numero legale e quindi, se 12 senatori me ne daranno la possibilità, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione del disegno di legge n. 1001-B

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 1, recante la conversione del decreto-legge n. 451, nel testo comprendente le modificazioni apportate dalla Camera dei deputati.

E' approvato.

Metto ai voti l'articolo 2 del disegno di legge, introdotto dalla Camera dei deputati.

E' approvato.

Metto ai voti l'articolo 3 del disegno di legge, introdotto dalla Camera dei deputati.

E' approvato.

Passiamo alla votazione finale.

MALENTACCHI (Misto-RC). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Come consuetudine, lei è il primo ad intervenire in dichiarazione di voto.

MALENTACCHI (Misto-RC). Dispiacerà a qualcuno se faremo tardi, ma non è questo il problema, comunque líargomento lo richiede.

Signor Presidente, signori del Governo, onorevoli colleghi, affrontiamo, in terza lettura, il disegno di legge 1001-B: "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali", modificato nellíaltro ramo del Parlamento.

Esprimiamo, come avvenuto in occasione del precedente esame del provvedimento da parte del Senato, il giudizio negativo ed il voto contrario di Rifondazione comunista al disegno di legge di proroga delle missioni militari italiane allíestero.

Le motivazioni per cui non condividiamo affatto questo disegno di legge sono molteplici: anzitutto, il comma 3 dellíarticolo 1, che include nel novero delle operazioni militari internazionali quella denominata Enduring freedom, vera e propria operazione dichiaratamente di guerra.

Vorrei svolgere una prima osservazione: perché deve essere prorogata? La guerra in Afghanistan non è finita? Con quali fini deve essere prorogata? In quale contesto e quadro internazionale e agli ordini di chi? Forse perché non è stato trovato Bin Laden?

La seconda osservazione: la missione Enduring freedom in questo disegno di legge viene abbinata ad altre missioni che in passato sono state presentate, e tuttora viene fatto, con connotati e finalità diverse rispetto ad Enduring freedom; a tal punto diverse che per Enduring freedom il Governo ha resuscitato líapplicazione del codice penale militare di guerra laddove per altre missioni ñ díaltra parte, lo afferma lo stesso disegno di legge in questione ñ il riferimento è al codice penale militare di pace.

Non è piccola la differenza! Come Rifondazione comunista la nostra analisi è che si tratta di una incongruenza in realtà più apparente che sostanziale, perché il contesto che determina e che ha determinato le missioni di ieri e la guerra di oggi è lo stesso: è la violazione dellíarticolo 11 della Costituzione e líaccettazione di un modello di difesa sganciato dallíobbligo costituzionale allo strumento della pace come strumento principe della polizia internazionale.

La copresenza dellíoperazione Enduring freedom in un medesimo disegno di legge rivela meglio di molti discorsi la caratteristica fondamentale e fondativa di questa strategia che presiede alle operazioni militari internazionali, che è appunto la guerra. La guerra come contesto in atto, come è stato per Enduring freedom, o come riferimento pregresso, da cui traggono ragione e legittimazione le missioni.

Vorrei inoltre osservare che questo mettere insieme operazioni così diverse fra loro, che in comune hanno tuttavia líopzione bellica come segno sovraordinatore, significa vanificare e marginalizzare anche operazioni che hanno invece un segno decisamente diverso, ovvero di pace e di concorso alla pacificazione delle parti, come è il caso del piccolo contingente di carabinieri disarmati impegnati ad Hebron: contingente piccolo, certo non a caso, considerate le priorità geopolitiche che il nostro Paese si dà al seguito degli Stati Uniti díAmerica.

Dire che il contesto è complessivamente lo stesso non significa però né darlo per scontato una volta per tutte, né darlo per assodato.

Siamo contro il fatto che una missione dichiaratamente di guerra, guerra micidiale ed inquietante per i risvolti inediti che rappresenta, senza confini di luogo e di tempo, come ama dire il presidente Bush, una tale guerra venga assunta tranquillamente in un contesto legislativo che si presenta, come dire, di routine.

Proroghiamo missioni in cui le Forze armate italiane sono impegnate in qualche modo a fare del bene. Nessuna di queste missioni, intendiamoci, è di routine, meno che mai può essere di routine, e pertanto sottoponibile a una proroga in un contesto oscuro, una missione come quella denominata Enduring freedom. Noi dissentiamo, appunto.

Mettere insieme le cose in questo modo non fa che facilitare il ricorso alla guerra e non farà che allargare a dismisura l'adattamento culturale alla guerra stessa, cioè l'accettazione dell'idea che il nuovo modello di difesa ruoti intorno all'azione bellica come variabile possibile in ogni momento. Gli automatismi vanno contrastati e noi vogliamo contrastarli in tutte le sedi, anche in questa, ad uno ad uno. Vogliamo che i problemi vengano discussi e affrontati.

Signor Presidente, ci troviamo di fronte ad una guerra che sfugge a tutte le regole, a tutte le caratteristiche tradizionali e a tutti i limiti stessi di una guerra. Ma sappiamo anche che la risposta all'attacco terroristico da parte degli Stati Uniti ha accelerato drammaticamente un processo di pretesa di direzione oligarchica del mondo, già in corso negli Stati Uniti d'America e già attuato, da parte degli Stati Uniti, negli ultimi anni. Non lo dico io, lo vanno dicendo con chiarezza ormai molte voci libere dell'America: intellettuali, uomini e donne della politica, operatori della comunicazione democratica, che non si lasciano imbavagliare dalle emergenze e dalle censure di Bush. Penso se ne debba discutere e si debba discutere della politica estera del nostro Paese.

Un'inchiesta del "New York Times", pubblicata recentemente, parla di un numero esorbitante di vittime civili in Afghanistan, quelli che eufemisticamente si continuano a chiamare "effetti collaterali". Le voci di un allargamento del conflitto all'Iraq si moltiplicano. Quindi, non più la strategia di Clinton di contenimento, ma intervento diretto contro l'Iraq.

"Niente è escluso sugli Stati-canaglia. Tutte le opzioni sono aperte". E la prima delle opzioni sul tavolo è la guerra. Questo ha detto pochi giorni fa George Bush alzando i toni della sua crociata contro l'"asse del male" e stringendo i tempi per il conto delle alleanze. L'attacco all'Iraq è molto più di un'ipotesi, l'operazione sarebbe già stata pianificata nei dettagli, cari colleghi. Bush è più che deciso ad andare sino in fondo.

Approfittando della trasferta in Asia, ha incassato il via libera all'attacco a Baghdad e soprattutto la condivisione da parte del Giappone, come della Corea del Sud e della Cina, della necessità di combattere con ogni mezzo il triangolo del male formato da Iran, Iraq e Corea del Nord. In Europa, alle critiche del ministro degli esteri francese Hubert Vedrine, si sono unite quelle del collega tedesco Joschka Fischer che ha detto di essere "molto preoccupato" per le voci di un'imminente operazione a Baghdad. Voci che diventano sempre più insistenti.

Lunedì scorso, un giornale libanese - sulla base di informazioni fornite dal direttore della CIA, George Tenet, al presidente egiziano Mubarak - dava già per decisa l'operazione. Tenet avrebbe chiesto a Mubarak di non opporsi pubblicamente alla decisione USA, ma il Presidente egiziano avrebbe ribadito la propria contrarietà ad un'azione militare.

Credo che il Parlamento italiano se ne debba occupare e debba discutere su come porsi di fronte a questo nuovo, imminente e tragico fronte di guerra. La risposta all'attacco terroristico ha rivelato quali dimensioni può assumere la guerra quando essa è messa alla prova contro fenomeni come il terrorismo, che non possono essere controllati da una guerra e che una guerra non può assolutamente risolvere.

Dove va Enduring freedom, signor Presidente? Dove va l'Italia al seguito di Bush? Il Presidente degli Stati Uniti chiede continuamente il diritto di portare avanti la sua campagna Enduring freedom senza limiti, senza controlli, senza necessità di rendere conto a nessuno, nel mistero e nella violazione di ogni legalità democratica, compresa quella che la Costituzione americana assicura ai suoi cittadini e alle sue cittadine.

Mi sembra che tardivamente ci si renda conto di come vengano trattati i prigionieri talebani, che non sono prigionieri di guerra, perché gli Stati Uniti non li ritengono tali. Infatti, se li riconoscessero come tali, essi avrebbero diritto al trattamento di prigionieri di guerra, come riconosce loro la Convenzione di Ginevra.

Il problema è appunto questo, che non vogliono riconoscerli come prigionieri di guerra. Di tutto questo vogliamo parlare prima di prorogare ad occhi chiusi anche questa missione o vogliamo andare avanti? Evidentemente il Governo e il Parlamento se ne assumeranno la responsabilità.

Per queste ragioni, i senatori di Rifondazione Comunista voteranno convintamente contro la conversione in legge del decreto n. 451 del 2001. (Applausi dal Gruppo Misto-RC. Congratulazioni).

PERUZZOTTI (LNP). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PERUZZOTTI (LNP). Signor Presidente, solo per esprimere il voto favorevole della Lega Nord Padania al provvedimento.

CIRAMI (UDC:CCD-CDU-DE). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CIRAMI (UDC:CCD-CDU-DE). Signor Presidente, la materia della quale ci dobbiamo occupare questa sera è assai circoscritta e non riguarda tutte le elucubrazioni che abbiamo ascoltato, che ripetono le questioni e gli argomenti che hanno caratterizzato la prima approvazione del decreto-legge n. 451, ma soltanto la modifica apportata dalla Camera dei deputati.

Una modifica che appare assai necessaria ed opportuna, soprattutto perché in quel contesto si è parlato di conflitto armato, ossia di una situazione non meglio precisata, oscillando questa tra le operazioni di polizia internazionale e lo stato di guerra (che molte e molte perplessità ha sollevato soprattutto per líapplicazione delle norme necessarie del codice militare di guerra).

Líarticolo 2 definisce cosa si debba intendere, ai fini della legge penale militare di guerra, per conflitto armato, proprio per distinguerlo dalle operazioni di polizia diverse e assolutamente generiche, e da quello che era lo stato di guerra che, in tempi moderni, non è più né auspicabile né verificabile secondo la configurazione classica.

Tale definizione, quindi, pare opportuna, anche se, debbo dirlo con chiarezza, nella sua formulazione si sarebbe potuti essere più corretti dal punto di vista lessicale e giuridico, a causa della ripetizione, che comunque potrà essere corretta allorché si dovrà rivedere líintera materia. Si dice infatti che: "Öper conflitto armato si intende il conflitto in cui almeno una delle parti fa usoÖ", quando si sarebbe potuto dire: "Öper conflitto armato si intende líuso militarmente organizzatoÖ".

Tuttavia, essendo questo opportuno e necessario, al di là dellíinfelice formulazione, noi dellíUnione democristiana e di centro diamo il nostro voto favorevole alla conversione definitiva di questo decreto-legge.

PASCARELLA (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PASCARELLA (DS-U). Signor Presidente, questo provvedimento torna alla nostra osservazione modificato dalla Camera, diceva bene allíinizio il relatore, per alcuni aspetti sicuramente formali (vedi la legge del 30 gennaio 2002) e per altri che sono sicuramente innovativi e che riguardano soprattutto la definizione di conflitto armato, líimpegno del Governo a presentare al Parlamento un testo che disciplini organicamente gli impegni militari armati allíestero e líinasprimento delle pene, da uno a due anni, per i trattamenti disumani.

Vorrei ricordare a me stesso e ai colleghi che sono presenti che nellíultimo periodo su questo aspetto vi sono state delle novità: è cambiato il contesto e anche la nostra missione, quella su cui è stata fermata líattenzione, Enduring freedom, ha caratteristiche diverse rispetto a quelle che aveva allíinizio, nellíautunno scorso, dopo la discussione in Parlamento.

Oggi possiamo definire questa missione nellíambito di accordi internazionali ISAF e possiamo intenderla come una missione di interposizione di pace, di peace keeping (come vengono usualmente definite queste operazioni).

Il Parlamento però dovrebbe prestare particolare attenzione allíimpegno, che dobbiamo continuare a portare avanti, con riferimento agli aiuti umanitari allíAfganistan. Inoltre, desidero esprimere con franchezza la nostra contrarietà allíipotesi di allargamento del conflitto nel Golfo Persico.

Líattenzione di questo Parlamento deve concentrarsi sulla giornata odierna, nella quale si sono consumati in Palestina fatti gravi e significativi, quali il bombardamento del quartier generale di Arafat e della sede della televisione palestinese.

Dobbiamo allora fare in modo che il Parlamento spinga il Governo ad attivarsi maggiormente nellíambito dellíUnione europea, al fine di prendere fermamente le distanze dalla politica di Sharon e di assumere un maggiore impegno per la riapertura di un tavolo di pace nel Medioriente.

In coerenza con le osservazioni che abbiamo espresso anche in prima lettura sul disegno di legge in esame, a nome del Gruppo DS-U dichiaro il nostro voto favorevole. (Applausi dal Gruppo DS-U).

BONAVITA (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

BONAVITA (DS-U). Signor Presidente, esprimo un dissenso profondo, che coinvolge anche altri colleghi del mio Gruppo, che mi porta a dichiarare un voto contrario alla conversione di questo decreto-legge.

Ancora una volta siamo chiamati a discutere un decreto che accomuna aspetti fra loro diversi. Infatti, in modo ipocrita vengono confuse operazioni di peace making e operazioni di guerra, una guerra tra líaltro non dichiarata. Enduring freedom è la teorizzazione ormai a livello planetario della guerra come elemento fisiologico e normale per la soluzione dei problemi internazionali. È una normalità alla quale non vogliamo sottometterci.

Questa guerra non ha raggiunto líobiettivo, che si prefiggeva, di sconfiggere il terrorismo, ma anzi lo sta praticamente alimentando, come dimostrano i fatti che quotidianamente accadono in Palestina. I nemici, da Bin Laden allo sceicco Omar, circolano liberamente e nuovi scenari di guerra si aprono, dalle Filippine alla Somalia. Questo stato di guerra ha alimentato i falchi in Israele ed è un elemento contrario alla soluzione pacifica dei problemi in Terra Santa.

Questi motivi profondi ci impediscono di votare a favore del disegno di legge in esame e pertanto esprimiamo la nostra totale contrarietà. (Applausi dal Gruppo Misto-RC).

ACCIARINI (DS-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto in dissenso dal mio Gruppo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto e le do la parola.

ACCIARINI (DS-U). Signor Presidente, esprimo anchíio il mio dissenso.

Proprio la terza lettura avrebbe dovuto permettere una valutazione seria e approfondita del carattere che ha assunto la guerra in corso. Ci accingiamo invece a prorogare i termini della missione e già il suono burocratico di questa espressione è agghiacciante.

Questo Parlamento perde líoccasione per interrogarsi seriamente sui seguenti punti: negli Stati Uniti, la guerra dà più potere ai servizi segreti e ai tribunali speciali per gli stranieri; i diritti umani sono violati (basti pensare alle gabbie di Guantanamo); la questione palestinese diventa sempre più difficile da risolvere e Arafat, che era il filo di connessione con il mondo occidentale, è privato via via di poteri negoziali.

In Afghanistan, al di là del gioco dei Governi provvisori e degli spot pubblicitari della televisione, in realtà sta accadendo una grave catastrofe umanitaria, i cui effetti si sentiranno ancora per molto tempo negli anni a venire; i due principali obiettivi della guerra sono in qualche modo fuori discussione, se ne sono perse le tracce.

Allora, il Senato della Repubblica vuole chiedersi cosa veramente sta facendo? Che cosa stiamo prorogando? Ritengo una guerra inutile che colpisce i più deboli, che - come tutte le guerre - non raggiunge gli obiettivi che si prefigge, ma cerca soltanto di disseminare sangue e distruzione. (Applausi dal Gruppo Misto-RC e dei senatori Battaglia Giovanni e Bonavita. Commenti dal Gruppo FI).

MARTONE (Verdi-U). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MARTONE (Verdi-U). Signor Presidente, prima di dichiarare il nostro voto, mi abbandono ad alcune elucubrazioni, come ha detto il senatore Cirami riferendosi ai nostri interventi. Ebbene, queste elucubrazioni le stiamo facendo perché il vostro Ministro degli affari esteri non ritiene opportuno venire in Aula a riferire su quanto sta accadendo in Palestina, sulla posizione del Governo italiano a proposito del conflitto in PalestinaÖ (Commenti del senatore Cirami), sullíallargamento della guerra in Iraq e nelle Filippine. Abbiamo ora líoccasione per discutere di questi argomenti e quindi lo faremo.

Prima di ribadire il nostro voto contrario, rilevo che le soluzioni di mercato ed economiche al problema della guerra, ascoltate dal Governo, non affronteranno i problemi fondamentali della questione; abbiamo ascoltato di un piano Marshall per il problema della Palestina, come se gli investimenti nel settore privato potessero intaccare i problemi fondamentali sottesi al conflitto israelo-palestinese.

Abbiamo sentito parlare di un rilancio del commercio internazionale: liberalizziamo gli scambi commerciali; aiutiamo i Paesi poveri, ridiamo forza alla OMC, alla Banca mondiale, al Fondo monetario perché lí11 settembre ci ha insegnato che la povertà su scala globale è la causa principale del terrorismo islamico.

Ciò non è assolutamente vero. Il terrorismo islamico non si combatte con la guerra, né con infusioni di denaro ma affrontando le contraddizioni politiche che ne sono alla base. Si combatte comprendendo di chi sono le responsabilità politiche per líembargo in Iraq, di chi sono le responsabilità politiche per il massacro di Sabra
e Chatila e via dicendo.

Non possiamo far altro che ribadire il nostro voto contrario. Speravamo che questa potesse essere líoccasione per approfondire temi di politica estera, ma il nostro tentativo di dialogo e di approfondimento è stato chiamato pura e semplice elucubrazione. Colgo, infine, líoccasione per chiedere la verifica del numero legale. (Applausi dal Gruppo Verdi-U).

CREMA (Misto-SDI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CREMA (Misto-SDI). Coerentemente con la posizione assunta in merito allíintervento, esprimiamo voto favorevole sul provvedimento, in modo particolare per i miglioramenti apportati dalla Camera dei deputati.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta, avanzata dal senatore Martone, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata). (Vive proteste dai banchi dai Gruppi Misto-RC, DS-U, Verdi-U e Mar-DL-U).

Metto ai voti il disegno di legge, nel suo complesso.

È approvato.

BONAVITA (DS-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BONAVITA (DS-U). Signor Presidente, sollecito la risposta del Governo alle interrogazioni da me presentate.

PRESIDENTE. Lo potrà fare a fine seduta.

Seguito della discussione dei disegni di legge:

(795) Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo

(55) EUFEMI ed altri. ñ Norme in difesa della cultura italiana e per la regolamentazione dellíimmigrazione

(770) CREMA. ñ Nuove norme in materia di immigrazione

(797) Disciplina dellíingresso degli stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita

(963) TOGNI ed altri. ñ Norme in materia di ingressi dei lavoratori extracomunitari occupati nel settore dello spettacolo

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione dei disegni di legge nn. 795, 55, 770, 797 e 963.

Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge n. 795.

Ricordo che nella seduta antimeridiana ha avuto inizio la votazione degli emendamenti presentati all'articolo 11.

Proseguono le votazioni a partire dall'emendamento 11.32.

BOCO (Verdi-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BOCO (Verdi-U). Dato che c'è così palesemente il numero legale, ne chiediamo nuovamente la verifica.

 

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale) (Commenti dai banchi dell'opposizione).

PRESIDENTE. Colleghi, la votazione è ancora aperta. Le situazioni irregolari possono essere ancora rimosse.

PAGANO (DS-U). Accanto al senatore Gubert, signor Presidente, nonché accanto al senatore Camber.

PRESIDENTE. Senatori Forlani e Boscetto, vi prego di stare al vostro posto.

BOCO (Verdi-U). Dietro al senatore Marano, Presidente.

PRESIDENTE. Senatore Marano, ci sono tre senatori con quattro luci accese.

Il Senato è in numero legale.

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.32, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.104.

BOCO (Verdi-U). Presidente, poiché la presenza del numero legale è così palese, vorrei chiederne la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.104, presentato dai senatori Guerzoni e Brutti Massimo.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.220, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Gli emendamenti 11.7 e 11.3 sono stati ritirati.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.53.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei vedere se quindici senatori ci danno ora la possibilità di chiedere la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, su questo emendamento.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.53, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.18.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, le devo fare i complimenti per l'Aula di questo pomeriggio. Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.18, presentato dal senatore Malabarba e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.221.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.221, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.31, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 11.222.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 11.222, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, fino alle parole "con la parola".

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55,770, 797 e 963

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la seconda parte dell'emendamento 11.222 e l'emendamento 11.67.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.97.

BOCO (Verdi-U). Vorrei riprovare a chiedere a quindici senatori di supportare la mia richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.97, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Chiedo ai presentatori se accolgono l'invito a ritirare l'emendamento 11.23.

STIFFONI (LNP). Signor Presidente, lo ritiriamo.

PRESIDENTE. Ne prendo atto.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.223.

BOCO (Verdi-U). In un'Aula disordinata spero che vi siano quindici senatori che appoggino la mia richiesta di votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.223, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55,770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.29.

BOCO (Verdi-U). Vorrei dare la possibilità a questo miracolo di compiersi per l'ennesima volta e di avere la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, su questo emendamento.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.29, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.105, presentato dai senatori Maritati e Guerzoni.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 11.68a.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, ancora una volta vorrei provare a chiedere l'appoggio di quindici senatori per richiedere la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 11.68a, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, fino alle parole "nonché da un interprete".

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

PIZZINATO (DS-U). Presidente controlli la terza fila!

PRESIDENTE. Colleghi, i lavori li dirigo io e sono coadiuvato solertemente dalla senatrice segretario.

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55,770, 797 e 963

PRESIDENTE. Risultano pertanto preclusi la seconda parte dell'emendamento 11.68a e l'emendamento 11.68.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.30.

BOCO (Verdi-U). Per l'ennesima volta vorrei provare a chiedere la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.30, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 11.4 è stato ritirato.

Colleghi, gli assistenti parlamentari stanno svolgendo in maniera egregia il proprio lavoro.

Ricordo che quando si fanno votare persone non presenti si fa un torto non solo al Parlamento ma anche al collega che viene coinvolto, magari senza averne responsabilità, in giochetti molto discutibili. Sollecito nuovamente affinché non abbiano a ripetersi episodi di questo tipo, coinvolgendo persone di notevole visibilità, la cui immagine rischia di essere danneggiata.

TOIA (Mar-DL-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

TOIA (Mar-DL-U). Signor Presidente, ancora una volta lei ha usato - se mi permette - parole pacate e generiche. In un certo senso lei oggi ci ha deluso perché, da quando scattano i cinque secondi, i tempi sono fatti partire prima della sua richiesta di supporto e líattesa perché la gente arrivi e si accomodi al proprio posto è lunga. In ogni caso, ciò dipende dalla sua discrezione fino a quando i Capigruppo, soprattutto quelli dellíopposizione, non porranno la questione con la sicurezza e la fermezza necessarie a ricevere risposte adeguate.

Tuttavia, nel corso della seduta di questa mattina le avevamo indicato in modo pacato, ed io per prima - siamo stati tolleranti durante líesame dei decreti-legge, perché sappiamo che ci sono presunte maggioranze - fin dal suo primo verificarsi, il fatto che hanno votato senatori non presenti in Aula (ciò è accaduto altre volte). Quindi, abbiamo chiesto la sua collaborazione e il suo impegno al riguardo. Questa richiesta le è stata rivolta anche dal senatore Giarretta e da numerosi altri colleghi.

Le abbiamo poi segnalato che un autorevole Capogruppo della maggioranza, che allíesterno nega che il suo Gruppo si comporti in questo modo, questíoggi ha contribuito, a sua volta e forse a sua insaputa, alla falsificazione dei risultati delle votazioni del Senato. (Commenti dai Gruppi AN e FI). In genere, mi assumo la responsabilità per le parole che pronuncio e lo faccio anche ora.

A questo punto, poiché il provvedimento al nostro esame è per noi inaccettabile e sbagliato e su di esso giochiamo le nostre ragioni, convinzioni e motivazioni, chiediamo con altrettanta pacatezza che, come noi siamo presenti in questíAula, ci sia anche uníassunzione di responsabilità da parte di ciascun senatore sul provvedimento. È il minimo che possiamo fare e chiedere al Senato.

Abbiamo chiesto a lei, signor Presidente, una collaborazione al riguardo. Adesso si ripete la stessa questione per un altro Capogruppo importante della maggioranza; non si tratta di un fatto trascurabile per cui non possiamo passarci sopra. Non condividiamo questa legge, come ve lo dobbiamo dire? Non potete pretendere che Ö

PRESIDENTE. Mi sono personalmente incaricato di mandare gli assistenti parlamentari a ritirare le tessere.

TOIA (Mar-DL-U). È troppo poco!

PRESIDENTE. Non ho la possibilità di sanzionare in altra maniera questi episodi.

TOIA (Mar-DL-U). Signor Presidente, mi creda che è troppo poco.

PRESIDENTE. Senatrice Toia, il discorso si chiude a questo punto.

Tutte le volte che ci saranno delle irregolarità, si procederà a togliere le tessere.

Metto ai voti l'emendamento 11.54, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, identico allíemendamento 11.98, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.224.

BOCO (Verdi-U). Chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito la senatrice segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.224, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Ricordo che sullíemendamento 11.55, identico allíemendamento 11.99, è stata precedentemente richiesta la votazione a scrutinio segreto.

Invito, pertanto, il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indìco, ai sensi dell'articolo 113, comma 4, del Regolamento, la votazione a scrutinio segreto, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.55, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, identico allíemendamento 11.99, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.19, identico allíemendamento 11.38.

BOCO (Verdi-U). Anche su questi emendamenti, chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito la senatrice segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.19, presentato dal senatore Malabarba e da altri senatori, identico allíemendamento 11.38, presentato dal senatore Boco e dalla senatrice De Petris.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.76.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, vorrei provare ancora una volta a verificare con quanto coraggio si può notare l'esistenza del numero legale e la possibilità di passare al voto elettronico.

PRESIDENTE. Senatore Boco, deve chiedere o la verifica del numero legale o la votazione elettronica.

BOCO (Verdi-U). Il mio diritto è di chiederlo, per chiederlo devo parlare e per parlareÖ

PRESIDENTE. Allora le tolgo la parola perché non ha formulato la richiesta.

Metto ai voti l'emendamento 11.76, presentato dal senatore Cambursano.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.56.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.56, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.225.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.225, presentato da Boco e altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.100.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.100, presentato dal senatore Brutti Massimo e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963.

PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, tutta questa serie di verifiche del numero legale e di richieste di votazioni elettroniche credo sia giustificata quando il risultato rispetto al numero legale può variare in funzione di uno o due voti, mentre nel nostro caso il numero legale è ampiamente superato. (Vivaci commenti dai Gruppi DS-U, Verdi-U, Mar-DL-U e Misto-RC).

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.69.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.69, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

PAGANO (DS-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

PAGANO (DS-U). Signor Presidente, vorrei intanto ricordare ai neoeletti che noi abbiamo vissuto cinque anni con uníopposizione che faceva - giustamente - il suo mestiere, come lo stiamo facendo noi, e che da parte nostra non cíerano cori da stadio come quelli che stasera si stanno verificando. (Commenti dai banchi della maggioranza). Ecco la dimostrazione! (Richiami del Presidente).

PRESIDENTE. Con questo "coretto" state solo dimostrando che la senatrice Pagano ha ragione. Quindi, per favore, lasciatela intervenire. (Proteste del senatore Mulas).

PAGANO (DS-U). Tra le righe, voglio far osservare un fatto che poi sarà rappresentato al Presidente del Senato, oltre che a lei, presidente Calderoli, che è sensibile a queste cose.

Cíè una strisciante - come dire? - aggressività, soprattutto nei confronti delle senatrici, quando parlanoÖ (Commenti dai banchi della maggioranza. Richiami del Presidente). La ringrazio, signor Presidente. Ma questa è una parentesi che non voglio affrontare ora.

Signor Presidente, poiché lei è stato così attento anche prima (gliene do atto), non vorrei arrivare a fare líelenco, con il "facciario" che ho qui con me, delle persone che continuano a votare non essendoci. Se vuole le faccio la lista, altrimenti sarò costretta a fare un comunicato stampa e dare líelenco dei nomi, certificati dal "facciario", dei senatori che non sono in Aula. (Applausi ironici del senatore Specchia. Proteste dal Gruppo FI). Allora, ringraziandola, la prego di provvedere.

NOCCO (FI). Fatelo, pubblicatelo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.226.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.226, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Noto che qualunque interruzione o breve sospensione è utile per fare un giretto.

Dichiaro chiusa la votazione.

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.70.

 

Verifica del numero legale

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.70, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.227.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.227, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.57.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, anche su questíemendamento chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.57, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.501, sul quale è stato richiesto il voto segreto.

Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione a scrutinio segreto risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.501, presentato dal senatore Brutti Massimo.

Non è approvato.

BRUTTI Massimo (DS-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

BRUTTI Massimo (DS-U). Signor Presidente, vorrei chiederle: poiché io ho fatto pervenire alla Presidenza una richiesta di votazione a scrutinio segreto con la firma di venti senatori, è necessario verificare líappoggio alla richiesta con il sistema elettronico? Non credo.

PRESIDENTE. Líappoggio alla richiesta, purtroppo, in termini regolamentari, va verificato tutte le volte immediatamente prima del voto.

BRUTTI Massimo (DS-U). Allora la richiesta con firma dei venti senatori è superflua.

PRESIDENTE. Serve a preavvertire la Presidenza della richiesta, ma líappoggio devíessere riverificato immediatamente prima del voto. Se così non fosse in generale, ci sarebbe uníunica richiesta, come invece si fa alla Camera, e se questo metodo - Dio volesse - fosse applicato anche al Senato, si voterebbe sempre in maniera nominale, senza tutte queste distinzioni.

Tornando alle richieste di votazione a scrutinio segreto, per le precedenti abbiamo fatto la richiesta dell'appoggio di venti senatori e non c'è mai stato problema.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.71.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.71, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.228.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.228, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.58, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

L'emendamento 11.24 è stato ritirato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.72.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.72, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.229.

Verifica del numero legale

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

BOCO (Verdi-U). Presidente, controlli l'ultima fila!

PRESIDENTE. Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18,56, è ripresa alle ore 19,20).

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn.
795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori.

Passiamo nuovamente alla votazione dellíemendamento 11.229.

 

Verifica del numero legale

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Metto ai voti l'emendamento 11.229, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Non è approvato.

Metto ai voti l'emendamento 11.20, presentato dal senatore Malabarba e da altri senatori, identico allíemendamento 11.28, presentato dal senatore Boco e dalla senatrice De Petris, allíemendamento 11.59, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, e allíemendamento 11.101, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.27.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.27, presentato dal senatore Boco e dalla senatrice De Petris.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione della prima parte dell'emendamento 11.73.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, della prima parte dell'emendamento 11.73, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, fino alle parole: "la seguente".

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non è in numero legale. (Vivissimi commenti e applausi dai banchi dellíopposizione).

Ritengo che líinvito della senatrice Pagano, che precedentemente ha sottolineato líinopportunità di riprodurre in questíAula un clima da stadio, debba essere rivolto allíuna e allíaltra parte.

Sospendo la seduta per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19,25, è ripresa alle ore 19,45).

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn.
795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori passando nuovamente alla votazione della prima parte dell'emendamento 11.73.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti la prima parte dell'emendamento 11.73, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, fino alla parola "seguente".

Non è approvata.

Risultano pertanto preclusi la seconda parte dell'emendamento 11.73 e gli emendamenti 11.230 e 11.106A.

Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.74.

BOCO (Verdi-U). Chiediamo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.74, presentato dal senatore Boco e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.26.

BOCO (Verdi-U). Signor Presidente, anche su questo emendamento chiedo la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito la senatrice segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Boco, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 11.26, presentato dal senatore Boco e dalla senatrice De Petris.

Non è approvato.

Ricordo che líemendamento 11.6 è stato ritirato.

Chiedo al senatore Stiffoni se accoglie líinvito a ritirare líemendamento 11.22.

STIFFONI (LNP). Signor Presidente, lo ritiro.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 11.231.

CREMA (Misto-SDI). Domando di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

CREMA (Misto-SDI). Signor Presidente, non mi soffermo sui motivi per i quali voterò a favore dellíemendamento da me presentato, perché sono stati oggetto anche delle repliche del sottosegretario Mantovano per ben due volte e, quindi, líAula ne è perfettamente a conoscenza.

Pertanto, dichiaro che il mio sarà un voto a favore ed in via preliminare le chiedo per questo emendamento la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione con scrutinio simultaneo, avanzata dal senatore Crema, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

 

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Comunico che da parte del prescritto numero di senatori è stata chiesta la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 11.231, presentato dal senatore Crema e da altri senatori.

Indìco pertanto la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non approva. (v. Allegato B).

 

Ripresa della discussione dei disegni di legge

nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Stante il parere contrario espresso dalla 5a Commissione ai sensi dellíarticolo 81 della Costituzione, líemendamento 11.107a è improcedibile.

Passiamo alla votazione dellíarticolo 11, nel testo emendato.

 

Verifica del numero legale

BOCO (Verdi-U). Chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito la senatrice segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Invito pertanto i senatori a far constatare la loro presenza mediante procedimento elettronico.

(Segue la verifica del numero legale).

Il Senato è in numero legale.

Ripresa della discussione dei disegni di legge

nn. 795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. Metto ai voti l'articolo 11, nel testo emendato.

È approvato.

Senatore Del Pennino, le è stato rivolto líinvito a ritirare l'emendamento 11.0.1.

DEL PENNINO (Misto-PRI). Signor Presidente, ritiro líemendamento poiché vi è una proposta di eguale tenore dal Governo, mentre l'emendamento 11.0.2 è precluso perché è stato respinto un emendamento di identico contenuto e quindi lo ritiro.

MAGNALBO' (AN). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

MAGNALBO' (AN). Signor Presidente, anch'io accolgo l'invito del Sottosegretario e ritiro l'emendamento 11.0.3.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 12, sul quale sono stati presentati emendamenti che si intendono tutti illustrati.

Invito il rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli emendamenti in esame.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Signor Presidente, il Governo esprime parere contrario su tutti gli emendamenti presentati allíarticolo 12 con le seguenti eccezioni.

Il Governo invita i presentatori a ritirare gli emendamenti 12.2 nel nuovo testo e 12.1, mentre esprime parere favorevole sullíemendamento 12.7c.

Invita il senatore Falcier a ritirare l'emendamento 12.500, perché i compiti che si prevedono di affidare anche alla polizia municipale - ad avviso del Governo - non possono essere in realtà da questa svolti, per lo meno nel momento attuale. Infatti, líaccompagnamento finalizzato allíespulsione richiede particolari professionalità che attualmente non sono in possesso della polizia municipale.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 12.3.

Per quanto riguarda l'emendamento 12.6, dividerei innanzitutto l'emendamento in due parti. La prima parte, fino alla parola: "5-quater" è in qualche misura implicita nel testo del disegno di legge. La rimanente parte dell'emendamento contiene modifiche al codice di procedura penale che non sono ritenute ammissibili dal Ministero della giustizia.

Per questi motivi invito i presentatori a ritirare l'emendamento.

STIFFONI (LNP). Ritiro l'emendamento.

MANTOVANO, sottosegretario di Stato per l'interno. Invito il presentatore a ritirare l'emendamento 12.501. La proposta è apprezzabile nelle intenzioni ma rischia di rallentare il meccanismo di espulsione.

Esprimo parere favorevole sull'emendamento 12.100, mentre invito i presentatori degli emendamenti 12.0.1 e 12.0.2 a ritirarli. Per quanto riguarda l'emendamento 12.0.3, mi rimetto all'Aula.

L'emendamento 12.0.100, anche nel nuovo testo contiene una norma che nella sua sostanza e nel suo impianto generale è già esistente, perché l'articolo 6, comma 3, del Testo unico in vigore già prevede ciò che viene sanzionato con la proposta emendativa.

La norma così come formulata è apprezzabile nelle intenzioni, ma risulterebbe estremamente complicata quanto ai presupposti e quindi all'accertamento giudiziario.

Per questi motivi invito il presentatore a ritirarlo.

PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento 12.8, identico all'emendamento 12.25.

RIPAMONTI (Verdi-U). Chiediamo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta non risulta appoggiata).

Metto ai voti l'emendamento 12.8, presentato dal senatore Boco e da altri senatori, identico all'emendamento 12.25, presentato dal senatore Maritati e da altri senatori.

Non è approvato.

Passiamo all'emendamento 12.4, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

RIPAMONTI (Verdi-U). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.4, presentato dal senatore Malabarba e da altri senatori .

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

Il Senato non è in numero legale.

Sospendo la seduta per venti minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 19, 57, è ripresa alle ore 20,17).

Ripresa della discussione dei disegni di legge
nn.
795, 55, 770, 797 e 963

PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

Passiamo nuovamente all'emendamento 12.4, su cui la 5a Commissione ha espresso parere contrario.

RIPAMONTI (Verdi-U). Ne chiediamo la votazione.

PRESIDENTE. Invito il senatore segretario a verificare se la richiesta di votazione, avanzata dal senatore Ripamonti, risulta appoggiata dal prescritto numero di senatori, mediante procedimento elettronico.

(La richiesta risulta appoggiata).

Votazione nominale con scrutinio simultaneo

PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 102-bis del Regolamento, indìco la votazione nominale con scrutinio simultaneo, mediante procedimento elettronico, dell'emendamento 12.4, presentato dal senatore Malabarba e da altri senatori.

I senatori favorevoli voteranno sì; i senatori contrari voteranno no; i senatori che intendono astenersi si esprimeranno di conseguenza.

Dichiaro aperta la votazione.

(Segue la votazione).

PAGANO (DS-U). Senatore Valditara, tolga quella scheda, almeno lei!

PRESIDENTE. Senatrice Pagano, credo sia ininfluente la presenza di quella scheda.

Il Senato non è in numero legale.

Apprezzate le circostanze, rinvio il seguito della discussione dei disegni di legge in titolo ad altra seduta.

Mozioni, interpellanze e interrogazioni, annunzio

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza una mozione, interpellanze e interrogazioni, pubblicate nell'allegato B al Resoconto della seduta odierna.

Ordine del giorno
per la seduta di venerdì 22 febbraio 2002

PRESIDENTE. Il Senato tornerà a riunirsi in seduta pubblica domani, venerdì 22 febbraio, alle ore 9,30, con il seguente ordine del giorno:

(vedi ordine del giorno)

La seduta è tolta (ore 20,20).



Allegato A

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, recante proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo (1000-B)

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE (*)

Art. 1.

1. Il decreto-legge 27 dicembre 2001, n. 450, recante proroga di termini in materia di sospensione di procedure esecutive per particolari categorie di locatari e di copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

________________

(*) Approvato il disegno di legge, composto del solo articolo 1

ALLEGATO

MODIFICAZIONI APPORTATE DALLA CAMERA DEI DEPUTATI AL DECRETO-LEGGE 27 DICEMBRE 2001, N. 450

Allíarticolo 1:

è inserita la seguente rubrica: "(Proroga della sospensione delle procedure esecutive di rilascio di immobili ad uso abitativo)";

al comma 1, le parole: "è differita" sono sostituite dalle seguenti: "è prorogata".

Allíarticolo 2:

è inserita la seguente rubrica: "(Proroga del termine della copertura assicurativa per le imprese nazionali di trasporto aereo)";

dopo il comma 1, sono aggiunti i seguenti:

"1-bis. Per il periodo dal 1† gennaio al 31 marzo 2002 lo Stato italiano presta garanzia di cui al decreto-legge 28 settembre 2001, n. 354, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 413, previa corresponsione di un premio, da parte delle imprese di trasporto aereo nazionali di cui allíarticolo 1 del citato decreto-legge e da parte delle imprese di gestione aeroportuale, così determinato:

a) gestori di linee aeree:

1) in caso di copertura di un massimale da 50 milioni di dollari statunitensi fino a 150 milioni di dollari statunitensi: premio di 0,35 dollari statunitensi per passeggero trasportato per viaggio; dal 1† febbraio 2002 il premio è aumentato a 0,40 dollari statunitensi per passeggero trasportato per viaggio;

2) in caso di copertura di un massimale oltre 150 milioni di dollari statunitensi fino a 1 miliardo di dollari statunitensi: premio di 0,35 dollari statunitensi per passeggero trasportato per viaggio;

3) in caso di copertura di un massimale oltre 1 miliardo di dollari statunitensi: premio di 0,25 dollari statunitensi per passeggero trasportato;

b) gestori di servizi aeroportuali:

1) in caso di totale assenza di assicurazione commerciale, per la copertura fino al massimale esistente prima dellí11 settembre 2001: premio minimo pari al 50 per cento del premio annuo complessivo di polizza;

2) in caso di copertura parziale disponibile sui mercati commerciali, per la copertura della differenza fino ai limiti esistenti prima dellí11 settembre 2001: premio minimo pari al 33 per cento del nuovo premio aggiuntivo richiesto dal mercato commerciale per la copertura parziale;

c) esercenti attività di cargo: la copertura di attività di cargo è soggetta ad un premio minimo non inferiore al 50 per cento del premio annuo complessivo della polizza prima dellí11 settembre 2001.

1-ter. Il premio si applica retroattivamente ai beneficiari della garanzia con decorrenza 27 novembre 2001 in misura pari a quanto stabilito per il mese di gennaio 2002.

1-quater. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, su proposta del Ministro dellíeconomia e delle finanze, sentiti il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro delle attività produttive, sono stabilite le modalità di attivazione della garanzia e della corresponsione dei premi".

Allíarticolo 3 è inserita la seguente rubrica: "(Entrata in vigore)".

ARTICOLI DEL DECRETO LEGGE

Art. 1.

1. La sospensione delle procedure esecutive di rilascio di immobili adibiti ad uso abitativo, già disposta ai sensi dellíarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 2 luglio 2001, n. 247, convertito dalla legge 4 agosto 2001, n. 332, iniziate nei confronti degli inquilini in possesso dei requisiti indicati al comma 20 dellíarticolo 80 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, è differita fino al 30 giugno 2002.

Art. 2.

1. Il termine di cui al decreto-legge 28 settembre 2001, n. 354, recante disposizioni urgenti per il trasporto aereo, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre 2001, n. 413, è prorogato sino al 31 marzo 2002.

Art. 3.

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

DISEGNO DI LEGGE

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali (1001-B)

ORDINE DEL GIORNO

G100 (testo 2)

Palombo

Non posto in votazione (*)

Il Senato,

premesso che líarticolo 10 del decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451 (Atto Senato 1001) prevede che per le esigenze connesse con le operazioni internazionali di cui allíarticolo 1 dello stesso decreto, al fine di garantire la funzionalità e líoperatività dei comandi, degli enti e delle unità, líAmministrazione della difesa può richiamare in servizio, su base volontaria ed a tempo determinato, gli ufficiali e i sottufficiali di complemento in congedo, nonchè il personale già appartenente alla categoria dei militari di truppa in servizio di leva e dei volontari in ferma breve, per svolgere attività addestrative, operative e logistiche sia sul territorio nazionale sia allíestero;

considerato che anche líArma dei Carabinieri partecipa alle operazioni militari internazionali di cui allíarticolo 1 impiegando, di norma, aliquota di personale pari a circa 1000 unità complessive nel corso dellíanno,

impegna il Governo

a verificare l'opportunità di estendere tale possibilità allíArma dei Carabinieri, con particolare riferimento al richiamo di un corrispondente numero di Carabinieri ausiliari.

________________

(*) Accolto dal Governo con le parole evidenziate che sostituiscono la seguente: "ad".

 

ARTICOLO 1 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE E ALLEGATO RECANTE LE MODIFICAZIONI APPORTATE AL DECRETO-LEGGE, NEL TESTO APPROVATO DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 1.

Approvato

1. Il decreto-legge 28 dicembre 2001, n. 451, recante disposizioni urgenti per la proroga della partecipazione italiana ad operazioni militari internazionali, è convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge.

2. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Allegato

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 28 DICEMBRE 2001, N. 451


Allíarticolo 1, comma 3, dopo le parole: "n. 421," sono inserite le seguenti: "convertito, con modificazioni, dalla legge 31 gennaio 2002, n. 6," e le parole: "e ai connessi interventi in base a risoluzioni dellíONU" sono sostituite dalle seguenti: "e al connesso intervento internazionale denominato ISAF (International Security Assistance Force)".

Allíarticolo 2, comma 1, secondo periodo, le parole: "e, per il personale che partecipa allíoperazione di cui allíarticolo 1, comma 3, nella misura prevista per il trattamento economico allíestero con riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi e Oman" sono sostituite dalle seguenti: ". Per il personale che partecipa allíoperazione di cui allíarticolo 1, comma 3, la misura del 90 per cento è calcolata sul trattamento economico allíestero previsto con riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi e Oman".

Allíarticolo 6, comma 2, le parole da: "salvo quanto previsto" fino alla fine del comma sono sostituire dalle seguenti: "come modificato dalla legge 31 gennaio 2002, n. 6, di conversione del decreto-legge 1† dicembre 2001, n. 421, e dalla legge di conversione del presente decreto, salvo quanto previsto dallíarticolo 9 del citato decreto-legge n. 421 del 2001".

Allíarticolo 7, comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: ", ad eccezione di quelle di cui allíarticolo 6".

Allíarticolo 8, è aggiunto, in fine, il seguente comma:

"2-bis. Il Presidente del Consiglio dei ministri può conferire apposito incarico, ai sensi dellíarticolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225, al fine di assicurare il completamento urgente dei lavori di costruzione della discarica di Lezhe in Albania, fatti salvi gli effetti prodotti dalla proroga al 31 ottobre 2001 della nomina del Commissario delegato per líutilizzo dei fondi raccolti attraverso la sottoscrizione per la ëëMissione Arcobalenoëë".

Dopo líarticolo 14, è inserito il seguente:

"Art. 14-bis. - (Missione di monitoraggio dellíUnione europea nei territori della ex Jugoslavia). ñ 1. La denominazione della missione di monitoraggio della Comunità europea nei territori della ex Jugoslavia ECMM è modificata in missione di monitoraggio dellíUnione europea nei territori della ex Jugoslavia EUMM.

2. Il termine previsto dallíarticolo 1 della legge 26 maggio 2000, n. 147, relativo alla partecipazione italiana alla missione di cui al comma 1, è prorogato fino al 31 marzo 2002".

Allíarticolo 15, comma 1, le parole: "in euro 250.960.940" sono sostituite dalle seguenti: "in 251.149.096 euro".

ARTICOLI DEL DECRETO LEGGE

Articolo 1.

(Proroga della partecipazione militare italiana
a operazioni internazionali)

1. Il termine previsto dallíarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 19 luglio 2001, n. 294, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 agosto 2001, n. 339, relativo alla partecipazione di personale militare e civile alle operazioni in Macedonia, in Albania, nei territori della ex Jugoslavia, in Kosovo, a Hebron, in Etiopia ed Eritrea, è prorogato fino al 31 marzo 2002. Fino alla stessa data è prorogato il termine per la partecipazione del personale della Polizia di Stato alle operazioni in Macedonia ed in Kosovo di cui al medesimo articolo 1, comma 1, del citato decreto-legge n. 294 del 2001.

2. Il termine previsto dallíarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001, n. 348, convertito, con modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 406, relativo alla partecipazione militare italiana alla missione internazionale di pace in Macedonia, è prorogato fino al 31 marzo 2002.

3. Il termine previsto dallíarticolo 1, comma 1, del decreto-legge 1† dicembre 2001, n. 421, relativo alla partecipazione di personale militare allíoperazione multinazionale denominata "Enduring Freedom" e ai connessi interventi in base a risoluzioni dellíONU, è prorogato fino al 31 marzo 2002.

Articolo 2.

(Indennità di missione)

1. Con decorrenza dalla data di entrata nel territorio, nelle acque territoriali e nello spazio aereo dei Paesi interessati e fino alla data di uscita dagli stessi per il rientro nel territorio nazionale, al personale è corrisposta, in aggiunta allo stipendio o alla paga ed agli altri assegni a carattere fisso e continuativo, líindennità di missione prevista dal regio decreto 3 giugno 1926, n. 941, nella misura del 90 per cento per tutta la durata del periodo, detraendo eventuali indennità e contributi corrisposti agli interessati direttamente dagli organismi internazionali. Líindennità è corrisposta in euro, sulla base della media dei cambi registrati nel periodo dal 1† giugno al 30 novembre 2001 e, per il personale che partecipa allíoperazione di cui allíarticolo 1, comma 3, nella misura prevista per il trattamento economico allíestero con riferimento ad Arabia Saudita, Emirati Arabi e Oman.

2. Durante i periodi di riposo e recupero previsti dalle normative di settore, fruiti fuori dal teatro di operazioni e in costanza di missione, al personale militare e della Polizia di Stato è corrisposta uníindennità giornaliera pari alla diaria di missione estera percepita.

3. Ai fini della corresponsione dellíindennità di missione i volontari in ferma annuale, in ferma breve e in ferma prefissata delle Forze armate sono equiparati ai volontari di truppa in servizio permanente.

Articolo 3.

(Trattamento assicurativo e pensionistico)

1. Al personale militare e della Polizia di Stato è attribuito il trattamento assicurativo di cui alla legge 18 maggio 1982, n. 301, con líapplicazione del coefficiente previsto dallíarticolo 10 della legge 26 luglio 1978, n. 417, ragguagliandosi il massimale minimo al trattamento economico del personale con il grado di sergente maggiore o grado corrispondente.

2. Nei casi di decesso e di invalidità per causa di servizio si applicano, rispettivamente, líarticolo 3 della legge 3 giugno 1981, n. 308, e successive modificazioni, e le disposizioni in materia di pensione privilegiata ordinaria di cui al testo unico delle norme sul trattamento di quiescenza dei dipendenti civili e militari dello Stato, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092, e successive modificazioni. Il trattamento previsto per i casi di decesso e di invalidità si cumula con quello assicurativo di cui al comma 1, nonché con la speciale elargizione e con líindennizzo privilegiato aeronautico previsti, rispettivamente, dalla legge 3 giugno 1981, n. 308, e dal regio decreto-legge 15 luglio 1926, n. 1345, convertito dalla legge 5 agosto 1927, n. 1835, e successive modificazioni, nei limiti stabiliti dallíordinamento vigente. Nei casi di infermità contratta in servizio si applica líarticolo 4-ter del decreto-legge 29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2001, n. 27, come modificato dallíarticolo 3-bis del decreto-legge 19 luglio 2001, n. 294, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 agosto 2001, n. 339.

Articolo 4.

(Personale in stato di prigionia o disperso)

1. Le disposizioni di cui agli articoli 2, comma 1, e 3, comma 1, si applicano anche al personale militare e della Polizia di Stato in stato di prigionia o disperso. Il tempo trascorso in stato di prigionia o quale disperso è computato per intero ai fini del trattamento di pensione.

Articolo 5.

(Disposizioni varie)

1. Al personale che partecipa alle operazioni internazionali di cui allíarticolo 1:

a) non si applica líarticolo 3, primo comma, lettera b), della legge 21 novembre 1967, n. 1185, al fine del rilascio del passaporto di servizio;

b) non si applicano le disposizioni in materia di orario di lavoro;

c) è consentito líutilizzo a titolo gratuito delle utenze telefoniche di servizio, se non risultano disponibili sul posto adeguate utenze telefoniche per uso privato, fatte salve le priorità correlate alle esigenze operative.

Articolo 6.

(Disposizioni penali)

1. Al personale impiegato nelle operazioni di cui allíarticolo 1, commi 1 e 2, si applica il codice penale militare di pace.

2. Al personale impiegato nellíoperazione di cui allíarticolo 1, comma 3, si applica il codice penale militare di guerra, salvo quanto previsto dallíarticolo 9 del decreto-legge 1† dicembre 2001, n. 421.

Articolo 7.

(Personale civile)

1. Al personale civile eventualmente impiegato nelle operazioni militari di cui allíarticolo 1 si applicano le disposizioni del presente decreto per quanto compatibili.

Articolo 8.

(Disposizioni in materia contabile)

1. In relazione alle operazioni di cui allíarticolo 1, in caso di urgenti esigenze connesse con líoperatività dei contingenti, gli Stati maggiori di Forza armata, e per essi i competenti ispettorati di Forza armata, accertata líimpossibilità di provvedere attraverso contratti accentrati già operanti, possono disporre líattivazione delle procedure díurgenza previste dalla vigente normativa per líacquisizione di beni e servizi.

2. Nei limiti temporali ed in relazione alle operazioni di cui allíarticolo 1, il Ministero della difesa è autorizzato, in caso di necessità ed urgenza, anche in deroga alle vigenti disposizioni di contabilità generale dello Stato e ai capitolati díoneri, a ricorrere ad acquisti e lavori da eseguire in economia, entro il limite complessivo di euro 5.164.569, a valere sullo stanziamento di cui allíarticolo 15, in relazione alle esigenze di revisione generale di mezzi da combattimento e da trasporto, di esecuzione di opere infrastrutturali aggiuntive e integrative e di acquisizione di apparati di comunicazione e per la difesa nucleare, biologica e chimica.

Articolo 9.

(Prolungamento delle ferme)

1. Per le esigenze connesse con le operazioni di cui allíarticolo 1, il periodo di ferma dei volontari in ferma annuale di cui allíarticolo16, comma 2, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, può essere prolungato da un minimo di ulteriori sei mesi ad un massimo di ulteriori nove mesi.

Articolo 10.

(Forze di completamento)

1. Per le esigenze connesse con le operazioni internazionali di cui allíarticolo 1, al fine di garantire la funzionalità e líoperatività dei comandi, degli enti e delle unità, líAmministrazione della difesa può richiamare in servizio, su base volontaria e a tempo determinato, gli ufficiali e i sottufficiali di complemento in congedo, nonché il personale già appartenente alle categorie dei militari di truppa in servizio di leva e dei volontari in ferma breve. Tale personale, inserito nelle forze di completamento, è impiegato in attività addestrative, operative e logistiche sia sul territorio nazionale sia allíestero.

2. Agli ufficiali e ai sottufficiali richiamati è attribuito il trattamento economico dei pari grado in servizio. Ai militari di truppa richiamati, provenienti dal servizio di leva ovvero dai volontari in ferma annuale, è attribuito lo stato giuridico ed il trattamento economico dei pari grado appartenenti ai volontari in ferma breve.

3. I provvedimenti di richiamo sono regolati con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dellíeconomia e delle finanze, nei limiti dei contingenti annuali e dei relativi stanziamenti previsti dalla legge di bilancio per gli ufficiali di complemento, i sottufficiali di complemento ed i volontari in ferma breve, fermo restando quanto previsto dallíarticolo 2, comma 3, del decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 196.

4. I soggetti richiamati cessano anticipatamente dal vincolo temporaneo di servizio assunto per la fase di richiamo con le seguenti modalità:

a) in accoglimento di motivata domanda;

b) ai sensi dellíarticolo 8, comma 2, lettere b) e c), del decreto del Presidente della Repubblica 2 settembre 1997, n. 332, in quanto applicabile.

Articolo 11.

(Compagnia di fanteria rumena)

1. È autorizzata, per il periodo dal 1† gennaio 2002 al 31 marzo 2002, la spesa per il sostegno logistico di una compagnia di fanteria rumena da inserire nel contingente militare italiano impiegato nella missione internazionale di pace in Kosovo, entro il limite di euro 425.250.

Articolo 12.

(Prosecuzione delle attività di assistenza alle Forze armate albanesi)

1. Per lo sviluppo ed il completamento dei programmi a sostegno delle Forze armate albanesi di cui allíarticolo 1 del decreto-legge 13 gennaio 1998, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 marzo 1998, n. 42, è autorizzata la spesa di euro 2.582.284, per la fornitura di mezzi, materiali e servizi, nonché per la realizzazione di interventi infrastrutturali e líacquisizione di apparati informatici e di telecomunicazione secondo le disposizioni dellíarticolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 1997, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno 1997, n. 174.

2. Per le finalità ed entro i limiti di spesa previsti dal comma 1, si applicano le disposizioni di cui allíarticolo 8, comma 2.

3. Nellíambito del programma di riorganizzazione delle Forze navali albanesi, per la costituzione della guardia costiera è autorizzata la cessione di beni e servizi da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto, secondo le disposizioni dellíarticolo 3, comma 1, del decreto-legge 24 aprile 1997, n. 108, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 giugno 1997, n. 174.

4. Al personale appartenente alle Forze armate albanesi, qualora impegnato, nellíambito degli accordi bilaterali nel settore della difesa, in territorio nazionale o in Paesi terzi in attività congiunte con le Forze armate italiane, si applicano le disposizioni di cui allíarticolo 1, comma 102, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

Articolo 13.

(Norme di salvaguardia del personale)

1. Il personale militare che ha presentato domanda di partecipazione ai concorsi interni banditi dal Ministero della difesa per il personale in servizio e non può partecipare alle varie fasi concorsuali, in quanto impiegato nellíoperazione di cui allíarticolo 1, comma 3, ovvero impegnato fuori dal territorio nazionale per attività connesse alla predetta operazione, è rinviato díufficio al primo concorso utile successivo, fermo restando il possesso dei requisiti di partecipazione previsti dal bando di concorso per il quale ha presentato domanda.

2. Al personale di cui al comma 1, qualora vincitore del concorso e previo superamento del relativo corso ove previsto, sono attribuite, ai soli fini giuridici, la stessa anzianità assoluta dei vincitori del concorso per il quale ha presentato domanda e líanzianità relativa determinata dal posto che avrebbe occupato nella relativa graduatoria.

Articolo 14.

(Sviluppo di programmi di cooperazione delle Forze di polizia italiane
in Albania e nei Paesi dellíarea balcanica)

1. Il Ministro dellíinterno è autorizzato ad adottare un programma straordinario di cooperazione tra le Forze di polizia italiane e quelle albanesi, nonché ad assumere le conseguenti iniziative per stabilire forme di cooperazione con le Forze di polizia degli altri Paesi dellíarea balcanica, nel campo del contrasto alle attività di criminalità organizzata operante in tale area e nel controllo dei flussi migratori illegalmente diretti verso il territorio della Repubblica italiana.

2. Per líattuazione del programma di cui al comma 1, il Ministero dellíinterno provvede allíistituzione di un ufficio di collegamento interforze in Albania, composto da personale della Polizia di Stato, dellíArma dei Carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza, nonché a sviluppare rapporti di cooperazione e di raccordo con le Forze di polizia degli altri Paesi dellíarea balcanica.

3. Al personale di cui al comma 2 si applica il trattamento economico previsto dalla legge 8 luglio 1961, n. 642, e líindennità speciale di cui allíarticolo 3 della medesima legge, nella misura del 50 per cento dellíassegno di lungo servizio allíestero. Il trattamento economico aggiuntivo è corrisposto in euro, per il periodo dal 1† gennaio 2002 al 31 marzo 2002, sulla base dei cambi registrati nel periodo 1† giugno-30 novembre 2001.

4. Al medesimo personale, durante i periodi di riposo e di recupero previsti dalle vigenti disposizioni per líimpiego allíestero, fruiti fuori del teatro di operazioni ed in costanza di missione, è corrisposta uníindennità giornaliera pari alla diaria estera percepita.

5. Per le finalità di cui al presente articolo si applicano le disposizioni dellíarticolo 3 della legge 3 agosto 1998, n. 300, ed il coordinamento è assicurato dal Ministero dellíinterno.

6. Le disposizioni del presente articolo si applicano dal 1† gennaio 2002 e fino al 31 marzo 2002.

7. Entro il 31 dicembre 2002 il Governo presenta al Parlamento una relazione sulla realizzazione degli obiettivi fissati, sui risultati raggiunti e sullíefficacia degli interventi effettuati.

Articolo 15.

(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dallíattuazione del presente decreto, valutati complessivamente in euro 250.960.940 si provvede, per líanno 2002, mediante utilizzo del fondo di riserva per le spese impreviste, ai sensi dellíarticolo 1, comma 63, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.

2. Il Ministro dellíeconomia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Articolo 16.

(Entrata in vigore)

1. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sarà presentato alle Camere per la conversione in legge.

ARTICOLI 2 E 3 DEL DISEGNO DI LEGGE DI CONVERSIONE INTRODOTTI DALLA CAMERA DEI DEPUTATI

Art. 2.

Approvato

1. Allíarticolo 165 del codice penale militare di guerra, come sostituito dallíarticolo 2, comma 1, lettera d), della legge 31 gennaio 2002, n. 6, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:

"Ai fini della legge penale militare di guerra, per conflitto armato si intende il conflitto in cui una almeno delle parti fa uso militarmente organizzato e prolungato delle armi nei confronti di uníaltra per lo svolgimento di operazioni belliche.

In attesa dellíemanazione di una normativa che disciplini organicamente la materia, le disposizioni del presente titolo si applicano alle operazioni militari armate svolte allíestero dalle forze armate italiane".

Art. 3.

Approvato

1. Allíarticolo 185-bis del codice penale militare di guerra, introdotto dallíarticolo 2, comma 1, lettera g), della legge 31 gennaio 2002, n. 6, le parole: "da uno" sono sostituite dalle seguenti: "da due".

DISEGNI DI LEGGE DISCUSSI AI SENSI DELL'ARTICOLO 44, COMMA 3, DEL REGOLAMENTO

(*) Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo (795)
Norme in difesa della cultura italiana e per la regolamentazione dell'immigrazione (55)
Nuove norme in materia di immigrazione (770)
Disciplina dell'ingresso degli stranieri che svolgono attività sportiva a titolo professionistico o comunque retribuita (797)
Norme in materia di ingressi dei lavoratori extracomunitari occupati nel settore dello spettacolo (963)

________________

(*) Testo preso in esame dall'Assemblea

ARTICOLO 11 DEL DISEGNO DI LEGGE N. 795

Art. 11.

Approvato con emendamenti. Cfr. seduta 127

(Espulsione amministrativa)

1. Allíarticolo 13 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 3 è sostituito dal seguente:

"3. Líespulsione è disposta in ogni caso con decreto motivato immediatamente esecutivo, anche se sottoposto a gravame o impugnativa da parte dellíinteressato. Quando lo straniero è sottoposto a procedimento penale e non si trova in stato di custodia cautelare in carcere, il questore, prima di eseguire líespulsione, richiede il nulla osta allíautorità giudiziaria, che può negarlo solo in presenza di inderogabili esigenze processuali valutate in relazione allíaccertamento della responsabilità di persone concorrenti nei reati o imputate in procedimenti per reati connessi, e allíinteresse della persona offesa. In tal caso líesecuzione del provvedimento è sospesa fino a quando líautorità giudiziaria comunica la cessazione delle esigenze processuali. Il questore, ottenuto il nulla osta, provvede allíespulsione con le modalità di cui al comma 4. Il nulla osta si intende concesso qualora líautorità giudiziaria non provveda entro quindici giorni dalla richiesta. In attesa della decisione sulla richiesta di nulla osta, il questore può adottare la misura del trattenimento presso un centro di permanenza temporaneo, ai sensi dellíarticolo 14.";

b) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti:

"3-bis. Nel caso di arresto in flagranza o di fermo, il giudice rilascia il nulla osta allíatto della convalida, salvo che applichi la misura della custodia cautelare in carcere ai sensi dellíarticolo 391, comma 5, del codice di procedura penale, o che ricorra una delle ragioni per le quali il nulla osta può essere negato ai sensi del comma 3.

3-ter. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche allo straniero sottoposto a procedimento penale, dopo che sia stata revocata o dichiarata estinta per qualsiasi ragione la misura della custodia cautelare in carcere applicata nei suoi confronti. Il giudice, con lo stesso provvedimento con il quale revoca o dichiara líestinzione della misura, decide sul rilascio del nulla osta allíesecuzione dellíespulsione. Il provvedimento è immediatamente comunicato al questore.

3-quater. Nei casi previsti dai commi 3, 3-bis e 3-ter, il giudice, acquisita la prova dellíavvenuta espulsione, se non è ancora stato emesso il provvedimento che dispone il giudizio, pronuncia sentenza di non luogo a procedere. Eí sempre disposta la confisca delle cose indicate nel secondo comma dellíarticolo 240 del codice penale. Si applicano le disposizioni di cui ai commi 13 e 14.

3-quinquies. Se lo straniero espulso rientra illegalmente nel territorio dello Stato prima del termine previsto dal comma 14 ovvero, se di durata superiore, prima del termine di prescrizione del reato più grave per il quale si era proceduto nei suoi confronti, si applica líarticolo 345 del codice di procedura penale. Se lo straniero era stato scarcerato per decorrenza dei termini di durata massima della custodia cautelare, questíultima è ripristinata a norma dellíarticolo 307 del codice di procedura penale.

3-sexies. Il nullaosta allíespulsione non può essere concesso qualora si proceda per uno o più delitti previsti dallíarticolo 407, comma 2, lettera a), del codice di procedura penale, nonchè dallíarticolo 12 del presente decreto.";

c) il comma 4 è sostituito dal seguente:

"4. Líespulsione è sempre eseguita dal questore con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica ad eccezione dei casi di cui al comma 5.";

d) il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. Nei confronti dello straniero che si è trattenuto nel territorio dello Stato quando il permesso di soggiorno è scaduto di validità da più di sessanta giorni e non ne è stato chiesto il rinnovo, líespulsione contiene líintimazione a lasciare il territorio dello Stato entro il termine di quindici giorni. Il questore dispone líaccompagnamento immediato alla frontiera dello straniero, qualora il prefetto rilevi il concreto pericolo che questíultimo si sottragga allíesecuzione del provvedimento.";

e) il comma 8 è sostituito dal seguente:

"8. Avverso il decreto di espulsione può essere presentato unicamente il ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo in cui ha sede líautorità che ha disposto líespulsione. Il termine è di sessanta giorni dalla data del provvedimento di espulsione. Il tribunale in composizione monocratica accoglie o rigetta il ricorso, decidendo con unico provvedimento adottato, in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso. Il ricorso di cui al presente comma può essere sottoscritto anche personalmente, ed è presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel paese di destinazione. La sottoscrizione del ricorso, da parte della persona interessata, è autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari che provvedono a certificarne líautenticità e ne curano líinoltro allíautorità giudiziaria. Lo straniero è ammesso allíassistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia munito di procura speciale rilasciata avanti allíautorità consolare. Lo straniero è altresì ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un difensore, è assistito da un difensore designato dal giudice nellíambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui allíarticolo 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, nonchè ove necessario, da un interprete.";

f) i commi 6, 9 e 10 sono abrogati;

g) il comma 13 è sostituito dai seguenti:

"13. Lo straniero espulso non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione del Ministro dellíinterno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con líarresto da sei mesi ad un anno ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera.

13-bis. Nel caso di espulsione disposta dal giudice, il trasgressore del divieto di reingresso è punito con la reclusione da uno a quattro anni. La stessa pena si applica allo straniero che, già denunciato per il reato di cui al comma 13 ed espulso, abbia fatto reingresso sul territorio nazionale.

13-ter. Per i reati di cui ai commi 13 e 13-bis è sempre consentito líarresto in flagranza dellíautore del fatto e, nellíipotesi di cui al comma 13-bis, è consentito il fermo. In ogni caso contro líautore del fatto si procede con rito direttissimo.";

h) il comma 14 è sostituito dal seguente:

"14. Salvo che sia diversamente disposto, il divieto di cui al comma 13 opera per un periodo di dieci anni. Nel decreto di espulsione può essere previsto un termine più breve, in ogni caso non inferiore a cinque anni, tenuto conto della complessiva condotta tenuta dallíinteressato nel periodo di permanenza in Italia".

EMENDAMENTO 11.32 E SEGUENTI

11.32

Boco, De Petris, Turroni, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera d), capoverso, sostituire il secondo periodo con il seguente: "In tali casi il questore dispone líaccompagnamento immediato alla frontiera dello straniero osservando la procedura prevista dal comma 4, qualora i termini indicati siano scaduti senza che lo straniero abbia lasciato il territorio dello Stato o quando il prefetto rilevi il concreto pericolo che lo straniero si sottragga allíesecuzione del provvedimento".

11.104

Guerzoni, Brutti Massimo

Respinto

Al comma 1, lettera d), capoverso, sostituire il secondo periodo con il seguente: "Quando líespulsione è disposta ai sensi del comma 2, lettera b), il questore può adottare la misura di cui allíarticolo 14, comma 1, qualora il prefetto rilevi, tenuto conto di circostanze obiettive riguardanti líinserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, il concreto pericolo che questíultimo si sottragga allíesecuzione del provvedimento".

11.220

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera d), alinea "5", sostituire la parola: "dispone" con la parola: "ordina".

11.7

Magnalbò, Valditara

Ritirato

Al comma 1, lettera d), capoverso, nel comma 5, abrogare la parola: "il Prefetto".

11.3

Bobbio Luigi

Ritirato

Al comma 1, lettera d), capoverso, nel comma 5, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "ovvero quando lo straniero si trattenga indebitamente nel territorio dello Stato oltre il termine fissato con líintimazione".

11.53

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera e).

11.18

Malabarba, Malentacchi, Sodano Tommaso

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera e) con la seguente:

e) ll comma 8 è sostituito dal seguente:

"8. Avverso il provvedimento amministrativo di espulsione può essere presentato unicamente il ricorso al tribunale in composizione monocratica del luogo in cui ha sede líautorità che ha disposto líespulsione entro il termine di sessanta giorni dalla data in cui il provvedimento di espulsione è stato comunicato allo straniero. Il tribunale in composizione monocratica accoglie o rigetta il ricorso, decidendo con unico provvedimento adottato, in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, sentito líinteressato, anche per il tramite della competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana. Il ricorso di cui al presente comma può essere sottoscritto anche personalmente, ed è presentato anche per il tramite della rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel paese di destinazione. La sottoscrizione del ricorso, da parte della persona interessata, è autenticata dai funzionari delle rappresentanze diplomatiche o consolari che provvedono a certificarne líautenticità e ne curano líinoltro allíautorità giudiziaria. Lo straniero è ammesso allíassistenza legale da parte di un patrocinatore legale di fiducia munito di procura speciale rilasciata avanti allíautorità consolare. Lo straniero è altresì ammesso al gratuito patrocinio a spese dello Stato, e, qualora sia sprovvisto di un difensore, è assistito da un difensore designato dal giudice nellíambito dei soggetti iscritti nella tabella di cui allíarticolo 29 delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, e successive modificazioni, nonché ove necessario, da un interprete. Qualora il decreto di espulsione sia stato annullato dal giudice competente ad esaminare la richiesta di autorizzazione allíaccompagnamento alla frontiera ai sensi del comma 4 líannullamento del decreto impugnato deve essere immediatamente comunicato dallíautorità di pubblica sicurezza al giudice, il quale dichiara estinto il giudizio".

11.221

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera e), alinea "8", sostituire le parole: "tribunale in composizione monocratica" con le parole: "giudice unico".

11.31

Boco, De Petris, Turroni, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera e), capoverso, alla fine del primo periodo, aggiungere le seguenti parole: "entro il termine di sessanta giorni dalla data in cui il provvedimento di espulsione è stato comunicato allo straniero".

11.222

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Le parole da: "Al comma 1" a "con la parola" respinte; seconda parte preclusa

Al comma 1, lettera e), alinea "8", sostituire la parola: "sessanta" con la parola: "conventi".

11.67

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Precluso

Al comma 1, lettera e), capoverso, secondo periodo, sostituire la parola: "sessanta" con la parola: "novanta".

11.97

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Respinto

Al comma 1, lettera e), capoverso, terzo periodo, dopo le parole: "Il tribunale in composizione monocratica" inserire le seguenti: ", sentito líinteressato,".

11.23

Stiffoni, Monti

Ritirato

Al comma 1, lettera e), capoverso, terzo periodo, sostituire le parole: "in ogni caso, entro venti giorni dalla data di deposito del ricorso." con le seguenti parole: "in applicazione delle disposizioni di cui allíarticolo 127 del codice di procedura penale in quanto compatibili ed utilizzando gli atti contenuti nel fascicolo del ricorso. La decisione è inappellabile".

11.223

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera e), alinea "8", sostituire la parola: "venti" con la parola: "sessanta".

11.29

Boco, De Petris, Turroni, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera e), capoverso, terzo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile, sentito líinteressato, anche per il tramite della competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana".

11.105

Maritati, Guerzoni

Respinto

Al comma 1, lettera e), capoverso, terzo periodo, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "sentito líinteressato, nei modi di cui agli articoli 737 e seguenti del codice di procedura civile".

11.68a

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Le parole da: "Al comma 1" a "nonché da un interprete" respinte; seconda parte preclusa

Al comma 1, lettera e), capoverso 8 settimo periodo sostituire le parole: "nonché ove necessario, da un interprete" con le seguenti: "nonché da un interprete".

Conseguentemente líarticolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è soppresso.

11.68

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Precluso

Al comma 1, lettera e), capoverso, ultimo periodo, sostituire le parole: "nonché ove necessario, da un interprete" con le parole: "nonché da un interprete".

11.30

Boco, De Petris, Turroni, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera e), capoverso, aggiungere il seguente periodo: "Qualora il decreto di espulsione sia stato annullato dal giudice competente ad esaminare la richiesta di autorizzazione allíaccompagnamento alla frontiera ai sensi del comma 4 líannullamento del decreto impugnato deve essere immediatamente comunicato dallíautorità di pubblica sicurezza al giudice, il quale dichiara estinto il giudizio".

11.4

Bobbio Luigi

Ritirato

Al comma 1, lettera e), capoverso, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "Il giudice sente líinteressato che ne fa richiesta anche per il tramite delle rappresentanze diplomatiche o consolari".

11.54

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera f).

11.98

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Id. em. 11.54

Al comma 1, sopprimere la lettera f).

11.224

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Alla lettera f) comma 1, sopprimere la parola: "9".

11.55

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera g).

11.99

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Id. em. 11.55

Al comma 1, sopprimere la lettera g).

11.19

Malabarba, Malentacchi, Sodano Tommaso

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera g), con la seguente:

"g) il comma 13 è sostituito dal seguente:

"13. Lo straniero espulso per effetto di qualsiasi tipo di provvedimento di espulsione non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione su domanda motivata dellíinteressato presentata dallíinteressato alla competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel Paese di origine o di residenza dello straniero. Líautorizzazione è rilasciata con atto scritto e motivato dal Ministro dellíinterno se lo straniero era stato espulso con provvedimento amministrativo o dal competente magistrato di sorveglianza se lo straniero era stato espulso a titolo di misura alternativa alla detenzione o a titolo di misura di sicurezza. In caso di trasgressione al divieto di rientro lo straniero è punito con líarresto da sei mesi ad un anno e il provvedimento amministrativo di espulsione violato è nuovamente eseguito dal Questore con accompagnamento immediato alla frontiera disposto ai sensi dei commi 3 e 4"".

11.38

Boco, De Petris

Id. em. 11.19

Al comma 1, sostituire la lettera g), con la seguente:

"g) il comma 13 è sostituito dal seguente:

"13. Lo straniero espulso per effetto di qualsiasi tipo di provvedimento di espulsione non può rientrare nel territorio dello Stato senza una speciale autorizzazione su domanda motivata dellíinteressato presentata dallíinteressato alla competente rappresentanza diplomatico-consolare italiana nel Paese di origine o di residenza dello straniero. Líautorizzazione è rilasciata con atto scritto e motivato dal Ministro dellíinterno se lo straniero era stato espulso con provvedimento amministrativo o dal competente magistrato di sorveglianza se lo straniero era stato espulso a titolo di misura alternativa alla detenzione o a titolo di misura di sicurezza. In caso di trasgressione al divieto di rientro lo straniero è punito con líarresto da sei mesi ad un anno e il provvedimento amministrativo di espulsione violato è nuovamente eseguito dal Questore con accompagnamento immediato alla frontiera disposto ai sensi dei commi 3 e 4"".

11.76

Cambursano

Respinto

Al comma 1, la lettera g), è sostituita dalla seguente:

"g) il comma 13 è sostituito dai seguenti:

"13. Lo straniero espulso non può fare ingresso, né transitare o permanere nel territorio dello Stato, senza una specifica autorizzazione del Ministro dellíinterno. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da uno a cinque anni.

13-bis. Lo straniero espulso a seguito di applicazione della misura di sicurezza di cui allíarticolo 235 del codice penale e di cui allíarticolo 86 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, nonché a titolo di sanzione sostitutiva alla detenzione, non può fare ingresso, né transitare o permanere nel territorio dello Stato per la durata della misura e comunque per un periodo di cinque anni. In caso di trasgressione lo straniero è punito con la reclusione da due a sei anni.

13-ter. Nei casi previsti dai commi 13 e 13-bis è obbligatorio líarresto in flagranza e si procede con rito direttissimo"".

11.56

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, sopprimere il comma 13.

11.225

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), alinea "13", sostituire le parole: "dellíInterno" con le parole: "degli Affari Esteri"

11.100

Brutti Massimo, Guerzoni, Maritati, Ayala, Calvi, Fassone

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, nel comma 13, secondo periodo, sostituire le parole: "da sei mesi ad un anno" con le seguenti: "da due a sei mesi".

11.69

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, nel comma 13, sostituire le parole: "da sei mesi ad un anno" con le seguenti: "da tre mesi a sei mesi".

11.226

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), alinea "13", sostituire le parole: "un anno" con le seguenti: "dieci mesi".

11.70

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, nel comma 13, sopprimere le parole: "ed è nuovamente espulso con accompagnamento immediato alla frontiera".

11.227

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), alinea "13", sopprimere le parole: "con accompagnamento immediato alla frontiera".

11.57

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, sopprimere il comma 13-bis.

11.501

Brutti Massimo

Respinto

Al comma 1, lettera g), sostituire il capoverso 13-bis. con il seguente:

"13-bis. Nel caso di espulsione disposta da giudice, al trasgressore che commetta nuovamente un reato non colposo si applica sempre líaumento di un terzo della pena".

11.71

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, nel comma 13-bis, sostituire le parole: "da un anno a quattro anni" con le parole: "da sei mesi a due anni".

11.228

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), alinea 13-bis, sostituire la parola: "quattro" con la parola: "tre".

11.58

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, sopprimere il comma 13-ter.

11.24

Stiffoni, Monti

Ritirato

Al comma 1, lettera g), capoverso, sostituire il comma 13-ter con il seguente:.

"13-ter. È consentito líarresto anche fuori dei casi di flagranza della persona che ha posto in essere una condotta punibile a norma dei commi 13 e 13-bis. Nellíudienza di convalida il giudice, se ne ricorrono i presupposti, dispone líapplicazione di una delle misure coercitive previste dalla legge anche al di fuori dei limiti previsti dallíarticolo 280 del codice di procedura penale".

11.72

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), capoverso, nel comma 13-ter, sostituire le parole: "è sempre consentito" con le parole: "non è consentito".

11.229

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera g), alinea 13-bis, sostituire le parole: "il fermo" con le seguenti: "líaccompagnamento in questura".

11.20

Malabarba, Malentacchi, Sodano Tommaso

Respinto

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

11.28

Boco, De Petris

Id. em. 11.20

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

11.59

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Id. em. 11.20

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

11.101

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Id. em. 11.20

Al comma 1, sopprimere la lettera h).

11.27

Boco, De Petris

Respinto

Al comma 1, sostituire la lettera h), con la seguente:

"h) il comma 14 è sostituito dal seguente:

"14. Il divieto di cui al comma 13 opera per un periodo massimo di cinque anni, salvo che il giudice o il Tribunale amministrativo regionale, con il provvedimento che decide sul ricorso di cui ai commi 8 e 11, ne determinino diversamente la durata per un periodo inferiore, sulla base di notivi legittimi addotti dallíinteressato"".

11.73

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Le parole da: "Al comma 1" a "con la seguente" respinte; seconda parte preclusa

Al comma 1, lettera h), capoverso, nel comma 14, sostituire la parola: "dieci" con la seguente: "tre".

11.230

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Precluso

Al comma 1, lettera h), alinea "14", sostituire la parola: "dieci" con la seguente: "sei".

11.106A

Guerzoni, Brutti Massimo, Maritati, Battafarano, Di Siena

Precluso

Al comma 1, lettera h), capoverso, nel comma 14, sostituire la parola: "dieci" con la seguente: "cinque".

11.74

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Respinto

Al comma 1, lettera h), capoverso, nel comma 14, sostituire le parole: "a cinque anni" con le seguenti: "a due anni".

11.26

Boco, De Petris

Respinto

Al comma 1, lettera h), capoverso, nel comma 14, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "Allo scadere di detto periodo, il regolamento di attuazione del presente decreto, stabilisce le modalità per la cancellazione immediata dagli archivi del Sistema informazione Schengen (SIS) della segnalazione finalizzata alla non ammissione dello straniero".

11.6

Valditara, Magnalbò

Ritirato

Al comma 1, lettera h), capoverso, dopo il comma 14, aggiungere il seguente:

"14-bis. Fermo restando quanto stabilito nei commi precedenti, lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione, che ne ostacoli líesecuzione non fornendo elementi idonei per la sua esatta identificazione, è punito con la reclusione da uno a quattro anni".

11.22

Stiffoni, Monti

Ritirato

Al comma 1, aggiungere, in fine, la seguente lettera:

"i) dopo il comma 15, è aggiunto il seguente:

"15-bis. Fermo restando quanto stabilito nei commi precedenti, lo straniero destinatario di un provvedimento di espulsione, che ne ostacoli líesecuzione non fornendo sufficienti elementi per la sua esatta identificazione, è punito con la reclusione da uno a cinque anni"".

11.231

Crema, Manieri, Marini

Respinto

Dopo il comma 1, inserire il seguente:

"1-bis. Allíarticolo 13 del testo unico, comma 2, lettera a), dopo le parole: "ai sensi dellíarticolo 10", sono aggiunte le seguenti: "salvo quanto dispone il comma 1.bis dellíarticolo 5".

11.107a

Guerzoni, Budin

Improcedibile

Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

"1-bis. Al comma 2 dellíarticolo 13 del testo unico (decreto legislativo n. 268 del 1998), sostituire le parole: "Líespulsione è disposta dal prefetto" con le seguenti: "Il prefetto può disporre líespulsione"".

Corrispondentemente, dopo il comma 2 dellíarticolo 13 del testo unico, aggiungere i seguenti:

"2-bis. Nei casi in cui, sulla base di circostanze obiettive riguardanti líinserimento sociale, familiare e lavorativo dello straniero, il prefetto non rilevi la necessità di adottare su provvedimento di espulsione, il Questore rilascia un permesso di soggiorno in applicazione dei commi 5, 6 o 9 dellíarticolo 5, o, quando questo non sia possibile, ingiunge allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro quindici giorni. In questo caso, il Questore procede al rilevamento delle impronte digitali dello straniero. Ove lo straniero non ottemperi allíingiunzione del questore, il prefetto ne dispone líespulsione.

2-ter. Il Ministero dellíinterno, in collaborazione con la Croce rossa italiana o con organizzazioni umanitarie specializzate di comprovata affidabilità predispone programmi per un positivo reinserimento in patria degli stranieri che lascino il territorio dello Stato in seguito ad uno dei provvedimenti previsti dal presente articolo, anche avvalendosi delle risorse ricavate dalle sanzioni pecuniarie irrogate in applicazione del presente testo unico".

Conseguentemente, ridurre gli importi iscritti nei fondi speciali di parte corrente per ciascun Ministero, così come indicati nella Tabella A richiamata allíarticolo 78, comma 1, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, per ciascun anno del triennio 2002-2004, di una percentuale dellíammontare complessivo, escluse le regolazioni debitorie, fino a concorrenza degli oneri conseguenti.

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 11

11.0.1

Del Pennino

Ritirato

Dopo líarticolo 11, inserire il seguente:

"Art. 11-bis.

1. Agli articoli 13-bis e 14 del testo unico di cui al decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, sostituire la parola: "pretore" con: "tribunale in composizione monocratica"".

11.0.2

Del Pennino

Ritirato

Dopo líarticolo 11, inserire il seguente:

"Art. 11-bis.

1. Al primo comma sopprimere le parole: "di ordine pubblico o", e dopo il secondo comma inserire il seguente:

"2-bis: Líespulsione dello straniero può essere disposta dal Prefetto al di fuori dei casi indicati nel precedente comma 2 per motivi di ordine pubblico"".

11.0.3

Magnalbò, Valditara

Ritirato

Dopo líarticolo 11, inserire il seguente:

"Art. 11-bis.

1. Al comma 2 dellíarticolo 13, la parola: "prefetto" è sostituita con la seguente: "questore".

 

ARTICOLO 12 DEL DISEGNO DI LEGGE N. 795

Art. 12.

(Esecuzione dellíespulsione)

1. Allíarticolo 14 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 5 è sostituito dal seguente:

"5. La convalida comporta la permanenza nel centro per un periodo di complessivi trenta giorni. Qualora líaccertamento dellíidentità e della nazionalità, ovvero líacquisizione di documenti per il viaggio presenti gravi difficoltà, il giudice, su richiesta del questore, può prorogare il termine di ulteriori trenta giorni. Anche prima di tale termine, il questore esegue líespulsione o il respingimento, dandone comunicazione senza ritardo al giudice.";

b) dopo il comma 5, sono inseriti i seguenti:

"5-bis. Quando non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di permanenza temporanea, ovvero siano trascorsi i termini di permanenza senza aver eseguito líespulsione o il respingimento, il questore ordina allo straniero di lasciare il territorio dello Stato entro il termine di cinque giorni.

5-ter. Lo straniero che senza giustificato motivo si trattiene nel territorio dello Stato in violazione dellíordine impartito dal questore ai sensi del comma 5-bis, è punito con líarresto da sei mesi ad un anno. In tale caso si procede a nuova espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica.

5-quater. Lo straniero, nuovamente espulso ai sensi del comma 5-ter, che si trattiene senza giustificato motivo nel territorio dello Stato, è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

5-quinquies. Per i reati previsti ai commi 5-ter e 5-quater è obbligatorio líarresto dellíautore del fatto e si procede con rito direttissimo. Al fine di assicurare líesecuzione dellíespulsione, il questore può disporre i provvedimenti di cui al comma 1 del presente articolo".

EMENDAMENTI

12.8

Boco, Turroni, De Petris, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Respinto

Sopprimere líarticolo.

12.25

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Id. em. 12.8

Sopprimere líarticolo.

12.4

Malabarba, Malentacchi, Sodano Tommaso

Sostituire líarticolo con il seguente:

"Art. 12. ñ 1. allíarticolo 14 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, recante il testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dellíimmigrazione e norme sulla condizione dello straniero, sono apportate le seguenti modificazioni:

a) il comma 1 è sostituito dal seguente:

"1. Quando non è possibile eseguire con immediatezza líespulsione mediante accompagnamento alla frontiera, ovvero il respingimento, perché occorre procedere al soccorso dello straniero, ad accertamenti supplementari in ordine alla sua identità o nazionalità, ovvero allíacquisizione di documenti per il viaggio, ovvero per líindisponibilità di vettore o altro mezzo di trasporto idoneo, il questore, ove necessario, rilascia allo straniero un documento provvisorio di identificazione avente validità non superiore a trenta giorni, dispone che il medesimo si presenti presso la propria rappresentanza diplomatica o consolare per ottenere il rilascio del passaporto o documento equipollente, ove ne sia sprovvisto, e prescrive i tempi e le modalità di presentazione presso la questura o altro ufficio di polizia.";

b) dopo il comma 1 è inserito il seguente:

"1-bis. Quando, sulla base di elementi concreti e specifici, sussiste il fondato pericolo che lo straniero si sottragga allíesecuzione dellíespulsione, qualora siano stati ritenuti sussistenti i presupposti per líadozione di tale provvedimento, il questore può proporre al tribunale che sia applicata, nei confronti del medesimo, la misura della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza, con o senza líobbligo di soggiorno in una determinata località, ovvero che il medesimo sia trattenuto, per un periodo massimo di quarantotto ore, presso il centro di permanenza temporanea e assistenza più vicino, tra quelli individuati o costituiti con decreto del Ministro dellíinterno, di concerto con i Ministri per la solidarietà sociale e del tesoro, del bilancio e della programmazione economica.";

c) dopo il comma 4 è inserito il seguente:

"4-bis. Il tribunale, sulla base delle indicazioni fornite dallíinteressato circa le sue condizioni sociali, la condotta di vita, i rapporti familiari e líinserimento lavorativo, dispone che la polizia giudiziaria svolga entro quarantotto ore dal provvedimento di convalida tutti gli accertamenti necessari e sulla base di quanto emerso nel corso dellíudienza di convalida dispone la sorveglianza speciale della pubblica sicurezza, con o senza líobbligo di soggiorno in una determinata località. Qualora vi siano fondati elementi per ritenere che il soggetto possa commettere reati o darsi alla fuga dispone la permanenza nei centri di cui al comma 1-bis per un periodo massimo di quarantotto ore. Dopo tale termine, qualora dagli accertamenti compiuti dalla polizia giudiziaria e dalla documentazione presentata dallíinteressato vi sia la prova che lo straniero deve essere espulso, ne ordina líespulsione. Avverso tale provvedimento líinteressato può ricorrere entro cinque giorni alla corte díappello".

d) il comma 5 è abrogato;

e) il comma 6 è sostituito dal seguente:

"6. Contro i decreti di convalida di cui al comma 4 è proponibile ricorso per cassazione".

2. Dopo líarticolo 16 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, è inserito il seguente:

"Art. 16-bis. - (Provvedimenti in caso di espulsione). ñ 1. Allo straniero che deve essere espulso dal territorio dello Stato sono assicurati, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione della presente legge, líinformazione sui propri diritti e doveri, líassistenza di un interprete, la facoltà di ricevere assistenza legale, le cure urgenti o comunque essenziali, la possibilità di comunicare con i propri familiari e conviventi, con il proprio difensore, con i rappresentanti diplomatici o consolari del proprio Paese, il recupero dei beni rimasti in Italia, inclusi i crediti per il lavoro svolto, anche se si tratta di lavoro subordinato svolto in condizioni illegali"".

12.2

Del Pennino

Al comma 1, prima della lettera a), inserire la seguente:

"0a) al comma 2, secondo periodo, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "salvo i casi in cui il provvedimento di espulsione sia stato preso ai sensi dellíarticolo 13, comma 1"".

12.2 (nuovo testo)

Del Pennino

Al comma 1, prima della lettera a), inserire la seguente:

"0a) al comma 2, secondo periodo, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: "salvo i casi in cui il provvedimento di espulsione sia stato preso ai sensi dellíarticolo 13, comma 1, per motivi di sicurezza dello Stato"".

12.200

Del Pennino

Prima della lettera a) inserire la seguente:

"0a) Al comma 2, alla fine del secondo periodo, aggiungere le seguenti parole: "salvo i casi in cui il provvedimento di espulsione sia stato preso per motivi di sicurezza dello Stato"".

12.1

Falcier

Alla lettera a) premettere la seguente:

"0) allíarticolo 14 del decreto legislativo 286/98, al comma 1, le parole: "il centro di permanenza più vicino", sono sostituite dalle seguenti: "il centro di permanenza, da costituirsi per ogni regione a cura del Prefetto del capoluogo, díintesa con la regione"".

12.9

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

12.24

Petrini, Giaretta, Dentamaro, Toia, Dato

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

12.26

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Al comma 1, sopprimere la lettera a).

12.201

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Sostituire la lettera a) con la seguente:

"a) il comma 5 è sostituito dal seguente:

5. Quando non è possibile eseguire líespulsione mediante accompagnamento alla frontiera, ovvero il respingimento, perché occorre procedere al soccorso dello straniero, il questore rilascia allo straniero un documento provvisorio di identificazione avente validità non superiore a sessanta giorni".

12.202

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alla parola: "comporta" premettere le seguenti: "fatto salvo il diritto dello straniero ad eleggere altrove il proprio domicilio nelle more della definizione del procedimento".

12.203

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "comporta" con le parole: "può comportare".

12.204

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "comporta" inserire le seguenti: "líobbligo di richiesta allo straniero di assicurare".

12.205

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, primo periodo sostituire: "la " con le seguenti parole: "la eventuale".

12.206

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alla parola: "permanenza" premettere le seguenti: "libera".

12.23

Cambursano, Giaretta, Dentamaro

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: "permanenza nel centro per un periodo di complessivi trenta giorni" con le seguenti: "permanenza nel centro per un periodo di complessivi quindici giorni"; e, in seguito, le parole: "può prorogare il termine di ulteriori trenta giorni" con le altre: "può prorogare il termine di ulteriori quaranta giorni".

12.23 (nuovo testo)

Dentamaro

Al comma 1, lettera a), sostituire le parole: "permanenza nel centro per un periodo di complessivi trenta giorni" con le seguenti: "permanenza nel centro per un periodo massimo di quindici giorni"; e, in seguito, le parole: "può prorogare il termine di ulteriori trenta giorni" con le altre: "può prorogare il termine di ulteriori quaranta giorni".

12.207

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "permanenza" con le seguenti: "dichiarazione di volontà dello straniero di rimanere".

12.208

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "permanenza" inserire le seguenti: "volontaria".

12.209

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "centro" con le seguenti: "luogo indicato dallo straniero, o, in mancanza, nel centro".

12.210

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "centro" inserire le seguenti: "scelto dallo straniero".

12.211

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "periodo" inserire la seguente: "massimo".

12.15

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), capoverso, primo periodo, sostituire le parole: "di complessivi trenta giorni" con le seguenti: "di complessivi sessanta giorni".

12.15a

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), capoverso 5, primo periodo, sostituire le parole: "di complessivi trenta giorni" con le seguenti: "di complessivi sessanta giorni".

Conseguentemente:

a decorrere dal 1† gennaio 2003 la tassa sui superalcolici è aumentata del 15 per cento;

líarticolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è soppresso.

12.212

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, primo periodo, dopo le parole: "trenta giorni" inserire le seguenti: "garantendo comunque allo straniero la possibilità di scegliere un luogo diverso di permanenza, presso la quale garantisce la reperibilità".

12.213

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo il primo periodo inserire il seguente: "La permanenza è condizionata alla sottoscrizione da parte dello straniero di una dichiarazione di volontà con la quale egli sceglie di eleggere liberamente il centro a proprio domicilio".

12.31

Battafarano, Viviani, Gruosso, Piloni, Di Siena, Guerzoni

Al comma 1, lettera a), capoverso, sopprimere il secondo periodo.

12.214

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "qualora" inserire le seguenti: "ne faccia richiesta lo straniero".

12.215

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "accertamento" inserire le seguenti: "da parte delle competenti autorità".

12.216

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "nazionalità" inserire le seguenti: "non avvenga attraverso la dichiarazione dello straniero".

12.217

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "ovvero" con la seguente: "e".

12.218

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "acquisizione" con: "acquisto".

12.219

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "di documenti" con le seguenti: "dei titoli".

12.220

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "viaggio" inserire le seguenti: "con le modalità scelte dallo straniero nei rispetto dei limiti di spesa consentiti".

12.221

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "presenti gravi difficoltà" con le seguenti: "risulti impossibile".

12.222

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire: "gravi" con: "insormontabili".

12.223

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "gravi" inserire le seguenti: "ed insuperabili".

12.224

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "difficoltà" inserire le seguenti: "documentate dalle competenti autorità per ciascun caso".

12.225

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alla parola: "il giudice" premettere le seguenti: "acquisita la volontà conforme dello straniero".

12.226

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "giudice" inserire le seguenti: "sentito lo straniero".

12.227

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alle parole: "su richiesta" premettere le seguenti: "almeno una settimana prima del decorso dei trenta giorni".

12.228

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire la parola: "richiesta" con le seguenti: "istanza dello straniero e successiva richiesta".

12.229

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "richiesta" inserire la seguente: "motivata".

12.230

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "del questore" con le seguenti: "dello straniero".

12.231

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "questore" inserire le seguenti: "presentata entro i dieci giorni antecedenti alla scadenza del termine".

12.232

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alle parole: "può erogare" premettere le seguenti: "assume le dichiarazioni in merito dello straniero".

12.233

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "può prorogare" con le seguenti: "dispone il rilascio dello straniero e solo nei casi di pericolo per líordine e la sicurezza pubblica può disporre che sia prorogato".

12.234

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo la parola: "prorogare" inserire le seguenti: "avendo garantito il contradditorio delle parti interesate".

12.235

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, alla parola: "il termine" premettere le seguenti: "e valutata la straordinaria rilevanza del caso".

12.27

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Al comma 1, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: "il termine di ulteriori trenta giorni" con le seguenti: "il termine di ulteriori dieci giorni".

12.16

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), capoverso, sostituire le parole: "di ulteriori trenta giorni" con le seguenti: "di ulteriori sessanta giorni".

12.16a

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), capoverso, secondo periodo, sostituire le parole: "di ulteriori trenta giorni" con le seguenti: "di ulteriori sessanta giorni".

Conseguentemente:

a decorrere dal 1† gennaio 2003 la tassa sui superalcolici è aumentata del 15 per cento;

líarticolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383. è soppresso.

12.236

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, secondo periodo, sostituire: "trenta" con: "sette".

12.237

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, secondo periodo, dopo le parole: "trenta giorni" inserire le seguenti: "a condizione che lo straniero interessato sia díaccordo".

12.238

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, dopo il secondo periodo, inserire il seguente: "Tale proroga non si rende necessaria qualora lo straniero comunichi di poter essere reperibile per la medesima durata temporale in altro domicilio di propria scelta".

12.17

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "Anche prima di tale termine, il questore esegue líespulsione o il respingimento, dandone comunicazione senza ritardo al giudice" con le seguenti: "Prima di tale termine, il questore non può eseguire líespulsione o il respingimento".

12.17a

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), capoverso 5, terzo periodo, sostituire le parole: "Anche prima di tale termine, il questore esegue líespulsione o il respingimento, dandone comunicazione senza ritardo al giudice" con le seguenti: "Prima di tale termine, il questore non può eseguire líespulsione o il respingimento".

Conseguentemente:

a decorrere dal 1† gennaio 2003 la tassa sui superalcolici è aumentata del 15 per cento;

líarticolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è soppresso.

12.239

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "Anche prima di tale termine" con le seguenti: "Solo decorso tale termine".

12.240

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, ultimo periodo, dopo la parola: "questore" inserire le seguenti: "sentito lo straniero".

12.241

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, ultimo periodo, sostituire: "esegue" con le seguenti parole: "può eseguire".

12.242

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, ultimo periodo, sopprimere le parole: "líespulsione o".

12.243

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, ultimo periodo, dopo la parola: "espulsione" inserire le seguenti: "qualora lo straniero non vi si opponga".

12.244

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire le parole: "dandone comunicazione" con le seguenti: "avendo chiesto líautorizzazione".

12.245

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, sostituire: "senza ritardo con: "immediatamente".

12.246

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, ultimo periodo, dopo le parole: "al giudice" inserire le seguenti: "affinché questi senta preventivamente lo straniero interessato".

12.247

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera a), alinea 5, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "Prima dellíesecuzione dellíespulsione, lo straniero può opporsi legalmente al provvedimento secondo la normativa vigente".

12.248

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Dopo la lettera a), inserire la seguente:

"a-bis) Il comma 5 è abrogato".

12.10

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

12.28

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Al comma 1, sopprimere la lettera b).

12.249

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Sostituire la lettera b), con la seguente:

"b) dopo il comma 5 è inserito il seguente:

5-bis. Quando, sulla base di elementi documentabili e specifici, sussiste il fondato pericolo che lo straniero si sottragga allíesecuzione dellíespulsione, il questore può proporre al tribunale che sia applicata, nel confronti del medesimo, la misura della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza".

12.11

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), sopprimere il capoverso 5-bis.

12.250

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Sostituire líalinea 5-bis, con la seguente:

5-bis. Quando non sia possibile trattenere agevolmente lo straniero preso un centro di permanenza, il tribunale, sulla base delle indicazioni fornite dallíinteressato circa le sue condizioni sociali, familiari e lavorative, dispone che questi possa soggiornare in un luogo a sua scelta".

12.251

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, alla parola: "quando" premettere le seguenti: "In caso di mancata opposizione da parte dello straniero e".

12.252

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire: "quando con le seguenti parole: "Solo qualora venga provato che".

12.253

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "quando inserire le seguenti parole: "da parte delle competenti autorità sia stata avanzata una istanza al giudice al fine di accertare come".

12.254

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sopprimere le parole: "non sia stato possibile trattenere lo straniero presso un centro di permanenza temporanea, ovvero".

12.255

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire: "trattenere" con: "ospitare".

12.256

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "questore" inserire le seguenti: "sentito il giudice".

12.257

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire: "ordina" con le seguenti: "notifica líordine".

12.258

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "ordina" inserire le seguenti: "attraverso le vigenti procedure di notificazione".

12.259

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "straniero" inserire le seguenti: "attraverso il legale di fiducia da questi nominato".

12.260

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "lasciare" inserire le seguenti: "nei tempi e nei modi che gli sono possibili".

12.261

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire la parola: "lasciare" con le seguenti: "comunicare un termine entro il quale lo stesso può impegnarsi a lasciare volontariamente".

12.262

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire: "il territorio dello Stato" con le seguenti: "il centro".

12.263

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire le parole: "dello Stato" con le seguenti: "della provincia".

12.18

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-bis, sostituire le parole: "entro il termine di cinque giorni" con le seguenti: "entro il termine di sessanta giorni".

12.264

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, sostituire le parole: "entro il termine" con le seguenti: "ove lo straniero non faccia oposizione".

12.265

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, dopo la parola: "termine" inserire le seguenti: "prorogabile, su richiesta dello straniero interessato".

12.7

Boco, De Petris, Turroni, Carella, Cortiana, Donati, Martone, Ripamonti, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-bis, alla fine, dopo le parole: "cinque giorni" aggiungere il seguente periodo: "Líordine è dato con provvedimento scritto e motivato, recante líindicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione, e deve contenere la traduzione nella lingua dellíinteressato o, qualora non sia possibile, in una lingua a scelta dellíinteressato, tra inglese, francese, spagnolo, arabo o cinese".

12.7a

Boco

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-bis, alla fine, dopo le parole: "cinque giorni" aggiungere il seguente periodo: "Líordine è dato con provvedimento scritto, recante líindicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione".

12.7b

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-bis, alla fine, dopo le parole: "cinque giorni" aggiungere il seguente periodo: "Líordine è dato con provvedimento scritto e motivato, recante líindicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione, e deve contenere la traduzione nella lingua dellíinteressato o, qualora non sia possibile, in una lingua a scelta dellíinteressato, tra inglese, francese, spagnolo, arabo o cinese".

Conseguentemente:

a decorrere dal 1† gennaio 2003 la tassa sui superalcolici è aumentata del 15 per cento;

líarticolo 13 della legge 18 ottobre 2001, n. 383, è soppresso.

12.7c

Boscetto, Pastore

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-bis, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "Líordine è dato con provvedimento scritto, recante líindicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione".

12.266

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-bis, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "È fatto salvo il diritto di avanzare prima dellíesecuzione il ricorso avverso líordine di espulsione".

12.5

Malabarba, Malentacchi, Sodano Tommaso

Al comma 1, lettera b), nel capoverso 5-bis, aggiungere, in fine, le seguenti parole: "Líordine è dato con provvedimento scritto e motivato, recante líindicazione delle conseguenze penali della sua trasgressione, e deve contenere la traduzione nella lingua dellíinteressato o, qualora non sia possibile, in una lingua a scelta dellíinteressato, tra inglese, francese, spagnolo, arabo o cinese".

12.12

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), sopprimere il capoverso 5-ter.

12.267

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Sostituire líalinea 5-ter con il seguente:

"5-ter. Avverso i decreti di convalida di cui al comma 4 è proponibile ricorso per Cassazione".

12.268

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, sopprimere la parola: "giustificato".

12.269

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo la parola: "motivo" inserire le seguenti: "e comunque sempre in assenza di ragionevoli motivi familiari, di lavoro o di salute".

12.270

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, sostituire le parole: "si trattiene" con le seguenti: "resta per ulteriori ventiquattro mesi".

12.271

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo le parole: "si trattiene" inseriure le seguenti: "per oltrre quarantotto mesi".

12.272

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, sostituire le parole: "líarresto da sei mesi ad un anno" con le parole: "la senzione amministrativa del pagamento di una somma da cento a cinquecento euro".

12.19

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-ter, sostituire le parole: "da sei mesi ad un anno" con le seguenti: "da tre a sei mesi".

12.273

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo il primo periodo inserire il seguente: "Tale procedimento non è attivabile nel caso lo straniero abbia nel frattempo trovato un posto di lavoro".

12.20

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-ter, sopprimere le parole: "in tale caso si procede a nuova espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica".

12.274

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo le parole: "in tale caso" inserire le seguenti: "e qualora lo straniero non abbia bisogna di assistenza medica".

12.275

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-ter, ivi richiamato, secondo periodo, dopo le parole: ", allíaccertamento della disponibilità dello Stato di provenienza o di altro Stato a riceverlo e quindi".

12.276

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, sopprimere la parola: "nuova".

Conseguentemente, sopprimere le parola da: "con accompagnamento" fino alla fine del periodo.

12.30

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Al comma 1, lettera b), nel capoverso 5-ter al secondo periodo, dopo le parole: "nuova espulsione" inserire le seguenti: ", accertata la disponibilità dello Stato di provenienza o di altro Stato a riceverlo".

12.277

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo la parola: "espulsione" inserire le seguenti: "avverso alla quale lo straniero può presentare ricorso per le vie ordinarie".

12.278

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, sopprimere le parole: "a mezzo della forza pubblica".

12.279

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, dopo le parole: "forza pubblica" aggiungere le seguenti: "ove lo straniero non richieda di lasciare autonomamente il territorio dello Stato".

12.500

Falcier

Al comma 1, lettera b), capoverso, nel comma 5-ter, aggiungere, infine, le seguenti parole: "anche locale".

12.280

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-ter, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "Non può essere espulso lo straniero che versi in gravi condizioni di salute".

12.13

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), sopprimere il capoverso 5-quater.

12.3

Boscetto, Pastore

Al comma 1, lettera b), sostituire il capoverso 5-quater con il seguente:

"5-quater. Lo straniero espulso ai sensi del comma 5-ter che viene trovato, in violazione delle norme del presente Testo Unico, nel territorio dello Stato, è punito con la reclusione da uno a quattro anni".

12.281

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Sostituire líalinea 5-quater con il seguente:

"5-quater. Allo straniero devono essere assicurati, allíatto della prima contestazione circa líirregolarità del soggiorno, e comunque prima dellíespulsione, piena informazione sui propri diritti e doveri, líassistenza di un interprete, la facoltà di ricevere assistenza legale e la possibilità di comunicare con i propri familiari o conviventi".

12.282

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quater, dopo la parola: "trattiene" inserire le seguenti: "per oltre tre anni".

12.282

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quater, sopprimere la parola: "giustificato".

12.284

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quater, sostituire: "giustificato" con: "ragionevole".

12.29

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Al comma 1, lettera b), nel capoverso 5-quater, dopo le parole: "nel territorio dello Stato" inserire le seguenti: "accertata la disponibilità dello Stato di provenienza o di altro Stato a riceverlo".

12.21

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), nel capoverso 5-quater, sostituire le parole: "da uno a quattro anni" con le seguenti: "da sei mesi ad un anno".

12.285

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quater, aggiungere il seguente periodo: "La sanzione non si applica allo straniero che abbia nel frattempo trovato una occupazione lecita"

12.14

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), sopprimere il capoverso 5-quinquies.

12.6

Stiffoni, Monti

Al comma 1, lettera b), sostituire il capoverso 5-quinquies, con il seguente:

"5-quinquies. È obbligatorio líarresto anche fuori dei casi di flagranza della persona che ha posto in essere una condotta punibile a norma dei commi 5-ter e 5-quater. Nellíudienza di convalida il giudice, se ne ricorrono i presupposti, dispone líapplicazione di una delle misure coercitive previste dalla legge anche al di fuori dei limiti previsti dallíarticolo 280 del codice di procedura penale.".

12.286

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, dopo le parole "5-quater" inserire la seguente: "non".

12.22

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), capoverso 5-quinquies, sostituire le parole: "è obbligatorio líarresto" con le seguenti: "non è obbligatorio líarresto".

12.287

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, sostituire: "obbligatorio" con: "possibile".

12.288

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, sostituire le parole: "e si procede con rito direttimo".

12.289

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, sostituire: "esecuzione" con: "ordine".

12.290

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, aggiungere le seguenti parole: "ai quali lo straniero può presentare opposizione nei termini di legge".

12.290a

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Al comma 1, lettera b), alinea 5-quinquies, aggiungere, in fine, il seguente periodo: "La legge stabilisce le modalità di risarcimento dello straniero erroneamente espulso".

12.291

Boco, Carella, Cortiana, De Petris, Donati, Martone, Ripamonti, Turroni, Zancan

Dopo il capoverso 5-quinquies, aggiungere il seguente:

"5-sexies. Della definitiva sentenza di condanna ad una pena detentiva nei confronti di uno straniero proveniente da Paesi extracomunitari viene data tempestiva comunicazione alla famiglia dello straniero, affinché possa raggiungerlo ed assisterlo nei successive gradi di giudizio".

12.501

Falcier

Al comma 1, lettera b), capoverso, aggiungere, infine, il seguente comma:

"5-sexies. In caso di arbitrario allontanamento dello straniero da un centro di permanenza temporanea di cui al citato articolo 14 del decreto legislativo n. 286 del 1998, è previsto líarresto da sei mesi ad un anno".

12.32a

Guerzoni, Brutti Massimo, Maritati, Villone, De Zulueta

Dopo il comma 1, aggiungere i seguenti commi:

"1-bis. Entro sessanta giorni dallíentrata in vigore, con decreto del Ministero dellíinterno, sentita la Conferenza unificata di cui allíarticolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, è stabilito un programma triennale per líistituzione di un centro di permanenza, di cui allíarticolo 14 del decreto legislativo n. 286 del 1998, in ogni regione.

1-ter. Per fronteggiare gli oneri derivanti dallíattuazione del comma 1-bis, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per il 2002 e di 150 milioni di euro per ciascuno degli anni 2003 e 2004".

Conseguentemente, ridurre gli importi iscritti nei fondi speciali di parte corrente per ciascun Ministero, così come indicati nella Tabella A richiamata allíarticolo 78, comma 1, della legge 28 dicembrre 2001, n. 448, per ciascun anno del triennio 2002-2004, di una percentuale dellíammontare complessivo, escluse le regolazioni debitorie, fino a concorrenza degli oneri conseguenti.

12.100

Boscetto, Pastore

Aggiungere, in fine, il seguente comma:

"1-bis. Per la costruzione di nuovi centri di accoglienza è autorizzata la spesa nel limite massimo di 12,39 milioni di euro per líanno 2002, 24,79 milioni di euro per líanno 2003 e 24,79 milioni di euro per líanno 2004".

EMENDAMENTI TENDENTI AD INSERIRE ARTICOLI AGGIUNTIVI DOPO L'ARTICOLO 12

12.0.1

Valditara, Bobbio Luigi, Magnalbò

Dopo líarticolo 12, inserire il seguente:

"Art. 12-bis.

1. Entro 60 giorni dallíentrata in vigore della legge ogni regione individua una struttura territoriale idonea sotto il profilo della capienza, della ubicazione e della sicurezza da destinare al Centro regionale di permanenza temporanea".

12.0.2

Magnalbò, Valditara

Dopo líarticolo 12, inserire il seguente:

"Art. 12-bis.

1. Alla lettera c), comma 2, dellíarticolo 19, le parole: "entro il quarto grado" sono sostituite con le seguenti: "entro il secondo grado"".

12.0.3

Maritati, Guerzoni, Brutti Massimo, Ayala, Calvi, Fassone

Dopo líarticolo 12, inserire il seguente:

"Art. 12-bis.

1. Allíarticolo 15 del testo unico di cui al decreto legislativo n. 286 del 1998, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

"1-bis. Della emissione del provvedimento di custodia cautelare o della definitiva sentenza di condanna ad una pena detentiva nei confronti di uno straniero proveniente da Paesi extracomunitari viene data tempestiva comunicazione al questore ed alla competente autorità consolare al fine di avviare la procedura di identificazione dello straniero e consentire, in presenza dei requisiti di legge, líesecuzione della espulsione subito dopo la cessazione del periodo di custodia cautelare o di detenzione".

12.0.100 (testo 2)

Vitali, Zanchi, Dalla Chiesa, Cambursano, Guerzoni, Crema

Dopo líarticolo 12, aggiungere il seguente:

"Art. 12-bis.

(Sanzione per chi già sottoposto a provvedimento di custodia
cautelare non fornisce le proprie generalità)

1. Allíarticolo 496 del codice penale è aggiunto, in fine, il seguente comma:

"Fermo restando quanto stabilito dal comma primo, chiunque, già sottoposto a provvedimento di custodia cautelare per uno dei reati di cui agli articoli 601, 609-bis, 624-bis e 628 del codice penale, per il reato di cui allíarticolo 73, commi 1 e 5 del decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, per il reato di cui allíarticolo 3 della legge 20 febbraio 1958, n. 75 e per il reato di cui allíarticolo 12, comma 3 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286, salvo sia stato scarcerato per insussistenza di indizi o prosciolto e che rifiuti di dichiarare allíautorità di polizia le proprie generalità o ne dichiari di false, è punito con la reclusione fino a cinque anni"".

 

 

 



Allegato B

VOTAZIONI QUALIFICATE EFFETTUATE NEL CORSO DELLA SEDUTA

Disegni di legge, trasmissione dalla Camera dei Deputati

Dep. GIULIETTI Giuseppe

Disciplina relativa alla fornitura di servizi di accesso ad Internet (1165)

(presentato in data 21/02/02 )

C.435 approvato in testo unificato da 9ƒ Trasporti (TU con C.1251, C.1320, C.1389, C.1673);

 

Disegni di legge, presentazioni

Ministro Economia e finanze

(Governo Berlusconi-II)

Concessione di prestiti garantiti dallo Stato a favore della "Poverty Reduction and Growth Facility (PRGF)"

del Fondo Monetario Internazionale (1171)

(presentato in data 21/02/02 )

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro Affari Esteri

(Governo Berlusconi-II)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo fra il Governo della Repubblica italiana ed il Sovrano Militare Ordine di

Malta concernente i rapporti in materia sanitaria, fatto a Roma il 21 dicembre 2000 (1172)

(presentato in data 21/02/02 )

Presidente del Consiglio dei ministri

Ministro Affari Esteri

(Governo Berlusconi-II)

Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra i Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di

Armenia sull'autotrasporto internazionale di viaggiatori e merci, fatto a Erevan il 7 agosto 1999 (1173)

(presentato in data 21/02/02 )

Sen. DATO Cinzia, BAIO Emanuela, DENTAMARO Ida, MAGISTRELLI Marina, SOLIANI Albertina, TOIA Patrizia

Modifiche e integrazioni alle leggi elettorali relative alla Camera dei deputati, al Senato della Repubblica, ai consigli regionali, ai consigli provinciali e comunali, atte ad assicurare parità di accesso agli uomini e alle donne alle cariche elettive (1166)

(presentato in data 21/02/02 )

Sen. GIRFATTI Antonio, FABBRI Luigi, NESSA Pasquale, IERVOLINO Antonio, MANUNZA Ignazio, FEDERICI Pasqualino Lorenzo, SAMBIN Stanislao Alessandro, FLORINO Michele, PONZO Egidio Luigi, GUBETTI Furio, TREDESE Flavio, GRILLO Luigi, ARCHIUTTI Giacomo, TOFANI Oreste, AGOGLIATI Antonio, EUFEMI Maurizio, TOMASSINI Antonio, BIANCONI Laura, CICOLANI Angelo Maria, CARRARA Valerio, COSTA Rosario Giorgio, FALCIER Luciano, ZICCONE Guido, PASINATO Antonio Domenico, CHIRILLI Francesco, FRAU Aventino, IZZO Cosimo, PASTORE Andrea, FAVARO Gian Pietro, MARANO Salvatore, NOVI Emiddio, GIULIANO Pasquale, DEL PENNINO Antonio, ZANOLETTI Tomaso, CIRAMI Melchiorre, D'AMBROSIO Alfredo, ALBERTI Maria Elisabetta, PEDRIZZI Riccardo, NOCCO Giuseppe Onorato Benito, BOSCETTO Gabriele, FERRARA Mario Francesco, GENTILE Antonio, GRECO Mario, ZORZOLI Alberto Pietro Maria, FASOLINO Gaetano, BASILE Filadelfio Guido, AZZOLLINI Antonio, MORRA Carmelo, SCARABOSIO Aldo, DEMASI Vincenzo, RUVOLO Giuseppe, GUZZANTI Paolo, BOBBIO Luigi, BARELLI Paolo, PICCIONI Lorenzo, SEMERARO Giuseppe, CONTESTABILE Domenico, TATO' Filomeno Biagio, MALAN Lucio, PIANETTA Enrico

Recupero e rilancio dell' area vesuviana di Ercolano-Pompei (1167)

(presentato in data 21/02/02 )

Sen. BATTAGLIA Antonio, BONATESTA Michele, PELLICINI Piero, SERVELLO Francesco, PEDRIZZI Riccardo, CARUSO Antonino, RAGNO Salvatore, FLORINO Michele, CURTO Euprepio, MAGNALBO' Luciano, BEVILACQUA Francesco, SPECCHIA Giuseppe

Modifica dell' articolo 33, comma 5, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, recante legge-quadro per l' assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate (1168)

(presentato in data 21/02/02 )

Sen. EUFEMI Maurizio

Modifica all'articolo 15 del testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia d'istituzione di nuovi comuni (1169)

(presentato in data 21/02/02 )

Sen. PASINATO Antonio Domenico

Modifiche ed integrazioni all'articolo 14 della legge 28 gennaio 1994, n. 84, in materia di autorità

marittime (1170)

(presentato in data 21/02/02 )

Disegni di legge, assegnazione

In sede referente

13 Commissione permanente Ambiente

Sen. VALLONE Giuseppe, Sen. DETTORI Bruno

Istituzione dell' anagrafe dei fabbricati e messa in sicurezza del patrimonio edilizio a rischio (1093)

previ pareri delle Commissioni 1ƒ Aff. cost., 2ƒ Giustizia, 5ƒ Bilancio, 6ƒ Finanze, 7ƒ Pubb. istruz., 8ƒ Lavori pubb., 10ƒ Industria, Commissione parlamentare questioni regionali

(assegnato in data 21/02/02 )

Governo, trasmissione di documenti

Il Presidente del Consiglio dei ministri, con lettera in data 31 gennaio 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 7 della legge 9 marzo 1989, n. 86, come sostituito dall'articolo 10 della legge 5 febbraio 1999, n, 25, la relazione sulla partecipazione dell'Italia all'Unione Europea nel 2001 (Doc. LXXXVII, n. 2).

Detto documento è stato deferito, ai sensi dell'articolo 142 del Regolamento, alla Giunta per gli affari delle Comunità europee e, per il parere, a tutte le Commissioni permanenti, nonché alla Commissione parlamentare per le questioni regionali.

 

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha trasmesso, con lettera in data 20 febbraio 2002, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, la comunicazione concernente la conferma del dottor Carlo Schilardi a Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle attività connesse al programma di ricostruzione di cui al titolo VIII della legge 14 maggio 1981, n. 219.

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 13a Commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali).

Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha inviato, ai sensi dell'articolo 9 della legge 24 gennaio 1978, n. 14, la comunicazione concernente la nomina del professor Mauro Masi a Commissario straordinario della Società italiana degli autori ed editori (SIAE) (n. 21).

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alla 7a Commissione permanente (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport).

Il Presidente del Consiglio dei ministri ha trasmesso, con lettera in data 21 febbraio 2002, ai sensi dell'articolo 11 della legge 23 agosto 1988, n. 400, la comunicazione concernente la nomina del dottor Pietro Soggiu a Commissario straordinario del Governo per il coordinamento delle iniziative di contrasto alla diffusione del fenomeno della droga e di recupero dei soggetti tossicodipendenti.

Tale comunicazione è stata trasmessa, per competenza, alle Commissioni permanenti 1a (Affari costituzionali, affari della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, ordinamento generale dello Stato e della Pubblica Amministrazione) e 12a (Igiene e sanità).

 

Con lettere in data 19 febbraio 2002, il Ministero dell'interno, in adempimento a quanto previsto dall'articolo 141, comma 6, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, ha comunicato gli estremi dei decreti del Presidente della Repubblica concernenti lo scioglimento dei consigli comunali di Limatola (Benevento), Erba (Como), Villorba (Treviso), Ostuni (Brindisi), Alagna Valsesia (Vercelli), Picinisco (Frosinone), Leverano (Lecce).

 

Il Ministro dell'economia e delle finanze, con lettera in data 18 febbraio 2002, ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 1, comma 6, della legge 17 maggio 1999, n. 144, le relazioni del CIPE sul Sistema di monitoraggio degli investimenti pubblici concernenti rispettivamente lo stato di attuazione della rete dei nuclei (Doc. IX-bis, n. 1) e il codice unico di progetto (Doc. IX-bis, n. 2).

Tali documenti sono stati trasmessi, ai sensi dell'articolo 34, comma 1, secondo periodo, del Regolamento, alla 5a Commissione permanente.

Corte dei conti, trasmissione di relazioni sulla gestione finanziaria di enti

Il Presidente della Corte dei conti, con lettera in data 19 febbraio 2002, ha trasmesso, in adempimento al disposto dell'articolo 7 della legge 21 marzo 1958, n. 259, la determinazione e la relativa relazione sulla gestione finanziaria dell'Istituto nazionale di studi romani per l'esercizio 2000 (Doc. XV, n. 57).

Alla determinazione sono allegati i documenti fatti pervenire dall'Ente suddetto ai sensi dell'articolo 4, primo comma, della legge stessa.

Detta documentazione è stata deferita, ai sensi dell'articolo 131 del Regolamento, alla 5a e alla 7a Commissione permanente.

 

 

 

Assemblea parlamentare della NATO, variazione nella composizione della delegazione parlamentare italiana

Il Presidente della Camera dei deputati, con lettera in data 19 febbraio 2002, ha comunicato di aver chiamato a far parte della Delegazione italiana presso l'Assemblea parlamentare della NATO l'onorevole Carmelo BRIGUGLIO, in sostituzione dell'onorevole Francesco Maria AMORUSO, dimissionario.