NellUnione Europea il problema della tutela dei diritti fondamentali dei migranti provenienti da paesi terzi ha acquisito unimportanza sempre maggiore. Davanti a un fenomeno storico avvertito sempre pi come una emergenza, gli sforzi dei paesi di destinazione dei movimenti migratori si sono concentrati principalmente sulle politiche di controllo dei flussi (piuttosto che sulle politiche di accoglienza e integrazione). A partire dalladozione di misure amministrative e legislative nazionali, si sta ora affrontando congiuntamente, su un piano dapprima intergovernativo e poi comunitario, il problema del controllo delle frontiere. Da questultimo punto di vista i paesi dellUnione Europea si sono posti lobiettivo di armonizzare le normative nazionali sia in materia di attraversamento delle frontiere e visti che in materia di diritto di asilo di rafforzare la cooperazione giudiziaria e di polizia e di promuovere la cooperazione amministrativa e finanziaria per fronteggiare le situazioni di emergenza.
Il tratto comune a tutti i paesi dellUnione comunque limpronta marcatamente restrittiva che ha caratterizzato le politiche di controllo, anche in danno dei potenziali richiedenti asilo. Tale orientamento restrittivo ha anche generato il fenomeno della cosiddetta esternalizzazione dei controlli. I confini classici funzionanti come linee di demarcazione nette, univoche e rigide si erano dimostrati incapaci di rispondere alle sollecitazioni pi massicce e finivano con il lasciare filtrare una quantit crescente di flussi illegali. Rispetto ai propri confini esterni, i paesi dellUnione Europea hanno perci cominciato a rendere pi elastica la propria azione di controllo, svincolandola dai limiti imposti dalle frontiere ufficiali degli stati e finendo con il rendere pi flessibile nello spazio e nel tempo lo stesso concetto di confine. Le politiche restrittive in materia di visti ed i controlli affidati ai vettori costituiscono gli aspetti pi evidenti di questo fenomeno. Altrettanto si pu dire delle recenti proposte della delocalizzazione dei centri di detenzione e della creazione di sportelli per richiedenti asilo nei paesi di transito.
A partire dalle Convenzioni di Schengen e di Dublino gli accordi di riammissione conclusi tra i diversi stati europei ed i paesi di provenienza o di transito dei migranti, e dunque la esternalizzazione dei controlli di frontiera costituiscono, almeno sulla carta, lo strumento privilegiato che avrebbe dovuto garantire la effettivit delle espulsioni e dei respingimenti in frontiera. Nei fatti la loro efficacia dipesa soprattutto dai rapporti economici e politici tra gli stati, ed finora mancata una politica comune dellUnione Europea. Esemplare al riguardo la impossibilit di trovare una intesa a livello europeo sulla elencazione dei cd. paesi terzi sicuri, intesa che dovrebbe impedire la presentazione di domande di asilo da parte di tutti coloro provengano da tali paesi. Ed recentissima la bocciatura a livello comunitario della proposta italiana e tedesca per la creazione di campi di detenzione per migranti irregolari nei paesi di transito del Nord-Africa.
Lallargamento dellUnione pone adesso problemi del tutto nuovi, sia ad est, che a sud, nel Mediterraneo. Appare del tutto irrealistico che paesi di frontiera come Malta o la Slovacchia possano effettivamente applicare la Convenzione di Dublino che prevede lesame delle istanze di asilo da parte del primo paese comunitario di ingresso. Il trattamento dei potenziali richiedenti asilo in questi paesi ha gi evidenziato gravi violazioni degli standard internazionali imposti dalla Convenzione di Ginevra. E problemi ancora imprevedibili potranno derivare dai nuovi assetti politici in Ucraina, come dai rinnovati accordi tra i paesi del Nord Africa ed alcuni stati europei.
E sempre pi concreto il rischio che i nuovi accordi di riammissione, stipulati con intese segrete, sottratte al controllo democratico del parlamento nazionale, comportino una diffusa violazione dellart. 33 della Convenzione di Ginevra e dellart. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti delluomo ( che comporta il divieto di espulsione verso paesi nei quali si rischiano trattamenti inumani e degradanti).
Obiettivo centrale del convegno dunque una riflessione sulle politiche di controllo dei movimenti migratori adottate dai paesi dellUnione Europea per verificare come gli stessi accordi di riammissione interagiscano rispetto agli obblighi di tutela dei diritti umani derivanti da norme di diritto internazionale o da norme interne. Le questione dellimmigrazione e dellasilo si legano strettamente alla democraticit ed alle condizioni economiche delle societ di provenienza, ma anche alla tenuta dello stato di diritto e dello stato sociale nei paesi di destinazione.
Questi temi saranno affrontati da docenti universitari ed operatori umanitari di diversa provenienza geografica e disciplinare. La prospettiva di lavoro consister nella costruzione di una rete di relazioni e di conoscenze che avvicini le comunit scientifiche, gli operatori umanitari e quindi i migranti ed i cittadini di quei paesi che a sud ed a est dellEuropa stanno vivendo pi tragicamente questa nuova fase dei controlli di frontiera e delle politiche dellimmigrazione
Venerd 11 marzo 2005 ore 15
I flussi migratori nellarea euro-mediterranea
Aula Magna della Facolt di Giurisprudenza
Presiede: Alessandro Dal Lago ( Universit di Genova)
Fulvio Vassallo Paleologo (Universit di Palermo)
Presentazione del convegno
Giuseppe Verde (Preside della Facolt di Giurisprudenza di Palermo)
Indirizzo di saluto e prolusione :Il diritto di asilo nella Costituzione italiana
Olivier Pliez (Centre Etudes et Documentations Economiques,Juridiques et Sociales, Il Cairo
Egitto)
Libye-Lac Tchad, de l'espace migratoire transsaharien au transit euro-africain
Alessandro Dal Lago (Universit di Genova)
Delocalizzazione delle frontiere e diritti fondamentali dei migranti
Paolo Cuttitta (Universit di Palermo)
Le politiche migratorie italiane nei confronti dei paesi nordafricani
Sabato 12 marzo 2005 ore 9,30
Allargamento dellEuropa ed esternalizzazione dei controlli di frontiera
Palazzo Chiaramonte (Steri) Sede del Rettorato
Presiede: Bruno Nascimbene ( Universit di Milano)
Karl Kopp (Pro Asyl, Francoforte sul Meno Germania)
Von den Grenzverfahren in der EU zu den Asylverfahren in den Transitlndern
Lorenzo Trucco (ASGI Associazione studi giuridici sullimmigrazione)
Diritto di asilo: quale tutela giurisdizionale?
Marco Antonio Pirrone (Universit di Palermo)
Nuove migrazioni, nuove stratificazioni
Filippo Miraglia ( ARCI Immigrazione)
Il caso Cap Anamur: le nuove frontiere marittime
Sabato 12 marzo 2005 ore 15,30 sessione pomeridiana
Palazzo Chiaramonte (Steri) Sede del Rettorato
Proiezione video
Tavola rotonda e dibattito con i relatori
Diritti dei migranti e movimenti: oltre le frontiere dellesclusione
Chiusura dei lavori