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Notiziario   

IMMIGRAZIONE17.32      20/07/2005Antigone presenta a Roma una proposta di legge per il superamento dei centri di permanenza temporanea per gli immigrati. Gonnella: ''Vogliamo togliere un argomento a chi sostiene che Ź inevitabile avere i cpt''

ROMA - Un intervento limitato alla modifica degli aspetti repressivi del Testo unico sull'immigrazione, a partire da cpt e centri d'identificazione per richiedenti asilo, consapevoli della necessitą di una riforma organica delle politiche per l'immigrazione in Italia. Questi gli obiettivi della proposta di legge presentata oggi a Roma dall'associazione per i diritti dei detenuti "Antigone".

La proposta di legge non Ź ancora stata presentata in Parlamento, ma si sono gią detti disponibili a firmarla nei prossimi giorni diversi parlamentari dell'opposizione: Carlo Leoni, Alba Sasso, Katia Zanotti (Ds), Giuseppe Fanfani (Margherita), Giuliano Pisapia, Giovanni Russo Spena, Elettra Deiana (Prc), Marco Boato, Mauro Bulgarelli (Verdi), Enrico Boemi (Sdi) e Gabriella Pistone (Comunisti italiani).

Considerata la lentezza della macchina parlamentare e le molte posizioni favorevoli ai cpt, presenti nel centro destra e come nel centro sinistra, ben difficilmente la discussione del testo sarą calendarizzata prima di fine legislatura. "Siamo consapevoli che sicuramente non avrą vita lunga parlamentare - ha dichiarato in un'intervista Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone - ma vogliamo togliere un argomento a chi sostiene che Ź inevitabile avere i cpt e che non ci sono soluzioni alternative."

E le soluzioni alternative consistono innanzitutto nel superamento della detenzione amministrativa coatta dello straniero irregolare non identificato e in via di espulsione attraverso il vecchio istituto della "sorveglianza speciale". La persona destinataria di un provvedimento di espulsione non avrebbe che da dichiarare il domicilio eletto in pendenza del procedimento di espulsione, dove essere rintracciabile in certe ore del giorno. La detenzione nei cpt diverrebbe facoltativa e riservata a chi decida, non avendo domicilio, di eleggerlo presso tali strutture. Inoltre l'esecuzione del decreto d'espulsione sarebbe sospesa finché il provvedimento sia soggetto a gravame e, in caso di ricorso, fino all'udienza fissata. Per i centri d'identificazione per richiedenti asilo la modifica propone la loro chiusura unitamente all'abrogazione delle disposizioni relative all'immediata esecutivitą del provvedimento d'espulsione a seguito del diniego dello status di rifugiato. Fra le altre proposte, l'aumento da 60 a 90 gg. del termine per poter chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno scaduto senza che scatti l'espulsione e l'eliminazione dell'inderogabilitą del limite minimo di 10 anni per il rientro in Italia degli espulsi, a discrezione del giudice e in base alla condotta dello straniero. Prevista anche l'abrogazione delle norme che regolano l'espulsione come misura di sicurezza a fine pena.

Per Mauro Bulgarelli (Verdi) non si puė "affrontare il tema dei cpt solo dal punto di vista dei diritti di chi vi Ź detenuto" ma Ź "la struttura in sé che Ź malata, e ci pone un problema piĚ ampio sulle politiche dell'immigrazione". Elettra Deiana (Prc) si dice pronta a firmare la proposta, ma ricorda che intervenire solo sulle emergenza cpt rischia di produrre "una risposta poco congrua rispetto alle grandi questioni giuridiche e costituzionali che sono alla base delle critiche ai cpt". Sulla stessa linea Alba Sasso (Ds) e Giovanni Russo Spena (Prc) per i quali la prossima legislatura dovrą riscrivere il Testo unico. (Gabriele Del Grande)