TRIBUNALE DI LUCCA

Ricorso ex art. 30 comma 6° D.L.vo 286/98

Il sottoscritto A. D. nato a B. (Romania)  il 21.11.65 ed ivi residente rappresentato e difeso dall’Avv. Cinzia Tiziana Pedonese ed elettivamente domiciliato presso il suo studio sito in Viareggio (LU) Via Zanardelli n. 100 giusta delega in calce al presente atto

PREMESSO CHE

§             in data 13/11/03 veniva formulata nel suo interesse istanza ex art. 31 comma 3 ° D.L.vo 286/98 dinanzi al Tribunale per i Minorenni di Firenze (doc. 1);

§             con decreto del 01.06.04, del quale l’istante aveva effettiva conoscenza solo in data 11.02.05, il Tribunale per i Minorenni di Firenze pronunciando nell’interesse dei minori A. M. e M., autorizzava la permanenza in Italia del padre per il periodo di anni due a decorrere dalla comunicazione del provvedimento, dichiarando, altresď, per lo stesso, il diritto di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari e di esercitare le facoltą a questo connesse, ai sensi dell’art. 30 c. 2 D. L.vo 286/98, ivi compresa la facoltą  di svolgere attivitą lavorativa (doc. 2);

§             in data 14.03.05 formulava, pertanto, domanda di rilascio di permesso di soggiorno dinanzi alla Questura di Lucca la quale provvedeva a consegnare una ricevuta in cui, come motivo del soggiorno, era indicata  la dicitura “cure mediche” (doc. 3);

§             il 31.03 seguente, quindi, ritirava il proprio titolo di soggiorno per cure mediche anziché per motivi familiari (doc. 4) come decretato dal Tribunale per i Minorenni di Firenze, tanto premesso, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 30 comma 6° D. L.vo 286/86,  

PROPONE RICORSO

dinanzi a codesto Ill.mo Tribunale per i seguenti

MOTIVI.

IN FATTO

Come anticipato il ricorrente ha azionato la procedura prevista dall’art. 31 comma 3° D.L.vo 286/98 la quale, com’Ź noto, attribuisce una speciale competenza al Tribunale per i Minorenni di Firenze.

Tale organo, ovviamente sempre e solo nell’interesse dei minori stranieri presenti sul territorio, puė autorizzare la permanenza in Italia del genitore e, altresď, il suo diritto ad un permesso di soggiorno per motivi familiari che come tale gli consenta lo svolgimento di attivitą lavorativa.

E ciė, naturalmente, nell’ottica del mantenimento del figlio o dei figli minori.

Il Tribunale, quindi, ha emesso un decreto nei termini anzidetti autorizzando la permanenza del Sig. A. ed il suo diritto di ottenere un permesso di soggiorno per motivi familiari con le facoltą ad esso connesse.

Cosď, tuttavia non Ź stato.

La Questura di Lucca ha completamente disatteso il provvedimento del Tribunale rilasciando un permesso di soggiorno per cure mediche che, com’Ź noto, non consente lo svolgimento di alcun tipo di attivitą lavorativa.

Ciė, con tutta probabilitą, alla luce delle modifiche apportate dal D.P.R. 334/2004 all’art. 11  D.P.R. 394/1999.

Occorre sottolineare che in Italia oltre ai figli minori Mihai, di anni 15 (iscritto sul permesso di soggiorno della madre) e Mihaela di anni 17 (in possesso di permesso di soggiorno proprio doc. 5), vive ed Ź in possesso di regolare permesso di soggiorno la moglie del ricorrente, A. A. (doc. 6).

Quest’ultima, stante l’insufficienza del reddito prodotto in qualitą di badante  non ha potuto  inoltrare la procedura di ricongiungimento: di tale circostanza, peraltro, ha fatto menzione anche nell’istanza dinanzi al Tribunale per i Minorenni.

Proprio in virtĚ del ruolo centrale della figura paterna, anche ai fini del sostentamento materiale dei figli minori, il Tribunale si Ź pronunciato per una tipologia di permesso quale quello per motivi familiari.

Purtroppo, inutilmente, alla luce del successivo svolgimento della procedura dinanzi alla Questura di Lucca.

IN DIRITTO

In via preliminare deve essere affermata la giurisdizione del giudice ordinario e la competenza di questo Tribunale.

Il procedimento ex art. 30 comma 6° D. Lgs 286/98, infatti, trova applicazione non solo avverso “il diniego del nulla osta al ricongiungimento familiare” e il rifiuto di rilascio del “permesso di soggiorno per motivi familiari”, ma anche contro tutti “gli altri provvedimenti dell’autoritą amministrativa in materia di diritti all’unitą familiare”.

Nel caso in esame, il provvedimento adottato dalla Questura di Lucca il 31.03.05,  limitando in maniera espressa il contenuto del decreto del Tribunale per i Minorenni di cui in premessa, rientra senza alcun dubbio nella categoria dei provvedimenti dettati in materia di diritto all’unitą familiare di cui alla norma citata.

1)  sulla necessaria ottemperanza al decreto del Tribunale per i Minorenni da parte della p.a.

La Questura di Lucca, nel corso di un incontro con lo scrivente,  ha motivato il mancato rilascio facendo leva sulla presentazione della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno in data successiva rispetto all’entrata in vigore del regolamento attuativo.

Quello che, tuttavia, ha totalmente trascurato di considerare Ź la data di deposito dell’istanza di autorizzazione alla permanenza dinanzi al Tribunale per i Minorenni e, a fortiori, la data del provvedimento emesso da suddetta autoritą.

Com’Ź facilmente intuibile entrambe sono molto antecedenti rispetto all’entrata in vigore del regolamento: nessuna rilevanza, pertanto, puė darsi al momento in cui il Sig. A. si Ź presentato dinanzi alla Questura unicamente per formalizzare una richiesta alla quale era gią stato autorizzato da altra autoritą, a ciė preposta dallo stesso testo unico in materia.

La pubblica amministrazione, quindi, non puė sindacare il contenuto del provvedimento autorizzativo emesso dal Tribunale per i Minorenni ed Ź tenuta ad ottemperarvi eseguendo le prescrizioni in esso contenute.

Qualora la questura non rilasci il permesso di soggiorno o, come nel caso in esame, lo rilasci per cure mediche e quindi senza autorizzazione al lavoro, sarą il giudice ordinario ad ordinare il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari.

In tal senso si Ź espresso il Tribunale di Firenze con decreto del 21/07/03 (in Diritto Immigrazione e Cittadinanza anno VI n. 1 2004 - doc. 7) affrontando una situazione nella quale, come nel caso di specie, a fronte di autorizzazione del Tribunale per i Minorenni e conseguente accertamento del diritto della ricorrente di ottenere il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari e di esercitare le facoltą a questo connesse, la Questura ha rilasciato un permesso motivato da ragioni di salute e non di famiglia : “ Ritiene il giudicante che la Questura fosse tenuta ad adempiere alle prescrizioni del Tribunale per i Minorenni di Firenze senza poter in alcun modo sindacare le statuizioni del medesimo.

Tale conclusione Ź suffragata, in primo luogo, dal tenore letterale della norma laddove dispone che i provvedimenti del Tribunale debbano essere comunicati al Questore per gli adempimenti.

Inoltre essa deriva dal sistema delineato dal legislatore nel punto in cui consente al Tribunale per i Minorenni di autorizzare la permanenza del familiare anche in deroga alle altre disposizioni del testo unico. Con tale espressione si Ź, infatti, inteso attribuire a tale organo giudiziario un potere del tutto sganciato dalle altre condizioni dettate dalla legge in questione e, quindi, a maggior ragione dai diversi convincimenti dell’amministrazione obbligata a rilasciare il permesso di soggiorno”.

L’art. 31, lo si ricorda, non Ź stato in alcun modo intaccato dalla legge di modifica  n. 189 del 30 luglio 2002: il legislatore, a quanto pare, ne ha compreso il valore e la finalitą lasciandone immutata l’ originaria formulazione.

Un atto di normazione secondaria quale il D.P.R. 334/2004, chiamato a dare attuazione al testo unico a seguito delle modifiche, ha inciso pesantemente (e ciė Ź a dir poco bizzarro) sulla concreta applicazione di un articolo che, al contrario,  il legislatore non aveva mutato.

Per questi motivi si insiste sin d’ora affinché sia disposto il rilascio del permesso di soggiorno per motivi familiari in favore del ricorrente.

2) Sulla disapplicazione dell’art. 11 comma 1 lett. c) quinquies D.P.R. 334/2004 in relazione agli artt. 30, 2 e 3 della carta costituzionale

Qualora il giudicante ritenesse applicabile anche al caso di specie il D.P.R. 334/2004, sarą opportuno analizzare la norma onde rilevarne l’eventuale contrarietą alla legge.

Come detto, al Sig. A. Ź stato rilasciato un permesso di soggiorno per cure mediche in linea con la nuova previsione del regolamento di attuazione.

L’articolo 11 comma 1 lett c) quinquies D.P.R. 334/ 2004, anzidetto, prevede il rilascio del permesso di soggiorno per cure mediche a favore del genitore di minore che si trovi nelle condizioni di cui all’articolo 31, comma 3, del testo unico.

La tipologia di permesso indicata dal nuovo regolamento non consente, com’Ź noto, lo svolgimento di alcun tipo di attivitą lavorativa: questo, com’Ź prevedibile comporta un grave nocumento al minore stante l’impossibilitą di provvedere al mantenimento del medesimo da parte del genitore.

Una tale scelta normativa appare manifestamente illogica: da un lato si consente al genitore di permanere sul territorio al fine di assistere il minore, dall’altro non gli si consente in alcun modo di svolgere attivitą lavorativa.

Il superiore interesse del fanciullo, preso in considerazione non solo dalla nostra Costituzione e dalla normativa in materia di immigrazione ma, altresď, da fonti di diritto internazionale quali la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo del 20 novembre 1989 ratificata e resa esecutiva dalla l. 176/91, viene completamente disatteso impedendo al genitore di adempiere al proprio diritto – dovere di mantenimento.   

In particolare, Ź lo stesso Tribunale per i Minorenni che, nel provvedimento emesso in favore del ricorrente (ed in altri antecedenti- docc. 8/9), sottolinea come non debba essere preclusa al familiare la possibilitą di svolgere in Italia attivitą lavorativa regolare proprio al fine di procurarsi i mezzi di sussistenza.

Quindi, prosegue ancora il Giudice Relatore, ove il rilascio dell’autorizzazione in esame risultasse realmente subordinato alla dimostrazione di disponibilitą economiche da parte del familiare ovvero del minore, ciė rappresenterebbe un’evidente violazione degli artt. 2 e 3 Cost., posto che l’effettivitą della garanzia costituzionale del riconoscimento di uno dei diritti inviolabili dell’uomo, risulterebbe, di fatto, irragionevolmente condizionata (o per meglio dire limitata) dalla sussistenza o meno di “adeguate” condizioni economiche e sociali dei portatori degli interessi sottesi ai diritti medesimi. Ciė a tacere dell’evidente irragionevolezza – sotto il profilo della ingiustificata disparitą di trattamento – di una legge che tale limitazione dovesse consentire od imporre, atteso che i diritti del minore quali riconosciuti, tra l’altro, dalla Costituzione, dalle convenzioni internazionali e dal D. Lgs 286/98 risulterebbero di fatto non azionabili e non tutelabili se non per i minori abbienti”

Il superiore interesse del minore a non essere separato dal genitore, puė dirsi effettivo nella misura in cui al genitore non abbiente sia consentito di svolgere regolare attivitą lavorativa, esercitando ed adempiendo, ad un tempo, il proprio diritto – dovere di mantenere i figli.

Diversamente ragionando - ovvero richiedendo al genitore di disporre di adeguate condizioni economiche che gli consentano il sostentamento senza lavorare – si creerebbe un’ingiustificata disparitą di trattamento tra i minori “abbienti” in grado di godere della permanenza dei genitori e minori “ non abbienti” che ne sarebbero esclusi.

L’atto di normazione secondaria in esame, per concludere, suscita seri dubbi circa la sua conformitą  all’art.  3  della Carta Costituzionale e con il principio di uguaglianza in esso solennemente sancito, ma, altresď, all’art. 2 che individua e garantisce i diritti inviolabili della persona e 30 che sancisce, tra l’altro, il diritto – dovere di mantenere i figli.

Alla luce di queste considerazioni si chiede che, in via subordinata, il Tribunale di Lucca nella persona del giudice designato Voglia disapplicare l’art.11 comma 1  lettera c) D.P.R. 334/2004  stante la violazione degli artt. 2, 3 e 30 Cost.

***

Per l’insieme dei motivi addotti il sottoscritto difensore, previa fissazione dell’udienza di comparizione delle parti dinanzi a sé con concessione del termine per la notifica del presente ricorso e decreto alla Questura di Lucca in persona del Questore pro tempore chiede che il Tribunale di Lucca, nella persona del Giudice designato

VOGLIA

ü         in via principale ordinare alla Questura competente di provvedere senza indugio al rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari in favore del ricorrente ed in ottemperanza al decreto del Tribunale per i Minorenni di Firenze emesso in data 01.06.04;

ü         in via subordinata, laddove ritesse applicabile anche al caso di specie il D.P.R. 334/2004, previa disapplicazione dell’art.11 comma 1 lett. c) quinquies D.P.R. 334/2004 stante la dedotta contrarietą alla legge,  ordinare alla Questura competente di provvedere senza indugio al rilascio di un permesso di soggiorno per motivi familiari in favore del ricorrente.

Con vittoria di spese, funzioni ed onorari di causa.

In via istruttoria

Si offrono in comunicazione i documenti richiamati nel corpo dell’atto.

Con ogni piĚ ampia riserva a fronte della costituzione di controparte.

Ai sensi e per gli effetti di cui alla L. 488/99 si dichiara che il presente procedimento Ź esente dal pagamento del contributo unificato.

Con ossequio.

Viareggio, 27.06.2005

Avv. Cinzia Tiziana Pedonese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sottoscritto A. D. nato a B. (Romania)  il 21.11.65 ed ivi residente delega a rappresentarlo e difenderlo in ogni fase e grado del presente giudizio l’Avv. Cinzia Tiziana Pedonese conferendole ogni e piĚ ampia facoltą di legge, compresa quella di transigere, rinunciare agli atti e farsi sostituire, eleggendo domicilio nel suo studio sito in Viareggio (LU) Via Zanardelli n. 100

Inoltre, ricevute le informative di cui agli artt. 7 e 13 D. Lgs 196/03, dichiara di rilasciare espresso consenso ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 23 del citato decreto.

Infine, autorizza il difensore all’uso dei dati personali e sensibili comunicati, anche con documenti forniti per la presente causa ed alla successiva loro archiviazione presso lo studio del medesimo.

Ad ogni effetto di legge.

Lucca, 30.03.05

A. D.

 

E’ autentica

Avv. Cinzia Tiziana Pedonese