Commissioni Riunite V e VI - Resoconto di mercoledý 15 luglio 2009


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UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 15.05 alle 15.25 e dalle 15.50 alle 16.15.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 15 luglio 2009. - Presidenza del presidente della VI Commissione, Gianfranco CONTE, indi del presidente della V Commissione, Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Alberto Giorgetti.

La seduta comincia alle 15.25.

DL 78/09: Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.
C. 2561 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta del 14 luglio scorso.

Gianfranco CONTE, presidente, avverte che nella giornata di oggi i relatori ed il Governo hanno presentato talune proposte emendative (vedi allegato).
Al riguardo, ritiene che, sulla base dei criteri di ammissibilità illustrati nella seduta di ieri, debbano ritenersi inammissibili: l'articolo aggiuntivo 4.015, il quale reca disposizioni in materia di trattamento giuridico del personale dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie; l'articolo aggiuntivo 4.016, limitatamente al comma 3, che - conformemente all'emendamento Minardo 17.144 già dichiarato inammissibile nella seduta di ieri - destina maggiori risorse ad interventi di ammodernamento delle infrastrutture e dei sistemi di diversi aeroporti; conseguentemente,


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sono da ritenersi inammissibili anche i commi da 4 a 7, che recano misure di carattere fiscale finalizzate alla copertura degli oneri derivanti dal comma 3.
Informa quindi che nell'odierna riunione congiunta gli uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite, hanno convenuto di fissare alle ore 9 di domani il termine per la presentazione di subemendamenti agli emendamenti ed articoli aggiuntivi 1.64, 2.37, 2.38, 2.39, 3.46, 4.016, per la parte ammissibile, 9.08, 11.060, 13.04, 14.6, 17.150, 19.66, 22.42, e 24.18 dei relatori e 1.021 e 22.013 del Governo.
Comunica infine che i relatori hanno ritirato gli articoli aggiuntivi 4.014 e 22.012.
Avverte inoltre che sono stati presentati taluni subemendamenti (vedi allegato) alle proposte emendative 1.63, 4.014, 15.27, 16.11, 23.116 e 23.117 dei relatori ed all'emendamento 17.149 del Governo, presentate nella giornata di ieri.
Alcuni di tali subemendamenti risultano inammissibili, in quanto, sebbene formalmente formulati come subemendamenti, risultano carenti di un effettivo aggancio testuale al contenuto dell'emendamento o articolo aggiuntivo cui rispettivamente si riferiscono, e sono pertanto oggettivamente volti ad introdurre surrettiziamente proposte emendative nuove, i cui termini di presentazione sono già scaduti.
In particolare risultano inammissibili i seguenti subemendamenti: Ruvolo 0.4.0.14.1; Rubinato 0.15.27.1; Rubinato 0.15.27.2; Rubinato 0.15.27.3; Abrignani 0.17.149.1; Abrignani 0.17.149.2; Abrignani 0.17.149.3; Abrignani 0.23.116.1.

Antonio BORGHESI (IdV) rileva che alcuni emendamenti per i quali il termine per la presentazione di subemendamenti è ancora aperto, così come la valutazione di ammissibilità, mutano significatamene il quadro complessivo del provvedimento. Per questo ritiene non ipotizzabile l'avvio delle votazioni sul provvedimento in assenza di un quadro completo di informazioni sulle proposte emendative.

Gianfranco CONTE, presidente, fa presente che, a quanto gli risulta, nella seduta pomeridiana della seduta dell'Assemblea non avranno luogo votazioni, essendo previsto dall'ordine del giorno lo svolgimento, alle ore 16, di un'informativa urgente del Governo.

Chiara MORONI (PdL), relatore per la V Commissione chiede una revisione del giudizio di inammissibilità formulato dalla presidenza in ordine agli articoli aggiuntivi 4.015 e 4.016, sottolineando come si tratti di proposte che prevedono interventi strategici in settori fondamentali per lo sviluppo economico nazionale. In questo senso, ritiene, pertanto, che tali interventi, in particolare quelli previsti dall'articolo aggiuntivo 4.016 in materia di investimenti nel settore aeroportuale, possono trovare adeguata collocazione nell'ambito del decreto-legge in discussione, che reca provvedimenti volti a contrastare la crisi economica. Sulla base delle medesime considerazioni, sollecita la presidenza delle Commissioni riunite ad una ulteriore riflessione in ordine all'ammissibilità delle proposte emendative presentate dal collega Minardo, delle quali è stata confermata la inammissibilità nella seduta di ieri, che prevedevano analoghi interventi.

Gianfranco CONTE, presidente, assicura che le presidenze procederanno ad ulteriori approfondimenti circa l'ammissibilità delle proposte emendative in ordine alle quali il relatore per la V Commissione ha chiesto di rivedere il giudizio di inammissibilità già espresso.

Bruno TABACCI (UdC) si interroga se i presidenti stiano esercitando a pieno le proprie prerogative, per garantire un esame ordinato. Nel sottolineare la gravità della situazione, ricorda peraltro che gli emendamenti introducono materie nuove di notevole rilevanza, rispetto al quale non si vedono le condizioni per il necessario approfondito esame, mentre le informazioni


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sul quadro complessivo della finanza pubblica giungono solo dalle rassicuranti dichiarazioni alla stampa del Ministro dell'economia e del Presidente del Consiglio dei ministri.

Lino DUILIO (PD) dopo avere sottolineato che, sotto il profilo della logistica, le condizioni in cui si sta svolgendo l'esame del decreto-legge sono estremamente precarie, osserva come l'esame dei più recenti provvedimenti legislativi stia dimostrando come le valutazioni e le considerazioni espresse nella discussione parlamentare non incidono assolutamente sui contenuti dei testi approvati. L'emendamento appena presentato dal Governo volto a consentire la regolarizzazione dei lavoratori stranieri occupati in attività di assistenza familiare o di lavoro domestico, infatti, si fa carico di una problematica che l'opposizione aveva ripetutamente e vivacemente segnalato nel corso di esame del disegno di legge governativo in materia di sicurezza pubblica, di recente approvazione. In quella sede, l'opposizione aveva evidenziato chiaramente che, con l'introduzione del reato di permanenza clandestina sul territorio nazionale da parte di cittadini extracomunitari, molti lavoratori stranieri che prestano assistenza e collaborazione alle famiglie italiane si sarebbero trovati in condizione di illegalità. Il Governo e la maggioranza sono, tuttavia, rimasti sordi ad ogni richiamo, pur sorretto da motivazioni evidenti e oggettive, rifiutandosi di introdurre correttivi alle nuove disposizioni fino a quando all'interno dello stesso Esecutivo si sono levate voci per segnalare il problema più volte indicato dall'opposizione nel corso dell'esame parlamentare. Solo a questo punto, dopo l'approvazione di disposizioni che presentano un impatto sociale rilevantissimo, il Governo si è deciso a presentare un emendamento volto ad affrontare le problematiche poste dalla presenza sul nostro territorio di numerosi lavoratori extracomunitari in condizione di irregolarità. Sottolinea, inoltre, come un analogo atteggiamento di totale chiusura si sia registrato con riferimento alle disposizioni relative alla cosiddetta class action, che maggioranza e Governo non hanno voluto modificare nel corso dell'esame del disegno di legge collegato alla manovra di finanza pubblica, rinviando eventuali modifiche, pure ritenute opportune da diversi parlamentari della maggioranza, ad ulteriori provvedimenti legislativi di futura approvazione. In questo contesto, ritiene si pongano le condizioni per interrogarsi seriamente su quale sia il reale significato dell'esame parlamentare dei provvedimenti legislativi, sottolineando come i ristretti tempi in cui è costretta la discussione dei progetti di legge e la totale assenza di riscontro alle proposte di integrazione e di correzione dei testi esaminati dimostrino l'estrema compressione delle prerogative parlamentari. Conclusivamente, rileva che la proposta emendativa volta ad innalzare l'età di pensionamento delle lavoratrici affronta un tema assai complesso dal punto di vista tecnico e politico, evidenziando come, nonostante la sentenza della Corte di Giustizia europea fissi precisi obblighi cui l'ordinamento interno è tenuto a conformarsi, spetta comunque al legislatore nazionale, e quindi al Parlamento, il compito di individuare le modalità con le quali recepire il contenuto della sentenza ed eventuali interventi, prevalentemente indirizzati a tutela delle lavoratrici, da finanziare attraverso l'utilizzo delle risorse che si renderanno disponibili per interventi.

Renato CAMBURSANO (IdV) ricorda che all'avvio dell'esame del provvedimento aveva rilevato la difficile la situazione dei lavori parlamentari, a causa della compresenza del disegno di legge di assestamento, del DPEF e, in quella fase, del disegno di legge di riforma della contabilità di Stato, rispetto al quale sembra che fortunatamente stia prevalendo un orientamento per un esame più approfondito. Conferma tale valutazione, constatando l'impossibilità di esaminare il provvedimento anche per la sua eterogeneità. Sottolinea poi che la serietà dell'esame è compromessa anche dal contenuto delle proposte emendative. Ricorda infatti che l'articolo aggiuntivo 1.021 consente la regolarizzazione di badanti


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e lavoratori domestici solo in presenza di un reddito non inferiore a 20.000 euro annui. In pratica, ancora una volta, si fanno disposizioni su misura per i ceti più ricchi.

Pier Paolo BARETTA (PD) chiede alla presidenza delle Commissioni se l'articolo aggiuntivo 22.013 del Governo sia da considerarsi ammissibile alla luce di criteri indicati nella seduta di ieri. In ogni caso, rileva che non sussistono le condizioni per proseguire l'esame del provvedimento e chiede, pertanto, l'immediata convocazione di un Ufficio di presidenza integrato dai rappresentati dei gruppi.

Elvira SAVINO (PdL) dichiara di voler sottoscrivere l'emendamento Soglia 1.28.

Pietro FRANZOSO (PdL) sottoscrive anch'egli l'emendamento Soglia 1.28.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, d'intesa con il Presidente della VI Commissione, convoca immediatamente una riunione congiunta degli Uffici di presidenza, integrati dai rappresentanti dei gruppi, delle Commissioni riunite, avvertendo inoltre che gli Uffici di presidenza saranno ulteriormente convocati alle ore 18 di oggi.
Rinvia quindi il seguito dell'esame ad una seduta che sarà convocata al termine della riunione congiunta degli uffici di presidenza delle due Commissioni prevista alle ore 18.

La seduta termina alle 15.50.

UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI

Mercoledì 15 luglio 2009.

L'ufficio di presidenza si è riunito dalle 18.35 alle 18.55.

SEDE REFERENTE

Mercoledì 15 luglio 2009. - Presidenza del presidente della V Commissione, Giancarlo GIORGETTI, indi del presidente della VI Commissione, Gianfranco CONTE. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Luigi Casero.

La seduta comincia alle 18.55.

DL 78/09: Provvedimenti anticrisi, nonché proroga di termini e della partecipazione italiana a missioni internazionali.
C. 2561 Governo.
(Seguito dell'esame e rinvio).

Le Commissioni proseguono l'esame del provvedimento, rinviato, da ultimo, nella seduta.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, comunica che gli emendamenti Duilio 4.22, Ceroni 4.08, Guido Dussin 4.012, i quali recano procedure volte a semplificare gli appalti pubblici, analogamente ad altre proposte emendative ritenute ammissibili, nonché l'articolo aggiuntivo Girlanda 4.013, recante interventi urgenti per le imprese editoriali, sono da ritenersi ammissibili. Deve altresì ritenuto ammissibile anche l'emendamento Ciccanti 17.99 che presenta un contenuto analogo all'emendamento Ceroni 17.57 che è stato riammesso nella giornata di ieri. Alla luce della richiesta di riesame avanza dalla relatrice, on. Moroni, è stata, inoltre, ritenuta ammissibile anche la seconda parte dell'emendamento 4.016 dei relatori, volto a consentire interventi in strutture aeroportuali che si trovano in una condizione di forte difficoltà. Conseguentemente, sono da ritenersi ammissibili anche gli emendamenti Minardo 17.143 e 17.144 che hanno ad oggetto analoghi interventi.

Maurizio LEO (PdL) segnala il proprio emendamento 15.20, il quale è volto ad


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incrementare l'efficacia dei sistemi di riscossione dei comuni e a ridurre il contenzioso avente ad oggetto le cartelle di pagamento emesse per la riscossione di sanzioni amministrative - peraltro, in taluni casi già prescritte - relative a violazioni al codice della strada i cui verbali sono stati elevati entro il 31 dicembre 2004. In particolare, l'emendamento propone che i debitori possano provvedere al pagamento di una somma pari al minimo edittale della sanzione pecuniaria prevista per ogni singola violazione, delle spese di procedimento e di notifica del verbale, nonché di un aggio a favore dell'agente della riscossione pari al 4 per cento degli importi dovuti per i predetti titoli, in conformità alle modalità stabilite dai medesimi comuni con atti pubblicizzati nelle forme previste dalla legislazione vigente.
A tal fine, gli stessi agenti della riscossione provvederebbero ad informare i debitori iscritti a ruolo, entro centoventi giorni dalla pubblicazione dei suddetti atti, della possibilità di regolarizzare il proprio debito.

Renato CAMBURSANO (IdV) rileva che nella riunione dell'Ufficio di presidenza svoltasi nel pomeriggio erano stati indicati dalla Presidenza delle Commissioni gli articoli che non sono oggetto di emendamenti del Governo e dei relatori. Ritiene quindi che solo con riferimento a questi articoli si possa in questa fase illustrare gli emendamenti che si intendano porre in votazione, rinviando ad una fase successiva l'illustrazione degli ulteriori emendamenti.

Lino DUILIO (PD) segnala il suo emendamento 4.22, che prevede l'osservazione del project financing non solo da parte delle banche ma anche da parte delle società di consulenza. Segnala poi gli emendamenti 22.2, 22.3 e 22.4, che intervengono sulle finalità di utilizzo del Fondo in materia sanitaria di cui al comma 2. Osserva che al momento tali finalità non risultano chiare e che i suoi emendamenti prevedono che una quota del Fondo venga destinata alle cure palliative e alle terapie del dolore. Ricorda che l'argomento è oggetto di un progetto di legge che è stato a lungo all'esame della Commissione bilancio. I suoi emendamenti intendono garantire un più certo finanziamento alle terapie del dolore, per dare un concreto aiuto alle persone e alla famiglia, il che risulta assai preferibile che la discussione ideologica che la Camera si accinge a svolgere sul testamento biologico. Segnala poi gli emendamenti a sua prima firma emendamenti che recepiscono il parere del Comitato per la legislazione, vale a dire in particolare l'emendamento 17.11, che interviene in materia di pareri sui provvedimenti di riduzione della spesa degli enti pubblici e l'articolo aggiuntivo 1.09, che interviene in materia di ammortizzatori sociali.

Marco MARSILIO (PdL) nell'illustrare le proprie proposte emendative, segnala in primo luogo la rilevanza dell'approvazione dell'articolo aggiuntivo 4.010, che reca la disposizione di interpretazione autentica in materia di Iva applicabili alla prestazioni rese dalle aziende di trasporto pubblico locale, che consentirebbe di superare molti contenziosi aperti in materia, assicurando una maggiore certezza del quadro normativo per gli enti territoriali titolari delle partecipazioni in dette società. Segnala, altresì, la rilevanza dell'articolo aggiuntivo 5.011, che prevede la deducibilità degli accantonamenti destinati alla manutenzione su mezzi aerei, navali, nonché sui carri ferroviari, sottolineando in particolare come tale ultima destinazione appaia meritevole e di particolare attenzione alla luce del recente incidente ferroviario di Viareggio. Sottolinea, inoltre, l'importanza dell'approvazione dell'articolo aggiuntivo Leo 9.04, che consente di esentare dall'Ici gli immobili ubicati in territori nei quali si sono verificati eventi calamitosi nel corso dell'anno 2009. Richiama, poi, i propri emendamenti 17.17, 17.18 e 17.19, che intendono arrecare correttivi alle misure di contenimento della spesa delle pubbliche amministrazioni previste dall'articolo 17 e, in particolare, di quelle tese a limitare la spesa per il personale. Evidenzia,


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infatti, che l'attuale formulazione delle disposizioni del decreto rischia di determinare l'insorgenza di rilevanti problemi gestionali per molte amministrazioni, e, in particolare, per numerosi enti del parastato che si trovano nell'urgente necessità di procedere al completamento dei loro organici, anche con riferimento a posizioni dirigenziali. Segnala, infine, l'emendamento De Angelis 22.7, di cui è firmatario, che intende rinviare al luglio 2010 la ripresa dei versamenti fiscali e previdenziali nelle zone dell'Abruzzo interessate dal precedente sisma. Ritiene infatti che il termine del gennaio 2010 attualmente previsto rischia di dimostrarsi vessatorio per le popolazioni terremotate che, secondo quanto assicurato dal Governo, non rientreranno nelle proprie case prima del prossimo settembre e, pertanto, all'inizio del prossimo anno non avranno ripreso la loro normale attività economica. Sottolinea, peraltro, che in occasione di altri eventi calamitosi i termini per i pagamenti dei debiti fiscali e contributivi sono stati assai più dilazionati e hanno ripreso a decorrere dopo un periodo di tempo assai più ampio di quello ora previsto per la Regione Abruzzo.

Marco CAUSI (PD) lamenta preliminarmente i tempi assolutamente inaccettabili nei quali è costretta la discussione di un provvedimento tanto articolato.
Passando a talune questioni di merito, concorda con le considerazioni svolte dal deputato Marsilio in ordine alla necessità di prorogare maggiormente i termini per l'effettuazione dei versamenti delle imposte e dei contributi sospesi per le aree dell'Abruzzo colpite dal sisma, segnalando a tale riguardo l'emendamento Lolli 25.8, che prevede una riduzione delle somme da pagare ed una più ampia rateazione. In merito ritiene infatti necessario evitare di introdurre trattamenti deteriori rispetto a quelli riconosciuti in occasione di altre calamità, quali il sisma che ha colpito le Marche e l'Umbria, per il quale i pagamenti sono ripresi dodici anni dopo la calamità.
Sui temi relativi ai rapporti tra banche ed imprese, segnala l'articolo aggiuntivo Baretta 7.02, il quale intende connettere la moratoria richiesta alle banche sui finanziamenti erogati al rafforzamento di sistemi di garanzia per le piccole e medie imprese, attraverso la costituzione, nel Fondo di garanzia per le PMI, di una sezione speciale per la rinegoziazione dei prestiti.
Invita altresì a prestare la massima attenzione all'emendamento Baretta 9.48, il quale intende estendere le misure previste dal Governo in materia di accelerazione dei pagamenti della Pubblica Amministrazione con l'articolo 9, prevedendo a tal fine che, in deroga al patto di stabilità interno, le regioni e gli enti locali possano provvedere al pagamento del trenta per cento dei propri debiti esigibili alla data del 31 dicembre 2008. Ritiene infatti che le misure in materia di allargamento dei vincoli del patto di stabilità interno previste dall'articolo aggiuntivo 9.08 del Governo, siano in grado di mobilitare un ammontare di risorse piuttosto limitato, pari a circa 300 milioni effettivi.
Segnala quindi l'emendamento Baretta 19.45, che interviene sul termine entro il quale le Amministrazioni pubbliche devono cedere le società e le partecipazioni societarie vietate, fissato attualmente al 30 settembre 2009 dall'articolo 19, comma 2, del decreto-legge, ampliandolo al 30 settembre 2010. Ritiene infatti necessario modificare la previsione del decreto, evitando che essa possa ingenerare dubbi interpretativi.
Evidenzia quindi il proprio articolo aggiuntivo 4.011, il quale intende rafforzare le misure, ancora troppo timide, adottate dal Governo per prefigurare una strategia di uscita dall'attuale situazione di crisi economica. A tal fine l'articolo aggiuntivo istituisce un Fondo strategico per gli investimenti, volto a sostenere investimenti strategici a lungo termine.
Con riferimento all'emendamento Leo 15.20, relativo all'estinzione in forma ridotta delle sanzioni pecuniarie amministrative per violazioni del codice della strada, segnala in merito il proprio emendamento


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15.25, il quale consente agli enti locali ed ai loro concessionari della concessione di avvalersi dello strumento dell'ingiunzione di pagamento, il quale rappresenta un meccanismo particolarmente utile per rafforzare l'efficacia dell'azione in questo campo attraverso modalità non eccessivamente invasive. In tale contesto rileva come l'incremento del numero di sanzioni notificate non debba essere interpretato come un disservizio dei comuni, ma testimoni, al contrario, della maggiore efficienza degli enti locali, i quali sono ormai in condizione di riscuotere tali somme prima della scadenza dei termini di prescrizione. A tale proposito ritiene che l'emendamento Leo 15.20 susciti talune perplessità, sia per il messaggio negativo che esso potrebbe lanciare all'opinione pubblica sotto il profilo del rispetto delle regole, sia in quanto esso potrebbe comportare effetti negativi sugli equilibri di bilancio di molti comuni, in particolare del Comune di Roma, sottolineando al riguardo la necessità di chiarire che tale misura non deve determinare riflessi sul piano di rientro del deficit del medesimo ente.

Maurizio FUGATTI (LNP), relatore per la VI Commissione, chiede chiarimenti al deputato Causi in merito alle cifre da questi fornite circa l'ammontare di risorse aggiuntive per gli enti locali mobilitate dall'articolo aggiuntivo 9.08 dei relatori, relativo al patto di stabilità.

Marco CAUSI (PD) ribadisce come, secondo stime dell'ANCI, l'articolo aggiuntivo 9.08 attribuirà agli enti locali maggiori risorse lorde pari a circa 600 milioni di euro, corrispondenti a circa 300 milioni di euro netti.

Roberto OCCHIUTO (UdC) segnala il proprio emendamento 22.37, il quale mira a colmare una lacuna della normativa in materia di commissariamento di quelle regioni che non adempiano alla diffida del Presidente del Consiglio dei Ministri volta a garantire il conseguimento degli obiettivi previsti nei Piani di rientro dei deficit sanitari regionali.
A tale riguardo la proposta emendativa intende specificare che non possono essere chiamati a ricoprire la funzione di commissario ad acta i membri degli organi di governo della Regione stessa che fossero in carica nel periodo in cui si è verificato il disavanzo.
Ritiene infatti del tutto illogico che gli stessi soggetti che si sono in qualche modo resi responsabili, nell'esercizio di funzioni di Governo, della situazione di dissesto finanziario, siano poi chiamati in qualità di commissari, a gestire il rientro da tale condizione.
A completamento di tale previsione, l'emendamento propone, altresì, che eventuali subcommissari, i quali possono essere nominati per affiancare il commissario ad acta nella predisposizione dei provvedimenti da assumere,siano individuati tra i magistrati della Corte dei conti.
Auspica quindi che il Governo e la maggioranza abbiano il coraggio di assumere decisioni rigorose in merito, nel momento in cui, con l'articolo 22 si prefigura sostanzialmente il commissariamento della Regione Calabria, che registra un deficit molto ingente del proprio servizio sanitario.
Si riserva quindi di intervenire, nel prosieguo dell'esame, su ulteriori aspetti del provvedimento, anche attraverso i subemendamenti riferiti agli ulteriori emendamenti presentati dai relatori e dal Governo che il suo gruppo sta predisponendo.

Paola DE MICHELI (PD) segnala il proprio emendamento 1.39, che intende venire incontro alle esigenze di molti lavoratori in mobilità o in cassa integrazione guadagni, i quali, oltre a trovarsi in uno stato di debolezza economica, versano anche in una condizione delicata sotto il profilo psicologico. In tale contesto l'emendamento intende introdurre una modalità innovativa di sostegno, prevedendo che gli enti locali e territoriali possano utilizzare tali lavoratori per attività socialmente utili, anche con finalità di apprendimento, corrispondendo


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loro la differenza tra il trattamento di sostegno al reddito e la retribuzione. Ritiene che tale misura risulti particolarmente positiva, sia in quanto i relativi oneri sarebbero sostanzialmente a carico degli enti locali, sia in quanto essa potrebbe potenzialmente estendersi anche ai lavoratori precari, che sono attualmente esclusi dall'applicazione degli ammortizzatori sociali.
Segnala inoltre il proprio emendamento 7.4, il quale prevede, a favore delle piccole e medie imprese con meno di cinquanta dipendenti, l'incremento dal 5 al 10 per cento delle svalutazioni e degli accantonamenti deducibili dalle imposte sui redditi. Ritiene infatti che tale misura possa costituire un sostegno concreto in favore di tale categoria di imprese, le quali versano in uno stato di notevole sofferenza, in particolare in taluni settori produttivi.
Con riferimento alle tematiche del patto di stabilità interno, ritiene che l'articolo aggiuntivo 9.08 dei relatori vada, sia pur molto parzialmente, nel senso auspicato da tempo dal suo gruppo, il quale aveva già da molti mesi segnalato l'esigenza di lasciare agli enti locali il maggior grado di libertà finanziaria per l'effettuazione di pagamenti per investimenti. La misura risulta tuttavia ancora insufficiente, sia per l'arco temporale di applicazione, circoscritto ai soli pagamenti in conto capitale effettuati entro il 31 dicembre 2009, sia per l'ammontare modesto di risorse mobilitate, pari a circa 300 o 400 milioni di euro. In tale contesto ritiene quindi indispensabile rafforzare la misura, portando dal 2,7 al 10 per cento la percentuale dei residui passivi esclusi dal saldo valido ai fini del patto di stabilità interno, nonché allargando il termine di applicazione della norma.
Segnala quindi l'emendamento Nannicini 9.36, il quale interviene anch'esso sulle tematiche della finanza degli enti locali, al fine di attribuire a questi ultimi maggiori risorse per i pagamenti dei debiti pregressi, migliorando in tal modo le previsioni dell'articolo 9 del decreto-legge le quali, per come attualmente formulate, rischiano di risultare sostanzialmente inutili.

Massimo POLLEDRI (LNP) segnala l'emendamento 22.24 che interviene anch'esso sulle cure palliative con finalità analoghe a quelle del collega Duilio. Auspica pertanto che sul tema si possa registrare un'ampia convergenza, magari evitando di predeterminare per legge il quantum da assegnare alle cure palliative.
Segnala poi l'emendamento 19.23 che interviene sulle dismissioni di aziende strategiche da parte di società partecipate dallo Stato, come Finmeccanica ed ENI, imponendo una comunicazione preventiva al Ministero dello sviluppo e al Ministero dell'economia, che sono chiamati ad esprimere un parere, per evitare la cessione di asset strategici senza alcun intervento dell'autorità pubblica. In proposito richiama quanto avvenuto negli scorsi giorni con la società Petrolchimici. Segnala infine l'emendamento 3.11 che prevede che l'assegnazione dei tre milioni di metri cubi di gas prevista dalla disposizione sia assegnata in una quota del 40 per cento anche alle piccole imprese appartenenti a distretti industriali.

Massimo Enrico CORSARO (PdL) segnala all'attenzione dei relatori e del rappresentante del Governo il proprio emendamento 9.53, che reca modifiche alla disciplina del patto di stabilità interno per gli enti locali al fine di escludere dal saldo finanziario per il 2007 le risorse derivanti dalla distribuzione di dividendi determinati da operazioni straordinarie realizzate da società quotate in Borsa. L'emendamento intende porre rimedio alla difficile situazione nella quale si trova l'amministrazione di un comune che nel 2007 ha beneficiato di entrate straordinarie assai rilevanti che non potranno, evidentemente, realizzarsi nei successivi esercizi e pertanto inficiano la validità dei saldi assunti come riferimento per l'applicazione del patto di stabilità interno.

Giuseppe Francesco Maria MARINELLO (PdL) segnala preliminarmente


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l'urgenza della questione del Fondo di solidarietà nel settore agricolo, prendendo comunque atto con soddisfazione che i relatori se ne stanno occupando. Segnala poi l'emendamento 17.25 che interviene in materia di ordini professionali, collegi e federazioni di professionisti. Ricorda che infatti ordini, collegi e federazioni non incidono sul bilancio dello Stato e non ricevono alcun contributo pubblico, tuttavia risultano inclusi nel conto economico delle pubbliche amministrazioni e quindi sono soggetti al blocco delle assunzioni. Il suo emendamento intende quindi risolvere questa incongruenza. Segnala ancora l'articolo aggiuntivo 16.01 che interviene in materia di infrastrutture irrigue, consentendo che le economie di bilancio dell'Agensud vengano sbloccate per la realizzazione di infrastrutture irrigue, senza incidere in questo modo sul bilancio dello Stato.

Pietro FRANZOSO (PdL) nell'illustrare i propri emendamenti, segnala la particolare rilevanza degli emendamenti 5.4 e 5.3, che modificano la disciplina per la defiscalizzazione degli investimenti, prevedendo una disciplina di maggior favore per quelli realizzati nelle aree sottoutilizzate. Per tali investimenti le proposte emendative prevedono l'innalzamento della percentuale dell'esclusione dall'imposizione fino al cento per cento del valore degli investimenti, entro un limite di spesa massimo di 200 milioni di euro, al fine di consentire una dislocazione degli interventi che consenta di rafforzare lo sviluppo delle aree del Mezzogiorno. Ritiene, infatti, che l'attuale formulazione della disposizione dell'articolo 5 privilegi le imprese situate nel Nord Italia, in quanto le imprese produttrici di macchinari industriali sono prevalentemente collocate nelle aree centro-settentrionali del nostro Paese. Ricorda, altresì, l'articolo aggiuntivo 5.010, che intende assicurare un accelerazione nella fruizione dei crediti d'imposta previsti a legislazione vigente, per i quali il decreto legge n. 97 del 2008 ha applicato il meccanismo del «rubinetto». Segnala, infatti, che molte imprese, contando sulla disponibilità delle risorse derivanti dal credito d'imposta, la cui fruizione è stata rinviata ad esercizi successivi, hanno intrapreso rilevanti piani di investimento per i quali ora non dispongono di adeguate risorse. In questo quadro la proposta emendativa intende assicurare al sistema industriale maggiori risorse per la prosecuzione dell'attività nell'attuale situazione di crisi, limitando corrispondentemente il rischio di una loro eccessiva esposizione debitoria nei confronti delle banche.

Renato CAMBURSANO (IdV) segnala l'emendamento 5.102 che estende la detassazione per gli investimenti ad una più vasta gamma di interventi come prevedeva la vecchia «Tremonti» del 2001, non limitandola all'acquisto di nuovi macchinari che nei fatti interessa solo le grandi aziende, con conseguenze negative anche per il tessuto produttivo settentrionale.
Segnala anche l'articolo aggiuntivo 5.029 con il quale si reintroduce per gli anni 2010-2012 il credito di imposta per la ricerca industriale introdotto dal Governo Prodi nel 2006, superando le limitazioni alla sua fruizione poste in essere con il decreto-legge n. 185 del 2008.
Segnala pure l'emendamento 10.43 che innalza il tetto massimo dei crediti compensabili al fine di agevolare il credito alle piccole e medie imprese.
Segnala poi l'articolo aggiuntivo 15.07 che reintroduce provvedimenti del Governo Prodi contro l'evasione fiscale. In particolare si richiede il recupero della somme dovute e non pagate da parte dei soggetti che si sono avvalsi del condono; la tracciabilità dei pagamenti; norme antielusive in materia di studi di settore; agevolazioni per i distretti produttivi; responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore.
Segnala anche l'emendamento 25.13 che prevede per l'Abruzzo le stesse agevolazioni fiscali e contributive previste in occasione del sisma di Marche e Umbria.
Con riferimento all'articolo aggiuntivo dei relatori 9.08, propone l'innalzamento


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dal 2,7 al 10 per cento dell'ammontare dei residui passivi che si possono escludere dal saldo ai fini del patto di stabilità interno e da 1,5 a 5 miliardi le somme accantonate nel disegno di legge di assestamento.

Giulio CALVISI (PD) si associa alla segnalazione già formulata dal collega Poliedri con riferimento all'emendamento Fava 19.23, che impone alle società partecipate dallo Stato operanti in settori strategici di comunicare al Ministro dell'Economia e delle Finanze i piani industriali che comportino la chiusura di impianti localizzati sul territorio italiano. Ritiene, infatti, che l'attuale disciplina delle società partecipate dello Stato sia assolutamente insoddisfacente, in quanto le imprese ricordano di essere detenute dallo Stato nel momento in cui richiedono risorse finanziarie ma operano come società di capitali nel momento in cui assumono decisioni con rilevanti ricadute di carattere sociale. In questo contesto, segnala come l'Eni abbia beneficiato di molti interventi normativi adottati nel corso di quest'anno, tra i quali ricorda in particolare, la stipula del trattato di amicizia con la Libia che assicura rilevanti investimenti per la società, l'articolo 4 del decreto-legge in esame, che, nel prevedere che una quantità di gas venga ceduta a prezzo di costo, è stata concordata dal Governo direttamente con l'Eni, e l'emendamento sul cosiddetto scudo fiscale che, con ogni probabilità, sarà ampiamente utilizzato dalla società partecipata. A fronte di tali interventi normativi, l'Eni ha ritenuto di sospendere le attività nello stabilimento di Porto Torres, senza procedere ad alcuna discussione su tale decisione con le parti sociali e gli enti territoriali, sostanzialmente prefigurando l'uscita della società dal settore della chimica in Italia. Segnala, inoltre, gli emendamenti 22.28, 22.15, 22.30, 22.29 e 22.31, che intendono modificare le disposizioni recate dal decreto in materia di spesa farmaceutica, sottolineando come gli eventuali risparmi derivanti dalle misure previste nel decreto-legge n. 39 avrebbero potuto essere destinate all'incremento della spesa per farmaci ospedalieri, anziché essere avocati dallo Stato per generici interventi in materia sanitaria. In questo contesto, segnala la particolare situazione delle regioni a statuto speciale che non concorrono al riparto del fondo sanitario nazionale, sottolineando come la determinazione della somma da riversare al bilancio dello Stato a fronte della minore spesa farmaceutica, dovrebbe, quanto meno, essere determinata con un accordo in sede di conferenza Stato-Regioni. In questo quadro segnala altresì la peculiarità della situazione della Regione Sardegna che, sulla base di una disposizione contenuta nella legge finanziaria per il 2007, a partire dal 2010 si farà carico interamente della propria spesa sanitaria, secondo un modello che lo stesso Ministro Calderoli ha indicato quale esempio per l'attuazione del federalismo fiscale.

Cesare MARINI (PD) illustrando le proprie proposte emendative, segnala in primo luogo l'articolo aggiuntivo 2.015, che reca disposizioni volte a consolidare le passività del sistema imprenditoriale. A tale riguardo, sottolinea come alla scadenza della prima rata semestrale dei mutui contratti dalle imprese le banche, contrariamente agli usi, abbiano sollecitato l'immediato pagamento dei debiti non rispondendo agli appelli più volte autorevolmente formulati al sistema bancario per garantire maggiore liquidità alle imprese. La misura proposta intende, in particolare, consentire alle piccole e medie imprese, che rappresentano il tessuto essenziale dell'economia del nostro Paese, di permanere sul mercato nell'attuale situazione di crisi, attraverso una rinegoziazione dei finanziamenti ottenuti. Segnala, altresì, il proprio articolo aggiuntivo 2.016, che intende assicurare l'uniformità delle condizioni praticate da banche ed intermediari finanziari sul territorio nazionale, in modo da garantire che le condizioni rispondano effettivamente al merito di credito degli interessati e non dipendano dalla collazione geografica degli operatori


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economici. Ricorda, inoltre, il proprio emendamento 5.74, che propone di elevare al cento per cento la percentuale di detassazione degli investimenti prevista dall'articolo 5 nei territori ricadenti nelle aree dell'obiettivo convergenza. Osserva, peraltro, che la disposizione non dovrebbe avere un rilevante impatto finanziario, in quanto appare difficilmente immaginabile che un'impresa collocata nel Mezzogiorno sia in possesso di risorse da destinare ad investimenti. Segnala, altresì, il proprio articolo aggiuntivo 5.09 che destina 200 milioni di euro alla concessione di incentivi finanziari ad imprese situate nei territori dell'obiettivo convergenza che presentino progetti d'investimento per la meccanizzazione innovativa. Sottolinea, al riguardo, che la proposta, pur utilizzando risorse destinate alle aree sottoutilizzate, avrebbe benefici effetti sull'intero sistema industriale nazionale, in quanto i macchinari acquistati sono prevalentemente prodotti nelle regioni centro-settentrionali. Da ultimo, segnala il proprio emendamento 22.34, che interviene sulla procedura di commissariamento prevista per la Regione Calabria. A tale riguardo, segnala l'incongruità della disposizione contenuta nel decreto rispetto al quadro istituzionale complessivo delineatosi negli ultimi mesi, con l'approvazione della legge delega in materia di federalismo fiscale, sottolineando, peraltro, l'assurdità di prevedere misure di penalizzazione per una regione nella quale la spesa per prestazioni sanitarie si colloca a un livello inferiore alla media nazionale.

Ivano STRIZZOLO (PD) segnala il proprio articolo aggiuntivo 12.01, in materia di disposizioni antielusive e di contrasto dell'abuso del diritto nell'ambito tributario.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che i relatori hanno presentato l'emendamento 14.7; il termine per i subemendamenti è fissato alle ore 9 di domani.

Francesco BOCCIA (PD) sottoscrive gli emendamenti Franzoso 5.3 e 5.010, condividendo le valutazioni del collega Franzoso al riguardo. Sottolinea che comunque l'efficacia della misura è subordinata a autorizzazione comunitaria. Invita pertanto il Governo ad assumere impegno in proposito.
Segnala poi l'emendamento 9.34 che agevola pagamenti per le imprese. Infatti l'attuale disciplina subordina ad accertamento di regolarità i pagamenti per appalti, servizi e forniture. L'emendamento invece esclude l'applicazione di tale accertamento al di sotto di determinate soglie minime, mentre lo stesso è escluso solo per alcune limitate fattispecie, come i lavori di pulizia.
Si modifica poi la durata del Documento unico di regolarità contributiva (DURC) che è attualmente fissata a tre mesi, in via generale, e a un mese per il settore dell'edilizia. In particolare si prevede la soglia di 500 euro al di sotto della quale non è richiesto il DURC. Si prevede inoltre l'informatizzazione delle procedure per il rilascio del DURC in modo che il rilascio avvenga nei tempi previsti dalla legge.

Gioacchino ALFANO (PdL) segnala a nome del suo gruppo le proposte emendative 5.75, 21.03, 23.55 e 23.110 a sua prima firma, Bernardo 1.60, Savino 2.36, Berardi 4.13, Del Tenno 4.14, 4.15 a sua prima firma, Laboccetta 4.05, Bernardo 4.06, Ventucci 4.07, Pugliese 4.09, Leo 6.02, Bernardo 12.2, Lo Presti 15.1, V. A. Fontana 15.6, Baretta 15.26, Antonio Pepe 15.5, Baretta 15.22, Savino 15.7, Toccafondi 15.8, Ventucci 15.9, Bernardo 15.10, Soglia 15.11, Bernardo 15.12, Del Tenno 15.13, Pagano 15.14, Ventucci 15.15, Ceroni 15.16, Franzoso 15.17, Traversa 15.18, V. A. Fontana 15.19, Toccafondi 15.02, Bernardo 15.03, 16.7 a sua prima firma, Fallica 17.4, Franzoso 17.60, Traversa 17.42, 17.44 a sua prima firma, Franzoso 17.45, Soglia 17.46, Pugliese 17.47, Savino 17.48, Pagano 17.49, Laboccetta 17.50, V.


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A. Fontana 17.51, Bernardo 17.52, Marsilio 17.53, Toccafondi 17.54, Zorzato 17.55, Leo 17.56, Ceroni 17.57, Bernardo 17.68, Leo 17.70, Ventucci 17.72, Savino 17.141, Savino 19.15, Ceroni 19.17, Del Tenno 19.21, Soglia 19.22, Del Tenno 19.64, Ventucci 21.4, Del Tenno 21.6, Berardi 21.7, Berardi 21.8, Traversa 21.9, Germanà 21.04, Ceroni 21.10, Franzoso 21.11, Girlanda 21.02, Bernardo 23.50 e Ceroni 21.5.

Remigio CERONI (PdL) sottoscrive l'articolo aggiuntivo 11.053, di analogo tenore all'articolo aggiuntivo 23.05.
Segnala poi l'emendamento 25.5 che interviene in materia di termini per i pagamenti dei contributi sospesi per i terremoti di Umbria e Marche. Ricorda infatti che in alcuni casi le scadenze non sono state rispettate a causa di forte affluenza degli uffici postali in considerazione anche del fatto che la scadenza è stata anticipata.

Gianfranco CONTE, presidente, informa che i relatori ha presentato l'ulteriore articolo aggiuntivo 4.017 (vedi allegato), avvertendo che il termine per la presentazione di subemendamenti è fissato alle ore 9 di domani.
Nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell'esame ad una seduta da convocare alle ore 11 di domani.

La seduta termina alle 20.50.

ERRATA CORRIGE

Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 201 di martedì 14 luglio 2009:
a pagina 13, seconda colonna, trentacinquesima riga, le parole: «Guido Dussin» sono sostituite dalle seguenti: «Luciano Dussin»;
a pagina 20, seconda colonna, quarta riga, prima della parola: «Turco» è inserita la seguente: «Livia»;
a pagina 21, seconda colonna, dodicesima riga, prima della parola: «Molteni» è inserita la seguente: «Laura»;
a pagina 26, prima colonna, ventinovesima riga, le parole: «la valutazione dell'Assemblea» sono sostituite dalle seguenti: «la valutazione dell'ammissibilità»;
a pagina 27, prima colonna, trentunesima riga, le parole «Guido Dussin» sono sostituite dalle seguenti: «Luciano Dussin»;
a pagina 27, prima colonna, quarantaseiesima riga, le parole: « Formichella 17.3» sono sostituite dalle seguenti: «Formichella 19.3»;
a pagina 28, seconda colonna, trentunesima riga, la parola: «Brigantini» è sostituita dalla seguente: «Bragantini»;
a pagina 99, prima colonna, undicesima riga, prima della parola: «Carra» è inserita la seguente: «Marco».