Iniziative in relazione alla ripartizione e alla classificazione delle spese sostenute dall'Italia per l'immigrazione e l'emergenza profughi - 2-01053

C)

I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri e il Ministro dell'interno, per sapere - premesso che:
ad onta dell'interpretazione costantemente avanzata dalla sinistra che l'immigrazione costituisca in ogni caso un «valore» o una «risorsa» e come tale arricchisca il Paese, dalla mera lettura della «direttiva generale» del 2010 del Ministero dell'interno e dei documenti del bilancio dello Stato, e senza tener conto delle risorse per la sicurezza e l'integrazione accantonate nei bilanci regionali e comunali, risulta che il costo annuale di gestione di flussi migratori, ovvero controllo delle frontiere, identificazione dei clandestini, espulsione, eventuali politiche di integrazione per coloro che sono in regola, ammonta annualmente a 460 milioni di euro;
si registrano, peraltro, fenomeni di sottodotazione, come accade, ad esempio, al fondo destinato all'accompagnamento tramite vettore aereo del clandestino nel proprio Paese, che si esaurisce rapidamente, impedendo, di fatto, il rimpatrio di gran parte di coloro per i quali la misura Ź stata predisposta; si registrano casi di spreco obbligato di risorse, in quanto, a causa della normativa comunitaria, il clandestino trattenuto nei centri di identificazione ed espulsione non puė essere trattenuto per piĚ di sei mesi, decorsi i quali, se non si Ź riusciti ad identificarlo, deve essere lasciato libero di circolare sul territorio nazionale;
ogni immigrato clandestino ospitato nei centri di identificazione ed espulsione, attualmente presenti sul territorio, costa allo Stato italiano circa 45 euro al giorno, comprensivi di vitto, alloggio, assistenza sanitaria; ogni clandestino rimane mediamente nei centri di identificazione ed espulsione per l'identificazione 150 giorni e costa all'Italia circa 7 mila euro; la gestione completa di un immigrato irregolare, dal fermo fino all'espulsione effettiva, Ź valutabile in 10 mila euro, tenendo conto delle spese per il volo di rientro e la scorta degli agenti impiegati nei rimpatri. La sola pratica legale si aggira intorno ai 650 euro; ogni clandestino costa allo Stato italiano oltre il doppio della spesa per l'istruzione di un bambino della scuola elementare, che non supera di molto i 4 mila euro annui; 
per quanto riguarda la spesa sanitaria, che non Ź registrata a bilancio, da una stima ricavata dai dati delle singole aziende sanitarie locali l'assistenza agli stranieri irregolari costerebbe al sistema sanitario nazionale circa 250 milioni di euro l'anno;
con il Trattato di amicizia, partenariato e cooperazione tra Italia e Libia, fatto a Bengasi il 30 agosto 2008 e approvato con legge 18 febbraio 2009, n. 7, praticamente all'unanimitą dal Parlamento, si Ź stabilita la collaborazione tra i due Paesi nella lotta al terrorismo, alla criminalitą organizzata, al traffico di stupefacenti, all'immigrazione clandestina, promuovendo la realizzazione di un sistema di controllo delle frontiere terrestri libiche; nei due anni trascorsi dalla sua approvazione il Trattato ha registrato ottimi risultati, letteralmente azzerando i flussi migratori clandestini attraverso il Mar Mediterraneo; la cooperazione e l'amicizia della Libia per il rimpatrio immediato dei barconi diretti in Italia Ź stata ottenuta in cambio di un'offerta di 177 milioni di euro l'anno, per un totale di 5 miliardi di dollari in 20 anni, per nuove infrastrutture. L'Italia si Ź impegnata, inoltre, a sostenere il 50 per cento dei costi di pattugliamento, con mezzi tecnici e uomini;
a febbraio 2011, di fronte ai primi segnali dalla Tunisia che indicavano la fuga di migliaia di giovani verso Lampedusa, il Governo ha previsto una spesa straordinaria del Ministero dell'interno di circa 6 milioni di euro, piĚ 15,1 milioni di euro per il lavoro della Croce rossa e per l'invio in Sicilia di 200 militari, oltre a 1 milione di euro affidato alla gestione del commissario straordinario;
per l'emergenza profughi che si sta delineando in questi giorni dalla Libia sono stati gią ulteriormente stanziati oltre 20 milioni di euro; il numero dei profughi Ź attualmente valutato in 50.000 (cifra presumibilmente stimata per difetto), con un costo di 2,5 milioni di euro al giorno: un costo insostenibile per il Governo italiano per un periodo troppo prolungato;
il Ministro dell'interno Roberto Maroni sta chiedendo con insistenza all'Europa di distribuire tra tutti i Paesi dell'Unione europea profughi che chiedono asilo appena sbarcati; i suoi lodevoli tentativi sono stati sinora senza esito; ad oggi i fondi offerti dall'Unione europea all'Italia per l'intero anno al capitolo rimpatri e profughi ammontano rispettivamente a 12 milioni e 3 milioni e 300 mila euro, cioŹ meno di quanto l'Italia ha stanziato per la primissima emergenza -:
se non ritengano opportuno:
a) adottare con urgenza ogni utile iniziativa in sede di Unione europea, al fine di imputare le spese sostenute per l'emergenza profughi ed immigrazione clandestina a decorrere dal gennaio 2011 come oneri spettanti all'Unione europea, prevedendo la possibilitą di scomputare le somme necessarie, salvo la quota a carico dell'Italia, direttamente dalle risorse economiche che annualmente l'Italia trasferisce al bilancio comunitario;
b) adottare le iniziative di competenza per introdurre una specifica voce di classificazione nei bilanci degli enti territoriali e degli altri enti pubblici, a cominciare dalle aziende sanitarie locali, che individui le spese sostenute a qualsiasi titolo per l'immigrazione (con suddivisione tra immigrazione legale e clandestina), al fine di individuare con precisione gli oneri sostenuti annualmente dal sistema Italia per il mantenimento di questa (presunta) risorsa;
c) in considerazione delle polemiche, sia interne che internazionali, sollevate contro l'attuale Governo in relazione al mancato sostegno alle etnie rom e sinti, adottare le iniziative di competenza per l'attuazione dell'ordine del giorno 9/1366/59 Marinello, accolto il 16 luglio 2008, che impegnava il Governo ad introdurre in sede di contabilitą pubblica nazionale, ma soprattutto locale, un'apposita voce di classificazione tramite la quale individuare i costi complessivi connessi alla gestione degli interventi assistenziali e di sostegno a favore delle suddette etnie.
(2-01053)
«Carlucci, Vella, Aprea, Centemero, Tommaso Foti, Ghiglia, Marinello, Germaną, Iannarilli, Berardi, Luciano Rossi, Ceroni, Marsilio, Palmieri, Minardo, Barba, Murgia, Del Tenno, Milanese, Leo, Botta, Speciale, Mazzoni, Holzmann, Giulio Marini, Cicu, Paroli, Romele, Scalera, Garagnani».