14 settembre 2011

 
Descrizione: testata-report

 

Anni 2009 e 2010

Natalitą e feconditą
della popolazione residente

 

 


n     I dati del 2009 e del 2010 confermano che Ź nuovamente in atto una fase di calo delle nascite: se i nati nel 2009 erano stati 568.857, nel 2010 essi sono scesi a 561.944, circa 15 mila in meno in due anni. La lenta, ma continua, ripresa della natalitą, avviatasi a partire dal 1995, anno in cui si Ź registrato il minimo storico delle nascite (526.064 nati), sembra dunque essersi interrotta.

n     Il calo delle nascite Ź da attribuirsi alla diminuzione dei nati da genitori entrambi italiani (25 mila in meno in due anni), mentre i nati da almeno un genitore straniero continuano ad aumentare, sebbene con un ritmo piĚ contenuto: in media 5 mila nati in piĚ nel 2009 e nel 2010, un incremento dimezzato rispetto a quello osservato nel 2008.

n     I nati da genitori entrambi stranieri sono stati oltre 77 mila nel 2009 e 78 mila nel 2010, poco meno del 14% del totale dei nati. Se a questi si sommano anche i nati da coppie miste si arriva a quota 102 mila nati da almeno un genitore straniero nel 2009 e 107 mila nel 2010 (rispettivamente il 18% ed il 19% del totale).

n     Considerando la cittadinanza delle madri straniere, al primo posto per numero di figli nati in Italia si trovano le rumene (16.727 nati nel 2009), al secondo le marocchine (14.370), al terzo le albanesi (9.937), al quarto le madri cinesi (poco piĚ di 5 mila nati).

n     Le donne diventano madri ad etą sempre piĚ mature: piĚ del 6% dei nati ha una madre con almeno 40 anni, mentre prosegue la diminuzione dei nati da madri di etą inferiore a 25 anni (l’11,1% del totale).

n     In continuo aumento sono le nascite al di fuori del matrimonio: i nati da genitori non coniugati nel 2010 sono oltre 134 mila (il 23,6% a livello medio nazionale). Al Centro-nord, in particolare, i nati da genitori non coniugati sono circa 1 su 4 e arrivano a sfiorare il 30% in molte regioni.

n     Il numero medio di figli per donna fa registrare una battuta d’arresto negli ultimi due anni rispetto al lento, ma progressivo, recupero avviatosi dalla metą degli anni ’90 (il 1995 fu l’anno di minimo della feconditą con 1,19 figli per donna). Secondo le stime piĚ recenti le donne residenti in Italia hanno in media 1,41 figli, con valori pari a 1,31 figli per le cittadine italiane e a 2,23 per quelle straniere.

PROSPETTO 1. NASCITE E FECONDITą IN ITALIA: PRINCIPALI CARATTERISTICHE E INDICATORI
Anni 2008-2010, valori assoluti

 

2008

2009

2010 (a)

Nati in totale

576.659

568.857

561.944

Nati (variazioni assolute sull'anno precedente)

+12.726

-7.802

-6.863

Nati da almeno un genitore straniero

96.442

102.140

106.710

Nati da coppie italiane

480.217

466.717

455.284

Nati fuori dal matrimonio

112.849

116.273

134.398

Nati fuori dal matrimonio (valori percentuali)

19,6

20,4

23,6

Tassi di feconditą totale

1,42

1,41

1,40

Etą media al parto totale donne

31,1

31,2

31,3

Tassi di feconditą donne italiane

1,32

1,31

1,29

Etą media al parto donne italiane

31,7

31,8

31,8

Tassi di feconditą donne straniere

2,31

2,23

2,13

Etą media al parto donne straniere

27,9

28,0

28,9

(a) Il dato sul numero totale di nati Ź definitivo e deriva dalla rilevazione annuale del movimento e calcolo della popolazione residente comunale nel 2010. Gli altri dati sono il risultato di stime anticipatorie basate su: una quota pari al 95% dei dati della rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita nel 2010; i dati provvisori della rilevazione del movimento e calcolo della popolazione residente straniera nel 2010.

 

 

Figura 1. Nati italiani e stranieri della popolazione residente in Italia. Anni 1995-2010, valori assoluti

 


 

1. Il trend della natalitą

Si arresta la crescita, tornano a diminuire le nascite al Centro-Nord

L’incremento delle nascite che si Ź riscontrato a livello nazionale tra il 1995 e il 2008 Ź stato il risultato di opposte dinamiche territoriali: l’aumento dei nati si Ź registrato, infatti, solo per i residenti nelle regioni del Centro e del Nord, mentre al Sud e nelle Isole Ź proseguito il fenomeno della denatalitą (Figura 2).

Tra il 1995 e il 2008, nelle regioni del Centro e del Nord si sono osservati incrementi compresi tra l’11% del Trentino-Alto Adige e il 30% della Lombardia. Un caso a parte Ź quello dell’Emilia-Romagna, che a metą degli anni Novanta mostrava il livello di feconditą piĚ basso e che ha fatto registrare al 2008 oltre il 50% di nati in piĚ. Nelle regioni del Mezzogiorno, al contrario, tra il 1995 e il 2008 persiste la riduzione delle nascite con valori compresi tra - 5% della Sardegna e -21% della Basilicata.

A partire dal 2009, lo scenario muta in modo significativo: ad esclusione di piccole variazioni in positivo riscontrabili nella provincia autonoma di Trento e in Sardegna, in tutto il resto del territorio si registrata un calo delle nascite (Figura 2).

 

Figura 2. Variazioni percentuali delle nascite per regione: periodi 1995-2008 e 2008-2010

 

 

2. La cittadinanza dei genitori

Ancora in aumento le nascite da genitori stranieri

Negli stessi anni in cui si Ź osservato l’aumento delle nascite, hanno assunto sempre piĚ rilevanza quelle da genitori stranieri. In 10 anni l’incidenza dei nati stranieri sul totale dei nati residenti in Italia Ź piĚ che triplicata, passando dal 4,0% del 1999 al 12,6% del 2008.

I dati piĚ recenti confermano, seppur con un ritmo piĚ contenuto, questa tendenza all’aumento: sono oltre 77 mila i nati da genitori stranieri nel 2009 e 78 mila nel 2010, poco meno del 14% del totale dei nati. Se a questi si sommano anche i nati da coppie miste si supera quota 102 mila nati da almeno un genitore straniero nel 2009 e 107 mila nel 2010 (rispettivamente il 18% ed il 19% del totale).

Sono le regioni del Nord e, in misura minore, quelle del Centro (Prospetto 2) a presentare valori di gran lunga superiori alla media nazionale, ovvero le aree del Paese con una tradizione migratoria piĚ forte e con una presenza straniera piĚ stabile e radicata. Oltre un nato su cinque tra gli iscritti in anagrafe per nascita nel 2009 Ź di cittadinanza straniera in Emilia-Romagna (23%), Veneto (22%) e Lombardia (21%); seguono il Piemonte (19%), l’Umbria e le Marche (18%), il Friuli-Venezia Giulia, la Toscana e la provincia autonoma di Trento (17%). Al contrario, in quasi tutte le regioni del Mezzogiorno la percentuale di nati stranieri Ź decisamente piĚ contenuta (il 3,7% al Sud e il 3,5% nelle Isole). La regione del Sud in cui la percentuale di nati di cittadinanza straniera inizia ad assumere una certa rilevanza Ź l’Abruzzo (10%).

 

Prospetto 2. Nati da almeno un genitore straniero, per regione
Anni 1999 e 2009, per 100 nati residenti

REGIONI

1999

 

2009

Almeno un genitore straniero

di cui:
entrambi stranieri

Almeno un genitore straniero

di cui:
entrambi stranieri

Piemonte

8,3

5,5

23,7

18,5

Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste

8,1

4,9

18,3

14,5

Lombardia

9,8

6,9

26,7

21,3

Bolzano-Bozen

6,7

2,9

20,6

12,7

Trento

8,2

5,4

23,3

16,8

Trentino-Alto Adige

7,5

4,1

21,9

14,8

Veneto

8,3

6,0

26,6

21,6

Friuli-Venezia Giulia

6,8

3,5

21,6

16,5

Liguria

6,9

3,5

20,6

14,8

Emilia-Romagna

10,1

7,0

28,8

22,9

Toscana

9,1

5,8

22,6

17,3

Umbria

9,4

6,2

23,5

18,0

Marche

8,5

5,6

24,0

18,2

Lazio

7,2

5,1

17,5

12,3

Abruzzo

4,9

2,4

14,8

10,0

Molise

2,2

0,6

8,7

4,7

Campania

1,6

0,7

5,2

2,9

Puglia

1,6

0,9

4,8

2,9

Basilicata

1,4

0,7

6,0

3,4

Calabria

2,0

0,8

7,8

4,1

Sicilia

2,4

1,7

5,7

3,7

Sardegna

2,2

0,8

5,7

2,8

Nord-ovest

9,1

6,2

25,4

20,0

Nord-est

8,7

5,9

26,5

20,9

Centro

8,0

5,5

20,3

15,0

Sud

1,9

0,9

6,3

3,7

Isole

2,3

1,5

5,7

3,5

Italia

6,0

4,0

 

18,0

13,6

 

 

 

Al Nord un nato su quattro ha almeno un genitore straniero

L’impatto dei comportamenti procreativi dei cittadini stranieri Ź ancora piĚ evidente se si considera il complesso dei nati con almeno un genitore straniero, che, come si Ź detto, si ottiene sommando ai nati stranieri le nascite di bambini italiani nell’ambito di coppie miste formate da madri di cittadinanza straniera e padri italiani o viceversa (Figura 3).

A livello regionale si osserva una geografia analoga a quella delle nascite straniere, ma con intensitą decisamente piĚ elevate: in media, nel 2009, circa un nato su quattro ha almeno un genitore straniero al Nord e uno su cinque al Centro, mentre al Sud e nelle Isole la percentuali sono rispettivamente il 6,3% e il 5,7%. Le regioni del Centro-nord in cui la percentuale di nati da almeno un genitore straniero supera la media della corrispondente ripartizione geografica sono l’Emilia-Romagna (29%), il Veneto (27%), la Lombardia (27%), l’Umbria e le Marche (24%) e la Toscana (23%). Lo stesso avviene al Sud nel caso dell’Abruzzo (un’incidenza del 15%, a fronte di una media di ripartizione pari al 6%).

Il valore medio regionale racchiude diverse sfumature del fenomeno a livello provinciale dove si osservano, in numerosi casi, percentuali di nati da almeno un genitore straniero particolarmente elevate. In Lombardia, ad esempio, a fronte di un valore medio regionale del 27% di nati con almeno un genitore straniero, si assiste ad un innalzamento di questa incidenza fino a oltre un nato su tre nelle province di Brescia e Mantova (rispettivamente il 34,7% e il 34,3%). Nel Nord-est, a fronte di un valore medio pari al 26,5% di nati con almeno un genitore straniero, alcune province venete come Verona e Vicenza e dell’Emilia-Romagna come Parma, Modena e Reggio-Emilia presentano valori prossimi o superiori al 30%; il primato spetta a Piacenza (35,5% nel 2009).

Al Centro le percentuali piĚ elevate si ritrovano nella provincia di Prato (33,6% nati con almeno un genitore straniero), seguita da Macerata (26,3%), Firenze, Pisa e Arezzo (25% circa), Perugia (il 24%). Infine, nel Mezzogiorno si segnala il caso delle province di Teramo e L’Aquila (rispettivamente 20% e 16%), di Ragusa (12%) e Olbia-Tempio (15%) in quanto rappresentano una forte eccezione rispetto al resto delle rispettive regioni di appartenenza.

 

Figura 3. Nati da almeno un genitore straniero (per 100 nati residenti) per provincia
Anni 1999 e 2009

                     1999                                                                                                  2009

 

Sono soprattutto marocchine, rumene, albanesi e cinesi le madri straniere in Italia

Considerando la cittadinanza delle madri straniere al primo posto per numero di figli nati nel nostro Paese nel 2009 si trovano le rumene (16.727 nati), al secondo le marocchine (14.370), al terzo le Albanesi (9.937) e, a seguire, le cinesi con poco piĚ di 5 mila nati (Prospetto 3).

La distribuzione delle cittadinanze dei genitori per tipologia di coppia rivela l’elevata propensione a formare una famiglia con figli tra concittadini (omogamia) per le comunitą maghrebine, albanesi, cinesi e, piĚ in generale, per tutte le comunitą asiatiche e africane. All’opposto, le donne ucraine, polacche, moldave, russe e cubane immigrate nel nostro Paese mostrano un’accentuata propensione ad avere figli in Italia con partner italiani piĚ che con connazionali. In una situazione intermedia si colloca la comunitą rumena, caratterizzata comunque da un’elevata omogamia (circa i due terzi dei nati), ma anche da una non trascurabile propensione ad avere figli con partner italiani.

 

Prospetto 3. Nati con almeno un genitore straniero per i primi 20 paesi di cittadinanza.
Anno 2009, valori assoluti e per 100 nati stranieri

Paesi di
cittadinanza

Padre italiano

madre straniera

Paesi di
cittadinanza

Padre straniero

madre italiana

Paesi di
cittadinanza (a)

Genitori entrambi stranieri

Valori assoluti

per 100 nati stranieri

Valori assoluti

per 100 nati stranieri

Valori assoluti

per 100 nati stranieri

Romania

3.859

18,4

Marocco

555

11,5

Marocco

13.389

17,6

Polonia

1.636

9,1

Albania

547

11,3

Romania

12.868

16,9

Brasile

1.194

5,8

Tunisia

331

6,9

Albania

8.956

11,8

Ucraina

1.160

5,7

Romania

293

6,1

Cina

5.006

6,6

Albania

981

4,6

Senegal

200

4,1

India

2.872

3,8

Marocco

981

4,3

Brasile

186

3,9

Tunisia

2.526

3,3

Russia

663

3,2

Regno Unito

179

3,7

Bangladesh

2.167

2,9

Moldova

609

2,8

Germania

177

3,7

Egitto

2.030

2,7

Cuba

535

2,7

Francia

170

3,5

Fyrom (b)

2.005

2,6

PerĚ

495

2,5

Egitto

162

3,4

Nigeria

1.835

2,4

Germania

489

2,3

Stati Uniti d’America

121

2,5

Pakistan

1.643

2,2

Spagna

424

2,3

Spagna

103

2,1

Filippine

1.585

2,1

Francia

403

2,2

Cuba

96

2,0

Senegal

1.555

2,0

Ecuador

371

2,0

PerĚ

81

1,7

Moldova

1.541

2,0

Regno Unito

297

1,7

Argentina

79

1,6

Sri Lanka

1.511

2,0

Rep. Dominicana

267

1,5

Rep. Dominicana

79

1,6

Ecuador

1.413

1,9

Nigeria

267

1,3

Serbia

73

1,5

PerĚ

1.258

1,7

Slovacchia

255

1,2

Ecuador

63

1,3

Ghana

1.124

1,5

Bulgaria

229

1,2

Polonia

50

1,0

Ucraina

1001

1,3

Tunisia

225

1,1

India

48

1,0

 Algeria

845

1,1

(a) La cittadinanza indicata Ź quella della madre.

(b) Ex Repubblica iugoslava di Macedonia.

 

 

3. L’etą dei genitori

Si posticipa l’esperienza riproduttiva

La distribuzione delle nascite per etą della madre consente di apprezzare lo spostamento dell’esperienza riproduttiva verso etą sempre piĚ avanzate, caratteristica questa ancora piĚ evidente per le madri di cittadinanza italiana. La posticipazione delle nascite ha contribuito al forte abbassamento della natalitą osservato nel nostro Paese dalla seconda metą degli anni Settanta alla prima metą degli anni Novanta. Nel 2009, le donne hanno in media 31,2 anni alla nascita dei figli, circa un anno e mezzo in piĚ rispetto al 1995 (29,8), valore che sale a 31,8 anni per le madri di cittadinanza italiana.

 

Sei nati su cento hanno una madre over 40

Solo l’11% dei nati ha una madre di etą inferiore ai 25 anni, una proporzione che scende all’8,3% per le madri italiane (Prospetto 4).

La percentuale di nati da una madre con almeno 40 anni di etą Ź pari al 6,1% per il complesso delle residenti e al 6,7% per le madri italiane. Il dato medio nazionale nasconde, peraltro, significative differenze territoriali: ad esempio, il calendario delle nascite Ź tradizionalmente anticipato nelle regioni del Mezzogiorno, dove la proporzione di nascite da madri italiane al di sotto dei 25 anni Ź in media del 12,9% (il 16,6% in Sicilia, il 14% in Campania), mentre le madri con almeno 40 anni sono mediamente il 5%. I casi di particolare “invecchiamento” della struttura per etą delle madri italiane si registrano in Sardegna, dove la percentuale dei nati da madri ultraquarantenni raggiunge l’8,5%, e in Liguria (8,0%).

 

Prospetto 4. Nati per classi di etą della madre, regione e ripartizione geografica. Anno 2009

REGIONI

Classi di etą della madre

 

Totale madri

Madri italiane

< 18

18-19

20-24

25-29

30-34

35-39

40-44

45 e +

Tot.

< 25

> 40

< 25

> 40

 

valori assoluti

valori percentuali

Piemonte

100

407

3.517

8.536

13.958

10.104

2.360

141

39.123

10,29

6,39

5,82

7,30

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

3

10

131

299

432

335

91

7

1.308

11,01

7,49

7,61

8,36

Lombardia

250

1.039

8.583

21.411

35.291

26.047

5.798

373

98.792

9,99

6,25

4,97

7,28

Bolzano/Bozen

17

54

473

1.294

1.812

1.292

278

12

5.232

10,40

5,54

8,09

6,14

Trento

13

73

461

1.184

1.965

1.323

324

13

5.356

10,21

6,29

5,59

7,35

Trentino-Alto Adige

30

127

934

2.478

3.777

2.615

602

25

10.588

10,30

5,92

6,85

6,74

Veneto

104

435

4.166

10.429

16.940

12.556

2.932

120

47.682

9,87

6,40

4,85

7,82

Friuli-Venezia Giulia

24

107

874

2.198

3.703

2.919

611

32

10.468

9,60

6,14

5,48

6,89

Liguria

42

136

937

2.226

4.352

3.645

935

56

12.329

9,04

8,04

5,19

9,02

Emilia-Romagna

113

472

4.073

9.080

14.598

11.087

2.576

118

42.117

11,06

6,40

5,58

7,68

Toscana

58

299

2.797

6.431

11.642

8.894

2.159

100

32.380

9,74

6,98

4,70

8,11

Umbria

27

87

738

1.737

2.819

2.018

436

17

7.879

10,81

5,75

5,91

6,52

Marche

31

150

1.366

3.240

5.299

3.714

773

47

14.620

10,58

5,61

5,98

6,48

Lazio

113

472

3.889

10.505

19.517

15.840

4.077

288

54.701

8,18

7,98

5,91

8,77

Abruzzo

32

117

985

2.550

4.102

2.941

633

42

11.402

9,95

5,92

6,94

6,52

Molise

6

24

162

529

886

613

131

9

2.360

8,14

5,93

6,56

6,10

Campania

452

1.105

6.850

16.782

20.196

11.570

2.510

181

59.646

14,09

4,51

13,70

4,57

Puglia

293

717

3.763

9.387

13.710

8.177

1.857

91

37.995

12,56

5,13

11,84

5,23

Basilicata

11

39

353

1.045

1.767

1.216

279

19

4.729

8,52

6,30

7,12

6,40

Calabria

77

250

2.044

4.863

6.184

3.676

865

54

18.013

13,16

5,10

12,10

5,20

Sicilia

613

1.224

6.328

12.763

16.366

9.647

2.114

162

49.217

16,59

4,62

16,00

4,73

Sardegna

55

166

1.076

2.512

4.611

3.939

1.082

67

13.508

9,60

8,51

9,04

8,83

Nord-ovest

395

1.592

13.168

32.472

54.033

40.131

9.184

577

151.552

10,00

6,44

5,24

7,45

Nord-est

271

1.141

10.047

24.185

39.018

29.177

6.721

295

110.855

10,34

6,33

5,38

7,56

Centro

229

1.008

8.790

21.913

39.277

30.466

7.445

452

109.580

9,15

7,21

5,57

8,13

Sud

871

2.252

14.157

35.156

46.845

28.193

6.275

396

134.145

12,88

4,97

12,07

5,08

Isole

668

1.390

7.404

15.275

20.977

13.586

3.196

229

62.725

15,08

5,46

14,50

5,61

ITALIA

2.434

7.383

53.566

129.001

200.150

141.553

32.821

1.949

568.857

11,14

6,11

8,32

6,73

 

In continuo calo le madri minorenni

Prosegue, infine, la diminuzione delle nascite da madri minorenni, pari a 2.434 nel 2009, un valore inferiore di circa un quarto rispetto a quello registrato nel 1995 (3.142 unitą). Considerando solo le madri italiane il valore scende a 1.928 nati (0,4% del totale). Anche questo fenomeno presenta una forte caratterizzazione territoriale: Ź pressoché trascurabile al Nord, dove in media le nascite da madri italiane minorenni sono lo 0,17% del totale, mentre assume ancora oggi rilievo in alcune regioni del Mezzogiorno (quasi 500 nati in Campania, lo 0,85% dei nati della regione, e 600 in Sicilia, pari all’1,3% dei nati totali).

 

I padri italiani con una partner straniera sono i genitori piĚ “anziani”

La tipologia di coppia rappresenta una dimensione di analisi rilevante rispetto alla quale analizzare le principali caratteristiche delle nascite e dei genitori. I padri hanno, in media, 35,5 anni e le madri 32,5 quando i genitori sono italiani, mentre nel caso di genitori entrambi stranieri l’etą media si abbassa di qualche anno (rispettivamente 33,9 anni per i padri e 28,6 per le madri) e si allarga il differenziale di etą dei genitori fino a circa 5,3 anni. Il divario di etą piĚ ampio (oltre 7 anni) si riscontra, tuttavia, nella tipologia padre italiano e madre straniera; questa differenza Ź dovuta al fatto che gli uomini italiani sono, in questo caso, piĚ anziani (38,1 anni in media) rispetto ai connazionali che hanno avuto un figlio con una donna italiana, mentre le madri straniere sono relativamente piĚ giovani (30,9 anni di media).

 

 

4. I bambini nati fuori dal matrimonio

Un nato su cinque ha genitori non coniugati

Si conferma la rilevanza del fenomeno delle nascite al di fuori del matrimonio: la stima dei nati da genitori non coniugati nel 2010 Ź pari a oltre 134 mila unitą (il 23,6% del totale dei nati vivi residenti). La percentuale di nati da genitori non coniugati era appena l’8,1% nel 1995 e ha raggiunto il 20,4% sul totale dei nati nel 2009, con proporzioni aumentate in media di 2,5 volte nell’intero periodo. L’incidenza dei nati da genitori non coniugati presenta una geografia ben definita con valori decrescenti man mano che si procede da Nord verso Sud (Prospetto 5).

 

Un bambino fuori dal matrimonio su quattro nasce al Centro-nord

L’incremento piĚ consistente negli ultimi anni si Ź verificato proprio al Centro-Nord, dove i nati da genitori non coniugati sono, mediamente, circa uno su quattro. Alle regioni in cui, tradizionalmente, la propensione ad avere figli al di fuori del matrimonio era gią piĚ elevata (il Trentino-Alto Adige, l’Emilia-Romagna e la Valle d’Aosta dove il rapporto si avvicina ormai a uno su tre) si sono aggiunte tutte le altre. Il fenomeno si Ź diffuso rapidamente anche nelle aree caratterizzate storicamente da comportamenti familiari piĚ tradizionali come il Veneto, regione in cui l’incidenza dei nati fuori dal vincolo matrimoniale Ź piĚ che triplicata (dal 6,8% del 1995 al 22,0% del 2009).

Al Centro hanno raggiunto percentuali paragonabili a quelle del Nord la Toscana (27,5%) e il Lazio (24,6%). Alle Marche spetta il primato dell’incremento piĚ sostenuto: la percentuale dei nati da genitori non coniugati Ź piĚ che quadruplicata, passando dal 5,3% del 1995 al 21,6% del 2009.

Il Sud e le Isole presentano incidenze molto piĚ basse e anche i minori incrementi nel periodo di tempo considerato: dal 1995 al 2009 sono passate, rispettivamente, dal 5,2% al 12,1% e dall’8,7% al 16,0%. Spetta alla Basilicata il livello minimo (8,2%) e alla Sicilia l’incremento minore (dall’8,7% al 13,9%). Il dato della Sardegna, invece, presenta valori che la avvicinano di piĚ al Centro-nord (23,5% di nati da genitori non coniugati sul totale).

L’incidenza e la geografia del fenomeno appena descritta ben rappresenta i nati da genitori entrambi italiani, mentre la situazione appare diversa per i cittadini stranieri (Prospetto 6). La

 

Prospetto 5. Nati da genitori non coniugati per regione. Anni 1995 e 2009, per 100 nati

REGIONI

 

1995[1]

2009

 

Tutti i residenti

Tutti i residenti

di cui: da genitori italiani

Piemonte

 

10,1

26,5

28,4

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

13,6

32,7

36,0

Lombardia

8,8

21,6

23,4

Bolzano/Bozen

18,5

39,4

43,0

Trento

7,2

23,1

25,7

Trentino-Alto Adige

13,2

30,8

33,9

Veneto

 

6,8

22,0

23,4

Friuli-Venezia Giulia

11,3

23,1

26,3

Liguria

 

11,9

27,0

27,4

Emilia-Romagna

12,7

28,4

32,0

Toscana

 

9,8

27,5

28,7

Umbria

 

6,3

17,9

18,8

Marche

 

5,3

21,6

21,9

Lazio

 

10,0

24,6

24,5

Abruzzo

 

4,1

16,6

15,2

Molise

 

2,9

9,6

8,2

Campania

 

5,0

10,8

9,8

Puglia

 

6,9

14,4

13,8

Basilicata

 

2,7

8,2

7,1

Calabria

 

3,9

10,4

8,5

Sicilia

 

8,7

13,9

13,1

Sardegna

 

8,9

23,5

22,8

Nord-ovest

 

9,5

23,4

25,1

Nord-est

 

10,0

25,4

27,9

Centro

 

9,1

24,5

25,0

Sud

 

5,2

12,1

11,1

Isole

 

8,7

16,0

15,2

Italia

 

8,1

20,4

20,4

Fonti: Anno 1995, rilevazione individuale delle nascite di stato civile; Anno 2008, rilevazione individuale degli iscritti in anagrafe per nascita

 

 

Prospetto 6. Nati da genitori coniugati e non coniugati per tipologia di coppia. Anno 2009

TIPOLOGIA DI COPPIE

Nati da genitori coniugati

Nati da genitori non coniugati

Totale

 

VALORI ASSOLUTI

Padre e madre entrambi italiani

371.507

95.210

466.717

Padre straniero e madre italiana

3.186

1.641

4.827

Padre italiano e madre straniera

13.011

7.193

20.204

Padre e madre entrambi stranieri

65.466

11.643

77.109

Totale coppie

452.810

116.047

568.857

 

VALORI PERCENTUALI

Padre e madre entrambi italiani

79,6

20,4

100

Padre straniero e madre italiana

66,0

34,0

100

Padre italiano e madre straniera

64,4

35,6

100

Padre e madre entrambi stranieri

84,9

15,1

100

Totale coppie

79,6

20,4

100

proporzione di nati da coppie non coniugate, infatti, Ź sostanzialmente identica quando si considerano le coppie di genitori entrambi italiani (20,4% dei nati nel 2009), mentre Ź decisamente piĚ bassa nel caso di coppie di genitori entrambi stranieri (15,1%). Il dato piĚ accentuato riguarda le coppie miste: in questo caso, oltre un bambino su tre nasce fuori dal matrimonio (circa il 35%).

 

 

5. La feconditą

1,32 figli in media per le donne italiane, quasi il doppio per le straniere

La feconditą rappresenta la propensione alla riproduzione di una popolazione e la sua intensitą si misura rapportando le nascite alla popolazione femminile in etą feconda (cfr. Glossario), in modo da ottenere un indicatore sintetico – il numero medio di figli per donna (o Tasso di feconditą totale) – che consente di monitorare l’evoluzione del fenomeno nel tempo e nello spazio. Questo indicatore puė essere calcolato per il complesso della popolazione residente o distintamente per le donne italiane e straniere (Prospetto 7).

 

Prospetto 7. Numero medio di figli per donna (Tft) ed etą media (a) dei genitori alla nascita per cittadinanza della madre e regione. Anni 1995 e 2009

REGIONI

Numero medio di figli per donna

Etą media delle donne

Etą media
degli uomini
2009

2009

1995

2009

1995

Italiane

Straniere

Totale residenti

Totale residenti

Italiane

Straniere

Totale residenti

Totale residenti

Totale residenti

Piemonte

1,25

2,16

1,40

1,04

32,1

28,0

31,2

30,2

34,9

Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste

1,49

2,50

1,62

1,10

31,6

28,4

31,0

30,0

34,8

Lombardia

1,30

2,64

1,53

1,07

32,4

28,0

31,2

30,8

35,1

Bolzano/Bozen

1,46

2,38

1,55

1,39

31,7

28,2

31,2

30,0

35,0

Trento

1,42

2,44

1,58

1,27

32,2

27,9

31,3

30,4

35,1

Trentino-Alto Adige

1,44

2,41

1,57

1,34

32,0

28,0

31,2

30,2

35,0

Veneto

1,26

2,39

1,46

1,07

32,5

28,1

31,3

30,6

35,2

Friuli-Venezia Giulia

1,25

2,15

1,39

0,95

32,2

28,2

31,2

30,6

35,1

Liguria

1,19

2,08

1,32

0,94

32,5

28,1

31,6

30,8

35,4

Emilia-Romagna

1,25

2,47

1,50

0,97

32,2

28,0

30,9

30,3

35,0

Toscana

1,21

2,02

1,35

0,99

32,6

27,7

31,4

30,4

35,1

Umbria

1,23

1,82

1,34

1,08

32,2

27,9

31,2

30,1

35,1

Marche

1,26

2,27

1,42

1,11

32,3

28,0

31,3

30,3

35,1

Lazio

1,34

1,74

1,38

1,11

32,6

28,5

32,0

30,4

35,6

Abruzzo

1,20

1,93

1,27

1,19

32,2

27,4

31,6

30,0

35,3

Molise

1,07

2,01

1,11

1,22

32,2

28,3

32,0

29,4

35,7

Campania

1,43

1,86

1,43

1,52

30,7

27,6

30,6

28,9

34,2

Puglia

1,31

1,88

1,33

1,38

31,1

27,7

31,0

29,1

34,5

Basilicata

1,16

1,88

1,18

1,31

32,3

27,2

32,0

29,6

35,8

Calabria

1,26

1,77

1,28

1,40

31,2

28,1

31,0

28,9

35,1

Sicilia

1,40

1,94

1,42

1,49

30,6

27,9

30,4

28,6

34,2

Sardegna

1,11

1,87

1,13

1,06

32,3

28,1

32,1

30,5

35,9

Nord-ovest

1,28

2,46

1,47

1,05

32,3

28,0

31,2

30,7

35,1

Nord-est

1,27

2,40

1,48

1,05

32,3

28,1

31,1

30,5

35,1

Centro

1,28

1,92

1,38

1,07

32,5

28,0

31,7

30,4

35,3

Sud

1,33

1,86

1,35

1,42

31,1

27,7

30,9

29,0

34,6

Isole

1,34

1,93

1,35

1,40

30,9

27,9

30,8

29,1

34,5

ITALIA

1,31

2,23

1,41

1,19

31,8

28,0

31,2

29,8

34,9

(a) L’etą media esprime il numero medio di anni delle donne e degli uomini che hanno avuto un figlio in un determinato anno.

 

Nel 2009 le donne italiane hanno avuto in media 1,31 figli, mentre le straniere residenti ne hanno avuti in media quasi uno in piĚ (2,23); per il complesso delle residenti, il numero medio di figli per donna Ź stato cosď pari a 1,41, livello che si conferma anche per il 2010[2]. La tendenza all’aumento della feconditą osservata a partire dalla seconda metą degli anni Novanta sembra dunque aver subito una battuta d’arresto dopo aver raggiunto il livello massimo di 1,42 figli per donna nel 2008. La riduzione della feconditą ha interessato tanto le donne di cittadinanza italiana, passate da 1,32 figli per donna del 2008 a 1,29 figli del 2010, quanto quelle di cittadinanza straniera passate da 2,31 a 2,13 figli per donna.

Va segnalato che la lieve diminuzione rispetto al 2008 si Ź verificata in un quadro di congiuntura economica sfavorevole che puė aver agito, in parte, nel verso di una procrastinazione delle nascite sia per le donne italiane, che per le donne straniere.

Il fenomeno della posticipazione delle nascite, tuttavia, Ź in atto dalla metą degli anni ‘70 nel nostro Paese. Questo fenomeno Ź evidente nella figura 4, che consente di confrontare le curve di feconditą riferite al complesso delle donne residenti per il 1995 e per il 2009 e alle sole cittadine italiane per il 2009. Le differenze nella feconditą della popolazione residente osservate tra il 1995 e il 2009 sono il risultato di tassi piĚ elevati nelle etą superiori a 30 anni, mentre nelle donne piĚ giovani si continua a riscontrare una diminuzione dei livelli di feconditą.

 

Figura 4. Tassi di feconditą specifici per etą delle donne residenti in Italia
Anni 1995 e 2009, valori per 1.000 donne

Le cittadine straniere, al contrario, hanno un calendario della feconditą decisamente piĚ anticipato: l’etą media delle donne alla nascita dei figli Ź di 27,9 anni (figura 5) rispetto ai 31,8 delle cittadine italiane.

L’analisi territoriale consente di apprezzare che i livelli piĚ elevati della feconditą si registrano, per le cittadine straniere, tra le residenti nel Nord-ovest e nel Nord-est: 2,46 e 2,40 figli per donna, rispettivamente, contro 1,28 e 1,27 figli delle residenti di cittadinanza italiana (Tavola A5). Inoltre hanno (in media) un numero piĚ contenuto di figli le straniere che risiedono al Sud e nelle Isole (rispettivamente, 1,86 e 1,93 figli per donna), dove la feconditą delle donne italiane Ź ancora relativamente piĚ elevata (1,33 e 1,34 figli per donna).

 

Figura 5. Tassi di feconditą e contributi per cittadinanza per etą della madre, Italia
Anno 2009, valori per 1.000 donne

I risultati fin qui analizzati suggeriscono alcune considerazioni sull’evoluzione recente della feconditą. L’incremento verificatosi tra il 1995 e il 2008 Ź stato dovuto:

Š     all’effetto della “posticipazione”, vale a dire al recupero di nascite, precedentemente rinviate a etą piĚ avanzate, da parte delle donne di cittadinanza italiana;

Š     a una presenza straniera piĚ stabile e radicata, che ha determinato un numero crescente di nati stranieri o con almeno un genitore straniero;

Š     al contributo riproduttivo, progressivamente crescente, di nuovi modelli familiari, come le coppie miste e quelle non coniugate.

Questo Ź accaduto, in particolare, nelle regioni del Nord e in misura minore del Centro, mentre nel Mezzogiorno Ź proseguito il fenomeno della denatalitą a causa della posticipazione delle nascite, ancora in atto da parte delle cittadine italiane, non compensata dalla quota, ancora modesta in questa area, di nascite di bambini con almeno un genitore straniero.

Il quadro descritto per il biennio 2009-2010 puė anche essere il riflesso sui comportamenti riproduttivi, sia delle donne italiane che delle donne straniere, degli effetti della congiuntura economica sfavorevole. Per valutare l’eventuale effetto Ź necessario un periodo di osservazione piĚ lungo e una visione di insieme piĚ ampia, che tenga conto anche dell’evoluzione dei processi di formazione e “ricomposizione” delle unioni (matrimoni di cittadini italiani, matrimoni misti, libere unioni, ricongiungimenti familiari per i cittadini stranieri). Si pensi, ad esempio, agli effetti riscontrabili negli anni a venire della significativa contrazione dei matrimoni registrata nel 2009 e nel 2010[3].


6. I nomi piĚ diffusi

Francesco e Giulia si confermano i preferiti dai neo genitori

Sulla base delle informazioni contenute nella rilevazione degli iscritti in anagrafe per nascita, l’Istat presenta come di consueto la distribuzione dei 30 nomi maschili e femminili piĚ frequenti nel 2009 (Prospetto 8). A livello nazionale Francesco e Giulia mantengono il loro primato seguiti, a breve distanza, da Alessandro e Sofia. Nonostante ci siano circa 30.000 nomi diversi per i maschi e altrettanti per le femmine (includendo sia i nomi semplici sia quelli composti), la distribuzione dei bambini e delle bambine secondo i loro nomi rivela una elevata concentrazione intorno ai primi 30 in ordine di frequenza, che complessivamente coprono poco meno del 50% di tutti i nomi attribuiti ai bambini e poco meno del 42% di quelli delle bambine.

ť interessante notare l’omogeneitą territoriale nella diffusione dei nomi prevalenti, particolarmente evidente per i nomi delle bambine. Sebbene la scelta del nome sia in parte legata alla cultura, alla religione (nomi di santi, di patroni) e alle tradizioni radicate nei singoli ambiti territoriali, si nota una forte concentrazione dei nomi a prescindere dalle singole realtą territoriali (Prospetto 9).

 

Prospetto 8. Nati residenti in Italia per sesso e per i 30 nomi piĚ frequenti.
Anno 2009, valori assoluti, per 100 nati residenti e per 100 nati residenti cumulati

 

Nomi maschili

v.a.

%

% cumulate

 

Nomi femminili

v.a.

%

% cumulate

1

Francesco

9.259

3,21

3,21

 

Giulia

8.998

3,31

3,31

2

Alessandro

9.141

3,17

6,38

 

Sofia

8.854

3,26

6,57

3

Matteo

8.111

2,81

9,19

 

Martina

6.981

2,57

9,13

4

Andrea

7.947

2,76

11,95

 

Sara

6.445

2,37

11,50

5

Lorenzo

7.711

2,67

14,62

 

Giorgia

5.727

2,11

13,61

6

Gabriele

6.865

2,38

17,00

 

Chiara

5.516

2,03

15,64

7

Mattia

6.426

2,23

19,23

 

Aurora

5.028

1,85

17,49

8

Riccardo

5.998

2,08

21,31

 

Alessia

4.963

1,83

19,31

9

Davide

5.220

1,81

23,12

 

Alice

4.749

1,75

21,06

10

Luca

4.884

1,69

24,82

 

Francesca

3.957

1,46

22,52

11

Leonardo

4.771

1,65

26,47

 

Anna

3.712

1,37

23,88

12

Marco

4.517

1,57

28,04

 

Gaia

3.612

1,33

25,21

13

Federico

4.361

1,51

29,55

 

Emma

3.487

1,28

26,49

14

Giuseppe

4.359

1,51

31,06

 

Elisa

3.248

1,19

27,69

15

Simone

4.033

1,40

32,46

 

Giada

3.137

1,15

28,84

16

Tommaso

4.008

1,39

33,85

 

Matilde

3.107

1,14

29,98

17

Antonio

3.927

1,36

35,21

 

Noemi

2.954

1,09

31,07

18

Giovanni

3.734

1,29

36,50

 

Beatrice

2.803

1,03

32,10

19

Alessio

3.594

1,25

37,75

 

Elena

2.676

0,98

33,09

20

Filippo

3.467

1,20

38,95

 

Greta

2.393

0,88

33,97

21

Christian

3.351

1,16

40,12

 

Federica

2.299

0,85

34,81

22

Pietro

3.104

1,08

41,19

 

Rebecca

2.295

0,84

35,66

23

Samuele

3.066

1,06

42,25

 

Nicole

2.223

0,82

36,47

24

Daniele

2.980

1,03

43,29

 

Arianna

2.188

0,80

37,28

25

Cristian

2.858

0,99

44,28

 

Asia

2.159

0,79

38,07

26

Emanuele

2.849

0,99

45,27

 

Viola

2.101

0,77

38,84

27

Michele

2.792

0,97

46,24

 

Ilaria

2.084

0,77

39,61

28

Edoardo

2.707

0,94

47,17

 

Vittoria

2.025

0,74

40,36

29

Diego

2.473

0,86

48,03

 

Ginevra

1.930

0,71

41,07

30

Nicolė

2.327

0,81

48,84

 

Marta

1.895

0,70

41,76

 


 

Prospetto 9. Nati residenti in Italia per sesso, regione e per nome piĚ frequente
Anno 2009, valori assoluti e per 100 nati residenti

REGIONE

Nome maschile
piĚ frequente

v.a.

%

 

Nome femminile
piĚ frequente

v.a.

%

Piemonte

Alessandro

741

3,69

 

Sofia

740

3,89

Valle d'Aosta/Vallée d’Aoste

Alessandro

23

3,42

 

Giulia

18

2,87

Lombardia

Alessandro

1.871

3,77

 

Sofia

1.673

3,59

Bolzano/Bozen

Alex

70

2,60

 

Anna

77

3,03

Trento

Andrea e Davide

72

2,63

 

Sofia

97

3,70

Veneto

Matteo e Riccardo

788

3,20

 

Giulia

764

3,32

Friuli-Venezia Giulia

Matteo

177

3,39

 

Giulia

192

3,82

Liguria

Lorenzo

234

3,78

 

Sofia

226

3,71

Emilia-Romagna

Alessandro

793

3,68

 

Giulia

708

3,48

Toscana

Lorenzo

714

4,31

 

Giulia

604

3,87

Umbria

Alessandro

173

4,21

 

Giulia

155

4,12

Marche

Lorenzo

291

3,92

 

Giulia

273

3,86

Lazio

Lorenzo

1.073

3,88

 

Sofia

1.136

4,42

Abruzzo

Alessandro

206

3,70

 

Sofia

196

3,69

Molise

Francesco

57

4,73

 

Sofia

38

3,40

Campania

Antonio

1.512

4,98

 

Martina

869

3,00

Puglia

Francesco

948

5,05

 

Martina

595

3,36

Basilicata

Francesco e Giuseppe

106

4,44

 

Francesca

93

4,14

Calabria

Francesco

571

6,18

 

Sofia

275

3,19

Sicilia

Giuseppe

1.120

4,50

 

Sofia

883

3,74

Sardegna

Gabriele

271

3,91

 

Giulia

232

3,66

ITALIA

Francesco

9.259

3,21

 

Giulia

8.998

3,31

 

Francesco si conferma il primo nome in quattro regioni del sud (Molise, Puglia, Basilicata e Calabria), mentre, rispetto al 2008, ha ceduto il primato nel Lazio a Lorenzo e in Sardegna a Gabriele. Alessandro prevale al Centro-nord e si conferma come il nome piĚ popolare in ben sei regioni italiane.

Per quanto riguarda le bambine, Giulia, Ź il nome piĚ frequente in sette regioni del centro-Nord e in Sardegna. Sempre piĚ diffuso Ź il nome Sofia, il quale, oltre che essere percentualmente molto vicino all’incidenza di Giulia, prevale in cinque regioni del Centro-sud, in Lombardia, in Piemonte e nella provincia autonoma di Trento. Se si considera l’incidenza percentuale dei nomi piĚ frequenti in ogni singola regione, emerge che in Calabria la presenza di bambini che vengono chiamati col nome Francesco Ź particolarmente elevata; piĚ di sei bambini su 100 si chiamano Francesco, rispetto ad una media italiana di poco superiore a tre. Tra le bambine, nel Lazio dove ha superato Giulia che deteneva il primato al 2008, si riscontra la piĚ alta concentrazione di nate che vengono chiamate Sofia (4,4 bambine su 100 rispetto alle 3,4 su 100 a livello nazionale).

Per i bambini, le regioni Campania e Sicilia sono quelle che mantengono una sorta di peculiaritą territoriale rispetto alle preferenze espresse a livello nazionale: qui i nomi piĚ comuni sono rispettivamente Antonio e Giuseppe che, pur essendo piuttosto frequenti a livello nazionale, si trovano soltanto a metą della graduatoria. Questa peculiaritą regionale Ź meno accentuata per i nomi femminili: si segnala, ad esempio, il primato di Martina in Campania e in Puglia e di Anna nella provincia di Bolzano.


Glossario

Anagrafe della popolazione: il sistema continuo di registrazione della popolazione residente. Viene continuamente aggiornata tramite iscrizioni per nascita da genitori residenti nel Comune, cancellazioni per morte di residenti e iscrizioni/cancellazioni per trasferimento di residenza da/per altro Comune o da/per l'estero.

Cittadinanza: vincolo di appartenenza a uno stato, richiesto e documentato per il godimento di diritti e l'assoggettamento a particolari oneri.

Cittadino straniero residente: persona con cittadinanza straniera o apolide iscritta in anagrafe.

Etą media al parto: l’etą alla quale vengono mediamente messi al mondo figli, espressa in anni e decimi di anno.

Nati al di fuori del matrimonio: si tratta di una stima ottenuta considerando il complesso dei nati per cui Ź noto lo stato civile di entrambi i genitori e sottraendo a questo ammontare quello dei nati da genitori entrambi coniugati.

Nati in coppie miste: iscritti in anagrafe per nascita di cittadinanza italiana aventi un genitore italiano e l’altro di cittadinanza straniera.

Nati stranieri: iscritti in anagrafe per nascita aventi entrambi i genitori di cittadinanza straniera.

Nati da almeno un genitore straniero: si tratta dell’ammontare complessivo dei nati stranieri piĚ i nati da coppie miste.

Numero medio di figli per donna (o tasso di feconditą totale – TFT): somma dei quozienti specifici di feconditą calcolati rapportando, per ogni etą feconda (15-50 anni), il numero di nati vivi all’ammontare medio annuo della popolazione femminile.

Popolazione residente: persone aventi dimora abituale in un Comune, anche se alla data considerata sono assenti perché temporaneamente presenti in altro Comune o all'estero.

Stato civile: condizione di ogni cittadino nei confronti dello stato per quanto attiene al matrimonio. Celibe/nubile il cittadino rispettivamente di sesso maschile o femminile che non ha mai contratto matrimonio. Coniugato/a il cittadino sposato che non ha ottenuto lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Divorziato/a il cittadino coniugato che ha ottenuto lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Vedovo/a il cittadino il cui matrimonio Ź cessato per decesso del coniuge.

Variazione assoluta: differenza fra l’ammontare di un fenomeno alla fine del periodo considerato e quello all’inizio.

Variazione percentuale: rapporto tra la variazione assoluta e l’ammontare iniziale. Viene poi moltiplicato per 100.

Variazione percentuale media annua (o tasso medio annuo di variazione): si ottiene dividendo la variazione percentuale, riferita ad un intervallo temporale pluriennale, per il numero di anni dell’intervallo.

 

 

Nota metodologica

La Rilevazione individuale degli iscritti in anagrafe per nascita (modello Istat P.4) Ź stata attivata dall'Istat a partire il 1ľ gennaio 1999 e permette la conoscenza a livello territoriale comunale (e per sezione censuaria) dei nati vivi della popolazione residente classificabili secondo le seguenti variabili: sesso del nato, data di nascita (del nato), luogo di nascita, cittadinanza (del nato), etą della madre (singolo anno di) e coorte, etą del padre (singolo anno di) e coorte, stato civile della madre, stato civile del padre, cittadinanza della madre, cittadinanza del padre. Questi dati consentono dunque il monitoraggio dell’evoluzione della natalitą e della feconditą e l’analisi dell’evoluzione del fenomeno rispetto alle principali caratteristiche demografiche dei genitori.

Il livello di copertura della rilevazione individuale, valutato rispetto alle informazioni rilevate dall’Istat con i modelli riepilogativi comunali annuali del movimento e calcolo della popolazione residente nel complesso e della sola popolazione straniera (modelli istat P.2 e Istat P.3 rispettivamente), Ź pari rispettivamente al 99% per i nati residenti nel complesso e al 98% per i soli nati di cittadinanza straniera.

Dati di maggiore dettaglio sono disponibili on line consultando il datawarehouse I.Stat all’indirizzo http://dati.istat.it/ e il sistema tematico Demo, all’indirizzo http://demo.istat.it/altridati/iscritti in anagrafe per nascita.



[1] Nonostante la diversa popolazione di riferimento (le nascite della popolazione presente nel 1995 e le nascite della popolazione residente nel 2009) e una lieve differenza di classificazione dei nati (per filiazione nel 1995 e per stato civile dei genitori nel 2009), il confronto tra le due misure fornisce indicazioni utili circa l’evoluzione recente del fenomeno delle nascite al di fuori del matrimonio.

[2] “Indicatori demografici”, Istat, 2011 (http://www.istat.it/it/archivio/7993).

[3] Istat. Statistiche report. Il matrimonio in Italia. Anno 2009 e dati provvisori 2010 (http://www.istat.it/it/archivio/28014).