Date: 5:29 PM 5/3/04 +0200

From: Sergio Briguglio

Subject: note sull'allargamento UE

 

Cari amici,

vi mando, in vista dell'incontro di domani, tre messaggi, sulla questione dell'allargamento e delle restrizioni transitorie, che ho mandato alla mia mailing list e/o a quella dell'ASGI. Molti di voi, facendo parte di quelle mailing list, li hanno gia' ricevuti. Mi scuso con loro.

 

A domani

sergio briguglio

 

 

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Cara Tereza,

riguardo al problema delle restrizioni transitorie relative alla libera circolazione dei lavoratori subordinati provenienti dai nuovi Stati membri dell'Unione europea, vorrei sottoporre alla critica dei soci ASGI le considerazioni seguenti.

 

Nell'ipotesi che lo Stato italiano imponga restrizioni transitorie e che non disciplini con apposito provvedimento legislativo l'accesso dei cittadini dei nuovi Stati membri (un provvedimento che consenta, per esempio, di stabilire per via amministrativa una quota di permessi per lavoro loro rilasciabili), sorge - a mio parere - un conflitto tra due disposizioni:

 

a) la restrizione transitoria;

 

b) l'art. 1, co. 2 T.U., in base al quale le disposizioni del T.U. si applicano ai comunitari ove risultino piu' favorevoli.

 

In base alla prima, il lavoratore ceco - poniamo - non potrebbe lavorare come subordinato in Italia. In base alla seconda potrebbe farlo, seguendo una delle due seguenti piste (ce ne sono piu' di due, ma cito solo le principali):

 

1) stipulare un contratto di lavoro subordinato nei limiti delle quote programmate per i cittadini di Stati non appartenenti all'Unione europea, invocando l'applicazione dell'art. 22 T.U. (perche' piu' favorevole della disciplina altrimenti applicabile);

 

2) stabilirsi in Italia per esercitare un'attivita' autonoma, ai sensi dell'art. 3, co. 1, lettera a, del DPR 54/02 (Testo unico "comunitari"), e, subito dopo, stipulare un contratto di lavoro subordinato, invocando l'applicazione (perche' piu' favorevole della disciplina altrimenti applicabile) dell'art. 6, co. 1 T.U., che consente al lavoratore autonomo straniero di esercitare attivita' di lavoro subordinato.

 

Riguardo a quest'ultimo punto, occorre notare come l'eventuale adozione transitoria di misure restrittive non travolga il diritto dei lavoratori in questione di stabilirsi in Italia come lavoratori autonomi. La restrizione puo' riguardare infatti, in base agli allegati ai trattati di adesione, solo l'applicazione degli artt. 1-6 del Regolamento CEE 1612/68, laddove la libera circolazione dei lavoratori autonomi e' sancita dalla Direttiva CEE 148/73.

 

(Alla pagina di marzo 2004 del mio sito - http://www.stranieriinitalia.com/briguglio - potrete trovare l'allegato al trattato di adesione relativo alla Repubblica Ceca, il Regolamento CEE 1612/68, la Direttiva CEE 148/73.)

 

Si noti infine che, ove lo Stato italiano disciplinasse appositamente (per esempio stabilendo che annualmente vengano definite apposite quote) l'accesso al lavoro subordinato dei cittadini dei nuovi Stati membri, le due vie citate resterebbero in piedi in tutti i casi in cui risultino piu' vantaggiose per l'interessato.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

 

 

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Cari amici,

alla pagina di aprile 2004 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete, tra le altre cose, una notizia, dal sito di stranieriinitalia, relativa ai contenuti del decreto sulla restrizione transitoria della libera circolazione dei lavoratori subordinati provenienti dai nuovi Stati membri dell'Unione europea.

 

Riguardo a questo punto, alla stessa pagina del mio sito, vi segnalo (scusandomi con quelli cui la segnalazione sia gia' arrivata) il testo di un messaggio che ho inviato alla mailing list dell'ASGI (http://www.stranieriinitalia.com/briguglio/immigrazione-e-asilo/2004/aprile/messaggio-allargamento-ue.html). Nel messaggio esponevo alcuni argomenti in base ai quali la restrizione dell'accesso al mercato del lavoro subordinato potrebbe essere facilmente aggirata: ingresso per lavoro autonomo (non ristretto in alcun modo) e stipula di un contratto di lavoro subordinato (senza vincoli di quote o altre forme di restrizione) in base all'art. 1, co. 2 T.U.

 

Per completezza, riporto qui sotto le disposizioni rilevanti per il cittadino di uno Stato membro dell'Unione che voglia stabilirsi in Italia per esercitare un'attivita' di lavoro autonomo (o una prestazione di servizi). Sono tratte dal DPR 54/02 (Testo unico "comunitari").

 

Naturalmente, non e' affatto richiesto che l'interessato avvii effettivamente l'attivita' autonoma. In altri termini, e a mo' di esempio, il cittadino polacco che voglia stabilirsi in Italia per lavorare, con contratto di lavoro subordinato, come manovale, puo'

 

a) dichiarare, insindacabilmente, di volersi stabilire come giardiniere autonomo (previa dimostrazione dei requisiti - assai blandi - previsti);

 

b) ottenere la carta di soggiorno;

 

c) stipulare, in qualunque momento, un contratto di lavoro subordinato come manovale.

 

Questa e', naturalmente, solo la mia opinione. Critiche o osservazioni sono benvenute.

 

Cordiali saluti

sergio briguglio

 

 

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Art. 2. (L)

Soggiorno nel territorio dello Stato

...

2. Per i soggiorni di durata superiore a tre mesi, i cittadini di

cui all'articolo 1 sono tenuti a richiedere la carta di soggiorno di

cui all'articolo 5.

...

 

 

Art. 3. (L)

Diritto di soggiorno

 

1. Hanno diritto al soggiorno nel territorio della Repubblica i

cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea che:

a) desiderino stabilirsi nel medesimo per esercitarvi

un'attivita' autonoma;

...

c) desiderino entrare nel territorio della Repubblica per

effettuarvi una prestazione di servizi o in qualita' di destinatari

di una prestazione di servizi;

...

 

 

Art. 5 (R)

Richiesta della carta di soggiorno

 

1. La domanda per il rilascio della carta di soggiorno per i

cittadini di uno Stato membro dell'Unione europea deve essere

presentata, entro tre mesi dall'ingresso nel territorio della

Repubblica, alla questura competente per il luogo in cui

l'interessato si trova, utilizzando una scheda conforme al modello

predisposto dal Ministero dell'interno, nel quale siano riportati:

a) le complete generalita' dell'interessato;

b) gli estremi del documento di riconoscimento in corso di

validita';

c) la data d'ingresso nel territorio della Repubblica;

d) i motivi e la durata del soggiorno in relazione alle

fattispecie di cui all'articolo 3, comma 1;

e) il domicilio eletto nel territorio della Repubblica;

f) l'eventuale indicazione dei familiari o altre persone a carico

per le quali l'interessato ha diritto di richiedere un documento di

soggiorno.

2. La domanda deve essere corredata della fotografia

dell'interessato, in formato tessera, in quattro esemplari; in luogo

della fotografia in piu' esemplari, all'interessato puo' essere

richiesto di farsi ritrarre da apposita apparecchiatura per il

trattamento automatizzato dell'immagine, in dotazione all'ufficio.

3. All'atto della presentazione della domanda il cittadino

dell'Unione europea e' tenuto ad esibire il passaporto o documento di

identificazione valido, rilasciato dalla competente autorita'

nazionale, nonche':

a) le autorizzazioni prescritte per lo svolgimento nel territorio

della Repubblica delle attivita' che si intendono svolgere;

...

c) negli altri casi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere a) e

c), la documentazione attestante che l'interessato rientri in una

delle suddette categorie;

...

6. L'addetto alla ricezione, esaminata la domanda e i documenti

allegati o esibiti, di cui puo' trattenere copia, ed accertata

l'identita' dei richiedenti, rilascia un esemplare della scheda di

cui al comma 1, munita di fotografia dell'interessato e del timbro

datario dell'ufficio e della propria sigla, quale ricevuta, indicando

il giorno in cui potranno essere ritirati la carta e gli altri

documenti di soggiorno richiesti. ... I documenti di soggiorno, nonche' i documenti ed i certificati necessari per il loro rilascio o rinnovo, vengono rilasciati e

rinnovati gratuitamente.

 

 

 

Art. 6. (R)

Rilascio della carta di soggiorno

 

1. La carta di soggiorno per i cittadini di uno Stato membro

dell'Unione europea e' rilasciata su modello conforme a quello

approvato con decreto del Ministro dell'interno, entro centoventi

giorni dalla richiesta. L'interessato puo' dimorare provvisoriamente

sul territorio, fino a quando non intervenga il rilascio ovvero il

diniego della carta di soggiorno. Decorso un congruo periodo di

studio e sperimentazione, si prevede il rilascio della carta mediante

utilizzo di mezzi di tecnologia avanzata, sulla base delle

indicazioni formulate dal Dipartimento per l'innovazione e le

tecnologie della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

2. La carta di soggiorno di cui sopra e' valida per tutto il

territorio della Repubblica, ha una durata di cinque anni dalla data

del rilascio ovvero, per i soggiorni inferiori all'anno, per la

durata occorrente in relazione ai motivi del soggiorno....

3. La carta e' rinnovabile:

...

b) a tempo indeterminato, negli altri casi in cui e' rilasciata

per la durata di cinque anni;

...

4. La carta di soggiorno costituisce documento d'identificazione

personale per non oltre cinque anni dalla data del rilascio o del

rinnovo. Il rinnovo e' effettuato a richiesta dell'interessato, con

l'indicazione aggiornata del luogo di residenza, corredata di nuove

fotografie.

5. Fatte salve le disposizioni piu' favorevoli del decreto

legislativo 25 luglio 1998, n. 286, e del relativo regolamento di

attuazione, le interruzioni del soggiorno non superiori a sei mesi

consecutivi o le assenze dal territorio della Repubblica motivate

dall'assolvimento di obblighi militari non infirmano la validita'

della carta di soggiorno. La carta di soggiorno in corso di validita'

non puo' essere ritirata ai cittadini di cui all'articolo 3, comma 1,

lettera a), per il solo fatto che non esercitino piu' un'attivita' in

seguito ad incapacita' temporanea dovuta a malattia o infortunio.

 

 

 

 

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Cari amici,

alla pagina di aprile 2004 del mio sito (http://www.stranieriinitalia.com/briguglio) troverete il vademecum del Ministero del lavoro sull'allargamento UE.

 

Contrariamente a quanto ipotizzato in un primo tempo, non verra' emanato un decreto-legge. Sara' invece pubblicato a breve il DPCM approvato dal Consiglio dei Ministri il 20 aprile scorso, che fissa a 20.000 unita' la quota di lavoratori subordinati provenienti dai nuovi Stati membri ammissibili in Italia per il 2004 (salva l'emanazione di nuovi DPCM).

 

Da una rapida lettura del Vademecum mi sembra che debba essere opportunamente interpretato il paragrafo in cui vengono elencati i casi di esonero dalle limitazioni transitorie previste (tutti casi correlati con soggiorni ininterrotti di durata non inferiore ai 12 mesi).

 

L'enumerazione di questi casi e' corretta, ma non puo' essere considerata esaustiva (ne' forse vuole esserlo).

 

In molti altri casi, infatti, il cittadino di un nuovo Stato Membro puo' accedere al lavoro subordinato senza riguardo alla quota fissata. Per individuarli, e' sufficiente applicare il principio in base al quale la condizione di tale cittadino non puo' risultare peggiorata, per l'applicazione delle norme transitorie, rispetto a quella che sarebbe stata, ceteris paribus, in mancanza di acquisizione dello status di cittadino di paese membro della UE.

 

Cosi', ad esempio, potranno accedere alla stipula di contratti di lavoro subordinato, senza vincolo di quota, tutti coloro che, alla data del primo maggio o successivamente, si troveranno a soggiornare regolarmente in Italia per motivi familiari, di lavoro autonomo, di lavoro subordinato (a prescindere dalla durata del soggiorno pregresso) o di studio (nel limite delle 1040 ore annue).

 

Cordiali saluti

sergio briguglio